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Full text of "Descrizione topologico-istorica della citta di Perugia"

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9145621 

SLIBd 
v«2 


DESCRIZIONE 

TOPOLOGIC  O-I  STORICA 
DELLA     CITTA' 

DI   PERUGIA 

ESPOSTA 
NEIL'    ANNO    CJD*    JD»    CCC,  XXII 

DA  SERAFINO  SIEPI 

Professore  Emerito  di  Eloquenza  e   Poesia, 
Ael  Patrio    Ginnasio  di  essa   Citta 


PARTE    TOPOLOGICI 

VOLUME  li. 


PERUGIA 


DALLA      TIPOGRAFIA 
GARBINESI    E  SANTUCCI 


DESCRIZIONE 

)  VEL   lilOA'S   DI    PORTA    S.    PIETJiOt 

3^ 


i  \_/  s.servata    la    Piazza   di  Sc^prnmuvo 

ultimo  oggetto  cbe  si  preseati  nel  Bìonc 
di  P.  S.  ,  si  entra  in  quello  di  P.  S.  P. 
continuando  il  cammino  per  la 

VIA  della  PESCERIA  ,  Neir  ango^ 
lo  meridionale  di  d.  Piazza  clie  ò  presso 
al  già  descritto  Palaz.  del  Trib.  ,  si  entra 
hi  qu.  anticliiss.  strada  che  è  detta  Pa- 
scerla ,  perclìè  dalla  banda  cLe  riguarda 
il  campo  di  battaglia  si  continuò  per  più 
secoli  a  vendere  il  pesce  .  All'  ingresso  di 
qu.  Via  a  sinistra  ,  è  inalzata  sopra  quat- 
tro esteriori  gradini  la  porta  che  intro- 
duce air  oiTicio  del   pio  Istituto   detto   il 

MONTE  DI   PIETÀ'  .    Fondato    qn 
ilodevoUss.  Istituto  dai  nostri   matjijiori  lin 
dal    1662  per   consiglio  del   J).  Bernardino 
'  da   Feltre     Min.  Oss.   e  Predicatore    nelb 
Quaresima   nel    nostro  Duomo     (i)     nello 
stesso  anno  ;   fu    qui  stabilito    uno  dei  ire 
suoi   ofiìcj   che   sul  principio    si  eressero  . 
.(2)   E   qu.   locale   una  continuazione  delLì 
fabbrica  della    Università  .  Evvi    il  come- 
do di  molte  camere  per  la  conservazione 
ide*  pegni  e  per  l'abitazione  del  Custode  . 
Nella   prima   camera  che   s*  Incontra   a«:ce 
'se  le    scale  ,  si  ricevono  i  pegni  ,  e  si  str- 

485000 


452  Cli^  di  s»   Giuseppe 

La  ia  cassa  di  ferro  il  denaro  occorrente 
allo  Istituto.  Vi  si  tede  un  seggio  snidi  cui 
postergale  si  legge  ,,  liic  Mons  Pietatis 
Primus  in  Orbe  fiilt  .  ,,  Vi  è  sopra  il  ri- 
tratto del  b.  Fondatore  in  pulpito  dinan- 
zi ad  una  Croce  basata  su  g  monti  indi- 
canti forse  il  numero  dei  medes.  istituti 
stabiliti  dopo  di  qnesto  iu  altre  città  d* 
Italia  dallo  stesso  B.  Serpeggia  nella  Cro- 
ce una  cartella  ove  è  scritto  ,,  Habe  il-* 
lius  curain  ,,  epigrafe  diretta  alla  imma- 
gine di  G.  C.  d.  la  Pietà  die  si  vede  e- 
spressa  nclT  angolo  del  quadro  superiore 
alla  Croce  .  —  Non  lungi  da  quest'  Of- 
ilcio   nella   medesima  Via   è  la 

CM.   DI  S.  GIUSEPPE  della  Comp. 
de*  Falegnami  ,   Quest*  anticliiss.  Ch.  par- 
xoch.    coi  titolo  di    s.   Donato    ed     Enrico 
(i)   passò   nel  dominio  della  Compag.   de' 
Falegnami    coasecrata    al  virginale  Sposo 
di  M.   r  anno  1097   in   cui  fu  dalla   stessa 
compag.   restaurata  ,  posta    al  piano    della 
strada  e  dipinta,  acconciandovi  quello  stes- 
so altare  che  avea  già  nella  eli.  di  s.  Ma- 
ria del  Verzaro    ov*  ebbe  la  sua  prima  e- 
rezione  .   (2)  —  Piccola  e  la  ch.  e  di  fi- 
gura  quadrilunga,  a  volta,   con   otto  pila- 
stri e   cornicione  dorico  .     Ha    tre  altari  : 
in  quello  a  destra  delT  ingresso  è  la  sta- 
tua di  s.  Giuseppe  in  legno  entro  una  nic- 
chia da  cui  sporge  Talt.  pure  di  legno  inta- 
gliato marmoreggiato  e  dorato  .   NelT  at- 
tico di  essa  ò   un   quadrilungo  ov' è  dipin- 
ta la  Sacra  Famiglia  .    Ai  lati   sono   due 


Cli.  di  s>   Giuseppe  453 

piccole  porte  che     introducono  in   Sagre- 
stia ,    ornate  pur'  elleno     d'  intagli  di   le- 
gno che   servono    anche  di  finimento  all' 
altare  .   Sopra   le  medes.  sono  due  lunette 
in  cui  a   piccole  figure  sono    espressi    la 
Fuga  in  Egitto  e  il  Hiposo  per  quella  via  . 
-—  L  Altare  maggiore  recentemente     for- 
mato  di   stucco,  ha   un  pregiatissimo  qua- 
dro che  air  Orsini  sembrò   opera  di  Lui- 
gi  Scaramuccia  (  Guida  pag.  85  )  ,  nia  che 
il  Lancellotti  contemporaneo  al    suo  Au^ 
tore  asserisce  essere  di  Lattanzio  Alaman- 
do  Bolognese,  eseguita  nel   i585   (.  Scor» 
Sac.  19  marz.  )  ,   Evvi  in   alto   la  V-    col 
Bambino  tra   s.   Giuseppe  e  s.  Francesco; 
sul  piano   indietro   è    la  figura   di  un  re- 
ligioso compagno  di  s.  Francesco  che  mola- 
to  contribuisce  con   due  Angeli   che   sono 
allogati  dietro  alla   Madonna,  alla  flnitez- 
I  za  del  gruppo  .  —  L'  altro  Altare  latera- 
le è   simile    a   quello    dicontro  .     E'  nella 
nicchia  una  statua  di  M.  V.    col  Bambi- 
no in   braccio  .   Sul   timpano   è  dipinta  la 
visione  di    s.   Giuseppe   cui   dalT  Angelo  ò 
intimato  di  partir  per     1'  Egitto  ,   Ai   lati 
in  vece  delle  porte  sono  due  nicchie  eoa 
due  angeli    li  rilievo  in  legno  portanti  un 
.  cornucopio  . 

Sagrestia  .  Sono  appesi  alle  pa- 
reti di  qu.  due  quadri  di  singoiar  meri- 
to che  presentano  ambedue  il  medesimo 
soggetto  .  Uno  è  bislungo  ed  evvi  la  V» 
sedente  con  in  grembo  il  Figlio  pargolet- 
jto  sotto   un  padiglione    sostenuto  da    du« 


454  CJi-  ^à  Ospedale 

angeli  e  fra  le  intiere  figure  in  piedi  di 
s.  Giuseppe  e  di  s.  Claudio  .  Sembra  spe- 
ra di  scuola  fiorentina  .  L'  altro  è  quadri- 
latero ,  ed  è  di  Gio.  Antonio  Scaramuc- 
cia che  regolò  il  suo  lavoro  colla  mede- 
sim*  arte  del  già  descritto,  con  questa  dif- 
ferenr.a  clie  il  s.  Claudio  è  la  figura  che 
rimane  libera  ,  e  la  V.  e  il  s.  Giuseppe 
rimangono  in  g^^ppo  uniti  insieme  ,  al 
contrario  dell'  antecedente  ove  la  V.  si  ag- 
gruppa con  s.  Claudio  .  Come  pressoché 
tutte  le  pitture  di  questo  autore  ,  anche 
la  presente  è  oscurata  dal  tempo  .  Erano 
ambedue  questi  quadri  nella  chiesa  di  s, 
Claudio  del  Collegio  d  Pietra  e  Legname, 
e  furono  qui  traslocati  allorché  )iel  1798- 
soppressi'  i  collegi  ,  fu  quella  chiesa  ridot- 
ta ad  uso  profano  .  —  E'  parimenti  qui 
appeso  altro  buon  quadretto  di  moderno 
pennello  ,  ov'  è  il  transito  di  s.  Giuseppe 
assistito  al  letto  della  morte  da  G.  C  e 
da  M.  Vergine  .  — -  Poco  sotto  a  qu-  è  la 
CH.  Parrocchiale  ed  OSPEDALE 
di  S.  MARIA  della  MISERICORDL4  . 
Nel  luogo  medesimo  ove  la  Pietà  di  al— 
cuni  Perugini  everse  fin  dal  i3o3  un'asi- 
lo ai  miserabili  infermi  ed  ai  fanciulli  il- 
legittimi ,  sotto  lo  stesso  titolo  ,  esiste  an- 
che al  presente  e  la  Chiesa  e  la  Casa  di 
cui  parliamo  .  (i)  A  varj  cambiamenti  pe- 
raltro in  varj  tempi  soggiacquero  ambe- 
due qu.  edificj  .  Fu  la  Ch  rifabbricata 
fuori  deir  antica  sua  situazione  ,  racchiu- 
sa oggi  nel  conservatorio  delle  alunne  co- 


Di  S.  M'  delle  Misericordia  4^0 
me  vedremo,  circa  1*  anno  ì'^60  con  dii 
segno  di  Pietro  Carailoli  .  •—  Allo  in- 
gresso trovasi  un  atrio  sopra  il  di  cui  vol- 
to è  un  coretto  per  usò  delle  alunne  ,  e 
sostenuto  da  4  colonne  di  mattoni  rive- 
stite dì  stucco  .  A  diritta  di  chi  entra  in 
qu.  atrio  è  una  piccola  cappella  col  fon** 
te  Battesimale  in  marmo  carnagione  .  (2) 
In  mezzo  all'  ornato  di  es.^-o  in  prospetto 
è  un'  assai  pregevole  quadretto  dipinto  a 
olio  sulla  lavagna  rappresentante  il  Bat- 
tesimo di  Costantino  ,  creduta  opera  di 
Federico  Zuccheri  .  — •  Ha  qu.  eh.  il  \ol* 
to  compartito  a  fasce  che  basano  sopra 
di  cornicione  e  pilastri  ,  e  sul  principio 
della  tribuna  ,  sopra  di  4  colonne  ♦  il  tut- 
to di  ordine  dorico  .  In  mezzo  ai  du© 
principali  compartimenti  del  volto  sono 
due  medaglioni  coli*  Assunzione  e  Coro-^ 
nazione  della  V.  ,  di  Francesco  Appiani  • 
—  Gli  altari  laterali  hanno  le  mense  d£ 
stucco  marmoreggiate  e  dorate  »  e  sono 
ornati  d'  architettonica  pittura  di  Pietro 
Caraltoli  la  quifle  occupa  tutto  lo  sfon- 
do ove  sono  essi  situati  tra  i  pilastri  spor- 
genti .  —  Il  I.  Alt.  a  diritta  dell' ingres- 
so à  un  quadro  ov*  è  V  Angelo  Custode 
il  quale  conduce  un  giovinetto  seminudo 
in  atto  supplicevole  innanzi  a  s.  Miche- 
le Are.  che  colla  lancia  inabissa  lucìfera 
e  sostiene  colla  destra  la  bilancia  .  In  al- 
^0  sono  degli  Angeli  che  porgono  coro- 
ne .  E*  opera  singolariss.  di  Giulio  Cc- 
Éiare  de  Angeli  fatta  dipingere  da  Lucre- 


456  Cli.  ed  Ospedale 

zia  moglie  del  cap.  Scipione  MontespereU 
li  r  anno  1620.  Sul  gradino  e  un'  orna- 
to con  s.  Liborio  .  Sul  dinanzi  de*  du^ 
pilastri  clie  seguono  ò  un  semplice  Pulpito 
di  noce  di  cui  nel  principale  specchio  del 
parapetto  fu  aggiunto  nel  feb.  del  1820 
lo  stemma  del  luogo  pio  fra  \  intreccio 
di  una  coroiia  ,  il  tutto  di  rame  dorato  , 
(*)  —  L'  Alt.  del  prossimo  sfondo  oltre 
la  pittura  comune  agli  altri  La  un'  orna- 
to di  stacco  propoizionato  alla  forma  e 
grandezza  del  celebre  quadro  di  Pietro  pe- 
lug.  che  stava  in  s.  Maria  de' Fossi  e  che 
fu  qui  trasfei'ito  nel  Giugno  del  1790  (  ^► 
/*  Annotaz^  Art.  s  Maria  de'  fossi  o  ^e- 
gli  Angeli  )  .  Questa  eccellente  opera  con 
tante  altre  rapita  nel  febbr.  del  1797  e 
compresa  nella  più  volte  ricordata  resti- 
tuzione del  i8i5,  trovasi  presentemente 
nella  GalleriaVaticana.il  eh.  Orsini  co- 
si accuratamente  la  descrisse  nella  sua  Gui- 
da (  p^g'  47  )  '»  Contiene  essa  la  Ma- 
donna con  s.  Anna  sedenti  su  di  un  nor' 
bile  seggio,  s.  Mutria  Clcofe  ,  s.  Maria 
Sulonie  ,  s.  Giuseppe  e  s,  Gioacchino  . 
Sembia  che  al  celeb.  Artefice  dispiaces^ 
se  il  consueto  anacronismo  de^  pittori  , 
onde  doi^endovi  introdurre  tutti  cjue  san^ 
ti  che  furono  coetanei  al  Bambino  Ger 
sii  ,  cioè  s.  Gio.  Battista  s»  Giacomo 
magg,  s.  Giacomo  min.  s.  Simone  s.  Tad-r 
deo  e  s.  Giuseppe  di  Ariniatea  ;  Jia  ef-r 
ftalato  bambini  ancor  essi  .  Due  sono  in 
braccio    alle  Mcirìs.  ,  due  altri  abbasso 


Di  S.  31.  della  Misericordia  4^7 
sedenti  nello  scalino  del  seggio  ,  e  due 
in  piedi  alla  estremità  della  tavola  al" 
lato  alle  Marie  .  Ognitno  porta  scritto 
il  nome  nel  proprio  diadema  dorato  ^ 
siccome  in  que'  tempi  costumavano  di  fa-- 
re  i  pittori  non  purgati  dalle  seccherie 
gotiche  .  C ertamente  qu,  opera  sarà  ri-^ 
uscita  di  molta  soddisfazione  ali  Au^ 
tore  che  non  ebbe  difficoltà  di  apporvi 
sul  piedistallo  del  seggio  la  iscrizione 
con  lettere  majuscole  ,,  Petrus  de  C a-* 
stro  Plebis  pinxit  ,,  Il  Lancellotti  (  a5co/\ 
26  ^^^g".  )  ci  fa  sapere  clie  Angelo  di  Coa« 
te  fece  dipingere  questa  tavola  nel  1602. 
Fu  in  questo  luogo  ad  essa  sostituita  la 
tela  con  s.  Anna  s.  Gioacchino  la  Vergi- 
ne fanciulla  ,  e  sopra  ,  degli  Angeli  por- 
tante corone  e  incensiere,  dipinta  nel  180  ri 
da  Andrea  figlio  di  Francesco  Appiani  . 
Sul  gradino  di  questo  altare  è  un  qua- 
dretto coir  Arcangelo  Raffaele  che  porge 
soccorso  a  Tobia*  spaventato  dal  mostruo- 
so pesce  •  E'  opera  assai  studiata  del  gio- 
vane Giuseppe  di  Luigi  Carattoli  nel  18 12. 
(3)  —  La  Tribuna  ha  lateralmente  nel 
suo  principio  tra  quattro  colonne  che  so- 
stengono due  archi  le  balaustre  di  2  can- 
torie dipinte  e  filettate  di  oro  .  Indietro 
sì  ergono  due  macchine  dorate  ove  in  una 
è  r  organo  ,  e  nell'  altra  la  mostra  di  altr* 
organo  per  simmetria  .  L*  Alt.  magg.  ia 
isola  ha  gradini  e  basi  laterali  di  legno 
intagliato  e  dorato.  Ha  sopra  un  baldac*^ 

a  3 


'458  Cli.  ed  Ospedale 

chino  recenlemeute  ricostruito  ad  intaglio 
di  legno  posto  a  oro  :  nel  suo  fondo  è 
un  Padre  Eieino  in  mezzo  agli  Angeli  di- 
pinto da  Francesco  Appiani  .  (^4)  ^^^  ^O" 
xo  (5)  circolare  sono  ai  lati  altie  due 
orchestre  ,  (6)  e  in  mezzo  sotto  una  fi- 
nestra ,  il  di  cui  architrave  è  sostenuto 
da  due  colonnette  di  stucco  isolate  ,  è  un 
quadro  assai  magistralmente  dipinto  da 
Federigo  Zuccheri  .  I  pregj  singolari  dell' 
artificio  di  questa  pittuia  facilmente  sì 
Scuoprono  dagli  intelligenti  ,  e  furono  as- 
sai ben  rilevati  dall  Orsini  nella  sua  Gui- 
da pag.  83.  Offre  la  strage  degl  Inno- 
centi e  in  lontananza  su  di  una  loggia 
prospettica  il  re  Erode  spettatore  dello  in- 
fando  esterminio  .  —  L  Altare  che  se- 
gue ,  oltre  la  pittura  architettonica  ha  una 
cornice  di  marmo  nero  che  cuconda  la 
nicchia  ov'  è  in  rilievo  una  bella  imma- 
gine di  G.  Crocifisso  in  legno  .  Fu  que*- 
sto  altare  fondato  e  dotato  per  testam. 
fatto  il  dì  14  Maggio  i  SgS  da  Eutropia 
Pia  moglie  del  cap.  Raniero  Constali  .  (^^) 
Kel  gradino  è  una  macchinetta  dorata  col- 
la immagine  di  Maiia  ss.  del  Buon  Con- 
siglio .  (8)  —  Neil'  ultimo  aitare  è  la  V. 
;jedente  col  B  in  braccio  s  Carlo  Bor- 
roivieo  e  s.  Silvestro  papa  inginocchiali  , 
^9)  C  opera  stimatissima  di  Francesco  Ap- 
piani .  Era  questo  quad»*o  situato  nel  pri- 
mo altare  a  sinistra  del  maggiore  prima 
che  ivi  fosse  collocata  la  tavola  di  Pie- 
tro di  cui  abbiamo  parlato  .  (io) 


Di  S'  M.  della  Misericordia  459 
Sagrestia  .  Sopra  la  porla  die  con* 
duce  in  eli.  è  un  quadro  colla  Natività 
di  Gesù  e  coli*  adorazione  de'  pastori  .  E 
opera  ragguardevole  di  Benedetto  Bandie- 
ra .  Sopra  agli  armadj  diconlro  alla  det- 
ta porta,  scorniciati  e  intagliati  assai  va- 
gaiuente,  è  una  Madonna  col  B.  a  mezza 
figura  di  Pietro  Perugino  .  —  Adorna- 
no le  pareti  di  questa  sagrestia  compar- 
tita a  pilastri  e  cornicione  dorici  ,  molti 
quadri  ,  i  principali  de'  quali  sono  V  ado- 
razione del  nato  Redentore  fatta  da  pa- 
stori, entro  a  maestoso  edificio  semi-diru- 
to ,  col  P.  Eterno  in  alto  in  mezzo  a  una 
gloria  di  Angeli  :  opera  non  ispregevole 
di  Mattia  Batini  da  Città  di  Castello  ;  una 
Aijuunziata  ,  e  un  s.  Antonio  da  Padova 
di  Giuseppe  Laudati  ;  un  s.  Donato  e  uà 
5.  Arrigo  d*  incerto  ,  ma  forse  di  Fran- 
cesco Busti  :  s.  Frane,  da  Paola  in  atto 
di  spezzare  la  moneta  da  cui  esce  sangue 
innanzi  al  re  Lodovico  XI  di  Francia  »  e 
s.  Domeuico  che  ravviva  un  fanciullo  ♦  del 
d.  Busti  :  4  altri  quadri  più  piccoli  »  col 
martirio  di  s.  Lorenzo ,  la  Samaritana  con- 
vejtita  da  G.  C.  ,  il  martirio  di  s.  Ste-» 
fano  ,  e  Lot  addormentato  nella  sua  ebrie- 
tà ,  opere  di  Giacinto  Boccanera  :  2  qua- 
dretti ,  uno  con  s.  Filippo  apost,  che  bat- 
tezza r  eunuco  della  regina  Candace  ,  1* 
altio  con  G-  C  apparso  ai  Discepoli  ^t^ 
Emmaus  :  2  altri  quadietti  sopra  gì  in— 
ginoccliiatoj  che  seivono  ai  sacerdoti  ce- 
lebranti ,   colla  immagine  in  mc^za  fi^u.« 


46o  Ch.  ed  Ospedale 

ra  deir  Ecce  Uomo  ,  e  della  V.  addolo- 
rata ,  opere  tutte  di  buon  pennello  .  — - 
la  lapide  posta  a  lato  del  finestrone  di 
qu.  sagrestia  è  la  seg.  memoria  ,i  Prae- 
dia  In  Prilla  Vajani  Sub  Parroc>  S.  Ot'^ 
fitii  jigri  Perus.  Cam  plneis  Per^iilìs 
Palumbario  Et  Domibus  Juxta  Bona  Jo. 
Mariocti  Bona  Dictae  Eccles.  Jiaered. 
Julii  Delzucca  Ilaered.  Nicolai  Barisa^ 
ni  Et  Vias  Piibblicas  Salvis  Alì^is  Si 
Qui  ec.  Ex  Tcstam  lij  eronìnii  Et  Bai-' 
tassaris  Malthei  Delzucca  In  Actis  Pro-- 
speri  Campani  Scriptoris  Archiv..  Notar* 
Puhb.  In  Urbe  Conditi  Die  XXI  lun . 
MDLXXXir  Ad  Hoc  Uospitale  Mise^ 
ricord.  Devenerunt  Cam  Proldbitione 
Alienandi  Et  Pignorandi  Et  lapìdem 
Jiujus  Memoriae  Conservandi  Sub  Poe^ 
na  C aducitatis  Des^'olutionis  Ad  Alias 
Ecclesias  In  E  od.  Te  stani,  JSomìnatas  .  ,, 
(li)  —  Uscendo  da  questa  sagrestia  si 
entra  in  lungo  adito  corriv'^pondente  al  si- 
nistro Iato  della  chiesa  .  Alla  manca  dell' 
adito  ù  un  bussolojie  di  noce  da  cui  per 
varie  branche   di   scale   si   va  alle 

Infermerie  ,  Ascesi  pochi  gradini  si 
trova  ]a  cucina  e  suoi  annessi  ,  un  ca- 
fiieroiic  che  conduce  agli  oliicj, e  due  grandi 
guardai'oLe  .  Proseguendo  ad  ascendere  la 
scala  si  troviì  la  in fei-meria  degli  Uomi- 
ni coiiiposta  di  tre  sale  .  La  I.  situata  so- 
pra al  salone  e  guardaroKe  pocanzi  accen- 
nati, contiene  2^^  lettr  .  Ha  nellia  estreifli- 
Li.  due  gran  fine^trojai  .A  destia  di  quel- 


Di  iS.  M.  della  Misericordia  46 1 
lo  che  guarda  il  levante  evvi  un*  aitare 
ove  si  celebra  ogni  mattina  ,  ed  ha  uu 
quadro  con  Maria  venerata  sotto  il  tito- 
lo della  Misericordia.  (12)  La  II.  infer- 
nieria  contiene  12  letti,  ed  è  posta  sopra 
la  cucina:  la  III.  parimenti  12  letti,  ed 
è  al  di  sopra  della  sagrestia  della  chiesa  . 
Nello  stesso  piano  delle  tre  infermerie  è 
la  camera  pel  Direttore  .  Ascese  altre  sca- 
le trovansi  gli  appartamenti  del  Priore 
Clerico  dei  due  cappellani  e  del  predica- 
tore quadragesimale  ,  indi  la  infermeria 
delle  donne  composta  di  due  sale  .  La  I. 
contiene  3o  letti  ed  è  situata  sopra  la  eh. 
e  il  coro  .  Ha  nella  estremità  due  fine- 
stroni  .  A  sinistra  di  quello  che  riguar- 
da il  levante  è  posto  \  alt.  con  un  qua- 
dro di  Maria  ss.  ed  a  sinistra  delF  op- 
posto è  un*  antica  immagine  del  Croce- 
fisso in  rilievo  .  La  II.  sala  contiene  12 
letti  ed  ò  situata  sopra  la  III.  sala  degli 
Uomini  .  Contigue  vi  sono  le  camere  per 
le  donne  inservienti  alla  infermeria  •  (i3) 
L'  ingresso  esterno  degli UlHzj  è  nella  stra- 
da che  conduce  a  s.  Ercolano  •  A  pian 
terreno  si  trova  la  Computisterìa  e  l'Ar- 
cliivio  ;  al  primo  piano  la  Segreteria  ,  le 
camere  di  udienza  pel  Sopraintendente  ge- 
iierale  ,  la  Depositeria,  la  Udienza  delPrìo- 
re  clerico  ed  un  guardarobe  .  (**)  A  que- 
sto medesimo  piano  sonò  le  camere  del 
medì«!0  e  chirurgo  astanti  che  hanno  T  in- 
gresso per  le  infermerie  :  al  secondo  pia- 
no alcune  camere  -per  "le^g'uardie  e  alcu- 


462  Ch*    ed    Ospedale 

ni    magazzeni  :  al   terzo    la    medicheria    ed 
altre   abitazioni    per  le   guardie  ,  A   destra 
della  porta  della  Gli.  è  quella  dei  Cojiserva- 
torj   delle  projette   e  del  Gabinetto  anato-* 
mico  .  Un  corridojo  comune   conduce   agli 
uni    e    all'  altro  .    Al    piano  di   qu.    corri- 
dojo  sono  ad   un   lato    il   parlatorio   e  una 
Cappellina  coli' altare  e   su  d*  esso  un  qua- 
dro  rappresentante   il  Battesimo  di  G    C.  : 
al   lato    opposto  il    forno  e   suoi    ajinessi  . 
Ascesa  una  branca  di  scale  si  trova  WCun^ 
sers^atorio  di  Regola  Nuos^a  .  Ha  un  dovmi- 
tot'io  con    i8  letti  .   Era   l'antica    chiesa,  e 
vi   si   scorge    ancora    su    di    un   muro    co- 
perto da    fondello    un'  afresco    ìappresen— 
tante  il  Presepio  .  Contiguo   ewi    aìtia    sa- 
la coi  telari   che    serve  di   scuola  ,  e  le  di 
cui   lunette   sotto   la    volta    sono   dipinte    a 
fresco  da     buon  pennello  .   Aìcune     delle 
camere  del  secondo  piano  seivono  alle  pro- 
jette di  questo  conservatorio  e  specialmen- 
te per    le    malate  e    convalescenti  .    Altre 
camere  di   questo  piano  e    quelle   del   ter- 
zo appartengono  alle    Projette   di   Regola 
Vecchia,   (i4)  Le  une  e    le  ahie  piojene 
hanno     separati     refettori    e    cucine  .   Di— 
contio  al   sud.   corridojo  d  ingresso  ò   pu- 
re   la   scala    per   cui    si    .*=cende   al 

Teatro  dell  Accademia  Anatomica^ 
Fu  restaurato  nel  i8o:>.  La  sua  figura  è 
semicircolare  ed  à  iu  mez/>o  al  suo  volto 
la  simbolica  immagine  della  Notomia  di- 
pinta da  Aadrea  Ai)t)i.ìni  Una  tavola  di 
marmo  serve  alle  anatomiche  dimoitràizio- 


t)i  S.  M^  della  Misericordia  463 
ni  1  e  4  ordini  di  sedili  allo  intorno  ap- 
prestano agio  ad  assistervi  .  Un  Gabinet- 
to dove  si  conservano  varie  preparazioni  » 
due  camere  incisorie  colle  respettive  ta- 
vole di  marmo  ,  una  camera  mortuaria  , 
una  pel  Segretario  ,  ed  altre  per  la  Bi- 
blioteca e  r  Archivio  sono  anne-se  al  Tea*» 
Irò.  (i5)  Da  questo  non  lungi  è  pure 
un  vasto  Cimitero  ,  e  sotto  esso  due  gtan« 
di  sepolcri  ,  al  quale  si  scende  per  sepa- 
rato ingresso  corrispondente  al  difuori  al- 
la sinistra  del  pò-  toae  che  apre  i*adito  al-* 
la  sagrestia  e  alle  infermerie  .  —  Dirim- 
petto a  questa  f;»bbiica  è  la  Casa  per  le 
nudrici  e  projetti  ,  che  peralti  o  saranno 
ben  presto  trasieiiiì  al  nuovo  locale  di  s. 
Margherita  ,  (i6)  Nel  vicolo  che  si  scor— - 
gè  alla  parte  occidentale  di  qu  casa  è  una 
ruota  ove  si  recano  gli  esposti  .  Sopra  di 
essa  è  dipinta  la  V.  colle  braccia  aperte 
in  atto  di  accogliere  d^'i  fanciulli  ,  afre— 
SCO  assai  daiine^^giato  di  Fr.  Appiani,  nel 
i;-8o  (^7)  —  P  oseguendo  il  cammino 
per  la  declive  Strada  di  s.  E^colano  ,  ab- 
bassata nel  i58f  per  ordine  del  gover- 
natole Fr;^ncesco  Sangìor^io,  e  in  modo 
approfondata  che  pei-  discendervi  dalla 
Via  Riaria  fu  d*uopo  nel  i583  che  il  cad, 
B-Iario  vi  {^i:^syò  coòt-ui^e  la  scala  che  si 
vede  incontro  allo  inJ4res^o  deiTOspcdale» 
e  che  alt:a  scala  vi  abbi«ogna«;se  per  en- 
trare nel  vecchio  Tempio  di  es<?o  :  si  ^nov- 
gè  uno  dei  gìandi  archi  fabbricati  o  ai 
tempi  etruschi    0  sui   principio   deli    Ini- 


^64  Ch,   di  s.   E/colano 

pero  romano  .  Fu  aneli'  esso  una  delle  an- 
tiche porte  della  Città  »  e  si   nominò  dapoi 

ARCO  DI  S.  ERCOLANO.  Si  chia- 
mò porta  Cornea  ,  porta  Berarda  e  ne- 
gli ultimi  tempi  Arcot  dei  Gomitoli  .  Ev- 
vi  nella  parte  superiore  esterna  espresso 
in  pietra  un  Leone,  insegna  della  Fazio- 
ne Guelfa  come  altrove  si  disse  ,  qui  col- 
locata sui  principi  del  sec.  XIII.  (i)  Da 
quest'   arco   si   scende  alla 

CH.  di  s.  ERCOLANO  Vesc.  e  M- 
della  Compagnia  di  s.  Martino  ,  Rimon- 
ta la  origine  di  qu.  Chiesa  ali'  epoca  de- 
gli anni  seg.  alla  metà  deV  sec.  VI.  Ven- 
ne compiuta  nella  forma  presente  nel  iSaS 
con  disegno,  come  si  crede,  del  celeb,  fr. 
^evignate  mon.  silvestrino  che  architettò 
pure  r  antica  Cattedrale  e  la  Fonte  di- 
nanzi ad  essa  •  (i)  Fu  restaurata  piìi  vol- 
te e  special,  nel  1607  .  (2)  L'  esteriore 
di  qu.  bel  Tempio  ,  in.  grandiosa  figura 
ottangolare  ,  per  4-  lati  costeggia  il  pi'in— 
clplo  della  via  diritta  che  conduce  a  Poi« 
ta  s.  Pietro  ,  e  per  gli  altri  si  appoggia  , 
nella  parte  destra  ,  all'  antica  muraglia 
che  sostiene  la  strada  d.  Lomellina  ,  mi- 
raglia  che  si  erge  sopra  di  altra  stracia 
chiamata  negli  antichi  annali  C alzus  o 
Calzo  di  s^  Ercolano  (3)  ;  e  nella  par- 
te sinistra,  alle  annesse  case  anticam.  fab- 
bricate dalla  Città  poi  donate  nel  1582. 
alla  famig.  Comitoli  ,  quindi  dal  vesc.  Na- 
poleone destinata  a  Collegio  dei  Barna- 
biti ,   e  final,   dalla   Compag.   di  5.  Marti- 


eh.  di  s-  Ercolano  4^5 

tino  assegnate  al  cappellano  della  Ch.  e 
ad  altri  ,  e  parte  di  esse  ultimamente  al 
-proprio .Ojyìcio  .  La  fabbrica  lungo  la 
strada  ò  attorniata  in  ognuno,  degli  an- 
goli da  grossi  piloni  che  reggono  gli  ar-r 
chi  intrirmedj  di  figura  gotica  ma  della 
meno  antica  ,  e  termina  in  un  cornicio- 
ne della  stessa  architettura  .  Sopra  il  cor- 
nic.  sorge  un  Campanile  quadrato  il  qua- 
le corrispondendo  appunto  sopra  la  prin- 
cipale porta  dalla  Gh.  ,  ne  termina  va- 
gamente con  alcune  logge  laterali  il  p;o— 
spetto  .  E  la  d.  porta  arcuata  e  abbellita 
nel  suo  contorno  da  replicati  cordoni  di 
marmo  rosso  disposti  in  modo  da  forma- 
re alia  medesima  un*  ampia  cornice  .  Ad 
essa  si  ascende  per  maestosa  scala  divisa 
in  2  ale  con  una  prospettiva  nel  suo  pa- 
rapetto costituita  da  scorniciamenti  e  da 
una  nicchia  curva  nel  suo  frontespizio  ^ 
di  tutto  intaglio  in  ti-avertino,  di  moder- 
no disegno,  poiché  fu  fitta  sul  principio 
del  sec.  XVII,  in  luogo  degl*  intagli  di 
travertino  e  della  conca  di  marmo  rosso 
che  vi  erano  e  che  nel  i6o4  furono  tra- 
sportati, i  primi  ad  ornamento  della  por- 
ta della  Gomp.  della  Morte  ,  e  Taltra  nell' 
Atrio  del  Palazzo  pubb.  Questa  prospet- 
tiva b(me  accorda  coli*  architettura  dell' 
editizio  ,  e  termina  con  una  balaustra  a 
pilastri  ed  arabeschi  traforati  di  pietra 
rossa  con  cornici  di  travertino  .  —  L'  in- 
terno del  tempio  ò  di  circonferenza  pah 
i64  •  Ha  in  ognuno  degli  angoli  vni'  al- 


466         Oh-  di  S.  Ercolano 
to  pilastro   formato  da   2   laterali  pilotici- 
ni  ed  uà  cordone  in  mezzo  ,   che  col  suo 
capitello     sostiene  il  cornicione     gotico    • 
Sopra  qu.   pilastri    si  posano     8    costoloni 
intagliarti- che  con  la  lor    curvatura     for- 
mano 8  luneKe    le  quali     con     piacevole 
volta  vanno  a   costituire  il  catino  0  il  to- 
lo  del  sud.   edificio  .  — ■  Og^i  lato  ha  un* 
^rco  sui   fianchi  del  ì^uale    sono  dipinti  a 
chiaroscuro  alcuni  Angeli    che   sostengo- 
no delle  cartelle  ove   sono  scritte  epigra- 
fi, per  la  più  parte    relative   a  s.   Paolo    , 
le  di  cui  gesta   sono  espresse  nelle   supe- 
riori lunette  .   La  I.   di   esse    sopra  V  ar- 
co deir   alt.  mag.    contiene    la    caduta    di 
s.  Paolo  e   il  Iprincipio  della   sua   conver- 
sione: la  II.  ,  proseguendo   a  destra   di  d. 
alt.  ,   il  Battesimo    dell*   Apost.    :     la    III. 
r   Apost.   in   atto  di  predicare   nel  tempio 
di  Antiochia   (  u4ct.  e.    i3  )   :  la   IV.,    V 
Apost.  in  atto   di    partire  da     Sistri     con 
Barnaba  ,  e  dislaccarssi  dalle  turbe  desio- 
se di  porgere   ad  essi  gli   onori  divini  (/. 
ccap.i^'  )  :  la   V.  ,  r  Apost.    che  libera 
una^invasata   dal  maligno   spirito  di   divi- 
nazione in  Filippi  (^  Le. cap,  i5'  )  :  la  VI. 
la  lapidazione  e  fustigaziona  dell*   Apost. 
da  lai  rammentate   nella  seconda   lett.    ai 
Corintj  :  la  VII.  ,  il  suo  naufragio  ricor- 
dato  nella   stessa   lettera  :   la  VIII.   final- 
mente ,   il  martirio  e  decapitazione  del  S. 
avvenuta   in  Roma   V  an.  69-  di  G-  —  So- 
pra la  porta   principale   è  il  ritratto   in  0-*^ 
vsrto  del  vesc.  Gomitoli  con  sotto  Ix  seg. 


Ch.  di  S-  ^rcolano  4^7 

ìscnz.  ,,  Napoleo  C omìtulits  Epis,  Perus . 
C ollcgii  C lerìcorum  Reguiarùim  S  Pauià 
li  Te  muli  S.  Herculani  Relif^ìonts  In  Sa-^ 
cram  Xti  Sjndoneni  la  S-  Karoli  ReAli-^ 
quias  Fundator  Instaurai :>r  Propagator 
jlniagineni  Sui  II ac  In  Tabula  In  Se  Vitce 
C oelestis  Exyrcssam  Exhibct  ,,  -  Negli  8 
quadrati  superiori  alle  lunette  sono  gli 
emblemi  corrispondenti  ai  fatti  delineati 
nelle  medesime  ,  eccetto  che  in  quella 
sovraposto  alla  cappella  maggiore  ove  so- 
no gli  emblemi  relativi  a  s.  Ercolano  » 
—  Il  mezzo  del  volto  presenta  un*  aper- 
tura con  balaustra  alT  intori  o  Vi  si  scor-* 
gè  s.  Paolo  in  atto  di  essere  tiasportato 
dagli  Angeli  alla  Gloria  ,  accompagnato 
dall'  ammirazione  di  s.  Gregorio  magna 
di  s.  Arrostino  e  di  s.  Giovanni  Grisosto— 
mo  .  —  I  pilastri  non  meno  delle  pareti 
che  delle  lunette  ,  il  cornicione  ,  gli  ar-« 
chi,  e  i  loro  fianchi  sono  tutti  dipinti  a 
fogliami  ed  arabeschi  a  chiaroscuro  lu-» 
meggiati  a  oro  .  —  Sotto  i  due  Archi 
laterali  alla  porta  sono  due  finestre  bis- 
lunghe che  somministrano  ampia  luce  al^ 
la  Chiesa  .  Le  grossezze  di  d.  archi  so- 
no aneli*  Gsse  dipinte  a  varj  chiaroscuri 
di  ornati  e  immagini  emblematiche  delle 
cristiane  Virtìi  .  Le  figure  tutte  sono  di 
Gio:  Andrea  Carloni  eseguite  circa  V  an-* 
no  i68o  per  cura  dei  Barnabiti  ;  gli  or- 
nati sono  di  Nicola  Giulj  .  —  Sotto  1* 
arco  di  mezzo  laterale  destro  all'  ingres- 
so ò  uno  sfondo  o  cappella  dedicata  a  b. 


46S  e  11.  di  s.  Ercolano 

Carlo  Borromeo  .  Vi  è  rappresentato  il 
Santo  recato  in  gloria  dagli  Angeli  in 
j^ilievo  a  stucco  .  Ai  lati  delT  alt.  sono 
s  statue  simboliche  delle  virtù  principa- 
li del  Santo  ,  cioè  della  Carità  e  della 
Mortificazione  ;  opere  tutte  di  Giovanni 
di  Sciampagna  fatte  nel  1682.(4)  Sul  gra-^ 
dino  evvi  un  quadretto  rappresentante  la 
morte  di  s.  Andrea  Avellino  .  Qu.  qua- 
dro di  cui  ignoriamo  1'  autore  ,  fu  dono 
del  canon.  Francesco  Danzetta  alla  pia  £/- 
iiione  dedicata  al  Santo  eretta  in  qu.  Ch. 
1  anno  i;;8o.  (5)  Sotto  T  arco  dicontro 
è  la  Cappèlla  anticamente  dell'  Assunta 
oggi  di  s.  Martino  ,  (6)  ove  in  un  qua- 
dro di  Anton-Maria  Gaibi  è  rappresenta- 
to il  Santo  in  atto  di  sanare  un  fanciul- 
lo .  Anche  questa  cappella  è  tutta  ador- 
na di  stucchi  lavorati  dal  sunominato  fran- 
cese .  In  alto  sopra  1'  altare  è  il  Padre  Eter- 
no in  gloria  .  Nella  volta  sono  de^li  An- 
geli cogli  emblemi  della  Passione  di  Cri- 
sto ;  nelle  pareti  la  coronazione  di  spine 
e  flagellazione  del  medesimo;  nella  gros- 
sezza dell'arco  esterio'e,  i  2  profeti  Isa- 
ia e  Geremia  e  4  Sibille,  figure  tutte  a 
bassorilievo  .  —  Sopra  P  altare  in  un'  ar- 
ca di  legno  intagliata  e  dorata  si  conser- 
va la  immagine  della  sacra  Sindone  che 
si  venera  in  Toj'ino  .  ;  Questa  tela  santi- 
ficata dal  contatto  della  vera  Sindone,  fu 
qui  solennemente  trasportata  nella  stess* 
arca  il  di   io  Aprile    16 16.   (7) 


Cli*  di  S'  Er colano  469 

La  Tribuna  e  il  Coro  nuovamente  ab- 
belliti da  riquadrature  ed  emblemi  di  stuc- 
co dorato  ,  per  opera  della  vener.  Comp. 
di  s.  Martino  nel  1789,  hanno  all'intor- 
no sette  buoni  quadri  .  11  primo  che  e  in 
mezzo  in  fondo  al  picciolo  coro  ,  è  una 
pregevole  copia  della  tavola  di  Pietro  Pe- 
rugino che  esisteva  nella  Cappella  Decem- 
virale  ,  rappresentante  la  Madonna  seden- 
te in  trono  col  Bambino  ,  s.  Ercolano 
s.  Lodovico  e  s.  Lorenzo  .  Questa  copia 
da  alcuno  si  vuole  di  Giacomo  Borboni 
da  Genova  ,  ma  più  probabihnente  da  al- 
tri ,  del  nostro  Biagio  di  Angelo  ,  come 
scrive  il  Lancellotti  (  Scoi',  s^  Mar*  )  .  A 
destra  del  med.  è  un  quadro  colT  accam- 
pamento de'  Goti  sotto  le  mura  di  Peru- 
gia e  la  decollazione  di  s.  Ercolano  ,  e  il 
suo  corpo  gittato  dalle  stesse  mura.  A  si- 
nistra è  simile  quadro  in  cui  si  esprime 
la  invenzione  del  Corpo  del  Santo  dopo  4o 
giorni  ritrovato  col  capo  riunito  al  tron- 
co .  Sono  lavoro  a  tempera  di  Mattiuccio 
Salvucci  .  S.  Pietro  in  carcere,  e  la  Libe- 
razione di  esso  dalle  sue  catene,  sono  i 
soggetti  dei  due  ultimi  quadri  laterali  del 
coro  ,  di  sconosciuto  moderno  pennello  • 
Il  Salvucci  dipìnse  pure  i  due  quadìilun- 
ghl  nella  grossezza  dell'  arco  della  tribu- 
na rappresentanti,  quello  a  destra,  s.  Erco- 
lano che  anima  ì  cittadini  di  Perugia  alla 
costanza  nella  Fede  e  al  coraggio  nel  re- 
siuere  alle  falangi  de*  goti  ariani  che  as- 
sediavano la  Città,' quello  a  sinistrarla  tras- 


470  Cìi.  di  s.  Ercolano 

lazioue  dì    una  parte  delle  ossa  di   s.  Er-« 
colauo  a    qu.   eh.    eseguita   con    magnifica 
pompa  il  di  17  maggio   1609.  (8) '— For- 
ma la   mensa  dell  altare  principale  un*ar- 
ca  di  marmo  bianco  greco  tuttd  dì  un  pez- 
zo trovata  pochi    giorni  innanzi    alla   qui 
ricordata  traslazìojie    in  una    eh.  dedicata 
a  s.   Orfito  distante  dalla  città    circa   otto 
miglia  nel  distretto  del    castello  di  Pietra- 
melina  ,  in  occasione  che  Antonio  Giovan- 
ni da  Cantiano  allora  parroco  facea  in  det- 
ta  eh.   cavar  della  terra,  onde   formarvi  uà 
nuovo   sepolcro  pei    rettori    della  medesi- 
ma .    E'  quest'  arca    lunga    palmi   9  larga 
palmi   4i  G  palmi  2    e  un   terzo   profonda  . 
Ha   nella   sua   faccia    anteriore    scolpito   in 
ciascun  lato  un  leone  .    Il  leone  a  diritta 
dell'  arca   tiene   sotto  di   se  un    cavallo  ia 
aito   di    sbranarlo    ed  ha    a    se    vicino   un 
pastore  con    una  verga   atteggiata  a  per- 
cossa .  Il  leone  sinistro  è   in  posizione  di 
sbranare   un*  animale    che    dal    Giovio     fu 
preso  per  un'altro   cavallo,    ma   che  vera- 
mente è    molto    diverso  ,     e    nel   quale  il 
Bonciario   con  plìi   verosimiglianza    ravvi- 
sò una  damma  .   Indietro   è  anche  da   que- 
sta  parte  la  mezza  figura  di  un  uomo  non 
armato  ,    in   sembiante    ne  tutto    lieto   ne 
tutto  dolente  che   sembra  che   accarezzi    il 
leone.  La  parte  mel'a  tra  questi  due  com- 
partimenti è  intagliata  a  picciole  liste  ser- 
peggianti simmetricamente  da  alto  in  bas- 
so .    Le    facce    laterali    e   la   opposta    sono 
rozze >•  Fu  quest'arca  U^ovata  b'vU  chiusa^ 


Cli.  di  s,  Ercolanó  47^ 

e  piombata  da  uu  coperchio  di  marmo 
della  stessa  qualità  fatto  intiero  e  di  va-' 
rie  figure  intagliate,  ma  che  si  trovò  poi 
rotto  in  piÙL  pezzi  dalla  rusticana  avidità 
persuasa  di  rinvenire  un  tesoro  .  Questi 
frantumi  andarono  dispersi  non  senza  già- 
ve  danno  anche  forse  per  la  migliore  in- 
telligenza del  monumento  ;  onde  il  Gomi- 
toli per  collocar  T  arca  in  questo  luogo 
e  riporvi  le  ossa  di  s.  Ercolano  ,  cioè  la 
calvarìay  le  ossa  di  una  gamia,  un  o^-» 
so  del  fianco y  f  quello  chiamato  liumeri 
radius  :,  vi  fece  un  coperchio  di  marmo 
nostrale  di  un  sol  pezzo  .  Fu  creduta  pei 
descritti  emblemi  alludere  ad  un  buon 
.vescovo,  ed  essersi  fatta  scoprire  da  par- 
ticolare celeste  Provvidenza,  come  all'  uso 
convenientissima  per  cui  fu  destinata.  Neil' 
aprirla  la  prima  volta  vi  furono  trovati 
cinque  leschj  parte  grandi  e  parte  picco- 
li che  si  riputarono  di  cristiani  per  una 
picciola  croce  di  legno  che  si  rinvenne 
fra  essi  .  Il  Bonciario  nel  suo  poema  in- 
titolato „  Trjumphus  Augustus  „  conget- 
turò che  quest'  arca  fosse  stata  lavorata 
per  comando  di  Totila,  a  fine  di  darvi  se- 
po!tu»a  a  que*  suoi  capitani  che  morirono 
in  tempo  deir  assedio  perugino  .  Il  chia- 
ris.  Mariotti  pei'ò  ,  aderendo  anche  alla 
opinione  del  Gomitoli  ,  scorse  in  que'  pa- 
rerghì  altrettanti  simboli  relativi  alia  pro- 
fessione della  Fede  di  G.  G.  :  nel  leone 
cioè  (  che  anche  presso  i  Greci  fu  sculto 
2ae'  sepolcri  per  indicare  la  Forie-rr^  coxtìc 


47^  ^^*  d^  ^'  Ercolano 

pur  noia  il  eh.  sig.  Vermiglioli  alla  pag. 
i47  del  voi.  I.  delle  sue  Iscrizioni  peru- 
gine )  nel  leone  la  fortezza  e  la  vigilan- 
za colla  quale  i  pii  cristiani,  di  cui  qui-* 
vi  cliiudeansi  i  corpi  ,  aveano'  superati  i 
lor  nemici  interni  ed  esterni  figurati  nel 
cavallo  effrenato  ed  abbattuto  ;  nel  pasto-* 
re  armato  di  verga  ,  il  Redentore  pronto 
e  valevole  a  soccorrere  i  generosi  cristia— 
ni  ;  neir  altra  figura  umana  ,  il  compia- 
cimento deir  amoroso  Signore  in  vedere 
la  timidità  e  la  celerità  de*^uoi  fedeli  sim- 
boleggiata nel  cervo  o  nella  damma  mol- 
to simile  al  cervo,  per  sottrarsi  alle  mani 
de'  loro  persecutori  superati  e  vinti  dalla 
magnanima  loro  fortezza,  e  nel  vedere  per 
ciò  soddisfatto  il  desiderio  e  la  sete  di 
pervenire  alla  patria  de'  beati  ,  il  qnal  de- 
siderio si  solca  pur  da  cristiani  sulla  scor- 
ta del  reale  Salmista  (^psal.  j^\  v^,  i  )  espri- 
mere per  similitudine  colla  immagine  del 
cervo  0  della  damma  .  (  /^-  il  Ragguaglio 
della  eh.  di  s.  Ercolano  del  lodato  J^u^ 
tore  sotto  il  nome  anagranimatico  di  Nat-- 
binae  Tritiamo  .  Firenze  1776  )  '(9)  — 
Sotto  i  due  aichi  laterali  all'  alt.  mag.  so- 
no due  orchestre  di  legno  intagliate  e  do- 
rate, e  sotto  esse  ,  a  destra,  un  pulpito  ,  e 
a  sinistra,  il  passaggio  per  altra  Cappella 
alla  Sagrestia  .  Questa  cappella  edificata 
col  coro  e  colla  sagrestia  dalla  pietà  del 
\esc.  Gomitoli  nel  1606,  e  tutta  dipinta  a 
chiaroscuro  di  festoni  arabeschi  ed  em- 
bl€tD,i  relativi  a  5.  Gaetano  a  cui  è  dedi- 


C/^.  di  s.  E j  Colano  4?^ 

cala  e  clie  è  espresso  nel  quadro  sul!  al- 
tare ove  il  Sauto  è  abbracciato  da  G.  C. 
quadro  che  si  stima  del  cav.  Gagliardi  . 
Dirimpetto  ali*  altare  è  altra  porta  d'  ia- 
gresso  adorna  esternamente  di  colonne 
co/itropilastri  cornici  cornicione  e  fronte- 
spizio curvo  di  traveitino  e  di  ordine  do- 
rico. Nella  parete  sinislia  a  detto  allaie 
e  dicontro  alT  arco  che  conduce  in  chie- 
sa, è   la   porta   della 

Sagrestia  .  In  essa  è  notabile  un 
quadretto  con  s.  Girolamo  inginocchiato, 
opera  pregevole  di  Pietro  perugino  .  A 
destra  della  porta  è  appeso  un  ritratto 
del  vesc.  Gomitoli  colla  Iscrizione  ,,  Di^i 
Hercitlani  Templiim  Liheralitate  Neapo-- 
leonis  C omitoli  Pemisini  jtnti^titis  Hai-- 
redcin  Ex  jdsse  C lerìcorwn  Regulariun\ 
aS.  Panili  Disfiessu  Societas  S.  Martini 
jissecuta  Viri  Beneficenti ssìmi  Menio^ 
riae  ,,  Sopru  V  altare  di  qu.  sagrestia  è 
\in  s.  Sebastiano  dipinto  nel  iS^S  in  tem- 
po di  contagio  ;  ove  in  una  cartella  pa- 
rimenti dipinta  sul  quadro  si  legge  ,,  Kel 
pestifero  tempo  lachritnc^o  .  ,,  Fu  pento 
questo  Santo  glorioso  ,,  i523  —  Neil  u- 
«ciie  ila  questa  chiesa  vedesi  in  prospet- 
to  la    magnifica 

VIA  PAPALE  o  di  P.  S  P.  E'  qu^- 
ata  cinta  per  ogni  parte  da  buone  fab- 
b lirhe,  e  fu  ultimamente  selciata  co'  suoi 
maiciapiedi  nel  i8o3  poi  dal  Mag.  al  Sett. 
del    i8>f   .  E'  la  principale  e  la  più  fre- 

FqL  il  h 


474  ^^^^   Papale 

quentata  ,  oltre  le  due  centrali  .  Nel  prin- 
cipio di  qu.   coìitrada  è   a  destra  V  antico 
Palazzo    Pantani   venuto   per   lascila   in 
proprietà  della    C ompagnia  di  s.   Marti-* 
no  .   Qui  sono  i  maga/.zeni  della  medesi- 
ma ,   e   r  abitazione  del   loro    custode  .  E' 
qui  r  OSPIZIO   detto  DEL  RISTORO  , 
ove  hanno  asilo  per  3  giorni   i  poveri  con- 
valescienti  .   (^  {^.  V  Annot.    i .  Art.   Offìc. 
di  s.  Marty   )  Vi   esiste   tuttora  una   stan- 
za detta    la  Scuola  del  Pontano    che  ha 
il  suo  particolare  ingresso  in  faccia  tACal'-^ 
zo   di  s.  Ercolano  .   Essa   è   cosi  chiama- 
ta perchè   vi  tenne  scuola  il  cel.  giurecon- 
sulto Guglielmo  Fontani,  ed  è   tutta  orna- 
ta  e   dipinta  con  ritratti  e  simboli  allusi- 
vi  agli   studj   legali  .   —  Sotto    a    questo  è 
il  PALAZZO    ROSSI   SCOTTI    recente- 
mente   ingrandito   dal    1800    al    i8o4    ^^"^ 
guendosi  i  buoni   ornati  delle  finestre  del- 
le portti  e  degli  angoli  delle    facciate  dell* 
antica  porzione  .    Nota  V  Orsini   in  questo 
palazzo  tra   i  quadri  che  ne  fregian  le  ca- 
mere ,  il  ritratto  di  Gio.   Antonio  Scara- 
muccia dipinto  da   se   stesso  ,   e   due   qua- 
dri  con   frutti  che   in    qu.  genere-strrio  ra- 
ra  cosa  .   Vi  nota  pure   un    gabinetto   con 
parecchi     disegni  ,     in   carta     tinta  ,   colle 
storie  del  Testamento  Vecchio  ,  che  han- 
no bei. gruppi  e   sono    lodevoli  fatiche    di 
Cristoforo    Gasperi  .    —    A    sinistra    del 
principio  di   qu.  Via  sono   le  cospicue  ahi- 
lazioui  delle  civiche  famig.  Vitiani ^P alla^ 
Barattini%  Antonini^  Torelli ^  SartQCi,ini . 


I 


P-alazzo  della  Penna-  ^yo 

.Divergendo  a  destra  perda  stra(J^  die  gui- 
da alla  porta  di  s.  Carlo  e  fi]]^  Aia  Lo- 
mellina,  vedcsl  V  antico  V  ATrk7/L0  J^ibj 
poi  dei  sigg.  ARCIPRETI  DELLA  PEN^ 
jVA  .  Si  ammira  in 'questo  assai  vasto  e 
.magniiico  palazzo  /ima  preziosa,  collezione 
di  pitture  pregevolis>i)ue  é'  la  piii  copio- 
sa di  quante  altre  ne  esf^tono  in  Perugia, 
formata  dal  geiìio -- sublime  dei  jsigg.  del^ 
la  Penna  ,  e  Crispolti,  ed  accresciuta  dU 
^vivente  egre^.io  cav.  sig.  barone  Fabrizio  .. 
Noi  qui  riferiremo  le  più  degne  di  osser- 
vazione ,  accennandone  gli,  autori  per  or- 
dine alfabetico,  in  conformità  deir  elen- 
co che  gentilmente  ce  ne  partecipò  il  eul- 
tissimo possessore  .  —  u4lfani  Oi  azio  di 
Doìncnico  di  Paris  ,  la  V.  Annunziata  : 
jdnierighi  Michelangelo  detto  da  C ara-- 
'vaggio  ,  tre  teste  di  putti  :  Allori  Ales- 
sandro detto  il  Bronzino,  ritratto  di  nu 
vecchio  :   Bandiera  Benedétto:    la  V,   col 

-B,  e  s.Gio.  Bai.:  Barharelli  i^iorgio  det- 
to il  Giorgio  ne:  ritratto  di  uomo  vestito 
alla  spagnuola,  e  un  quadro  con  al'tri  due 
ritratti  :  Barbieri  Gio.  Francesco,  aitilo  il 
Gazeremo  ,  un'Ercole,     due   Maddalene   in 

i mezza  figura  ,  e  una  Flora,  in  figura  qup- 
5Ì  naturale  :  Barocci  Federigo^  ,  testa  di 
un*  Angelo  e  ritratto  di  una  donna':  Be-- 
ne/tale  Marcantonio  ,  ritratto  di  Giaco- 
ma Sermattei  Cecconi  :  Berettini  Pietro 
da  C ortona  ,  una  Madonna  :  Botile  Gio- 
vanni ,'dno  paesi   con  figure  ed  animali  : 


4y6  Palazzo  della  Penne' 

Brandi  Giacinto  ,  s.   Francesco  d*  Asisi, 
ed  Ercole  al  bivio:   Bonfigli  Benedetto  ^ 
la  V.   col  B.  :   Caracci  agostino  ,  Vene^ 
re  percossa  da  uà  satiro  ,  e  G.   C    mor-^ 
to  in  grembo  alla  Madre  :   Caracci  An^ 
nibale  ,  la  V.    Assunta   in    mezza   figura  » 
la  stessa    col  B.   s.   Gio.  Bat.     e   s.     Luca 
scrivente  :   Cardi  Lod^yvico  detto   il   Cz- 
goli  ,  quadro  con  tre  teste  di  vecchj  :  Car-* 
loai  Gio,  Andrea  ♦  un  Mosè  ,  e  due  qua- 
dri con  teste  di  veccbj  :  Cevrini  Già-  Do-- 
menico  ,   s.   M.  Maddalena   in   mezza  figu- 
ra :  Duro  Alberto  s  un  jEccjs  Homo  :  Fran^ 
ciabigio   Marcantonio  ,  la  V.   che  dà  il  B. 
a  baciare   a  s.  GIo   Batt.  :    Ghezzi   Giiisep^ 
pe  ,   quattro   grandi   quadri  ,   due    coi   fat- 
ti di  Noè   ,    il   terzo  con   s.  Gio.    Batt.  nel 
deserto»   e  V  ultimo   con  G.  C.   tentato  dal 
demonio  :  Holbein    Giot^anni  ,   ritratto  di 
un    vecchio  :   Laer  (    de  )   Pietro   detto    il 
Bainhoccio  ,   due  paesi   con   figure  ;    Lia^ 
gno  (di  )   Filippo  ,  un  paese  con  delle  fi- 
gare    ,    altro   con  armenti  :    Licinio   Giù* 
Aat.  detto  il  Pordenone  ,   un*  Androme- 
da ,  e  un  s.  Girolamo:  Mancini  cav.  Fran^ 
Cesco  ,   ovato   coll^  V.   il   B.    e   s.  Giusep- 
pe :  Mannozzi  Giovanni   detto  Giovanni 
da    s.    Giovanni  ,  donna    lattante  :  31arat<- 
ta   Carlo  ,   DÌHi:a   nel  bagno  con   Atteo- 
ne  che  fu^^ge  :    Maturini  .   ,  ,  ,    ,  il  Pi^- 
sepe  :  Mazzuoli  Francesco  detto  il   Par-- 
mi^ianino  ,  Venere   in  figui^a   al  naturala  : 
Mota   Pierfrancesco  ,    un   s.    Sebastiano  : 
M^roni   Gio»  Batt.  ,  donna  che  suona  il 


Palazzo  delln  Penna  4/^ 

cembalo  ,  e  ritratto  quasi  al  naturale  :  Mu^ 
lieribus  (de  )  Pietro  detto  il  cav.  Tt;m^ 
pesta  ,  due  quadri  con  mare  in  procella  : 
JVasini  Giuseppe^  il  ratto  di  Europa:  iVwz* 
zi  Mario  ,  varj  quadri  con  fiorì  :  Paggi 
Giambat,  ^  s.  Fran«;esco  sostenuto  dagli 
Angeli  :  Penna  (  della  )  cav.  Ascanio  • 
un  ritratto  di  vecchio  ,  uii  ritratto  di  gio- 
vane ,  s.  Carlo  Borromeo  :  Ponte  (  da  ) 
Giacomo  detto  il  Bassano  i^ecchio  ,  An-« 
gelo  che  annunzia  ai  pastori  la  nascita  di 
G.  G.  n  ritrattò  di  dama  veneta  :  Porta 
(della)  detto  fra  Bartolommeo  da  s^  Mar'* 
co  ,  G.  G.  morto  in  seno  alla  Madre  e 
due  Apostoli  :  Passino  Gaspare  ,  tre  pae«» 
sì  :  Razzi  Gio.  Antonio  ,  una  Leda  e  il 
Cigno  ,  un  Ecce  Homo  :  Romanelli  Ciò* 
Francesco  ,  un'  Ecce  Homo  :  Rosa  Mon^ 
sieur  di  Tivoli  ,  due  paesi  con  animali: 
Rosa  Sahatore  ,  quattro  paesi  eoa  figu-- 
re  della  piii  bella  maniera  »  altro  paese 
più  piccolo  ,  tre  ovati  iu  lavagna  ove  so- 
no espressi  de*  sortilegj  ,  un  disegno  ove 
rappresenta  se  medesimo  in  atto  di  scri- 
vere al  cav.  Ascanio  della  Penna  suo  ami- 
co ,  come  vi  si  legge  in  minutissimo  ca- 
rattere .  Dietro  al  disegno  vi  è  scritta  unt 
lettera  di  qualche  amico  del  Rosa  al  me-^ 
desimo  cavaliere   (*)  :    Rosselli   Matteo   • 

(*)  La  lettera  scrìtta  dalla  Villa  del  MaS^^ 
Sei  poche  miglia  lungi  da  Volterra  è  diretta 
al  cav.  Ascanio  che  forse  trovavasi  a  Firen- 
ze o  più  probabilmente  a  Pisa  ove  esercitava 
la  carica   onorevole  di   provveditore  dell'  Ar- 


47 S  Pnlazzar  ctelia  i^ennà 

nn  santo 'clie  si  batte  il  petto  :  Rossi  Fran^ 
tosco  detto  C  e  Cellino  Salvi  ali  y  tre  mez- 
zi busti  ,di  due  Uomini  e  uua  Donna  : 
Rosso  Maestro  ,  due  figure  su  d  una  iiio-f 
ta  rappresentanti  la  Fortuna  :  Sanzio  Jìa* 
faello  i  Titratto  di  una  donna  creduta  A* 
talanta  Bagìioni  :  STgnoreili  Luca ,  la  V^ 
con  vaij  Santi  :  Scarsella  Sigismondo d.  . 
Scarsellino  dà  Ferrara  ,  lo  sposalizio  di 
s.  Caterina  e  T  aderaz.  de'  Magi  :  Schi-» 
dona  Bartolommeo  ,  la  V.  con  varj  ss. 
e  una  donna  lattante:  Subtetmans  Giu'» 
sto  ,  la  V.  col  B.  e  il  ritratto  di  una  Gran- 
duchessa di  Toscana  :  Tassi  Agostino  d. 
lo  Smargiasso  :  quadro  con  2  ovati  rap- 
present.  inceiidj  :  Tem'ers  Dauid  ,*  oste- 
ria con  diverse  figure  :  V annucchi  Au'* 
chea  d.  Andrea  del  Sarto.,  te^ta  di  un 
Vecchio  :  Vannucci  Pietro  d:  il  Perugi-^ 
no  ,  tavola  colla  M.  e  il  B.  sedente  in 
trono  coronata  da  5  Angeli  ,  fra  s.  Gi- 
rolamo e  s.  Francesco  :  freccili  Tiziano^ 
un:  ritratto  ,  un  s.  Girol.  ,  un  s. Pietro  mw 
T^emet\  sei  quadri  con  paesi  marine  ,  e 
piccole  figure  ':  Viviani  Ottavio  ,  due? 
prospettive  di  sale  interne  di  bagni:  JVan-* 
der^Helst  Bartolommeo  ,  quadro  con 
frutti  in  un  cesto  sopra  tavolini  coperti' 
^i  velluto  :  JVandersveld  Ermanno  ,  pae- 
se con  Diana  e  ninfe  cacciatrici  :  JVau-^ 
\yermont  Filippo  ,   paese   con   varie  figu-»^ 

secale:  fu  pubblicato  dall'  Orsini  alla  pag.  i^' 
delle  sue  Memorie  de  Pittori  Perugini  del  sec* 
Xrm  (  Perifg.  pel  Badaci   1806  )  . 


Ch.  ili  s.  Croce  4y  f) 

re  e  cavalli  :  IVanplaten  det.  monsieur 
Montagne  ,  prospettiva  di  un  sotterra'* 
nco  .  PFìcar  cau.  Già-  Bat,  ,  ritratto  del 
vivente  sig.  Fabrizio  della  Penna  ,  dipin-^ 
to  nel  1821  :  Zanipieri  Domenico  d.  il 
Domenicliino  ,  s.  Francesco  in  mezza  fi- 
gura ,  e  3  putti  in  barca  ,  —  Oltre  que- 
sti vi  si  veggono  altri  quadri  di  ScuolcL 
J^eneziana  ,  Bolognese  ,  Fiorentina  ,  ^ 
Fiamminga  :  una  M.  col  B.  copia  antica 
di  quella  dipinta  da  Rafaello  che  abbia- 
ciQ  osservato  nel  palaz.  C onestabili^  che 
appena  distinguerebbesi  dall'  originale  ^ 
se  non  fos^e  dipinta  in  rame,  ciò  che  noni 
usavasi  ai  tempi  delT  Urbinate  .  — •  Evvi^ 
una  collezione  di  disegni  dei  più  accrc-J 
ditati  Autori  .  — •  Oltre  allQ  camere  nel 
i8i2  ridotte  a  squisita  moderna  elegan-^ 
za,  si  ammira  eziandio  iu  qu.  palazzo  u- 
na  Biblioteca  arricchita  delle  migliori  a 
più  rare  ediz.  specialm.  oltramontane  ,  é 
di  Autori  greci  e  latini  ,  acquistate  \tk 
gran  copia  dal  sunom.  cav.  Ascanio  mor- 
to iu  Pisa  di  an.  57.  nel  i664  ^  ed  ac- 
cresciuta da  suoi  nepoti  ,  e  massimameu— 
trC  dall'  odierno  cultis.  sig.  bar.  Fabrizio. 
—  Tornando  nella  Via  di  P.  S.  P.  ,  &" 
incontra   a  diritta   la 

CH.  DI  S.  CROCE  Parrocche  Com^ 
menda  de'  C avalieri  Gerosoliimtani  . 
Fu  eretta  probabilm.  nel  sec.  XIII.  .  Li. 
Eorta  che  e  verso  il  fine  della  ilestra  pa- 
rete ha  un  semplice  ornato  di  travertino  • 
La  eh.   è  quadrilunga  e  a  volta  con  cor- 


48 0  eh.  di  s.  Croce 

fjicione  dorico  che  gira  intorno  alle  mn« 
ra  colorite  a  riquadrature  e  pilastri  iiell' 
apr.  del  1818  .  Dicontro  alla  porta  è  uà 
basso  arco  fregiato  d  intagli  baldacchino 
e  angeli  di  legno  colorito  e  dorato  .  Sot-« 
to  quest'  arco  la  parete  è  tutta  dipinta  a 
fresco  superiormente  ad  un  alt.  In  ques, 
pittura,  che  si  può  credere  fatta  in  tem- 
po di  peste  e  forse  nel  i348  ,  mentre  e- 
ra  priore  della  eh.  un  certo  Gio.  di  Ber-* 
nardo  ,  come  ci  fa  sapere  il  Riccardi  (  t. 
i.p36o);  è  rappresentata  Maria  che  si 
yenera  sotto  il  titolo  della  Misericordia  , 
iiituata  nel  mezzo  con  manto  fermato  nel 
petto  e  aperto  inferiormente  »  sotto  il  qua- 
le in  fondo  sono  varie  figure  in  sembiau*» 
te  supplichevole  .  Sopra  di  essa  è  un  P. 
Eterno  in  atto  di  vibrar  fulmini  .  A  de-* 
Stra  è  s.  Sebastiano  ,  a  manca  ,  un  An-« 
gelo  che  ripone  nel  fodeio  una  spada  . 
Osservata  diligentem.  qu.  pittura  dal  eh. 
Mariotti  dal  p.  Calassi  e  dall'  ab.  Galin- 
dri  nel  1787  »  a  gran  pena  poteron  leg- 
gervi le  seg.  iscriz.  a  caratteri  gotici  ,  0- 
ra  ^nche  meno  intelligibili  perchè  più 
logoranti  dal  tempo  (  Mar  Let  Pit  p54) 
Nel,  lembo  della   veste  della   Madonna 

Con  umele  cJiore  et  ardente  fervore 
Megina  Celi  dei  pechalore  salute 
li^oi  pregi  am  te  che  prege  che  ci  ai  ut  e 
El  tuo  figliuolo  e  le^iace  el  furore 

S.  Sebast.'  che  prega  la  V.  ,  dice  in  unaJ 
cartella  ira  la  medes.  e  il   santo 
Per  quiste  piache  che  or  ci  rude  alquante 


Cìi.  di  s.  Croce  4?i 

Per  lo  tuo  amore  e  per  lo  Jlgliiiol  tuo 
Te  priego  madre  che  lo  priege  tanto 
Che  essaudischa  qidsto  popol  suo 

La  V.  risponde  al  S.ia  una  cartella  pros»» 
sjnia  air  Angelo 
Marttr  beao   con  humilie  core 
Se  essaudito  e  pero  agnolo  cruo 
JìemettQ  l'arme  et  la  cruenla  spada 

S.opra  la  spada  dell*  Angelo  vedesi  scitlo 
Fiat  .  ->—  Alla  destra  di  qu.  alt.  è  il  sarco- 
fago di  Hafaello  Pazzi  in  pietra  serena 
architettato  con  buon  disegno,  ove  si  leg- 
ge ,,  Z>.  O.  M,  Fr.  Raphaeli  De  Paz^ 
zis  Florent.  Eqidt.  Hierosol.  Commen*^ 
datori  Firo  Ob  Rerum  Gestar*  Gloria 
Immortalitate  Dìgnissimo  Alphonsus  Pan'* 
dulphinus  Perusiae  Ac  In  Tota  Umbria. 
Apostolicus  Q^uestor  Patrueli  De  Se  Uptm 
Merito  Monumentum  Ponenduw,  Cura^ 
wit  Vixit  (  sic  per  ohiit  )  An-  Sai.  M-^ 
DCFllF  Mens.  Sept.  J^tat.  Suae  LF. 
Supra  Mens  IV  Dies  FIIF  ,♦  A  capo 
alla  eh.  è  T  Ara  maggiore  .  Il  quadro  d* 
incerto  pennello  ,  ma  che  sembra  del  Boc- 
canera ,  ha  la  immagine  di  s.  Elena  che 
presenta  la  Croce  all'  adorazione  di  vari 
circostanti  .  E'  ornato  di  un  padiglione 
dipinto  1'  anno  sud.  1818  •  Nella  parete 
prima  di  gitiguere  alla  porta  è  un  arco 
sotto  di  cui  è  r  alt.  con  una  immagine 
in  tela  di  s.  Antonio  da  Padova  .  — An- 
I  nessa  alla  ((li.  ^  V  antica  abitazione  de' 
Panonici  regolari  del  s.  Sepolcro  che  qui 

b3 


4^2  ^  Fonte  kossà 

soggiornarono  (i),  con  un  cortile  ridotto 
ad  orto  ,  ed  un  loggiato  corrispondente 
agli  appartamenti  ,  (^'')  ove  in  pili  luoghi 
5i  scorgono  ancóra  gli  stemmi  di  detti 
canonici  con  mitra  e  pastoi'ale  .  E  a 
questa  fabbrica  contigua  là  Porta  detta 
dei  Funari  dalle  funi  che  dentro  e  fuori 
di  essa  si  lavoravano  .  Tra  qu.  porla  e  i 
fondi  del  prossimo  palazzo  Penna  si  scor- 
gono alcune  poche  vestigia  di  un  anti— • 
chissimo  Anfiteatro  .  —  Dirimpetto  a  qu. 
eh.  è  il  PALAZZO  PEROTTI  ora  dei 
5igg.  VÈNANZJ  di  Castiglione  Floreii'- 
tino  .  Ha  buona  prospettiva  di  povta  e  fì- 
:2iestre  adorna  di  ti-avertini  intagliati  .  Po- 
co sotto  a  qu.  palazzo  era  \  antica  CU. 
soppressa  DI  S.  CLAUDIO.  Fu  eretta  nel 
'1476  dal  Collegio  di  Pietra  e  Legname  . 
(i)  Ridotta  nel  1798  ad  uso  profano  non 
serba  di  se  che  un  ornato  di  pietra  in- 
tagliata alla  sua  porta  .  —  Alle  mura  me- 
ridionali della  casa  annessa  alla  detta  ch# 
di   s.   Claudio   è  unita  la 

FONTE  ROSSA.  E^  così  detta  per- 
chè formata  da  un*  arco  e  nicchia  di  mat-* 
^otii  scorniciati  di  color  rossiccio  .  Il  pa- 
rapetto della  sua  vasca  è  di  tJ  avertino  pa^ 
xJmenti  scorniciato  .  Fu  costruita  forse 
contemporaneamente  alla  fonte  della  Via 
Lomellina  \  anno  1682  .  Fino  a  questo 
luogo   aveano  corso    le    acque  di     Monte 

(•)  Una  porzione  di  questo  locale  verrà 
"distrutto  air  aprirsi  della  nuova  Porta  della 
Citta  che  orora  indicheremo  ^ 


I 


Fonte  Rossa  48^ 

Paccialio  {^'P^g'  ^^9)  '^  cjuali  riversa- 
te nella  soggetta  chiavica  andavano  a  per- 
dersi nel  prossimo  avvalla|nento  dei  Bet- 
tinelli .  — .  La  via  che  qui  si  apre  mae- 
stosa dair  aprile  del  1822  e  che  continua 
la  nuova  strada  del  Campo  di  Battaglia, 
fu  cosi  ridotta  colla  demolizione  di  uà 
basso  ed  informe  arco  e  di  una  casa  dei 
Ceccotti  ,  e  col  rialzamento  del  terreno 
fin  circa  a  pai.  9  per  livellarla  con  quella 
di  P.  S.  P.  e  coir  altra  che  si  ha  dise- 
gno di  eseguire  aprendo  una  nuova  ipor- 
ta  della  Città  sotto  la  eh.  di  s,  Croce  ♦ 
per  coatinuarla  in  piano  sino  alla  PiaZ" 
za  del  Mercato  ,  agguagliando  in  parte 
r  avvallamento  che  ora  vi  si  frappone  » 
-—  Nella  Via  di  Porta  s^  Pietro  sì  veg- 
gono i  PALAZZI  SALVATOrxI  ,  BOR- 
GIA ,  MENICONI  ,  BALDESCHI  ,  RO- 
SA .  Nel  Palazzo  Meniconi^  oltre  gli  an?- 
tichi  Monumenti  riferiti  dal  sig.  Vermi— 
glioli  in  pili  luoghi  del  Voi.  L  delle  sue 
Iscrizioni  Perugine  :  si  osservano  alcuni 
hei  quadri  che  tra  alcuni  altri  notò  par-^ 
ticolarmente  il  sig.  Orsini  :  cioè  una  pic- 
cola tavola  esprimente  una  vaga  Gallerìa 
in  cui  si  veggono  appesi  quadri  eccellen- 
ti ,  e  radunate  molte  belle  cose  di  scul- 
tura con  diversi  personaggi  (  il  primario 
de'  quali  egli  stima  che  possa  indicare  1' 
imp.  Carlo  V.)  che  ne  ammirano  la  ra- 
rità ;  a  destra  vi  si  apre  una  lontananza 
ove  nella  sua  parte  ombrata,  rischiarata 
alquanto  da  lume  di  torcia  ,   si  rappiesen- 


^84  Orat.  di  s.  Pietro  r^i* 

ta  la  Ignoranza  che  con  uua  fida  compa- 
gna fa  crudele  sceinpio  delle  più  belle 
opere  del  Disegno  :  pittura  a&sai  inge- 
gnosa e  finita  ,  creduta  di  Tiziano  :  uà 
quadro  a  mezza  figura  con  s.  Chiara  in 
atto  di  medicare  le  stimmate  di  s.  France- 
sco ;  egli  lo  giudica  di  (  Jierardo  delle 
Notti  :  una  piccola  bambocciata  eli'  egli 
stesso  stima  di  Teniers  :  un  quadretto  in 
rame  colle  figure  di  Adamo  e  di  Eva  squi- 
sitamente dipinte  :  alcune  teste  di  cui  noa 
indica  gli  autori  :  un  disegno  di  Jacopo 
Callot  ,  —  Si   entra   quindi    nella 

PIAZZA  DI  S.  DOMENICO  .  Que- 
sta nella  sua  forma  irregolare  ha  nel  suo 
circondario  Ire  sacri  edificj  :  Il  primo  che 
si  presenta  nelT  angolo  sinistro  dirimpet- 
to al  tempio  di   s.   Domenico   è   V 

ORATORIO  dellaConfiaternita  DI 
S.  PIETRO   MART.    Si  entra   in  essa  per 
mezzo  di  un  cortile  .  E'  di  figura   alquan- 
to  quadrilunga   ed  ha   un  soffitto   di  legno 
intagliato   a   riquadrature  e  rosoni   colori-, 
ti  di  azzurro  e  di   bianco  .   Le   pareti    so- 
no  anch'  ^'s>%^.  riquadrate  a  colori  di  cbia— 
Toscuro   e  vi  restano  appesi  8  ovati   in  te— 
-la  (  sono  3    simili  trasportati  in  Sagrestia  ) 
^ove  da  Benedetto  Cavallucci   cìj  ca  la  me- 
tà del  secolo   XVIII.    furono  rappresenta** 
ti   8   Profeti   in    mezza  figura   con   senten- 
ze e  motti   che  indicano  il  loro   nome  e  i 
lor   vaticinj   relativi   al   Sacramento     della 
Eucaristia   «    particolarmente  onorato    da 


Orat.   di  s.  Pietro  m.  4^5 

qu.  Coiifrat,  riunita  a  quella  del  SS.  Sa* 
crameiito  della  eh.  de'  pp.  Domenicani  • 
(i)  Nella  pareie  sinistia  vederi  appesa 
una  tavola  che  esisteva  sopra  V  altare 
prima  che  vi  fosse  collocata  quella  di  cui 
parleremo  .  Rappresenta  in  gloria  il  Sal- 
vatore risorto  ,  e  a  basso  la  istituzione 
della  Eucaristia  simboleggiata  in  Melchi- 
fredecco  che  offerisce  a  Dio  Pane  e  Vi- 
no .  Vi  si  scorgono  al  lato  opposto  A-* 
ronne  e  in  mez/.o  sedenti  le  figure  della 
Fede  Speranza  Carità  .  Nel  piano  del  qua- 
dio,  prossimi  agli  Angeli  che  adorano  la 
misteriosa  [mmagiue  della  Eucaristia,  so- 
no s.  Domenico  e  s.  Pietro  mart.  E'  ope- 
ra  di   Orazio    Alfani.   L'    Alt.  è  vaoramente 

o 

intagliato  e  messo  a  oro  ,  con  2  colori- 
ne corintie  e  un  timpano  ov*  è  sculto  il 
P.  E.  fra  2  Angeli  recanti  palme  e  co- 
rone ,  ed  ha  1'  ecC'^lleiìtiss.  quadro  di  Pie- 
tro Perug  che  esisteva  nel  primario  alt. 
delia  Confrat.  della  C  on  sol  azione  in  P, 
*S.^.,  che  fu  qui  trasferito  nel  1801,  dopo  di 
essere  stnto  da  nno  dei  confratelli  gelo- 
samente custodito  fin  dal  1798  ,  in  cui 
essendosi  abolite  le  corporazioni  reli^^iose 
laicali,  fu  rOiat,  della  Consolazione  ri- 
dotto ad  uso  profano  .  Qu-  pittura  rap- 
presenta la  M.  sedente  col  B.  in  braccio 
fra  2  Anofeli  in  atto  di  adorai  ©li  .  e  sot- 
to  in  dietro  inginocchÌFiti  alcuni  confra- 
telli con  la  cappa  bianca  .  NelT  uscii  e  di 
qu.  Orat.  si  entra  per  magnifica  po^ta  a 
sinistra  nel 


^86 

CHIOSTRO     Maggiora    cìei    Con^ 
pento    DI   S.    DOMEiNIGO  ,    e  ANTICA 
CHIESA    DI  S.  STEFANO    detta    di  s. 
Domenico  Vecchio  .  E*  questo  uno  de*  più 
vasti  e  maestosi  della   Città  .    Due  ordini 
di  logge  da   due  piani   costituiti  e  da   /\o* 
grandi   colonne   di   travertino  ed  altrettan- 
ti archi,  linferiore,   e  da  80    colonne  del- 
la  stessa   pietra  ed  archi   minori  ,  il  supe- 
riore,   loimano   in   mezzo   un   area  perfet- 
tamente  quadrata   di     circonferenza     passi 
!25o  .    Questo   chiostro    fu  incominciato  dal 
p.    Leonardo   Mansueti    generale   dell'   Or- 
dine  nel    1455    che    fece    fabbricare    le    2* 
ale   verso   occidente  e   mezzodì    ,   e   termi- 
nato dai  Padri    nel    1089   colla   costruzio- 
ne degli   altri  2    lati  .   Esso    e  abbellito   da 
nobilissime  pitture    nelle   lunette  ,   ove  so- 
no  rappresentate   le   gesta   di    s.    Domeni- 
co,  e  nei   peducci    del    volto,  ove   in   tondi 
5ono   varj    ritratti   di   Santi   dell'    oid.    e  dì 
religiosi  di   qu.    convento    celeberrimi     in 
santità   e   in   dottrina  .   Furono   qu.   pittu- 
re    eseguite   T   anno    1679   e   seguenti     da 
Giifmb^ttista   Lombardelli   da  Montenuovo 
nella  Marca,  a   spese  delle   famiglie  peru- 
gine   ,    0   devote   de'   padri  ,    o   sepoltuarie 
nella   loro    eh.  ,  delle  qunli  perciò    si  veg- 
gono gli  stemmi   a   piò    di   d.   pitture   .    E 
deplorabile   che  ora  si  veggano    appena  gli 
avanzi   di  uno   scheletro   e   di   un  campo  di 
ossame   dipinti    assai      maestrevolmente   da 
Gij'olamo     figlio   del   celeb.    Giulio     Danti 
sopra  r  arco  della  porta   del  Cimitero  che 


Chiostro  mag*  di  s.  Domenico  4^7 
esisteva  in  un  angolo  del  lato  orientale 
del  mecles.  chiostro  (  Lancell.  Scor.  17.. 
giugno  )  .  Al  lato  opposto  al  qui  nomi- 
nato sono  varie  camere  che  servivano  di 
scuola  agli  studenti  in  qu.  convento,  (i) 
Presso  air  angolo  destro  del  Iato  meri- 
dionale sorge  r  antica  eh.  di  s.  Stefano 
poi  di  s.  Domenico  vecchio  fabbricata  po- 
co lungi  dalla  più  antica  parrocchiale  eh. 
denominata  Pieve  di  s.  Stefano  del  Castel- 
lare, fra  Tanno  i23i  e  1260,  colle  limo- 
line dei  dovoti  .  (2)  Ha  qu.  eh.  una  bel- 
la facciata  terminante  a  cono  e  incrosta- 
ta di  marmi  bianchi  e  rossi  riquadrati  , 
con  1  grandi  porte  circolari  adorne  di 
pilastrini  e  cordoni  degli  stessi  marmi  al- 
la maniera  gotica  .  Rimase  però  qn.  pro- 
spetto intersecato  sopra  le  poite  dalT  ag- 
giuntovi loggiato  .  E*  la  eh,  a  \olta  e  a 
3  navi  divisa  da  io  piloni  .  Avea  il  suo 
Coro  demolito  per  fabbricarvi  la  nuova 
parte  di  donoriitorio  che  principia  dalle 
camere  avanti  il  noviziato  .Prossimo  al 
coro  era  il  deposito  del  b.  Benedetto  XI 
di  cai  altrove  favelleremo  .  A  lato  all'alt, 
mag.  era  la  cap.  di  s.  Pietro  m.  ,  e  di- 
rimpetto alla  sagrestia,  altra  cappel.  de- 
-dicata  a  s.  Girolamo  .  Tostochò  si  fab- 
bricò la  nuova  eh.  di  s.  Domenico  ,  fu 
pressoché  abbandonata  ,  e  non  OiTiziavasi 
che  dai  pr.  vesperi  a  tutto  il  di  della  festa 
biella  Invenz.  di  s.  Stefano  3.  di  agosto, 
in  cui  Benedetto  XI.  accordò  a  chi  visi- 
tasse qu.  eh.   la  niedes.  Indidgeuza  annes-- 


488  Orat,  della  Confraternita 
sa  alla  Porziuacola  in  s.  M.  degli  Ange-» 
li  di  Asisi  .  vi  rimase  perciò  da  quel!  e— 
poca  il  solo  alt.  mag.  isolato  »  ove  fu  po- 
sta da  priacipio  una  tavola  di  fr.  Filippo 
Lippi  ,  porzione  di  cui  è  ora  appesa  al- 
la cap.  di  s.  Orsola  nella  nuova  eh.  ,  e. 
al  quale  altare  fu  poi  adattato  un  qua- 
dro con  s.  Domen'co  fra  un  bello  orna- 
to a  chiaroscuro  del  Fabrizj  .  La  Sagre- 
stia %i^{:s\  di  Oratorio  alla  C ompagnia 
della  Croce  ,  di  cui  parliamo  descriven- 
do la  eh.  di  s.  angelo  della  Pace  in  P, 
S.  (4)  Ma  dal  feb.  del  1797  in  cui  qu. 
chiesa  e  qu.  chiostro  divenner  caserma 
delle  truppe  Francesi  (  discese  allora  per 
la  prima  volta  alla  conquista  degli  stati 
pontifici  dopo  la  cel.  rivoluzione  nel  1789) 
e  servirono  per  1*  uso  istesso  nelle  itera- 
te invasioni  posteriori  galliche  ed  aleman- 
ne ,  fino  air  ultimo  passaggio  delle  trup- 
pe austriache  dirette  a  Napoli  nel  feb, 
del  1821  :  la  chiesa  non  ha  piii  sembian- 
za che  di  stabulario  (5)  ,  l'oratorio  cad- 
de in  frantumi  ,  e  restò  il  claustro  no- 
tabilmente danneggiato  .  Avea  questo  la 
mezzo  un  bel  pozzo  con  4  colonne  archi- 
trave e  parapetto  di  travertino  architet- 
tato da  Pietro  Carattoli  ,  ma  fu  anch>s- 
so  demolito  nel  1817  .  —  Quasi  dicon- 
fro  alla  porta  d'  ingresso  del  claustro  è 
la  poi'ta    che    introduce   all'  ..^ 

ORAT.  DELLA  COiNFRAT.  DI  S.  DO* 
MENICO  .  U*i  piocio^^  'dito  o  cortile  che 
•allo  stess'  Oiat.  e  alle  anne  se  case  da  il  pas« 


DI  f.  Domenico  4^9 

sasrsio,  s'incontia  prima  di  entrare  in  qu. 
cb.  di  forma  quadrilunga  ,  eretta  verso  la 
metà  del  secolo  -iF/  (i)  ,  invece  di  altro  o- 
ratorio  che  esi.ste  aacora  qui  presso  .  li  suo 
Yolto  è  diviso  iti  tie  comparti  e  basato  so- 
vra di  8  pilo  i  .  Le  pareli  sono  dipinte  nel- 
le loro  lunette  ,  e  fra  ornati  ad  arabeschi 
cbiaroscu!  ati  vi  si  rappresentano  sedenti  • 
in  qaella  dell'ultima  parete,  s. Agostino  e 
s.  Francesco  colla  iscrizione  fra  essi  ,, 
Tota  Hujus  Oratoni PicturaAere  Pii Le'* 
gali  D  Ldurentii  De  Barisanis  Farla  Fu^* 
it  jì.  D  MDLXXXF  „  eiu  quelle  del* 
le  pareti  laterali  ,  superiormente  a  ?.  o  — 
dini  dì  seggi  di  noce  con  semplicità  ed 
elegaa7.a  iatagliati  ,  i  Santi  Apostoli.  Nel- 
la parete  principale  si  veggono  !e  figure 
di  Mosè,  dì  Davidde,  di  Salomone,  e  di 
A^geo  ,  e  superiormente  alle  medesime 
quella  della  Vergine  e  delT  Angelo  Aa— 
nunziatore  .  Tutte  qu.  pitture  sono  pre- 
gevoli ma  se  ne  ignora  \  autore  .  — 
Nel  ij8o  fu  qu.  Oratorio  diviso  in  due 
parti  mediante  un  muro  che  si  eresse  Vn. 
i  secondi  piloni.  Nella  parte  anteiioredi 
esso  muro  è  formato  uu  altare  di  stucco 
nei  suoi  principali  ornamenti  finche  do- 
rato .  Evvi  dipinto  a  fresco  da  Pietro  Pe- 
rugino un  Crocifisso  colla  prospettiva  xrx 
fondo  di  un  paesaggio  .  Fu  tiasportata 
qu.  pittura  dal  camerone  che  ancora  e- 
siste  a  destra  dell'adito  dì  qu.  Oratorio» 
clie  era  T  antica  chiesa  .  Ai  lati  dell'  alt, 
sopra  le  pone    che  conducono    all'  altra 


49 0  Orai,  della  Confraternita 
parte  della  eli.  souo  situate  in  nicchie  1^ 
statue  in  legno  di  s.  Tommaso  d^  Aqui-^ 
no  e  di  s.  Sebastiano  .  —  Posteriormen- 
te a  detto  muro  ed  alt.  è  allogata  \  an-, 
tica  tavola  dipinta  a  tempera  che  era  il 
quadro  dell'  unico  altare  di  qu.  Orai,  sirf 
tuato  ove  tuttora  si  vede  nella  principa- 
le parete  con  mensa  di  legno  ornato  di 
pittura  e  Crocifisso  intagliato  in  legno  . 
Questo  bel  quadro  ha  la  V.  sedente  col 
Bam.  e  da  una  banda  s.  Domenico  3-  Am- 
brogio e  s.  Girolamo  ,  uelT  altra  banda 
s.  Francesco  s.  Agostino  s.  Gregorio  ; 
nel  mezzo  a  basso  alcuni  confratelli  in- 
ginocchiati .  Fan  campo  intorno  alla  V. 
un  coro  di  Angeli  e  un  intreccio  di  ver«^ 
dure  e  festoni  .  Fu  dipinto  nel  i447  ^ 
in  lettere  gotiche  vi  è  scritto  il  nome  delF- 
Aitefice  ,,  Opus  Johannis  Bochettis  de 
Chamereno  F.  ,,  — •  NelF  antica  Sacre-* 
stia  ,  edificata  sulle  mura  della  Città  T 
anno  loSg  ,  per  cui  se  ne  chiese  ed  ot- 
tenne il  permesso  dal  Magistrato  {Annal. 
foL  i8i  )  e  recentemente  dipinta  ad  or- 
nati per  uso  delle  particolari  adunanze 
dei  Superiori  della  Confraternita  ;  sono 
appesi  5  quadretti  che  servivano  di  pre-^ 
della  al  quadro  sovradescritto  .  In  uno 
è  rappresentato  Gesù  tradito  da  Giuda  e? 
imprigionato  nel  Getsemani  ;  nell*  altra: 
Gesù  condotto  al  Calvario  :  nel  III  Gesù 
Crocifisso  tra  i  due  ladroni  con  Longino 
che  gli  ferisce  il  Costato  ,  la  Verg.  soc- 
corra dalle  pietose  donne  ,  e  s.  Giovanni 


Di  s.  Domenico  491 

heìVaitO  àe\  più  doloroso  rammarico  Nel 
IV  e  ;iel  V  che  erano  le  parti  estreme  del- 
la predella,  è  s.  Pietro  ni.  e  s.  Tommaso 
di  Aquino  Qii  quadretti  eseguiti  colla  mas-* 
sima  diligenza  sono  di  un  pregio  singola-» 
rissimo  anche  per  le  bene  intese  pro>:pet- 
tive  che  vi  si  veggono  in  fondo  .  Sopra 
il  caminetto  evvi  un  tondo  ornato  di  stuc- 
chi inarmoieggiati  .  In  esso  dipinti  sono 
magistralmente  la  Madonna  in  mezza  fi- 
gura col  B.  e  s.  Gio.  Bat.  da  incerto  pen- 
nello .  D'contro  alla  finestre  è  un  bis- 
lungo con  s.  Sebastiano  in  intera  figura 
stimata  della  scuola  di  Pietro  ,  —  Dalla 
finestra  di  qu.  camera  si  scorge  un  am- 
mirabile pittoresca  prospettiva  della  par- 
te orientale  della  Città  ,  della  vasta  con-* 
tigna  ridente  pianura  ,  e  del  soggetto  a— 
menissimo  avvallamento  che  presentano 
arilo  sguaido  il  più  giocondo  spettacolo  . 
-—  Tornando  pel 'chiostro  alla  Piazza  ve*, 
desi  in  mezzo  un  gran  pozzo  di  accrna  pe- 
renne co*  suoi  parapetti  di  travertino  scor- 
niciato ,  aperto  dalla  Citta  a  pubblico 
vantaggio  nel  ìj^Si  ;  e  si  scorge  a  sini- 
stra  torreggiare   la   magnifica 

CH.  DI  S.  DOMENICO  dei  PP. 
Domenicani  .  Questo  sacro  edificio  per 
la  sua  ampiezza  maggiore  di  quanti  se  ne 
ammirano  in  Perugia,  riconosce  la  sua  pri- 
ma erezione  fin  dal  i3o4  in  cui  fu  in- 
cominciato sotto  il  priorato  di  NiifoTò  Bru-^ 
nacci  perug.  uomo  dotto  e  di  santa  vita, 
lentamente  poi  proseguito  e  ridotto  al  suo 


4g^  Cff"  ^^  ^'   Domenico 

termiae  il  di    ii    di  feb.   del    i658   •     (i) 
Fu  da  principio  arcliitettata  sul  gusto  go- 
tico da   Giovanni  Pisano   cel.  scult,   e  air4 
chit.   che  morì  in  Pisa  nel  1820  .  Era  dÌ44 
«tinta  in  3   navate  per  mezzo  di    io     co- 
lonne    ottangolari  di   mattoni    con   basi   e 
capitelli   di  travertino  cbe   sostenevano  il 
Tolto  a  cordoni  pure  di  travertino  e  mo-< 
dello  tedesco  o  terzacuto  ,   del  tutto  simi- 
le alla    Cattedrale    .     Si  vede  ancora    una 
parte  di  qu.  volto  in   quello  del  coro  ri- 
masto dopo  la  ricostruzione   del  rimanen- 
te del  Tempio  .  Avea   esso  11  cap.  e  mol- 
ti altri  altari  •     (2)   Il  di  12    aprile    161 4 
proeipitò   la  navata  di  mezzo  per  colpa  di 
malpratici  muratoin  ,   che   nel   risarcire   il 
tetto   ,  fondarono   gli  archi  da   sostenerla 
nei  diametri  della  volta   ,     e  ne  disquili— 
brarono  le  forze  .11  dì  5-   mar.    161 5   ro- 
vinarono le  colonne  e  le  «^llre  volte  ,  a  ri- 
serva di  quella  del  coro  .   Il  dì  3o   giu- 
gno   1624  fii  dal  vesc.  Gomitoli   gittata  la 
prima  pietra    della  nuova  fabbrica    ideata 
sul  disegno  dell*  anleced,ente  .   Era  usi  già 
costruite  4  colonne    ,   ma   nelT   addossar— 
visi  la  volta  di  maggiore  altezza   della  pre-* 
sente  ,  essendo   esse  troppo  sottili  ,  e  mal 
resistenti    a  tanta    e  così    alta  mole    ;     si 
spaccarono  dàlT   alto    al  basso  ,   perlochè 
eonvenne   gittare  a  terra  tutta    V   opera   » 
con  danno  di  più  di   se.   /f^m,     per  difetta 
d'  inesperto  architetto.   Gon  disegno  adun- 
que   di   Garlo     Maderno     si   ricominciò    V 
fjdificio  ,  e  nel  periodo  di  3  anni  fa  con-* 


Ck*  di  s,  Domenico  49^ 

dotto  alla  sua  perfezione  nel  modo  che 
ancor  si  vede  ;  onde  si  die  principio  ad 
offiziare  la  nuova  eh.  il  i2apr.  Ili.  gior- 
no di  Pasqua  del  i632  .  (3)  —  Le  sue 
3  Porte  principali  si  ergonc^  sopra  un  pia- 
no elevato  e  cinto  di  balaustra  dinanzi  al 
quale  è  da  due  bande  spaziosa  e  comoda 
gradinata  per  ascendervi  ,  fiancheggiata 
anch'  essa  da  altra  Ixalaustra  ,  il  tutto  di 
travertino  intagliato  e  posto  in  opera  nel 
i64o  da  Girolamo  Giofi  da  Goitona  .  La 
porta  maggiore  circolare  è  adorna  di  ^, 
colonne  co'  loro  contropilastri  2.  pilastri 
e  frontespizio  piramidale  diviso,  di  ordine 
corintio  .  Fra  le  2  parti  del  medes.  fron- 
tesp.  è  lo  stemma  inciso  (  cancellato  nel 
I  jg8  )  del  generoso  Benefattore  che  prò* 
curò  qu.  bell'ornamento  tutto  di  trivejti* 
ni  .  Evvi  nel  fregio  scolpito  il  suo  nome* 
,,  Franciscus  Blasiolus  Fani,  Postremus 
/>.  O.  M.  Portaìu  Ha  ne  Ornavit  yt,  D. 
MDXCFL  ,,   Sopra   d.   porta   si  vedea  un 

•finestrone  rotondo  formato  da  vetri  colo- 
rati rappresentanti  il  Genacolo  di  G.  C^ 
Questi  vetri  dipinti  1'  ann.  i4i5  da  Be- 
nedetto da    Siena    ,  furono   qui     traslocali 

:  dalia  sacrestia  .  Ma  perchè  d.  invetriata 
era  quasi  del  tutto  infranta  ,  il  p.  Nico* 
•lo  Ansidei  priore  del  Conv.  la  fece  rifa- 
re U' 1  i655  .  Nuovamente  rovinata  ,  fu 
ridottrT    a   vetri   bianchi   nel    1^20. 

La  grande  area  della  eh.  a  croce  lati- 
na divisa  da  i4  pilastri  e  piloni  di  O'd    jo- 

li-nico  che  fiancheggiano  5  arcate  per  parte  , 


494  ^^^-  ^^  ^'  Domenrttj 

e  elle  formano  tre  navate,  delle  quali  le  I51- 
teraii   minori   hanno    pilastri   e   cornicioni 
dorici,  e  la  maggiore,  un  cornicione  jonico 
sopra  di  cui  basa  con  ogni  più  sicura  con-* 
^ìstenza   il  volto    anch'    esso   compartito  a 
fasce  ;  è  lunga  pai.  3 00  -,  larga  nelle  nava- 
te ,  i32  ,  nella  crociata  ,  rgi  ,  ed   alta   pai» 
106  .  —  La  estrema  parete  soprala   port^ 
maggiore    ha   una   pittura    a    fresco    a   cui 
fa  ornamento  un'assai  ben  inteso chiaroscu-* 
ro  ,  ed  esprime  la  V.  col  B.  ,  i  ss.  Caterina 
-sanese   Costanzo  Ercolano  ,  e  uel  piano  iva 
-popolo     supplichevole      colla     prospettiva 
della  città  di  Perugia  .  Quest*  opera  stima- 
bile diÀntonmar.Fabrizj,  è  monumento  del 
la  preservazione  dal  coiUagio  ottenuta   per 
mezzo  della  gran   Madre   dai  perugini  nel 
-i6o6;percio  vi  si  legge  a  pi<>  ,,  Hoc   soluni 
habemus  resìdui  ut  oculos  nostros  diriga-^ 
mus  ad  Te  „  e  sopra  in   un  cartello  ,,.Ego 
di  li  gente  s   me   diligo  ,, —  La  I,  Cappella 
a  destra  dello  ingresso  ,  simile  alle  altre  di 
qu.  eh.  ,  due  sole  eccettuate,  ha  nel  suo  Ir- 
mitare  ,  ove  si  ascende  per   2   gradini  ,  un 
grande  arco  a  qiiello   corrispondente   della 
navata  ,  ed  e  in  forma  quadrilunga  .   Vi  si 
erge  maestoso  altaredi  marmi  rossi  bianchi 
^neri  e  carijagione  nostrali  mi ui a  broccatel- 
lo di  Siena,  nei  suoi   contropilastri  doppie 
colonne  coinicione  e  frontespizio  diviso  da 
un  tim;)a:io  .  Un'  ornato  d'  intaglio  in  le- 
^no  dorato  chiude  un  quadrilungo  eoa  u-- 
-  uà   antica   immagine   della   b.  Colomba   da 
Rieti.  La  parte. anteriore  della  mensa  ha  uà 


Ch.  dì  s,  Domenieo  /fgS 

pallotto  di   scagliola  ove  sono  rappresenta- 
ti ,  in   prospettiva,  un    paesaggio,    sopra  di 
esso,  Ja  Ggara  della  Beata  raggiante  ,  ed  ai 
lati  ,  edifizj  arcliitettonici  ,  ^4)    SJ^^ili    pn- 
liotti  si  veggono  negli   altri   altari  .  —  Nel 
pilastro   che  s'  incontra  fuori  di  qu.  cap.  è 
tiu  deposito  colla  isciiz.  ,,  D   O  M.  Sihe'* 
Siro  Ce/ino  Fiorentino  Juliani  Filio  Lu^ 
dovìcus  Et  Mani  US  Fratves  .   Vixit  Ann. 
XXXX.  Obiit  Die  XFIII  Mali  A.  MDL^ 
J[XIX  ^, — La  II.  cappella  ha  un'altare  de' 
anedes.   marmi    dell'   anteced.    colla   mensa 
parimenti   di   marmo   .    Fu    fatto  costruire 
dal   p.   Domenico    Ponsi  cx~provinc.    dell' 
Ord.   r  an.    1789  .   Il   quad.o   con   s.   Ro-^ 
sa   di   Lima   cui  il  Bambino  in  gicrabo  al- 
la   Madre   sedente   porge  un'  anello   spon-» 
salizio  ,   ed  h.i   varj   Angeli   all'    intorno   , 
fu   dipinto   da   Giuseppe    Laudati    da    Cor-^ 
ciano    .     Sul    gradino   è    un    tondo     con    s. 
Agnese  da  Montepulciano.  Nelle  pareti  la- 
terali   sono   2    altri   quadri    in  maniera   dl- 
vei'sa   rappresentanti  il  medes.  soggetto  del 
quadro   dell'aitare  .   —   L'   Alt.   della    III. 
cap.  formato   con   colonne   di   lumachella  , 
fregio  di   alabastro   pettinato  ,  e  nel    resto 
di   marmi   rossi   ]>lanchi   ec.    nostrali  ^  fat- 
to  costruire  da     fra   Domenico     Fabbroni 
circa  r   epoca  dell'   anteced.  ;  ha  .un0  de' 
migliori   quadri   di  Giuseppe   Laudati  .   Vi 
si   scorge   delineato    il   prodigioso   avveni- 
mento  riferito   anche  dai  Bollandisti  {Act^ 
SS^  Ulaii.  t.o,.  p.  715  )  che  essendo   richie- 
sto il  s.   pout.   PiaV.   da  un  anibasc^lQ- 


49^  C^    di  s.  Domenico 

Te  di:l  Re  di  Polonia  di  alcune  Pieliquie 
di  ss.  Martiri  ,  quegli  trovandosi  un  gior* 
no  nella  Pia/./.a  del  Vaticano  ,  raccolto  uà 
pugno  di  quella  polvere  ,  la  chiuse  in  uà 
pannolino  e  la  consegnò  all'  ambasciato- 
re .  Gredettesi  illuso  il  Legato  ,  e  sol- 
tanto un  sentimento  di  rispetto  il  trat- 
tenne dal  non  gittare  quella  polvere  al 
vento  ;  nia  restituitosi  alla  propria  casa 
aprì  il  pannolino  e  rinvenne  quella  pol- 
vere inzuppata  di  vivo  sangue  .  Commos<» 
so  egli  a  tal  vista  e  presentatosi  di  nuo- 
vo al  Pontefice  ,  questi  gli  disse  „  Era  a 
noi  ben  noto  che  il  terreno  del  colle  va- 
ticano fu  allagato  del  suigue  di  tanti  E- 
Toi  della  Fede  di  G,  C  ;  quindi  abbiamo 
da  colà  sbandito  i  profani  giuochi  ,  e  ab- 
tiamo  creduto  con  una  parte  di  quella 
sacra  arena  di  avere  abbastanza  soddis- 
fatto al  vostro  desiderio  .  „  Nella  pa- 
rete destra  entro  ad  ornato  di  stucco  è 
altro  quadro  ,  ove  a  s.  P'o  V.  in  atto  di 
care  apparisce  un*  angelica  visione  .  Neil* 
ovato  superiore  al  quadro  sono  espresse 
la  Fede  e  la  Carità  ;  nelT  inferiore  .  il 
Santo  che  distribuisce  copiose  limosine  a 
poveri  .  Nella  parete  dicontro  è  altro 
quadro  che  offre  1'  Imp.  Massimiliano  II. 
cui  si  presenta  in  visione  il  Santo  arma- 
to di  flagelli  e  in  sembiauisa  di  atterir- 
lo  se  non  avesse  impedito  i  progressi  del- 
Ja  luterana  Confessione  di  Angusta  ,  pel 
quale  oggetto  gli  avea  il  Pontef.  spedito 
iiu   legato    :     la   qual    visione    indusse    il 


Ch .  di  s^  Domenico  ^97 

monarca  ad  eliminar  per  allora  da  suoi 
stati  i  propagatori  della  eresia  (  Bollando 
T-  i*  maj\  pag.  606)  •  Neil'  ovato  supe- 
riore e  ìa  Giustizia  e  la  Pace  ;  nelT  in- 
feriore è  la  spedizione  fatta  dal  Pontef. 
del  legato  Commendone  al  sud,  Impei-a- 
dore  ,  onde  formare  una  lega  per  abbat- 
tere gì*  infedeli  .  Queste  pitture  sono  plau- 
sibili opere  di  Mattia  Battini  perug.  Sul 
gradino  delF  alt.  è  il  ritratto  di  s.  An- 
tonio Arcivesc.  di  Firenze  .  —  Siegue  la 
Gap.  della  Parrocchia  dedicata  a  s.  Loren- 
zo .  La  chiude  una  balaustra  di  marmo 
carnagione  .  Gotica  è  la  5ua  arcliitettu- 
ra,  essendo  un'  avanzo  dclT  antico  edili- 
ciò  di  qu  eli.  Di  prospetto  si  vede  V  air. 
con  un  quadro  di  Mattia  Battiai  rappre- 
tante  s.  Tommaso  di  Aquino  .  In  vece 
dcir  ornamento  di  marmi  che  annunziò 
prossimo  a  costruirsi  nel  1778  il  p.  Boa- 
rìni  (^p.  45  )  e  che  non  fu  mai  eseguito 
forse  per  la  morte  del  Barriera  generoso 
promotore  di  esso,  ha  una  semplice  cor- 
nice di  stucco  .  Sopra  vi  era  una  bellis- 
sima invetriata  dipinta  dal  Priorino  fran- 
cese ridotta  già  piima  del  d.  anno  1^*78 
a  vetri  bianchi  .  Nella  parete  sinistra  del- 
1)  cap.  eravi  1'  alt  di  s.  Lorenzo  con  una 
bella  tavola  di  Mariano  dì  ser  Eusterk) 
eccellente  pittore  ,  entrovi  la  M.  sedente 
col  B.  s.  Lorenzo  e  s.  Giovanni  Battista 
oUre  la  predella  col  martirio  di  s.  Lo-' 
reazo  ,  la  deposizione    di  Gesù  ilalìa  Crc- 

c 


^9^  Ch.  di  s.  Domenico 

ce  ,  la  Annunziazione  .  Fu  rapita  nel  1797 
e  s*   ignora  ove  presentemente  esista  .  Fu 
a  q.   tavola     sostituito  un     quadro  con  5. 
Michele   Arcang.  tra  un  ornamento  di  le- 
gno intagliato  e  dorato  .     La   parete  de- 
stra è  pressoché  tutta  occupata  da  un'  or- 
nato   di    marmi    bianchi  e  rossi   nostrali 
misti  a  fogliami  arabeschi  e  statue  di  ter- 
ra cotta  ,  lavoro  assai  pregevole  eseguito 
dal  celeb.  Agostino  della  Robbia  fioren- 
tino nei  primi  6  mesi  del  i459  %  pel  prez- 
zo di  fiorini   280.   0  se.   46o.    sborsati  da 
Pier-giovanni  Alberto  e  Pier-gentile  figli 
ed  eredi  di  Lorenzo  di  Giov.   di   Pietro  U- 
go  ,   come   costa  dai  contratto  scrìtto   e  fir- 
xaato  dallo   stesso     Agostino     con  Brigida 
di  Tommaso  e  Guido  di  Fuma^iolo  tuto- 
vi  di  d.  figli    ed  esecutori  testamentarj  di 
d.  Loi^enzo  ,  riferito    per  esteso  dal    Ma- 
rietti nelle   sue  let.  pit*  alla  p.  98  .   Con- 
siste Tornato   principalmente    in   2   arcate 
r   una  air   altra    sovrapposte  per  mezzo  di 
un  cornicione    .    L*    arcata  maggiore    ha 
nella  sua    grossezza   varj  piccioli    riquadri 
ove   sono    dipinti    alcuni   fatti     allusivi   al 
Rosario     spiegati  nelle   cartelle    apposto  a 
ciascun  riquadro  .  Nei   triangoli  sopra    a 
qu.  arcata     sono  in   2.  tondi     espressi   in 
pitture  Davidde  ed  Isaia  ,   e  nelle   nicchie 
laterali    alla  medes.     soao  le    statue    di   s, 
Gio.  Bat.   e  di   s.   Lorenzo    di   s.   Gabriele 
e  della    ss.   V.    Nel  fondo    delT   arco   su-, 
pcrlore  basato   su  4  colo>inette  e    dipìnto. 
eoa  varj  Serafini  ^   si  erge  la   statua  djil- 


Ch^  di  s.  Domenico  499 

la  stessa  tra  2  Angeli  geauilessì  parimea- 
ti  di  plastico  rilievo  .  Ebbe  un  tempo  qu. 
alt.  per  quadro  il  Gonfalone  di  cui  par- 
leremo a  suo  luogo  ;  posteriormente  vi  fu 
collocata  come  si  vede  al  presente  la  im- 
magine del  b.  Benedetto  XI.  Sopra  la  men- 
sa deir  alt.  è  un  urna  di  legno  intaglia- 
to e  dorato  con  entro  una  divotis.  immag, 
di  G.  C.  morto  .  (5)  Neil»  destra  gros- 
sezza deir  arco  sotto  di  cui  sì  entra  in 
qu.  capp.  è  il  Monumento  in  marmo  di 
Bianca  nipote  del  card.  Bonifazio  Bevila- 
cqua che  il  3o  settemb.  1600  venne  al 
governo  di  Perugia  .  Vi  si  legge  inciso 
il  bell'epitaffio  scritto  dal  chiar. Bonciario  . 

Bianca  Mi  hi  JVomen  Co  mite  s  /^Ov^^^- 
(jve  Parentvm  ,,  Collaltvs  Matrern  Dal 
Bevilaqva  Patrem  ,,  Gignor  Ad  E  rida- 
nvm  Praebet  C\^nabvla  Tjhris  ,,  Men- 
ses  Kix  Qvini  Dant  Bapi^ntqve  Dieni  ,, 
Et  Cado  Bethlenii\^s  C^ni  Crebrior  Oc- 
cidit  Infans  ,,  C andida  Pi>rp^reis  Mi-- 
octa  Pinella  Choris,,  Obiit  CIj.  Io.  CI.  B. 
Card.  Legatvs  Infantulae  Aloysii  Fra^ 
tris  Filiae  .  ,,  Termina  la  navata  con  al-  ■ 
tro  arco  minore  sotto  di  cui  si  passa  ad 
un'  adito  corrispondente  ad  altra  porta  del 
la  chiesa  .  Alla  sinistra  di  d.  porta  è  uua 
niccliia  ove  si  conserva  il  Fonte  Battesi^ 
male  intagliato  e  terminante  a  cono  ,  in' 
marmo  carnagione  . 

Si  entra  quindi  nella    Crociata  e  fra  c!r*c 
pilastri  laterali  all'  arco  sotto  di  cui  è  I  in- 

I  -02  * 


5 00  Ch.  di  s.  Domenico 

gresso  della  medes.  da  qu.  banda  ,  si  vede 
a  sinistra  ilDeposito  in  varj  marmi  nostra- 
li col  busto  del  prelato  Alessandro  Benin- 
casa  .  Fu  costruito  da  Domenico  Guidi  per 
cura  di  Michelangelo  fratello  del  defunto  , 
e  vi  si  legge  il  se^.  Cenoiafio  ,,  D.  O.  M' 
\/ilexandro  Benincasa  Patrit,  Pervs.  £*- 
gregio  /.  £7.  Doctori  Q^i  Tej^ti^m  Adhi^o 
Svpra  Trigesiiiufin  Aetatis  Annvm  Agens 
Ab  Inn>  XI  Sac»  Rot.    Rom.  Axìdltov  E^ 
lecti^s  Et   la   Congregatione   Ecclesia^t  . 
Jinnivnitatis  Adscript^s  Ab  Eniin^  Card. 
Alteri o  Romanae  Sapientiae LycaeoPrce-* 
positus  Et  Ah  Innoc  .   XIL   Expedttione 
Rrevivììi  Minora  ni  Qvce  Goncessvm  Dici- 
t\jr  Djcorati^s  Sv abitate  Sernionìs  Ji^sti-^ 
ttce  Iiitegritate  Morioni  Probitate  Roma^ 
lice    C  vrice  Universce   Carissiini>s   Magnis 
Perfvnctvs    Honoribs^s   D^^ni    Majorib^s 
D-stinabat^r  Immaturo  Fato  Praereptv^  s 
Dlg^'"'^  Longlori  Vita  JVisi  Dlgfius  Fv'is-* 
set  jE  terna    A  more  ni  S^^m  Erga     Pa-^ 
triam  Ne   In    Cinerìb^s   Qui  de  ni   Extìn^ 
etimi   Volens  Roniae    Cor  Si>i^rn  Aspor-- 
tari  Lega^it   Obiit  Roma3   Ai     Sai     />/- 
DXCIF.    Die  XX.   Apr.   yE:at.    XLf^. 
-—    Alia    destra     di  d.   arco   d     ingresso   è 
altro   Deposito   non  compito   ove   si   legge 
,.    Camlllae    Martellae  Florentinae   No^ 
hilitate    Prvd?ntia    A  e     Onnibi^s    Qvae 
Jng?nvam     D*cet    Mìdiereni     Firtvtibvs 
Oniatis^ìmae    Primo  jE  atis  Flore  PaK>^ 
cis    Diebiis    P^yn     Partvm    Ereptae    Pe^ 
trvs  Strozza  Florontia^s  Pontìjid^s  Pe- 


eh.  ài  s.  Domenico  6ot 

rvsiae   £t   Vmbriae  Qvestur    Vxori  Cu^ 
ri  ss.  Mvltis    C^m   Lacjjmis  Pos.    Vixit 
jin.    XXIL     Obiit   Die    ini.     Septtmò. 
MCLXXV.  „  —  Sotto  1'  arco  che  segue 
a  destra  delF  antecedente   si  conserva  una 
grande  e   bella  macchina  di     legno    inta- 
gliato  e  dorato  ,   in  cui   si  reca  processio- 
Halmente   la   statua   di   Maria   SS.   invoca-» 
ta   sotto   il   titolo  dei   Hosario  .  Fu  questa 
macchina    costruita  sul  principio  del  seco- 
lo  scorso  .  —  In   fondo  a   questa  sinistra 
crociata  si  erge  il  grandioso  Alt.  di   stucca 
colorato  a  marmi,  architettato    magnifica— 
mente  ed  eseguito  nel    1682.  da  G  iusepp© 
Scaglia  perugino  o  da   Fuligno  ,  dedicato 
a   S.    Domenico  .   Ha   quattro  colonne  co- 
rintie  frammezzate  da  due  statue   maggiori 
del   naturale  rappresentanti   le  simboliche 
immagini  della  Purità   e  della  Liberalità, 
e  le   une  e  le  altie   basate  su  d  eminenti 
doppi  piedestalli  .  Quattro  pilastri  obliqua* 
mente   situati  e  un   sovraposto   cornicione 
composito  formano  una   gran  nicchia,  nel- 
la  sommità   della    quale  è   un'  attico  entro 
a   cui    grandeggiano  due     Angeli    che     in 
iscorcio    sostengono  una  corona  imperiale 
sotto   la    quale   apparisce  volante   una   co- 
I   lomba   simbolo  dello  Spirito  Santo  che  in 
'   mezzo  a  diverse  nubi  tramanda  copiosi  rag- 
gi .  Ai   lati   di   questo  gruppo  sono  le    fi- 
gure della   Umiltà  e   della    Carità  .  Infe- 
riormente ad   esso   è   altro   gruppo  di  sta- 
tue esprimenti  il  P.  E.  e  il  Redentore  cor- 
teggiati da  Angeli  e  Serafini  che  scher- 


1^02  Ch*  di  s.  Domenico 

Eauo  fra  le   nubi  .   Dalle  nubi  che  tramez*? 
zano   le   statue    cade  gran   quantità  di  rag* 
gi  tutti   messi   a    ojO  che     ricevendo     luce 
dalle    invetriale    poste   indietro  ,     formano 
una   gloria  luminosa  .   Sotto   il   cornicione 
è   il   ter/:o   gruppo  di   statue  rappresentan- 
.  ti  la  \ergine   avente   fra   le  mani  un  qua- 
dro  bislungo  ,    ove   è   dipinta   la  intera  fi- 
gura  di   s.   Domenico,     ricevuta  da  s.   M. 
.Maddalena  da  s.  Caterina  v.  m.  inginocchia- 
te lateralmente  .  Esprime  qu.  gruppo  il  fat 
to  che  dicesi  avvenuto  in  Soriano   città  di 
Calabria  3  ore  innanzi  al  di  io-  sett.  i53o 
in  cui  si  narra  che  Maria  ss.  colle  d.  2  Saa 
te  recasse  nella   chiesa  di  s.   Domenico  di 
quella  città  una  Immag.  del  Santo  e  che  la 
collocasse   neir  ara  maggiore  iu  luogo  di 
altra  rozza  e  malconcia  effigie  di  esso  dipia 
ta  in  muro  .  Sopra  Talt.  di  cui  parliamo  ia 
un*urna  di  legno  dorato  si  venerano  le  os- 
.sa  di  s.  Panfilo  m.  estratte  dal  cemetero  di 
s.  Callisto  di  Roma  e  da  Clemente  XI  do- 
.nate  al  p.  Nutarelli   domenic.  V  an.  1706  • 
.-—  Siegue  la  Cap.  di  s.  Pietro  m.  .  Il   sua 
alt.  ♦  fatto  costruire  nel  1705   dal  p.  Paolo 
Ottaviani  inquisit.,  ha  due  colonne  di  bian 
co-nero  e  gli  altri  ornamenti  di  marmi  no- 
strali .  Il  suo  quadro  col  Martirio  del  San- 
to e  opera  assai  ben*',  intesa  eseguita  l'anno 
sudetto  da   Gio.  Bonaventura  Borghesi  da 
Città  di  Castello  .  Nel  timpano  è   un  qua- 
dretto colla  s.  famiglia  ,  d'  incerto  .   Nella 
parete  sinistra  si   conserva   in  una  nicchia 
la  immagine  prodigiosa  in  rilievo  dìMaria 


Ch,  di  s*  Domenico  5o3 

^ss.  del  Rosario  che   si   suole  recare  nelle 
processioni  .  Appartiene  qu.capp.alla  nob. 
fam.   Baglioni  ;   evvi  perciò  sul   suolo  iu 
mezzo  un  sepolcro  fregiato  di  varj   marmi 
colla  iscriz.  ,,  D.  O.  M^  Petra  De  BalleO'- 
nib^s  Ex  Pomontis  Et  Ho  sciani  DD^  He^ 
rvm  Agendarvm    Prv^dentia   Et  Morvni 
Gravitate  Animi  Candore  Et  Magnitudi 
ne  Liberaliiate  Ac  Magnificentia   Domi 
Forisqve  Inclito  Et  yllcmenae  De  Bigaz 
zinis  Ex  C omitib»  Coccorani  Et  Castel'* 
linae  Viriate  Non  Impari  Pareniibv>s  O- 
-ptimis  Alexander  Abbas  Horativs  Bene-* 
dict^s  Et  Alojiivs  Fdii  Svperstites  PP. 
Alter  CU  IO  ce  V^  Obiit   CU  20  CC  FUI. 
Altera  ,,  —  Nel  pilastro  fra  la  detta  capp» 
e  quella   dei  Piosario  si  vede  un  ritrattino 
ornato  di  stucchi  dorati  .  E*qu.  di  s.  Lodo- 
vico  Bertrando    dipinto  su  di    una  tavola 
che   è  porzione  della  cassa  dorè  fu  rinchiu 
so  e  quindi  da  principio  sepolto  il  cadave- 
re del  Santo   .  Fu  mandato  da  Valenza  di 
Spagna  al  p. Lodovico  Garofani  perugino  • 
A  destra  è  una  lapide  coir  elogio  di  Ceci- 
lia Angeletti  moglie  di  Giacomo  Consolelii 
la    quale  lasciò  a  qu.  convento  tutte  le  su© 
facoltà  che  ascesero  al  valore    di  se.  2om. 
con  suo  testamento  fatto  nel  i634  •  Questa 
pia  donna  devotissima  del  Rosario  avea  già 
vivente  spesi  se  J^m,  per  abbellire  la  pros- 
sima cappella  dedicata  a  Maria  ss.  .  L'elo- 
gio è  il  seguente  ,>  D.  O.  M>  Ceciliae  De 
Angelettis  Perus.  Quod  Aedem  S-  Firg. 
^Qsar.  Exornaverit  Praessvmq^^e   Aerd 


4o4  ^^^'  ^^  ^'  Domenico 

\Ali\no    Fx   JSova    Temjjli    Jiemolitione 
Ccenobiinn  LiberaUtate  Levaverit Patres 
Tcintce  JMvnijiccntice  AJerito  Ohceraii  Ex 
0tisse  li  cere  de  s  Grati  jininii  Mommi  PP  • 
Fixit  j4ii.  LXXF  Ub.  idib   Maii  AiLC-- 
XLIl  j4d  Aram  Condita    Cvi   Devvta  ,, 
— ^  Si  ammira  quindi  ia  vaj^a  ca^)^  eila  le  di 
cui   volta   e  paieti    sono  adovne  di    cliiaiO'- 
scuii  e  stucchi    messi   a   OiO  .    Gli    slucchi 
sono    opera   di    Giovanni    Cianca  ,  tutte   le 
pitture  a  fresco   e  i   quadri   lriteiali,di  Aa- 
ton    Maria   Fabbrizj,    circa   1'  anno    i63o. 
Nelle    quattro  lunette   del   volto    sono  e- 
spresse  le  immagini   delle  vii  tu  Fede  Spe- 
ranza  Carità    e  Religione  .   Fra    le   mede- 
sime  in   mezzo   è   la   figura    simbolica  del- 
io Spirito  Santo   cinta  di   splendori,  e  va- 
rj   Angeli  portanti     in  mano  delle    rose  • 
Nelle  lunette  delle  pareti  ,  a  destra,  è  rap*« 
presentata   la  vittoria    navale   riportata  dai 
cristiani   sugi'  infedeli  alle  Isole   Cuizola- 
ri   il  di   7  Ott.  1671  ,  vittoria  che  die  mo- 
tivo alla  istituzione  della  festa   del  Rosa- 
rio ;   a   sinistra,   l'angelico  Annunzio   del- 
la  stessa     vittoria   a   s.   Pio  V.   Nei     com- 
partimenti  superiore    e  laterali  all'  altare 
sono   delineati   i  cinque  Misteri   dolorosi 
del  Rosario  .  Sotto  essi   sono  le  immagi- 
ni   simboliclie  della  Divozione    al  Rosario 
e    della  Fede  .  Inferiormente  a  queste,  due 
quadrati   con  Geremia  ed  Isaia  .   Nella  pa- 
rete destra  vedesi   un    quadro  con   s.   Ce- 
cilia e  lo   sposo  Valeriano  ,  cui  un  Ange- 
lo presenta  due  corone  di  fiori  ^  Airiur 


eh .  di  s.  Dom  enicò  5  e  5 

torno  ha  cinque  quadri  a  fresco  coi  3Ii^ 
sterj  del  Rosario  ,  di  Gaudio  ;  sotto  essi 
ìq  due  tondi  gli  -ev.  s.  Matteo  e  s.  Lu- 
ca .  Sotto  il  quadro  principale  e  un  De- 
posito in  marmi  diversi  collo  stemma  di 
casa  Colonna  ,  ed  una  lapide  di  marmo 
nero  ove  a  caratteri  di  oro  è  scritto  ,,  i?. 
O  M.  Ossa  Domini  Jacohi  Colu-* 
mnae  Patritii  Romani  Ex  Comit,  De 
Monte  u4lhano  Ducis  Olini  Itgregii  Sii& 
yexillis  Pontificiis  Et  Praefec.  Demum. 
Perusinae  Aids  Ubi  Die  Prima  uéugu-^ 
sti  MDC  C  XXXI-  Annum  A  gens  Pro-^ 
pe  Sesagesimuni  Obiit  Uxor  Vere  Moe^ 
rcns  Et  Grata  Z).  Leoparda  Sperelli  Unct 
Cum  D.  (.' orniti s.  Angela  Aurelii  Co^ 
hceredes  PP^  ,,  Nella  parete  sinistia  è  al- 
tro quadro  con  s.  Dorotea  condotta  al 
mai^tiiio  ,  cui  un'  Angelo  presenta  fiori 
e  poma  ,  avendole  Teofilo  ministro  del  ti-* 
ialino  Apricio  preside  in  Cesarea  di  Cap- 
padocia  ,  richiesto  per  iscberno  i  prodot- 
ti del  giardino  celeste  .  Allo  intorno  lia 
altri  quadri  coi  Misterj  di  Gloria  ,  e  sot- 
to questi  ,  due  tondi  coi  ss.  ev.  Giovan- 
ni e  Marco  .  Sotto  il  qnadro  principale 
è  un  marmo  ove  si  legge  ,,  D.  O.  M.  A-^ 
lexander  Benincasas  R.  R.  Auditor  Cor 
Ss^um  Qi^od  /?.  /^.  Foi^ei  at  Ab  Infan-^ 
tia  Ante  Ipsivs  Aram  Hoc  Sv'b  Lapide 
Reponi  Legavit  Cinvs  Sacellum  Eivsdem 
/^.  Et  SS.  Apostolorvm  Cvltvi  Dicave'^ 
vantMajoresIlliusA.SMC  C  C  C  XXFJL^ 

e  3 


5oS  Ch^  di  s.  Domenico 

X«*  Alt.   e  ornato  di  2   colonne  e   finimen- 
ti di   marmi   nostiali   con   fregio  di   alaba- 
stro ,   ed   à  un   qnadi'o   colla    V.   e   il  B.  s, 
Domenico  e   s.    Caterina   sanese  ,  del  cav» 
Lanfranco  .    (6)   Nella   grossezza  dell*  ar- 
co   che   introduce    a   qu.   cap,  ,   e    a  cui    è 
annessa    una   balaustra    di    marmo    carna- 
gione ,   sono   varj   compartimenti   dipinti  . 
rfella    sommità   di    esso    due   Angeli     eoa 
5erti   di   ros©  ,   a  destra  ,   Davidde   s.   Gia- 
cinto  e   il  b.  Giacomo   Saloni,    a   sinistra» 
Salomone  ,   s.   Tommaso  d'  Aquino,  il  b- 
Alano  .  Il  pavimento  e   a  marmi   riquadra- 
ti rossi  e  bianchi  .  — Uscendo  dalla  cap. 
si  scorge  a  destra  nel  vicino  pilastro  il  De- 
posito  e   il  busto   in   marmo  di   Elisabetta 
Cantucci   scolpiti   dal   cel.   cav.  Alessandro 
Algardi  ,   colla  seguente   bizzarra   iscrizio- 
ne  „   JD.    O.  M^  Elisabeth   C antutia   Pa-- 
tritìa   Pervsina   Fami  line    Colis  Propa-- 
gandae  Adi^ncta  Annvm  Agens  XXVII 
jyono   KaL  Decemb.  MDCXLFII  In  /- 
-pso  Magis  Viridi    Iv>ventae  Flore    Dejlo-^ 
rvit  Tv  Tamen  Mortalis  Fitae  Periodimi 
Xcim    Propere   Eam  Absolvisse  Ae   Mi-^ 
reris  Lector  Siq^^idem  Alta  Hvivs  Aedis 
Moles  Contra  Omnem  Vt  Fidebatvr  Fe^ 
l^> stati s  Inivriam  Extrvcta  An     MCC-- 
C IF  Fasica   Saecvla   Stetit  Nam  Anno 
àlDC  XIV  Kvinam  Fecit   Et   Cs^ni  Aliis 
Qvib'r's  Templvm  Innitebatvr  Vna    Col- 
lapsa   Fvit   Colvinna    Qvani  C olia   Gens 
Ereocerat  Provt  Acjvila  Gentilitivni  Eivs 
S lemma   Li  se  vip  ta  Mai'niori  Eidem  In-- 


Ch*  di  s»  Domenico  5 07 

serto  Ad  Ilhd  F'sq^e  Temporis  Testa^ 
batvr  Binas  Igitvr  Hoc  In  Tempio  la* 
centes  Conspicis  Eivsdem  Stirpis  Colu-- 
mnas  Tvmvlatas  Saxo  Qi^ae  Plvres  E" 
nixa  Liberos  Longe  Stabiliorem  Qvam 
Alia  Reli^vit  Praedictam  Dorrn^m  Et 
Ivre  Qvidem  Namqvc  Ille  Ab  H^mano 
Artifice  Haec  Vero  Ab  Opifice  Dea 
Constrs^cta  Fvit  Fbald^s  De  Colis  Pa-* 
trit.  Per^s.  Mi^ltis  C^m  Lacrymis  Co-^ 
niugi  Amantissimae  Posyit  A.  D.  MD" 
CXLFIII.  „ 

Si  ascende  quindi  per  3  gradini  nel- 
la Tribuna  ove  si  erge  il  maestoso  Alt. 
mag.  composto  di  2  parti  anteriore  e  po- 
steriore praticabili  per  mezzo  di  doppia 
gradinata  fra  le  medesime  .  È'  tutto  di 
buoni  marmi  indigeni  frammisti  h  .stranie- 
ri .  Il  Tabernacolo  e  Ciborio  sono  inter- 
siati  di  marmi  preziosi  con  8  colonnet- 
te ,  che  hanno  capitelli  di  metallo  dora- 
to ,  le  4-  anterioii  ,  di  diaspro  ,  Je  po- 
steriori ,  di  alabastro  nodoso  ,  con  simili 
pilastrini  .  Sostengono  ess>e  un  cornicio- 
ne con  alcuni  vasi  di  metallo  dorato  ,  e 
una  cuppoletta  ,  per  la  maggior  parte  di 
broccatello  di  siena  alabastro  e  diaspro  • 
Fu  qu.  alt.  incomincialo  nA  ij'so  ma  noU 
secondo  jl  suo  disegno  perfettamente  com- 
piuto .  Il  p.  Angelo  Muccetti  fu  lavora- 
re il  Ciborio  e  Tabernacolo  sul  diseguo 
di  Pietro  Carattoli  .  Sotto  V  alt.  si  ser- 
bano le  ceneri  del  b.  Nicolò  dà  Giove- 
lazzo  ,  uno   de'   fondatori  di   qu.    conv.   , 


5oS  Ch   di  s-  Domenico 

e  del  b.  Tommasello  peiug    compcigno  eli 
^.  Tommaso  di   Aquino  ,    le  quali   liiiono 
qui   trasportate  dali    antica   eh-     Dietro  a 
qu.   alt.   si   estende   in  fojma   quadrata     il 
gran   coro    ,  la  di   cui   facciata   principale 
^i   occupa   da  una  Invetriata   a  mosaico  co- 
sì bella   e  di   tanta   grandezza  ,   che  ,  co- 
me  dice   il   Crispolti    ,    non   si   trova   altra 
j)ari  in   tutta  V  Italia  .   Difatti   la   sua  al- 
tezza  è   di   palmi   gS  e  la  sua   larghezza  di 
\j)al.   34  ^    •  Evvi  in  mezzo  come  un'albe- 
ro di   travertino     scorniciato    ,     sopra   del 
quale  veggonsi  quasi  rami  intrecciati    dell' 
istessa  pietra   i  di  cui   vacui  colorati  espri- 
mono una  Gloria  .   Nella    sommità   di  for- 
ma  conica   vi   si  vede   G.  G.     clie   sostiene 
il   Globo  in   atto  di   benedire  ,   Negli    in- 
trecci dei   rami   die  la   circondano  a   for- 
ma di   ovati  ,   sono   vaij  Serafini  e  diveise 
piante  ,  dove    sopra  apparisce    una    figura 
che  sembra  cinta  di  lingue  di  fuoco  .   Qu. 
sommità    è  sostenuta   da  un  architrave  sot- 
to del  quale   è  il  I    ordine  di  Santi   in  in- 
tera  figura   racchiusi  da  colonnette    ottan— 
gole  della   stessa   pietra   che  formano  loro 
come  un   nicchio  .    Sopra    le  figure  è   un.' 
ordine   di   Serafini   racchiusi    dalla   medes. 
pietra   intagliata  a   cono  ,   le  figuro   di  qu. 
ord.    sono    di   s.    Paolo  ,     di     s.    Gio.  Batt. 
deir  Angelo   Gabriele  ,   della  Vergine  An- 
nuziata   ,   di   s     Giov.   Evangelista  ,    che   è 
aflatto  rovinata  (^^  ,   e  di   s.  Pietro  .   N^^IT 

(*)   Nel     1821     si  supplì   a  questa  figura 
con  altra  dipinta  iu  tela    trasparente  da  Già- 


Ch,  di  s,  Domenico  5og 

ordine  II  divido  come  il  I  veggonsi  s. 
St  fano  ,  s.  Pietro  m.  ,  s.  Costanzo  ,  s. 
E  colano  s.  Domenico  ,  e  s.  Lorenzo  .  Il 
III  ordine  contiene  s.  Tommaso  d  Aqui- 
no ,  s.  Agostino  ,  s.  Gregorio  ,  s.  Am— 
Lrogio,  s.  Girolamo  ,  e  s.  Antonino  .  Sotto 
quest'  ordine  si  estende  una  linea  di 
tondi  con  12  busti  di  Santi  Fondatori 
di  oidini  religiosi  .  L'ordine  IV  presenta 
s. Lucia  s.  Dorotea  s.M.  Maddal.  s.  Cateiina 
V.  m.  s.  Caterina  da  Siena  e  s.  Agnese  • 
Jsella  base  sopra  le  sedie  del  Coro  è  e— 
spresso  il  martirio  dell*  Apostolo  s.  Gia- 
como maggiore  con  tre  suoi  Miracoli  ,  e 
ai  due  lati,  due  stemmi  della  famiglia  Gra-^ 
ziani  ,  Inferiormente  le^igesl  a  caratteri 
gotici  la  seg.  iscriz.  ,,  ^d  Honorem  Dei 
Et  S.  M.  Firgmis  Marine  lì.  Jacobi  A-^ 
■ponoli  Et  B,  Dominici  Patris  Nostri 
Et  Totius  Curine  Celestis  Fr>  Bartholo'» 
me  US  Petri  De  Perus\a  Hujus  Almi  Or^ 
dinis  Predicatorum  Minimus  Frater  Ad 
Sui  Perpetunm  Memorinm  Fecit  Hanc 
Vitream  Fenestrnni  Et  Ad  Finem  U-^ 
^que  Pcrduxit  Divina  Grntin  Mediante 
Anno  ylb  Incarnai.  Doni.  3IC  C  C  C XI 
De  Mense  Augusti  „  E  poò  a  riflette- 
re col  dottis.  Mariotti  [Let,  Pit.  pag  Sg^ 
i^lie  la  data  del  i4ii  cbe  qui  si  scorge 
non  può  convenire  a  qu.  lavoro,  e  perchè 
non  è  a  credere  che  la  finestra  fosse  com- 
piuta  prima   della   Chiesa   la  quale   non  fa 

corno   Storntlli   perugino  ,  in  modo  che   ingan*» 
na  r   occhio   dello  spettatore  . 


5 IO  Cìi^  di  s.  Domenico 

Tìdotta  al  suo  termine  che  nel  i458  t  e 
perchè  prima  del  i436  non  .si  rese  fra 
Boi  familiare  V  arte  di  colofire  i  vetri  per 
cui  era  assai  difficile  e  dispendiosa  la  prov- 
irista  di  «?ssi  per  poterne  fare  opere  di  e- 
sorbitante  grandezza  ,  e  perchè  ci  assicu- 
ra il  Campano  (^In  Vita  Pii  II-  )  che  nel 
1459  trovandosi  di  passaggio  in  Perugia 
Pio  II.  e  consecvando  qu.  eh.,  ordinò  che 
la  gran  finestra  già  aperta  dietro  ali*  alt. 
Bìag.  fosse  chiusa  ,.  Opere  vitreo  artifi'^ 
ciò  et  textura  texellata  „  cioè  con  ve- 
tri colorati  a  mosaico  ,  siccome  lo  era 
una  finestra  laterale  in  qu.  medesimo  co- 
ro sopra  un'  ah.  dedicato  a  s.  Giacomo,  a 
cui  deve  riferirsi  qu.  iscriz.  In  seguito  a- 
dunque  dell'  ordine  del  Papa  è  a  tenere 
per  fermo  che  si  mutasse  la  finestra  so- 
pra r  alt.  di  s.  Giacomo  ,  che  qu.  si  de- 
molisse e  se  ne  trasportasse  il  titolo  ali* 
alt.  mag.  ,  che  s*  impiegassero  i  vetri  di 
quella  finestra  pei  Primi  compartimenti 
di  questa  di  cui  parliamo  ,  e  che  finalm. 
dopo  il  d.  anno  i459  si  riducesse  a  per- 
fezione con  vetri  lavorati  da  ignoto  pit- 
tore il  gran  finestrone  .  S*  ignoia  pur  V 
Autore  della  sud.  finestra  fatta  sov»  apor- 
re da  fr.  Bartolommeo  di  Pietro  Vanni  Ac- 
comandati perug.  sindico  del  convento  ali* 
ac(,'en.  alt.  di  s.  Giacomo  che  appai-tenea 
alla  famiglia  Giaziani  la  quale  fin  dal  i3o4 
av»^a  fatto  fare  qu.  gran  presbiterio  :  ma 
il  citato  Scrittore  (  Let  p  8y  )  inclina  a 
credere  che  fosse  un  tal  Benedetto  di  Bin- 


Ch'  di  s.  Domenico  5rt' 

-^0  Zoppo  da  Slena  ,  o  un  Benedetto  dì 
Valdorcia  paiim.  da  Siena,  che  nel  iz|i5 
fu  impiegato  dal  d.  ii\  Baitolommeo  per 
colorire  una  invetriata  della  Sagrestia  co- 
me abbiamo  di  sopra  accennato  .  Perchè 
poi  in  qu.  finestrone  sieno  allogati  gli 
«temmi  dei  Oraziani,  può  dedursi  dal  sup- 
porre che  qu.  famiglia  assai  contribuisse 
ella  sua  costruzione  ,  tantopiù  che  sap— 
piamo  che  Pierantonio  Oraziani  nel  i547 
lasciò  un  legato  di  5-  fiorini  annui  pel 
mantenimento  del  presbiterio  e  del  coro, 
dal  qual  legato  però  pochi  anni  dopo  il 
cap.  Felice  Oraziani  si  liberò  collo  sbor- 
so di  100  fiorini  (  Let.  Pit.  p,  88.  )  per 
la  qual  co?a  i  risarcimenti  fatti  dapoi  al 
finestrone,  e  ultimamente  nel  i^85,  furo- 
no sempre  a  cai  ico  del  convento  .  Notia- 
mo finalmente  che  qu,  invetriata  è  raf- 
forzata dì  catene  di  ferro  ed  è  al  difuo- 
ri difesa  da  una  grata  di  ottone  .  Ai  suoi 
lati  sono  2  quadri  in  tela  con  s.  Autoaino 
e  s.  Pietro  m.  Le  pareti  laterali  hanno 
puro  2  quadri  di  straordinaria  grandezza 
con  cornice  di  stucco  .  Il  destro  rappre- 
senta la  Istituzione  dell'  Offizio  del  Cov 
pus  Domini  colla  iscriz.  ,,  Urbanus  IV^ 
P,  M.  D  Thomne  De  equino  Officium- 
SS^  Corporis  Chsisti  Edendiim  Et  j4h 
Unii^ersali  Ecclesìa  Celebrandam  Man-' 
\  davit  Jl  D  crj.  ce.  XXIV,  ,,  Sacramene 
tum  Charitatis  ,,  Il  sinisti'o  offre  1  Ap- 
provagliene deirOidine  de  Predicatori  col- 
ia iscrizione  „  Honorius  III.  P.  M.  Fr\ 


*fi2  Cli*  di  s*  Domenico 

Domiìiico  Salutem  Et  Spostai.  JBene^ 
dictionem  Nos  Attendentes  Tiios  Fra-* 
tres  Futuros  Piigiles  Fidei  Et  Vere  Mun-* 
di  Lumina  C onjirmamus  Ordineni  /ìì- 
iim  u4.  D,  CIO  ce.  xyi.  „  Orda  Ferita- 
tis  ,,  Il  Coro  è  dapeitutto  circondato  da 
due  ordini  di  seggi  di  noce  mirabMmen- 
te  intagliati  e  intarsiali  di  legni  bianchi 
e  neri  ad  arabesclii  e  foaliai^i  •  ^^i  si  ve^j-- 
gono  effigiate  varie  ligure  ,  busti  ,  statu- 
ette di  uomini  e  donne  ,  animali  ,  uc- 
celli ,  e  serpenti  igegnosa mente  intreccia- 
ti .  Clasclieduna  sedia  costò  i5  fiorini  . 
Fu  eseguita  qu.  opera  nel  i4y^  ^  nei  2. 
seguenti,  accio  vi  si  potesse  comodamen- 
te celebrare  il  Capitolo  generale  clie  di- 
fatti  vi  si  celebrò  nel  14/8  coli  inter- 
vento di  ip.oo,  religiosi  (  Lancell.  Fest. 
del  Corp*  Dom,  )  La  Città  contribuì  pur 
essa  600  fiorini  ad  istanza  del  p  Leo- 
nardo Mansueti  {^AnnaL  1476/0/  89 1.) 
Può  credesi  che  ne  fosse  1  Aitefice  uà 
certo  Polimante  di  Nicolo  del  castello 
della  Spina  nel  nostro  territorio  .  Essen- 
do egli  intagliatore  eccellente,  ottenne  la 
cittadinanza  nel  1473  [  Lct  Pit.  pQ^)  — 
Sotto  il  finestrone  si  vede  il  Deposito  dell* 
Ottimo  vesc.  pemgino  Vincenzio  Ecolani 
morto  il  3o  otiob.  i586  e  qui  sepolto  il 
2  novemb  Evvi  il  busto  al  naturale  si- 
tuato in  una  niccliìa  con  qu  memoria  . 
-,,  Z).  O  /!/.  Fr  Vincenti  US  Ercidaniis 
Pìimiim  Sarncnsis  Deinde  linolens,  Nunc 
Pcrusiniis    Episc&pus   Beatae   Spei   JfJe- 


i 


'Ch,  dt  s.  Domenica  5i3 

mar  Vivens  Adhuc  Lociun  Hitnc  Uhi 
Mortale  Salini  Post  Morttin  lìwnaretur 
jE!e^ìt  Anno  u^tat  Suae  LXF,  Saluiis 
Vero  CU  IO  LXKXI  „  A  piò  sulla  lapi- 
de sepoic  ile  è  scritto  ,,  Hic  iJormiam  Lt 
R-quiescam  „  (;)  -  lunan/i  al  ^^eg^io  del 
coiO  iìu  di  una  pietra  rossa  è  scolpita  la 
immagine  di  Fiaucesco  Poi:;gì  Domenica* 
no  Lucchese  già  vesc  di  Pejugia  estinto 
il  jG  Novemb.  i33i  ,  e  qui  traspoilato 
dalla  Chiesa  vecchia  .  Evvi  4o  stemma  del- 
la famiglia,  e  intorno  alla  lapide  i  elogio 
qua<i  consunto  ,  in  questi  veisi  ,,  Aspice 
Luca  Parens  Proleni  Sub  Tegmina  Plo- 
ra ,,  Et  Tu  Perusium  Jumulum  Pasto-' 
rìs  Adora  .  ,^  A/maque  Domìnicae  Plari'* 
tae  Tua  Semina  ,Rora  ,,  p^i  anciscus  Vi'* 
^at  Regnìs    C  oelestibus  Ora  .   „ 

Uscendo  dal  Coro  ,  il  primo  pilastro 
della  destra  crociata  presenta  lAvello  del- 
la celebre  famiglia  Danti  .  Esso  è  di  va- 
rj  mai  mi  scorniciati  col  busto  parimenti 
scolpito  in  marmo  bianco  di  Vincenzio 
Danti  e  colla  seguente  Iscrizione  ,,  i?,  O. 
i>l.  Vìncentio  Danti  Sculp.  Pict^  Atq. 
Architecto  Eximio  Qui  Praeclaris  Mul-- 
tis  Variisque  Op^ribus  Quae  Summorunv 
Principum  Arbitrio  Fabrefecit  Belictis 
Facile  Docuit  Quantum  Ingenii  Ac  So" 
lerliae  Magnitudine  Coeteris  Suae  Ae'* 
tatis  Arti  fio,.  Praecelluerit  Fixit  Ann. 
XLVI  M.  I.  Dies  Fin  Obiit  A.  MD^ 
LXXFl,  FUI  Kal.  Junii  Julio  Et  Pe^ 
trovincentio    Danti   Firis    Jntegerr.    Et 


%r4  <^^-  (ii  s.  Domenico 

(jraphica  Itexìi  Arte  Et  Mathematicis  /)^- 
ctrinis  Eruditiss.  Ac  Propterea  Potiti^ 
Jicìhus  Et  Magnis  Viris  Qui  bus  Opera 
^anarunt  Cariss.  (Quorum  Ille  Obiit  Art. 
M.  D.  LXXV.  Hic  M,  D.  XII^  F.  Egna^ 
tins  Et  Hieron.  Dantes  Fratri  Patri  Et 
A^o  Optime  Meriti  ss.  P.  M.  D.  LXXFII,, 

,,  Sed  Heu  Hieronirne  Dura  Ambo  Mo-* 
numentuin  Alajorìbiis  Nostris  Faciiindinn 
Curamiis  Tu  Inter ea  Ann -ISatus  XXXIII 
Pieturae  Ac  Familiae  Nostrae  Egregium 
Decus  Moriens  Frater  Fratri  Lacrymas 
Paruulo  Filio  Detrimentum  Omnibus  De^ 
siderium  Relinquis  Obiis  VI  KaLSeptemb. 
€10.   10^   LXXX*   „  —  La   prima  Cappella 
a  destra   dell'  Alt.  niAg.   è    sacra   al  Nome 
-6.S.    di   Gesù  .   L*  altare    simile    alla    mag- 
gior parte  degli  altri  di   qu.  chiesa   e  nei 
marmi   e   nelT  ax-chitettuia  ,    fatto   costrui- 
re sulla   fine     del   sec.   XVII.    da  Isabella 
Alfani,  ha  un  bel   quadro  di  Giuseppe  Be- 
rettini  nipote  di  Pietro   da  Cortona  .  Rap- 
preseata  la  Circoncisione  delF  infante  Ge- 
sù .  Sopra   la  mensa  è   un*  urna  di  vaghis- 
simo intaglio  dorato   ove  si  venera  il  cor- 
po di  s.  Vincenzio  martire  donato  da  Clc- 
jmente   X   al  Cardinale    Orsini   poi  Bene- 
detto  XIII  che  Io  die   al  p.  Bartolini  nel 
-i^^'j^^  il   quale   lo  depositò   su  qu.   altare  . 
{8)  —  Neir  esteriore  pilastro  che    segue 
ì   apposta  in  lapide  la  iscriz.  „  Ossa  Cri^ 
spoltae     Pompila  I.   V>   C .     Ex    Nobili 
PantacutÌK)ruìn    Cesenen*  Prosapia  De-* 
scendeìitis  Filici^  ùlodestus    Fvlpivi  /• 


Ch,  di  s,  Domenico  5r5 

y.  C.  Perus.  Et  Comes  Palatinus  Ad 
Perpetuain  C  ariss.  Mairi  s  Nona  gè  narice 
fi^l  emori  ani  Hic  Moerens  Posuit  A.  D. 
MDCXXXFIII  „  —  Contigua  alla  de^ 
scritta  cappella  è  \  altra  di  s.  Orsola  ar- 
ricchita da  A  essandro  Vili  di  numero- 
se  indulgenze  ,  come  si  legge  in  una  ta- 
bella qui  appesa  ,  per  una  Compagnia  ivi 
eietta  ad  onore  di  delta  Santa  ,  la  qua- 
le nel  secolo  scorso  fece  costruire  1  al- 
tare e  la  mensa  di  scelti  marmi  .  Vi  si 
veggono  due  colonne  di  diaspro  ,  contro- 
pilastri di  lavagna  ,  basì  di  bioccatello 
veide  antico  e  paonazzetto  ,  cornicione  e 
frontespizio  di  rosso  bianco  .  Evvi  un  qua- 
dro con  s.  Orsola  e  Compagne  ,  di  Be- 
nedetto Bandiera  .  Aiìa  paite  destra  di  qu. 
cap.  si  vede  uno  sfondo  dipinto  a  paesag- 
gio per  formarvi  il  Presepe  provveduto 
di  buone  statue  di  Lucca,  il  quale  peral- 
tro da  parecchi  anni  si  erige  nella  pri- 
ma cap.  della  prossima  navata  .  Nella  pa- 
rete sinistra  è  appesa  una  tavola  ,  non  già 
di  fr.  Filippo  Lippi,  come  abbiamo  di  pas- 
saggio inavvedutamente  asserito  alla  pag. 
488  ,  ma  del  celebre  Giovanni  da  Fieso- 
le fiorito  circa  loo  anni  prima  del  nostro 
Pietro,  dipinta  per  una  delle  cap.  dell'anti- 
ca eh.  A  qu.  Tavola  faceano  ornamento 
le  tavolucce  che  noteremo  in  sacrestia  . 
Tolta  essa  nel  i8iodal  regime  francese  e 
restituita  nel  i8i5  ,  f u  riposta  in  una  ca- 
mera ,  indi  qui  esporta  nuovamente  alla 
pubblica    vista  nei   1820.  Rappresenta   la 


5i6  Ch*  di  s*  Domenico 

V.  col  B.  sedente  tra  4  Angeli  con  fio- 
ri ,  e  i  ss.  Domenico  Nicolò  Gio.  Batti-- 
sta  e  Caterina  v.  m.  —  Nella  parete  iu 
londo  a  questa  crociata  sono  le  2  porte 
della  Sagrestia  e  del  Convento  ornate  di 
una  cornice  di  pietra  intagliata  e  colora- 
ta a  guisa  di  pietra  serena  .  Sopra  la  por=» 
la  sinistra  presso  alla  descritta  cappella 
in  una  nicchia  semicircolare  ò  un*  urna 
con  figura  giacente  di  stucco  .  Sull*  uina 
sì  legge  „  D,  Guglielmo  Fontano  Proh^ 
Et  lur»  Priid^  PraecelL  Qiiam  An.  X£/^ 
Siimma  Cum,  Gloria  Pubblice  Projes" 
sus  Est  Vixit  Jn.  LXXriL  Oh  MDLF,, 

—  Immediatamente  segue  un'Altare  eoa 
semplice  ornato  della  stessa  pietra  colo-- 
rata  .  Due  pilastrini  scanalati  chiudono  ia 
mezzo  il  quadro  colla  discesa  dello  Spiri- 
to Santo  sugli  Apostoli  dipinto  da  Plau- 
tilla  Suora  domenicana  da  Prato  in  To»- 
scana  circa  Tanno  i554  »  ^'^  ^i^i  ^^  co- 
minciato r  altare  da  Guglielmo  Pontani 
e  tei^minato  da  suoi  eredi  .  —  Sopra  T al- 
tra portA  che  conduce  in  Convento  è  un 
Sarcofago  simile  alTantecedente  con  qu. 
epitafGo  ,»  Benedicto  Guidalotto  Perusi'- 
no  Martini  V.  P-  M.  Vice-'C amerario 
Recinet.  Episc.  Sapientiae  No\^ae  Fun'^ 
datori  Elisabeth  Guidalotti  Fratri  C ap- 
rissimo P.  A.  /).  MCCCCXXIX,  „  Il 
Boarini,  p.  36,  riporta  variamente  questa 
Iscrizione  ,  che  peraltro  in  sostanza  dice 
lo  stesso  .  Noi     ne  ignoriamo  il   motivo  , 

—  Superiormente  alle  dette  porte  ed  alt. 


Ch.  di  s.   Domejiico  Siy 

s*  inal/^a  -il  magnifico  Organo  costruito  nel 
1660  .  E'  ornato  di  colonne  pilastri  fron- 
tespizio statue  ed  Angeli  che  scherzano 
variamente  .  Sul  suo  attico  è  un  quadro 
a  bassorilievo  in  cui  è  rappresentato  s. 
Domenico  recato  dagli  Angeli  alla  gloria  # 
E'  tutto  intagliato  eccellentemente  in  ìe-» 
gno  da  Salustio  da  Lucignano  in  Tosca- 
na ,  messo  poi  a  oro  e  vagamente  colo- 
rito a  marmi  V  anno  1776  a  spese  dell' 
inquisitore  p.  Pietro  Paolo  Palma  .  Il  mec- 
canismo deir  organo  opeia  di  Luca  Neri 
da  Leonessa,  fu  poi  ridotto  a  perfezione 
circa  il  1780  dal  p.  Tommaso  Pagnini  da 
Pistoja  che  condusse  il  numero  de'  regi- 
stri da  8  a  18  e  il  numero  delle  canne  da 
4jo  a  797-  —  Nella  parete  dicontro  al- 
la cappella  di  s.  Orsola  sorge  il  maesto- 
so Avello  fatto  scolpire  al  cel.  Giovanni 
Pisano  dal  card.  Lavallini  detto  Nicolò 
da  Prato, posto  nella  eh  vecchia  e  qui  tra- 
sferito l'anno  1700.  Vi  riposano  le  sac. 
Ceneri  del  beato  pont.  Benedetto  XI.  mor- 
to nella  Canonica  di  Perugia  il  dì  6  lu- 
glio i3o4»e  scpO'to  nell  anzidetta  ch'esa 
un  mese  dopo  .  Sovra  un  gran  piedistal- 
lo d'  marmo  rosso  ,  nella  parte  anterio- 
re del  quale  è  sculto  V  anno  della  tra- 
sla^.iooe  ,  pos3  un'  arco  sopra  di  cui  si  ve- 
de un  panneggiamento  a  guisa  di  letto 
con  origlieli  e  cortine  .  Ivi  è  giacente  una 
statua  ponti  fi  calment»^  vestita  che  rappre- 
senta il  h.  Bencfletto  .  Da  capo  e  da  pie- 
di vi   sono  due  fiorare    che  meste  in    atto 


5i8  CU.  di  s.  Domenico 

alzano  le  cortine  e  sostengono  nn'  urna  » 
Sopra  di  essa  è  un  nicchio  che  forma  tre 
portici  terminanti  ad  arco  acuto  .  Sotto 
il  portico  di  mezzo  sta  seduta  la  V.  tra 
s.  Domenico  in  piedi  ed  altra  figura  ge- 
nuflessa .  Tutto  il  deposito  è  racchiuso  da 
4  colonne  due  delle  quali  dietro  verso  il 
muro  ,  sono  liscie  e  mostrano  di  essere  in- 
castrate nel  medesimo,  e  le  altre  due  sul 
dinanzi  sono  a  spira  con  picciole  figure 
di  rilievo  .  Tutto  il  lavoro  è  di  marmo 
bianco  con  linee  intersiate  di  pietrine  a 
mosaico  imitante  V  oro  .  Ai  lati  del  depo- 
sito sono  due  pietre  quadrate  ove  in  una 
a  caratteri  gotici  ,  nelT  altra  a  cifre  ro- 
jtnane,  è  impresso  in  Tersi  leonini  il  se- 
guente elogio 

,,  Oh  quam  laudandus  ,  quam  dulciter 
est  n)enerandus  ,,  Inclìtus  iste  Pater  pri^ 
US  extitit  07' d i ne  frate r  .i  Sancii  Dominici 
Christi  vigilantis  amici, •.Lector  honoratus 
JPrior  extitit  ipse  ^ocatus  ,,  EJfectus  talis 
Fit  Fratrvm  Dux  generalis  ,,  Sic  Mo'- 
mo doctrince  post  lice  e  fit  Cardo  Sabince,^ 
Ostia  Velletrum  tituluìu  sibi  daut  duo 
Lcetiim.  ,,  Prcpfvit  Ungarìce  Legatus  geni-* 
ma  Sophice  „  Fit  Pater  ipse  Patruni  , 
Caput  orbis  gloria  Fratrum  ,,Est  merito 
dictus  re  nomine  i^ir  Bcnedictus  ,,  Tar-^ 
yigi  natus  ,  liic  primo  pontijicatus  ^^  Anno 
decessit  ,  Sibi  recte  subdita  rexit ,,  In  no 
no  mense  morfis  prosternitur  ense  ,y  /fune 
Hominem  tantum  ncldunt  miracula  san 
Ctum  .  „  Innumeris  signis  dant  grata  ju" 


'di'  di  s,  Domenico  5rgf 

ifamina  dignis  .   ,,  Lector    liahe  menti   A 
Currebant  mille  trecenti  .^Quatuor  appo^ 
sìtis  dum  transit  hic  homo  mitis  .  ,,  Men^ 
óe  ,  die  sexta  ,  julii  sunt  talia  gesta  ,,  ., 
JRomanis  characteribus  redditum,  An-,  J/— 
DC C  .  —  Nel  seguente  pilastro  è  una  la- 
pide ove  si  legge  ,,  Roberto  Rinierio  Flo-^ 
rent.  Eximice  Jndolis  Puerulo   Et  Divini 
Prope  Jngenii  Specimen  Dati  Baccii^s  Pe 
rusìce  Unibriceque  Pontificivs  Questor  Pa 
ter  Amantissimus  Filiolo   Suaviss*  Mul^ 
tis  Cum  Lacrjmis  P.Obiit  Sexannis  Men 
se  Junio  MDLXXXV ,.  —  Eatrando  nel- 
la Navata  destra  la  I.  Cappella  più  piccola 
delle  altre  ,  perche   simmetrica  all'   adito 
della  porla  minore  ,  è  dedicata  a  s.  Cateri- 
na v.m.  11  quadro  d'incerto  mediocre  pen- 
nello ha  la  M.  col  B.  in  mezzo  ai  santi  Ca- 
terina Carlo  Borromeo  Domenico  e  Giacin 
lo  .  —  Dopo   questa  s'  incontra  la   Capp. 
delia Resurezione.  Eravi  un  quadro  con  G. 
C.  risorto  ,  di  Arrigo  Fiammingo  .  Il  volto 
era  dipinto  da  Gio.  Ant.  da  Pesaro  ,  ma  fu- 
rono qu. pitture  distrutte  in  occasione  di  un 
incendio  accaduto  in  un'anno  del  secolo  X^ 
Vili  ,  avendo  preso  fuoco  il  presepio  che 
vi  si  facea  .  Ora  entro  ad  un  semplice  arco 
e  cornice  di  stucco  è  locato  un  quadro  che 
offre  la  Risurezione   di  Ciisto  copia  di  Già 
seppe   Laudati  da   un'originale  di  Anniba- 
le   Caracci  .  Nelle  pareti    laterali    entio  a 
cornici  di  stucco  si  leggono  queste  iscrìz. 
r.    D,   O.   M'   Ioannes   Paulus  Meniconiiis 
r^LiU saris  FiL   Sacellum  Hoc  Qiiod  Pu^ 


r 


52  0  Ch.  di  s.  Domerìico 

ter  Cogitaverat   Christo  Resiirgenti  Di-^ 
catum     jé     Fiuidamentis     Exiruxit    An. 
MDLXXXIV.  „   D.  O.  M.  Marco    Jn^ 
Ionio  Menivonio    Caesaris   FU    Partido 
Perù  si  no    E  quid    HierosoUmitano    Ale^^ 
xandriae    In    Insuhria    C omniendatarlo 
Qui   Ob  Egregias  Animi  Dotes  Pluriòu^ 
Mngnisque    Principìbus   Apprime    Carus 
Post  Praecipua     Rei  Militaris     Munera 
Per  Ann  OS  XXX J^    Snniina    Cum  Law^ 
d^   Peracta  Ab   Alexandro   VII  Sui  Or^-     . 
dinÌ9  Orator  Alissus  In  AvenionenAs  Di-* 
adone  Suprema   Mìlitiarum   Praefectura     ; 
Perfunctns   De^num    Magna    Grecia   Pro     ; 
Sua  Religione  Generalis  Inqaisitor    Dnm 
Suo   Sadsfacit  Muneri  Apud  S^   EupJie"    ^ 
miam  Decessit  An.  MDCLXXVIII  .^^ 
tat.  Suae  LXI  .,   D.   O    M-  Ioanni  Pau^    . 
lo    Meniconio  Iiiniori  Caesaris  Fido  P<5- 
rusiae  Archìdiacono  Inde  Matrueds   Sui 
Frid'    Card.   Baldeschi   C alumnae  Ilor^ 
tatù     Babieoregi  Episc.     Viro     Moribus    \ 
Antiquis  Din    Cum  Artithride  CoUucta^    | 
to    Plenam     Demiini     Victoriam  Adepto 
Cum  Piis  Precibus  Intentus  Repente  Ad 
Coedtes   Migra vit  An.  MDCLXXXXIV 
AErat    LXfl  Ab    Accepla  Infida     XIF 
Phidppus   Frater  F-   P-   ,,  —  Siegue   al- 
la Gap,  della  Re«:ur'e7ione  quella  del  Gon-^ 
J'alone  .   Eutio   a   fregj   di   marmi    nostrali 
e  di    architetluia   simile   ai    parecchi    altri 
descritti  ,   si    conserva    nel   suo  altare   una 
delle   5    prod**  io^e   immagini    distinte    col 
jaome   di  Gonfaloni  .  Fu  fatto    dipingere 


,ÉÌ 


Ch»  di  s-  Domenico  52  r 

per  consiglio  della   b.  Colomba  dal  nostro 
Magistrato     nel    i4q4  •.    pei  prezzo   di     20 
fior.  ,  in   occasionedi  fierissinio   contagio  • 
Il  dipintore  ritrasse  al   naturale    la  Beata 
nella  figura   di   s.  Caterina  da  Siena  .  Piap- 
presenta  G.  G.  sedato  con  un  dardo  in  ma- 
no ,   e   lateralmente   irjginoccliiati   la  Ma- 
dre ss.  e  i  ss.  Gio.  Batt,   Giuseppe  Loren- 
zo  Sebastiano  ed  Ercolano  ;  sotto  un'An-^ 
gelo  che   vibra   strali  ,  un  altro  che  ripo- 
ne la   spada  ,  ed  uno  in  mezzo  che   cifre 
una  cartella  col  motto  Parco  Domine  Po- 
pillo   Meo  ;   sul  piano  un  prospetto  della 
Città  ,  e  indietro  molto  popolo   su  cui  di- 
stendono  i  loro  manti  ,  in  atto  di  difesa, 
s.   Domenico   e   s.   Caterina  parimenti    in- 
ginocchiati  col   popolo  .   Il   quadro    entro 
a   cornice  di   stucco   nella  parete  a  destra, 
qui  riposto   nel    18 16  dopo  aver   viaggia- 
to  in   Francia  ,   esprime  V  adorazione  de' 
Magi  ,  ed  è   una   beìT   opera  di   Benedetto 
Bonfigli    il  quale  la  dipinse  circa  al   i46o 
e  vi  ritrasse    una  sua  sorella   nella  figura 
della   Madonna  ,   un   suo   nipote   in  quella 
del  Bambino,  ed  un   suo   fratello  in   quel- 
la   del   Mago  più   giovane   (  Boar.  p.  m.  ) 
Dicontro   aravi   un   quadro  di    Giannicola 
allievo  di  Pietro  Perugino    colla  Madon- 
na  s.  Gio.  Batt.  in  alto  ,  e  a  basso  molti 
altri   Santi  e  Sante  .   Di   qu.    quadro  esi- 
stente  nella  ruinata  eh.   di    s.     Domenico 
alla   cap.   di  tutti   i   Santi,  fecer  menzione 
il  Pascoli  il  Boarini    il  Guidarelli    ram- 

d 


522  Ch.  dì  .9.  Domenico 

mentati  dal   eli.   Mariotti    (  Let.  Pit.   pcig. 
2-^9  )  .    Dal    ij7i'2    in   cui  fu  qui  colloca- 
to  vi   rimase  fino  al    1797     in   cui    valicò 
le  A!pi    .    Presentemente   è   nella    Galleria 
dell*   Accademia  del   Disegno   ove  lo     ab  — 
laiamo   notato  .    In  luogo  di  qu.   ci  fu  po- 
sto  nel    1816   un   pregevole   quadro  d'in- 
certo ,     colla     presentazione     di   G.    C     al 
Tempio  .    —  Nella  Gap.   che   si   vede   ap- 
presso, si   venera   la   immagine  di   s.   Vin- 
cendo   Ferreri  in  atto    di   predicare   a   un 
popolo    adunato   .    E'   una  delle    migliori 
opere  di  Francesco  Busti   fatta  circa   Pan- 
alo   1780     in   cui    dal  p.  Domenico    Ponsi 
da   Ni/.za   fu  fatto   erigere   al  Santo    questa 
cap.     e   dal   p.   Mv3cucci     fatto   costruire    V 
alt.   dì  marmi   neri  rossi  e  bianclil    nostra- 
li  con  varie  porzioni   di  alabastro     petti- 
nato .    L  alt.  di   s.  Vincenzio  nella   rovi- 
nata cb.   fa  il  3o   ottob.   del    1079    privi- 
legiato da  Gregorio    XIIL     per  impegno 
del  p.   Ignazio   Danti   accettissimo    a    quel 
Pontefice,  per  avere   specialmente    esegui- 
te  nella    Galleria   del  Vaticano     le  piante 
delle   Città   dello    Stato   Ecclesiastico,   cne 
ancor  vi    si  amaiirano  .   Circa    quest'  epo- 
ca  fu   annessa   al  medesimo  alt.  una  C om-^ 
pagaia  di  Deiyjti  di  s.  Vincenzio    che   ne 
celebrano     solennemente     la    festa     la    II. 
Domenica     dopo  Pasqua    .     — —   L'   ultima 
C.ipp.   con   alt.   simile    ali*  anteced.     ha   in 
una   nicchia  la   Verg.   addolorata   che  tie- 
ne in  grembo  il  Figlio  morto    .  Sono   2. 
^Ulu^  ijQ  IcgQO  più  grandi  del  naturale  . 


Ch^  di  s.  Dorrtenico  5^3 

Queliti  di  Maria  è  vestita  di  color  bron-' 
zino  cangiante  ed  il  manto  gettato  sullo 
spalle  è  dorato  .  Qu.  statua  fu  qui  tras- 
locata  dair   alt.   mail,    ov*  era  situata  . 

Passando  ora  per  la  navata  di  mezzo 
onde  portarsi  ad  osservare  la  Sacrestia,  nel 
pilone  tra  il  terzo  e  quarto  arco  vedesi  in 
alto  alla  destra  di  chi  s'inoltra  verso  la  tri- 
Luna  lo  stemma  della  Compagnia  del  Ro- 
sario scolpito  in  pietra  colla  iscrizione 

,,  Rosai  ii  Societas  Erexit  A»  Z),  JSIDC 
JfAT. .,  A  dej^tra  di  esso  lo  stemma  dei  Ba- 
glioni  colle  parole  ,,  Gottifredo  De  Lai-- 
leonihus  Priore  .  ,,  A  sinistra  lo  stemma 
Cri  saldi  colle  parole  ,,  Marco  Crisaldo 
Priore,^  Sono  questi  alquanto  fastosi  mo- 
riumenti  della  pietà  della  Comp.  che  dono 
se.  iooi3er  la  riedificazione  del  Tempio. 
Per  lo  stesso  oggetto  Gio.  Bat.Pontani  die- 

Ide  scudi  loco  ,  e  volle  anch*  egli  che  nel 
pilone  dìcontro  al  qui  nominato  si  eriges- 
sero tre  suoi  stemmi  e  una  lapide  con  que- 
sta Iscrizione  ,,  Io.  Baptistae  Pontano 
Hieronimi  Patris  Stirpis  Postremo  /i»^- 
jvs  Coenohii  Patres  Qvod  fpsos  J>/?7- 
phm  Hoc  Reiìiolientes  Ingenti  Collata 
Pecunia  Ivi^erit  Grati  Animi  Mon^me?!-- 
tvni  PP,  An.  Dom.  MDCXXXIII  „  An^ 
che  le  tre  Confraternite  dei  Nobili  Di- 
sciplinanti contribuirono  per  l'uopo  istes- 
$0  scudi  4oo  ,  e  vollero  non  meno  degli 
'altri  che  se  ne  conservasse  la  rimembran- 
za in  duo  loro  stemmi  posti  nei  piloni  k- 

d  a 


5^4  Ch^  di  j*.  Domenico 

letali  della  tribuna  ,   tolti    pe>  ordine  del 
g  ìverno  repubblicano  nel  marzo  del  1798- 
«—  Sopra  gli  ultimi   due   archi    minori  di 
Cjucò^a  navata  prossimi  alla  crociata   in  due 
quadrilunghi  ,  sono   in   tela  dipinte   s.   M. 
Maddalena   cui   apparisce  una     gloria   e   il 
martirio  di   s.   Caterina  v.  —  Negli  ulti- 
mi due    pilastri  ,  all'  ingresso    della  cro- 
ciala,  si  leggono  incìse    in  pietra  le   se- 
guenti memorie  :   a  sinitra  ,,  Piits  II  Pont. 
Max.  Hoc   Templum   D.  Stephano   Pro-^ 
tomartiri   Dedicavit   Manus    Porrigenti-^ 
bus  Adjutrices  Indidgentiam  XIX  Ann. 
Totidemque    Quadragenarwn     In   Prima 
(^uadragesiìnae    Dominica  Singidis  Qui-* 
huscumque  Annis  In  Perpetuwn  Perraan-* 
suruni    C oncessit  An»   D-   JV.  lesu   Chri, 
MCCCCLVIin.     Ili    Idus    Fehruarii 
Ponti/icatus    Sui  Anno    /   ,,     a    destra   ,, 
An.    i3o3   B.  Nicolaus    Brunaccius  P<?- 
rusinus    Templum    Hoc    A    Fundamentis 
Excitavit  B.  Benedicti  XI  P,  M.  Et  Ci-- 
a)lum  Munificentìa  Suppeditante  Materiem 
An.    r6r4  Aprilis    12   Fornice   Fatiscen^ 
te   31) [e 9   Ojerosa   Ins^enti  Buina     Cor-^ 
ruit   Mijori    Prodigio    Opprossit     Nemi-- 
nem  Sub   Paolo   V  Qen.   Mag.    Calami^ 
Tito     Priore   Nicolao    Tinnoli    An.     1624 
3o   lu'iii   EpiS'   Comitolus  Perusinus  La-- 
pidem,    Primam  lecit  Pro  Nova  Molitio^ 
ne  Archi  lecita  ale   Kavolo   Maderno  Ooi^ 
lui  ante   Porusinorum   Pro  fusi  ss.    Libera-» 
litate  A^*    i632  Magnificentissìmo  Tem-* 
pio  T^rminaLo   Card*  D^  Torres  Sole-^ 


Cli'  di  s*  Domenico  52  5 

mnem  Missam  Celebravit  Die  III  Fa^ 
schae  12  Jpril.  Urbano  Vili  Sedente 
JVicolao  Jiodulphio  Gen.  Mag.  Zelaw 
tissimo  Priore  Iacopo  Torti  ,,   (9) 

Sagrestia  ,  Entrando  in  essa»  s'incontra 
neir  andito  un  s. Sebastiano  a  mezza  figu- 
ra che  sembra  esser  copia  della   scuola  di 
Paris  Alfani  .  Questo  vasto  edificio  in  for- 
ma  quadrata  ebbe  la  sua  edificazione  nel 
1326  con  arcbitetiura  a  modello  lerzacuto 
e  cordoni  di  travertino  colorito  a  pietra  se- 
rena; fu  poi  ridotta  ad  architettura  moder- 
na circa  r  anno  1726.  Un  cornicione  dori-» 
co  di  stucco  lo  cinge  ;  la  cappella  de'  pa- 
rati che  si  estende  sgtto  un  arco  scornicia- 
to a   stucchi  nella  principale  parete  ;  otta 
biissoloni  di  noce  presso  i  4  angoli  ;  du^ 
armadj  con  8  colonne  spirali  corintie  e  8 
vasi  con  fiamme  sovrapposti  ai  cornicioni 
di  essi  tutti  intagliati  in  noce  e  situati  al- 
le due  pareti  laterali  ;  una  porta  che  con- 
iliice  ai  dormentori  inferiori  del  convento  , 
coriocata  in  mezzo  alla  estrema  parete  :  a— 
domano  e  simmetrizzano  V  edificio  al  bas- 
so .  La  volta  ha  un  gran  quadro  in  mezzo 
ove  scorgesi  s,  Domenico  portato  alla  glo- 
j  ia  dagli  Angeli  .  E' pittura  a  fresco  diMat- 
tia Battini,  come  quella  delle  lunette  sopra 
il  cornicione.  Il  quadro  della  lunetta  a  de- 
stra della  parete  principale  rappresenta   s^ 
Pio  V.  in  atto  di  baciare  i  piedi  a  un  Cro- 
cifisso che  prodigiosamente  gli  ritragge  es- 
sendovi  stato  sopra   sparso  del  veleno  .  Il 
quadro  dicoutro  C3prin:ie  Innocenzio  V.  do*^ 


5^6  Ch.  di  s.  Domenico 

menicaiio  cui  la  morte  toglie  il  triregno, 
essendo   morto  difatto  dopo  ^  mesi    e  un 
giorno  dalla   sua  assunzione  al  Pontifica- 
to  il  22  giugno    I2jr6-  Il  quadro   della  lu- 
netta  seconda   della  parete    destra   offre   T     ^ 
approvazione  fatta  da  Urbano  IV  dell  Of- 
ficio del  Corpo   di  Cristo,  presentatogli  da 
s.   Tommaso  di  Aquino   che  per    suo   or-    fli 
dine  r  avea  composto  .   Il    quadro  dicon-   V 
tro  ha   s.   Pio  V   che  persuade  V  impera-    ^ 
dorè  e  il    re  di    Francia     alla     spedizione 
contro   ^r  infedeli  per    liberare   i  Luoghi 
Santi   della   Palestina  .   Nelle  pareti    sotto 
al  cornicione   sono  in   tre    ordini   disposti    i!, 
i  ritratti  dei   4   P^'U^V  Iiinocenzio  V  Bene-     , 
detto   XI   Pio    V  Benedetto   XIII    Dome-     ? 
nicani  ,  di  Go  Caidinàli,  e  di  alcuni  illu- 
stri Generali  e  Provinciali  dell'  ordine  stes- 
so .  Nella  pacete   principale  franirae-^zati  ai 
ritratti   e   precisamente  sopra   le   porte   la- 
terali  air  arco  della  cappella  sono  due  bi-     ' 
.slunghi  ,   il  destro   de'  quali   ha     s.   Elisa-     , 
Letta  e   s.  Gio.  Battista,   il  sinistro,  la  Ma- 
donna  e   s.  Giovanni  evang.  in  intiera  fi- 
gura .   Sono  di  Giannicola  scolare  di  Pie- 
tro .  Ai  lati  deir  arco  stesso  superiormen- 
te a  due  mensoloni  di  marmo  bianco   so- 
no    sci   quadretti    degni  dì    osservazione  ; 
a  sinistra,  f.  Pio  V  e  s.  Francesco,  tra  qua- 
li è   un  piccolo   tondo   colla   Madonna    in 
jiiezza  figura   in  atto  di  rimproverare  dol- 
cemente il  figlio   con  quelle  parole  che  vi 
si  leggono  air  intorno  ,,  Fìlli   quid    fe-^ 
cisti  nohis  óic  !  ,,  a  destra,  il  h.  Beneclet- 


Ch>  di  s.  Domenico  627 

io  XI   «  r  Ecce   Homo  ,  in  mezzo  ai  qua- 
li ìa   altro  picciolo   tondo,  G.   C    fanciul- 
lo in   atto    di  rispondere    alla  Madie  eoa 
quelle  parole  die  vi    si  leggono  parimen- 
ti air  intorno  „   Quid  est  quod  me   quao'* 
rebatis  ?  ,,   La    cappella  ha    un'  altare    a 
stucchi  con  un  raro  quadro  di  Giannau- 
tonio  Scaramuccia  colla  V.    il   B.  s.   Do- 
menico e  s.   Caterina  da  Siena,  e  sul  pia- 
no un  prospetto   della   Città    di  Perugia  • 
Sui  timpano  di  questo  altare  è     allogato 
un  bel  quadretto  d*  incerto  colla   V.  e  il 
B.  lattante  :  sul  gradino  di  esso  altare,  un 
Crocifisso  di     avorio  di  eccellente  lavora 
sul  fare  del  Bernini  .  Ai  fianchi  dello  stes- 
so altare  sono  le  immagini  di  s.  Tomma-* 
éo  di  Aquino  e  di  s.  Giacinto  opere  me- 
diocri   d'  incerto  .  Appesi  alle    pareti    la- 
terali   della  cappella   sono  due     quadretti 
colla  M.  e  il  B.  e  FAnnunziata  .  Sembra- 
no  di  scuola  fiorentina  .  Nella  parete  e- 
strema  dirimpetto  alla   cappella   sopra    al.^ 
la  porta  di  mezzo  ,  scorgasi  in  alto  un  s. 
Luca  a   mezza  figura  egregiamente  dipin- 
to da  Giannandrea   Carloni  :   sotto  di   es- 
so ,   altro  quadro  a     me/.za   figura  con  G. 
C.   che  disputa  coi  Farisei  ,   egregia    ope- 
ra anch'  essa  d'  incerto  .  Immediatamen- 
te sopra  e  intorno  alla  porta  sono  tre  qua- 
dretti con  varj   miracoli  di   s.  Nicolò   e  6 
tavolucce  con  varj   Santi  ,  finimento  del- 
(  la  tavola  dì   Gio.   di  Fiesole  ricordata  al- 
la pag.   5i5  .     —  Negli   armndj   fra   mol- 
'  te  sacre  Reliquie,  si   i'onserva  au  Codice 


I 

J)28  cu,  di  $,  Domenico  * 

Membranaceo  in  8  ,  cbe  contiene  alcuni  i 
Servioni  di  s.  Vincenzo  Feueri  scritti  ^ 
di  propria  mano  del  Santo  .  Fu  donato  [' 
dal  p.  Leonardo  Mansueti  essendo  gene-  ^ 
rale  dell*  ordine  nel   i474- 

Convento  .  Questa  grandiosa   fabbri- 
ca venne  ridotta  alla  forma  presente  nell* 
anno    1726  e  seguenti   dalT  ex-provincia- 
le   p.     Domenico  Ponsi  cìie     v*  impiegò  , 
come   costa   dal  registro  delle   spese  scrit- 
to di     suo    proprio  pugno  ,    se.    i9m.458. 
E'    principalmente    diviso    in   due     jorandi 
bracci  a  tre  piani  .  Nel  piano   inferiore  è 
il    vasto   Refettorio    ove   tra   molti   quadri 
è   notabile   nella   principale  parete   un'an»^ 
ticliissima   tav.   dipinta   a  tempera    sul   fa- 
re di   Giotto  ,   entrovi  la  M.  col  B.  con  4 
Angeli  che  suonano   stromenti  .  In   questo 
piano   medes.   e   la  Sala  del  C apitolo  ,  in 
cui   al  presente   nulla   vi   è   da    osservare  . 
Evvi   pure   il  Nos^Ì2Ìato   fatto   erigere    nel 
1^33   dal  p.    m.  Domenico  Ponsi   da  Niz- 
za  ascritto   alla  perugina  Cittadinanza   nel 
1729   a  riguardo  de'  suoi  meriti  verso  qu. 
Convento  .    Nidi*  adito  perciò  di    qu.    re- 
cinto  si  legge  la  onorevole   memoria  del- 
la erezione  .   Dicontro  ad  essa  è  F  elogio 
lapidarlo  del  p.   Gio.   Tommaso    Boxadors 
poi   cardinale,  clie  qui  abitò  in  qualità  di 
novizio   nel    1784  i^  età  di  anni   33.  I  ri- 
tratti di  qu.   2  preclariss.  soggetti  si  veg-* 
gono  appesi  in  Sacrestia  .  NelT  angolo  si- 
nistro dicontro   alla   porta  dell*  adito   è  la 
Cappella  dei  Novizj  ,  $uir  alt.  della  qua-» 


Ch.  di  s.  Domenico  ii^g 

le  si  ammira    una  belliss.   tavola    riputata 
di  Scuola  Fiorentina  .  Ha  la  Madre  ss.  che 
presenta   il  divo  Infante  al  Sacerdote  cre- 
duto lo  .stesso  che  il   s.  vec.  Simeone  tra 
Sm  Giuseppe  e  s.  Gioacchino  ,  s.   Cecilia  e 
s.   Caterina   v.  m.  da  una  banda  ,   e    dall* 
altra  s.  Agnese  e  s.  Caterina  da  Siena  ,  iu 
alto  2   Angeli,  e  a   basso  4  religiosi    do- 
menicani inginocchiati  •  —  Uscendo    dal 
noviziato  e  salendo  la  prossima   scala  ,   s' 
incontrano  molti  quadri  con  varj  Santi  dell' 
Ordine  .  Una  delle  superiori  corsie  è  det- 
ta la  Galleria  ,  per  esservi  incastrati  en- 
tro a   cornici  di  stucco  marmoreggiato     i 
I     ritratti    di  4  Papi  e  di  54  Santi     e  Beati 
figli  di  s.  Domenico  ,  il  quale  si  vede  di- 
pinto in  una   nicchia  »  come  in  altra    si- 
mile la  V.   del  Rosario  ,  dal   pennello  di 
Lorenzo  Faina,  nel    i8i8.   Anche   la  con- 
tigua corsìa  ha  nelle  sue  Junette  una  quan- 
tità   di   quadretti  con  intratti     di  Santi   e 
Cardinali  .  Due  di  essi  ,  di  moderno  pen- 
aaello  ,  esprimono  la  scuola  di  Alberto  Ma- 
gno ,  e  il  prodigio  avvenuto  a  s.  Albero 
che  recando  i  malati  per    assistergli   alla 
propria  casa  ,   uno  di  essi  adagiatolo    sui 
proprj  omeri  e  copertolo  con  panno  ,  giun- 
to air  abitazione  ,  il  trovò  cangiato  in  uà 
Crocefisso.  La  semplicità  elegante  che  tut- 
to spira  qu.   Convento  è  frutto  dello  ze- 
lo del  p.  m.  Benedetto  Cappelli  che  il  fé 
risarcire  dopo  la  ripristinazione  de*  Eeli- 
giosi  ,    nel    i8i4'  A   qu.  piano  e  al  coro 

d  3 


53 0  Ch,  di  s.  Domenico 

grande  della   eh.   corrisponde     il    Ccj^etto 
cV in vej'ìio  ,   ov'  e   un   altarino    e   sopra  di 
esso  un'  ornato  di  legno  con  entro  \\n  bel 
Crocefisso  della  stessa  materia  .  Ai   lati  so- 
no appesi  2    quadretti   coi  ss.  Girol.   e  Se- 
hast.  ,   e  dirimpetto  ,  fra  altri  ,  due  bislun- 
glii  ,     della    maniera    di   Gioito  ,  uno  con 
6.  Paolo  e   s.  Pietro    m.  ,    V  altro    con    s» 
Pietro  e  s.  Felicita  .  — In  qu.   stesso  pia- 
no e   il  locale  della  Libreria  a   3    navate, 
diviso  da    i6  colonne  corintie  di  mattoni  • 
Fu  fabbricato   verso  il    i44o  ^^    ^'    Leo- 
nardo Mansueti  ,  e  riempiuto  di  plutei  di 
noce  nel    i634   dal  priore   f.   Angelo  Pa- 
ciuchelli  .  Il  vesc.   Ercolani   nel  i586  la- 
sciò  ad  essa  tutti    i   suoi  libri  .   Contenea 
varj  pregevoli  Codici   tra  i   quali  le  Col- 
lezioni   nuove  colle   tavole  ,   donate  dal 
cel.   card.    Nicolò  di  Prato  ,   con    suo   te- 
stamento fatto    in   Avignone     il    i    marzo 
il 322    (  Mem,    Ist.  di   più   Uom,    Illustri 
della  Tose,   i^«   2  /^-   77   )  •  Fu    spogliata 
di   libri  nel    i8io  per  la  già  nota  soppres- 
sione ;    si  ripristinava  nel    1821  i    quando 
in  febbrajo     servir    dovè  di  caserma    alle 
passaggiere  truppe   alemanne  .   Ora   si  sta 
riattando  con  nuove  scansie  per  arricchir- 
la di  un   gran   numero  di  Volumi  antichi 
e  recenti  .   Sopra  la    porta  di  essa    vedesi 
il  ritratto  del  vescovo  Ercolani  ,  e  in  un 
fianco  in  lapide  leggesi  la   seguente   me— 
anoria  ,,  Innocentio   S,  R.  E*    Card,  De 
Comitibus  Pontifici  Max.ASecretisBre^ 
fvium  jlpGstoL  Quod  Anno   cioioccix^ 


e  11.  di  j".  Domenico  53  r 

XXIII  Perusiarn   Veniens  Ad  /).   Domi- 
nici  Diverterit    Et   Comitiis   Provincia^ 
Jìom.  Ord.   Pìcted,     jddfuerit    Patresqiat 
Summa    Comitale  Allocutus    Eoriun    De 
Praefecto   Pr evinci ae   Designato   Deere-' 
tum  Palam  Recitarit  F.  Dom.  loseph  Vi^ 
rettus  Propraefectus    Sodalesque    Perita* 
6Ìni  Principi  Optimo  De  Se   Merito    Gra-* 
ti  Animi    Ergo   Poni     Curarunt  ,,   (io) 
• —  Annesso  a  qu,   couv.   alla   parte   meri- 
dionale   è    il   Lei   PALAZ.    DELLA    IN^ 
QUISIZIONE  .  (li)    Gli  fu  dato  princi- 
l^io  r  anno    i632    per   opera  dell*  inquisi- 
tore p.    Francesco   Galasini,  con   arcliltet-i 
tura  di  Domenico  Grotti  ,   e  fu  perfezio- 
nato  circa   r  an.    i^io   per   impegno  dell' 
altro   inquis.     p.   Paolo   Ottaviani  .     Vi    si 
spesero  più  di  3m.   se.  ,   parie     dei    quali 
contribuirono    i    nostri    patrizj    addetti    al 
tiibunale  del  s.  Offizio  .  Ha  qu.  palaz.  nel 
suo   primo  ingresso  un   salone  ove   si  fan- 
no talvolta  le  funzioni  delle  u^^ywre-E'  di- 
viso in  3   comodi  appartamenti  ,  uno  per 
lo  inquisitore  ,  \  altro  pel  suo  vicario  ,  il 
terzo  pel  cancelliere,  tutti  ben  provveduti  di 
religiose    decenti    supellettili   .  Ha  scerete 
stanze   più  e    meno    illuminate   ad  uso  di 
carceri   (12)  ,   ed   un'  amenissimo  Giardi- 
no cinto  di   forti  mura    ampliato    ed    ab- 
bellito dair  inquis.  p.  Palma  circa   1*  an. 
1750.   )i3)   —   Merita    alcuna   considera- 
zione la  eccelsa  mole  del  Campanile  clic 
si  annovera  tra   i  più  grandi  che   sicno  in 
Italia  .    Fu  incominciato  T   anno   i464  e 


53 2  CJi.  e  3Ion.  dì  s,M.  delle  Orfane 
terminato  circa  il  i5oo.  Era  con  due  or- 
dini di  fineótroni  ed  uà  ordine  di  occhj 
coronato  intorno  con  festoni  di  pietra  ed 
ampio  cornicione.  Terminava  eoa  una  pì- 
xamide  che  portava  in  cima  una  grossa 
palla  colla  sua  croce  .  Ergeasi  da  terra  si- 
no alla  palla  pai.  4  io.  La  prepotenza  lo 
fece  distruggere  sino  al  cornicione  supe- 
riore al  II  ordine  di  finestroni  ,  V  anno 
:i546.  (i4)  — ^^1  Cortile  comune  al  Con-> 
Tento  e  al  Palaz.  del  s.  OfEzio  ,  situato 
dietro  al  coro,  vedesi  un  loggiato,  e  a  lui 
prossima  un*  Antiporta  ,  il  tutto  costrui- 
to nel  tempo  che  ricorda  la  seg.  Iscriz. 
in  lapide  posta  sotto  il  detto  loggiato  ,, 
C onventus  Commodo  Et  Ornamento  F. 
'Dominiciis  Ponsi  Aiciens.  Et  Periis.  Ex^* 
structis  Ostio  Et  Propjlaeo  Strato  Si7ì- 
ciò  US  Impluvio  Solarla  liaec  Propriis 
Sumptibus  A  Fundamentis  Erexit  An- 
no MDCCXXXF.  „  —  Prendendo  la 
Via  che  riconduce  alla  Piazza  di  s.  Do- 
menico ,  si  prosieguo  la  Strada  detta  Pa- 
pale  e   s*  incoiitra   a   diritta   la 

CH.  E  MONIST.  DI  S.  M.  DELLE 
ORFANE  dette  le  C appuccinelle  di  P. 
«S.  -P.  La  Casa  di  Gio.  Bat.  Pontani  pe- 
xug.  fu  da  lui  medes.  fatta  ridurre  a  Mo— 
xiistero  r  an.  i6i6  in  cui  fondò  qu.  sa- 
cro ritiro  per  12  fanciulle  orfane  ,  am- 
pliato poi  colla  compera  di  nuove  case  ed 
orti  ,  ciica  il  ij35  ,  mercè  i  sussidj  pre- 
stati dalla  march.  Caterina  Formi  Esten- 
se Tassoni  ,   e  eoa  uu  nuovo   dormitorio 


Ospedale  de*  Pellegrini  535 
grandioso  al  piano  dell'  orto  ,  incomin- 
ciato il  dì  19  febr.  1788  .  (i)  —  La  Ch. 
è  angusta  ,  e  basso  il  suo  volto  e  a  cor- 
doni basati  su  piloncini  .  Il  quadro  dell* 
alt.  mag.  ,  con  semplice  cornice  di  legno 
dorato  ,  espiime  la  Presentazione  al  Tem- 
pio della  V.  Fanciulla  ,  cui  è  la  ch.  de- 
dicata .  Due  piccoli  ovati  laterali  hanno 
le  immag.  di  s.  Francesco  e  di  s.  Ghia-! 
ra  ,  il  di  cui  istituto  professano  qu.  Suo- 
re .  La  Concezione  Immacolata  si  vene- 
ra nel  picciolo  alt.  a  manca  della  ch. Sem- 
brano del  Boccanera  la  M.  e  i  d.  2  San- 
ti dipinti  iu  tela  uell*  arco  esterno  sopra 
la  porta  .  —  Poco  piii  innanzi  vedesi  a 
sinistra  T 

OSPEDALE  dei  Pellegrini  DELLA 
CONFRAT.  DI  S,  DOMENICO  .  Fu  e- 
retto  qu.  asilo  di  pietà  nel  i333  da  cer- 
to Angelo  cittad.  perug.  nella  casa  a  qu, 
effetto  donata  nel  1820  da  pia  donna,  con 
alcuni  suoi  beni  ,  alla  Confrat.  dei  Di- 
sciplinanti di  s.  Domenico  (  Rìccar^t^i* 
p-  366.  )  i  quali  poi  ridussero  V  edifi- 
zio  alla  forma  presente,  ricostruendovi  nel 
passato  sec.  la  volta  di  moderna  architet- 
tura .  Il  suo  esterno  è  qual  fu  nelF  an- 
tica sua  costruzione  .  Presenta  la  principal 
facciata  sin  presso  alla  sua  conica  estre- 
mità incrostata  di  marmi  rossi  e  bianchi 
riquadrati  .  Il  suo  interno  consiste  in  uà 
camerone  diviso  in  3  navate  da  io  pilo- 
ni dorici  corrispondenti  a  pilastri  sporgen- 
ti dalle  pareti  .  Sostengono   essi  il  volto 


534  ^^^'  ^  Monist.  della  C olombe 
e  formano  la  divisioiie  dei  letti  .  Tra  i 
piloni  perciò  si  ergono  delle  balaustre  di 
ferro  entro  a  cornici  di  legno  che  posa- 
no sopra  a  muretti  i  quali  chiudono  le 
laterali  navate  .  A  ciascuna  di  qu.  cor- 
risponde una  finestra  ,  come  la  porta  a 
quella  di  mezzo  ,  in  capo  alla  quale  è  iiu 
alt.  con  Crocefisso  in  rilievo  .  (^K  V Aìi-^ 
noi.  ali  Art.  C onfi\  di  s.  Domenico-^  —- 
Progredendo  ,   vedesi   la 

GII.  E  MONIST.  di  s.  Caterina  da 
Siena  detto  DELLE  COLOMBE  .  Il  dì 
2.9.  febr.  1493  si  pose  mano  a  qu.  fab- 
brica per  impegno  della  b.  Colomba  da 
Rieti  terziaria  clelT  Ord.  di  s.  Domenico, 
(i)  Circa  il  1760  le  Monache  che  qui  sog- 
giornano, dell  Ord.  stesso,  ristaurarono  il 
Monast.  e  la  Ch.  e  questa  fecero  vaga- 
mente dipingere  .  Essa  è  quasi  quadrata» 
e  ha  il  volto  e  le  pareti  (  con  cornicio- 
ne dorato  di  ord.  dorico  )  dipinti  a  pro- 
spettive architettoniche  chiaroscurate  da 
Paolo  Brizi  .  Nei  medaglioni  sparsi  in  es'^ 
se  prospettive  sono  sul  volto  la  Fede  e  la 
Religione  a  chiaroscuro  :  nel  mezzo  ,  la 
h.  Colomba  in  gloria  :  nelT  arco  supe- 
riore all'alt.  ,  la  Purità  e  Fortezza  .  Nel- 
le lunette  scorgesi  ,  a  destra  ,  la  stessa 
Beata  che  risana  un  fanciullo,  a  sinistra, 
la  medesima  che  ottiene  da  Dio.  la  gra- 
zia di  liberare  Perugia  dal  morbo  conta- 
gioso che  perpiùanni  Tafflisse  dal  1476» 
ciò  che  è  espresso  con  vavj  cadaveri  gia- 
centi sul  suolo   ,   il  prospetto  della  Città 


'Ch.  e  Monist.  dello  Colomhe      535 
in  lontananza  ,    ò   un  Angelo   die    ripone 
la   spada   nel   fodero  .     Le    figure   chiaro- 
scurate nelle  pareti  rappresentano  ,   inco- 
minciando   dalla    destra    dell'    ingresso    e 
proseguendo   sino  al  lato   sinistro  del  tne- 
des.  ,  le  immag.   simboliclie  della  Libera- 
lità ,   Penitenza  ,   Contemplazione  ,   Man- 
suetudine ,   Umiltà  ,   Misericordia  ,   Pace  , 
e   finalm.   della   Carità   verso  Dio   .     Sono 
interrotte   qu.   immagini    da    quelle     dell' 
Annunziata  e  dell'Angelo  che  parimenti  a 
chiaroscuro   si  veggono  nelle  pareti  late- 
rali  air  alt.   mag.    Tutte   qu.   figure     sono 
di  Francesco  Appiani  che  dipinse  pure  il 
P.  E.   e  lo   Sp.  Santo  in   fondo  al  baldac- 
chino  di  d.   alt.   E'   qu.   isolato   ed  ha  nel- 
la mensa  un*arca  di  stucco  marmoreggia- 
to e  dorato  ,  entro  alla   quale   si  conser- 
vano  alcune   sacre  Reliquie  .  Il  quadro  si- 
tuato al  di  dietro  di  esso   nella  principa- 
le parete  ,     tra   un'    ornamento  di  stucchi 
messi  a   oro   e  2   angeli  di  legno  dorato  ; 
è   opera  d'  incerto    ,     e  presenta   la  beata 
Colomba  comunicata  dagli  Angeli  con  so- 
pra un   gruppo  di  essi  in  atto  di   suona- 
re varj   musicali  istromenti  e  il  motto   iu 
un  nastro  volante   „    Rie   est  Panìs  qui 
de    Coelo    descendit  ,,    Il  quadro  appeso 
alla  parete  destra   della   eh.,  innanzi  a  cui 
è   un   altare  portatile,  offre  la  visione  avu- 
ta  da   s.   Caterina  da  Siena     in  cui     le   si 
presentano  G.   C   in   atto  dì  porle  in  di- 
to un'  anello  ,    la  Vergine    ss.  ,   s.   Maria 
Maddalena  ,  s.  Giov.  Evang.   ,  s»  Paolo  , 


536  C1i>  e  Monist,  di  s.M.  Maddaì. 
s.  Domenico  ,  e  il  s.  re  David  .  Vi  si 
scorge  in  lontananza  la  stessa  Santa  ge- 
nuflessa avanti  G,  C.  in  atto  di  orare  . 
Il  quadro  dlcontro  accenna  la  medes.  cui 
in  visione  si  schierano  innanzi  i  princi- 
pali Istitutori  degli  ordini  regolari  ,  fra  i 
qufili  s.  Domenico  che  le  si  avanza  per 
presentarle  Y  abito  dell'  ordine  suo  .  In 
lontananza  è  la  Santa  che  con  una  co- 
lomba in  testa,  essendo  fanciulla,  è  in  at- 
to di  orare  a  pie  della  Madre  di  Dio  • 
Questa  eh.  fu  consecrata  dal  y(ò^Q.  Fer- 
niani  T  an.  i;?6i  r  —  Un  angusto  vico- 
lo con  permesso  del  vesc.  Bossio  e  dei 
Magistrati  chiuso  nel  1679  ,  (  Riccar*  T» 
i,  p.  371.  )  divide  qu.  Monist.    dalla 

CH.  e  MONIST.  DI  S.  M.  MAD- 
DALENA di  Monache  Benedettine  .  Nel 
luogo  medesimo  ov*  era  un*  asilo  per  don- 
ne di  maT  affare  da  Dio  richiamate  a  vi- 
ta morigerata  e  penitente  che  nomavan- 
sì  Repentute  ,  (i)  fecero  i  nostri  Magi- 
strati fabbricare  questo  bel  Monistero  nel 
:i382  per  comodo  delle  Religiose  dell*  Or- 
dine di  s.  Benedetto  .  Fu  desso  poi  in  va- 
x]  tempi  colla  sua  eh.  restaurato  e  spe- 
cialmente nel  ijSo  nel  1749  e  nel  1788 
nel  quale  furono  compiuti  2  nuovi  dor— 
jnitorj,  incoi?;inciati  nel  1770, alla  sua  par- 
te meridionale  .  La  Chiesa  è  quadrilun- 
ga tutta  adorna  di  pitture  e  di  stucchi 
dorati  .  Il  volto  a  cordoni  incrociati,  giu- 
sta r  indole  della  gotica  architettura,  nei  3 
principali  compartimenti  presenta  delle  fi- 


C?i.  e  Monist,  di  s.M.  MaddaL  537 
gure  dipinte  dal  cav.  Seimei  entro  a  me* 
andri  e  cornici  di  stucco  dorato  in  varie 
forme  adattate  agli  spazj  intermedii  fra  i 
detti  cordoni  .  Nel  I  compartimento  so- 
pra r  alt.  niag".  si  vede  nel  tondo  in  mez- 
zo la  Vergine  assunta  ,  e  lateralmente  s. 
Giovanni  evang.  e  s.  Giuseppe  col  B.  Nei 
2  ovati  che  seguono  sono  espressi  l'Amore 
di  Dio  e  la  Contrizione,  con  putti  negli 
angoli  che  sostengono  cartelle  le  quali 
portano  motti  scritturali  relativi  a  que- 
ste virtù  principali  in  s.  M.  Maddalena  • 
Il  compartimento  di  mezzo  offre  in  un 
quadro  la  Santa  recata  dagli  angeli  alla 
gloria,  e  nella  parte  superiore  le  divine 
persone  in  atto  d*  invitarla  a  ricevere  la 
meritata  corona  del  suo  trionfo  .  Nei  qua- 
dri laterali  è  la  Santa  che  nella  sua  com- 
punzione contempla  il  Crocifisso,  f\  la  me- 
desima che  riceve  la  ss.  Eucaristia  dal  ve^* 
scovo  s.  Massimino  ,  NelT  ultimo  compar- 
timento i  2  primi  ovati  esprimono  la  Sa- 
pienza celeste  e  la  Povertà  con  putti  ne- 
gli angoli  come  nel  primo  sudivisato  .  L* 
ultime  tre  figure  sono  di  s.  Lorenzo 
di  s.  Francesco  di  A  si  si  e  di  s.  Fran- 
cesco di  Paola  .  —  La  parete  estrema  à 
sopra  la  porla  le  seguenti  memorie  ,,  /?. 
O.  M,  Et  D.  Mariae  Magdalenae  Tem-- 
pliun  Hoc  lìestauratiirìi  Et  Ornatum  ^n. 
Donu  MDCCXXX,  „  D.  O.  M.  Templum 
Hoc  D.  Mariae  Magd,  Dicatum  ^7?.  lì* 
S.  MCCCLXXXII  Restauralum  Fero 
Ornatum  Et  Auro   Undiquc  Ajfciòre  De^ 


'538      Clu  e  Mollisi,  di  sJl.  31addal. 
lìnitum  An.  MDCCXLVIIII   Instanti- 
bus  Aiitem  Menialibns  Tempii  Custodi'* 
bus  Fraiiciscus  Riccardus  Ferniani  Epus. 
Perus.    Consecrasdt  Die  XXIII  Septenib. 
MDCCL.   ,,  —   Gli   altari   laterali   Lan- 
no   ornamenti  di   stucco  marmoreggiato  e 
dorato  con   2    colonne  e   finimento  di  or- 
dine  composito  .  Quello  a  destra  dell'  in- 
gresso    presenta  nna  tela    su    cui   T  anno 
1733   il  cav.   Sebastiano  Conca  dipinse  s. 
Maria  Maddalena  nella  solitudine  di  Mar- 
siglia  comunicata  da  un'  Angelo  .    Appe- 
si alle  pareti  presso  a  questo  altare   sono 
^   ovati  con  s.  Giovanni  Nepomuceno  e  s. 
Francesco  di  Asisi  in  mezze  figure  .   Neil* 
altare  dicontro  si  ammira  un  egregio  qua- 
dro opera  di  Giuseppe  Grespi  detto  lo  Spa- 
gnoletto .  Evvi   in   alto  la   V.   col  B.   e   s. 
Geltrude   in  mezzo  ad   un  coro   di  Angeli, 
uno  de'  quali  additando  il  cuore  della  San- 
ta  che  le   si  vede  apeito   nel  seno  ,  sostie- 
ne un  nastro  clie  parte  dal  Bambino    col 
motto,,  In  corde  Gertrudis  invenisti  me  ,, 
Alle  bande   sono  due  altri  ovati  sfmil]  n.2^!i 
antecedenti   colla   Madonna  e   s.   M.   Mad- 
dalena .    Il    quadro    delF  Alt.    mag.    ha    il 
Salvatore  sedente   in   gloria  ,  e  a  basso   in 
ginocebio  s.  Benedetto  col  piviale  e  s.  Sco- 
lastica .  L'  Autore  che  eccellentem.  dipin- 
se il  quadro  ,  pose  il  proprio  nome  ,,  Mat-* 
tJieutius  de  Saluutiis  Pcrus.  pinxit  1608  ,» 
E*  desso     collocato     colla   sua     cornice  ia 
mezzo  ad  arabeschi  a  basso  rilievo  di  stuc- 
co dorato  .    Questi   adornano  pure  le  lu- 


Ch,  di  s,  Ilaria  di  Colle  SSg 
nette  delle  pareti  ai  Candii  delT  altare  ^ 
dove  si  deliuearono  dall'  Appiani  la  Fe- 
de e  la  Speranza  .  L'  Alt.  niag.  ia  isola 
ha  sotto  la  mensa  di  marmo  un'  Arca  ove 
si  conserva  il  Corpo  di  s.  Saturnino  mar- 
tiriz.  nel  3o7.i(^)  -  Rimpetto  a  qu.  Mon.  è  la 

CH.  Parrocchiale  DI  S.  MARIA  DI 
COLLE  .  La  sua  facciata  e  irregolare  per 
essere  occupata  una  parte  del  suo  fianco 
destro  dalla  Casa  parrocchiale  donata  per 
devota  generosità  ,  come  ne  avverte  la  i- 
scrizione  in  pietra  posta  sopra  la  porta  di 
detta  casa  nelT  andito  innanzi  alla  chiesa 
„  Quest*  opera  V  ha  fatta  Ercolano  de 
Giorgio  per  l  anima  sua  e  poi  per  i  a** 
niuia  de  suo  Patre  e  per  la  sua  Matre 
e  per  la  Sosanna  sua  donna  e  Jinal^ 
mente  per  tutti  li  passati  di  casa  sua  a 
di  17  Novembre  i49-^--  •.*  Debbono  i  pri- 
mordi di  qu.  eh.  ,  che  da  principio  non 
fu  che  una  semplice  edicola  ,  ripetersi  dal 
i3o4  (0  -5  ^^1^  ^ì  ridusse  alla  presente  e-^ 
leganza  dallo  zelantiss.  parroco  d.    Tom- 

(*)  Questa  Keliqula  che  Tommaso  da  Calvi 
con  espressa  licenza  di  Paolo  Y.  donò  al  p.  d. 
Gregorio  Angle  mon.  cass.  abb.  Melitense  e  ch« 
egli  die  a  queste  Pieligiose  5  fu  riposta  nel  co-» 
ro  il  26  mag.  1624  ,  indi  collocata  in  nuova  ur- 
na e  riconosciuta  dal  Vescovo  fu  trasferita  a 
qu.  alt.il  22  ag.  1712  ,  dove  rimase  fino  al 
1810  epoca  della  soppressione  de'  monasterj  . 
Nel  giugno  di  detto  anno  fu  trasportata  alla 
eli.  di  s. Domenico,  poi  alla  par.  di  s.  Maria  di 
Colle  dove  si  venerò  fino  al  di  4  «tt.  1819  in 
cui  fuproces3ionalmcnte  restituita  al  suo  luogo 


54o  Cli.  dis.  M.  di  Colle 

maso   Briganti   T  aa.    1771,  con   disegno 
di  Alessio  Lorenzini  .  E*   di  figura  paral- 
lelogramma lunga  pai.  ^4   l^^ga  27   -^  al- 
ta 4o.    E*  divisa    nelle  sue  pareti    laterali 
da  4  pilastri  contropilastri  e  cornicione  di 
ordine    jonico    su    cui    basano    le    4    fasce 
doppie  del  volto    a  hotte   tramezzate  da  3 
medaglioni  con  cornice  di   stucco  a   cen- 
tina ,  entro  ai  quali  sono   dipinte   da  Vin- 
cenzio Monetti  la  Fede  la  Carità  e  la  Spe- 
ranza .  Gli   spazj   tra  le  dette  fasce  e  me- 
daglioni nel  luglio  1822  si  ornarono  ^lal  no- 
stro  Lorenzo  Faina   di    riquadrature  e    vi 
si   dipinsero   nel     mezzo  degli  Angeli  re- 
canti  fiori  e  corone  .   —  Nella    parete  in 
fondo   alla   eli.  è  situata   V  orchestra  di   le- 
gno   centiiiata    e  scorniciata,  col  suo  orga- 
no .   Sotto    la   medesima   sono    scolpite  in 
lapidi  queste  nicmorie  ,,  D.  O.  ]\L  Et  Av-- 
gvsto   Deiparae    Virginis     Nomini  T'em-^ 
plvni  He  e   Dicatvm    T^etv  state   Atqve  Z^- 
ligine  Tantvm  Non  Obsoletvm  In  liane 
Meliorem    Formavi   Opere    Concamerato 
Ornamentisqve  Instr^'ct^'tii  RedacVvm  Est 
Paroeciae   liedditihvs  A.  Z>.   Cio^  lo-  ce. 
Lxxr,  ,,  —  ,,  In  Honorem  Beati s.   Vir» 
ginzs    Marine  De    Colle     Aedein    Hanc 
pKiro  chi  aleni   Olim  A  Fvndamentis  Ex^ 
tr^ctani  Postea   Ci>m  Adjto  Et  C o emet- 
terlo  Integro  Instavratam  Pliilippvs  ^- 
madevs  Pervs.  Epis*  Solemni  Ritu  Con^ 
secravit  IV Id^s  Mail  ciò,  lo-  ce.  LXXl  ^^ 
Negli  ultimi  compartimenti    sono  2  Con- 
fessionali assai  vagamente  intagliati  in  no- 


/ 


Ch.  di  s*  M.  di  Colle  54 1 

ze  e  annicchiati  nella  parete  ;  sopra  i  me-^ 
Jesimi  due  quadriluDgliì  in  tela  in  mez- 
:o  a  cornici  di  stucco  ,  in  uno  è  la  Na- 
;ivìtà  della  Verg.  nel!'  altro  quella  di  G. 
u.  Sono  di  Francesco  Gasperi  .  Seguono 
2  alt.  laterali  adorni  d'  intagli  cartoc- 
:I  festoni  e  putti  di  stucco  con  un  gra- 
tino sa  di  mense  e  mensoloni  di  pietra 
lostenuti  da  massiccio  di  muro  in  foiroa 
li  piedistalli   e  rifiniti  di  stucco  .  In  quel- 

0  a  destra  delT  ingresso  si  venera  la  ini- 
nagine  di  Cristo  spirante  sulla  croce  ,  ad 
m  Ihto  la  Vergine  svenuta  in  braccio  al- 
e  Marie,  ed  ali  altro  il  Discepolo  predi- 
etto  .  Sono  dipinti  in  tela  dal  Gasperi  • 
^u  dotato  questo  altare  nel  1607  da  Mi- 
helaugelo  Mannettoli  .  Posa  sul  gradino 
i  esso  una  elegante  macchinetta  di  fino 
ataglio  di  legno  dorato  entro  a  cui  si 
ustodisce  un*  antica  immagine  della  Ma- 
onna  col  B.  in  gesso  situata  per  molti 
nni  sopra  la  porta  della  casa  num.  12 
el  Vicolo  detto  f-^ìa  Traversa  tra  le  Vie 
rismonda  e  delle  Colombe  di  proprietà 
el  sacerdote  d.  Cesare  Cocchi  ,  Questa 
nmagine  dicesi  che  si  manifestasse  prò- 
igiosa  con  istantaneo  imbiaucamento  del- 

1  sua   superficie  patinosa  ed  oscura,  il   dì 
luglio     1796.    Fu   qui   trasportata    il    io 

^guente,  e  da  queir  epoca  si  celebra  so- 
mnemente  ogni  anno  la  memoria  del  pro- 
igio  .  (2)  Leggesi  a  pie  della  immagi- 
e  su  di  una  lamina  di  rame  dorato  la 
^gucnte  Iscrii.  „  /?,  G.  4/.  ^^  Deìpa^ 


54^  Oh,  di  s.  M.   di  Colle 

rae   Marine   Lnvs   Et  Gloria   Peri'Ctvsta 
Hacc     Virginis    Imago     Ex     Gypso    Et 
JMarmore    C onfecta   Fvsco   Linita    Colo'" 
re   Et  S^pra  Ostii  Epjstilivm  Foras  Di^ 
Jìocata    In    IIvjvs    Pervsiae    S.    Marine 
Collis   Vicinia  Nvnciypata    Cohrnbarvm 
Ante  Alias  Nonis  Ivlii  cij.  lo.  ec.  XCVI 
Facta   Est    Insignis    Qs^aindam    ludvens 
Albedineni  Reddens  Aegrotis  Sanitatem 
Uominvm    C orda   Ad  Poenitentiam  Eoc^ 
citans  Post     Tres   Dies     Alagno     Popvli 
C onc^rsi^   Ac   Pietate    In   Hoc    Pairoc-' 
chiale   T^mplvni  Translata   Est   Vbi    Z?e- 
fvote     C olit\fr   Svb    Invocatione     Mcsiua 
Mater  Miscricordiae  Sev  Refogivm  Pec^ 
catoriitn    Et   Clientibris  Svds    C ontinvas 
Gratias    Impertitvr   D.    Caesar     Cocchi 
Poni    C^ra^it  .  —    Neil'  Alt.    dicontro    e 
un   quadro    ove  lo   slesso   Gasperi    dipinse 
sopra   di   nubi    e   fra   gli    Angeli   la   Verg. 
col  B.  ,  e  sotto   un  paesaggio  in  colle  ,  vo- 
lendosi    con   ciò     simboleggiare     il    titolo 
della  V.  die  qui   si  onora   espresso  ancLe 
nel    motto   della   cartella    di    sturco    sopra 
r  altare  .   ,,    Ante    C olles  Ego  Partii] ie-- 
bar  (  Pro^.  e.  8.  )  ,,  Dietro  al  quadro  clie 
per  meccanismo  di   argani  si   fa  discende- 
re  e  ascendere  ,   è   una   nicchia   con   sera- 
fini e  nubi   alT  intorno  ,   e   ai  lati   s.   Lu- 
ca  e   s.   Nicolò   di  Bari  dipinti  da  Loren- 
zo Faina  circa  il  i8o5-  Entro    alla   mede- 
sima è   una   Madonna   in  rilievo  con  testa 
e  mani  d'  impasto  di   Lucca  ;   e  vestita  di 
drappo  e  §i    6uol«  esporre  alla    pubblici^ 


€lu  di  s.  M.  di   Colle  54.^ 

venerazione  il  di  della  Natività  di  Maria, 
festeggiandosi  in  tal  giorno  il  titolare  del- 
la Parrocchia  .  Sul  gradino  è  un  quadret- 
to colla  incoronazione  di  Maria  e  sotto  V 
ipost.  s.  Tommaso  e  il  mart.  s.  Sebastia- 
ao  fatto  dipingere  per  sua  divozione  dal 
Parroco  Brii^anti  ad  Andrea  Appiani  l'an. 
i8o5.  Seguono  nei  })rin)i  compartimenti 
laterali  due  quadri  del  sunominato  Ga- 
;peri  colla  Cena  Eucaristica  e  colla  disce-^ 
la  dello  Spirito  Santo  sugli  Apostoli  .  Sot- 

0  essi  sono  anniccliiati  nella  parete  due 
eggi  di  noce  intagliati  .  —  L'  Alt.  mag. 
\  ornato  di  stuccLi  con  colonne  distacca- 
e  ,  frontespizio  diviso  su  di  cni  posana 
i  Anqeli  di  rilievo,  e  timpano  in  niezzo 
on  serafini  e  cartella  .  Le  figure  sono  di 
benedetto  Silva  e  gli  altri  stucchi  di  Lui- 
[i    Speroni  .    La  mensa   e  formata    da   un 

01  pezzo  di  marmo  rosso  nostrale  sostc- 
luto   da   muro  centinaio   a   guisa  di    urna 

rifinito  a  stucchi.  Evvi  un  quadio  ri- 
ondato nella  sua  estremiti  superiore  ove 
a  Benedetto  Bandiera  fu  \  an.  iGr4  ^^"^ 
inta  la  Y.  detta  di  Costantinopoli  copia 
i  quella  che  venne  trasferita  in  Roma  nel 
3oo.  (3)  Evvi  la  stessa  V.  col  B.  vesti- 
1  alla  maniera  greca  in  mezzo  ad  una 
loria  di  angeli  ,  e  sotto  s.  Carlo  Borro- 
lei  s.  Orsola  s.  Caterina  v.  m.  s.  Fian- 
esco  di  Asisi  s.  Chiara  e  s.  Caterina  da 
iena  .  Ai  lati  di  questo  altare  sono  ap- 
esì  2  quadrilunghi  con  cornice  dorati; 
've  sono   espresse   le   anime  purganù  dd 


544  Ch.  di  s.  31.  di   Colle 

PiergiovannI  Cvispolli  die  gli  dipinse  V 
anno  i636.  Nei  pilastri  agli  angoli  sono 
due  nicchielte  cLiuse  da  sportelli  ove  si 
conseivano  V  Olio  santo  e  pareccliie  sa- 
cre Reliquie  che  si  espongono  nelle  re- 
spettive   festività   (4)  . 

Sagrestia  .    Si  conserva    una    devota 
Immagine   di  Maria  dipint/i  da  Tommaso 
Bracchi  copia   di    quella  che   nel    i3o6  in 
Forlì  rimase  illesa  tra  le  fiamme  e  che  fu 
perciò   appellata  Madonna  del  fuoco  .   Ri- 
mase   esposta   sulla   pubblica  Via  di   P.  S- 
P.   nel  luogo  che  accenneremo    dal     1779 
al  98  .  Tolta  ,    come    tutte  le   altre    sacre 
immagini   che   trovavansi  per  le   vie    ,     di 
ordine  dell'  allor  vigente  Governo  Repub- 
blicano   ,     rimase   d*  allora    qui    custodita 
senza  pubblico   culto   (5)   .     Sono  da  am- 
mirarsi  negli  Armadj   di    qu.   Sagrestia  le 
nobili  e  ricche   supellettili   che  in  occasio- 
ne di    solennità   adornano   il   tempio   e   gli 
altari,  procurate   singolarm,    dalla    solleci- 
tudine del  Briganti  per   mezzo  delle  ren- 
dite  e  legati    che  arricchiscono    qu.    par- 
rocchia   .   —  Uscendo   da    qu.  eh.   trovasi 
a   sinistra  un  picciolo    adito  e  in  fondo  al 
medes.    una   porta   con    sopra    una    nicchia 
quadrata    ov'  è   la  imraag.   del  Principe  de- 
gli   Apostoli   dipinta   V  anno    1771  .   Que- 
sta  porta    conduce  ad  altro  adito   comune 
allo  ingresso  dell*  orto   spettante  alla  par- 
rocchia  ed   air 

ORATORIO  della  CONFRAT.  di  S. 
PIETRO  APOST.  Fu  desso  eretto  F  an. 


J 


Confrat^  di  s*  Pietro  jfpost.  545 
^578  (1)  .  La  volta  e  le  pareli  furono 
dipinte  da  Pietro  Garattoli  circa  V  anno 
1720,  restaurate  da  Valentino  suo  figlio  e 
da  Francesco  Appiani  nel  1760  .  Il  vol- 
to ha  una  bene  intesa  prospettiva  archi- 
tettonica nel  di  cui  meiizo  sullo  sfondo  a 
cielo  scoperto  appariscono  alcuni  Angeli. 
Le  pareti  hanno  compartimenti  tramezza-^ 
ti  da  effigiate  ringhiere  e  da  medaglioni, 
ove  a  chiaroscuro  sono  dipinti  i  quattro 
Evangelisti  dal  sudotto  Francesco  Appia- 
ni ,  fuorché  il  s.  Matteo  che  danneggiato 
fu  rifatto  da  Andrea  suo  figlio  circa  il 
1795  .  Sotto  qu.  pitture  girano  2.  ordi- 
ni di  seggi  .  L'  alt.  dipinto  anch'  esso  ha 
2  colonne  spirali  ricinte  da  festoni  ,  iii 
mezzo  alle  quali  è  collocato  un  quadro  in 
tela  coir  Assunzione  di  Maria  e  gli  A- 
postoli  d*  intorno  al  sepolcro  di  lei  ,  0- 
pera  di  Giuseppe  Laudati  fatta  nel  l'ji?* 
Alle  bande  deli'  alt.  sono  altri  2  meda- 
glioni colla  effigie  di  s.  Pietro  e  s.  Pao- 
lo dello  stesso  Appiani  . 

Sagrestia  .  Conservasi  qui  un  pre- 
zioso Monumento  di  antica  pittura  .  Con- 
siste qu.  in  una  tavola  con  fondo  dorato 
e  divisa  in  27  compartimenti  a  tre  ordi- 
ni ;  il  compartimento  di  mezzo  dell'  o'.- 
dine  I.  è  mancante  per  essere  stato  reci- 
so dal  rimanente  della  tavola  .  Forse  do- 
veasi  quivi  rappresentare  V  eterno  Padre, 
mentre  sotto  esso  si  vede  la  immig.  d(^i 
Salvatore  e  inferiormente  a  qu.,  la  V.  cui 


545  Polita  di  s.  Piet7*ó 

B .»  e  una  figura  in  ginocchio  a  mani  giun- 
te in  abito  abbaziale  di  color  cinericio  p- 
scuro    ,  e  diverso  nella   forma    da  quello 
usato  in   oggi  dai  Benedettini    ,     uno  de' 
quali  indica  certamente  quella   figura.  In 
ciascuno  degli  8  compartimenti   laterali  del 
triplice   ordine  è  dipinto  un   Santo  in  pie- 
di .  Sotto  la  immag.  della  M    si  legge  a 
caratteri  gotici  ,,  Hoc   Opvs  Jvif  fact\fm 
Anno    Dai.    MCCCXXXIIL    Tempore 
Dai.  H^golini  .  „   (  ^'.  V  Annot,  )  —  Ol- 
tre il  divisato   presso  la  eh.    di    s.    M.   di 
Colle  »  ha  rOrat.  e  la  casa  di  qu.   confr. 
altro  accesso  a  sinistra   pel    contiguo  tì- 
Colo  che  va  a  terminare  in  un  voltone   e 
porta  arcuata  corrispondente  alla  Strada  di 
P.  S.  P.  Sopra  esso  arco     è   una   nicchia 
di  legno  incastrata  nel    muro     e   dipinta  » 
in  cui  ,  per  opera  del  p.  d    Marcello  Gur- 
tini   canon,  re^rol.   vicario  dell'  Abbazia  di 
s.   M.  da'   Fossi  di    Perugia  ,   fu  locata    la 
effigie    della  Madonna     detta   del     fuoco 
da  noi  qui  sopra  rammentata  parlando  del- 
la  Sagrestia    di   s.  M.  di  Colle  {y.quArt. 
Annot,  5)  .  —  Al  termine   della  Via  Pa- 
pale  sorge  la  mignifica 

PORTA  detta  DI  S.  PIETRO  .  Due 
grosse  mura  fiancheggiano  le  a  porte  di 
qu.  edificio  ,  \  una  distante  dall'  altra 
pai.  37  .  La  porta  interna  arcuata  ha  su- 
periorm.  una  gran  nicchia  con  cornice  di 
stucco  a  centina  ,  dove  nel  1765  fu  di- 
pinta una  immag.  di  M.  V.  sotto  il  tito- 
lo del  Rosario  ^  la  quale   essendo  molto 


Porta  di  s.  Pietro  5^7 

danneggiata  ,  fu  ridipinta  nel  1817  da 
Lorenzo  Faina  ,  colla  effigie  in  ginoccliio 
di  s. Domenico  e  S.Francesco  e  una  pro- 
spettiva, a  basso,  del  Rione  di  P.  S.  P. 
Fra  la  d.  nicchia  e  V  arco  della  porla  in 
una  cartella  di  marmo  rosso  è  scolpito 
M  Portam  Hanc  Slagnificentius  u4tq\^Q 
Ornatici s  Instavrarunt  Franciscvs  De 
f^baldis  Prìmvs  Mercato?^  Et  Collegae 
A^  D.  MDCCLXF .  „  Nella  parte  op- 
posta a  qu.  nicchia  su  di  una  pietra  qua- 
drilunga è  incisa  la  ^q^,  iscriz,  ,,  udugU" 
sta  Perusia  Ciintas  Virginis  SS.  Rosa^ 
vii  Nuncupata  Ex  Decreto  Generalis 
Consilii  Emanato  Die  XI E  Decembris 
)MDC  C XVE  Illustrìssimi  Domini  Gen- 
tilcs  De  Ubaldis  Et  Collegae  Primi  Tri- 
mestris  Anni  MDCCXFÌE  Ad  jEter- 
nitatem  PP,  „  La  prima  di  queste  iscriz. 
rammenta  1'  ingrandimento  e  ristauro  deli' 
arcata  medes.  con  miglior  frontespizio  e 
nicchia,  T  altra  ,  la  dedica  fatta  di  que- 
sta Città  a  Maria  sotto  il  titolo  del  Ro- 
sario ,  in  occasione  di  carestia  e  moita- 
lilà  ,  per  cui  fu  pure  stabilita  per  voto 
una  festa  anniversaria  la  terza  Domenica 
di  Gennajo  .  (  p.  Art.  s.  Domemc  Annot , 
g.  )  Il  muro  della  porta  esterna  ò  tut- 
to incrostato  di.  travertini  artificiosamen- 
te intagliati  con  disegno  ed  esecuzione 
dei  celebri  sculto»!  Agostino  delh  Rob- 
bia Fiorentino  e  Polidoro  di  Stemmo  Pe- 
rugino ^  dair  anno    i475.  al   i48i   in  cui 

€  2 


m 


548  Porta  di  s.  Pietro 

dagli  autori  ,   per   ordine  de  nostri  Magi-, 
strati,    furono  aggiunti   degli   ornati   nella 
cornice  della  porla  e  nel  cornicione  .  (i^. 
Mar   Lei.  Pit.  p.  98.  )  ,,  (i)  .  Circonda  la 
porta   un   arcuato   festone    ,     sostenuto  ed 
avvinto     da    corda    a   luogo  a  luogo    an- 
nodata ,  ed   un*  altro  con  rosoni  .   Le  mu- 
ra  laterali  sporgono  in  fuori  a  somiglian- 
za di  torri  quadrilatere  .   Ciascuna  di   es- 
se  ha   lo  sfondo  di   un'  arco  della   medes.    1 
grandezza  di  qiiello  della  porta  ,  che  è   si- '  j 
tuato   fra   2  pilastri  scanalati   corintj  ,   co-' 
me  gli  altri   2   dalle  bande   sporgenti,  che  < 
liaano  negli  angoli  4   simili    pilastri    ,     e'i 
simili  finimenti   al   disopra  .    La   singola- 
rità della   forma  de'   capitelli    spicca  nella 
òrdina)iza  delle  foglie   ,    e   nelle    volute   , 
che  han  servito  di  modello  al  celebre  Bor- 
romini   in   s.  Giov.  Luterano  .  Posa   sopra 
i   capitelli   r   architrave  il  fregio  il  corni- 
cione di   ord.   corintio   che  terminano  con 
cornice  a  dentelli   ,   ed   è   rimasto  imper- 
fetto de*  modiglioni    e  finimento    .    Dalla 
soglia  degli  archi  laterali   spuntano   5  mo-    ^ 
diglioni    corint)    senza   alcun     finimento    ,     ^' 
al  disopra  però  dei  quali,  secondo  che  seri-    IP 
ve   il   Grispolti   (  Periig*  -^"5"-  P^S'    '8-),    !i^' 
collocarsi   doveano   una   statua    al    natura-    ^^^ 
le  ,  due  teste  0  busti  umani   alte  un  brac-   ^'^ 
ciò  e   mezzo  1*  una  ,  e  2  Grifoni   di  6  pie- 
di di    grandezza  .   (2)   Fra   qu.   2.  porte  a    ^ 
sinistra    uscendo   dalla   Città     è   la   piccola    f 
CH  DI  S. GIACOMO. La  sua  porta  ù  cir-  \h^ 
condata  di  travertini  scorniciati  ed  ha  al    ^*'0 


Ospedale  del   Cambio  549 

di  50pra  cornicione  ed  attico  ad  arco  .  Sul 
fregio  si  legge „/)iVo  Jacobo  Dicatum  An. 
Sai.  MDII,  M>  IV  (cioè  mense  quarto  )che 
è  r  epoca  della   sua  fondazione  ,  succeduta 
air  antica  demolita  Ch.  parroch.  di  s.  Gia- 
como  .  (i)  Quest'  oratorio  è  quadrato  e  a 
volta  ed  ha   un  altare  con  ornato  architet- 
tonico,in  mezzo  a  cui  è  un  quadro  col  Cro- 
cifisso s.  Giacomo  apost.  e  s.  Gio.Bat.  .  Sul 
gradino  è  pesta  una  macchinetta  con  entra 
una  belliss.  e  prodigiosa  immag.   di  Ma* 
ria  dtfl  Buon  Consiglio  ,  in  istampa  ,  qui 
I  esposta  alla  pubb.   venerazione   fin   dal  di 
p5  lug.  1^65    (2)  ,  25  anni  cioè  daehè  dal 
;p.  Fasoli  Agostiniano  fu  promosso  in  Pe- 
i  rugia   il  culto  dell'  Immagine  di  Maria  da 
:Scutari   trasferita   miracolosamente  in  Ge-^ 
uazzano  V  anno  1467.  —  Uscendo  da  qu. 
i^orta  ,  e  dirigendo  il  cammino  a  sinistra  « 
veggonsi  le  case  e  i   magazzeni  spettanti  , 
:ome  la  Ch.  poc*  anzi  descritta  ,  al  nob. 
Collegio  del   Cambio  .   Qui   è  l* 

OSPED.  dei  Pellegrini  DEL  GOL- 
.EGIO  DEL  CAMBIO  .  Consiste  in  uà 
amerone  la  cui  volta  è  sostenuta  da  12 
)iloni  che  ne  formano  la  divisione  in  com- 
irtimenti  dove  poueansi  i  letti  pei  mi— 
erabili  viandanti,  (i)  L'edificio  annun- 
ia  la  sua  antichità  che  rimonta  al  i394» 
CH.  E  CONV.  DI  S.  GIROLAMO 
}ei  PP.  Min.  Osseri^anti  .  E*  innanzi  a 
jU.  Ch.  e  Conv.  una  Piazza  d*  irregolare 
,gura  .  Il  suo  prospetto  presenta  un  per- 
ito che  continua  in  semicircolo    al  Iato 


I 


55 0  Ospedale  del  Cambio 

sinistro  ,  e  ,  al  destro,  uu  muro  che  si  er- 
ge sopra  la  Strada  Pvomana  ,  e  da  cui  si 
offre  agli  sguardi  1*  ameuiss.  e  \ast'  Oriz- 
zonte della  Valle  di  Giano  estesa  al  sud- 
est della  Citta  .  Il  muro  fu  ricostruito  nel 
ag.  del  1693  ,  in  occasione  die  per  le  di- 
rotte piogge  cadde  la  porzione  verso  la  por- 
ta della  Città  il  di  io  giugno  anteceden- 
te .  Il  portico  con  pilastri  a  mattoni  à  un 
frontespizio  acuto  sul  d'  innanzi  della  por- 
ta del  tempio  ,  e  varie  nicchie  allo  intor- 
no ove  furono  dipinte  le  stazioni  della 
ì^ia  Crucis  da  Anton  Maria  Garbi  .  Il 
portico  venne  edificato  prima  della  meta 
del  scc.  XVIII  ,  con  disegno  di  Pietro 
Carattoli  ,  coi  sussidj  di  varie  caritatevo- 
li persone  ,  e  per  impegno  del  p.  Saiva- 
dore  da  Cascia  allora  guardiano  di  que- 
sto Convento  .  —  La  Chiesa  ,  fabbrica- 
ta col  conv.  tra  gli  anni  i485  e  go  (i)  t 
ridotta  alla  forma  presente  dopoché  il  29 
Gttobre  1612  s'incominciò  a  riedificare; 
è  a  volta  con  12  pilastri  dorici  che  la  di- 
vidono in  6  comparti  .  A  piedi  à  un*  or- 
chestra con  sufBciente  organo  ,  e  sottessa 
2  quadri  con  s.  Bernardino  e  s.  Girola- 
mo ,  che  si  credono  opera  di  f.  Umile  min. 
osser.  ,  fatta  nel  i66g  come  portano  no- 
tato .  In  fondo  alla  sinistra  parete  è  una 
porta  che  introduce  nella  Cap.  detta  del 
Sepolcro;  nel  suo  Alt.  è  la  V.  col  div.  Ca- 
davere in  grembo  dipinta  dal  Garbi  .  — •  U- 
scendo  da  qu.  cap.  ,  il  I  Alt.  che  s'  incon- 
tra ,   fra  colonne  e   finimenti    di  stucco  9 


ì 


Ch»  e  Con%>.  di  s.  Girolamo      55  i 
ha  un  quadro  rappreseul.   s.  Ant.  da  Pa- 
dova in   mezzo  ad  un  coro  di  Angeli  ,  che 
fra  le  braccÌA  riceve  G.  Bambino  slacca- 
to dalla  Madre  che  si  vede  in  alto  .  E*  o- 
pera  dello  slesso  f.  Umile  \  an.    1661    ri- 
toccata da  Fi-ancesco  Busti  .  —  Alla  de- 
stra  di  qu.  alt.  è  dipinta  a  fresco  una  Ma- 
donna sotto  il   tit.  delle  Grazie  che  ac- 
coglie sotto  il  manto   varie  figure   espri- 
menti   i  devoli  ,     con  due  Angeli   che  la 
coronano  .  Credcsi  della   Scuola  di  Pietro 
perug.  —  Siegue  T  Alt.  di  beli*  intaglia 
messo  a  oro  con  colonne    scanalate  e  fi— 
nimento  di  ord.    composito  ,  dove  si  ve- 
nera il  simulacro  di  s.  Pasquale  Baylou  . 
—  E*  a  destra  di  esso  il  deposito  del  vesc. 
Bis  netti  .  In  una  lapide   di  marmo   rossa 
si  legge  ,,   D,  O.  M.  Fr.  Paulo  Bisnet--- 
to  Perusino  Episc.  Tridentino  Totiiis  Or^ 
dinis  S.  Francisci  De  Observantia  Mini^^ 
stro  Ginerali  Electo  S-C  M.  Consiliario 
SanctesEjiis  Germanvs  Non  S ine  Moero^ 
re  P.   Viccit    Annos  LFII  Obiit  Die  V, 
Febr.  A.  D.  MDCXXI  „  (2)  —  Si  en- 
tra quindi  nella  Tribuna  ove  lateralni.  e- 
rano  due  altari  tolti  nel  i8o3  in  occasio- 
ne di  essere  stata  imbiancata  ed  abbelli- 
ta la  chiesa  .  Ora  entro   a  semplici  cor- 
nici di  stucco  vi  si  veggono  due  quadri: 
il  sinistro  ha  s.  Francesco  Solano  in  at- 
to di  predicare  ,  il  destro  s.  Rosa  da  Vi- 
terbo adorata  dalle  2   Sante  Elisabette  re- 
gint^  di  Ungheria  e  di  Portogallo  .  —  Va- 
rj  ornamenti  di  stucco  e  di  ordine  con^* 


552  eh.  e  Coìiv*  di  s.  Girolamo 
posilo  occnpaiio  la  principale  facciata  e 
dividono  V  alt.  mag.  dal  coro  .  Fra  le  sue 
primarie  colonne  fu  nel  18  ii  allogalo  al- 
tro v:>go  ornamento  di  legno  intaglialo  e 
dorato  che  prima  vedeasi  nella  Gli.  del 
soppresso  monist.  di  s.  Margherita  ,  ma 
neir  aprile  del  18^2  qaest'  ornamento  col 
suo  quadro  fu  trasportato  nella  parete  in 
fondo  al  coro  ,  renduto  visibile  per  mez- 
zo deir  arco  ingrandito  ove  prima  esiste- 
va il  quadro  .  Questo  è  dipinto  in  tela  ed 
offre  la  V.  col  B.  sedente  in  maestoso  seg- 
gio tra  s.  Gio.  Bai.  s.  Girolamo  s.  Fran- 
cesco e  s  Antonio  da  Padova  .  Da  alcu- 
ni si  crede  opera  di  Pietro  perug.  ,  da  al- 
tri della  sua  Scada  ,  ma  fu  danneggiato 
nel  ripulirlo  .  Ai  fianchi  dell*  altare  so- 
pra le  pò;  fé  del  coro  sono  3  nicchie,  tra 
colonne  e  frontespizio. colle  statue  in  istuc- 
co  dei  2  SS-  Ludovici  vescovo  di  Tolosa 
e  re  di  Francia  .  Nelle  pareti  laterali  del 
coro  veggonsl  4  quadri  ,  il  I  colla  V.  e 
s.  L'borio  del  d.  fr.  Umile  ,  il  IT  colla 
Concezione  di  M.  ,  di  Girolamo  Zampa 
d'  Asisi  ,  il  III  con  s.  M  Maddalena  in 
gloria  ,  d*  incerto  ,  il  IV  con  s.  Lodovi- 
co re  di  Francia  ,  di  Andrea  Appiani  Ev- 
VI  pure  un  Annunziata  ,  d  incerto  .  —  Scen- 
dendo d^l  Presbiterio  s*  incontra  il  sepol- 
cro di  Adriano  della  Penna  .  Un  marmo 
rosso  nel  muro  porta  scolpite  le  seguen- 
ti parole  ,,  Quieti  Et  Memorine  Adria'* 
ni  De  Pinna  Qui  Dea  Uxori  Liberisque 
Suis  Piotate  Fide  Caritate  Fixerat  Fa* 


eh,  e  Conv.  di  s.  Girolamo  553 
britius  Filius  Patris  Desiderio  Moerens 
JM.  P*  Perus,  Objt  Annos  LXIF  JXatus 
Prid.  Id  Febr>  cij  io  CCC  li.  Ave  Fin. 
Pientissime  Et  Vale  In  Pace  .  .,  —  Sie- 
gue  1  altare  con  vaghissimo  ornalo  di  co- 
ìoane  pilastri  e  froutespizio  corintii  a  stuc- 
co con  entro  il  Battesimo  di  G.  G.  e  nel 
timpano  la  mezza  figura  di  s.  Mai  tino  v.  , 
tutto  a  bassorilievo  di  stucco  opeia  del 
francese  Giovanni  di  Sciampagna  .  —  L* 
ultiiH^-ttJt.  parimenti  di  stucco  ha  un  di- 
voto  simulacro  del  Crocifìsso  in  legno  eoa 
sotto  in  tela  la  immagine  giacente  di  s- 
Maj'gherita  .  Entraci  per  una  porta  in  al- 
tra Cappella  .  Nel  suo  altare  anch'  esso 
ornato  di  stucchi  è  un  quadro  di  Gian— 
naudrea  Garloni  con  s.  Pietro  di  Alcan- 
tara estaticoalla  contemplazionedellaCroce» 
Sagrestia  .  Le  lunette  tanto  delle  pa- 
reti che  del  volto  di  questa  sagrestia  han- 
210  slimabili  pitture  .  In  mezzo  al  volto  ia 
un*  ovato  scoigesi  la  V. immacolata,  di  Gio. 
Bai.  Mazzi  .  E  sua  la  pittura  della  lunetta 
I,  incominciando  dalla  parte  destra  della 
principale  dove  è  1'  armadio  de  parati  .  Vi 
rappresentò  s.  Giacomo  della  Marca  che  se- 
duto a  mensa  col  rè  Ferdinando  di  Napoli 
a  lui  manifesta  la  innocenza  della  consorte 
accusata  di  adulterio  ,  facendolo  prodigio- 
samente attestare  al  nato  infante  falsamen- 
te creduto  fruito  d  illeciti  amori  :  la  II  e- 
sprime  la  natività  di  s.  Francesco  di  Asi- 
si  :  la  III  ^  s.  Bernardino  da  Siena  in  atto 

e  3 


554     ^^'  ^  Coìiv.  ài  s.  Girolamo 
di  predicare  :  (ju.  due   sono  di  Luigi  Sca- 
ramuccij, opere  dipinte  in  giovinezza  e  as- 
sai danneggiate  .  La  IV  rappresenta  la  bat- 
taglia data  ai  Mori  usurpatoli  della  Spagna 
dal  cel.  card.Xinienes  nel  iSog  colla  espu- 
gnazione di  Orano  nel  regno  di  Algeri  ,  al 
la  quale  spediz.  comando  egli  in  persona   , 
andandovi  a  cavallo  vestito  degli  abiti  pon- 
tificali e  acconjpagnato  da  molti  ecclesia- 
stici .  La  V  Ila  s.  Rosa  da  Viterbo  che  an- 
nunzia al  popolo  di  quella  città   la  parola 
di  Dio  .  La  VI  ba  s.  Pasquale  cui  la  Verg. 
presenta  l'Ostia  Eucarìstica  .   La  VII,    s. 
Gio.  da  Capistrauo  per  le  di  cui  preci   è 
riportata  dai  Cristiani  insigne  vittoria  sugi* 
infedeli  in  Ungheria  ,   La  Vili  finalmen- 
te, s.  Francesco  Solano  che  converte  e  bat- 
tezza un  gran  numero  di  Musulmani.  Tut- 
te queste  sono  opere  di  Gio.  Battista  Maz- 
zi ^  Sono   dei  rispettivi  autori  delle  lunet- 
te inferiori  ,    gli  Angeli  dipinti   nelle   su- 
periori .    Sono    del  Mazzi   i   sei    pontefici 
deir  ordine  serafico  effigiati  nei  fondi  dei 
peducci  . 

Chiostro  .  Le  lunette  sotìo  al  por- 
tico di  questo  presentano  le  gesta  di  s. 
Francesco  con  dei  versi  che  le  annunzia- 
no .  Quattro  di  esse  nella  banda  a  dirit- 
ta deir  ingresso  del  Convento  sono  del 
Bandiera  ;  le  altre  tutte  di  Giambattista 
della  Marca  che  delineò  pure  i  busti  dei 
Santi  deir  ordine  nei  peducci  e  gli  stero- 
mi  delle  ft^miglie  che  concorsero  alle  spe- 
se di  quella  pittura  (3)  .  —  Partendo  dai- 


Porta  di  s.  Girolamo  555 

la  piazza  di  questa  chiesa  e  convento  e 
volgendo  il  cammino^  a  destra  ,  si  esce 
dalla   Città  per  la 

PORTA    ROMANA   o    ALESSAN- 
DRINA o  di  s.  Girolamo  .  Allorché   sul- 
la fine  del  sec.   XV  come  abbiamo  nota- 
to, si  fabbricò    il  Convento   di  s.   Girola- 
mo, si  eresse  pur  questa  porta  assai  roz- 
zamente .   (i)   Il    card,    legato    Alessandro 
iliario  la  fece  ricostruire  com'  è    al  pre- 
sente r  an.    i582   dalla  qual*  epoca  prese 
il  nome  di  Porta  Alessandrina  .  E*  des- 
sa  arcuata  ed  abbellita  con  bugne  di  mat- 
toni  lavorati   ed   arruolati  ,   con    architra- 
ve di  travertino   ov*   è   inciso  ,,   Gregorio 
XlIIPontif,  Max.  MDLXXXII  „  e  con 
2   nicchie  laterali  ali*  arco  che  contengo- 
no le  due   statue    di  s.  Pietro  e    s.   Paolo 
scolpite    in  pietra  .    Sopra    il    suo    fronte- 
spizio ha  una  loggia  con   6  arcate  per  uso 
dei  religiosi  dell'  annesso  conv.  Non  mol- 
to lungi  da  questa   porta   trovansi  da   am- 
ie le  parti  della   Via  Romana   o   JFlami-^ 
nia  (*)  alcune  vestigia  di  fabbrica  indi- 
ca)  Questa  Via   che  da  Ponte  s,   Cioi^ait'^ 
ni  conduce   a  Perugia  era  prima   del  sec.  XV 
propriamente   quella   che  si   estende   fuori    del- 
la Porta  di  s.  Costanzo   che   or'  ora   descrive- 
remo ,   siccome  si  rileva   dai   nostri     scrittori  , 
e  passava  per     la  Villa   detta    di   Piscille  .    E' 
già  stabilito   dalla   S.    Congr.   del  Buon  Gover- 
no  ,   in   sequela     delle    istanze   avanzate     dallo 
zelantiss.   attuai  nostro   Preside    JMonsig.    UGO 
PIETRO  SPirsOLA  ,  di  ripristinare  quest'    an- 


656  Porta  eh  s,  Girolamo 

canto  1   antica   antiporta   della  Citta  cetla 
del  Pilo  fiancheggiata  dalla  gran  Valle  di 
Giano  vcrs'    oriente  ,  e  verso   occid.  ,    da 
un'  erta   collina   che  ancor    ritiene  il    no-» 
me  di   Forte  .  Nel   piano  di  essa   vcggon- 
si   larghi   fondamenti   di  muro  con  alcuni 
voltoni   che  un  tempo    sosteneano    a  dife- 
sa   della   Città    una   rocca   o   baloardo    già 
rovinato  dalle  guerre  civili  e  dalla  età  con- 
suntrice  .   Da  questo    prese   il  colle   la    d. 
denominazione  .     Là  presso  esisteva     una 
piccola   eh.   dedicata  a   s.  Sebastiano  ,   on- 
de appellavasi  ancora  il   Colle  di  s.  iSe- 
òastiano  .  Fu  eretta   forse  per  comodo  dei 
soldati   che   stavano  di  presidio  in    quella 
rocca  .  Era  offiziata  dai  Domenicani  ,  e  per 
servigio  della  loro  sacrestia  fu  poi  lascia- 
to tutto  il   silo   coir  annesso  lenimento  di 
terra  .  Il  luogo  fu  anche  denominato    Co/- 
le   delle  Forche  ,  poiché   quivi   talvolta  si 
eseguiva  la   giustizia   contro  de'  rei   quan- 
do si   tralasciava  di   condurli  a   s.  Manno» 
luogo   nei  bassi  tempi  destinato  ai   suppli- 
zj  ,  come  vedremo  .  Può  congetturarsi  che 
nel   vallone  di    qu.    collina   verso  mezzodì 
vi  fosse  il   campo  destinato  per  la   sepol- 
tura de'  cadaveri  ,  mentre   da  tempi   remo- 
ti  si  trova   nominato   col   vocab.    il   Pilo  , 
lantopiii   che   nei   primi    sec.  del   Christia- 
Bes.   r  altro    prossimo    colle   in    cui   sorge 
il  Monist.    di    s.   Pietro    chiamavasi    C al^ 

tichÌEsima  strada  in  modo  che  sì  renda  qua- 
si ms(  TiS'I)llc  r  ascesa  al  nostro  monte  venen-- 
do  dai  Colli  Romulei  . 


Ch.  della  SS.  Trinità  55; 

njarìo  ,  cioè    luogo  dove  si  martirizzavano 
e  si   umavano  i  corpi    de'  Cristiani    (  Bri-* 
£:anti  Memo?',  autent.  mss.  in  ^oL  esist, 
nell  Avcìi.  di  s^  M    di  Colle  )  «  —  Pro- 
seguendo la   Via  Romana   circa    un   quar«« 
.  lo  di   miglio   fuori  della   porta  ,  si   vede  la 
CH.   DELLA  SS.   TRINITÀ'  .    Fin 
dal    12  IO   fu   qui  fabbricata   una  Chiesa  e 
un   RIonaslero  pei  monaci   Camaldolt^nsi  . 
(i)   Furono    pili  volte  e  T  una  e  \   altro 
restaurati   ;     ma   circa  il    1^45    rovinando 
affatto  il  monistero    venne   distrutto  ,  e  i 
suoi   cementi   servirono  per  la  nuova  fab- 
brica  di  s.  Severo  .  Sulla  fine  poi   del  sec. 
XVIII  ,  minacciando  rovina   anche  la  eh. 
nel   1793  ne  furono  demolite  3  parti  .  (2) 
Si  serbò   e  restaurò  la   parte  ov'  era  il  Go-^ 
:  ro  e    dove     si     ascendea    per  4  gradini  , 
;  come  oggi  al  difuori   si  ascendono  per  en- 
[  trare  in   qu.  porzione  rimasta  .    L    arcata 
del  volto  è   a   cordoni  e  V  area   è   un  pic- 
colo quadrato  .  Ha  un*  alt.  formato  da  in- 
tera pietra  di  travertino  posata   sopra  un 
piloncino  rotondo  e  4  colonnette  agli   an- 
goli   pur  esse   di    pietra   sensa   basi    e   ca- 
pitelli ,  avanzi  delle   12  colonnette  che  coi 
lor    finimenti  ben  lavorati     sosteneano  T 
antico  altare  .  Nella  parete  supcriore  è  una 
semplice    cornice  di   stucco    con    un  qua- 
dro  rappresentante   la   Trinità   contempla- 
ta da   s.  Romualdo  .  Nella  destra   parete  ò 
appeso  un'    anticliiss.   quadro    con   s.   Ro- 
mualdo a  piò   di  G    C    e   allo  intorno  ,  38 
tondi  esprimenti  la  vita  di  G.  G-  e  di  Mt 


558  Ch.  di  s.  Costanzo 

V.  (3)  —  Toinaiido  in  dietro  e  salendo 
il  colle  sudctto  di  s.  Sebastiano  ,  può  go- 
dersi da  quella  eniineu-a  una  magnifica 
e  brillante  prospettiva  dei  Rioiìi  di  P.  S. 
P.  e  dì  P.  S.  —  Continuando  il  cammi- 
no lungo  le  mura  dell'  Orto  Chiesa  e  Mo- 
nistero  di  s.  Pietro  ,  si  osservano  gli  a- 
vanzi  di  alcuni  bastioni  e  fortificazioni  e- 
sterne  con  cui  Bonifacio  IX  fece  sui  pri- 
mi mesi  del  i3y3  cingere  qu.  monistero 
per  sua  sicurezza  ,  allorcbè  in  d.  anno 
soggiornando  in  Perugia  ,  dal  palazzo  de* 
priori  ove  prima  abitò  ,  qui  si  elesse  la 
sua  dimora  .  —  Attraversando  quindi  1' 
anticbiss.  Via  clie  conduce  a  Todi,  e  che 
earà  ben  presto  la  nuova  strada  Romana 
come  abbiamo  accennato  alla  pag.  555  ; 
si  entra    nella 

CH.  Priorale  DI  S.  COSTANZO  ; 
Sulla  Tomba  del  s.  vesc.  di  Perugia  Co- 
stanzo ,  cadU'O  vittima  della  persecuzione 
di  Marcaurelio  T  an.  i65  ,  eressero  i  suoi 
concittadini  una  ch.  circa  V  ann.  ij^5  « 
(i)  non  lungi  da  questa  che  le  fu  sosti- 
tuita Tan.  i2o5  t  e  che  piti  volte  restau- 
rata ,  fu  nuovamente  a  miglior  forma  ri- 
dotta ed  abbellita  nel  1^82  ,  mercè  le 
indefesse  cure  del  priore  p.  d.  Francesco 
Maria  Calassi  Bolognese  mon.  cass.  ,  do- 
po di  esseisi  tanto  adoperato  colT  insi- 
gne pastore  Odoaidi  ,  per  la  invenzione 
del  Corpo  del  s.  Vesc  e  Mart.  felicemen- 
te riuscita  la  notte  dei  ^  febbr.  i^Sr  . 
La  porta    principale    rivolta  a  levante   ha 


Ch.  di  j".    Costanzo  559 

un'  arco  di  pietra  scabra  rossa  e  bianca 
sotto  di  cui  sono  a  fresco  le  immagini 
della  M.  B.  s.  Benedetto  e  s.  Scolastica. 
Ai  ia}(4  ha  un'  ornamento  di  marmo  bian- 
co s^^olpito  ad  arabeschi  e  varj  animali 
con  ^  colonnette  a  spira  e  ,  sopra  ,  un' 
architrave  con  4  animali  alati  ,  simboli 
degli  Evangelisti  ,  che  tra  le  branche  ten- 
gono un  libro  .  lii  mezzo  ad  essi  è  scol- 
ta in  tondo  la  immag,  del  Redentore  col 
volume  deir  Evangelo  nella  sinistra  e  ia 
atto  di  benedire  colla  destra  .  In  uno  de- 
gli stipiti  che  sono  goffamente  lavorati  , 
si  vede  su  di  una  base  aicuata  posato  uà 
calice  a  cui  bevono  2  colombe,  gerogli- 
fico che  forma  lo  stemma  dell'  Ord.  Ca- 
maldolense  ,  al  quale  però  non  ha  mai 
appartenuto  qu.  ch.  ,  e  che  qui  potrebbe 
generalm.  indicare  la  Innocenza  del  Cri- 
stiano che  libar  dee  il  Sangue  dell'  A-» 
gnello  divino  .  E'  lavoro  assai  conside- 
rabile per  piìi  rapporti  del  sec.  XI  o  XII 
(  Let,  Pit.  p.  12)  ,  e  può  credersi  ragio- 
nevolmente che  appartenes>e  all'  antica 
Chiesa  di  Liviano  (  i^,  /  Annoi,  i  )  .  — • 
La  chiesa  ha  il  volto  basato  sopia  pila- 
stri dorici  che  la  dividono  in  6  compar- 
timenti laterali  .  Questi  sono  dipinti  a  ri- 
-'quadrature  pilastri  e  cornicione  .  Su  due 
tondi  della  volta  sono  effigiati  gli  Apost. 
s.  Pietro  e  s,  Paolo  .  —  A  pie  sopra  al- 
iti porta  è  r  Orchestra  di  legno  sostenu- 
ta da  2  colonne  di  tra vei  tino  ,  aneli  es- 
sa dipinta  come   la  macchina    del   sovra- 


56a  Cli.  di  s.  Costanzo 

stante  organo  a  fiorami  ed  arabeschi  .  Nel 
frontesp.  della  macchina  è  espresso  Da— 
vidde  esultante  fra  dan^e  e  suoni  dinan- 
zi air  arca  .  I  4  alt.  minori  sono  fregiati 
dì  eguali  circolari  cornici  ,  le  prime  due 
di  pietra  arenaria  ,  le  altre  di  stucco  co- 
lorite a  marmo  bianco  .  GT  intermedj 
spazj  tra  gli  alt.  e  i  pilastri  contengono 
piccioli  ritratti  in  ovato  ed  iscriz.  in  mar- 
mo bianco  con  cornici  e  festoni  di  stuc- 
co ,  e  sott*  essi  alcuni  quadretti  in  tavo- 
la delFantica  Scuola  Fiorentina  anch'  es- 
si fregiati  di  cornice  di  stucco  .  —  Nel 
I.  alt.  a  destra  dell*  ingresso  è  un  Cri- 
sto in  Croce  Agonizzante  in  rilievo  :  nel 
fondo  evvi  dipinto  a  fresco  da  Vincenzio 
Monotti,  in  alto,  il  P.  E.  e  varj  Angeli  , 
a  basso,  s.  Gio.  Bat.  e  s.  Benedetto  ingi- 
nocchiati .  Sul  gradino  evvi  una  macchi- 
netta col  ritratto  del  ss.  Sudario  che  si 
conserva  nella  eh.  di  s.Bartolommeo  di  Ge- 
nova ,  qui  trasportato  nell'apr.  del  1616 
siccome  apparisce  da  carta  autentica  ap- 
posta dietro  al  ritratto  medesimo  .  —  Il 
ritratto  che  segue  e  del  vesc.  di  Perugia 
Viviano  colla  scg.  memoria  „  Fivianvs 
Pont.  Pervs.  Temph^m  Hoc  XV.  KaL 
Nou.  An.  CIOCCV  Dedicavit  Qv^od  Al-^ 
feri  Non  Procvl  Hinc  Fetustate  Dda^ 
pso  Raynaldvs  Abbas  s»  Petri  Svbstì^ 
t^it  „  Il  soggetto  quadi'O  mostra  1'  ado- 
razione de*  Magi  .  Presso  alla  porta  mi- 
nore vedesi  il  ritratto  di  Corrado  IL  Imp. 
olla  memoria  „    Corradus  JRqoc  (  Bur-* 


Ch.  di  s*  Costanzo  ZQi 
j  gvndiae  ^Insignis  Imperialibvs  Acceptìs 
Diplomate  Romae  Dato  An*  CIOXXVIIT . 
A  zoili  Abb,  s,  Petri  Donationem  Teni'^ 
pli  s.  Constantii  Cojifirmat  .  ,,  Il  !!• 
Alt.  ha  s.  Pietro  abb.  estatico  alla  vista 
del  Redentore  che  gli  si  presenta  in  glo- 
ria .  A  destra  di  d.  alt.  è  il  ritratto  e  lo 
stemma  di  Pio  VI;  sotto  si  legge  ,,  Pii^s 
VI,  Pont,  Max,  Cvjk>s  M{>nere  Privi^ 
legiv^ni  Decessoris  Sancitv^m  Diesqve  Al'* 
ter  Pentecostes  Pari  Jvre  Avctvs  Sa^^ 
cerdotibvs  In  j^de  Facicntibx^s  Datv^m 
Vt  Per  Omnia  unitaria  Pro  Adqviescen^ 
livm  Cvriator\^m  Manibi^s  Qvotidie  Perm- 
utare Fas  Sit  .  ,,  Sotto  è  G.  G.  morto 
in  seno  alla  Madie  .  —  Nel  presbiterio 
a  cui  si  ascende  per  2  gradini  ,  sul  di- 
nanzi incrostato  di  varj  marmi  intagliati 
è  uo  sepolcro  con  lapide  di  mai-mo  bian- 
co inciso  di  que-te  parole  ,,  A,  PX,  O. 
Corpora  Fìdelivm  Qvi  Doìtniebant  In 
Circvitu  Mensae  Domini  Ilvo  C ongesta 
In  Pace  Sepvlta  Svnt  do  io  CC  IXXXI.  ,, 
Sono  le  ossa  che  in  vasta  urna  si  rin-^ 
vennero  presso  quelle  di  s.  Costanzo  .  In- 
nanzi a  qu.  presbiterio  è  altra  lapide  di 
marmo  carnagione  sotto  di  cui  conserta- 
si il  Guore  del  card.  vesc.  Ansidei  mora- 
to in  Roma  a  i4  febbr.  ij^So  e  sepolto 
nella  ch.  di  s.  Agostino  della  stessa  me- 
tropoli .  Su  qu  lapide  è  scrìtto  „  Cor 
M'  Antonii  C ard.  Ansidaei  Fp,  Perv's. 
Quod  Romae  Translatvm  Adhvc  hi  I" 
:  gnoòili  Loco  Jac^erat  Heginald^s  An^^ 


562  Ch.  di  s.  Costanzo 
sidaevs  Rosciani  Titiniani  Et  Monti^ 
Alartis  Comes  Elect.  Palai.  Cvbic. 
Praepositvs  Hic  Condì  Ivssit  ji*  S* 
Clo^acccLXXXV.  „  —  In  una  cappelli- 
na a  manca  dell*  alt.  mag.  sovra  picciolo 
alt.  di  marmo  bianco  intagliato  a  bassi- 
rilievi  di  arabeschi  festoni  teste  di  lione 
€d  un  grottesco  in  mezzo  trovati  negli 
scavi  fatti  in  qu.  dintorni  ,  entro  ad  un* 
arca  di  legno  dorato  si  custodiscono  le 
ossa  di  s.  Costanzo  .  —  L*  Alt.  mag.  i- 
solato  è  superbamente  costrutto,  ne*  suoi 
gradini,  per  la  maggior  parte  di  breccia 
paonazza  ,  broccatello  di  siena  ,  e  brec- 
cia di  rosso  oscuro  ,  e  nei  principali  lati 
della  sua  mensa,  di  alabastro,  broccatel- 
lo ,  e  marmo  bianco  intagliato  a  foglie 
fiori  e  frutta  .  Una  cavità  semicircolare 
nella  parete  posteriore  forma  come  uuh 
cappella  dipinta  a  chiaroscuri  architetto- 
nici ,  in  fondo  a  cui  evvi  una  nicchia 
nella  quale  è  riposta  la  immag.  in  rilie- 
vo del  s.  V^esc.  titolare  (2)  .  Sotto  essa  è 
una  piccola  mensa  con  gradino  di  marmo 
bianco,  1*  una  e  Y  altro  scolpiti  di  ara- 
beschi e  fogliami  .  Appartenea  ali*  antico 
altare  .  Sull'  orlo  superiore  della  stessa 
mensa  sì  legge  a  caratteri  gotici  la  me- 
moria della  dedicazione  di  qu.  eh.  „  An^^ 
no  MCCV.  Indici,  VIIL  In  Die  s.  U^ 
cae  Er>ang,  Dedicata  Est  Eccles.  S. 
Constantii  Ad  Honorem  S-  Mariae  Et 
B-  Constant,  Et  Ei^sebii  B.  Michaelis  Et 
«$.  Nicolai  Prc^hjter  Alessivs  Fecit  Eie-- 


Cli.  di  s.  Costanzo  563 
ri  .  „  Sul  dinanzi  è  una  Cassa  lunga  pah 
in  i-  larga  colla  sua  grossezza  pai.  3  ^ 
alta  2  ►J-  ♦  di  marmo  bianco  di  un  sol 
pezzo  ove  fu  ritrovato  il  Corpo  del  San- 
to .  In  fondo  alla  niedes.  \edesi  un*  im- 
pronta sanguinosa  della  parte  deretana  di  - 
d.  Corpo  mancante  la  testa  ,  con.^ervata 
per  17  secoli  ,  ad  onta  dell'  essere  stala 
troppo  liberamente  bagnata  per  meglio 
mostrarla  ai  forestieri  .  Questa  cassa  fu 
qui  trasferita  nel  1801  ,  essendosi  fino  a 
quell'anno  conservata  dall'epoca  dell'in- 
venzione ,  in  mexzo  alla  Sagrestia  .  —  A 
diritta  dell*  altare  in  faccia  alla  descritta 
cappellina  è  la  porta  che  introduce  nel- 
la Sagrestia  ,  e  sopra  di  essa  un  quadro 
colla  Presentazione  di  G.  C»  al  tempio  • 
(3)  —  Dopo  il  II.  pilastro  della  destra 
parete  è  il  ritratto  e  lo  stemma  di  Cle- 
mente XIV.  colla  memoria  „  Clemens 
XIF.  Pont.  Max.  Cvivs  Indvlgentia 
Cives  Advenaeqve  Die  Pesto  Annii^er^ 
.<ario  Constantii  Mart.  Pont.  Nostri 
Coelestis  Patroni  Admìssorvm  Rite  Ex^ 
piandojvni  Privilegio  ylmpliss.  Perpetuo 
f^ti^ntur  .  ,,  Inferiormente  vedesi  G.  Cro- 
cefisso tra  la  Madre  s.  Gio.  e  la  Maddal. 
—  L'  Alt.  che  segue  ha  Maria  SS.  e  il 
B.  in  atto  di  benedire  fra  s.  Michele  e 
s.  Nicolò  ,  e  a  basso  varie  figure  di  po- 
polo supplicante  .  E'  poi  il  ritratto  e  lo 
stemma  di  Benedetto  XIV.  colla  memo- 
ria ,,  Benedictvs  XIV-  Pont.  Max-  Cv^ 
ivs  Ivssv  Dies  Festvs  Anniversarivs  Con^ 


564         Porta  di  j.  Costanzo 
stantii  Mart.  Pont.  JYostri  Coelestis  JPa* 
troni  Ab  Anno  Clj.lo.CC^Llii.  Inter  Ma- 
ccimos    Et    Auspicati ssimos     Bellicorvni 
Tormentor^in  Strepita   Ex  Arce  Inlici" 
t^r  .  „  Sotto  è  il  quadretto  con  G.  C-  in 
atto   di   orare  nel:  Getsemani    .     —  Il  ri- 
tratto di   Onesto    vesc.    che  si  vede   a   si- 
nistra deir  ultimo   alt.    ,    ha  la   memoria 
,,  Honeòtvs  Pont.  Per^vsinvs  Ci^ivs  Zar-* 
gitate  Templvm   Constantii  Mart.  Pont^ 
Nost.   Coelest.  Patroni  B.  Petri  Apost. 
Coenobio   Vnitvr  Anno   CMLXIF'.  ,,  Il 
quadretto  inferiore    ha  V    Annunziazione 
di  Maria  .  —  Neil*  ultimo  alt.  è  una  nii:- 
chia   con  intorno     varj   Serafini  dipinti  a 
fresco  ed  entro   il  simulacro  di  M.  V.  ve- 
stita in  serico  drappo  e  assai  venerata  dai 
devoti  della  parrocchia  che   ne  celebrano 
la  festa  il  dì  II   di  Pentecoste  .  —  Tut- 
te le  iscrizioni  riferite   sono  del    dotto  p. 
Galassi  che  le  compose  allorché    ristaurò 
la    Ch.   nel    IJ781    e  se^,  ,  di  cui  fu  prio- 
re dair  anno     176 1    fino  al    io  setlemire 
1792   in    cui   mori.   (4)  —    Uscendo  per 
la  porta  minore  rivolta  a  settentrione   or- 
nata di  cornice  di  travertino  colio  stem- 
ma del  monist.   di  s.   Pietro  ed     un'  arco 
aotto  di  cui  è  dipinto  il  S.  titolare  in  mez- 
za figura  ;    ritornasi    iiella   Piazza   0  Pra- 
to innanzi  alla   ch.  (5)  ,  e  quindi  si  rien- 
tra in  Città   per  la 

PORTA  detta  DI  S.  COSTANZO  . 
Era  qui  sin  forse  dal  X  sec.  una  porta 
colle  adiacenti   sue  mura  •  Nulla  parlau- 


Porta  di  s,  Costanzo  565 

ào  della  origine  di   qu.  Antiporta  i  nostri 
scrittori  ,  possiamo  con  qualche  probabi- 
Jità   dedurre  che     fosse  costruita  allorché 
si   fabbricò   il  monist.  di    s.  Pietro  .  Cer- 
to egli  è  però  che  Fortebracci  mentre  ten- 
ne la   signoria   di  Perugia   dal   i^\&  al  24 
fece  restaurare  colle  annesse  mura  del  Fron- 
tone anche   la  porta    che  fu  perciò   allora 
chiamata   la  Porta   di  Braccio  .  Ma   l'an- 
tica restaurata   da  Braccio   era   un   trar  dì 
sasso  più  addentro  di  quella   che   si   vede 
al  presente  ,   e    in   maggiora,    vicinanza   al 
monistero  .   Essa   restò   chiusa   nei  prossi- 
mi orti  del  medesimo   quando   furono  di- 
latate le  sue   fabbriche  per  riquadrarne  la 
forma  ,   e     si   fece    dai    Magistrati    ai   Mo^ 
naci  la  cessione  di  alcuni  piedi  di   strada  » 
nel  Consiglio  generale  dei  29  marzo  1578, 
colla  condizione  che  dovendosi    cambiare 
la  porta  ,   ciò   si   facesse   a  loro    spese  .  La 
fecero  eglino   di  f)itto    inalzare   nel   luogo 
ov'  e  ,    ma    non  ^ià    interamente  qual    fu 
architettata  ,  secondo  il  disegno  di  Valen- 
tino Martelli  ,  veduto  ed  appiovato  dai  De- 
cemviri   del   II   trlmes.   del    i58!^,  ed  ese- 
guito nel    i586-  Fu  il   lavoro  terminato!* 
anno  appresso  come  attestava   la^  seguen- 
te iscrizione  ,,  Sixto  J^.  P.  M   ^nselmvs 
DandiriKfs  Proton*     Apost^   V.  Signatv^, 
rae  Referend.  Pervsiae   Vmhriaeqve  Z^- 
niversae  Gvèernatori  Emolumento   Con-- 
si^lens   Civitatis  Et  Ornamento    Portani 
Hanc    Exaedificandam    Viani  M'tmien^ 
dam  Cvravit  Anno  MDJLXXXFIJ  n  Ma 


566  Passeggio  del  Frontone 

Be  qu.  iscriz;.  ,  ne  i  varj  stemmi  che  vre- 
rano  ,  ne  il  frontespizio  che  assai  leggia- 
dro esser  dovea,  ne  gli  altri  ornamenti  che 
la  decoravano  si  veggono  piii  da  molti  an- 
ni ,  avendo  piii  volte  qu.  fabbrica  sofferà» 
to  le  ingmrie  del  tempo  della  incuria  e 
del  capriccio  degli  ìiomìnii^Mariot.  sched. 
mss.  )  .  Ha  un  grande  arco  di  tiavertino 
con  4  pilastri  e  cornicione  di  ord.  tosca- 
no sopra  del  quale  è  un'  attico  in  linea 
parallela,  in  mezzo  a  cui  sporge  isolato  Io 
stemma  parimeiìti  in  travertino  di  Sisto 
V  ,  e  in  mezzo  al  cornicione  quello  del 
Dandini  .  Fra  i  pilastri  sono  sculti  2  stem- 
mi del  monist.  di  s.  Pietro  che  ricorda- 
no il  rapporto  pecuniario  eh'  ebbe  con  es- 
sa .  Sotto  gli  stemmi  sono  2  nicchie  che 
dar  doveano  luogo  a  statue  le  quali  non 
vi  furono  mai  apposte,  (i)  —  A  sinistra 
di   questa   Porta   si   estende    il 

Pub.  Passeggio  o  Giardino  detto  il 
FRONTONE  .  E'  qu.  un  amenissimo  pra- 
to che  si  eleva  sopra  di  ridente  aprico  pog- 
gio ,  il  quale  perche  V  aperta  sua  fronte  al 
cielo  ampiamente  mostrava,  fu  sino  dai  più 
remoti  tempi  chiamato  Frontone  (^i>.art  s. 
Cost*  annoi.  5)»  siccome  si  esprime  il  eh, 
avv.  Antonio  Brizj  nella  Descrizione  ch'e- 
gli ne  fece,  premessa  alla  stampa  di  un  Ac- 
cademia qui  tenuta  nel  1^82  che  osserve- 
remo nel!  A'ioor.  Questo  cumulo  di  terre- 
no ebbe  degli  argini  anche  prima  che  il 
Forteb'arci  vi  fabbricasse  le  mura  per  so- 
«lenerloi  delio  quali  mura  se  ne  veggono 


Passeggio  del  Frontone  567 

ancor  le  vestigia  .  li  feroce  genio  di  Brac-* 
ciò,  segue  a  dire  il  lod.  Sciit.,  suggerì  già 
a   lui  questo  spazioso  prato  per  1'  esercizio 
nelle  armi  della    gioventù  perug.    Sembrò 
acconcio  allo  strenuo  Capitano  un  tal  sito 
per  la  dura  p.ilestra  ,  onde  rejidutolo  alle 
Lellicose  prove   adatto,   lo   fé  chiamare   la 
Piazzaci  arme  di  Brace  ioiqnìndi  facendo- 
si pur  servire   per  campo  de  civili  conflitti, 
gran  pezza    le   molli  erbette  soggiacquero 
al  calpestio  degl*  indocili  giovani  ardimen- 
tosi, e  spesse  fiate  il  verde  colore  col  rosso 
cangiarono  per  lo  sparso  sangue  de*  com- 
battenti ,'  e  di  questi  erano  per  avventura 
quelle  aride  ossa  che  qua  e  là  si  trovarono 
nelle  viscere   della  terra  allorché  nel  1778 
in    alcune  parti   il  suolo   fu  d*  uopo  di  af- 
fossare .  Abbandonato  quindi  ai  silenzio 
de  secoli  e  alla  licenza  della  inculta  natu- 
ra, questo  luogo   rimase  fino   al    1707   nel 
quale  con  decreto  del  26  die.  i  Magistra- 
ti il  concedettero  alla  testé  introdotta  Co'* 
Ionia  degli  yércadi  di  Roma  distinta  col 
nome  di  Augusta  ,  per  tenervi  1*  estive  lo- 
ro accademiche  adunanze,  (i)  Fu  impegna 
del  Vice-Custode  abb. Giacinto  Vincioli  di 
ridurlo  a  qualche  regolarità  ,  facendo  nel- 
la superior  sua  parte  ammonticare  alquan- 
to il  terreno, onde  venne  a  formarsi  un  dol- 
ce insenó»ibile  pendo,  ed  appianarlo  nel  ri- 
manente .  Nel  mezzo  ,  questa  tenue  eleva- 
zione SI   lasciò  vacua   in  figura  circolare  a 
foggia  di  anfit09t»'o,  il  di  cui  jpavJmento,  il 
piano  di    tutto  il  prato   eguagliando  ,  da 


568         Passeggio  del  Frontone 
questo   neir  anfiteatro   si    passava  .   Nella 
interior  parte  di  esso,  erbosi    sedili  posar 
si  fecero  ali  intorno,   e  al  disopra  da  una 
corona  di    verdeggianti   olmi    furono  cir- 
condati .   Ma   soltanto  nel    1778   per  ope- 
ra de*  magistrati  di    nuove  mura   si  fian- 
cheggiò il  vasto  recinto  ,  le  quali   peraltro 
essendo  irregolari  tanto   nella  parte   supe- 
riore   che   nella    sinistra    di  esso  ,   perchè 
tasate   sulle   antiche,  lasciavano   maggiore 
spazio  alla    destra    che    alla   sinistra  .  Fu- 
rono  condotte    alla    presente  regolarità    e 
simmetria   con  quella  centina  che  vi  si  ve- 
de nella   superiore  estremità   nel   i8i2per 
le  cure  delT  allora   mere  sig.  co.   Cesarei  . 
Il  prato   renduto   ineguale  dalle   p  ogge   e 
dalla   non   curanza,  fu  di  nuovo  nel    1778 
uguagliato  a   spese  degli  Arcadi   che    col- 
la direzione  dell'  archit.  Ciofi   fece  ridur- 
re r  anfiteatro   a  3  ordini   di  sedili   in  cir- 
colo   perfetto  gradatamente     disposti   uno 
su  dell'  altro  e  hen  coverti  di  fresche  zol- 
le erbose  a  guisa  di  caiiapè  sul  gusto  dei 
giardini  alla   francesje^.   Ma  lo   slesso  an- 
fiteatro  nel    1780    fu  renduto    piii   stabile 
con  un'  ordine  di   sedili   di  travertino  e  lor 
postergale  ,  i   quali  si  estendono  per  lun- 
go tratto  in   linea  retta    lateralmente   all' 
ampio  vestibolo    di  esso  e  sostengono    il 
breve  pendìo  accennato  .  L*  anfiteat.   nel- 
la sua  parte  media   in  luogo  del   poster- 
gale a   centina  alquanto  piii    rialzato  co- 
strutto nel  1780,  à  un'arco  fra  due  colon- 
ne e  pilastri  soggetti  ad  un'  architrave  sul 


Passeggio  del  Frontone  669 

q»2ale  si  erge  una  balaustra  ,  nel  piano  di 
cui  colle  aii  dilatate  posa  il  Glifo  tra  2 
piccole  piramidi  .  11  lavoro  tutto  di  tra- 
vertino    fatto   con  disenfilo     di   Baldassare 

o 

Orsini,  $i  effettuò  nel  giug.  del  1791» 
Mancavi  ancora  la  statua  di  Apollo  idea- 
ta dall'  architetto  ,  poiché  fu  questo  luo- 
go alle  Muse  e  ad  Apollo  consecrato  aU 
lorche  si  destinò  alle  Aicadiche  Adunan- 
ze .  La  figura  di  tutto  il  Piato  è  coni- 
ca .  Nei  suo  ingresso  più  angusto  ha  4 
gruppi  di  pilastri  bugnati  di  njattoni  ros- 
si coi  loro  finimenti  di  travertino  di  fi- 
gura sferica  e  ottaedra  che  ne  costituisco- 
no come  tre  portoni  eretti  nelT  anno  <I. 
1791  .  Quattro  spa/.iosi  viali  distinti  da 
veideggianti  siepi  di  arbusto  (  s'iburnuni 
Tìlus  )  li  dividono  .  I  2  medii  che  han 
termine  in  una  piazza  avanti  il  descritto 
Aufit.  servono  al  corso  de"  cocchj  e  de' 
cavalli,  gli  altri  2  ,  al  passeggio  a  piedi. 
Lo  spazio  fra  1  primi  è  occupato  da  pian- 
te esotiche  di  Melia  Azederach  o  alberi 
di  Zaude  simmetricamente  disposti  .  T  2 
secoiidi  sono  divisi  da  due  fila  di  Allan-^ 
thus  Glandulosa  0  albero  dì  Paradiso 
framme^.zati  da  alberi  di  Bignonia  Catal'^ 
pa  .  Furono  qu.  alberi  nel  18 12  sostitui- 
ti a  \\n^  fila  di  morì  gelsi  ,  e  perche  n 
erano  alcuni  diseccati  ,  v:  si  riposeio  nel 
1821  .  Questi  viali  comunicano  coi  primi 
per  me7:,o  dì  frequenti  aditi  fiancheggia- 
ti da  cipressi  fin  dal   ij8o      L' Anfiteatro 

f 


570  '    Cli.  e  Monistero 

è   cinto    nella    sua     parte     superiore     àa\Y 
ombra  di   robuste  Elei  qui    cre:-ciute    dal 
d.   anno    1780  ,  e  da  una  siepe  di   alloro 
che   gli  forma  come  una  verde   ghirlanda. 
La   lunghezza  di  qu.    passeggio    è   di  pai. 
j?63 ,  la  maggior   sua   larghezza    nella  par- 
te  superiore  ,  di  palmi   278    ,     la   minore 
ali*  ingresso,   di  pai.   91     i-    .    (2)    —  La 
spaziosissima   via  continuazione  un  tempo 
del  Campo  di  Braccio    ,   come   accennano 
le  reliquie  delle  mura  che  appariscono  an- 
cora verso  ponente  ,  sul  dirupato  terreno 
cui  forman  riparo  24  colonnette  di  traver- 
tino   postevi  nel    181 5     ed    altrettanti    al- 
teri  di   y^  scili  US    Ippokast  animi     volgar- 
mente   C astagno   d    India   piantativi    nel 
novemb.   del    18 19  :    qu.   spaziosissima   via 
che   serve   ora   di   continuazione   al    riden- 
te  passeggio  ,   mentre   riconduce   in    G  ttà  , 
offre   pure   V   accesso    ^lla    contigua 

GH.    e  MOyiST.   DI    S.    P  ETRO 
de    RR.   Menaci    C assinensl  .    Lmat^zi    a 
questo  gi^ande   edificio   deguo  di    unrt   me- 
tropoli, si  e 5 tenie  una   Piai^i  alquanto  in- 
grandita coir  essevsi  appianita   e  congiuii-i 
ta   alla  strada   anzidetta  ,  cui    riraanea    pri- 
ma  del   tutto    superiore  ,     nil    maggio   del 
i8o5-   lu   m3Z!;o    ad   essa    piazza    si    scorge 
una  pietra  rossa  circolare   di  diametro   pah 
7   e  3  quarti    sopra   di    cui    sorgea    una   co-' 
Ioana  di    bellissnnj   marmo   greco  con   sua 
croce    in  cima   e   proporzionato  piedistallo 
di  traveitina  con   ispecchj  di  marmo   bian- 
ca, gittata  a  terra   con  un  colpo   di  caa- 


4 


Di  s.  Pietro  67! 

none  lanciato  dalla  Cittadella  in  occasio- 
ne di  assedio  nel  luglio  del  1799.  Que-^ 
sta  colonna  fatta  inalzare  nel  i634  dal  p. 
j  d.  Leone  Pavoni  da  Todi  ab.  di  questo 
'monistero,  e  sostituita  ad  altra  che  ve  ri 
èra  anche  prima  del  t33i  ,  come  si  ha  da 
memoria  riferita  dal  p.  Galassi  nella  sua 
Descrizione  di  s.  Pietro  pubblicata  nel 
I792  -,  indicava  V  antica  Ch.  Cattedrale 
che  coir  annessovi  Cimitero  terminava  ap- 
punto nel  luogo  ove  rimane  la  pietra  so- 
praccennata nella  quale  si  legge  ,,  Vele- 
Iris  Coemc^terii  Fines  ,,  (i)  .  Nel  piedi- 
stallo che,  per  esservi  rimasta  tronca  la 
colonna,  fa  fatto  demolire  dai  monaci  Wn, 
1800,  leggeasi  questa  mem.  in  marmo  bian- 
co,, T^rhano  Vili  P  O  M-Francìsco  Card. 
JBarhcrino  Protectore  In  Honorem  S. 
Herculani  IT.  Pervs  Ci\^it  Epis.  Et  Mar. 
Principis  /ipostolor.  Coenobii  H^jvs  u4^ 
lifìnni  Colvmnani  Hanc  Ad  Montis  Cai" 
ì^arii  Radicem  Anriq^ùtvs  Erectam  In 
Qija  Pro  Ecclesia  Collapsa  C oemeterii 
Ecetat  Vesli^ivm  Ad  Ecclesiasticae  Im-- 
mvnttatis  Tenninvm  Ad  lllirfs  Memoran-^ 
di  Facti  Menioriam  Qvando  Incljtrfs 
Christi  Martjr  Imninnì  Re^is  Totilao 
Jv'ss^j  Extinctvs  Ibi  Consepvltvm  Ps^e- 
rvm  Res\^scitavit  Monachi  Ord  *S.  Bene-- 
dicti  Congregat.  Cassinensis  VetvstaiQ 
^Cadi^cam  In  Meliorem  Forniam  Reda-- 
etani  Et  Ornalani  Poi^er^nt  A>  D' 
MDCXXXIF^  M 

fa 


!jyz  Ch.  e  Moni  stero 

Tre  maestose  porle  arcuate  poste  fra 
binati  pilastri  dorici   e  sotto  un  bene   in- 
teso cornicione  ,     il   tutto  di     travertino  , 
danno  l'ingresso  alla  Gh.  ed  al  Monaste- 
ro .   Il  gusto  deir  architettura  è  grave  ed 
imponente  e    piii  lo   sarebbe   se  avesse  il 
suo    finimento  .   Da  un    piede  di   fabbrica 
che   sorge   sopra  la   cornice   si    argomenta 
che  vi  si  dovea  inalzare   sopra  un'  altr*  or- 
dine con  3  finestroni  .  Dalla  porta  di  mez- 
zo che   sempre   rimane  aperta  ,  come   dal- 
le altre    che   si  aprono    soltanto  in   occa- 
sione di   gran  concorso,  si  entra  in  ampio 
cortile   o  peristilio  fabbricato    V  an.    i6i4 
eolla   spesa   di   se,    5o2i   ,   ornato  di  portici 
che  lo    circondano   in  quadrato  ^  i    di   cui 
archi    sostenuti   sono  nei  4  angoli  da  al- 
trettante   colonne    di    granito    orientale,  e 
nel  rimanente,  da    i6  colonne   di  traver- 
tino di  OL^dine  dorico  .  Sotto  di  questi  por- 
tici sino  dil  1780  s'  incoiuinciarono   a  col- 
locare  non   poche  iscrizioni  e  monumenti 
etruschi   romani  e  cristiani   qua  e  là   rac- 
colti  per  opera  e   studio  degli  abbati   p    d. 
Stefano  Rossetti     perugino  ,  p.   d.   Mauro 
Squarzoni    ferrarese  ,   p.    d     Mariano    Ca- 
rocci  da   Todi  ,   p.  d.    Giuseppe   Lauri  da 
Spoleto  ,   e   singolarmente    dal    sopranomi- 
nato   dottissimo   Calassi    ,    Questi    monu- 
menti   fu.'oni  -poi    trasportati    nell'  agosto 
del    18  r':^    nel   nuovo  locale  della    Univer- 
sità     Al    presente     nella    parete    orientale 
di   detto   peristilio   si   leggono  unicamente 
le  seguenti  mi^morie  spettanti  al  moniste- 


DI  s.  Pietro  5^3 

ro  „Locvm  HvncS.Petri  In  MonteCapra- 
rio  Jani  Sanctissimor.  Eccles.  PervsAn" 
tistitvm  Cathediam  S.  Petrus    Pevvsinus 
Abbas    Basilica     Restitvta     An.     CML 
XIF:  In  Monachor.    Ord.    S.    Benedicti 
C oenobi-vm    tonvertit    Vrbani   IF.   An. 
MCCLXIFObitv  Boni/adi  IX.  A n  M. 
CCCXCIII  Divtvrno  Hospitio  Pii  II  . 
An.  MCDLIXL'lii  IL  An.  MDVI  C te- 
mentis  ni.  A.  MDXXXII  Pavli   ///. 
An.  MDXXXV  Et  XXXFIII  Svmmor. 
Ponti/.  Atqve  Kvonradi  I.  (deve  dire  //) 
Bomanor.    Imperatoris  An.  MXXXIIX 
Incoiata}   (2)   Prae  Caeteris  Frbis  Spe^ 
ctatissimvm  Ahmnorpm  Pietate  Doctri- 
ria   Pvrpvra    Episcopalibvs    Infvlis     Ac 
Bebvs  Praeclare  Gestis  Nvlli  Secundvm 
Evgenii's   PP.   ir.    Congregationi  Cas- 
sinensi^m    Ejvsd.   Ord.   Fnivit   An.  MC 
CCCXXXFI  .„ 

»  JYi'mini    Maiestatiqve     Pii    FIL 
Pont.  Max.   Ex  Gallia  Redvds   Qvi  Ad 
F.   Idvs  Maias    An.     CtoiO-CCCF.     Av'. 
^vstae  Per-vsiae  Svccesiit  Et  Apvd  Cas- 
^incnses    Svos   In   Amoris    Avgmentvm 
liospitivm  Sibi  Parari   ly-ssit    Per   Q^e 
Btd^^m  Svbstitit  Abbas  Et  Monachi  Ob 
taustissimi'm  Adventvm   Gestientes  Pa^ 
'^nti  Sanctiss.  Principi  Indvlgentissimo 
-•  •^.  M.   „   (3) 

„  Karolus  III.  Hisp.  Et  Ind.  Rex 
^athol.  Ex  Magno  Etr^scor\>m  Princi- 
<e  Ftrivsqve  Siciliae  Regno  Potitvrvs 
^erusiam  Feniens  Veleda  Mani'  Stipa- 


574  ^^^-  ^  31  orti  stero 

tvs  In  Proximvni  VividarUnn  Mense 
Martio  A>  CU  13  ce  XXXir.  Fenatvm 
Se  Contvlit  .  ,,  —  Neil'  angolo  inferio- 
re di  qu.  parete  è  una  gran  porla  che 
coudace  ad  un  fabbricato  ad  uso  di  scu- 
deria ,  ove  ossevvansi  aiicor  le  vestigia 
deli'  antichiss.  eli.  di  s.  Pietro  ,  (  i^.  /' 
Annoi.  I.  )  ed  al  vasto  amenisslmo  Orto 
del  Monistero  .  —  La  porta  della  eli. 
che  è  neir  angolo  superiore  di  d.  pare- 
te ,  e  ornata  da  pilastri  architrave  fregio 
e  cornicione  di  marmo  bianco  di  ordine 
composito  diligentem.  intagliati  a  basso- 
rilievo di  fiori  fronde  e  fruita  con  ara- 
beschi che  la  rendono  oltremedo  vaga  , 
e  che  gr  intelligenti  reputano  lavoro  del 
principio  del  sec.  XVi  .  Sopra  della  por- 
ta ,  sotto  un'  ai  co,  si  veggono  le  immag, 
della  V.  e  dei  ^%,  Pietro  e  Benedetto  ia 
me/.ze  figure,  dipinte  l'anno  iSSg  da  uà 
tal  Bernardo  perug.  ,  di  cui  oltre  al  no- 
me nulla  se  ne  sa  .  Questa  pittura  qua- 
si del  tutto  smarrita,  fu  ristaurata  nel  1789 
da  Francesco  Romero  romano  .  Neil'  an- 
golo della  parete  a  sinistra  della  porta  è 
Dna  nicchia  colla  statua  al  naturale  di 
stucco  rappresentante  s.  Mauro  .  — -  La 
Chiesa  larga  pai.  210  e  larga  82  posta  ad 
oriente  secondo  lantica  disciplina,  è  divi- 
sa in  tre  navate  sostenute  da  18  colonne, 9 
per  parte, delle  quali  5  sono  di  granito  (dì 
cui  una  che  è  la  prima  al  destro  ingresso 
fa  fatta  lustrare  nel  1610  )  le  altre  di  bar- 
giglio .  Alcuni  de*  lor  capitelli  sono  di  or- 


Di  Sn  Pietro  5^5 

dine  corìntio  ,  ma  la  maggior  parte  dì  or- 
dine jonico  ,  se    due  se  n'  eccettuino  scor- 
rette e  di  falsa  struttura  .  Furono  tolte  noa 
già  da   quel   campo  ,   come  alcuno  crede  , 
presso  alla  eli,  di  s. Costanzo  dov'era  queir 
informe  avanzo  incavato  di  antica  fabbrica 
detto  la   Tabacca   ,  di   cui  parliamo   nelle 
annot.  di  quelh  eh.  ,  ma  tolte  al  diptero  e- 
steriore  delTauti  o  tempio  di  s.  Angelo  in 
P.  s   A.  {v-  (ju-  art.)  e  donate  al  s.  ab.  Pie- 
i  irò  Viiicioli  nel  962.  Tra  qu.  colonne  è  de- 
gna d     osservazione  la   penultima   al  lato 
sinistro  dell'  ingresso,  come  quella  clie   fu 
prodigiosamente  sostenuta  in  aria,  ai  prit- 
glii   del  s.  Ab.   neir  atto   clie  precipitava  . 
Su  di  essa   è  dipinta  la  sua  immagine  con 
a  pie'  i   seguenti  versi  „  Eocprimitur  teni'^ 
plique  hifjus  Fabricator  et  Abbas  ,,  //z- 
cljtus  Urbs genuìt  qiiem  Periisina  Petrus  . 
♦1   Funibus  lue  riiptis  peregrini  pondera 
saxi  ,,  Erexit  signo  mox  ruitura  Crucis  „ 
Mactenus  Ejfigies  lunga  cariosci   senecta 
•,  Cernitur  Artificis  nunc  reparata  manu^y 
—   La   navata  principale  lia   il   pavimento 
composto  di  quadiati  di  marmo  rosso-scu- 
ro  e    bianco    delle    nostre   cave  ,  fatto   nel 
1642    .  Il   soffitto  die  continua  fino  ali*  ar- 
co della   Tribuna   ,   è   di  legno  intagliato 
a  riquadrature  e  lacunari  variamente  co- 
loriti e  per  la  maggior  parte  dorati  .  Que- 
sto fu  costruito  da  certo  Benedetto  da  Mon- 
tepulciano nel  1554  ed  importò  sci  594- — 
La   parete   superiore   alla   porta  d*  ingres- 
so che  riguarda  Tara  maggiore,  tutta  quan- 


5y6  Ch.  e  Moni  stero 

ta  è  occupata  da  vin  grandissimo  quadro 
ìli  tela  alto  piedi  20  e  largo  piedi  3  i  di- 
pinto a  olio  ,  so^'-getto  a  3  finestre  ,  e  ri- 
pieno d'  inumerabilì  figure  maggiori  del 
naturale  rappresentanti  1  Arbore  delT  Or- 
dine Benedettino,  ideato  dal  dottiss.  mon. 
fiammingo  d.  Arnaldo  Wion  da  Duoco  . 
Fu  dipinto  nel  iSga  (  per  cura  ed  im- 
pegno del  p.  d.  Giacomo  da  s.  Felice  nel- 
lo stato  veneto  ,  Abb.  di  s.  Giorg.  di  Ve- 
nezia qui  venuto  a  soggiornare  )  da  An- 
tonio Vassillacchi  sopranomato  ì'yfliensìs 
nativo  di  Milo  isola  dell'  Arcipelago  ,  per 
la  somma  di  ducati  ^00  venezinni  ,  e  che 
poi  qui  collocato  il  dì  di  Pasqua  18  A- 
prile  1693,  sormontò  la  spesa  di  se.  yjo 
romani  .  Questo  gran  quadro  ha  un  ba- 
samento di  pietra  serena  altrimenti  detta 
pietra  morta  0  di  Cibottola  dalla  cava 
che  era  presso  il  d.  Castello  nel  nostro 
territorio.  Fu  fatto  nel  detto  anno  1^)92 
formato  da  zoccolo  piedistallo  pilastri  ar- 
chitrave fregio  e  cornicione  di  ordine  com- 
posito e  di  squisito  disegno  ottimamente 
posto  in  esecuzione  .  Fu  colorito  per  mag- 
gior vaghez/.a  a  marmi  diversi  naturalis- 
simi, come  lo  furono  gli  archi  e  pilastri 
delle  cappelle  ,  gli  ornati  degli  altari  ,  e 
tntt'  altro  che  di  ornamento  a  rilievo  d* 
ogni  intorno  ne  circonda  le  pareti, nel  i^63 
da  Giacomo  Agretti  perugino  eccellente 
imitatore  di  qualunque  so-ta  di  marmi  e 
pietre  dure  .  Il  d.  basamento  è  diviso  in 
cinque  spazj   0  ripartimenti  ,  il  primo  de' 


Di  s.  Pietro  5^7^ 

quali  in  mezzo  è  occupato  dalla  porta  al- 
la quale  corrisponde   dalia    parte  di  den- 
tro una  bella  antiporta  di   noce  di  ottima 
architettura  fatta  1'   anno    1682    da  Pom- 
peo  Dardani  .   Gli  altri  4  spazj    sono  riem- 
piuti da  altrettanti   tondi  dipinti  a  fresco 
da  Orazio  di   Domenico    di   Paris    Alfani 
perug.   che  vi  rappresentò    le   gesta  di  s» 
Pietro  e  s.  Paolo  .  Essendo  questi  molto 
danneggiati  ,    vi  furono   sopra  riportati  4 
tondi,  2  laterali  immediatamente  alla  por- 
ta dipinti  in  tavola  da  Pietro  Perug.  nel 
1496  ->  quello  a  destra   esprimente  David- 
de  »    r  altro  a   sinistra  ,   Isaia  .   Compresi 
nel  numero  dei  quadri  dati  da    Pio    VI. 
alla  Repubblica   francese  nel    1797   in  vi- 
gore   del  famoso  trattato  di     Tolentino  ; 
furono  compresi  aziandio  nella  restituzio- 
ne del  181  5  in  vigore  del  trattato  di  Vien- 
na ;  ma  rimasero   in   Roma   nella  Galleria 
Vaticana    .    Restarono  perciò   scoperti    gli 
afiesco  del  sud.   Orazio  ,  quello  a  destra 
con   S.Pietro  liberato  dalla  carcere  ,  T  al- 
tro  con   s.  Paolo    che    gilta   nel   fuoco  le 
vipere    da   cui   era   stato    morso    senza   le- 
sione   neir   isola  di   Meleda     o  di   Malta  . 
A  lato    del  primo    è   altro    tondo     in  tela 
colla   flagellazione  di  Cristo,   sotto  il  qua* 
le  è  X  afresco  con  s.   Pietro  che  raddriz-» 
za   lo  storpio    alle  porte  del     tempio  .    A 
lato  del    secondo     è  il  tondo    in  tela    con 
Cristo  trascinalo  ai   tribunali  ;   è  solto  es- 
so r  afresco  col  naufragio  di  s.  Paolo  »«1 
i  3 


578  Ch,  e  3Ioni stero 

viaggio  della  Palestina  a  Roma  (  ^ct.  e. 
2ty  )  *  I  tondi  in  tela  sono  belle  copie 
degli  originali  dipinti  dal  Guercino  pel 
C'jrd.  Benedetto  Baldesclii  Monaldi  vesc. 
di  Perugia  ,  allorquando  era  legato  in  Bo- 
logna .  ~-  I  1 0  gran  quadri  dai  quégli 
sono  rivestite  le  2  laterali  facciate  della 
nave  di  mezzo  sopra  le  colonne  (  4  ^^' 
quali  sono  alti  piedi  i4  e  lunghi  ly  ,  gli 
altri  6  deir  altezza  medes.  »  ma  di  lun- 
ghezza due  piedi  meno  )  sono  opera  del 
sud.  Aliensis  ,  parte  dipinti  in  Venezia  , 
e  parte  qui  terminati  circa  Tanno  1692, 
sotto  la  scorta  del  celeb.  Tintoretto  ,  di 
cui  r  Autore  fu  uno  de*  più  valenti  di- 
scepoli e  per  cui  suppongono  alcuni  che 
in  questo  premuroso  lavoro  apponesse  il 
maestro  alcune  sue  pennellate  .  Offrono 
questi  bei  quadri  altrettante  misteriose 
azioni  della  vita  di  G  C.  E  siccome  la 
vita  e  le  azioni  del  Redentore  furono  a- 
dombrate  nel  vecchio  Testamento  ;  cosi 
r  ingegnoso  dipintore  seppe  accoppiare 
ed  ognuna  di  esse  quel  fatto  che  1'  avea 
più  precisamente  figurato  .  —  Nel  I.  qua- 
dro posto  nella  destra  facciata  ,  verso  la 
porta,  è  la  nascita  del  Figliuolo  di  Dio  , 
di.  cui  Giacobbe  fu  immagine  :  si  vede  per- 
ciò in  lontananza  dipinto  in  atto  di  esse- 
re benedetto  dal  cieco  padre  Isacco,  che 
in  tal  modo  trasferi  in  lui  tutte  le  pre- 
rogative della  primogenitura  .  —  Nel  II. 
è  la  Disputa  di  Gesù  coi  Dottori  figu- 
ata    nella   Sapienza  di   Salomone    di  cui 


Di  s.  Pietro  579 

fu  la  reorina   Saba  ammiratri  ce  .    — •  Nel 
III.   è   il   Battesimo   di  G.  G     La  libera^io- 
ne  dalla  lebbra  che  per  mezzo    delle  acque 
del   Giordano   ottenne   Naamanno    genera- 
le del  re   di   Siria   ,    che   sette   volte   vi   si 
tuffò   ad  insinuazione  di  Eliseo  ,  è   il  5Ìm-« 
bolo   di   qu.   Battesimo  .     —    Il   IV.   rap- 
presenta  il  primo  miracolo  di  Cristo   com- 
piuto   nelle    nozze  di   Cana    .     E'    il  fatta 
simboleggiato   nel    convito  di   Ab>amo     ai 
3    Angeli   da  lui  accolti   prima   della    sov-r' 
versione  di   Sodoma  .  —  Gol   Co-nvito  che 
imbandì  il  Fariseo  a   G.  G.  ,   soggetto  del 
V. ,  e  colla  donna  peccatrice    che  ai   di  lui 
piedi    ottenne  il  perdono  ;   si  vede  espres- 
so il   pentimento  di  Davidde  rimprovera- 
to dal  Profeta    Natanuo  .    —    Col  risor- 
gimento di   Lazzaro     rappresentato   nel  I. 
degli   altri    5    quadri   dell'    opposta   faccia- 
ta ,   incominciando   dalla   destra   dell*     alt. 
inag.,   si   scorge,   come   sopra   di    un    colle, 
Elia    che  risuscita    il   figlio    della     Vedova 
di    Sarepta  ,   ovvero   Eliseo   che   fatto   rav- 
vivare  il   fjgli^uolo    della     Sulamitide    ,     lo 
consegna   alla  madre   ,    —  Il   IL  dì  que- 
sta  facciata   esprime  la  espulsione  de'  pro- 
fanatori del  Tempio   fatta   da  G.  C.,   di  cui 
Mosc    che   nella   prevaricazione   del   popo- 
lo idolatrante  ruppe   le  tavole  della   Leg- 
ge ,   fu   immagine  .   —  Il  trionfale   ingres- 
so del  Redentore  in  Gerusalemme,  e  rin- 
contro fatto   al  pastorello   Davidde   vinci- 
tore di    Golia  ,    sono  il   soggetto    del   III. 
-—  La   Crocifissione  $ul  Calvario  fie^urala 


58  0  Ch^  e  Moni  stero 

eia  1  sacro  sul  Moria  sono  espressi  nel  lY 
— *-  L  ultimo  olire  la  Ki^^urre/^ione  del  Ke- 
deutore  ,  e  il  Profeta  Gioua  che  ingoja- 
to  dal  mostro  marino  è  depositato  sulle 
spiagge  dopo  3  giorni  .  —  Questi  quadri 
qui  collocati  1'  an.  1094  impoitarouo  so, 
2287  .  Pel  danno  poi  che  tauto  all'  ulti- 
mo quanto  a  più  di  uno  degli  altri  io 
casionò  un  fulmine  caduto  il  3o  settem. 
1788,  ebbero  il  vantaggio  di  essere  tutti 
ritirati  con  somma  diligenza  sui  lor  te- 
laj  t  risarciti  nei  luoghi  danneggiati  e 
semplicissimamente  ripuliti,  provvedimen- 
to tanto  necessario  ,  quanto  che  dall'  an. 
1701  più  non  era  loro  stalo  Tatto  .  — 
Questa  navata  è  adorna  di  un  fregio  che 
gira  sopra  i  descritti  quadri  dipinto  nel 
d.  anno  1693  da  Gio.  Maria  Bisconti  e 
da  Onofrio  Marini  i  quali  anche  colori- 
rono a  chiaroscuri  tutti  gli  spazj  tra  1' 
uno  e  r  altro  quadro  e  gli  ornati  degli 
ai'chi  ,  Gli  ovati  coi  ritratti  di  varj  Pon^ 
tefici  e  Santi  dell'  Ord.  benedettino  di- 
sposti e  collocati  tanto  nel  detto  fregio 
quanto  sopra  le  colonne  sono  di  Benedetto 
Bandiera  che  delineò  ancora  la  Vergi- 
ne Annunziata  sopra  il  principale  arco 
del  Santuario  .  —  Passando  alia  navata 
a  destra  dell'  ingresso  ,  vedesi  la  volta  di 
questa  come  quella  della  navata  opposta 
tutta  dipinta  ad  arabeschi  e  grotteschi  da 
Scilla  Pecennini  dal  medes.  Bandiera  e  da 
altri  valenti  professori  dai  quali  furono 
ancora  effigiati  alcuni  Patriarchi  e  Profe- 


Di  ^    Pietro  58 1 

ti  ,  e  simboliche  immagiai  delle  Virtù 
nelle  luiiette  sopra  il  cOiiiicioue  ,  toUo- 
jie   Osea   dipinto   da    Francesco  A^jpiaui    . 

—  Soiio  ia  qu.  nave  come  in  quella  di- 
contto  3  altari  tutti  egualmente  architetta- 
ti e  vagam.  fregiati  d  intagli  o  di  pie- 
tra serena  colonia  a  marmi, o  di  veri  mar- 
mi oltre  ai  paiecchi  quadri  che  gii  tra- 
mezzano e  tutti  insieme  le  adornano  .  — 
Gesù  nel  Getsemani  ,  a  piò  della  stessa 
navata,  è  opera  creduta  di  Guido  Reni  o 
di  Francesco  Gessi  suo  allievo  .  — •  s.  Pie- 
tro Vincjoli  in  atto  di  sospendeie  la  ca- 
dente colonna  sud.  fu  dipinto  iiei  quadro 
che  segue  da  Giacinto  G  minianì  pistoje- 
se  allievo  di  Pietro  da  Cortona,   nel  1679. 

—  Il  III.  dipinto  in  tavola  colla  Resur- 
rezione del  Signore,  è  lavoro  assai  bello 
di  Orazio  di  Domenico  di  Paris  fatto  nel 
i563  .  —  Il  IV.  col  re  David  a  cui  Id- 
dio per  mezzo  di  un*  Angelo  fi  presen- 
tare la  scelta  del  tre  noli  flabelli  di  ca- 
restìa  guerra  e  pestilenza  ,  è  del  cav.  Ven- 
tura Saiimbeni  fanese  .  —  Siegue  il  J. 
Alt.  con  un  pregevolissimo  quadro  in  cui 
fu  espressa  s.  Scolastica  da  Francesco  Ap- 
piani T  an.  1761  .  —  Il  V.  quadro  fu 
dipinto  dal  Giminlani  V  an.  1676.  Vi  è 
rappresentato  s.  Benedetto  che  mirando  a 
suoi  piedi  Totila  re  de'  Goti  ,  ed  avver- 
tendolo a  cambiar  costumi  ,  gli  predice 
che  dopo  9  anni  sarebbe  morto  .  —  Si 
scorge  quindi  il  nobiliss  Alt.  ricostinito 
uel   1786  di  scelti  marmi  e  bronzi  dora- 


582  Cli.  e  Moni  stero 

ti  dedicato  a  s.  Mauro  Ab.  la  di  cui  ef- 
fìgie iu  atto  di  sanare  uno  storpio,  fu  di- 
pinta nel  i648  dal  cav.  Cesare  Sermei  di 
Orvieto  detto  comunemente  di  Asisi  per 
la  lunga  dimora  che  vi  fece  e  dove  an- 
che mori  .  —  Il  VI.  quadro  con  G.  C 
che  affida  la  simbolica  greggia  a  s.  Pie- 
tro, è  opera  del  d.  Giminiani  nel  1676  • 
—  11  quadro  del  III.  alt.  con  s.  Bene- 
detto che  in  Monte  Gassino  colla  efficacia 
delle  sue  orazioni  atterra  gT  Idoli  ,  si 
crede  pittura  di  Giammauro  Rovere  det- 
to anehe  il  Fiamminghino  .  —  Il  VII. 
quadro  in  tavola  colla  processione  fatta 
da  s,  Gregorio  il  grande  ,  recando  per  le 
vie  di  Homa  la  prodigiosa  immagine  di 
Maria  ,  che  dicesi  dipinta  da  s.  Luca  e 
che  si  venera  nella  Basilica  Liberiana  ,  e 
ciò  per  ottenere  la  ccssazion  del  conta- 
gio :  è  opera  del  Salimbeni  .  Tanto  qu. 
quadro  come  il  IV.  descritto  furono  co- 
loriti drtir  Autore  nel  1602  ,  e  servir  do- 
veano  per  la  cappella  de'  ss.  Angeli  ora 
delle  sacre  Reliquie  .  —  L*  Vili,  assai 
pregevole  non  solo  per  le  figure  e  pel 
colorito  ma  per  la  magistrale  architettura 
che  presenta  ,  esprime  Sansone  già  ac- 
ciecato  dai  filistei  ,  che  per  vendicare  la 
ingiuria  della  sua  cecità  ,  crolla  le  colon- 
ne dalle  quali  era  sostenuto  il  tempio  di 
Dagone,  e  morendo  sotto  le  sue  rovine  , 
rende  vittima  del  proprio  furore  tanti  fi- 
listei quanti  non  ne  avea  mai  uccìsi  vi- 
vendo .  Si  crede  opera  di  Francesco  Per- 


Di  s.  Pietro  '5^3 

rier  borgognone  .  —  Proseguendo  a  com- 
putare  i   quadri   dietro  al   sinistro   Ambo- 
ne  o  pulpito  del  presbitero  .  —  Il  IX.  col 
Corpo   esanime  del  Redentore  in   grembo 
alla   Madre,  fu  creduto   opera  di  frate  Ba- 
stiano da  Venezia   detto   Dal-pioinho  per 
r  impiego  di   sigillatore  delle  Bolle  Apo- 
stoliche    conferitogli   da     Papa     Clemente 
Vtl.  ;   ma   1'   Orsini   inclina   a  crederlo  di 
meno   valente  artefice  ,   essendo  a  suo  giu»- 
dizio   carico  di   difetti    (  Guida  p-  i8  )   — 
Verso  il  principio  di   qu.   navata    a  destra 
sono  2  porte  ,   la  primi   delle   quali   che  s* 
incontra   conduce   al    Monistero  ;    1'    altra 
alla   Sagrestia  .   In  mezzo  ad  esse  entro  a 
cornice  di    stucco  esisteva   una   tavola   se- 
micircolare    rappresentante   il    Dio    Padre 
con   due  Angeli,  dipinta  da  Pietro  perug.  e 
che   servì   fino    al    ijGS    di   finimento   su- 
periore al   quadro  dell'   Ascensione   che   e-» 
ra   nella  cappella  del  Sacranjcuto  e  di  cui 
parleiemo  a   suo  luogo  ,   Questa  tavola  fa 
trasportata   in   Francia   nel    1797    ^   resti- 
tuita in   Roma    nel     i8i5  .   Nel     i8o5     fu 
qui   sostituita   altra   tavola   di  Domenico  di 
Paris  Alfani  ,   il   quale  egregiamente   vi   è 
espressa  la  Visitazione   di   Maria   a   s.  Eli- 
sabetta   ,     che   era   prima   collocata     nella 
camera  del  Definitorio  .   Ai  Lati  della  de- 
scritta  tavola  di   Pietro   sopra  le  porte    e- 
rano  due  tavole     quadrilunghe  di   Rafael- 
Io  da   Urbino  dipinte  nella   sua   giovinez- 
f >  xa  .  In  una  era  Gesù  morto  compianto  dal- 
le donne  e  nell' altra  M.  V.  col  C.  ed  al- 


584  (^^'  ^   Monisfero 

Cu  ni  Angeli  ambt^due  luiono  rapite  voi 
'797  ^^"^^^  ^"^^^  0^^  ^^  sap^.ia  dove  esisto- 
no .  —  Diirmpetto  alle  poite  è  il  XI, 
e  XII.  quadio  di  qu.  navata  ,  1'  uno  col- 
la y.  da  CUI  suooe  il  latte  ii  div.  lutan- 
te  ,  lalti'o  col  Precursore  nel  deserto  ,  o- 
pere  diii^eniiss,  d.  Gio.  Dunìcnico  Ceiri- 
ni  perug.  —  TemiiUa  la  navata  in  una 
Gap.  chiusa  da  inferriata  ,  dove  iu  alcu- 
ni armadj  si  custodi'rcono  It:  sacre  Reli- 
quie .  Ha  una  cuppolina  che  con  le  mu- 
ra fu  già  dipinta  a  fiesco  dal  Bandiera  , 
Hia^qu.  pitture  al  presente  assai  danneg- 
giate  non   meritano   osserva/ione   . 

Entrando  nella  Tribuna  per  due  gra- 
dini ,   si   passa    ad  ammiiare    Ja   sontuosis- 
sima   Ara   maooiore  .   Posa   su  di   essa    un 
gran    Tabernacolo    costruito  1'  anno    1692 
che   rappresenta  un    te!7:pio    quadrangola- 
re    fornito   di   colonne   pilastri     nicchie    e 
cupola  ,     il   tutto   di    rarj     preziosi    marmi 
e  pietre  dure  orientali  .  Tra  questi  ?i  con- 
tano  8   colonnette   di   diaspro   dalle     quali 
sono    retti   gli   angoli     del   tempio  ,   2     di 
Lianco-nero   antico   collocate  nella   faccia- 
ta principale  ,  2  di  agata  si  nate  nella  fac- 
ciata   opposta   ,     e   4    ^^   verde    antico   alle 
laterali    facciate  .   Ognuna     di    qu.    colon- 
ne  è  massiccia  alta   2    palmi   e  3  quarti  ro- 
mani  e  decorata   di    capitelli  e  basi    corin- 
tii  di  bronzo  dorato  .  Di  eguale  dorato  me- 
tallo   sono   le  4  statuette  degli    Evangelisti 
i   24  Angeli   e   qVì    altri    ornamenti  che   vi 
sono  apposti  .   Sotto  i*  arco  dtl   lempielta 


I 


DI  s.  Pietro  585 

clie  Fjguarda  il  coro  è  una  statuetta  iu 
marmo  bianco  di  G.  C  legato  alia  co- 
lonna ;  sotto  1  arco  che  riguarda  la  eh, 
è  un  bel  Crocefisso  di  avorio  .  Il  taber^ 
nacolo  che  dalla  parte  anteriore  verso  la 
mensa  è  collocato  sopra  un  gradino  com- 
posto di  agate  diaspri  lapislazzoli  breccie 
di  egitto  ed  altre  pietre  orientali  leggia- 
dramente intagliate  e  connesse  con  armo- 
nica varietà  :  dalla  parte  opposta  che  ri- 
guarda il  coro  ,  è  sostenuto  da  una  bene 
architettata  mole  larga  palmi  i3  ed  alta 
pai.  8  composta  pur*  essa  di  marmi  e  pie- 
Ire  preziose  .  Le  6  colonne  alte  palmi  4 
e  I  quar.  e  i  respettivi  pilastri  di  ordine 
jonico  che  reggono  la  mole  e  V  adorna- 
no ,  sono  di  marmo  nero-giallo  di  Peru- 
gia tanto  raro  che  appena  si  sa  ora  il  luo- 
go dove  ne  fu  la  cava  .  I  lor  capitelli  e 
le  basi  sono  di  marmo  di  carrara  ;  lo  zoc»» 
colo  colle  nicchie  ,  di  marmo  greco,  con 
aichivolto  e  mostre  di  broccatello  di  spa- 
gna ,  e  con  timpano  o  tavolato  triango- 
lale di  verde  antico  .  Il  basamento  è  di 
bianco-nero  di  perugia  ,  gli  specchi  di 
nero-antico  ,  tutte  le  cornici  coli*  archi- 
trave ,  di  rosso-scuro  schietto  di  perugia  . 
Le  statue  dei  a  santi  monaci  Pietro  ,  e 
Stefano  sono  di  pietra  lidia  o  paragone 
con  testa  mani  e  piedi  di  bronzo  dorato  . 
Di  uguale  metallo  è  la  grata  mediante  la 
quale  si  vede  1*  urna  di  marmo  rosso-gial- 
lo ,  in  cui  riposano  le  Ceneri  di  s.  Pie- 
tro primo  abbate  di  questo  monast.  mor- 


'586  ^Ch.  e  Moni  stero 

to  il  IO  luglio  del  1007  e  di  s.  Stefano 
suo  immediato  successore  che  finì  di  vi- 
vere il  di  16  settemb.  1006.  La  cornice 
dell'  apertuia  è  di  nero-bianco  con  cima- 
sa di  marmo  bidiico  .  Tutto  il  rimanente 
fino  air  architrave  è  fornito  del  d.  broc- 
catello .  Tutto  il  fregio  nel  suo  fendo  di 
marmo  bianco  è  scieziato  di  varie  pietre 
colorate  con  vaghissimo  intreccio  a  grot- 
tesco, nel  quale  sono  ripartiti  con  ottima 
simmetria  i  i  ovatini  di  lapislazzolo  di  un 
colore  molto  vivace  .  Singolarmente  que- 
sto lavoro  esegu'to  col  più  ingegnoso  ar- 
tificio, rende  maestà  e  vagìiezza  a  tutta  V 
opeia  compiuta  da  eccellenti  professori  nel 
1608,  ad  ^fletto  di  riporvi,  come  poi  fu  fat- 
to nel  maggio  del  1609,  le  sacre  ossa  dei 
2  menzionati  Santi  .  Furono  queste  rin- 
venute nel  1435  sotto  r  altare  situato  in 
questo  medesimo  luogo  ,  e  riposte  allora 
con  molta  solennità  in  sao^restia  ,  ove  ri- 
masejo  sino  al  i5oo,  in  cui  restaurato  e 
consecrato  1'  alt.  mag.  ai  ss.  Apostoli  Pie- 
tro e  Paolo  ,  furono  sotto  di  esso  anche 
allora  collocate  insieme  con  alcune  reli- 
quie di  s.  Caterina  v.  ni.  ,  come  ci  fa  sa- 
pere Ottavio  Lancellotti  .  —  Il  taberna- 
colo e  il  gradino  furono  costruiti  alcuni 
anni  prima  del  1608  e  adattati  al  vecchio 
altare  .  Ebbe  ragione  Teruditiss.  Montfau- 
con  di  appellare  il  nuovo  per  noi  de- 
scritto,, Altare:  egregiae  pulchritudinis  ,, 
dapoichò  r  ebbe  ammirato  il  dì  16  mar- 
zo  ijoo  (  Diar,  ItaL  e.  26^.  38o  )  .  So- 


I  Di  s.  Pietro  587 

;  pra  questo  altare  è  un  gran  Laldacchino 
di  legno  colorato  e  dorato  ,  nel  di  cai 
fondo  è  effigiata  la  Trinità  con  s.  Pietro 
che  r  adora  ,  dal  sunominato  Bandiera  . 
—  Servono  di  decoroso  ornamento  alla 
tribuna  2  palpiti  o  amboni  di  pietra  se- 
rena lavoiati  a  bassorilievo  dorato  nel  i  òoy, 
e  2  grandi  cornacop)  di  bronzo  di  sem- 
plice ma  elegante  artificio  ,  collocati  nel 
1673  nei  2  pilastri  i  qnali  rimangono  al- 
la imboccatura  di  essa  tribuna  chiusa  da 
una  magnifica  balaustrata  di  breccia  anti- 
ca e  rosoo-scuro  di  perugia  ,  fatta  nell* 
anno  i5g'>..  Ai  lati  della  tribuna  sono  2 
gran  seggi  di  noce  intagliata  a  spccchj  di 
bassirilievi  allumati  di  oro  con  colonne 
pilastri  architrave  fregio  e  cornicione  di 
t)'dine  coììiposito  fatti  nel  i556  da  Bc- 
uedetto  di  Montepulciano,  sulla  imitazio- 
jie  degli  stalli  del  Coro  in  nuni.  di  /!\o. 
Que-ti  nel!'  01  dine  superioie  souo  compo- 
sti di  altrettanti  specchj  di  basso-rilievo 
in  noce  ideati  e  dise^^nati  dal  celebre  Ra- 
faello  (*)  ed  intagliati  nel  i535  ,  (  i5  an- 
ni cioè  dopo  la  morte  dell'  TJibinate  che 
avvenne  nel  1020  in  età  di  anni  87  )  da 
Stefano   da  Bergamo   che  vi  appose  il  pro- 

(*)  Il  S'g.  Orsini  (  Guida  pag.  10.  noi.  2  ) 
nega  che  Rafacllo  d;set;iiasse  ma'  grotteschi 
come  sono  in  questi  specchj,  ma  si  bene  Gio- 
vanni da  Udine  suo  allievo.  L'Orsini  è  p(  rò 
smontilo  dai  disegni  delle  logge  vaticane,  di 
molti  de'  quali  è  sicuramente  autore  il  divino 
Urbinate  .  (  Taja  Dcscr*  del  Pai.  J/wst.   Fat., 


588  Ch.  e  Monistorò 

prio  nome,  e  presiedè  alTopera  condotta 
a  peife?/ione  eoa  esso  lui  dagli  eccellenti 
professori  d*  intaglio  e  di  tarsia  Nicola 
da  Cagli  ,  Battista  da  Bologna  ,  Crisallo  , 
Tommaso  ,  Nicolò  ,  Antonio  da  Firenze  ,  e 
Ambrogio  francese  .  Sono  gli  stalli  sud. 
divisi  da  ^Q  colonne  ed  altrettanti  pila- 
stri scanalati  dello  stesso  legno  con  zoc- 
colo e  base  ,  architrave  fregio  rabescato 
e  cornicione  »  di  ord.  composito  ,  e  per 
la  maggior  parte  lumeggiati  a  oro  .  L'  Or- 
dine inferiore  è  distinto  da  28  stalli  for- 
mati da  altrettanti  specchi  0  quadri  d'  in- 
tarsio (  ma  ora  molto  deteriorati  )  eoa 
divisione  per  ciascuno  stallo  fatta  d*  in- 
taglio e  lavoro  corrispondente  ìji  ogni  par- 
te a  quello  dell'  ordine  superiore  ,  da'  me- 
desimi valenti  professori  .  Opera  di  un  cer- 
to Domenico  Schiavone  ,  eseguita  poste- 
riormente ,  è  la  cimasa  o  adornamento 
che  gira  sopra  tutto  il  cornicione  .  Me- 
jita  una  particolare  osservazione  la  Por- 
ta collocata  appunto  nel  mezzo  degli  stal- 
li ,  per  le  riquadrature  che  la  compon- 
gono ,  nelle  quali  con  intarsio  di  varj  le- 
gni colorati  e  connessi  ,  sono  egregiamen- 
te rappresentati  V  Annunz.  della  V.  ,  il 
ritrovamento  del  bambino  Mosè  sottratto 
al  Nilo  dalla   figlia  di  Faraone  ,  e  le  te- 

yasi.  Itinerario  rii  Fama,  fi  alassi  Descr.  di  s. 
Pietro  pag.  HXXIF'  )  .  Questi  spccchj  furono 
incisi  in  rame  da  Raimondo  Faucci  fiorentino 
con  disegno  di  Giovanni  Cappelli  da  Spoleto  , 
1'  anno   1792 


Di  s    Pietro  689 

ate  recise  dei  i>  P  iricipi  degli  Apostoli  ; 
opere  del  rinomato  fr.  Damiano  da  B<^r— 
gamo  Domenicano  da  lui  fatte  in  Bolo- 
gna .  Tutti  qu.  iavoii  in  legno  impota- 
rono  la  co«»picua  somma  di  se.  ^^809  ,  sen- 
za punto  includerci  la  spesa  del  Piedistal- 
lo 0  bancone  che  sostiene  il  leggio  .  Que- 
sto ,  anch  esso  di  noce  ,  ha  allo  intorno 
6  tondi  nei  quali  a  bassorilievo  sono  e- 
spressi  alcuni  fatti  dei  meai^ion.  P.incipi 
degli  Apostoli  .  Entro  a  qu  bancone  si 
conservano  i  L'bri  Corali  veramente 
grandiosi  per  la  loro  mole  ,  per  la  ma- 
teria, e  per  le  stupende  miniature  che  gli 
adornano  .  Qu.  libri  ,  riguardo  allo  scrit- 
to ,  sono  opere  diligentiss.  de  Monaci  , 
riguardo  alle  miniature  ,  parte  sono  di 
Giovanni  Boccardino  fiorent.  che  nel  i5i8 
miniò  2  porzioni  del  Salterio  ,  parte  di 
un  certo  Matteo  che  nel  1629  miniò  il 
Salterio  della  Settimana  Santa  ,  parte  di 
un'  altro  Matteo  (  se  pur  non  è  lo  stes- 
so )  detto  da  Terranuova  ,  che  nel  iSaS 
colorì  la  terza  quarta  e  quinta  porzione 
de'  Gi'aduali  ,  e  con  Aloise  e  Francesco 
fiorent.  ,  gli  altri  libri  .  L'  estiemità  su* 
periore  de'  seggi  tanto  della  tribuna  che 
del  coro,  negli  angoli  degli  aditi  laterali 
alla  stessa  tribuna  ,  hanno  4  Angeli  in- 
tagliati in  noce  e  lumeggiati  a  oro  ,  ope- 
ra d'  ignoto  autore  .  —  Seivono  di  or- 
nato alle  4  piccole  paieti  che  formano  i* 
appoggio  agli  ultimi  stalli  e  seggi  suno- 
minati  ,  dei  pilastri  architravi  Àegj    cor- 


I 


590  Cli.  e  Moniòtero 

nicioiii  di  pietra  serena  eccellenteni.  in- 
tagliata da  certo  Guido  perugino  die  vi  J 
scolpì  il  proprio  nome  colle  sigle  Op,  M* 
Gai.  P.  ,  anch'  essi  coloriti  ad  olio  .  -— 
Tanto  il  Presbitero  quanto  il  Coro  sono 
dipinti  sì  nelle  pareti  che  nella  volta  da 
esimii  pennelli  .  Nel  logi  Benedetto  Ban- 
diera dipinse  nella  volta  della  crociera  » 
negli  spazj  intermedi  de'  suoi  comparti- 
menti ,  il  di  cui  fondo  è  colorito  a  fino 
azzurro  ,  i  4  Evangelisti  .  Scilla  Peccen- 
nini  ò  un  PietJO  del  quale  ignorasi  il  co- 
gnome ,  deliuearono  il  Dio  P  idi-e  con  tut- 
te le  figure  ripa  iti  te  nella  stessa  volta  , 
gli  angeli  clie  temprano  vai  j  stromenti  mu- 
sicali ,  negli  archi  estremi  della  crociera 
Davidde  che  suona  \  arpa  sop^a  1'  orga- 
no «inistro  ,  e  6  delle  viitìi  teologali  e 
carHinali  che  sono  nelle  lunette  delle  pa- 
reti del  CO!  o  .  Glovnnrii  Fiammingo  ,  Scil- 
la ,  e  il  sud  Pietro  dipinsero  la  facciata 
superiore  air  arco  che  riguarda  il  coro  , 
col  rappresenta!' vi  ,  come  in  un  pan  irò  di 
arazzo,  la  simbolica  mietitura  e  vendem- 
mia f'iffa  dagli  Angeli  per  compudo  d'Id- 
dio ,  ved  ta  dal!  E^far^co  di  Patmo>  e  re- 
g^'strnta  al  cap  \^  deli'  Apocalisse  .  G^am- 
L?»t  Lomhii'delli  d  dalla  Ma  ca  nel  1691 
etìgiò  la  P  udLM)'a  ,  una  delle  n  vMtù  no- 
miti^ìte  5  il  Centurione  encomiato  da  G  C.» 
nel  quadro  sotto  il  fine^trone  di  mezzo  » 
e  nei  9  gran  quadri  delle  facciate  late- 
rali ,  in  uno  ,  la  Tradizione  delle  chiavi 
a  s.  Pietro  €  la  di  lui  mancanza  di  fede 


Di  s,  Pietro  5gr' 

nel  portarsi  al  Redentore  camminando  so- 
pra le  acque  del  mare  di  Galilea^ ,  onde  co- 
minciò ad  affondare  ;  e  neiraltro,  \  atter- 
ramento e  vocazione  di  s.  Paolo,  fatti  nel 
i5g2  .  —  Ove  presentemente  fra  due  fine- 
stroni  quadrilunghi  clie  somministrano  lu- 
ce al  coro  è  altJO  fìnestrone  murato  nel 
1807  è  ricoperto  da  tende  ^  sorgeva  uu 
tempo  Tecceilentis. tavola  di  Pietro  Pcrug. 
nella  quale  si  rappresentava  1  A  censione 
di  G  C  ,  circondata  da  io  quadretti  e  ter- 
minante al  disopra  col  semici»co'o  testé 
qui  rammentato,  ove  Pietro  dipinse  il  Dio 
Padre  e  due  Angeli  ,  Questa  piuuia  fa 
poi  trasportata  nella  capiscila  del  sacram. 
come  vedremo  .  —  Neil  alto  ai  lati  del 
pre>b:tero  sotto  da-^  grandi  archi  clie  for- 
mino la  b  ev3  crociata  di  questa  eh  ,  sono 
I  situati  due  vaste  micchi  ne  di  legno  inta- 
gliato ove  so''\i>  due  magnifici  Organi  . 
Quello  posto  alla  sini  tra  dell'  alt.  di  num. 
i5  regis^tri  fu  fab'icato  1  anno  1691  ,  F 
altio  ai]a  destra  o*  natissimo  sì  per  \  ar- 
chitettura ,  sì  per  }'  oro  che  lutto  ne  ve- 
ste rintaglio,  di  nura.  17  registri,  fu  fat- 
to r  anno    161 6  . 

Uscendo  dalia  Tribuna  ,  si  entra  nel 
lato  destro  della  Gtociata  che  serve  di  ca- 
po alla  Navata  sinistra  allo  ingresso  della 
Ch.  La  parete  al  principio  deMa  medes. 
Ila  un  bel  quadro  in  tela  colla  Maddalena 
in  atto  di  rinunziare  alle  pompe  mondcf- 
ne  .  Stimasi  di  Arrigo  Berckmanz  .  — 'Po- 
co distanu  è  la  Gapp.  in  cui  fino  al  i  j63 


1 


59'^  ^^^-   ^  Monìstero 

si  custodì  1  Eucìiist  S;iCi'imì>iito  .  Spettava 
alla  tamig.  dei  aob    di  Moutevibiano  detta 
De    Vibj      Suil    altaie  ù  un*    iusigne  bas- 
sorilievo scol|_)ito  ia  tavola  di  marmo  biau- 
co  col  Salvadore  in  età  fanciullesca  s    Gio. 
Battista  e    s.  Girolamo  ,  di  Mino  da  Fieso- 
le  .     Sul  Cornicione   di   quest*    altaie  e   la 
seguente   memoria  .    ,,    />.   Baglionvs  De 
Nobìlibvs  De  Monte  Vibiano  V.  Jvris  D. 
Altissimo    Erexit    MC C C C LXXIll  ,  ., 
In   questa    C=^ppella   riposano   le   cenemi   di   . 
Ugolino  di  Moutevibiano  (^  da    qualche  al- 
tra parte    della   Ch.  qui  trasferite  ad  istan-   ; 
za   forse  di   Bagli one  che  la  fondò  ")  già  A-  ; 
Late    dì   questo   Monastero   e   poi   Vescovo 
di   questa  Citta  succeduto  aFrancesco  Pog-  ' 
gì  di  Lucca  Doraenica-nt)  e  morto  nell    et-  • 
tobre   del    iSSj-  ,  la  di  cui   effigie   giacen- 
te si  vede  scolpita  in  marmo   nel  pavimen-  . 
to  della  cappella  con   caratteri   totalmente  • 
consumati  .   —  Alla  parete  tinist)  a  fu  nell*  f 
Ottobre  del    iS^g   collocato  un  quadro   si- 
tuato un  tempo  nella   Camera   del  Defini- 
torio ,   poi    nella   seguente   cappella  Ranie- 
ri ,    ove   si   scorge   s.  Benedetto   ehe  ragio- 
na  co'    suoi   Monaci   inginocchiati;   pittu- 
ra  di    antico   ed  incerto  pannello  assai  sti- 
mato .    Dicontro   è    altro   pregevoliss.  qua- 
dro  dipinto  da  Francesco   Appiani    circa  il 
17^0   colla  Vergine   sedente  a  pie   del  Cal- 
vario  nella    più   afìfanno'^a   desolazione  ,    e 
varj   Angeli  coi  simboli   della    passione  del 
Figlio  .    Si    usa   di   esporne   que  ta   espres- 
siva e  toccante  immasfiue   suU*  Altare  del 


Di  s.  Pietro  593 

la  Cappella  del  Sacramento  In  occasione 
che  vi  si  appone  il  Sepolcro  il  giovedì 
della  maggior  settimana  .  Fuori  della  cap- 
pella sono  2  avelli  spettanti  alla  nomina- 
ta Famiglia  ,  Nelle  lapidi  sono  qu.  Iscri- 
zioni „  lohannis  Francisci  Ex  Nobil. 
De  Monte  Violano  Et  Svorum  „  ,,  /e//- 
ci  Montevibiano  Viro  Fraeclarissimo  Et 
Parenti  Opt.  J.  Maria  Et  Oratii^s  FU. 
Pientiss,  P.  An.  A  Part.  Virg.  MDXII. 
Merces  Vitae  Lavs  .  —  Uscendo  dalla 
capp.  sì  trova  immediatamente  il  II  quadro 
che  adorna  qu.  navata  .  Evvi  il  Reden- 
tore Agonizzante  nell*  orto  confortato  dall' 
Angelo,  e  si  giudica  della  scuola  di  Lo- 
dovico Caracci  .  —  Siegue  la  cap.  dèlia 
famiglia  Ranieri  .  Ha  una  cupolina  dipin- 
ta a  piccole  riquadrature  di  bugne  e  la- 
cunari colle  soggette  laterali  lunette  ove 
sono  espressi  1'  Annunziazione  ,  la  Fuga 
n  Egitto  ,  le  Nozze  di  Cana  ,  e  T  Ado- 
razione de'  Magi  .  Il  quadro  dell*  Altare 
Dffre  la  Deposizione  di  G.  G.  dalla  Crc- 
:e  con  s.  Giov.  la  Maddalena  e  un*  An- 
gelo che  bene  unisce  il  gruppo  1  e  al- 
quanto in  distanza  la  Ver.  svenuta  e  soc- 
corsa dalle  pietose  Donne  .  E*  uni  beli' 
)pera  creduta  di  Rafaello  Vanni  (  Orsini 
Guida  p.ìSo)  *  Fu  qui  sostituita  nel  1819 
iir  Annunziazione  della  Verg.  riputata  di 
Sio.  Francesco  Basotti  perug.  ,  e  che  si 
ammira  nella  parete  destra  di  qu.  capp. 
iicontro  ad  altro  quadr©   coli*  Assunzio- 

s 


w 


594  Ch^  e  Monistevo 

ne  di  Maria  ,  la  sua  tomba  e  gli  Aposto- 
li  intorno  a  questa,   della  Scuola   di  Do- 
menico   di     Paris     Alfani  .     Sul    gradino 
deir   Alt.   è  un  bel  quadretto  colla  Verg. 
Annunziata  .     Sotto   qu.    cap.  riposano  le 
ceneri   di  molti   cospicui   soggetti -della  fa- 
miglia  Ranieri   congiunta    per  attinenza  a 
quella    dei     Varani    sigg.    di    Camerino   » 
delle  quali   si   veggono  gli  stemmi   scolpi- 
ti  sulla  lapide   sepolcrale  .   —  Tra   queste 
^2    Cap.   è   appeso  il  III.   quadro  della   na- 
vata   co)i   una   bella   copia     fatta   in   Roma   \ 
da   Gio    Bitt.   Salvi    detto  il   Sassoferrato,  \ 
in  più.  picciola    forma  dell'  Originale  ,   del  ' 
celeberrimo   quadro  di  Rafaello    colla  tras- 
lazione del   Corpo  di   G,    C   al    Sepolcro  : 
quadro  che  dalla  eli.  de'  nostri  Conventu-.||| 
ali   fu   trasportato  in  Roma   T   anno    1607   ^ 
nella    Galleria  Borghesi  (i/.  la  descv^  di  s,   " 
uP/a7ice9 co)  Nelle  pareti  che  sono  dicontro 
allo  dotte   cappelle    si   veggono  il  IV   e  V 
quadro  con  s.  Pietro  e  s.  Paolo  in  mezza  fi- 
gura ,  della  Scuola  del  Guercino  .  —  Sot- 
to la   cappella  Ranieri  è    il   VI  quadro  che 
ha   Giuditta  trionfante    col    teschio  di    O- 
loferne  ,  del   medes,   Sassoferrato.  —  Di- 
rimpetto a   d.  quadro   è  il  Deposito   di  Cri- 
stoforo Hirbesteiu   vescovo  di    Lubiana  in 
Garniola  e  princ.    del   S.   R.    Imp.  ,  morto  \ 
in     qu.   mon'st.   il  dì     20   luglio    1716,  e  i 
poi    nel    1760   qui   trasferito  dal  luogo    ia  \ 
cui   fu  alloia  riposto  ,  e   vi  si   legge   la  ^^^. 
iscriz.   in   mirmo    lavagna  intagliato  ,,  aS/- 
QÌsmundo  'Chri^tophoro   Cam.  Ah*  Ber^ 


Di  s.  Pietro  6cj5 

hesteiii   Epis.   Labacensi  (Generis  Ampli- 
tudine   Inter    Germanos    Praeclaro    In^ 
^enii  Eruditi one    Conspicuo  Animi  Pie- 
tate  Eximio   Abbas  Et  Monachi   Cassio 
nenses  S.   Petri    Apud   Quos   Abdicatis 
Jnfulis    XIII    KaL     Aug.    MDC C XVI 
Septuagenario      Major      Diem      CUuisit 
Extremum   Praesuli  Integerr*  Ac  Bene- 
ficentiss.  PP.  ,,   Nel  luogo  poi     nel  qua- 
le propriamente  riposano  le  ceneri  di   lui 
è   una    lapide  di  bianco    marmo   su    cui   è 
inciso  ,,    Ossa  Sigismundi     Christophori 
Ep.   Labacen*   ,,  .  —  Si  entra  quindi   nel- 
la nabilissìma  cappella   ove   si   conserva  V 
Augustissimo  Sacramento  .  Questa  fu  idea- 
ta   e  fatta   costruire  dal  p.   d.  Carlo   Fraa- 
I  Cesco   della   Penna  perugino   ab.  cassinea- 
!  se  morto   il  3  i    agosto    1760,  e  perfeziona- 
ta poi   nel    1763   dal  suo   successore  p.  d. 
i  Giuseppe   Bartoletti     veronese     che   molto 
contribuì   non   solo  al  piii  leggiadro  com- 
pimento  di   essa  ,  ma   all'  abbellimento   e- 
ziandio  di   tutta   la   chiesa  .   Ha    V  ingres- 
so  da    un'  arco   sostenuto    da   quattro  co- 
ilonne     scanalate  dì     ordine     composito  di 
[pietra    serena   colorata   a    diaspro    sangui- 
gno .   Il    volto    ha   una    gran    ringhiera    a 
sottoinsii    architettonico  assai     bene  idea- 
to ed  eseguito  da  Pietro  Garattoli   perug. 
-che  dipinse  pure  le  colonne  e  pilastri  ncl- 
tle   pareti  .   La  B.   V.  Assunta   nel   Cielo  e 
il   Dio    Padre    in    atto    di    acco^^lierla  ,    lu 
mezzo  alla  volta;  sono  dell'Appiani  .  L'Alt, 

g  2 


596  C^*  e  Montstevo 

di  marmo  formato  da  due  coloane  e  con-* 
tropilastri  di   ordine  corintio  con   fronte- 
spizio tagliato   da  un'  attico  è   per  la   mag- 
gior parte   costrutto  da  broccatello  di  Sie- 
na ,    bianco-nero  ,    bianco-rosso  ,   e  car- 
nagioue   nostrali  .  Vi   si   venera  un'  anti- 
ca  immagine    della  V.     detta   del  Giglio  ♦ 
già  dipinta   sul   muro  ed  esistente  in  una 
piccola  chiesa  della  Villa  dì  Valliano  di- 
stante circa     un  miglio  dalla  Porta  di   s. 
Girolamo  ,  che  ancor  ritiene  il   titolo  del 
Giglio,  e  per  trasferirla    solennemente   con 
autorità   di   Urbano  Vili    (    che  ne    volle 
lina   copia  di   mano  del   Sassoferrato  )  per 
opera  del  p.    d.   Leone  Pavoni   ab.  ,   sulla 
fine  di  giugno  del    i643  ^  in  una  cappella 
a   tal'uopo  eretta  in  questa  eh.  ,  e  in  quest' 
altra     piii  ampia   e  nobile     traslatata     nel 
1763.   Fu   dipinta  ,   dice   il  p.   Galassi,  nel 
1433  dal  celebre  Giovanni  Spagnuolo  det- 
to   lo   Spagna   che     si  pretende     Maestro 
di  Pietro  perug.  ,  ma   che  realmente   fu  di 
lui  discepolo  .  Che  s'  egli   è  ciò   vero  conx* 
è  indubitabile   (  ^?.  Mariotti  Leti,  pittor. 
p(ig-    194  )  •  sembra  piii  probabile  il   cre- 
dere col   eh.   Mariotti  che    fosse  piuttosto 
dipinta   nel    i533.   Questa  immagine  è  in- 
castrata  in  mezzo   ad  un  quadro    di  Bal- 
dassare  Orsini   in  cui  furono    non    molto 
Tagamente   effigiati  s.   Giuseppe    s.   Filip- 
po Neri  e  s.  Geltrude  ,  1*  anno   1763.  Neil* 
attico  in  luogo  di  una  finestra  che  vi  era  , 
nel    1807  fu  posto  il  Padre  Eterno  assi- 
so salle  nubi  delineato  da  Lorenzo  Fai- 


Di  s*  Pietro  697 

na  perug.  —  In  questa  ragguardevole  cap-. 
palla  furono  collocali  quallio  gran  qua- 
dri che  oltre  ogni  credere  la  nobilitaro- 
no .  Il  primo  a  sinistra  dell*  altare  era  la 
eccellente  tavola  di  Pietro  perug.  da  lui 
dipinta  nella  età  <Jì  anni  49  nel  i495  ,  per 
la  somma  di  se.  1000  .  (*)  Si  rappresen- 
tava in  essa  il  Redentore  in  atto  di  ascen- 
dere al  Cielo  ,  colla  Vergine  e  tutti  gli 
Apostoli  spettatori  di  un  tanto  trionfo  ^ 
toltone  s.  Paolo  il  quale  benché  vi  sia  e- 
spresso  ,  pure  non  essendosi  ivi  effettiva- 
mente trovato  perchè  in  quel  tempo  per- 
secutore del  nome  Cristiano  ,  dal  dipin- 
tore fu  avvedutamente  indicato  in  atto  di 
chi  in  tutt'  altro  si  occupa  che  in  quel- 
lo che  rende  estatici  i  circostanti  .  Sven- 
turatamente questo  capo  d'  opera  fu  com- 
preso col  Dio  Padre  da  noi  sopranot.  co- 
gli I  I  quadretti  situati  poi  in  sacrestia  « 
che  gli  servivono  di  finimento  ,  nella  scel- 
ta fatta  dai  commissarj  francesi  nel  mar- 
zo del  r|797.  Nel  18 14  liberata  la  S.  di 
Pio  VII  dnlla  sua  detenzione  in  Fontai- 
nebleu  ,  e  passando  per  Lione  ,  lo  donò 
a  quella  Cattedrale  »   dove   presentemente 

(*)  Fu  dipìnto  per  esser  situato  m  isola 
sopra  r  ahare  maggiore  ove  difatto  rimase  cn* 
tro  a  magnifico  ornato  sino  al  di  16  Dcemb. 
1600  in  cui  stabilitosi  di  erigere  un  nuovo  al- 
tare ,  come  non  molto  dopo  fu  eseguito  ,  si 
appese  il  quadro  in  fondo  al  coro  fra  ì  due 
flnestroni  ,  Qui  stette  sino  al  1751.  Gli  fu  da- 
to finalmente  luogo  in  qu»  cappella  nel  1763. 


598  Ch.  c  Moni  stero 

^I  ammira  .  Ad  esso   è    stato   qui  sostituì- 
lo  il  quadro  del  Vasari   che  prima   si  ve- 
dea  alla    sinistra  dopo   V  ingresso  a  questa 
cap.  E'   rappresentato  in  esso  il  prof.  Eli- 
seo   che     addolcisce   i   cibi  infettati   ed  a- 
inareggiati    dalla   Colloquintide    miscliiala 
con  altre  erbe  da  uno  de'  suoi   servi  nel- 
la pentola  ,  in   cui   infondendo   il   Profeta 
alcun  pò  di   farina  ,  purgò  prodigiosamen- 
te  tutta   la   massa    infetta  ,    onde  poterono, 
poi   gustarne    i    figli  de'  profeti    pei   quali 
era   stata  preparata   quando  la   fame  afflig- 
gca  Gàlgala   luogo   cel.    presso  il   Giorda- 
no e  Gerico   (  Àeg.  l.   4-   <^-   4-   )  —  ^^^ 
rimpetto    a    qu.   è    il    quadro    dello    stesso 
Vasari   eh®  spiega   il  Convito  di  Cana   e  il 
primo  prodigio  del    Redentore  .  ~  Sotto 
al-I  k   altro  quadro  dello  stesso  Vasari  che 
vi    scrisse  ,    Gc  or  gius   f^asarius  Aretinus 
faciehat  jilDLXVI ^  esprimente    s.   Bene- 
detto  a    cui   dal   portinajo    genuflesso    ve- 
stito    cogli   abiti    degli     antichi    commessi 
benedettini  ,  si   fa   sapere   essere   giunti   al 
monìst.  dei   carichi   di   farina  ed   altre  vet-. 
tovaglie  ,  in   ricompensa  delle  copiose  li— 
mosine   fatte  distribuire  dal   s.   Ab.   ai  fa- 
melici .   Questi   3  quadri   che  importarono 
so,   486  ,  erano   locati   nella  principal   fac- 
ciata  del  refettorio  ,  e   qui   si  trasportaro- 
no nel    1763.  Dalla   sala  del  Capitolo  ,    ov' 
era   situato,   fu  nell*  apr.   del    i8o5    sosti- 
tuito a     quello  del  Vasari     che  riempì    il 
luogo  della    cel.  Ascenzione  ,  il  quadro  di 
Gio.  Fiammingo  che  vedesi  il  primo  al- 


Di  S.  Pietro  599 

la  sinistra  dell*  ing/'esso   e   die    rappresen- 
ta  s.  Benedetto   che  spedi  sce  s.  Mauio    in 
Francia  .    Il  pittore    vi    li  a    aggiunto    allo 
indietro  una  bella  prospettiva    del    monte 
Cassino   .    —   Proseguendosi    il    cammino 
per   qu,   navata  ,    s'  incontra    subitamerite 
una     graziosa   tavola     coli*    adorazione  de' 
Magi,  creduta    opera  di  Adone  Doni  di  di- 
sisi    scolare    di  Rafaello  ,    o  della     scuola 
direttamente     di   Pietro     perug.   Servendo 
qu.   tav.    in   altri  tempi    per  V  ultimo    al- 
tare della  opposta  navata  dedicato  a  s.  Gi- 
rolamo :  vi    si   vede  perciò  il  S.  in   atto  di 
orare   su  di   un   monte  ,  in  lontananza  ta- 
le che  appena  vi  si   scorge  .  —  Il  quadro 
deir   Alt.   coir  Assunzione    della  V,    e  il 
suo   sepolcro   circondato  dagli  Apostoli  ,  è 
di   Orazio  Alfani  .  Fu   già  delle  Religio^ 
del  monist.    delle    Povere  ,    ed    acquistato 
dai  Monaci  ,   fu  qui  situato  nel  ij?53.  — 
L*  Vili   quadro  della  navata  ,   che   succe- 
de air  alt.  ,   ha  V  Annunziazione  della  V. 
copia  dilicatissima  che  il  Sassoferrato  tras- 
se da   un*  originale  in  piccolo  di  Rafael-* 
io  .  —  Nel  vicino  Altare  si  venera   il  si- 
mulacro   del  Crocifisso  intagliato    eccel- 
lentom.   in  legno  da  Eusebio  Bastoni  pe- 
rugino .  —  Il   IX   quadro  col   cadavere  di 
G.   C.   sostenuto  da  Nicodemo  tra  la  Ma- 
donna e  s.   Gio.  evang.  ,  dagl*  intelligen- 
ti si  stima    di  Pietro  perug.   Fu    qui   po- 
sto r  an.    18 16    in  vece   della  Concezione 
à\  H.  V.  dipinta  dal  Sa*;soferrato  ,  che  tra- 
sferita  in  Roma  nel    i8i3  dal  gallico  ar- 


Ooo  Ch-  e  M ont stero 

bitrio  ;    non  più  venne  restituita,  —   Il 
s.  Pietro  ab.  neiriiltimo  Altare  fu  dipin- 
to (la    Frane,   Appiani   1' an.    i^5i.  —  Il 
X  quadro  in   cui  è   rappresentato   s.  Pla- 
cido  giovanetto  monaco    caduto  nel  lago 
al  quale    si  era  portato  per  attingere  acqua 
e   s.   Mauro   suo  condiscepolo  che  per  co- 
mando di  s.  Benedetto  accorrendo  a   trar- 
nelo  fuori  ,  cammina  prodigiosamente  sul- 
le acque   senz'  avvedersene  ;   è  di  Giacin- 
to Giminiani    nel    1677-  —  La    prossima 
porta    mette  ad    una   Cappella  dedic.   a   s. 
Sebastiano  clie  ha  altra  porta  corrispon- 
dente al  peristilio  .  Evvi  un'  altare  di  stuc- 
co con   sopra   una   tavola  del   .sec.   XV    in 
cui  si   dipinse     la  Mad.    sedente   s.   Seba- 
stiano e   s.  M.   Maddalena  .  —  Tornando 
in  chiesa  ,     si   scoige  ali*  altro  lato  della 
d.  porta   in   un   quadro  del   Giminiani,    s. 
Benedetto  in   atto  di   ricevere  la    oblazio- 
ne fattagli    dei   2    ss.   giovinetti    Mauro  e 
Placido    da    Eutichio     e    Tertullo    patrizj 
romani  loro    genitori  .  —  Il   XII   ed  ul- 
timo   quadro  locato  a  pie   della   nave  so- 
pra il  confessionale  ,  con  Gesù  caduto  sot- 
to   la   Croce     e  colla  pietosa   Donna     che 
tergegli   il   sudore  ,   è  di   Francesco  Gessi 
bolognese  di^cep.   di  Guido  Reni  .  (^^  — 
Questo  tempio  fu   consecrato     immediata- 
mente seguita  la  sua  erezione,  da  Onesto 
vesc.  di   Perugia   il     dì   2 1    novembre  969 
(  Galas.  Descr.  /?-   7-  )  — •  Osservala  la 
chiesa  si  fa  passaggio  alla 


Di  S.  Pietro  60  f 

Sagrestìa  .  Il  suo  vaso  con  simmetrìa 
compartito,  e  di  figura  quadrata,  fu  costrut- 
to nel  i45i  .  E*  tutto  coperto  di  pitture.  La 
volta  è  dipinta  a  grotteschi  .  Evvi  nel  mez- 
zo lo  stemma  di  s.  Pietro  in  bassorilievo 
e  in  mezzo  ai  4  comparti  laterali  fra  i  det- 
ti grotteschi  ,  4  quadri  :  nel  I  verso  la  pa- 
rete principale  sono  espressi  i  sagrifizj  di 
Abele  e  Caino  ,  e  in  fondo  ,  la  uccisione 
deir  innocente  ;  nel  II  a  destra  dell'  an- 
teced.  ,il  sagrificio  di  Noè  uscito  dalT  ar- 
ca ;  nel  III  a  sinistra  ,  il  sagrifìzio  di  A— 
kramo  ;  nel  IV  ,  quello  di  Giacobbe  » 
fatto  presso  il  pozzo  detto  del  giuramen- 
to nel  qual  luogo  udì  la  voce  dell  Eterno 
che  gli  prescrivea  di  recarsi  in  Egitto 
come  abbiamo  dal  cap.  46  del  Genesi  .  Le 
8  lunette  delle  pareti,  incominciando  dalla 
destra  della  facciata  principale  e  proseguea 
do  alle  sinistre  ,  rappresentano  ,  la  I  Mo- 
5è  che  fa  scaturire  colla  sua  verga  le  a— 
eque  da  una  rupe  ;  la  II  ,  la  manna  pio- 
vuta dal  Cielo  per  cibare  gli  Ebrei  nel  de- 
ferto ;  la  III  noi  non  sapremmo  a  qual  per* 
sonaggio  alluda  ,  se  non  a  Giuseppe  che 
distribuisce  del  pane  anche  agi'  incircon— 
I  cisi  nplla  famosa  penuiia  d  Egitto  ;  la  IV» 
Giona  vomitato  sul  lido  dal  mostro  marino 
che  per  3  giorni  lo  avea  racchiuso  nel  suo 
Tentre  ;  la  V.  Sansone  che  dopo  averr»  uc- 
ciso aom  Filistei,  per  ristorarsi,  estrae 
deir  acqua  dalla  mascella  di  un  giumen- 
to, come  si  ha  dal  cap.  XV.  de'  Giudici, 

S3 


Gofì  Cli.  e  JMonistero 

la   VI  ,  Sanile   furibondo  placato  dall'  ar- 
monìa   deir   Arpa   di   Davidde  :     la    VII  , 
Elia  nella   solitudine  al  quale  2  corvi  re- 
cano  il  necessario  sostentamento  :  la  Vili 
Giuseppe  dai  fratelli    gittato  nella  cister- 
na  e  venduto    agi'  Ismaeliti   .    Non    si   sa 
precisamente  di  cliì  sieno  lavoro  tutte  qu. 
pitture  ,   tua   si  giudicano  di  Scilla   Pecen- 
iiini    .    Il  nostro   Girolamo  Danti  delineò 
nelle  pareti  laterali     e   nella    inferiore    la 
Morte  di  Anania  in  pena  di  aver    menti- 
to allo  Spirito  Santo  ,   come  è  scritto  ne- 
gli Atti  Apostolici   (  Cap.  5  )   e    di  avere 
defraudato  a  s.   Pietro  il  prezzo  del  cam- 
po   venduto  :  li  ,     s.   Paolo    e  s.  Barnaba 
che   avendo  sanato  uno  storpio  furono  dai 
popoli  della  Licaonia   creduti  V  uno  Mer- 
curio e  r  altro  Giove  ,   onde  come   a  Dei 
voleano  ad  essi  sacrificare  un  toro  ;  III  , 
la  Sindone  ripiena  di  animali  immondi  ve- 
duta da   s.   Pietro    in  estasi   (    Act.    e   io 
ij  I  )  :  IV  ,  lo   stesso  Apostolo  clie  battez- 
za  Cornelio  il  Ceuturione  (7^zW,io48)  ♦ 
V  ,  Saulo  che   riceve  il  Battesimo  da  A-» 
Jianìa  dopo  di  aver  ricuperala  la  vista  per- 
duta :  finalm.  i  due   Coronati  Profeti  di- 
pinti nella  estremità  del  muro  lateralmen- 
te alle  finestre  .  La  facciata  di   prospetto 
€  la   cappelletta  situata  nel  mezzo  di  essa  , 
furono  dipinte  molto  tempo  dopo  dal  sud. 
Scilla  che  in  due  quadri  laterali  ali*  arco 
espresse  le  Parabole  Vangeliche  del    Sa- 
maritano pietoso  (Luc.cap.jo)   e  del  ritor- 
210  del  Figliuol  Prodigo  (^  Ibid.  cap.  i5)) 


DI  S.  Pietro  6o5 

1:  in   4   ovati,  Abacucco  ,    AcabLo  ,   Sanile  , 
*  e   Davidde    ,*    negli   spazj   inteirnedj  ,   ara- 
bescbi  ;   nella   grossezza  dell'  arco  ,    alcu* 
ne   immagini  delT  Apocalisse  clie  non  veg- 
gonsi  interamente  per  essere   stato  porta- 
to innanzi  allo  sfondo   V  altare  ;   nei  fian- 
chi deir   medesimo,   Giuditta   e   Davidde  . 
— •  L*  Altare  di  qu.   cap.   è   tutto  di  pie- 
tra  serena   graziosamente    intagliata  e  do- 
rata ,   e   i   3    specclij    clie   ne  adornano    la 
I  mensa   sono  di  pietra  affricaiia  .   Ha  sopra 
.  vn  Crocifisso  di  bronzo  ,   alto    circa   pai. 
4  y   opera  eccellente  di  Alessandro  Algar- 
di   bolognese  .  —  La   facciata  al  di  fuori 
della  cap.    è   anch'   essa    compartita    a  pi- 
lastri  scanalati   e  corniiùone  di  pietra   se- 
rena  lumeggiata  a  oro  .  Sul  fregio  di  qu. 
cornicione  leggesi  il  seguente  Dìstico  „  Si 
Quis  Ade^  Mirnre  jdram  Venerare  Pio-- 
'  rum    „    Reliquias    Patriim    Quas  Habet 
jirca  Sacras  .    „  Iscrizione  relativa   alle 
Reliquie  che  si  custodivano  un  tempo  nel- 
Ja    cappelletta  .    —    I  banchi   e  spalliere 
con   varj   lavori  anche  di  figure  d'  intar- 
sio di   ottimo   gusto    furono  fatti    \   anno 
J1472  .    —    Sop/>a  air  Armadio    in  fondo 
-alla   sagrestia   (  entro  al  quale   si  conser- 
vava un  bel   paliotto  di    argento  lavorato 
a  cisello  per  \  Ara  maggiore  ,   compreso 
«Della     collezione    fatta    degli  argenti     per 
.ordine  di  Pio  TI  nel  1^96  )   sono   5  qua- 
dretti   in  mezza    figura    rappresentanti   s. 
.Scolastica  ,    s.   Costanzo  ,    s.   Pietro  Abb. 
,5.  Ercolano  ,  e  s.  Placido  ,  opere  di  Pie- 


6o4  Ch.  e  Moni  stero 

tro  Perugino   che  con  altri   6    situati  so- 
pra le  porte  laterali   della  cappelletta    ,  e 
contenenti  s.  Benedetto  ,  s.  Mauro,   s.  Fla- 
via sorella  di   s.  Placido,   la  visita  de' Ma- 
gi ,  il  Battesimo  ,  e  la  Resurrezione  di  G. 
C.    formavano  la  predella   e  il  contorno  al 
gran  quadro  sopramenzionato  dell'  Ascen- 
sione.  Furono  lutti  rapiti   parte  nel  1797 
€  parte   nel    18 13  ,    e   fortunatamente  qui 
ritornarono  nel    i8i5   i   sopra   notati   .  In 
luogo  de'  6  quadretti    di  Pietro    sopra  le 
d.  porte  laterali  veggonsi   2   disegni  egre- 
giamente eseguiti  da  Pietro Savorelli  roma- 
no nel    1795  ,   copiando  i   2   Profeti   Isaia 
e  Davidde  di   Pietro  che  erano  ai  fianchi 
della  porta  della  eh.    Questi  disegni   furo- 
no qui  collocati  nell'   apr.    1820    .   Nei   4 
angoli     chiusi  in  coinice   di   stucco     sono 
altri  4  quadretti  ,  uno  con  G.  C  e  s.  Gio. 
Bat.  bambini  ,     V   altro  con   mezzo  busto 
del  Salvatore  ,  di  Rafaello  dì  Ubino  ;  gli 
altri   2   con  G.   C  legato  alla    Colonna  e 
col  Medes.   portato  al  Sepolcro  ,  stimansi 
del   Caravaggio  ♦    del   quale    è   certamente 
la   s.   Francesca    romana    posta    nella   fac- 
ciala  incontro  alT  alt.   Il  quadro  colla  Co- 
ronazione di   spine  è   di  Jacopo   da   Pon- 
te   .     La   Madonna   che  sta   in   mezzo    alla 
facciala  dicontro  alle  finestre  è  della  Scuo- 
la  di  Tiziano  Veccellio  ,   da  un  di  cui  o- 
riginale,  esso  vivente  ,  fu  ricopiata  ;  l'Or- 
sini  la   chiama   rara    opera    del  Parmigia-' 
nino  .  Il   Cristo  portante  la    Croce  posto 
fra  le  2,  finestre    ,  è  di  buono  incognito 


Di  S.  Pietro  6o5 

pennello  .  «■—  I  2  quadrelli  posti  ^opra  le 
tavole  della  preparazione  alla  Messa  ,  am- 
bedue con  la  V.  e  il  B.  ,  sono  ^i  auto- 
re antecedente  o  contemporaneo  a  Pietro, 
qui  situati  in  luogo  di  due  bii(j(nì  qua- 
dretti di  Sebastiano  Conca  ,  chV  partili 
nel  1797  più  non  tornarono  .  Finalmen- 
te il  ritratto  sopra  V  arco  della  cappel- 
letta  rappresenta  il  vesc.  Herbestein  be- 
nefattore insigne  di  questa  Sagrestia  .  — 
Entrando  ad  ammirare  il  vastissimo  MO- 
IVISTEKO  e  i  suoi  comodi  appartamen- 
ti ,  può   daprima  visitarsi  la 

Sala   del   Capitolo    .   E'   così  detta 
dair  adunarvisi  che   faceano  i  Monaci  ca- 
pitolarmente a   norma    de*  loro    istituti   . 
(5)   Ha  il   suo  principale  ingresso  nel  IL 
Chiostro  .   Le   2  finestre  laterali   alla  por- 
ta architettate  a  centina  con  una   colonna 
in  mezzo  ,  alla  maniera   gotica  ,  mostrano 
tuttora  la  sua   antichità  .   In  prospetto   ve- 
desi    una  ìmmag.  a  fresco  del    Crocefisso 
recentemente  ritoccata  .    Era   ascosa   sotto 
il  quadro  del  Fiammingo    che   ora   è   nel- 
la  Cappella  del  Sacramento  .  Dicotìtro  so- 
pra la  porta   stava  appeso  un  quadro  mol- 
to vago  di  Benedetto  Bandiera  con   s.  Be- 
nedetto e  un   gran   numero  di  Angeli  con 
corone  e  festoni   di   fiori  fatto  già  per  I51 
capp.    degli    Angeli    ora    delle   Reliquie    . 
Questo  quadro  fu  prestato  al  Monist.  di  s. 
Giuliana   che  lo  ritiene  sopra  il   suo  Alt. 
inag.  dair   agosto  del  i8i5  ,  ma  verrà   ben 
presto  nel  proprio  luogo  ripristinato  .  Sot- 


6o6  Ch.  e  Moiiiòtcro 

lo  la  Sala  ù  altra  stanza  clie  serve  di  Ci- 
mitero ai  Monaci  defunti  ,  siccome  indi- 
ca la  lapide  in  mezzo  al  pavimento  .  — 
Sopra  il  I  ordine  di  logge  intorno  al  clau- 
stro  annesso  a  qu.  sala  è  il  II  ordine  mu- 
rato però  tra  i  suoi  pilastri  fino  da  qual- 
che  secolo  ,    chiamasi  ora  la 

Galleria  ,  Le  sue  4  corsìe  sono  ador- 
ne dei  ritratti  dei  Pontefici  e  dei  Santi 
dell'Ordine  in  quadri  in  tela  ,  ov'  è  pu- 
re scritta  brevemente  la  storia  del  perso- 
naggio che  rappresentano  .  In  una  delU 
camere  della  corsia  che  s*  incontra  asce- 
sa la  scala,  è  una  cappelletta  intitolata  a 
s.  Martino  .  Evvi  un'  afresco  della  Scuo- 
la di  Pietro  degnissimo  di  osservazione  . 
Vi  è  rappresentato  nelT  alto  di  una  nic- 
chia concava  nel  muro  il  Dio  Padre  e  sot- 
to la  V.  col  B.  sedente  in  trono  e  ai  la- 
ti s.  Benedetto  e  s.  Martino  in  piedi  v^ 
stiti  in  abito  pontificale,  e  varj  serafini  • 
Piimanendo  ora  affatto  chiusa  questa  cap- 
jpella  senza  finestre  ,  non  può  ammirarsi 
Ja  bella  dipintura  che  col  soccorso  di 
lumi  .  -.—  In  una  di  qu .  medes.  corsie  è  V 
^appartamento  Abbaziale  .Nella  sua 
3tnolto  decente  cappella  sono  da  osservar- 
si air  alt.  una  bella  copia  della  Madon- 
na descritta  alla  pag.  5()6.  E*  nelle  sue  ca- 
mere un  beir  abbozzo  con  s.  Bendetto 
che  accoglie  Totiìa  ,  fatto  da  Nicolò  Ma- 
linconico pitt.  napoletano  nel  1707  per 
la  chiesa  di  s.  Lorenzo  di  Aversa  .  Dieci 
mezze  figure  dì  Santi  bellissime  copie  trat- 


Di  s.  Pietro  607 

te  da  varj   originali  di  Pietro  e  di  RafK- 
I  elio  ,   diligentemente  eseguite   dal   Sasso- 
'  ferrato  .  Le  altre  pitture  ed  oggetti  di  bel- 
le arti  situati  un  tempo  in  questo  appar- 
I  lamento   e  in  altre   camere  del  monistero  , 
dei   quali  fece  menzione  il  p.  Galassi   nel 
Supplemento  alla   sua  Descrizione  della 
Chiesa  dì   s,  Pietro  ;  andarono    dispersi 
nelle  iterate   soppressioni  del   monist.  me- 
desimo,   come  ci  fé    sapere  il  eh.  p.  abb. 
ijd.   Vincenzio  Pini  che   ora   con   tanta  lo- 
kle  meritamente  presiede  al  governo  di  qu. 
illustre    Cenobio  .  —  Una   Cappelletta  si 
vede  nel  fine  del 

Primo    C orrido jo  0  ^dito   del  Mo^ 
Histero  ^  Ha  una  cuppolina  ed  è   tutta  a- 
dorna  di   slucclii  .   In  prospetto  è   in  tela 
la    immagine  di   s.    Benedetto     in   atto  di 
[Orare  .    A   fianchi   ha   le   statue  di    stucco 
di   s.   Pietro  e  di   s.  Stefano  primi  abbati 
del  monistero  .  Le  pareti  laterali  ofFiono 
jlin  pitture  a  fresco  i  due  Santi  che   si  pre- 
sentano al  pontef.  Giovanni    XIII  per  di- 
mandargli r  assenso    di   fondare   il  nuovo 
loro  istituto  ,  e  il  medesimo  Pontefice   che 
prescrive  loro  la  regola  dell*  ordine   Clu- 
niacense  di   s.  Benedetto  .  Avanti  a  questa 
|cap.  e  una  balaustra  di  broccatello.  —  Pris- 
ma di    dipartirsi  da   questo  monist.,  me- 
rita osservazione  il  maestosissimo 

Campanile  .  Fu  già  questo  un'  an- 
tichissima torre  che  esisteva  fin  da  quan- 
do Perugia  era  una  delle  12  città  di  E- 
truria  .  Non  vi   rimangono   ora  di  quella 


i 


608  Cìi,  e  Monistero 

cTie   le  fondamenta   e  la    base  su  cui   pò* 
sa    il     campanile  dopo  varie   vicende     rie- 
dificato dair  anno    i463   al  67    (    Calassi 
Descr.  di  s.  Piet.  pag.  LXFIII  )  quale 
si   scorge  preòentemente  .  In   forma   dode- 
cagona   è  la    pianta   di   questa  superba  mo- 
le ,   ed    è   di   diametro   paL   35-  Sono  i    12 
lati   alti  palmi  35   e   3    quar.  Nel   lato    an- 
teriore verso  il  borgo  è  stato  ultimamen- 
te posto  un   gran   disco  di   ferro  su  cui  è 
delineata  la  mo:-tra   dell*  Orologio  che  in- 
cominciò  a  indicare   le  ore  il  di   2   aprile 
1822.  Gira   nella  cima  un  cordone  col  suo 
listello  sopra   il   quale   si  posa   la   ghirlan- 
da   che   fa   corridore   intorno  al   II    ordine 
di   ferma   esagona    sostenuta   da  48  archet- 
ti .  Quest*  ordine  ha   sei  finestroni   con  ar- 
chi  a  centina  ,  ed  à  palmi   55  di  altezza  .  ; 
Termina   con  un'architrave,  fregio  a   fé-, 
stoni   e  cornice  di  ordine  corintio   sul  qua- ^ 
le  basa   una  piramide   alta   pai.  58   pur  di' 
forma  esagona  ,  ornata  negli  angoli  di  cor-' 
doni  .  In   cima   della   piramide  è  una   gran; 
palla  di   rame,  e  sopra,   una   croce  di    fer- 
ro .  Tra   il  finestrone  che  riguarda   la  Via.] 
del  Borgo  e  il  sovrapposto  comic  è  una 
lapide   rossa   in    cui   si  legge  ,,  ^^e  Pu^ 
ri  f  sima   Semper   Virgo    Al  ari  a  Dignitate 
Qua  Dei  Mater  Es  Imperare  Potes  j4n^ 
gelis     Et  Daem.onihus     C ompesce     Ergo 
Daemonia  JSe  Hiiic  Turri  N oceani  Prae^ 
cipe  Angelis  Ut  Eam  Custodiant  ji^  D. 
1731.   Fu  qu.  posta    in  d.   anno  in   occa- 
sione dei   risarcimenti   fatti  al   campanile 


Di  s.  Pietro  609 

colla    spesa  di  se.    1000,     a    cagione  de* 
fulmini  ,    per    cui  rimasero  inoperose    le 
campane  dal  dì  8  die.   i^So  al  4  sett.   seg. 
Tutta    la  mole  è  composta    di   travertini 
riquadrati  e  ricinta  di  grosse  spranghe  di 
ferro  .  E  posciachò  V  acuminata  sua  estrc* 
mità  fornita    dei  d.   metalli    polentem<*nto 
attraca  lo  elettricismo,  e  una  folgore  ca- 
duta  la  mattina  dei  3o   sett.    1787  fu  ca- 
gione di   notabiliss.  danno  al  mouist.  e  al- 
la   eh.  ;    si  stabilì    di  munirla    degli    spe- 
rimentati conduttori  metallici  franchlinia- 
ni  ;  lo  che   venne  felicemente    eseguito  1* 
anno    1788   coir  assistenza  e  direzione  del 
cel.  p.  Girolamo  Maria  Fonda  delle  Scno- 
[le  pie  ,  pr.    dì  Fisica  nell'   Archiginnasio 
romano  ,   e    con  esito    corrispondente  al- 
la   espettazione  ,  dachè    V  edificio   non   fa 
mai  più  danneggiato   dalT  elettrico   fluido 
che  dalle   nubi  vi   si  scaricò   in   appresso. 
Vi  s*  impiegarono  lib.  44^^  ^^  ferro  .  — • 
Le  prime  campane  di   bui  si  ha  memoria 
che  vi  fossero  allogate  ,  lurono  fatte  fon- 
dere  in   n.  di   5  nel    1286  dall'  ab.  d.  Ra- 
nied'O  Goppoli  penig.  ;    ma   tutte  qu.  pe- 
I  rirono  ,    ne   si   sa    come  .    Si    rinnovarono 
'  in  diversi    anni  ,  cioè   la    più  piccola    nel 
1539  ,  la  terza   nel    1673  ,  la    seconda  nel 
i!)22  ,   e     la    maggiore  nel     1734-    Anche 
qu.    furono  tutte  disfatte  per     ordine  del 
Regime  Democratico  nel    1798    Restituiti 
i  discacciati  Monaci  alla  lor  sede  (7),  pen- 
sarono tosto  di   far  rifondere  le  campane, 
ciò  ch'eseguirono  nel   1800  per  opera  di 


6io  Cli,  e  Monisiero 

Giuseppe  Filippi  e   di   Lorenzo  Lera  i^lie 
le  fabbricarono  nelT  orto  medes.  dei  Mo- 
naci .  La  maggiore  di  peso  lib.  336o  col- 
le immagini    del   Crocifisso   e  della  Con- 
cezione di  M.  V.  porta   scolpito  la    mem, 
,,  Benedicto  Patri   Et  Sospìtatori   Coe^ 
nobium  jÌ  Rom.  Rep.  Ablatinn  Sibi  Pa^ 
tres  Perusiam  Regentes  Restituerant  Mo^ 
nacJii  Cassin.  An^  MDCCC  losepli   Philip^ 
pi  Et  Laiirentius    Lera    Feceriint   C om-* 
ìnissitni  Opus losepho  Ceccarellio  ,,  La   II 
di  lib.   2200    ha   scolpiti  S.   Pietro    Apost. 
e  S.  Pietro  Ab.  e  le  parole  ,,  2\rris  Omni 
C ampano  jEre  Expoliata  Nvnc  Me  Ad 
Honorem  S.  Petri  Abb.    CoelestisPatro^ 
ni   Ornari  Se  Ga\)det  An.  MDC C C *  lo^ 
seph  Philippi  Et  Lavrentivs  Lera  Fece-' 
r^nt  ,    ,,   La  ITI.   di  lib.   i3  i  o  ba  S.  Bened. 
e   S.     Scolastica  e  la  Iscrizione    ,,  Firgini 
Scholasticae  Et    Cassin»    Familiam  Re^ 
spicienti  Ob  Debellatas  Gallorv^m  C opias 
Et    Ltaliam    Pace    Dojiatam    Stephanus 
Rossetti    Abbas    Ejusque   Monachi    So-- 
dales Hoc  Dicare  Curarunt  A.MDC C  C ,, 
Hanno    qu.    campane  pressoché   il    mede- 
simo   suono  delle    distrutte  .    —  Uscendo 
dal    Mouistero   si    scorge   a    sinistra  nella 
P^ia   del  Borgo   la    piccola 

CH.  delia  MADONNA  DI  BRAC- 
CIO .  Dapoichè  erano  in  qn<  dintorni  i 
giardini  del  famoso  Braccio  di  Malatesta 
Baglioni  nato  nel  i4'9^  morto  nel  i479 
(  Vermiglioli  ,  Vita  di  Brac.  Perug.  pel 
Baduel  i8i8  )    :   Braccio    che   univa   alla 


'Madonna   di  Braccio  6rr' 

qualità  di  generoso  patrizio  e  di  eccellen- 
te guerriero  anche  la  pietà  di  uomo  re- 
ligioso, fece  edificare  qu.  piccola  chresa  o 
cappella  in  forma  ettagona  ai  2  maestri 
Pietro  e  Martino  Lombardi,  poco  tempo 
prima  del  i479  ^^  ^^^^  ^^  riunì  alla  cap. 
del  Crocifisso  che  possedea  la  sua  fami- 
glia nella  poi  distrutta  chiesa  di  s.  Maria 
de*  servi  .  E  perchè  prevenuto  Braccio  dal- 
la morte  ,  non  potè  il  notajo  rogarsi  dell' 
atto  di  questa  riunione  ;  Angela  Aquavi- 
va  moglie  di  Galeotto  di  Nello  Baglioni 
e  madre  e  tutrice  di  Federigo  0  Grifo- 
netto  Baglioni  erede  di  Braccio,  autentica 
nel  i48t  solennemente  la  già  espressa  di 
lui  volontà  ,  dotando  la  eh.  di  alcune  pos- 
sessioni ed  ingiungendone  ai  pp.  Serviti 
la  ofliciatura  in  varj  giorni  dell'anno  (^) . 
Diede  forse  occasione  alla  fabbrica  di  qu. 
eh.  alcuni  prodigi  da  Dio  operati  sulla 
immagine   che  qui   si  venera  ,  mentre  im- 

(*)  Doveano  recarvisi  processlonalm.  ogni 
sabbato  a  cantarvi  il  Vespcro  e  celebrarvi  li- 
na Messa  5  volte  la  settimana  .  Continuaro- 
no il  primo  a  vei  o  dire  incomodo  esercizio 
sino  ai  primi  anni  del  secol©  XVIII  ^  ma 
poi  col  dovuto  permesso  ,  si  limitarono  di  an- 
darvi soltanto  poche  volte  all'  anno  e  segna- 
tamente le  vigilia  di  s,  Costanzo  tornando  dal- 
la processione  del  Santo  .  Ma  all'  epoca  del 
rimpiccioliniento  della  Chiesa,  ottennero  di  esi- 
mersi affatto  da  ogni  oiBciatura  della  mede- 
sima ,  e  di  trasferire  le  Messe  come  le  visite 
alla  loro  Cap.  della  Madonna  delle  Grazie  in 
s.  Maria   Nuova  . 


r 


6  r  2  Derelitte 

perversava  il  contagio  nel  1476  »  la  qua- 
le immagine  era  una  di  quelle  dette  Mae'* 
sta  dipinta  in  più  vecchi  tempi  ,  (  /^er— 
mig.  loc.  clt.  pag.  63  )  .  Perchè  la  Chie- 
sa minacciava  in  alcune  sue  partì  e  occu- 
pava porzione  della  strada  che  conduce 
al  Frontone,  nel  1^82  fu  ridotta  a  for- 
ma quadrata  più  piccola  ,  fu  tirata  in  li- 
nea colle  mura  adjacenti  ,  e  vi  si  fece  u- 
na  corrispondente  facciata  a  mattoni  eoa 
frontespizio  acuto  e  cornice  di  traver- 
tino alla  porta  .  Sopra  V  Alt.  la  di  cui 
mensa  è  di  un  sol  pezzo  di  marmo  ros- 
so ,  è  la  d.  immagine  dipinta  nel  muro 
e  rappresentante  la  Verg.  sedente  col  B. 
CH.  E  CONSERVATORIO  detto 
DELLE  DERELITTE  .  (i)  Le  case  del- 
la famiglia  Sciri  e  quelle  di  Prospero  Po- 
diani  ,  il  quale  avendovi  la  sua  Libreria 
vi  fece  porre  la  iscrizione  che  vi  si  vide, 
fino  al  i8o3  in  cui  fu  cancellata  ,  ben- 
ché fin  da  quando  vi  si  fissò  il  Conser- 
vatorio ,  non  vi  stesse  più  bene  .,  Suo 
Et  ^tnicoì'wn  Commodo  ,,  :  comperate  le 
prime  dai  Priori  del  pio  luogo  nel  1704 
con  porzione  del  prezzo  ritratto  dalla  ven- 
dita deir  antica  abitazione  di  qu.  Orfane 
che  era  prossima  al  raonist.  di  s.  Maria 
Maddalena  ,  e  donata  1*  altra  dal  bene- 
merito Podianì  (2)  :  furono  ridotte  a  co- 
modo soggiorno  delle  medesime  che  ven-  i 
nero  ad  abitarvi  il  dì  i.  apr.  dello  stes- 
so anno  1704  •  I  fi'^gj  delle  finestre  e 
delle   porte    ritengono    ancora    ì*  erudite 


i 


Derelitte  6 1 3 

sentenze  che  fece  scolpirvi  il  Podlani  .  la 
una  pietra  si  legge  ,,  Prosper  Podianiis 
Pauperibus  Alendis  Para^it  Et  D  Pe- 
tro  Gregorio  Pp.  Et  Martino  Eorum 
Protectoribus  Dica^it  .  „  Monumento  che 
attesta  tuttora  la  generosa  liberalità  e  la 
pietà  singolare  del  Podiani  .  Questa  pic- 
cola ma  leggiadrissima  eh.  divisa  in  due 
compartimenti  da  3  pilastri  toscani  per 
parte  ,  fu  tutta  dipinta  di  ornati  arabe- 
schi e  figure  da  Paolo  Brizi  Tanno  1762 
per  impegno  del  canon.  Bernardino  Ros- 
si priore  del  Co.iservatorio  .  Presso  i  suoi 
angoli  ha  4  piccole  porte  con  ornato  ar- 
chitettonico ed  Angeli  al  disopra  ..  Neil' 
ovato  in  mezzo  alla  volta  evvi  s.  Anna  in 
gloria  e  nel  medaglione  al  fine  della  eh. 
la  Incoronazione  di  M.  V.  Sopra  i  pila- 
stri posano  6  figure  grandi  rappresentan- 
ti a  destra  dell*  Alt.  la  Fede  ,  la  Medi- 
tazione della  Morte  ,  e  la  Penitenza  ,  a 
sinistra,  la  Speranza  ,  U  Giustìzia  ,  e  la 
Fortezza  ,  e  in  fondo  al  baldacchino  dell* 
alt.,  la  Carità  .  Altre  figure  di  Virtii  cri- 
stiane sono  espresse  in  piccioli  tondi  o 
medaglie  a  chiaroscuro  sparsi  nella  voi— 
1  ta  e  nei  pilastri  .  — •  Il  quadro  dell*  uni- 
I  bo  altare  ad^omo  di  cornice  dorata  e  di 
Padiglione  dipinto  a  fresco  ,  ha  s.  Anna 
iolla  Vergine  fanciulla  ,  s.  Gioacchino  ,  s. 
3omenico  e  s.  Caterina  da  Siena .  E'  di 
Francesco  Busti  ,  —  Nel  coro  è  un  bel 
Ijuadrelto  di  maniera  antica  colla  Nasci- 
la di  Gesù,  di  autore  incerto  .  •—  Da  qu. 


6i4      ^^*-  ^^   Orfaiiot.  di  s.  Anna 
Borgo  ,  passando  fuori  delle   mina  per  tor- 
nare  in   Città  ,   si   entra   nella 

CH  ed  ORFANOTROFIO  dì  S.  AN- 
Nx4.  .   Varie   furono     le   vicende   cui    sog- 
giacque   e   varj    i  nomi  che  si    diedero    a 
questa   chiesa   e   a  questo  antico   monaste- 
ro .  Fu  denominata  da  prima  s.  Maria  de- 
gli Angeli  ,   indi  s.  Maria  de*  Fossi  ,   ul- 
timamente »  allorché   fu    demolita  la  pic- 
cìola   eh.  di   s.  Anna  delle  zitelle  Derelit- 
te ,  che  era  in  uu   vicolo  prossimo  a  que- 
sta eh.  ,    è   a   credere   che  alla     medesima  , 
ne  passasse   il  titolo,   che    fu  anche  tra-; 
sportato  alla   nuova   chiesa  delle   Derelit- 
te .   (i)   Fu  questo  locale,  venuto   in  prò-; 
prietà  dell'  Ospedale  di  s.  Maria  della  Mi-r 
sericordia  fin  dal    1789  ,  (2)  dai   superio- 
ri  di  quello,  venduto  al  vescovo  Alessan-- 
d'-o   Maria  Odoardi   il   di   c)  ottobre    1796  •• 
Egli     vi   stabili    un'  asilo   di    fanciulli   pò-, 
yeri  della  età  non  minore  di  anni   7  e  noai 
maggiore   di    io,  perche   vi  fossero   educaci 
ti  e  mantenuti   fino  agli  anni   18.  (3)  Fu  | 
a    tal*  uopo   ridotto  il   monastero  che    col 
titolo  di  Orfanotrofio  della  Divina  Prov- 
ayidenza,  accolse  i  primi  dodici  fanciulli 
il  dì     21    novembre    1797.  —  La    Chiesa 
a   volta    con   4  f^^^ce   e   cornicione     dorico 
sostenuto    da     otto  pilastri  per    parte   ch( 
dividono     le  pareti   in   7     compartimenti 
nel   3   maggiori    de*  quali   sotto   degli  ar- 
chi  sono   3   altari,  e  nei  minori   sotto  altr: 
più  piccioli  archi  sono  delle  pitture  pro- 
spettiche   di  tempi    e  edificj    con  figuriui 


eh.   ed  Orfànof»   di  s.  Anna     6i5 
rappresentanti    le  gesta   di   s.  Anna   e  del- 
la B.  V.  :  la  chiesa  ,  dissi  ,  quanto   alla  sua 
non  dispregevole  architettura  ,  è  tale  qua- 
le   la  ridussero    circa    la    metà  del    secolo 
XVI   i   Canonici  regolari   di   s.    Salvatore 
della  Congregazione  Renana  merco  i  con- 
sigli  e   i   sussidi   di    Gio.    Maria   Valeriani 
perug.   che    a  soggiornar  venne  con  que* 
religiosi  .    Il    primo    altare    a    destra    delT 
ingresso   ha   un   quadro  in   tavola  colla  B* 
V.   e    il  Bambino  ,    s.    Gio.  Battista    e    ia 
distanza  s.  Girolamo  .  E*  copia  di  un*  ori- 
ginale del  Parmigianino  che  si  conserva  ia 
Città     di    Castello   fatta     Tanno    1697    ^^ 
Pier   Martino  Fiammingo   di  Anversa   che 
dipinse   lo    stesso    anno     anche    il   quadro 
deir  altare  dicontro  ,  siccome  in  essi  è  no- 
jtato  ,   ciò   che   sfuggi   all'  Orsini  .  —  Nel 
jll   alt.   con    ornato   corintio    di   legno   era 
il     cel.   quadro  di  Pietro   perug.    che    nel 
jiygo    fu   trasferito    alla   eh.   dell'  Ospeda- 
le e   che   noi   abbiamo   descritto    parlando 
di   quella  chiesa  .   Ora   evvi  un   quadretto 
amovibile     con   s.   Anna  la  V.    e   il   B.   d' 
iincerto   non  dispregevole  pennello  .  Il  111 
iha   un     quadro   con   s.   M.   Maddalena     in 
.tutta   figura   avente  nella   destra   un   vaso, 
nella    sinistra    un    giglio    simbolico    forse 
della   sna  purezza  dopo   la  sua  conversio- 
ne :  ai  lati  ha  2  Angeli  che  suonano  stro- 
menti  musicali  :    in  alto  Angeli   con  co- 
rone :   lu  lontananza   a   destra  ,   Cristo  ri- 
.sorto  che  apparisce  alla  Santa  .  —  L'  Alt. 
ifiiag.  isolato  ha  un  grand'  arco  adorno  di 


6i6      Ch.  ed  Orfan.  di   s.  Anna 
mezze  coloniiue  coriiicioue  e  frontespizio 
acuto  di   stucco   di   ordine  dorico  :   ai   lati 
2   piccioli    archi   collo    sfondo    anch*    esso 
aperto  per  dar  maggior  lume   al  Coro  :   e 
sotto  di   essi  2   porte   che   guidano  al  me- 
desimo .  Vi   è    notato   l'anno    1718   in   cui 
fu  eretto  quest*  ornamento  .  Evvi   un  gra- 
dino con  tabernacolo   intagliati  e  messi  a 
oro  ,  e  dietro    ai  medesimi  un*  intaglio   a 
trafori  .  Il  Coro  semicircolare  con  due  co- 
retti  in   alto  avea    in   fondo  una  pregevo- ' 
lissima  tavola  del   Pinturicchio  .   Essendo 
in  luogo  piuttosto  oscuro  e  in  tempio  po- 
co   fre«[uentato  ,   fu    richiesta   questa     ta-' 
vola   dai  Direttori   dell'  Accademia  del  Di-- 
segno  ;  quindi  nel  marzo  del   1820  fu  tras-; 
ferita     nelle    Camere    di    essa    Accademia» 
(  ^'P^S'  ^58   )  .  Vi   fu  sostituita  altra  ta-- 
▼ola   che  esisteva  un  tempo  nella   eh.  deI-\ 
lo  Sperandio  e  che  passò   in  domìnio  dell'i' 
Accademia  .  Ha    in  alto  in   mezzo  agli  An- 
geli G.   C.    che   incorona   la   Madre  ,  poco- 
sotto   inginocchiati  sulle  nubi   s.   Pietro  e 
s.  Paolo  ,   sul  piano  ^  in  atto  dì   contempi 
plazione  s.  Benedetto  e  s.  M.  Maddalena, 
lateralmente   in   ginocchio,  uno    stuolo  di 
Monaci  e  Monache  .  Vi   è  notato  in  ab- 
treviatura  non   intelligibile  il   nome  del- 
la  Religiosa     che  commise  il    quadro  ,  i 
nome  dell*  autore  e  V  anno   i583.  —  L- 
Altare  che  segue  ha  un   Crocifisso  in  te- 
la •  —  Il  II  con  ornato  e  colonne  di  le- 
gno   dorato  ha   un    bel   quadro    dì   Luig 
Scaramuccia  rappresentante  la  B.  V.  Au 


I 


Ch,  ed   Orfan»  di  s.  Anna      617 
nunziata   e   lo   Spirilo  Santo   iVa   varj   put- 
ti  in   gloria  .  —  Nel   III   vedesi   s.   Simo- 
ne  fanciullo   di   3    anjii  martirizzato  dagli 
Ebrei   in    Trento   nel    i475-    I  9    piccioli 
quadretti  alT  intorno  esprimono  i  varj  ge- 
neri di   tormenti   fatti    soffrire  al   fanciul- 
lo, e  il  giudizio   e  la  pena    subiti   dai  cru- 
deli persecutori  .   (5)  Negli   ultimi   2  qua- 
dretti  sono   le   immag.  dell'  Ecce  Homo  . 
—  E*   degno  di   osservaz.  il  bel   Chiostro 
formato  da  32   colonne  di  travertino  ,  in- 
cominciato nel  1495  e  terminato  nel  i5o5. 
(6)    Qui   s*  istruiscono   i   fanciulli  in  "vari« 
arti    meccaniche  di  cui    si   veggono    le   of- 
ficirii»  .   Evvi   la   scuola  del  Disegno  per  \ 
Architettura  ,    e    vi    si   amipirano   raccolti 
molti   bel   Saggi  dati     sinora    sotto  la  di- 
rezione del   sig.  p'ilippo  Pe^cl  dal   miglio- 
ri ingegni   qui    allevati  .   Vi    s'insegnano 
joure  r  Abbecednria  la  Calligrafia  e   1*  A— 
n'immetica  .  Nelle   camere  del   Rettore   sc- 
ilo appesi     i   ritratti  del    benemerito    Ve- 
fcovo    fondatore  ,  e    di  Angelo  Leonardi 
:iabattino  che     morendo    il  dì    11     aprile 
i  796  ,  costituì  erede  il  pio  Istituto.  -Dalla 
)rGssima  Via  che  mette  alla  moderna  Por- 
a  deiGhczzi,  continua  la  VI  Ad.  DI  S.  AN- 
,  V^A.  Qu.  che  riconduce  in  Città  avea  nef>li 
corsi  sec.  una  Porta  poco  lungi  dalla  de- 
critta  eh.  di    s.  Anna  .  Era  detta  dei  Ba^ 
lioni   perchè    introducea      nella     indicata 
ia  che   dava  accesso  ai  Giardini  di  Brao(  io 
»a<jlioui  .  Fu  demolita  affatto  n«I    secolo 

h 


6i8  Via    di  s.    jlnna 

XVII.   e  ridotta   la  strada    nella  farmi  pre- 
sente   .     Questa   fu   meglio     appianata    nel 
1804  ,    toìti   in  parte  i  gran  cumoli  di  ter- 
ra  che   sorgeaao   lungo   le   mura,  e   trasfe- 
riti  alla  parte    opposta   per   riparo   al    ter- 
reno  dirupato  .    Fu    costrutto   il   muro   in  — 
nan/J  alla  piccola  Porta  ddtta   delle  C ap^ 
-puccinelle  e  riattato  quello   che   fiancheg- 
gia  la    strada  detta   delle   Fonti   Coperte  . 
JVel    novembre   poi   del    1820   per   amplia- 
re  il   principio   di    d.    strada  di    s.   A:iua  si 
trasse  più  indentro  pei*    lo   spazio  di   cir- 
ca  palmi    j   il  muro   delT    orto     dell*    Or- 
fanotrofio ,    e   per   abbellirla    nelT    ottobre 
del     1821    da    presso     alla    eh.   di    s.    Aaua 
siilo  allo  in^rresso  della  Via   delle  Fonti  si 
piantarono   in   linea   regolare  2^  arboscel- 
li   di   Platano    .     La   via   che   direttamente'; 
continua     da   questa     sotto  le   mura   occi-ii 
dentali   di   s.   Anni    conduce   alla  Villa   wn} 
tempo   de'  Vincioli   o^^gi  del  Montesperel^ 
li  .   Vi   si   ve^^jono   alcune  urne   cinerarie; 
antiche   ivi   raccolte   sul  principio  del  sec;: 
XVIII.   dal   eh.    ab.   Giacinto  Vincioli   ap- 
punto    in  quei  dintoi^ii  dove    fatti   nuovi 
scavi    nel    1817  %  si  rinvennero   frantumi  di  1 
colonne   e   stipiti    di   porte    di     travertino» 
»  la   graa   cassa   intiera   con  suo  coperchio 
di   pietra   bianca  ripieno  di   terra    ,    indizj 
che    qui    fossero    delle   camere     mortuarie 
antlch' 'ìsim?  ,   visitate  però   col  mez^o     di 
antecedenti    scavi  .    Prossimamente   al   di- 
rnoo    soijzetto   im:n?dlatam^^ute   alle    mir,- 
di  s<  Anna  ,    si  uovo  pure    una  porzioat 


Porta  dì  s.   Carlo  6«'5 

di  pnvimenio  a  mosaico  di  pietriizze  bian- 
che e  nere  assai  bea  lavorale  die  si  re- 
putò avanzo  di  terme  .  Tutti  questi  og- 
getti ,  apparteiieado  il  lerreuo  al  signor 
con.  Francesco  Conestablli  della  Staffa  , 
si  conservano  nel  suo  palazzo  .  —  La  stra- 
da di  cui  abbiam  qui  fatto  primamente 
parola   guida    alla 

PORTA  detta  DI  S.  CARLO  .  Fa 
questa  aperta  e  costrutta  nel  1612  per 
'la  solenne  processione  colla  Immagine  e 
Reliquia  di  s.  Carlo  Borromeo  ordinata 
^'^l  vesc.  Comltoli  ,  dal  qaal  Santo  per- 
prese   la   denominazione  .    La   porta   è 

•  ircuata  in   mezzo  a  2  pilastii   fianclieggia- 
'  .i   da   2    cartocci  ,    sopra   dei   quali   s'  inai- 

•  pa  un  frontespizio  in  linea  retta  .  (i)  La 
1^  diritta  Via  fuori  di  essa  venne  adagiata  eli- 
iellata  fino  alle  mura  del  Forte  nel  i8oi 
n  cui  si  riempì  la  fossa  che  continuava 
ino  air  ultimo  baloardo  a  piò  del  me- 
esimo  .  (2)  La  strada  interna  incomin- 
lata  nel  1598  ,  nuovamente  disegnata  nel 
"^19  per  opera   del  governatore  Diaz,  ma 

u   condotta   allora     a   perfezione    per  la 

li'  partenza  del  d.   governatore,  fu  finalmcn- 

ini  I?  rifatta  nel    1682    a   2   piani  ,  V  uno  su- 

ct Seriore,   sostenuto   da   forte   muro,  V  al- 

0    inferiore  ,    per     condurre  a  Porta    s. 

-^'tro  ,   e   fu  appellata 

VIA  LOMELLINA  .  Lorenzo  Lo- 
\:  jiellini  Governatore  di  q.  Città  dal  i6;S 
€  '1   i685   non  5clo  procurò   che  fosse  rcn- 

b  7, 


620  Via   Lomellina 

duta  più   comoda  qu.   strada  ,   ma  dinanzi 
al  muro  che   sostiene   la   terra  ammontata 
avan/.o  di   €£uella    che   trincerava    le    fosse 
della   fortezza  dalla   parte  della  piaz/.a  ;  fe- 
ce  costruire  una  fonte   fregiata   di  un*  or- 
namento a   centina  di   mattoni   arruotati   . 
in  mezzo  al  quale  fu  posta  in  marmo  bian- 
co la  seg.   Memoria   ,,   Laurentio  Lomcl^ 
lino   Reipiih.    lanuensis   Patritio    PerU'f 
siae     Umbriaeque     Patri     Verius    Quam 
Praesidi   Quod   Ci^ium   Comniodo    Ciin- 
tatis   Consulens   Ornamento  Arctam  Ac 
Clix^em  Injlexam    Nùniuni    Viam    liane 
Latioreìn    Leniorem     Rectiorein     Feccrii 
Noblliorenv   Riddlderit  Deditctas  Proxi" 
filo     Ex   Iago    luges    In     Urbem     Aqnaì 
Perdltorwn  Hominaui  Sedere    Deperdi- 
tas  Patriis  Fontibiis  Postlùninio  Restituì, 
evit  Augusti  Diicenii^iri  Viam  Lomellinan 
A^qnam   Lom3lUna  n    Dici  Posthac   Grà 
ti  Alimi  Causa  lubcntes  Caelatum  Cor 
dlbus  quan   Mamiore  Altiiis   Hocco  Mq' 
nim^ntum  PP,  A.  C  MDCXXCII  „  (i 
{*)  -  Dlcontro  a  qu.  fontana  è  una  piccol 

(*)  Poiché  qu.  strada  ad  onta  delle  pre 
cauzioni  piese  fin  dal  principio  della  sua  ce 
struiionc  ,  riesce  alquanto  disastrosa  j  n- 
1820  si  progettò  e  si  disegnò  di  renderla  ar 
ch3  più  agiata  collo  stabilirne  1'  incominci 
itleato  alla  Vici  del  Calzo  di  5.  Ercolano  ( 
/?.  4^f  )  *  ^  proseguirla  direttajnente  e  e 
facile  pendìo  sino  alla  Porta  di  s.  Carlo  ,  ci 
perciò  rim  u'rebbc  chiusa  ,  e  da  questa  dive 
genio  pwr  in^-^^so  di  archi  sopra  la  faisa  de 


Via  Lomellina  6 9.  \ 

CAPPELLA  della  V.  ANNUNZIA- 
TA .  Si  congettura  che  presso  al  luogo 
di  qu.  cap.  fosse  una  volta  collocata  sco- 
pertamente nella  strada  contigua  a  guisa 
di  Maestà  ,  la  immagine  che  vi  si  vene- 
ra, e  che  fosse  detta  la  Madonna  di  Por- 
ta Marzia  per  essere  a  qu.  vicina  .  In  u— 
DO  de*  nostri  Scrittori  a  penna  ,  di  Lei 
li  trova  la  seg.  memoria  „  Recordo  co-^ 
ne  a  dì   4  de  maggio  del    i^^%   se  dis^ 

yie  che  la  Madonna  de  la  Porta  de  Mar-* 
to  aveva  chiuse  gli  occhie  ,  e  comenzò 
i  concorrere  la  brigata  »  e  fé  molti  mi'^ 

1^  :acoli  (  Ricor.  Zucconi  p.  ^Q.)  Ciò  die- 
jle  forse  motivo  alla  fabbrica  di  qu.  cap. 
iel  tempo  appunto  che  questi  dintorni 
jambiarono  aspetto  per  la  edificazione  de^ 

.  ^   Cittadella  che    attualmente  si  stava  e— 

'^    »  J  TT 

iOgucndo  .   ria  una  porta  arcuata  con  pi— 

,    utri   cornicione  e  frontespizio  dorici  for- 

"  pati  d'   intaglio  di  mattoni  .     L'  interno 

I     uu  piccolo   quadrato    con  volto  dipinta 

'fogliami  bianchi  a  chiaroscuro  in  fon- 

"^  dorato    .     L'  Altare    ha   un'   ornato  di 

-^no   intagliato  e  dorato  con  2.  Angeli  di 

f  r  Fortezza  ,  rialzarne  tutto  il  livello  fino  m. 
^  c|xt  pai.  12  .  Ma  la  considerabile  spesa  noa 
'  t  permise  fino  ad  ora  la  esecuzione  •  Siamo 
*  Ijrò  hisingati  che  V  impegno  dell'  egregio 
'J»i)nsjg.  Delegato  SPINOLA  procurerà  bea 
^  lesto  il  nuovo  Ideato  comodo  sentiero  alla 
'  Citrale  prominenza  di  qu.  Città  divenuta  an- 
t^e  sua  patria  per  la  Patrizia  Cittadinanza 
'' f'I.'nianiente  decretatagli  il    di    18  Die»    1821. 


Ìj22        Compagnia  di  s.  Slartino 
rilievo    elle     sostengono     un  cornucopio  . 
Eacchiude   qa.    ornamento   un*  antica   im- 
magine  in   tavola   rappresentante  la  Verg. 
Annunziata  .     Ai   lati  dell*   alt.   sono    due 
picciole  porte     aneli'   esse   ricinte  di  cor- 
nici dorate  .   Siccome  qu.  cap.   non   ha  fi- 
nestre ,   prende   la    luce   dalla   porta    ,    che 
essendo  chiusa   la   tramanda   pe'  suoi   t.a- 
fori   appositamente   su   delle   imposte   inta- 
gliati .   —    Poco    sopra    a   qu,   cappella  è 
r   ingresso   dclT 

OFFICIO    della   COMPAGNIA  Dt 

St  MARTìNO     .     Istituita   questa   Sociel^; 

nel    1674  *  sollievo  de'  poveri  e  degV  in-j 

fermi   (i)   ebbe  la  prima   t-ua   sede  in  una 

piccola   eh.   e  casa  nella   contrada  de'  Pa-^ 

steni  in  P.   S.    A.     come     abbiamo    a   sue 

luOiJ-o  notato   .     Per   mac^iiior  comodo  de 

miserabili   che     andavano  a   riscuotere    L 

limosine  da  lei   assegnate  e  a  provvedersi 

de'   medicinali   che   somministra   ,  fissò  I 

sua   officina  di  Farmacia, e  presso   alla  m^ 

desima   il  suo  Officio  ,   in  Piazza   di  Sopri 

muro  come  centrale  alla   Città  ,    in  alcu 

ni   fondachi     spettanti   all'   Ospedale   del,' 

Misericordia  ,   fin  dal  dì    i4   marzo     166 

(  Istr-  rog»  Car letti  in  Arch.   dell  Os^ 

p*   16  )  .   Ottenne  poi  in  perpetuo  posse; 

so   da   Pio  VI.   nel     1777     con    suo  Bre 

spedito   il   dì  26   marzo     la    Chiesa   e  ca 

annesse    di   s.   Ercolano     abbandonate   e 

pp.   Barnabiti  .     La   Ch.   e   decorosamer 

officiata  dalla  'Società  (  ^.    Art.   s.    ErC' 

Annoi.  4  )  '    ^  ^^^  porzione  della  C<^ 


Camp,  di  s.  Martino  6c>3 

ael   plano   superiore   in   destinata   all'   Ar- 
chivio ,   air  Officio  ,   e  alle   Adunanze  par- 
ticolari  della   Compagnia  .   La   traslazione 
di    quest*   Officio  al    presente  locale  ,   già 
decretata  dal  Priore  e  Consiglieri   del  pas- 
sato triennio  ,   per  riunire   in  un  sol  luo- 
go    tuttociò     che     appartiene  alla  Società 
(eccetto  la  Farmacopea  che  fu  serbata  nell* 
antica   situazione  )  :   si  eseguì  nel    1821   » 
ia  cui  il  dì  2.   novembre  venne   qui  aper- 
Ito  il    d.   Officio  .    (2)   La  Porta   con   cor- 
aice  ed  altri   ornamenti  di  travertino   fat- 
.i  lavorare  dal  Gomitoli  nel    1607  ,  allor- 
,  ;hè  la   stabilì  per  principale   ingresso  del 
j  Collegio  dei  Barnabiti  ;    mette  a   un*  adi— 
,  'O     ornato  da   2     quadri  di    Anton   Maria 
,  Garbi  rappresentanti  s.  Martino  in  atto  di 
I  partire  il  propiio  pallio  ad  un  povero  ,  tt 
'   a   Immagine   simbolica   della   Carità    ver-* 
,  ko  il  prossimo  .  In  faccia  allo  ingresso  è  la 
porta  per     cui   si  entra  in  uà*  corridojo  . 
,  J!jungo  le  pareti  di  esso  sono  appesi   i  Ri-- 
Uatli  dei  piii  insigni  Benefattori  dello  Isti- 
nto .    (3)    Nella  parete   a  capo    del   corri- 
0    è   un    scmicircolo    in   tela   in   cui    da 
.010  pennello  del   sec.   XVII   fu  dipin- 
ad   un   lato   la   V.  col   B.  e   s.  Gio   Batt. 
^  air  altro  ,     s.    Martino  che  divide  la  pro- 
pria veste  .   Prossima   alla  porta   che  dà  Y 
iiccesso  al  corrid.  e  la   camera  delT  Archi- 
io  e     del   Computista  .    Qui   si   conserva- 
lo in  adattati    armadj   le     carte    e   i   libri 
jpettanti  agli  aflari  della  Compagnia.  Qae- 
ta   camera   ir    un   avanzo    dell*  antica   Cli. 


6-2  4  Comp.  di  s.  Maritino 

dì  s.  Ercolano  di  sopra  (4)  ,   dove   i  Bar- 
nabiti  nel    i6oy    fissaìono  la    loro   cappel- 
la   domestica  .    In  una   nicchia    chiusa    da 
uno   sportello   si   .serba    tuttora    un'  antica 
Croce    di   marmo    rosso   scabro  ,    alta   pai. 
9.  ^   basata    su  di    un   pezzo  di    marmo  bian- 
co anch'  esso  scabro   e  tagliato   a   guisa  di 
ponticello   con   sotto  la   isciiz.   ,,  Inventa 
in   Ecclesia    inferius  rcstituta  .    1612  .   ,♦ 
anno   in    cui    fu   la   d.    Croce   qui   traspor- 
tala.   Questa   con    la  sua   iscriz.,   smarrita, 
ricordava    1'  epoca    della   seconda    erezione 
della  eh.  inferiore  di   s.   Ercolino   tuttora 
esistente   (5)  .   Nella   parete  principale  so-; 
pra  le  scanzie  sono  appesi  3  piccoli   trian- 
goli ,   frontespizj   di    3  delle   antiche   tavo-; 
le   che  conteneano   il  catalogno  dei  Fratel- 
li  ♦  dove    sono   elegantem.   colorite    3   im- 
magini di   s.   Martino  .  Dicontro   a   questa 
camera   sono   le   2    destinate   al  Cassiere,  e. 
di   nuovo  inalzate  sulle  vecchie  mura  nel»/ 
la   occasione  di   rendere  capace   il  luogo  ai 
tutte  le  incombenze  dell*  Officio  .  Evvi  una/ 
bella  immag.  in  tondo  e  in  mezza   figura,' 
della  V.   addolorata  :    un    quadretto  con  s. 
Eustachio  :   altro     più   grande   e  di    qual- 
che merito  con   s.  Agata  risanata  da  s.  Pie- 
tro ,  ed  altri  di  paesaggio  .  Al   di   là  di  qu. 
sono   altre   2  camere  destinate  alla  udienza 
del   Priore   e   alle  sue  conferenze  coi  Con- 
siglieri .   Sono  adorne    di   varj    qtiadii   tra 
i   quali  si  distinguono,  nella  camera  del  ca- 
minetto ,    un    bel  Presepe    che    prende   la 
luce  dalla  torcia  recata  da  un  pastore  ifl 


Palazzo  Antinori  0^5 

atto  (II  adorare  ilB.  :  un  Gesù  parimenti 
Larnbino  doimiente  fra  gT  istromenli  del- 
la passione  :  2  quadretti  simili  di  moder- 
no pennello  rhe  offrono  Davidde  vincito- 
re di  Golìa  ,  e  il  Passaggio  deli'  Eritreo  : 
nella  camera  anteriore  ,  una  tavoletta  del- 
la Scuola  di  Pietro  colla  M.  in  intera  fi- 
'  gura  tenente  in  braccio  il  div.  Fanciul- 
lo .  —  Uscendo  da  qu.  luogo  si  ascende 
per  breve  pendìo  alla  Piaz,zci  Rix^arola  , 
«  prima  di  entrarvi  ,  trovasi  a  destra   il 

PALAZZO   ANTINORI  .   Dalla   fa- 
miglia Floramonti  estinta  ,  passò  nel  feb- 
bvajo    del    1806   qu.  palazzo   in     proprietà 
del   sig.  march.  Giuseppe   che  forma  il  Ut 
;  dei  4  ra'ni  dell*  odierna  famiglia  Antino- 
!  ri   derivata   dal   march.  Girolamo  padni  di 
4   figli  che  tutti  si  ammogliarono  ed  an^» 
no   fecondissima   prole  .  E*   qui  da  ammi- 
rare \  Appartamento   a   pian   terreno  de- 
stinato alle  adunanze    dei  Pastori  Arca-^ 
di   della    Colonia   Augusta,  per  la  pri- 
ma volta  aperta  alle  medesime  il  dì  i  mag, 
1820,    essendo    il    lod.    march.    Giuseppa 
, della  stessa  Colonia   bencmer.  Vice-Gusto* 
jde  fin  dal  dicembic    1806,  Qu.  apparta- 
[mento  è  formato     da   4  camere  ajnmobi- 
Hate  ed  abbellite  colla  più  nitida  sempli- 
cità ,    ed  à  una  sala  di    sufficiente    gran- 
dezza dove  Giovanni    Monetti  ,  quanto  al- 
le prospettive  ,   e   Cailo  Cencìoni  ,  quan- 
to  agli   ornati  ,   rappresentarono  un'  tem- 
pio   di  Pane  in  A'cadia  .   Varie  colonne 

h3 


626  Palazzo  Anlinoii 

allo  intoiiio   che  sostengono  uà  cornicio- 
ne  ed    un'  attico  ,   8   riquadri     sovra  le    4 
porte   angolari   e   in   mezzo   alF  attico  ,   e— 
.««primenti    sacrifizj   a  Bacco   e   danze  del- 
le   Ba creanti  ,   un*  ara    sacra   a  Pane   fra   le 
coloDXie  della  principale  parete  ;   costitui- 
scono   la   ru:^ura   interna   di     qii.   tempio  . 
Fra    le  colonne   stesse    e   quelle   delle  al- 
tre pareti  veggonsi  le  prospettive  dei  bo- 
schi   monti    e   fiumi   dell'  Arcadia  .    Entro 
al  bosco  delineato     nella   parete   inferiore 
si   scorgono     dipinte   urne     e   sassi   sepol- 
crali  clie  portano   scolpiti   i   nomi   di  Ze- 
onte  ,   abb.   Giacinto  \ indoli  ,  di   Ornin-' 
to  ,   dott.   Annibale   Mariotti  ,     di   M^rio-- 
ne  ,  dott.   Giuseppe  Ludovisi  ,  di   Dovari^ 
te  ,   ab.    d.   Luigi  Brami  ,    di   Telesinda  , 
Teresa  Brunelli   Camilletti  ,   cliiariss.    de- 
funti Pastori     di    qu.  Augusta    Colonia  . 
Il  volto  presenta  un'  aperto  cielo  in   mez- 
zo a   cui   spiega    le   grandi   ali    un'  Aquila 
augurale   messagglera    di   Giove  proteggi- 
tore  del  Tempio  .  Le  imposte  0  ripàri  in- 
terni  delle   2   finestre     laterali   alla    supe- 
rior  parete   offrono  1*  aspetto  di  due  gran 
lapidi   ove    sono  incise  le  Leggi  genera"' 
li  deli  Arcadico    Ceto  .  —  Al  principio 
del   muricciolo  clie  sostiene  1'  adito  per  cui 
si  entra   nel  portone   ornato  di  bugne  di 
travertino  nel    1808  è  un  antico   cippo  ove 
fi*   legge  ,,  Augusto  Sacrum  ,,  Egli   è  una 
di  quelle   basi  di    statue   o  di  colonne   clie 
furono  erette   ad   Angusto  dai  Perugini  ia 
iaonumento  di  gratitudine  a  cj^nell'  Impe- 


Piazza  Rivaro! a  6^47 

rad.  per  aver  egli  restaurata  qu.  Città  •  — - 
I     Si    elitra   quindi   nella 

PIAZZA  PJVAROLA  .  E*  qu.  piazza 
P     degna   di   osservazione  per  la   sua  ampiez*- 
za  tanto  più  rimarcabile  se  si  considera  co- 
me  una    continuazione  dello   spazio  pres- 
soché aPratto  piano   delle  due   vie  del  Cor- 
so e  Kiaiia   e  delle   due  antiche  piazze  del 
Duomo  e  di  Scpramuro  :  spazio  certamen- 
te  non   ordinario   e   comune   alla    sommità 
di   un   monte  .  Era    qu.  luogo  nei   prischi 
tempi   tutto    occupato  da  fabbriche   ed  era 
perciò  il  più   abitato  della  Città  .  Allorché 
Paolo  III   fece   edificare  la  prossima  Cit- 
tadella e  la   fé'  cingere  d*  ogn'  intorno  di 
fosse  ;  profonde   fosse   eran   pure   in   que— 
'    sto  luogo  ,  ne   aveasi   accesso   al    forte  che 
'    per  wn  cancello  posto  in  faccia  alla  via  del 
Corso  ,  e  per   una   strada   fiancheggiata  a 
sinistra   da   un*  alto    cumulo   di   terreno  e 
,    da   un  ponte  levatojo   .    Cessato   il   go\er- 
!    no  repubblicano  ,    e   spedito  in   qu.   Città 
nel  settem.  del    1800  colT  autorità  di   de- 
legato apost.  dal  nuovo  Pontefice  Pio  VII 
I   monsig.  Agostino  de  march.  Rivarola  ,  an- 
I    che     stimolate     dalla   istanza    di   parecchj 
I    Citta  din  i,   determinò    di    fare    uguagliare 
;   questo  terreno  e  di  formarvi   la  piazza  che 
'   vi   si  vede  .  S'  incominciò   il  dì  i5  dicemb. 
deir  anno  stesso  a  rimuovere  la  terra  am- 
.   montata  e  a  riempiere  il   soggetto  vuoto, 
I   contribuendo  alla   spesa  i   privati  cittadi- 
I   ni,  molti  de*  quali  v'impiegavano   ancora 


628  Piazza   Ulva)  ola 

la  notte  1'  opera  Joio  .  Fu  rapidamente  ap- 
pianato  il  terreno  dinanzi  al  laaschio  del- 
la fortezza,  ma   rimase  il   vuoto  al  fianchi 
de'  baloardi  laterali  .   Ivi  per   sostenere  il 
nuovo  terrapieno  si  costruirono  nella  esta- 
te   del    1802    colla    direzione    di    Antonio 
Stefanucci    architetto  romano   due  mura- 
glie semicircolari  ,  che  per  non  essere  ab- 
bastanza  consistenti  e  forti   e  per  essersi 
quella  al  lato  destro   rovinata  dopo  T  ad- 
dossatole peso  il  dì  2    novemb.   1802,  fu- 
rono ambedue  rifabbricate  nella  primave- 
ra   del    i8o3     colla   scorta    delT  architetto 
Vincenzio  Ciofi    perug.   Fu   quindi    nuo- 
vamente riempiuto   il  vacuo  destro  e  fre- 
giata la    piazza  di  comodi  sedili    di  tra- 
vertino da  quella  parte  .   Nella  primave- 
ra del    i8o5    s'  incominciò   a  riempiere  il 
vacuo  sinistro   e  a  costruire  eguali   sedili 
anche  da  questa  parte  ,  e  voleasi  compiu- 
ta  r  opera  in    occasione  della    venuta  in 
Perugia  di    s.   s.  Pio  VII   che    accadde  il 
di    IO  maggpio    i8o5  ;   nia    ciò   non   riuscì 
rimanendo  ancora   vuoto  uno  spazio  nell* 
angolo  tra   il  baloardo  e  la  piazza  che  fu 
terminata  finalmente  e  livellata   nel  mag- 
gio   1808.  Nel    i8o3  fu  parimenti   di  nuo- 
vo  selciata  la   strada   che  si  unisce   a  que- 
sta  piazza  ,   fu   abbassata     e  dilatata    nella 
sua  larghezza  per  circa,  a  3   pai.  e  vi  fu- 
rono aggiunti  de*    marciapiedi  presso     le 
fabbriclic  dirimpetto  al  forte  .    Dal   sulle- 
dato  pieside  poi  cardinale  Rivarola  che  ne 
promosse    la  esistenra  ,  prese  il  nome  la 


Porta  Marzia  629 

Piazza  (i)  .  —  Osservandosi  dal  l)raccio 
destro  di  qii.  Piazza  il  vasto  ed  àmeiiis- 
simo  Oiizzonte  che  si  offre  allo  sguardo 
dal  levante  e  mezzodì  ,  cade  la  pupilla 
eziandio   sugli  avanzi  dell*  antica 

PORTA  MARZIA  .  E'  questa  inca- 
strala nel  Baloardo  dello  Fortezza  volto  a 
levante  e  verso  la  eh.  di  s.  Ercolano  .  Da 
alcuni  grossi  stipiti  di  travertino  che  fu- 
rono trovati  nel  cavare  le  fondamenta  del 
nuovo  muraglione  costrutto  nel  i8o3  per 
sostenere  il  terrapieno  della  piazza  da  qu. 
parte,  verso  il  principio  della  piegatura  del 
semicircolo  ;  si  dedusse  che  qui  fosse  la 
d.  porta  ,  e  così  venne  a  favorirsi  la  opi- 
nione di  chi  disse  che  i  suoi  ornamenti 
superiori  eransi  trasportati  ed  inseriti  do- 
ve si  veggono  .  In  questa  ipotesi,  la  por- 
ta sarebbe  stata  volta  nella  medes.  dire- 
zione dei  presenti  ornamenti  ,  ma  piii  ad- 
dentro verso  la  Città  per  circa  pai.  80. 
e  più  a  retta  linea  col  vicino  Arco  di  s. 
Ercolano  :  L'Orsini  però  nella  sua  Dis-* 
serta z.  snli  Arco  Etrusco  della  Via 
Vecchia  ,  /?.  63  ,  riferì  che  da  un*  anti- 
ca prospettiva  dipinta  in  tela  ,  la  quale 
con  altre  si  conservava  presso  i  Monaci 
di  s.  Pietro  ,  si  ravvisa  che  la  Porta  era 
nel  sito  medesimo  in  cui  son'  oggi  gli 
ornamenti  ,  ed  è  assai  verisimile  che  fab- 
bricando la  fortezza  con  tanta  sollecitu-i» 
dine,  non  si  perdesse  tempo  in  rimuoverli 
e  ricollocnrli  .  Sono  essi  di  travertino  • 
e  consistono   in  un*  arco  a  pietre  riqua- 


63  0  Porta  Marzia 

eirate  clie  lia  un  gran  fregio  ove  nelle 
nietope  fra  4  pilastrini  scanalati  che  han-^ 
no  capitelli  di  fogliami  a  foggia  di  quel- 
li che  dipinti  si  veggono  nei  vasi  etru- 
schi ;  sono  posti  3  busti  umani  seminu- 
di tagliati  sopra  1  ombilico,  con  2  cavalli 
nelle  metope  estreme  tagliati  poco  sotto 
al  collo  .  Il  busto  che  è  in  mezzo  è  mag- 
giore degli  altri  ,  e  potrebb'  essere  ,  dice 
1'  Orsini  un  qualche  Dio  degli  Etruschi, 
o  il  loro  Tagete  .  Da  un  lembo  del  suo 
pallio  steso  a  traverso  del  grembo, fa  usci- 
re la  bocca  di  una  tromba  o  corno  ,  em- 
blema marziale  come  lo  sono  i  cavalli  . 
Si  affacciano  qu.  busti  ad  un  parapetto 
tirato  a  graticci  diagonali  .  Due  laterali 
pilastri  con  capitelli  di  forma  jonica  si- 
mile ai  pilastrini  accennati  chiudono  tan- 
to r  arco  che  il  fregio  .  In  mezzo  ai  tri- 
angoli che  rimangono  a  lato  all'arco,  si 
veggono  incastrate  2  teste  umane  .  Nel 
fascione  alla  estremità  superiore  del  fre- 
gio si  legge  in  belli  e  grandi  caratteri  ro- 
mani Colonia  Vibia  .  Neil*  altro  all' estre-- 
mità  inferiore  del  medes.  ,  jdvgvsta  Pe^ 
rvsia  .  Fin  circa  il  ij-Bo  vedeasi  sulla  si- 
nistra in  fine  dell'  arco  ,  in  luogo  del  pri- 
mo cuneo  ,  un  toro  o  vacca  rozzamente 
scolpita  che  andò  dispersa  nel  ristaurarsi  la 
cortina  al  baloardo  ove  T  arco  è  annes- 
so ,  siccome  assai  malconce  dal  tempo  e 
dalle  vicende  furono  le  altre  sculture  di 
qu.  rispettabile  monuniento  .  Il  sig.  Ver- 
miglioli  nel  T.  II  deli'  Iscrizioni  Pej^ugi^ 


Cittadella  Paolina  63  i 

ne,  e  l'Orsini  nella  citata  Opera,  diedero 
di  esso  dib'^entiss.  incisione  in  rame  ,  il- 
lust>:andone  la  origine  incerta  e  il  signi- 
ficato ,  ciò  che  pur  noi  riferiremo  all'An— 
notaz.  (r)  del  presente  articolo  .  —  Si 
ammira  in  seguito  la  bene  arcliitettata 
struttura  della   Fortezza   o 

CITTADELLA  PAOLINA  .   Questa 
superbissima   e  inutilissima   mole  fu   inal- 
zala  (la   fondamenti  sulle  rovine   di  rispet- 
tabili fabbriclie  che  s'incominciarono  a  de- 
molire il  di  3o  giug.  i54o  ,  nel  breve  spa- 
zio di  men  di   3   anni  ,  e   con  disegno  di 
Antonio   da  Sangallo  fioreiit.  ,  cbe   la  ideò 
appunto   in   qu.   bella   parte  di   Città  ,  per 
secondare  il  furibondo   genio  del  duca  di 
Castro  Pier   Luigi   Farnese  figlio   del   pa- 
pa  Paolo  III  fieramente  irritato  contro  de* 
Perugini  .     (i)    La   sua   larghezza  verso  i 
2   baloardi    superiori   occupa  lo    spazio  di 
pài.   540  1  verso   i  baloardi  estremi  infe- 
riori ,  di   4^0  '  ^   1^   5^^  lunghezza  di  pai. 
i362.   Il    suo    principale    prospetto    ò    di- 
contro alle   2   Vie  del  Corso  e   Riaria  ,  la 
prima   riquavdata  dal   baloardo  sinistro  ri- 
volto  al    nord   ,    la    seconda  dal    baloardo 
dt^stro  verso  il  nord-est  .  Tra   i   2    baloar- 
di s'  inalza  in   mezzo   alla  cortina  un  gran 
Maschio  che  domina  tutte  le  parti   che  gli 
stanno   intorno  .   La   piazza    sulla   sommi- 
tà  del   Maschio  larga   pai.  85  dall'  est  all' 
ovest  ,  e  62   dal  nord  al  sud  ,  è  difesa  da 
3    gT-andi   merli,    nel   medio   de'qnali   sor- 
ge l'Albero  per.  la  bandiera.   Su  cj^uesta 


63-^  Cittadella  Paolina 

piazza  che  à  in  mezzo  un*  apertura  ,  don- 
de potere  agevolmente  farvi  salire  le  mu- 
nizioni ,  fece  il  Papa  situare  4  cannoni 
di  enorme  calibro  ,  cioè  2  da  80  ,  e  2  da 
60  ,  che  andarono  dispersi  nella  france- 
se invasione  del  1798.  Nella  parte  ante- 
riore del  maschio  vedesi  in  alte  una  nic- 
chia ov*  era  collocata  la  statua  del  Papa 
al  naturale  sedente  formata  di  terra  cotta» 
che  gittata  nel  sottoposto  fosso  dall'  en- 
tusiasmo repubblicano  il  dì  5  febr.  ijgSr 
andò  in  frantumi  .  Sotto  la  nicchia  a  let- 
tere cubitali  si  legge  Pai^L  III  Pont. 
Max.  ,  iscrizione  che  cancellata  nel  det- 
to giorno  ,  fu  nuovamente  colorita  nelT 
aprile  del  i8o5.  Inferiormente  ad  essa  è 
la  gran  Porta  principale  ornata  di  bugne 
di  travertino  con  sopra  6  stemmi  ,  cioè 
del  Pontefice  dei  o^  Cardinali  nipoti  ,  e 
dei  2  legati  Della  Barba  e  Parisani  , 
che  resser  Perugia  durante  il  lavoro  di 
qu.  fabbrica  ,  scolpiti  assai  diligentem.  in 
marmo  da  Simone  Mosca  da  Setignano  » 
e  da  Lodovico  Scalza  da  Orvieto  ,  e  ac- 
curatamente abrasi  ali*  epoca  sudetta  . 
Ha  questa  porta  le  sue  imposte  foderate  di 
lamine  di  ferro  .  Avea  pure  un  ponte  le- 
▼atojo  con  suo  rivellino  strada  coperta  e 
spalto  ,  cose  tutte  che  si  distrussero  eoa 
riempiere  le  fosse  che  d'  ogn'  intorno  cir- 
condavano il  Forte  ,  gli  spazj  delle  qua- 
li a  tanto  miglior  uso  furono  la  Dio  mer- 
ce finalmente?  conversi  nel  nostro  secolo  . 
Dal  baloardo  sinistro   stendesi  la  coitina 


Cittadella  Paolina  633 

sino  ad  un  aitro  mezzo  baloardo  volto  a 
ponente  .  Segue  da  qu.  luogo  una  porzio- 
ne di  cortina  sino  ad  un  foite  piccolo  oy* 
è  la  Porta  del  Soccorso  volta  al  sud-ovest, 
e  depo  altra  porzione  di  cortina  ,  inco- 
mincia il  corridore  con  via  coperta  e  sco- 
perta che  stendesi  perfino  al  secondo  for- 
te volto  al  mezzodì  e  fermato  da  altri  2 
baloardi,  tra  quali  è  una  cortina  nel  cui 
mezzo  è  una  porta  rimurata  fatta  per  po- 
ter nei  bisogni  introdurre  e  fare  uscire 
soldati  .  Dalia  parte  di  levante  terminato 
il  corridore  sorge  un'  altro  baloardo  OT* 
è  annessa  la  descritta  Porta  Marzia  ,  ed 
altra  porzione  di  cortina  sopra  la  quale 
vcdcsì  ancor  da  lungi  torreggiare  \  abi- 
tazione che  servir  dovea  pei  legali  ,  e  do- 
ve soggiorna  il  Comandante  ;  innanzi  al* 
la  qnale  è  la  bellissima  loggia  architet- 
tala dall'  Alessi  di  cui  parleremo  .  Entran- 
do in  questa  Cittadella  si  presenta  un  gran 
salone  ov'  è  il  corpo  di  guardia  .  Si  cre- 
de che  questa  sala  sottoposta  al  maschio 
fosse  una  porzione  della  eh.  di  s.  Maria 
delle  Vergini,  che  le  piccole  celle  che  si 
scorgono  qui  vicine,  sieno  una  parte  di/ 
quel  monistero  sottratta  all'  eccidio  del 
rimanente  (  LanceL  se.  sac.  3  Mag,  )  (2)  . 
Dall'  ingresso  si  passa  in  un  cortile  qua- 
drato adorno  con  12  arcate  e  pilastri  do- 
rici con  molta  sodezza  .  Sotto  le  arcate 
inedie  laterali  sopra  2  piedistalli  sono  le 
2  statue  di  s.  Pietro  e  s.  Paolo  scolpite 
in  pietra  moria  dallo  Scalza,  un  tempo  si- 


634  Cittadella  Paolina 

filate  sopra  i  due  pilastri  del  cancello  clie 
guardava  la  Piazza  del  Corso  ,  e  per  cui 
si  aceedea  al  forte  ,  le  quali  tolte  nel  1800 
furono  qui  nel  i8o5  allogate  .  Nel  fre- 
gio del  Cortile  è  .scritto  „  Pio  FU  P. 
0>  AL  Ex  Callia  He  duci  Perusìam  j4^ 
deunti  Arceni  Paulinam  Militari  Licen» 
tìa  Desertani  Ac  Vastatam  Alojsias  C at" 
tii^era  Milìtum  Praefectus  Principi s  Im^ 
pensa  Restituii  Suaque  Cura  Aicpie  Vi" 
gilantia  Reficiendam  Ornandamque  Cu-' 
ravitAnno  Dom.  MDCCCF  „  (3)  Sor- 
to gli  archi  di  prospetto  a  chi  entra  nel 
cortile  è  un*  atrio  ,  alla  cui  sinistra  so- 
no le  caserme  .  La  piìi  grande  di  essa  si 
vuole  che  sia  una  delle  sale  del  Palaz-* 
zo  di  Gio.  Paolo  Baglioni  .  La  parte  su- 
periore o  fregio  delle  pareti  è  tutto  di- 
piato con  varj  fatti  mitologici  in  12  ri- 
quadratuie  fi  ammezzate  da  4  stemmi  pon- 
tifici :  ma  queste  pitture  sono  assai  tra- 
scurate ed  hanno  sofferto  le  ingiurie  del 
tempo  e  delle  vicende  .  In  mezzo  ali'  a- 
trio  corrisponde  il  principio  di  un  mae- 
stoso corridoio  che  conduce  ,  mediante  una 
piazza  scoperta  che  gli  succede  ,  in  tut- 
te le  parti  della  Cittadella  .  Alla  destra 
^i  detto  atrio  e  corridojo  sono  gli  appar- 
tamenti del  Castellano  .  Furono  ridotti  al- 
la forma  presente  con  disegno  di  Galeaz- 
zo Alessi  ,  ed  hanno  tante  comodità  che 
furono  capaci  di  ricevere  piii  volte  Pao- 
lo III  co'  suoi  Nepoti  Cardinali  .  (4)  La 
Cappella  ù  tutta  dipinta  a  fresco    credesi 


Cittadella   Paolina  635 

da   Adone    Doni  .   E'    cinta    da   un   corni- 
cione   composito   nel   cui    fiCgio     si    legge 
„    Divis    ApQ&tolor*   Princip.    Petra     Et 
Paulo  Numijiibus  TutelaribusPaalus  III 
Pont.  Max.  Sacellum  Dicavìt  Pont.  Sui 
An.  IX   1543.,,  Nella   \olta  della  picco- 
la  Tribuna  a   cui  dà   ingresso  un*    arco  » 
si  veggono  G.  C.  fra  gli  Angeli  e  2  Pro- 
feti .  Le  pareti  hanno  figure  assai  danneg- 
giate  che   mal    si   distinguono    nella    oscu- 
rila in   cui   si   trovano  ,  e   quelle   del   fon- 
do in   muro   circolare   venner  coperte  nel 
1802   da    un   quadro   con     s.   Barbara   di- 
pinto  da  Frane.   Busti  nel    1^45  1  per  una 
cappella  addetta  ai   soldati  che  era  nel  pic- 
colo Forte   al   sud   verso  il  fine  della   Cit- 
tadella  e   al   di  là    del   corridojo  ,   la   qual 
cap.   fu  guasta   dalle   milizie   repubblicane 
nel    1798     Nella  grossezza  dell'arco   sono 
le  Virtù  Teologali  s.  Caterina  e  s.  M-  Mad- 
dalena .    La   volta   della   cap.  ha    un   gran 
quadro  in  mezzo  colla  Conversione  di   s, 
Paolo  egregi&m.  rappresentata   con  intor- 
no quadrati   e  tondi   in   num.   di    16.   ove 
a   chiarosCLiro   sono  i  fatti   dei  nostri   Pro- 
genitori ,   e    negli   angoli  ,    varj   putti  .  Il 
quadro   della   paite   dicontro    alla    finestra 
esprime    la  Predicazione  di    s.  Pietro  in- 
nanzi  al   Tempio  di   Gerusalemme   che   vi 
si   vede  in  prospettiva  .  Nella  lunetta  dell* 
ultima  parete  entro  a  cornice  dì  pietra  se- 
rena  è   Mosò   che   medita    la   divina   Leg- 
ge   e   ai    lati   sono    varj    Angeli  .   Sotto   il 
cornicione  e  sopra  la  porta  è  um  chiaro- 


636  Cittadella  Paolina 

scuro  assai  danneggialo   che  sembra  rap- 
presentare la   condanna  di   s.   Pietro,  e  ai 
iati,  s.   Ercolano  e    s.   Lorenzo  .    11   pavi- 
mento è  per  la  maggior  parte   ad  arabe- 
schi di   smalto    cogli   stemmi  della   Chie- 
sa  e  di  Paolo  III.  —  Degna  di   osserva- 
zione  è  pure   la   Loggia  so^\raccennata  co- 
lorita  al  di  fuori  nel    i8o5.  E*  lunga  pai. 
iij».   Ha    5    arcate   co'    pilastri  dorici    e  i 
triglifi  nel  fregio  ,  ed  alle  estremità  2  ale 
che    portano    tanta    larghezza    per   quanta 
n'  è   richiesta   a  dar  luogo  in  pianta   a  2 
iiicchioni  che  ornano  internamente  i  ca- 
pi  della    loggia  .   Si   alzano  i  pilastri    so- 
pra  i  piedistalli  che  pareggiano  una  gran- 
diosa  balaustrata    compresa  nelle  arcate  , 
Giace  tutta   quest*     opera  sopra    un  vago 
ed  insieme  robusto     basamento     ordinato 
con   grandi   bozze    rustiche    che     forma n sì 
a   scarpa  da  sotto  ciascun  pilastro,  lascian- 
do  nei>r   intervalli   altrettanti  archi  rusti- 
ci  .   L'   interno  di  ^u.  loggia   fu  tulio   ri- 
dipinto a   riquadrature  festoni  e  fiorami  » 
cir   epoca   divisata   del    i8o5  .   Degli   anti- 
rhi   grotteschi  di   cui   essa   era   adorna     in 
parte  e  fatti  da  buona  mano  (  Orsini  Gni-^ 
da  pag.   826  )  *  rimangono  alcuni  avanzi 
nella  volta  del  vecchio   adito  per  entrare 
neir   appartamento  ,    ove  tra  essi   si  veg- 
gono tre   quadretti  colla  Conversione  di  s. 
Paolo  ,  G»    C.   che  si  presenta  alla  Mad- 
dalena ,  e  il  IMedes.   che  dà   le  chiavi   a  $• 
Pietro  .  —  Tutte  le  antiche   pitture  che 
$i  vedcauo    sparse  in  qu.  appartamento  e 


Cittadella  Paolina  63 7 

dalle  quali  rimane  qualche  ve?stigìo  ,  era- 
no opera  di  Doceno  o  Cristoforo  Oberar- 
di  da  Borgo  s.  Sepolcro  ,  come  abbiamo 
dal  Vasari  ,  di  Lattanzio  della  Mirca  , 
di  Raffaello  del  Colle  ,  di  Adone  Doni  , 
di  Tommaso  da  Papacello  .  Le  porte  e  i 
camini  furono  intagliati  in  pietra  serena 
ad  arabeschi  da  Simone  Mosca  .  —  Tut- 
ta la  Cittadella  ha  dentro  case  matte  ♦ 
gran  quantità  di  contromine  di  vie  e  sa- 
le sotterranee  munite  di  fortissime  volte; 
è  abbondante  di  acque  perfette  ,  ha  va- 
rie case  lasciate  intatt^  nella  edificazione, 
a  divise  dalle  antiche  ior  vie  ,  che  servo- 
no per  abit.tzione  de*  sohiati  .  Evvi  un 
beli*  ediQzio  da  far  polvere  .  Avea  2  co- 
piose armerie  e  72  pezzi  di  artiglieria  tra 
grossi  e  minuti  tutti  a  cavallo,  di  cui  par- 
te erano  stati  tolti  da  Pio  Vi.  nel  1797. 
parte  passarono  in  possesso  delle  armate 
francesi  negli  anni  1798  e  99  .  Vi  sono 
rimaste  delle  inutili  palle  in  gran  quan- 
tità e  2  soli  cannoni  .  —  Nel  sotterra- 
neo del  fabbricato  dicontro  al  baloardo 
destro  del  fine  della  fortezza,  si  scorgono 
gli  avanzi  di  un  volto  e  di  tre  pareti  a 
cordoni  e  pilastri  gotici  ,  e  2  Angeli  tra 
una  cartella  dipinti  nella  parete  superio- 
re ♦  che  noi  stimiamo  essere  le  reliquie 
deir  antica  chiesa  dì  s.  Cataldo  presso  di 
cui,  si  legge  nei  nostri  scritti  a  penna  (  %f. 
Sozj  Memor*  )  essere  stati  fissati  i  limi- 
ti meridionali  di  qa.  Fortezza,  come  i  5et- 
teatrioaali    presso  le  case  de'  Baglioui    . 


638  Cli.   dì  s.  Lucìa 

(5)  —  Uscendo  dalla  Gittadeila  si  veg- 
gono in  prospetto  le  molte  e  varie  case 
della  nobile  famiglia  MOXALDI  compera- 
te in  varie  epoche  per  formarvi  un  solo 
grandioso  Palazzo  che  non  fu  eseguito  . 
Si   entra   quindi    nella 

VIA  RLARIA  Fu  questa  ampliata,  con- 
dotta in  linea  retta  sino  alla  piazza  di  so- 
pramuro ,  e  incominciata  a  mattonare  il  dì 
so  gi^gi^ic)  1082,  per  o*.dine  de]  Caid.  Leg. 
Alessan.  Riario  Bolognese  da  cui  prese  il 
nome  .  Sul  principio  di  qu.  via,  a  destra,  è 
la  casa  dove  fu  trasferito  il  Monte  C on^ 
solino  istituito  dal  cap.  Raniero  Consoli 
nel  1693  ,  come  leggeasi  pnre  in  una  la- 
pide tolta  goticamente  nel!' aprile  del  1822. 
(i)  Sospeso  1'  officio  e  V  esercizio  di  qu. 
monte  dal  1798,6  venduta  la  casa  nel  18  J  8 
alla  famiglia  Babbuccia  cambiò  quasi  total- 
mente d'  aspetto  pei  nuovi  restauri  che  vi 
si  fecero  .  La  principal  sua  porta  cui  si 
ascendea  per  ampia  cordonata  ,  fu  tolta 
coir  abbassarsi  dellt  strada  nel  i8o3  .  — 
Siegue  il  Palazzo  degli  Eredi  del  nobile 
Giambattista  AlFANI  ,   indi   la 

CH  DI  S.  LUCIA  detta  Dì  Colle  Lan- 
done  (i)  del  Collegio  de'  P arrochì  .  U- 
na  eh.  parroch.  di  qu.  titolo  esisteva  fino 
dai  più  remoti  tempi  in  qu.  medes.  luogo, 
alloixhe  nel  i54o  demolite  per  la  costru- 
zione della  Cittadella  molte  case  spettanti 
alla  detta  parrocchia,  restò  pressoché  priva 
di  giurisdizione,  perlochè  fu  dcssa  nel  1667 
soppressa  ,  e    fu   iucorporato    ed   unito   il 


e  11.  di  s.  Lucia  63  9 

suo  titolo  colle  poche  famiglie  rimaste  en- 
tro  i   suoi  limiti,  alla   vìciila  eli.  di   s.  Do- 
nato o  di  s    Arrigo  .  (2)  Importando  assai 
al    vesc.  caid.  Fulvio  Della  Coinia   clie   il 
collegio  de'  parrochi  detto  del    Clero   Ur- 
bano  ,   istituito  in  Perugia   da  qualche  se- 
colo  indietro   ma   sen:?:a  stabile  detej'mina- 
ta   sede   (3)  ,  avesse  un   luogo   ove  potesse 
congregarsi  per   tutte   le  sue  funzioni  ;  or- 
dinò  che   r  antica  eh    di  s.  Lucia  oraii  ro- 
vinosa e   cadente    Tdachè  1'  ultimo  parroco 
dì   essa   che   visse  fin'    oltre   al    r584  ^    ^^- 
sendo   soppressa,  non   si  die   alcun   pen<^ie- 
ro   di    ristaararla  )    fosse   dal    medes.  Giero 
quasi   da*    fondamenti   riedificata    colT   an- 
izessa   casa    ,     a   lui   unendola  in    perpetua 
con  tutti   i    suoi   beni  ,   riserbandone  però 
r   annuo  provento  di   ducati    12  cioè    scn. 
22  ,   20.   a   quello   che   n    era  pai'roco,  sua 
vita   durante    .   Ciò   fece   lo  zelantis.  Vesc, 
mediante    le     ampHss.    facoltà    concessegli 
da   Pio  V.     con   sua   bolla  dei    i4   giugno 
1067   co^'^f^'^J^ata    da    Gregorio   XIII.    con 
breve   spedito   il   27    nov.    t584    (  Dai  lib. 
\dclV   j4rch.   del  Clero  e  dalle  Mem.Ric^ 
cav,  T.   I  png.  354    )    •    F^  pc>i    nel   1760 
che    il   Collegio  ridusse   qu.   sua   Ch.    alla 
vaga  forma    presente     facendovi    costruire 
la  volta  a   sesto   piano  ,   ed  ornare  la  por- 
ta di  cornice  e  frontesp.   acuto  di  traver- 
Itino    .    Nel    1769  vi   fece  erìgere    il  bene 
linteso   ornato   dell*  Alt.   di  legno   intaglia- 
to  con   2    colonne  e  finimenti  corlntii   leg- 
Igiadiameate    marmoreggiati    e  dorati    da 


64 e  Ch  e  di  s.  Lucia 

Giacomo  Agretti  ,     ed  ivi   fé    collocare   il 
quadro  in   tela  con  la  M.  e   il  B.   in    glo- 
ria »   e   a   pie  inginocchiati  s.  Ivo  e  s.  Lu- 
cia   dipinto    da   G.   Ces'ìrc  de-Angeli     nel 
1628    .     (4)    L'   anno   medes.   fé   tutta  di- 
pingere  la   Chiesa   ,   siccome   rammentano 
le  parole   scritte   sopra   la  porta   all'  inter- 
no.  Valentino  Carattoli  rappresentò   nel- 
la  volta   alcune   arcate   in   prospettiva   con 
balaustrata   architettonica   ,     e   nelT    ovato 
in  mezzo  alla   stessa  volta.  Frane.   Appia- 
ni  delineò  la  Santa   titolaj'e   recata  in  glo- 
ria dagli  Angeli  .   Le  pareti   furono  com- 
partite dallo   stesso   Carattoli   in    io   divi- 
sioni per  mezzo  di  pilastri  scanalati   fra  % 
colonne   spirali   corintie     colorite   a   chia- 
roscuro azzurro.  Fra  i  medii  compartimen- 
ti laterali  ,   Carlo  Mariotti  in   2    quadri  a 
fresco  espresse   s.   Lucia     che   distribuisce 
le  proprie   sostanze  ai  poveri  ,     e   la   Me- 
desima  che   subisce   il    Martirio    .    Presso' 
air   an/golo  della   destra  parete  e  una  por- 
ta cha  introduce   a  una  piccola   cap.   dove 
sopr^^  r  alt.   in  una     nicchia     è   alluogata 
un*   antica   statua    in   legno   della   Santa    . 
•—  Superiormente     alla  ch.   e  alla   sagre- 
stia è  un  comodo  Appartamento  destina- 
to un  tempo  ad  ospizio  de*  sacerdoti  pò» 
veri  infermi    ,    ma  che   da  molti  anni  si 
«uol  dare  a  fìtto  .    (5) 

Annesso  al  lato  de<^tro  di  qu.  Chie- 
sa è  il  PALAZZO  SENSI  .  Rimpetto  al- 
la medes.  è  V  ingresso  e  la  parte  prin- 
cipale del    PALAZZO  MONALDI    fatte 


Palazzo    Mo  n  a  Idi  6  f  i 

costruire  dal  card.  Benedetto  Monaldi  Bai- 
deschi  circa  il  1637  .  In  qa.  fra  i  molti 
quadri  che  ne  adornano  gli  appartamen- 
ti ,  rammenta  \  Orsini  due  grandi  tele 
di  Guido  Reni  ,  1'  una  rappresentante 
Nettuno  co*  suoi  Tritoni  che  riceve  il  tri- 
buto dalla  Terra  ,  e  in  alto  la  figura  di 
Zeffiro  (  di  questo  evvi  lo  schizzo  origi- 
nale a  penna  e  V  abbozzetto  )  ;  V  altra, 
la  Cena  di  Tereo  :  una  belliss.  Erodiade 
colla  testa  di  s.  Gio.  Bat.  ,  del  Guercinoz 
il  Redentore  trascinato  ai  tribunali  ,  in 
un  quadretto  ,  e  in  altro  ,  la  sua  Flagel- 
lazione, del  medesimo  :  un  s.  Sebastiano, 
sul  suo  gusto  :  varj  disegni  dello  stesso- 
un  disegno  di  Giulio  Romano  rappresen-^ 
tante  il  Convito  degli  Dei  :  alcune  mi- 
niature di  Cesare  Pollini  :  un  quadret- 
to coir  Adultera  accusata  a  G.  C  ♦  cre- 
duto di  Sigismondo  Scarsella  :  un  s.  Pie- 
tro di  Giuseppe  Ribera  :  molti  quadri 
con  animali  e  bei  paesi  di  il/o/z^//^  Rosa^ 
e  molti  altri  bellis.  d*  incerto  Autore  . 
—  Seguitando  il  cammino  per  la  Via  Ri- 
aria  ,  sotto  il  palazzo  Monaldi  s'  incontra 
il  PALAZZO  ROSSI  LEONI  ereditato 
dalla  famiglia  CESAREI  ,  e  poco  appres- 
so il  principio  di  un  nuovo  magnifico  Pa-^ 
lazzo  Baideschi  ideato  dal  card.  Federi- 
go Baldeschi  Colonna  che  mori  in  Roma 
nel  iGgi^delqual  palaz  non  acci  che  ilpian- 
terreno  ,  e  un  grandioso  portone  con  co- 
lonne bugnate  in  mezzo  ali*  iacomiuciato 

i 


I 


64'^  Palazzo   lìaglìojii 

pro5petto  incrostalo   tuUo  di  Lagne  di  tra- 
\eitiuo  .  Dicontio   a   questa    fabbrica   è   il 
PALAZZO    BAGLIONI    aicLiiettalo   dal 
conte    Pietro    Baglioni    sulla   fine   del  sec. 
XVII.    Nei    \arj    appartamenti    di     questo 
Palazzo    serbansi    molti    oggetti   di   artjmi- 
xazione  .  Nel  proprio  il   sig.  con.  Giuscp-' 
pe  nel    1810  die   nuova   forma  ad  un'  aur 
tica    sala   reudendola    vaghissima    e   nobi- 
lissima .   Essa    è   di    figura    orbicolare    cir- 
co/idata  da   cornicione    di   stucco    e  divisa)^ 
in    8    eompartimenti,  4  dei    quali    conten- 
gono eccellenti  quadri,  e  4  in  apposite  nic-j 
cliie   altrettanti    getti    a   scagliola   di    cele-^ 
Lri  statue  dell  immortale  Canova  .  U  qua-, 
dro  superiore  alla   porta  d'  ingresso  dipin-^ 
to   dal    cav.    Gaspare    Laudi     rapprc^entaj 
r  imp.    Federigo   I   che   inreste   Lodovico 
Baglioni   del   vicariato   perpettio    di   Peru-r 
già  :     proseguendo   a   destra,    la   I    nicchia' 
offre  il  simulacro  della  Venere  scolpita  dal 
cav.    Canova    per  la   galleria  di  Fireuie  * 
Il   II   quadro  esprime  \  ingresso   tvionfan- 
le     in   Perugia    di   Malatesta   IV    Baglioni 
nel    i52r  ,   che  ,  unito  a  Francesco  I  du- 
ca di  Urbino  ,  avea    già   vinto   e   fugato  lo 
zio   Gentile   tiranno  di  Perugia    (  v>  Ver^ 
viìglioli   Medag.    Jned^     di  Malat,     Bag. 
Gior.  Arcadico  di  Roma  Toni    12.  ^.t.)   : 
capo  d'  opera  del  cav.  Vincenzio  C amon^ 
Cini  .  Il  Simulacro  di  Ebe   è   nella   II  nic- 
chia .  Il  III  quadro  del  cav.  Landi  ha  GIo. 
paolo  Baglioni  ,   il  quale  temendo    le  ar- 
mi del  duca  Valentino  1  che  $i  so'petta- 


Palazzo  Baglioni  643 

va  spedirsi  da  Alessajidro  VI  In  Perugia 
per  togliergli  il  dominio  dtlla  Patria  ,  nel 
ijoo  si  divide  dalla  consorte  e  dai  figli 
Malatestri  ed  Orazio  per  ritrovare  asilo  e 
sicnrezza  in  Siena  :  nella  III  nicchia  ve- 
dessi lina  danzatrice  :  nel!'  ultimo  quadro 
5Ì  scoi^gc  A^toirc  li  Baglioui  giovinetto 
•  cLe  nella  battaglia  data  dai  Veneziani  ai 
Tarclii  nel  i  5^4  ^  ^^<^^^  Astorre  andò  con 
Alessandio  Vitelli  riprende  valorosamen- 
te una  bandiera  tolta  da  un  soldato  ad 
un'  Alfiere  Veneto  ;  opera  del  cav.  Ca- 
moììcinì  esciruita  in  Roma  come  le  altre 
descritte  nel  i8i'^  :  1  ultima  nicchia  Iìo 
(Paride  in  atto  di   presentare   il  cel.  pomo  . 

tu  sig.  con.  Giuseppe  possiede  anco- 
,  come  osservò  eziandio  1  Orsini,  un  di- 
jsegno  di  Pietro  perug.  che  ha  in  mezzo 
(la  V.  e  a  lato  2  gruppi  di  Santi  :  un  di-» 
segno  esprimente  un  Concilio  intorno  al 
Sacramento  Eucaristico  ;  altro  che  rappre- 
senta una  battaglia  :  un  quadrettò  colla 
V.  e  il  B.  giacente,  del  Bandiera.  —  Neil* 
ippai'tamento"  della  sig.  cont.  Anna  Già-* 
^iani  vedova  dclT  ott.  co.  Pietro  Baglio- 
'\ti  estinto  il  00  mng.  1821,  si  ammira  una 
ji'arissima  tavola  di  Pietro  perug.  colla  fi- 
Ijura  al  naturale  della-V.  che  sostiene  sul- 
le ginocchia  il  B.  —  iNelT  appartamento 
lei  sig,  con.  Benedetto  figlio  ed  erede  del 
l^u  c\l. co.  Alessandro^  un  quadretto  roton- 
jio'di  Rafaello  ,  ov'  ò  una  belliss.  Midon- 
.  ba  col    3U0  Bambino    che  mira    un   libro 


3 


644  Palazzo  Florenzi 

aperto  da   lei   tenuto  :  un    raro   Crocifisso 
dipinto  in  piccola  croce  di  legno:  de    pic- 
cioli  paesi  di  Scuola  fiamminga  :   2  qua- 
dretti  in   rame,   1'  uno   che  esprime   Dian; 
ed  Atteone  ,   1'  altro  Orfeo   percosso   dalle  i 
furie   baccanti  :    parecchi  fiori  di   d.   Scì^^ 
pione  Angelini  :   2  paesi  in  carta   pecorai 
di   Alessio  da  Marchis  :  altri   4  paesi   dell 
medesimo  ,   2   de'   quali   con     le  figure  di' 
Francesco   Appiani  .  Altri  paesi   adorna- 
no    le  camere  e    le  bussole   e   le     finestre  1 
opere  à\  Eugenio  figlio  ii\  Alessio  .  Evvi  uà 
quadro   grande   di   animali   con  un   pasto-  : 
rello  ,   di  Monsieur  Rosa    oltre   alcuni   al-  ' 
tri   che   ha   dipinto     di   minor    grandezza   f 
una   Giritk   à\  Scuola  Jiatnminga  z  parec-  , 
chi    quadretti   stimabili  rotondi   con   paesi  ; 
e  bambocciate  .  Ricorda  il   sig.  Vermiglio- 
li   (  loc.   cit.  p.    5    )  una   tavola  forse   del-  i 
la  Scuola  di  Pietro   ove   è    espresso    Ma-  t 
latesta   IV  Baglioni   su  di   un   letto  ,  e   di- 
rimpetto la   V.  e   il   B.  fra   nubi   circouda- 
te   da   Serafini  ,  e  da   Angioli  ,   e    a   basse  j 
u.ì   cOi'O  di   24  giovani  donne   in    atto  di  I 
pregare  .  Fu  dipinto  per  voto  dagli   abi- 
tatiti    di    Golazzoae  luo^o  addetto  'A  do- 
minio  di  Milatesta  in   occasione  di  sua  pe- 
ricolosa malattia  .  —  Sul  finire  della  strada 
a   sinistra   è     il  PALAZZO   FLORENZI 
t,  Qie^ta^  (lice  l    Ordini,  (Guida  pag.go] 
è  la  miglior  fabbrica  priv^ata  che  sia  sta- 
ta  eretta   in   qìiei,ta  Città   (  sul  principit 
d'd  secolo   ^^IT  ^sul  gu^to  della  buond 
Architettura  .  Si  ammira  eretta  sulT  an* 


I 


Palazzo  Florcnzi  645 

golo  della  piazza  .  La  sua  speciale  e  lo- 
devole  parte  è  la  Porta  d^  ingresso  tut-* 
ta  di  travertino  ordinata  in  guisa  che  fac-^ 
eia  buon  prospetto  e  per  rispetto  alla  stra^ 
da  e  per  riguardo  alla  piazza  .  Ha  lAu^ 
\ore  %  che  fu  il  P^ignola  ,  giudiziosamen'^ 
te  mescolato  un  rustico  polito  di  bugne 
0  cunei  che  fanno  V  erto  e  i  arco  del-* 
la  porta  annicchiandovisi  a  lati  2  CO"^ 
lonne  coi  mezzi  antipilastri  che  sosten^^ 
^ono  i  intavolato  d  ordine  dorico  .  Mo^ 
stra  questa  porta  tutta  la  sodezza  che 
dee  accompagnare  la  base  deli  cdifizio  • 
,£"  maestosa  siccome  si  conviene  al  decoro 
degli  abitanti.  Ha  por  finimento  una  rin-^ 
v;hiera  di  ferro  a  luogo  de  balaustri  ^  per'^ 
che  accordasse  con  tutta  la  fabbrica  che 
\a  il  suo  Compartimento  semplice  e  legge'* 
^  a  .  Adornavano  i  cantoni  dell  edificio 
i,  ricche  armi  dì  ss-  Pio  V^  intavoliate  in 
travertino  {che  furono  deposte  nel  1798) 
Non  si  dee  lasciare  in  silenzio  l  interno 
:he  pure  in  piccola  area  mostra  la  sua 
^^lagnificenza  ,  siccome  si  vede  nell'  attio 
i?  nella  scala  che  lascia  libero  iapparta* 
Jìento  .  E*  da  osservarsi  ancora  una  sca^^ 
la  a  chiocciola  fondala  sopra  la  tromba 
iella  scala  principale  molto  ingegnosa-^ 
nente  ,  e  per  cui  si  monta  ai  piani  supc^ 
lori  deli  abitazione  e  ad  una  vaga  log'-* 
^ia  che  torreggia  sopra  i  edificio  ,  — -  Sul 
confine  della  medes.  Via  ,  a  destra  nell  en- 
trar della  Piazza  e  iieir  angolo  della  casa 
che  si  erge  tra  (Questa  e  la  «trada  della  Pe^ 


S-Ì6  Via  de     C appellavi 

scoria  ,   a   capo  alla   stessa  piaziza  ,  scorga- 
si in  aito   la 

C appcllctla  dell'  yiìinunziata  .  La 
pietà  di  Orazio  Fautacchiotti  peiu^;.  ,  affin- 
chè i  devoti  che  frequentano  la  piazza  a- 
vessero  dove  rivolgersi  al  suono  del  me^zc-- 
di  e  della  sera  ,  per  iiverire  col  triplicato 
angelico  saluto  la  Madre  di  Dio  ,  costrur 
ir  fece  nel  1619  qu.  spaziosa  nicchia  qua- 
drata con  anteiiore  ringhiera  di  ferro  ,  e 
e  vi  r.llogò  la  immag  di  M.V .Annunzia^ 
ta  colorita  in  ttla  da  Alessandro  Brunelli 
perag.  Paolo  V  100  giorni  d  indulgenza 
e  4o  il  vesc,  Gomitoli  concesse  a  chi  al 
suono  sud.  avesse  innanzi  a  questa  Im- 
magine recitata  la  triplice  salutazione  • 
Passata  r  annessa  casa  in  dominio  dal  sig* 
Eugenio  Masi  cittadino  perugino  fece  nel 
181 3  restaurare  ed  abbellire  qu.  nicchia, 
aggiungendovi  al  di  fuori  \  ornato  di  2 
pilastri  dorici  e  frontespizio  acuto  di  mat- 
toni arruolati  con  gran  bus:^o]one  a  cri— -  ^ 
stalli,  onde  difendere  dalle  intemperie  la  ^; 
cappelletta  .  Innanzi  alla  detta  efligie  è  un* 
altarino  che  si  suole  ornare  ed  esporre  al- 
la pubblica  vista  nel  dì  della  solennità 
dell  Annunziazione  .  —  Al  lato  manco  del 
Palazzo  Florenzi  si  apre  una  piccola  stra- 
da   che   è    delta    la 

yta  de*  C appellavi  .  E'  questa  an- 
tichissima ed  era  assai  frequentata  prima 
che  esistesse  la  Via  Nuova  .  Si  chiaAiò 
un  tempo  Via  della  Salsa  dalT  uso  che 
di   essa   ficcano   i  lajiari   che  in  buon  nu- 


Via  Nuova  G47 

s>:cro  aveano  qui  le  loro  botteghe  ,  Fu- 
20110  questi  eliminati  pel  fetoie  die  tra— 
mandawuio  alle  prossime  piazze  le  loro 
oliicine  ,  e  vi  furono  sostituiti  i  cappel- 
lari  :  ma  presentemente  non  vi  hanno  che 
stalle  e  magazzeni  ,  non  permettendo  per 
verità  la  ristrettezza  e  V  oscurità  del  luo-- 
go  il  comodo  esercizio  di  arie  alcuna  » 
Evvì  r  ingresso  del  PALAZZO  VEGLIA 
il   quale   corrisponde   ancora   alla 

VIA  NUOVA  .  Fu  questa  magnifica 
strada  ,  che  congiunge  le  due  principali 
del  Corso  e  Sopramuio  quasi  nel  loro 
mezzo  ,  fatta  costruire  dal  card.  leg.  Ti-* 
Lerio  Crispo  l'anno  i54y  con  disegno  di 
Galeazzo  Alessì  .  I  4  ^^^^i  angoli  sono 
fregiali  di  cunei  di  travertino  che  termi- 
navano la  lor  sommità  con  4  stemmi  o— 
vati  di  Paolo  III  e  del  Cardinale  ,  tolte  nel 
I  J98  .  Fu  questa  via  nuovamente  lastrica- 
la a  pietre  nel  181  i  -  Tra  le  fabbriche  lo 
quali  la  fiancheggiano  ,  rendute  simmetri- 
che e  regolari  nella  circostanza  della  sua 
edificazione  ,  si  distinguono  il  PALAZZO 
Ugolini  oggi  DANZETTA  ,  e  alF  angolo 
sinistro  verso  il  Corso  il  Palazzo  antica- 
mente Tramontani  ,  poi  ào;  Vincenti,  oggi 
della  famiglia  Fani  .  Vi  si  ammira  anco- 
ra   la  bella 

I  CH.  Pro'-parrocckiale  DI  S.  MARIA 

DEL  POPOLO  ,  Neil'  aprire  la  descrit- 
ta  Via  il  card.  Crispo  costretto  a  far  de- 
molire r  antica  eh.  di  s.  Maria  del  Mer- 
cato uguagliata  al    suolo  il   io  gcnn.  del 


I 


648  Clu  di  j.  M.  del  Popolo 

1547  1  (0  questa   riedificò   sul  disegno  del 
medes.   Galeazzo  Alessi  ,  nella   sua    ristret- 
tezza  veramente  grandiosa  ,  e  volle   che  si    ^  ;  1 
appellasse  s.  Maria  del  Popolo   ,,   La   sini"  \\\ 
metrìa   del  porticato   di  qit,   chiesa^  di-^         I 
ce    il    eh.   Orsini  ,   melila   di  essere  ben 
ponderata  ,  attesa  V  angustia  deli  area  , 
ad  onta  della  quale  à  saputo  l  eccellente       j 
artefice   ideare    un   magnifico    s^'estiholo  .       j 
Tre   sono  i  vani  per   cui  si  entra   in   es-^ 
so    chiusi  da    un    cancello  .   //    maggiore 
e  quello  di  mezzo  coli  arco  che  posa  so^ 
pra  un   cornicione  retto   da   2   colonne  ,     ■ 
i  cui  architravi  passano   a   pilastri   ap^- 
poggiati  alle  pareti  osienoale.e   deter^ 
minano  i  v^ani  di  figura  quadrilunga  .  Ih     [ 
corrisponden^fii  delle  colonne   adornano 
i^  lati  della  porta    o.    pilastri  e   dìcontro 
ai  vaili    laterali  sono    ornaìuenti    di  ri-*     ] 
quadri   costituiti  da   traiwrtini   intaglia-^ 
ti  e  2  nicchie  .  Kien  terminato  II  dcòcrit- 
to   ornamento     da     dri/ta   e  da     sinistra 
con    2   ale   non   molto    larghe   che   hanno 
ì  convenienti  ad  rnaraenti  prodotti  dal-" 
le   cornici  della  parte  media   che  in  que- 
ste  si  convertono  in  fasce  .E    un  pec^ 
cato  che  questo  bel  prospetto  non  sia  ter^ 
minato  .  L   ordine  delle  colonne  è  dori"      ' 
co  e  il  cornicione  è  misto  di  gionico,  gio- 
nica  pure   è  la   cornice  della  porta  .  Le 
sacome  sono  molto  eleganti  e  il  misto  dei 
due  ordini  è  fatto  con  tal  semplicità  che 
merita    di  essere    imitata  e  considerata 
dai  veri  intelligenti  deli  architettura  %  e 


Ch.  di  s.  RL  del  Popolo  649 

che  fa  il  principale  elogila  al  suo  anto^ 
1  e  ,,  Di  semplice  e  proporzionalissinia  ai- 
chJtettura  presenta  anch*  essa  un  leggia- 
dro aspello  la  Cliiesa  .  11  suo  volto  è  di- 
viso a  quattro  lunette  corrispondenti  al- 
le 4  niaggiori  arcate  sotto  di  cui  sono  gli 
altari  e  la  porta  d'  ingresso  .  Le  arcate 
grandi  laterali  sono  situate  in  mezzo  a  2 
minori  che  formano  i  minori  comparti- 
menti con  una  fascia  al  di  sopra  .  I  due 
altari  laterali  hanno  ornamento  di  stucco 
con  colonne  e  frontespizio  compositi  .  Nel 
loro  attico  Ira  il  frontesp.  rotto  sono  an- 
nicchiale  2.  statue  ,  1'  una  di  Cristo  ri— 
fcorto  ,  r  altra  del  Dio  Padre  sedente  . 
Neir  alt.  a  diritta  delT  ingresso  è  un  qua* 
dro  con  G.  C.  bambino  adorato  da  pa- 
stori .  E'  opera  imperfetta  di  Francesco 
nipote  di  Federigo  Barocci  .  Ordinò  qu. 
Gap.  con  suo  testamento  fatto  nel  iSgS. 
Francesco  Floramonti  .  Al  lato  destro  di 
qu.  alt.  sono  due  lapidi  di  marmo  rosso 
che  raiomentano  la  fondazione  di  2  ofS- 
ciature  addette  al  medesimo  ,  l'ui^a  di  ^s^(* 
stabilita  da  Fabio  Mandolini  nel  1098  » 
r  altra  dal  sud.  Floramonti  in  sufl'ragio 
dell*  anima  propria  ,  (2)  Nella  parete  dell' 
arco  a  destra  è  appesto  un  quadro  colla  s. 
Famiglia  Angeli  e  Pastori  che  adorano  il 
Bambino  .  Sembra  opera  di  Giacinto  Boc- 
canera .  —  Neir  Alt.  dicontro  è  un  qua- 
dro rolla  V*  Annunziata  ,  opera  medio- 
cre di  Gio.  Frane.  Basotti  .  Fu  eretto  qu, 

i  5 


65  0  Oh.  di  s.  ]\L  del  Popolo  9 

alt.  nel  i&xiy  dalla  Gompag.  dei  Murato- 
ri che  qui  otte  a  aero  la  loro  sede  dal  Par- 
roco d.  Annibale  Perotti  .  Sul  gradino  di 
qii.  alt.  ù  allogata  una  maccliinetta  colla 
immag.  in  caita  della  JMadonna  così  det- 
ta del  Fuoco  e=^posta  alla  pub.  venerazio- 
ne che  durò  per  più  anni  fervorosissima 
fin  da  quando  fu  promosso  in  Perug  a  il 
culto  di  questa  Sacra  Immagine  U^.  Art. 
s.  Maria  di  Colle  )  .  —  Le  pareti  sono 
adorne  delle  i4  Stazioni  della  f^ia  Cru- 
cis dipinte  in  quadretti  di  mediocre  gran— 
de2;za  dal  Trotti  circa  V  anno  1770  .  Ev- 
vi  appesa  anche  una  buona  efFij^ie  di  s. 
Francesco  di  Paola  .  —  Lo  sfondo  de  V 
a"Co  principale  è  tutto  occupato  àa  ni 
gran  quadro  che  siegue  la  direzione  de  Y 
arco  medes.  Evvi  )iella  parte  supciioe 
la  M.  che  sostiene  il  B.  tra  molti  Ang- 
li e  putti  in  gloria  ,  e  tra  s.  Lorenro  e 
s.  Ercolano  inginocchiati  fra  le  nubirneVa 
parte  inferiore  ,  molto  popolo  supplicar- 
le ,  e  iu  dietro  nel  mezzo  del  quadro  un 
grazioso  tempietto  ,  quasi  sulla  ide^  d.l 
portico  descritto  ,  con  molte  figure  sup- 
plicanti che  vi  concorrono  .  L*  Orsini  e 
il  Vasari  attribuiscono  la  parte  superiore 
del  quadro  ,  a  parer  loro  più  squisita  ,  a 
Cristoforo  Gherardi  ,  e  la  parte  infer.  a 
Lattanzio  della  Marca  .  Ma  il  Ma) lotti 
(  Let.  Pit.  p.o.^C)  )  riferendo  autentici  do* 
curaenti  del  16  luglio  e  26  oltob.  i549 
dimostra  che  quest'  opera  fu  interamen- 
te del  sud,  Lattanzio  cognominato  Paga- 


Palazzo   Baldeschi  65  i 

ni  da  Monte  Rubbiano  capitano  di  milì- 
zia e  barigello  di  sgbersi  ,  e  clie  tutto  il 
quadro  da  3.  eccel.  pittori  perug.  per  or- 
dine del  Viceleg.  ,  gli  fu  stimato  se.  3oo. 
— -  Il  vacuo  tra  il  quadro  e  V  altare  che 
comprende  la  grossezza  dell*  arco  ,  servo 
di  piccola  Sagrestia  .  —  Sopra  V  Alt.  i— 
solato  con  3  gradini  e  zoccolo  di  legno 
marmoreggiato  e  dorato  dall'  Agretti  ,  è 
una  macchinetta  con  una  bella  immagine 
in  mezza  figura  della  V.  Assunta  ,  del 
Trevibani  ,  qui  trasportata  nel  1798  dal 
Quartiere  de'  soldati  corsi  situato  allo- 
ra dicontro  alla  Sala  del  Cambio  »  ed 
una  di  quelle  sagie  immagini  die  si  pro- 
clamarono prodigiose  pel  movimento  de- 
gli occhi  nel  luglio  del  1796  .  (5)  - — 
Dalla  Via  Nuova  divergeudo  il  cammino 
a  sinistra  verso  la  Cittadella  ,  si  passa  in- 
nanzi al 

PALAZZO  BALDESCHI  .  In  que- 
sto ,  oltie  la  vastità  dell'abitazione,  sono 
da  ammirarsi  ,  siccome  notò  I  Orsini  , 
un  disegno  originale  di  Rafaello  di  Ur-* 
bino  assai  terminato  con  acquarello  di  fu- 
ligine  e  coi  primi  chiari  tratteggiati  fi- 
nissimamente con  biacca  .  Rappresenta  il 
vesc  Enea  Piccolomini  che  sposa  Fede- 
rigo III.  Imp.  con  Eleonora  Infanta  dì 
Portogallo  .  Fece  Rafaello  qu.  disegno 
per  una  di  quelle  opere  delle  quali  ese- 
guì i  cai  toni  per  la  libreria  del  Duomo 
di  Siena  ,  e  come  è  noto  furono  dipinte 
a  fresco  dai  Pinluriccìiio .  Sono  alle  stara- 


65:4  Piazza  del  Corso 

pe  .  Più  qundri,  ov.itl   con  mezze   figure  al 
naturale  doi2li  eroi  e  delle  eroine  del  Te- 
stamcnto  Vecchio    .     Sono  del    Ceirini   • 
Molto  più  lodevole  è   tra  queste  figure  il 
David  pastore    che  manifesta   il  gusto  del 
Guc/'cino  :  un'   Ecce    Homo  in   quadret- 
to dipinto  dal  Trevisani  :   il  volto  di  una 
camera  dipinto   con  delicate  ed  armoniose 
tinte  da  Paolo  Brizj  .  -  Si  entra  poi  nella 
PIAZZA  DEL  CORSO  .  La  Via  del 
Corso    che  va    obliquamente     ampliandosi 
nei   suoi  lati,  forma   qu.  Piazza  di   medio* 
ere   va.nità   adorna  di  regolari  fahbiche  le 
<|uali  pur  la  rendono  vaga  ,  e  tra  cui  nel 
iato    destro    di  essa    si  distingue    il    PA- 
LAZZO CECCONI  ,    poi   CRISPOLTI  , 
poi  DELLA  PENNA  .  La  parte  posterie-    . 
re  di  questo  passò   nel    i8i5  in   proprietà 
della  Famiglia  PUCCI   BONCAMBl    ,     i 
di  cui  appartamenti  furono  dal  vivente  sig. 
Ridolfo     Pucci  decorati   col  più  squisito 
gusto  moderno  ,  e  la     parte  anteriore  fu 
comperata  dalla   famiglia  Massini  di  Mar- 
sciano  che  nel  i8i6  vi  fece  ornare  di  bu«* 
gne  di  travertino  il   suo  portone  .  Al  la- 
to  opposto   sono  altre  buone   fabbriche  di 
cui  parleremo  nel    Rione     seguente  di   P. 
Eburnea  .   Di  qu.  Piazza   che  nei   sec.  XV 
e  XVI   chiamavasi  del  Pane  perchè   vi  si 
•vendea   sulle  panche  questo    comestibile  : 
parleremo  più  diffusamente  nelle  Annota- 
zioni air  Art.  Via  del    Corso  .    Di  prò-» 
«petto  nel  Iato  destro  è  la 


653 
CH.   PARROCCHIALE  di    S.   ISI- 
DORO .   Sulle  rovine  di   altra   antichissl- 
jua   eli.    fu   questa    edificata  sul  princ.    del 
sec.   XVI.   E   degna  di  ammirazione  la  sua 
esterna   facciata    che   si   crede    architettura 
di   Giulio   Danti  .    Vi  ha  ,    dice  Orsini  ,  il 
pittoresco   e  il  grandioso  della  maniera 
del  Jìonarroti  .  Affissa   a   un  principio   di 
maggior   fahbrica    che  a   le   sue   bugne  dì 
travertino    agli   angoli    isolati  ,   sorgono   4 
pilastri  di    mattoni  su   i   di  cui   capitelli  di 
travertino  posano   il  comic,   il  fregio   e  uà 
froniesp.  acuto  di  dorico  misto   al  gionico, 
della   stessa  pietra  .   La   porta   in   mezzo  ai 
pilastri   à   cornice  jonica   e   frontesp.   rot- 
to ,   cui    serve   di   timpano    una    cartella    e 
una  piccola  finestra  .  Due  nicchie  che  for- 
se   aver  doveano   le  loro    statue    sono    al- 
1  logate  tra   le  bugne  e  i   pilastri  .  Un  cam- 
I  paniletto  adattato  a    guisa  di   finestra   fra 
l'i   2  frontespizj   della   facciata   e  della   con- 
giunta fabbrica  parroch.  ,  contribuisce  an- 
ch' esso  alla    vaghezza    della    prospettiva  ; 
Fu  senjpre  desiderato  dai  Perugini  che  qu. 
bel   pezzo  di   architettura   venisse    simme- 
tiizzato  da   altro     simile   al   lato   opposto  • 
Non   presenta  all'  interno   che  una   came- 
ra   quadrata   con   3   Altari  .  Nel   maggiore 
sotto   un'  arco  è  un  quadro  con   s.  Andrea 
Avellino  ,   e  lateralmente   appesi   al    muro 
altri   2   con   .G.    C   che     s*    incammina   al 
Calvario  ,   e   s.   Maria  Egiziaca  .    Negli   al- 
tari ,  a  destra  ,  è   la   immag.    di    M.  A<ldo- 
lorata  ,  a  sinistra,  quella  del  Crocifisso  tra 


I 


654  Cli.  di  s.  HI.  del  Riscatta 

la  V.  e  s.  Gio.  e  i  ss.  Girolamo  e  Iside- 
ro  inginocchiati  ,  e  in  un  angolo  a  basso, 
il  riij'atto  di  Benedetto  Gnidalotti  fonda- 
tore del  Coli,  della  Sapienza  Nuova  ,  cui 
fu  qn.  eh.  unita  nel  i43o.  (i)  —  Con- 
giunto alla  casa  della  parroch.  è  il  Pa^ 
lazzo  Nicolo  Doiiini  ,  incominciato  dai 
fondamenti  nd  ij8o  da  Costanza  Balde- 
schi  vedova  del  nob.  Luigi  Donini  ,  e  ter- 
minato nel  i;?86'  Non  a  la  magnificen- 
za deir  altro  di  cui  pa)leremo  ,  e  gli  si 
dovette  dare  una  forma  diversa  ,  per  uou 
esseje  stato  concesso  alla  edificatrice  di 
proseguire  sulla  medes.  architettura  il  vec-  j 
chio  palazzo  comprensivamente  alla  eh.  di 
s.  Isidoro  .  —  Fra  questo  è  \  altro  pa—  \ 
lazzo   Donini    e    la    piccola  \ 

CH.  DI  S.  MARIA  DEL  RISCAT-   . 
TO   detta   Di    Colle  Landom  .  Questa  E- 
dicola    quadrilunga   fu  costruita  nel    1587, 
restaurata    nel    1607  -,   abbellita   di    pitture 
circa   la  metà  del    sec.   XVIIl    Appartiene] 
ad    una   Compagnia   laicale  sotto   il    titola 
di  M.    V.  del  Riscatto    o   della    Merce^  \ 
de  .   (f)  Gira   intorno  alle  pareti   un  cor-    ' 
nicioiie  dorico  .    Compai  timenti     di    varia 
forma   costituiti   da   cornici   di  stucco  do- 
rate ,   negli    spazj   de'  quali  furono  espres- 
si da  Francesco  Appiani   alcuni    fatti   della 
\eY^,     e   alcune   figure     emblematiche     di 
Lei  ;  fregiano   il   volto  ,  ma  tai   pitture  so- 
no   molto    danneggiate  .    La   piccola   Tri- 
buna  rimane    chiusa    da  una   ferrata   e  da 
una  balaustra  di  marmo  nostrale  costruì- 


Palazzo   Donini  653 

te  con  llmosine    nel    ij^32   e  33  ,    mentre 
la   eli.  lasciasi   aperta  alla  devozione  dei  fe- 
deli  fino   a    sera   avanzata  .    L    Alt.    occu- 
pa tutta  la   principale  parete   mediante  uà 
ornato  di  stacco  dorato  eseguito  nel    i  j5o 
col   P.   Eterno   nel  timpano  ,   2   Angeli   ai 
lati  ,     e   3    quadri    rappresentanti  ,    quello 
di    mc7.zo  ,   un*  antica   immrì»".   a    fresco  di 
M,   V.   col  B.   in   braccio   e  il   simbolo  del 
Riscalto    (2)  ,   quello    a   destra  ,   s.   Pietro 
iNolasco,    quello    a    sinistra    s.    Raimondo 
da   Pennaforte     fondatori   del    Orci,    della. 
J^Iercede  .   Prossima    ali*  Alt.    ò   la    Sagre- 
stia .    (^3)    Nella   destra   parete  '>   incastrata 
mia   lapide  rossa    colla  seg.  Memoria  ,,  ^•-' 
lexandro  FII  P.  O    M.  Societate    lì.  r. 
Jn    C olle    Landnnio    Periisiae    Restituta 
!  Sodalitioque   SS.   Trinitntis    Romae    Ca^ 
\  ptivìs  Rcdimendis  u4ggregaTa  /Ediculanv 
j  Decentius     Eocstructam     Dcipai  arane  /— 
magincìn  E  Sinistra   In  Anteriorein  Fa-^ 
Ci  e  ni   Tran  si  al  ani  lacobiis  Comes   Oddus 
Archidiach.  Vicar.  C apitular.  Ipso  Virg^ 
'  Die   J\' atali  Anno   CU    /j.  CLVlI  Bene-^ 
dixit   Rccjue   Di  \  ina   Soleniniter   De  di  e  a-» 
i'it  Socictalis   Primicerio    Valerio    Arri'» 
gfitio    Canonico    Gubernatore    laurentio 
Barigiaiio   Franciscus    AJaria    Salvutius 
Alexander    C aglianus   Majcolinns    Gi^ 
minus  Ioli.  Antonius  Cascianus   Officia^ 
les  PP.  ,,  —  ContÌ£juo  come   si   disse    a 
questa    chiesa    è    il 
,  PALAZZO    DONINI  .    S'   incomin- 

I  ciarouo  a  cavare  le  foadaraeuta  di  questo 


656  Palazzo   Donini 

maestoso  palazzo  nel  iji6  (^i)  e  si  tras- 
se a  compimento  non  senza  notabilissima 
spesa,  nel  ij24-E  desso  a  penisola  e  i  suoi 
3  prospetti  cosiispondenti  alla  Via  dei  Cor- 
so alla  Piazza  Kivarola  ,  e  alla  Via  del 
Foi'te  hanno  corrispondenti  orn^. menti  nel 
doppio  ordine  dei  cornicioni  e  nel  tripli- 
ce delle  finestre  fregiate  di  bene  intaglia- 
te cornici  e  frontespizj  variati  a  curva  e 
a  cono,  il  tutto  in  travertino.  Ciascuno 
dei  prospetti  ba  in  mezzo  un  portone  .  I 
n  principali  verso  il  Corso  e  verso  la  Piaz- 
za sono  nobilitati  da  2  colonne  e  antipi- 
lastri  di  ordine  toscano  e  di  travertino 
che  sostengono  una  vaga  ringhiera  inta- 
gliata nella  stessa  pietra.  Superiormente, 
a  quella  dicontro  alla  piazza  ,  corrispon- 
dente al  secondo  appartamento  è  altra  be- 
ne intesa  ringhiera  di  ferro  con  in  mez- 
zo gli  stemmi  Donini  e  Ferretti  in  inta- 
glio di  ferro  dorato  costruita  nel  i8o4« 
GÌ  ingressi  hanno  comune  un  nobile  Atrio 
a  croce  latina  .  U  volto  della  parte  me-» 
dia  è  sostenuto  da  piloni  ed  archi  che  la 
dividono  come  in  3  navate  .  A  capo  di 
esso  e  in  faccia  al  portone  della  piazza  è 
un  piccolo  cortile  che  reca  la  luce  alla 
magnifica  scala  che  intorno  vi  sale  .  A 
quest*  atrio  oltre  molte  camere  di  sgom- 
bro è  la  camera  di  Archivio  della  fami- 
glia e  un  Negozio  di  seta  qui  trasferito 
dalla  piazza  di  sopramuro  nel  1819  ,  cor- 
rispondono anche  2  comodi  e  adorni  ap- 
partamenti terreni  .  Il   loro  ingresso  è  a 


Palazzo  Donini  657 

destra  e  a     sinistra  del    portone  vejso    il 
Corso  .     In   qucilo  a   destra   di   chi     entra 
sono   2   camere  che  hanno  il  volto  dipin- 
to a   prospettiva  ,    T   una   dal    Gioii    celle 
figure     di   Sebastiano  Ceccarini  ,    V  altro 
dal   Bibiena  .  In  quello    a   manca   si    vede 
r  ultima    camera    dipinta    nella    volta    dal 
Gioii  ,   e  con   8    quadri    rappresentanti    la 
,   passione   di   G.    G.   fatti  dipingere   ad  An- 
'    ton   Maria   Garbi   circa  V  anno   ij^cjo  dall' 
ottimo  ab.  d.  Francesco  Donini   prete  dell' 
Oratorio  .   A     capo    a   2   branche    di   scala 
trovasi  l'Appartamenlo  Nobile  per  la  mag- 
gior parte  sontuosamente  addobbato   da  se- 
rici  drappi   di   varj   colori   cui   sono   simili 
f    i  drappi  delle   gì  andi   sedie  formate  di  va- 
•    ghi   e  diversi   intagli   di  legno   coperto  di 
finissim*  oro  .  Intorno  alla  gran  sala  d'  in- 
gresso in   mezzo  alla  di   cui   volta  dipinta 
egregiamente    a    chiaroscuro     imitante     lo 
stucco,  è  un   tondo  ,  entro  al   quale  Frac— 
I    Cesco  Appiani     rappresentò   Giove     fulmi- 
'    nanfe    il  cocchio   dell*    Orgoglio  :    girano 
i3  ampie  camere  cui   danno  accesso  5  por- 
I    te  .   Verso  la   sommità   delle   pareti  di   qu. 
I    sala   gira   parimenti    una   ringhiera  di   le- 
:    gno  ad    intaglio  .  Entrando    per   la    porta 
superiore  dicontro  al  primo  ingresso  in- 
contrasi  un'  anticamera  .  Il   volto  di  que- 
sta come    della  descritta  antisala     e  delle 
altre  stanze  che  noteremo  è  dipinto  a  tut- 
te  varie    leggiadre     e   diligentissime  pro- 
spettive di    architettura    e  di   arabeschi   al 
I    di  sotto  in  su  da  Pietro  Garattoli  che  in 


658  Palazzo   Donini 

<ju.  opere  si  distinse  lavorando  ,  dice  1* 
Orsini  ,  (  vit.  del  Carati  jj.  4'^  )  piìi  per 
istiiuolo  di  gloria  che  per  lucro  .  I  festo- 
ni e  i  vasi  di  fiori  che  adornano  queste 
prospettive  sono  di  Nicola  Giulj  .  L'^  fi- 
gure del  Tempo  che  sottragge  la  Verità  al- 
le ingannevoli  arti  della  menzogna,  effi- 
giate in  mezzo  al  volto  di  qu.  anticame- 
ra, sono  di  Frane  Ajq^iani  ;  con>e  di  lui 
sono  quelle  della  Giubtizia  e  della  Pace 
iieir  ovato  medio  e  i  putti  ne^li  sfondi  la- 
terali delh  camera  seguente  da  letto  .  Del- 
lo stesso  Appiani  è  la  Flora  vezzeggiata 
da  Zeffiro  uelT  ovato  tra  il  bel  prospetto 
di  colonne  e  pilastrf  della  volta  della  ter- 
za camera  ov'  è  raccolto  un  buon  nume- 
ro di  pregevoli  quadri  tra  i  quali  sono  de* 
gni  di  maggiore  considerazione  un  qua- 
dretto colla  3Iadonna  e  il  B.  in  braccio 
tra  s.  Girolamo  e  s.  Francesco  ,  e  altro 
quadretto  colla  testa  di  una  Santa  ,  di  Pien- 
ti o  periig^  ;  un  disegno  con  semplice  con- 
to no  che  offre  Tadorazione  de' Magi,  che 
stimasi  di  Rafaello  :  un  quadro  colla  V. 
e  il  B.  s.  Giambattista  fanciullo  s.  Giu- 
seppe e  indietro  s.  Gioacchino  e  s.  An- 
na ,  rhe  giudicasi  di  (aorgione  maestro 
di  Tiziano  :  altro  con  Davidde  pastore  se- 
dente ,  e  avente  in  mano  la  fionda  e  a  piò 
la  testa  del  superato  gigante  ,  opera  deJL 
Donienicluìio  :  altro  col  maitirio  di  s.  Se- 
bastiano ,  di  Ferraà  francese  :  un  qua- 
dretto colla  V.  che  tiene  in  braccio  il  B. 
fasciato»  della  Scuola  del  C aracci  ;   una 


Palazzo   Don  ini  (5 5^ 

snera  Famiglia  dei  la  Scuola  del  Coiteg^ 
gi'o  :  una  V.  addolorata  eoa  2  Angeli  ,  di 
Giuseppe  Chiari  allievo  di  Carlo  Ala-^ 
ratti  :  una  testa  di  Dònna  ,  di  Federico 
Barocci  :  la  Maddalena  the  incont/a  il 
Redentore  in  figura  di  ortolano  ,  di  Oia^- 
zio  Alfani  :  un  s.  Rafaele  e  Tobia  ,  del- 
la Scuola  di  Tiziano  :  e  4  istoriette  del 
Jilontanini  .  Sieguc  la  Sala  d.  la  Galle'' 
ria  ili  cui  è  ammirabile  lo  sfoudo  del  vol- 
to nel  quale  continua  la  prospettiva  sen- 
za figure  ,  gradatamente  inalzandosi  ►  A- 
domano  le  pareti  eleganiiss.  di  qu  sala 
y  grandissimi  speccLj  con  cornici  e  fie- 
gj  di  pregevole  intaglio  messo  a  oro  « 
Nella  seg.  camera  del  Caminetto  ,  lo  sfon- 
do in  mezzo  all'  architettonica  balaustra 
e  pilastri  scanalati  ,  ove  apparisce  il  eoe-» 
eh  io  del  Sole  a  chiarosc  ,  è  del  Eoccanc-^ 
ra  .  E'  deir  Appiani  il  cocchio  di  Palla-  ^ 
de  trionfante  fra  i  suoi  geni,  che  avviva 
la  umana  Sapienza  ,  in  mezzo  al  colonna- 
to della  volta  della  successiva  camera  da 
letto  .  Dietro  a  qu.  è  la  Cappella  tutta 
adorna  di  stucchi  dorati  .  A  piccola  Tri- 
buna divisa  dal  resto  per  mezzo  di  pila- 
stri e  2  colonne  scanalate  .  Sulla  volta 
è  la  Concezione  della  V.  ,  delT  Appiani  . 
Una  copia  in  piccolo  della  cel.  Tav.  di 
Pietro  collo  sposalizio  di  M.  che  ammi- 
ravasi  nella  cap.  del  s.  Anello  ,  e  il  qua- 
dro dell'  Alt.  ,  ai  fianchi  del  quale  sono 
due  quadrilunghi  con  s.  Giuseppe  e  la  V. 
e  altri  due  quadretti  colla  Natività  e  Pre- 


66o  Palazzo  Patrìzj 

seniazione  di  M.  ,  copie  anch'  essi  .  Si 
continua  il  giro  di  altre  4  camere  senza 
ornamenti  ,  dopo  di  cui  incontrasi  una 
stanza  che  à  il  volto  pinto  a  chiaroscuro 
bianco  imitante  lo  stucco  per  compensa- 
re la  scarsa  luce  che  essa  riceve  .  \a  Ap^ 
piani  vi  delineò  nel  mezzo  i  vizj  fulmi- 
nati da  Giove  e  da  Giunone  .  L'  antica- 
mera seg.  à  sulla  volta  diligentiss.  prospet- 
tiva che  pres^inta  4  ringhiere  da  cui  spor- 
gono 2  tappeti  e  2  arazzi  che  offrono  cam* 
pestri  vedute  ,  e  nel  mezzo  un  Cielo  aper- 
to dove  si  vede  la  Verità  che  conquide  1* 
errore  •  L'  ultima  camera  con  architettu- 
ra terminante  in  balaustra  à  nello  sfon- 
do la  immag.  della  Virtù  che  corona  il 
Genio  della  Famiglia  .  Le  figure  sono  anch' 
esse  deir  Appiani  .  Tutte  qu.  pitture  fu- 
rono eseguite  tra  gli  anni  i  j45  e  5o.  — •  L' 
apparlam.  superiore  ridotto  a  moderna  e- 
leganza  à  di  rare  pitture  una  Madonna  del 
cel.  Pietro  e  varj  paesi  di  Alessio  Z?e- 
marchis  .  — •  Kimpetto  al  palaz.  Donini 
sono  quello  della  esti)ita  famig.  Balleri'^ 
ni  passata  in  proprietà  della  famig.  if/o- 
roni  ,  ora  del  sig.  avv.  Alessandio  jSlon-^ 
ti,  e  quello  della  nob.  famig.  Patrizj  am- 
bedue formati  di  elegante  prospetto  con- 
temporaneamente alla  fabbrica  del  palaz. 
Donini  .  Nel  primo  appartam.  PATRIZI 
sono  molti  quadri  di  moderno  pennello 
di  qualche  pregio  :  tra  ossi  distinguesi  una 
Maddalena  della  Scuola  di  Pietro  ,  e  un* 
Apostolo  ,  di  Guido  jReni  . 


66t 

DESCRIZIONE 

DEL   RIONE   DI    PORTA    EBURNEA 


jL\  lato  sinistro  della  Pmzz^  e  Via 
del  Cor^so  ,  al  venire  dalla  Piazza  Eiva- 
rola  ,  sino  al  comlnciamento  del  Palazzo 
Pubblico  dicontro  alla  Via  Nuova,  appar- 
tiene a  questo  Rione  cui  da  principio  il 
Vicolo  che  divide  lo  stesso  Pubb!  Palazzo 
dal  PALAZ.  ALESSANDRI  LIPPI  ,  di 
buona    architettura  .    A   qu.    è   annesso    il 

I.  PALAZZO  ORAZIANI  spettante 
già  al  con   Francesco  ed   ora  alla  sig.  con— 

tes.   Anna     Graziani  Badiloni  unica   su- 

e? 

perstite  di  essa  nobiliss.  Faniiglìa  .  Fu 
qu.  architettato  dal  tignola  ,  e  ingran- 
dito dopo  la  metà  del  sec.  XVIII.  Una 
parte  di  esso  col  suo  ingresso  particola- 
re è  dato  a  fitto  ,  e  fin  dal  i8i4  è  ^Z- 
bergo  di  Posta  .  L*  altra  parte  cui  da  V 
accesso  altra  porta  ,  nel  marzo  del  1820 
fatta  ornare  di  bugne  di  travertino  ,  con 
sopra  r  architrave  una  bene  intesa  infer- 
riata ;  contiene  fra  gli  altri  il  nobile  ap- 
pa»*tamento  della  sunomin.  Dama  ov'  era 
già  raccolto  un  famoso  Museo  A-.cheologi- 
co  ,  del  quale  rimangono  ancora  molti 
pregevoli  oggetti  .  Tra  questi  sono  degni 
di  ammirazione,!  una  Statuetta  di  bronzo 
rappresentante  un  fanciullo  semigiacente 
con  bulla   ai  collo    ed    armille   tanto  nei 


6(?^  Palazzo   Grazi  ani 

polsi   clie  nelle  gambe  e   con   epigrafe  e- 
trusca  nella  coscia  destra  inteiprelata,, /^o- 
tnm    lavi    Sancto   ,,  .   Di   qu.    bel   mona- 
mento  della  più  diligente  arte  fnsorla  etru- "'i 
sca    dottamente   parlò     il   sig.   Verniiglioli 
nel  T'   I.  P'    36  delle   sue  Iscrizioni  ,  do- 
V€   citò  ancora  il   gran  numero   di  Archeo- 
logi  che    si     studiarono   d'  illustrarlo  pri- 
ma  di   lui  :  II   una  Sedia  Curule   di   bi  on- 
zo  il  cui  gentil   lavoro  nelle  gambe   e  nel- 
le  traverse   rimane   iscritto   in    una   figura 
cubica  ,   e    vi    si   osservano    mascheroncini 
e  teste   di   cavallo   che   adojnano  il   mezzo 
e     le   estremità     delle     superiori     traverse 
pieganti   per   un   sol   verso   in  linea   misti- 
linea    :     III    nn    raro   vaso  pur  di    bronzo 
alto   circa   un   palmo   e  mez/o  e  grosso  po- 
co   meno  ,   che   ha    intorno  al  labbìO  e  in- 
torno  al  piede   gentili   intagli   e  2  masche- 
roncini   ove   si  attaccano   i  ben'  intesi   ma- 
nichi .    Neir   istesso    appartamento    è   una 
raccolta    di  buoni    quadri    tra  i  quali    dalT 
O'sini   si    notano  i  seguenti  :  —   Um  Lu- 
crezia   in    atto   di   uccidersi  ,    è    grande    al 
naturale  ed   è    una   bella   copia     di    Guido 
Meni  pubb'*cata   con    bulino    :  « —  L'   ab- 
iozzetio   originale   della   Tribuna   di    s.   I- 
gnazio   di  Roma   del  cel.  Andrea    Pozzo  : 
Ila    voluto    qui   1'  Autore    rappresentare    s. 
Ignazio   vestito   in   abito   sacerdotale   retto 
dagli  Angeli  ,   che   porge   ajuto   a  varj  in- 
fermi   rasfunati    fra  un   mas^nifico  colonna- 
to  :  —   Un   Cristo   moUo   retto  dagli  An- 
geli ,  del  Trevisani  i  —  Uu  2.  Sebastia- 


Palazzo   Graziani  6fi3 

no  con  s.  Irene  e  1'  altra  Matrona  che 
ctiiano  le  di  lui  ferite  .  L*  Orsini  la  so- 
spettò opera  della  ^i  maniera  del  Bacic^ 
ciò  :  una  Verg.  Concetta  senza  macchia 
posata  sul  globo  terrestre  con  un'  Ange- 
lo ,  stimata  di  Luigi  Scaramuccia  :  un 
quadretto  con  varie  figure  esprimenti  io 
Belle  Arti  entro  un  vago  campo  archi- 
tettonico ,  dal  Bendiera  :  un  tondo  in 
tavola  colla  V.  e  il  B.  della  Scuola  di 
Pietro  :  una  Mad.  colle  mani  giunte:  u- 
na  testa  di  Uomo  fatta  per  istudio  :  al- 
cune belle  operette  di  Pietro  Montani-- 
ni  :  alcune  delle  migliori  del  Patini  z 
alcuni  Paesi  di  Alessio  Demarchi s  :  al- 
cuni Putì  ini  del  Trevisani  :  un  s.  Paolo 
a  mezza  fig.  di  Giuseppe  Chiari  :  una 
rara  miniatura  di  un  pastore  con  un*  uc« 
cello  selvatico  morto  ,  del  p.  Ramelli  : 
un  quadretto  ad  olio  fatto  ad  imitaz.  di 
^.  miniatura  dal  Trevisani  ,  con  una  gio- 
vane avente  in  mano  una  trappola  :  5  mi~ 
Diature  a  modo  di  acquarello  colle  im- 
mag.  della  Mad.  Santi  e  Figure  compre- 
se entro  archi  rappresentanti  ,  come  ac- 
cennano le  ìscriz.  attorno,  le  5  Porte  di 
Perugia  .  All'Orsini  sembrarono  del  T/é?- 
i^isani  .  Tutt<^  qu.  pitture  soffrirono  qual- 
che danno  dal  fumo  di  un'  incendio  ec- 
citalo neir  appartamento  dall'  eccessivo 
fuoco  acceso  in  un  suo  caminetto  in  una 
notte  del  gennajo  1819,  in  occasione  che 
fu  r  appartam.  stesso  prestato  ad  ur^  Prin- 
cipe J\u^5Q  venuto  ad  albergare  nell'  au- 


66^  II'  Palazzo  Graziarli 

nessa  Locanda  .  Dopo  qu.  epoca  la  egre- 
gia Dama  proprietaria  restaurò  le  dan- 
neggiate camere  ,  ma  non  potò  riparare 
le  olfese  de  suol  bei  quadji  che  però  mo- 
strano tuttavia  il  loro  pregio  .  —  Diviso 
da    un    vicolo   è    questo    dal 

II.  Px\LAZ  ORAZIANI  .Estinto  11  cul- 
tiss.  Cav.  Con.  Ettoie  Giaziani  ,  che  nota- 
Lilmente  lo  restauro  ed  abbellì  circa  il 
ijj5  ,  passò  esso  in  proprietà  della  sig» 
Contess  Marianna  sua  figlia  consorte  del 
sig  Filippo  Donini  aneli  ella  unica  su- 
perstite di  altro  ramo  della  stessa  famiglia. 
Questa  non  facendo  uso  del  suo  palazzo,  ne 
die  a  varj  in  affitto  gli  appartamenli  .  la 
quello  al  primo  piano  si  stabili  V 

ACCADEMIA  DEI  FILEDONI  ,  o  *So- 
cietn  Delle  Camere  di  Conversazione  . 
Andando  a  decadere  la  prima  società  del- 
le stesse  Camere  fissata  il  \y.  Marzo  1816 
in  casa  Anselmi  ;  (i)  da  alcuni  nuovi  socj 
in  num.  di  100  ♦  si  pensò  di  ristabilirla 
collo  stesso  titolo  in  questo  luogo  come 
più  centrale  e  piìi  comodo  .  Quindi  con 
istromento  rogato  dal  sig.  Amerigo  Cal- 
derinl  nel  febbrajo  1821  si  strinse  il  con- 
tratto di  afEtto  del  detto  appartamento  tra 
la  nuova  Società  è  i  sig.  conjugi  Doni- 
ni» per  lo  spazio  di  anni  12-  La  stessa  nuo- 
va Società  si  die  poi  tutto  V  impegno  di 
riordinale  abbellire  ed  ornare  di  elegan- 
ti 5»upellettili  le  sue  nuove  camere  per  uso 
di  oncuo  e  piacevole  trattenimento  a  suoi 
iadiTÌdui  ai  loro  attinenti  ai  nobili  ed  agli 


^Accademia  dei  Flledonl  6G5 

stranieri,  conforme    al   suo   istituto  corro- 
horato  dall*   opportuno   sostegno  di   nuove 
leggi  .  Queste  Camere   si  aprirono  poi  per 
la  prima  volta   la   sera  dei    ly  marzo  1822. 
—  Si   ascende  alle  medesime  per  2   bran- 
clie  di  comode  scale  ,  oltre  una  prima,  clie 
r  una    dicontro   all'  altra    fanno    capo   a   3 
ingressi  comuni  alT  appartamento.  Il  prin- 
cipale e  a   capo   alla  branca  sinistra   di  clii 
sale  ,  e  mette   ad  un'  anticamera  ,  a   man- 
ca  della   quale   sono   2   cameroni   di   guar- 
daroba ,    e  una  piccola   scala   che   guida  a 
3    camere  superiori  destinate   all'  altra  iSo- 
cietd   detta  dei    Giornali,   perchè    da    essa 
si  proveggono   e  si   leggono   le  più  accre- 
ditate efemeridi  letterarie  che   si   produco- 
no  in   varie   città  d'  Italia   e  d*  Oltremon- 
te ;  società  unita   anche   da  prima   a   quel- 
la dei  Filedoni  .   (2)   Dall*  anzidetta  pri- 
ma  anticamera,  volg»^ndo  a  destra,  si   pas- 
sa   ad   altra   anticamera    di    figura   ellittica 
fatta   dipingere  dal   sul] od.   conte  Ettore  a 
guisa   di   tempio   tra   i   cui  pilastri   si  mo- 
stra  r  aperta   campagna   e   sorgono    3    sta- 
tue   a    chiaroscuio    rappresentanti  Apollo 
Senocrate    e    Platone  .    Questa    pittura    fii 
restaurata  dalla  nuova  Società   col  pennel- 
lo   del   sig.    Giovanni    Menotti  .    Si    entra 
poi   nella   camera  di  trattenimento  col  ca- 
minetto .  In  un  tondo  sul  volto  di  essa  so- 
no   delineati   Giove     e  Venere  .   Si     passa 
quindi  alla    gran  Sala  /cestinata   agli  Eser- 
cizi Accademici  di  Poesia   Musica  Danza 

1^  k 


666  \/tccacleinia  dei  Filedont 

e  Declamazione  .    Questa    sala   ove    fu   già 
per  molti  anni  del  secolo  XVIII   un  pub- 
blico Teatrino  intitolato  del  Leon  d   Oro 
^i    ridusse    alla    vaga    forma    presente    con 
tlisegno   di  Vincenzio    Ciofi    perug.    circa 
il    1775.  Le   sue  pareti  sono   compartite  da 
16  pilastri  scanalati   corintj  con  corrispon- 
dente   comic    dentellato   ed  attico  su    cui 
posano  le  fasce  a  rosoni  del  volto  .  Tut- 
ti  gli    spazj     fra   le   fasce   e  tra     i    pilastri 
nella   parte   superiore   (in   12   dei   quali  si 
veggono  nicchie  rotonde  con  busti  d  impe- 
rat.   e   imperatrici    romani   )    sono   fregiati 
di   svelti  e  le^jo^iadriss.  arabeschi   di    stuc- 
co  :  e  nella  parte  inferiore  ,    coperti   una 
volta  gli  stessi   spazj  di  ampj  cristalli  ,  of- 
fiOiio    ora    una    imitazione    de*  sovrastanti 
aral)e3chi   con  dei    chiaroscuri   ultimamen- 
te eseguiti  da  Girlo  Gencioni  .  A  piò  del- 
la  sala    in    alto    è    stata    allogata    una    or- 
chestra   semicirc.    con    ringhiera    di    ferro 
intagliato  ,  a  renderla  pia  leggiera  ed  op-j 
portuna    al  locale  .   A  capo    alla  Sala    ri-^ 
spandono  2    finestre  chs   mettono  ad  unaj 
loggia  con  ringhiera,  da  dove  belliss.  è  la 
-veduta    che    presenta    la     soggetta    Stradai 
del  Corso  .  Corrispondono  agli  angoli  de- 
stri della  sala  2   porte   con  respettive   ca- 
merette per  le  quali   si  avrà  all'  uopo  ciòl 
che  può  appartenere  a  Caffè   e  Trattorìa  J 
Segue  una  camera  da  giuoco  ornata  a  pae-J 
saggi    di    Luigi    Chiatti  .    Dopo    questa  è 
la    camera    ad  uso    di    Bigliardo   ridotta    a 
Sttlficiente  quadrilungo  nel  nuovo  ristau- 


Teatro  del  Fanone  Gfìy 

ro  colorita  dai  sud.  Cencicni  .  Termi- 
nano il  giro  dell*  appaj  lamento  altre  -^ 
camere  per  giuoco  .  La  massima  nitidezza 
e  deceuza  nei  mobili  e  negli  opportuni 
ornamenti  domina  in  tulle  le  stanze  .  — 
Contiguo   a   questo  palazzo   è    il 

TEATRO  DEL  PAVONE  .  Alcuni 
nostii  Patrizj  ,  tra  i  quali  principalm.  il 
con.  Costantino  di  Cuizlo  Bnuieri  e  il  con. 
Alessandro  di  Pietro  Baglioni  ,  promos- 
sero la  Istituzione  dell'  Accademia  detta 
del  Casino  e  la  erezione  di  qu.  Teatro  . 
In  data  del  3i  marzo  17 17  promulgaro- 
no perciò  eolle  stamp»5  un  pio;^ramma  in 
cui  progettarono  la  novella  istituzione  e 
la  fabbrica  del  nuovo  edificio,  per  le  rap- 
pi  esentazioni  di  opera  in  musica  o  di  com- 
medie in  prosa  ,  da  eseguirsi  in  tempo  di 
cainovale  da  giovani  dilettanti  d^l  ceto 
nobile  ,  e  per  tenere  in  ciascuna  stagio- 
ne deir  anno  una  letteiaria  adunanza  ,  an- 
che a  pubblico  intertenimento  ,  gìaccliù 
di  pubblico  capace  locale  adatto  a  qua- 
lunque siasi  teatrale  spettacolo  di  qual— 
clic  raac^nificenza,  era  stato  fino  allora  man- 
cante Perugia  .  Troppo  angusti  erano  di- 
fatto  e  di  assoluta  particolare  proprietà  i 
Teatrini  del  Leone  di  oro  dell'  Aquila  e 
JRanieri c\ìQ  da  qualche  anno  esisteano  .  A- 
dottato  non  senza  comun  plauso  il  pro- 
getto ,  61  individui  tra  nobili  e  principa- 
li cittadini  si  sottoscrissco  al  program- 
ma e  formarono  la  nuova  Società  .  (ij  Is^cl 

k  a 


668  Teatro  del  Pa^'one 

i^i8  s'iiicorninciò   dunque  a  fabbricare  il 
Tec\tro  ,    e   i    2   principali    promotori    Ra- 
nieri   e  Baglioni   ne    furono  gli    architeitì 
e    direttori   .    Si   costrussc    tutto    di    legno 
a   forma   quasi   di   sala   quadrilunga  ricur- 
va  soltanto   negli   angoli   estremi  ,  per  cui 
«'  impedìa  la   visuale   alle  persone  che  as— 
fiisteano  agli  spettacoli  nei  palchi  di  fian- 
co .   Erano     essi    in   tutto  in    num.  di  67 
divisi  in    4  ordini  .   (  FiL  Ansidei  mem. 
inss,  )   Si  compiè    il  di   27    maggio    1728 
e   si    aprì  per    la   prima   volta    la   sera  del 
dì  8  agosto  SQ,^,  con  un*  Accademia  di  mu- 
sica .  Ma  nel   marzo   del  1760  si  dio  prin- 
cipio a    riedificarlo    con  disegno  di   Pietro 
Gaiattoli   che    gli  die   la   opportuna   figu- 
ra  di  ferro  di   cavallo  .  Furono   in  tal  rie- 
dificazione   di    stabile   materiale     costruite 
le  mura    esterne    dei   palchi  e    le   corsìe  , 
che   per    1'  addietro   erano    di     legno  .   (2) 
JVelIa    vaga   forma   presente     si    riaprì    nel 
carnovale  del    1773    con   opera  in    musica 
Ilì' Atrio  e  quadrato,  con  cornicione   di 
stucco  e   2   porte   esterne   e  2    interne  che 
mettono  ai  palchi  e  per  2  branche  di  sca- 
le alla  Platea  .  Riconosciute   qu.   scale  an- 
guste   ed   incomode  ,    specialmente  per    la 
uscita  nella   circostanza  di   molto    concor- 
so ♦  attraversar  dovendosi  ben  3  corsie  di 
palchi;  per  decreto  dei  4  aprile  j8sìo   e- 
manato  dall'  adunanza  generale  degli  Ac- 
cademici, si  determinò  di  riformarle.  Pros- 
simo air    atrio  del  Teatro  a   sinistra     era 
una  bottega  ,  al  di  dietro  della  quale  cor- 


1 


Teatro   Nobile  GHc) 

rìsponclea  un   fondo  del  palazzo  Graziaul  . 
Comperato  questo  ,   si   fabbricò   una   nuo- 
va  ampia     e   maestosa   scala     a   2   branche 
eoa  gladi  ni   interi  di  pietra  morta,  la  cj[ua- 
]e  intersecando  quasi  nella  sua  metà  1*  an- 
tica  corsia   del  I   Ordine  ,   cui   danno   ora 
accesso  2  porte  laterali  a  un  pianotio  che 
divide    le   2   branche  ;  conduce  dal   piano 
«ud.   prossimo  ali*  atrio  ,  direttamente  al- 
la Platea  .   Il  lavoro  incominciato  il  dì  5 
ottobre    182 1  ,   si  vide    compiuto  e  prati- 
ca^ile  la  sere  del  29  dicembre,  allo  aprir- 
si del  Teatro  pel  carnovale  seg.  del  1822* 
La  Platea  è  estesa  nella  maggior  lun- 
ghezza   pai.   48  ,     e   nella   mag.    latitudine 
42  ,  e  la   sua  altezza  è  di  pai.  45*  Il  Tea- 
tro è  capace  di  più  di  1000  spettatori  .   Ha 
desso   5  Ordini  di  palclii   o  logge  in   num. 
di   21    in  ciascun'  ordine.   Quello  prossi- 
mo alla  platea   era  formato  come  una  rin- 
ghiera senz*  altra  divisione  che  di  colon- 
nette che  sosteneano  T  Ordine  detto  il  Pri- 
Tito  .    (3)   Fu  nel     18 16    anche  qu.    diviso 
in  palchi  corrispondenti  agli  altri,  median-« 
te  un   tavolato  di   separazione     comune  ai 
superiori  ,  e   fu  intitolato  Ordine  Nuoi^o  • 
titolo  cambiato  in  Primo   nel  1821  ,  seb- 
bene a  molti  sembrasse  poco    assai  con- 
veniente ad    xxn    ordine  che   s'  inalza   so- 
pra la  platea  per  2    soli     gradini  .  Quest' 
ordine  e  il  Quinto  od  ultimo  prossimo  al- 
la volta  hanno     sul  davanti  delle    colon** 
nette  a  centina  che  lasciando   degli   spazj 
traforati  tra  V  una  e  T  altra  centina  ;  dan^ 


670  Teatro  Nobile 

no  loro    appunto   V  appaiciiza     di   2   rin- 
ghiere, e  coLitribuiscouo  alla  sveltezza  dell* 
edificio  .   Gli   altri   3    oidinl   hanno    para- 
petti  dipinti   ad   ornato   di   bassi)  ilievi   lu- 
meggiati a   oro  ,    in   me/.zo    ai   quali    sona 
iuieipolatamente   effigiati    de'  cammei  rap- 
piesentanti   i    più   cel.   antichi     autori   dei 
teatri  e   scrittori    teatrali  .    Questi   cammei 
sono   di   Carlo   Mariotti  ,   e  gli  altri  orna- 
ti di   Raimondo   Compagnini   bologn.   che 
pur  dipinse  egregiamente  piìi  scene  .  I  pa- 
rapetti suddetti  e   i  piccoli   pilastri   che  di- 
vidono    i   palchi    sono   fregiati     di    cornici 
ed  intagli   messi   a    o»o   e  lipuliti    V  anno 
18 14     i^i   cui    da   Luigi    Tasca     e    Gaspare 
Coccia   fu  ridipinto  il   volto  .  A'  questo   nel 
mezzo   un   gran    tondo    ove   è    rappresenta- 
ta  Giunone    sedente   in   cocchio    tirato    da 
Pavoni  e  corteggiata    dai   genj   delle  Bel- 
le  Arti  .    Allo    intorno   compiono    la    pro- 
spettiva molti   e   varj    ornamenti   a  chiaro- 
scui'O  in   oro  ,   ond  è  che   qu.  Teatro  ,    sin- 
golarmente    illuminato  ,    fa  dì   se     la    piìi 
leggiadra   ed  aggi'ndevole    comparsa  . 

//  Proscenio    è    fregiato   di   pilastri 
scorniciati     terminanti    in   4    cariatidi    che 
reggono  capitelli   corintj  dorati,  su  i  qua- 
li  si   basano   4   cartocci    sostenenti    il    sof- 
fitto.   Nel   suo   sfondo  ha  qu.   dipiate    due 
ligure  di  Fama   a    chiarosc.   con   trombe    e 
corone    ^     sul   dinanzi   ha   cartocci   tutti   e 
festoni   dorati  in  mezzo  ai  quali   ornamen- 
ti  di   stucco     ù   la    sfera     dell'    Orologio  • 
Alla  bella  pittura  del  Sipario  eseguita  già 


Teatro  Nobile  671 

da  Frane.  Appiani  nel  1772  ♦  in  cui  lap- 
picseutò  Turrena  ammiiatrice  del  trionfo 
di  Giunone  ,  peicliò  mal  ridotta  dail  u— 
so  e  dal  tempo  ,  fu  nel  i8i4  sostituita 
quella  di  Gaspare  Coccia  rom.  ,  che  of- 
fje  la  riedificazione  di  Perugia  per  ordi- 
ne di  Augusto  . 

//  Palco  Scenico  lungo  palmi  68  e 
largo,  compreso  lo  spazio  interiore  delle 
scene  ,  palmi  r3  ,  non  manca  di  tutti  gli 
annessi  comodi  necessarj  per  gli  attori  o 
per  le  rappresentazioni  ,  ad  onta  forse 
della  ristrettezza  del  sito  .  Le  Scene  fu- 
rono in  gran  parte  rinnovate  dal  sudet— 
lo  Coccia  unitamente  a  Luigi  Tasca  pa- 
dovano Angelo  Deangeli  rom.  e  Giusep- 
pe Sforzi  livornese  .  In  occasione  delle 
foste  da  ballo  il  Palco  Scenico  è  attor- 
niato da  tende  e  coperto  da  soffitto,  la  di 
cui  pittura   imita  il  resto  del  Teatro  . 

S'  intitola  qu.  dell*  accademia  del 
Casino  ,  che  fu  la  sua  prima  denomina- 
zione per  essere  unito  ad  un  luogo  di 
piacevole  trattenimento  comune  agli  Ac- 
cademici .  Gli  si  die  il  tit.  del  Paltone 
dopo  il  suo  ristauro  ,  ad  imitazione  forse 
degli  altri  sud.  teatrini  del  Leone  e  dell* 
aquila  ,  e  si  ebbe  forse  in  mira  (ma  ciò 
non  apparisce  da  alcuna  memoria  in  ar- 
ebivio  )  di  dedicare  il  Teatro  a  GinnO'^ 
ne  ,  e  prenderne  il  titolo  dall'  ^i/gell^ 
sacro  a  quella  Dea  ,  per  essere  situato 
in  luogo  nelle  di  cui  vicinanze  ,  e  preci- 
samente ore  è   oggi  il  Palazzo  Ansidci^ 


6y^  Teatro  Nobile 

SI   crede  cLe  esìstesse  un  Tempio  dedica- 
to  alia   superba  Begioa   dei  Numi   adorata 
già  dai  Perugini   con  impeciai  culto.  (Za/i- 
ce//, se,  26  dic.^  Alla  destra  del  Teatro  è  il 
Palazzo   deli    accademia    del    C  a^ 
óino  .    Contemporaneamente  alla  fabbrica- 
zione  del     Teatro     fu   ridotto    qu.   piccolo 
palazzo   alla    forma   in  cui   si  vede  (4j  P^i'- 
chè    costituisse  un  luogo  di  conversazione 
agli  Accademici  .     Difatto  terminato   ap— 
pena  il  Teatro   vi   si   costrusse   a  pianter- 
reno  il  bigiiardo  ,    che  poi   nel   1808  xen-- 
ne   trasferito   in   una  delle   camere     supe- 
riori ,    ove    già   fin   da   principio   si    appa- 
reccliiarono   tavolieri  da   giuoco  e  tutt  al- 
tro che   occorresse     ad   onesto    dilettevole 
trattenimento  degli   Accademici  che   vi  sa- 
rebbero  convenuti  .   La  sua    facciata    piin- 
cipale     nella  Piazza   del   Corso    è   appari- 
scente    per  le   cornici     di   travertino     che 
abbellano  la   porta  ,   e  per  le   cornici    ca- 
riatidi   ed  altri    ornamenti    di    stucco     che 
fregiano   le  finestre  .    Nel  primo   pinno  so- 
no  le   camere    decentemente  adobbate  al- 
cune di  damasco   cremisi   ed  altre   a  riqua- 
drature  a    colori  ,   ove  sogliono   tenersi    le 
adunanze   dagli   Accademici  ,   e  le   conver- 
sazioni  della    nobiltà   alloichè   le  opportu- 
ne  circostanze   lo   esigono  .  (ò^  Gli   appar- 
tamenti   supiMÌori  servono  di  abitazione   ai 
custodi    del   Casino   e  del  Teatro.    —  La 
strada   che   vedesi  a   destra    ,     uscendo    da 
qu.  palazzo  ,   conduce  alla 


673 
CH.  Parroc.  dei  SS.  STEFANO  E 
BIAGIO  .  E'  questa  V  antica  Chiesa  di 
s.  Stefano  ,  V  ej^oca  della  di  cui  erezio- 
ne s'  ignora  ,  e  della  quale  ,  come  di  tan- 
te altre  non  si  ha  memoria  prima  del  sec. 
XII.  Dopo  la  troppo  famosa  devastazione 
del  1 540,  furono  a  qu.  riunite  le  famiglie 
che  nel  Rione  di  P.  B.  apparteneano  al- 
le chiese  parrochiali  di  s.  Biagio  e  di  s» 
Maria  dell'  Oliveto  situate  nel  circonda- 
rio della  odierna  fortezza  .  Precisamente 
il  di  i4  agosto  i568  è  V  epoca  in  cui  il 
vesc.  della  Cornia  eseguì  qu.  riunione,  e 
la  Chiesa  di  s.  Stefano  assunse  il  titolo 
ancor  di  s.  Biagio  .  (i)  La  gradinata  per 
cui  si  ascende  a  qu.  piccola  eh.  fu  così  ri- 
dotta dal  par.  d.  Sisto  Monsignorini  nel 
^797  '  avendo  demolito  una  specie  di  pia-' 
noito  che  per  V  addietro  giugnca  si^ 
no  alla  strada  .  La  volta  che  fu  costruì-» 
ta  sulla  metà  del  sec.  XVI  a  spese  dell' 
estinta  famiglia  Soarlattini  ha  hase  su  di 
8  pilastri  dorici  che  dividono  le  pareti 
laterali  in  3  compartimenti  .  In  quei  di 
mezzo  sono  2  altari  .  In  quello  a  destra 
dell'  ingresso  e  un  quadro  assai  danneg- 
gialo ma  di  qualche  pregio  ,  ov'  è  espres»» 
50  il  Martirio  di  s.  Stefano  ,  di  Simo- 
ne Ciburri  (2)  ;  in  quello  dicontro  è  un 
quadj  o  colla  M.  e  il  B.  ,  e  sotto  inginoc- 
chiati s.  Ottavio  soldato  della  celebre  Le- 
gione Tebana  e  s.  Appollonia  fatto  colo- 
rire al  Fabbriz/  dal  par.  d.  Ottavio  Lan- 

k  3 


Gyi  Compagnia  del  Suffragio 
cellotti  eh'  eresse  V  Alt.  nel  iG44  •  ^^"^ 
me  egli  stes.  ci  fa  sapere  nella  sua  Scor'* 
ta  Sacja  .  (3)  Neil'  Alt.  mag.  è  un  c[ua-* 
dro  dipinto  da  Vincen/sio  Angeli  nel  1797- 
Bappresenta  s.  Biagio  che  nelT  atto  di  es- 
ser condolto  al  martirio  in  mezzo  a  una 
moltitudine  di  fedeli  ,  risana  dal  mal  di 
gola  un  fanciullo  .  A  piedi  alla  eh.  sul 
parapetto  della  Orchestra  ò  un  quadro  con 
s.  Ann^i  e  la  V.  fanciulla  .  (4)  F^  4"* 
eh.  fatta  imbiancare  e  fatti  abbellire  gli 
altari  con  ornati  a  Ghiavosc.  nel  1817  dal 
nuovo  par.  sig.  d.  Giuseppe  Viti  .  —  Po- 
co presso  è  uno  dei  Palazzi  Sorbello  , 
fabbricato  dai  Germani  Cadetti  della  Fa- 
Jniglia  circa  il  1780  ;  indi  la  J^ia  Laiga^ 
che  ha  di  prospetto  un'  altro  antico  Pa-* 
lazzo  Sorhellì  permutato  con  quello  de- 
gli Eugenj\  poi  compeiato  il  18  genna- 
jo  1799  dal  sig.  Orazio  Boccanera  .  Si 
entra  quindi  nella 

CH.  della  COMPAGNIA  DEL  SUF- 
mAGIO  .  Istituita  in  Perugia  nel  161 9 
dalla  pietà  del  dott.  d.  Domenico  Giovi 
parr.  di  s.  Maria  di  Colle  nella  sua  eh. 
qu.  Compagnia  intenta  a  procurar  dei  suf- 
fragi ^^^^  a. n'me  purganti  ,  e  separatasi  poi 
dalla  d.  eh.  nel  1689  >  per  attendere  piii 
comodamente  e  indipendentem.  ai  suoi  e- 
sercizj  ,  comperò  il  locale  di  cui  parlia- 
mo dal  cav.  Pompeo  Cibi  ,  e  vi  fabbri- 
cò qu.  sua  eh.  particolare  •  (i)  Si  die  ad 
essa  principio  li  27  luglio  di  d.  anno 
con  disegno    di  Orazio  Alessi.  Non    del 


Cli^  di  s.  Crispino  670 

tutto   compiuta  la   fabbrica  »  s'  incominciò 
a   celebrarvi    i  div.  Officj    il   ^4  ^ov.    seg. 
In   mezzo  al  volto   a  vela  del  piccolo  qua- 
drilungo   è  rappresentato   un  Angelo    che 
soltragge  un*  Anima  dalle  pene  del  Pur- 
gatorio .   Le  pareti  e  le   3   arcate   sotto  di 
cui  sono  le  cappelle  lianno    un   cornicio- 
ne   dorico  .    Neir  Alt.    a  destra  dello   in- 
gresso è   un   quadro   ornato  di  stucco  con 
in   alto    la  V.  col   B.   s.   Gregorio    Magno 
e  s.  Frane.  ,  a  basso  un  Angelo  che  re- 
ca  alla  gloria  un*  Anima  purgante,  e  a  si- 
nistra alcuni  fratelli  della  Comp.  tra  i  qua- 
li  si    ritrattarono    il  cappellano  d.   Stani- 
slao  Cesarini  e   il   sig.    Carlo  Vitiani  .   E* 
opera  di  Ben.   Cavallucci  fatta  nel    1798  . 
Sul  gradino  avvi  una  immag.  di   s.  Mar- 
gherita da   Cortona  .  —  Dicontro  ò  V  Alt. 
cretto    nel     i643     da    Sebastiano     Fiori  , 
Ila   un'   ornato  di  stucco  messo   ad  oro   che 
servì    di   modello  a  quello    dell*  altro    de- 
scritto .  Vi   si  venera  un  bel  Crocefisso  di 
rilievo  iu  legno  ,  abbozzato  da  Gio.   Pie- 
tro Zuccheri  e  terminato  da  Leonardo  Sca- 
glia ,  Ira    la   V.  e    s.   Gio.  in  bassorilievo 
di   stucco  •   Sul  gradino   è   una   Mad.   del- 
la Pietà   in   mezza   figura  ,   di  Andrea   Ap- 
piani .  Lo  sfondo  della  Gap.  delT  Alt.  mag. 
e  i   suoi   ornati  di   stucco   furono    costrui- 
ti r  an.    179?).   Evvi  un   quadro   colla  Na- 
scita di  M.   V.  e   s.  Anna  ,  di   Gio.  Frane* 
BasGlti  .    (2)   —  Contigua   a    questa   è    la 

CH.   DI   S.   CRISPINO    della   Com^ 
pagnia  dei  C alz^jlari  .  Dalla  superior  eh. 


676  Palazzo  Àn sidei 

tli  s.  Ercolano   ove  fu  costituita  dal  vesc» 
Gomitoli   qu.  Compagnia   il  di    17   genna- 
io   iGi3  ,  e  dalla   eli.   di   s.  Agata   ove  per 
poco   tempo  dapoi   si   congregò  ;  passò  nel 
1625    a   qu.    eli.   elle   5*  incominciò   a   edi- 
ficare nel    16 18  nel   sito  dote  trovasi   com- 
perato da   Giovanna   Monteraellini   moglie 
del  cap.   Alessandro  Tei  .    (i)   La  piccola 
e  vaga  area  presenta   un   quadrato   sul    di 
cui    volto   è    un    medaglione   ove    a   fresco 
è   dipinta  una  gloria  di  Angeli  coi  ss.  Cri- 
spino e   Ciispiniano  mm.  E'   in  prospetto 
lina   Cap.   semicircolare   al   di   cui   ingres- 
iso  ò  un*  arco   sostenuto  da  2  colonne  do- 
iithe  di   stucco  .  L'  Alt.  a  diritta  della  por- 
ta  Ila   un   quadro   colla    V.   e   il  B.   adora- 
li  da   s.   Liborio;   ò   del   Cavallucci  :nell' 
/\lt.   dirimpetto    è   la   Visitazione    di    M.   a 
s.   Elisabetta  ,   di   Valerio   Salvucci   perug. 
che   il  trasse  dall'  originale   del  Barocci  1* 
anno    1626.    Sui   lor    gradini    sono    le   im- 
magini    di    s.   Apollonia    qui   con    ispecial 
culto   venerata  ,   e  di   s.   Vincenzio  Ferre- 
ri  ,  di  Anton  Maiia  Garbi.  Neil'  Alt.  mag. 
iu   fondo  di   d.  «appella    adorna   di  pilastri 
dorici    in    mez^o   ai    quali    sono   2    coretti   ; 
entro   a  cornici   di  stucco  è   un  quadro  con 
3M.   V.    incoronata   dalla   ss.   Tiiade   e   sot- 
to i   ss.  Crispino  e  C»ispiniano  del    noraìn-> 
Salvucci  .   Sul   gradino   è   la    effigie    di   M. 
del  Buon  Consiglio  .  —  A  manca  e  sop.  è  il 
PALAZ.     ANSIDEI  .   Questo  vasto 
JPalazzo   una   volta   de'  Si^norelli  e  in  va- 
ile epocLc  ingrandito  1  ba  un  bel  Porto- 


Palazzo    Ansidei  677 

ne   con   sopra   una   ringhiera  sostenuta  da 
2    colonne    joniche  di  granito   bigio     che 
appartennero   un  tempo  al  colonnato  este- 
riore della   eh.   di   s.   Angelo    di   P.   S.   A- 
iS^elia   parie  di   qu,   Palazzo   che   guarda   il 
mezzodì   e  un  vago  Parterre  o  Loggia  non 
ancor  terminata  .   Il  suo  prospetto  esegui- 
to  con  diacono   del    siof.   conte    Vincenzio 
Ansidei   nel  1808  ,  presenta  una  balaustra 
traforata    ove   sono    basate   2    colonne    e  2 
pilastri   che   sostengono  un  architrave   sul 
quale    sporgono   4    ^'^si    etruschi   sotto  lui 
grande   arco,  il  tutto   intagliato  in  ti'aver— 
tino  .  Fra  le  pitture  esistenti  in  qu.  Palaz- 
zo, l'Orsini  riputò  già  più  degno  di   osser- 
vazione le  sQ^,  :  il  Riposo  di  Egitto  ,   Car- 
tone  di   GiO'  Ant,  Scaramiicca  :  un    Cro- 
cifisso ,   Cartone   del   Barocci    :    la  Visita 
de*   Magi  ,   disegno  di   Pietro   :   mezza   fi- 
gura  di   s.   Paolo  I.   Eremita,  del   Riberaz 
}a  Idolatria   di   Salomone  ,  di   Paolo  /^e— 
ronese  :   varj   belliss.  Ritratti    ,   e   tra  essi 
quello  di   un   giovanetto,   del  Tiziano^   e 
2    altri  del   Tintoretto  :    il    Martirio  di   s. 
Lorenzo   e  un  Noè  ubbriaco  d  incerti  :  la 
Flagellazione   di   Gesii,  del  Muziano  :  uu 
boz/.etto   con    G.    morto  ,  una    piccola    M. 
col   B    e  una  Testa  ,  del  Barocci  :   un  pae- 
se  con   varie   figurine   à\  Salvator  .Rosai 
2    quadretti  in   rame  ,     1'   uno   colla  presa 
di   G.   neir   Orto   e   <on   s.   Pietro   che   re- 
cide  r    orecchio   a   Malco  ,   alla    luce  di  u* 
na  facella  ;   e  T   altro   colla   CrociGs''ione, 
squisite   opere  di  Gherardo  delle  JYotti: 


678  Via  del  Circo 

0.  ritratti  del  Bronzino  :  mezza  figura  di 
s.  Girolamo  ,  del  Vanni  :  un  Ecce  Homo  , 
di  Guido  :  un  tondo  ia  tavola  colla  M. 
sedente  nel  pavimento  ♦  il  B.  e  alcuni  An- 
geli ,  di  gusto  antico  auter.  a  Pietro  :  un 
Lei  Paese  del  Pussino  :  Icaro  e  Dedalo, 
della  pr.  maniera  del  Guercino  :  varj  al- 
tri belli  quadri  d  incerti  Autori  ,  oltre 
quelli  de'  più  recenti  che  qui  sono  rac- 
colti ,  come  la  Carità  del  Cerrini  ,  i  bam- 
bocci deir  Amorosi  ,  i  paesi  di  Alessio 
Demarchis  ,  alcuni  animali  àìnionsiù  Ro^ 
sa  .  —  Progredendo   per   la 

VIA  DEL  CIRCO  renduta  più  a- 
giata  ed  ampia  nel  i8o4  allorché  si  tol- 
sero i  cumuli  di  terra  che  sulT  orlo  dei 
fossi  della  Fortezza  ne  occupavano  una 
gran  parte  dal  lato  sinistro  sino  alla  Por- 
ta  del  Hastello  :   si    scorge   a   diritta   il 

COLLEGIO   PIO    Nelle  proprie   ca- 
se    che   erano   in    questi    dintorni  ,    Bene- 
detto Guidalotti    perug.   vesc.    di   Piecana— 
ti   istituì  Tanno  i4?7  un   Collegio  per  42 
giovani  poveri   forestieri   e    studenti   nella 
nostra  Università»  e  volle   che  qu.  Colleg. 
si  appellasse    Casa   di  s.    Girolamo  come 
di  s*  Gregorio  chiamò  il  Capocci  il  suo  Col- j 
legio    della   Sapienza  Vecchia  .    La   mortej 
prevenne  il  Guidalotti   che  non  vide  effet-1 
tuata   la   sua   istituzione  ,  mentre  non   pri-j 
ma   del  dì  16  ottob.  i443  entrarono  i  prì-J 
mi    giovani     ad  abitare   qu.    novello   asilo 
di     educazione  .     (i)   Per   V  edificio    dellal 
Cittadella  rimase  esso  interamente  distuttc 


Collegio  Pio  679 

e  1  giovani  soggiacquero  a  varie  trasmi- 
grazioni .  (2)  Otlcouta  flaalmeute  da 
Paolo  III  queiia  parte  del  convento  di  s. 
M.  de'  Servi  die  non  fu  atterrata  ,  in  que- 
sta si  stabilirono  uel  i544-  Colle  antich© 
leggi  e  col  suo  prisco  sistema  continua 
ad  esistere  qu.  utile  stabilimento  ,  mal- 
grado qualche  anno  di  sospensione  ,  fino 
al  maggio  del  1798  in  cui  fu  soppresso 
dall'  allora  vigente  governo  repubblicano  • 
(3)  Restò  chiuso  il  collegio  fino  al  di  3 
novembre  1807  uel  quale  ,  ia  sequela  del- 
le replicate  istanze  presentate  a  s.  s.  Pio 
VU  dai  nostri  Magistrati  ,  dal  Vescovo  e 
dai  Consoli  della  Mercanzia  (  superiori 
del  luogo  )  venne  riaperto  in  nuova  for- 
ma con  nuove  costituzioni  e  col  nuovo  ti- 
tolo di  Collegio  Pio  ,  in  vece  dell'  anti- 
co di  Colleg,  Geronimiano  o  Sapienzti 
Nuova  .  Vi  si  ammisero  i  fanciulli  dal- 
la età  di  8  anni  e  i  giovani  di  qualun- 
que condiz'one  sì  cittadini  che  stranieri 
i  quali  pagassero  gli  emolumenti  annui  , 
1  primi,  di  se.  62  ,  gli  altri,  di  se.  92.  (4) 
Vi  si  stabilirono  le  interne  scuole  di  Gram- 
matica Umanità  e  Rettorica  ,  prescriven- 
do ai  Giovani  che  terminato  hanno  que- 
gli studj,  di  frequentare  le  cattedre  della 
Università  .  A  questa  furono  dal  Gover- 
no Francese  nel  181  i  ammensate  le  ren- 
dite del  Collegio  coir  obbligo  di  mante- 
nerlo ,  e  la  unione  venne  anche  appro- 
vata dall'  Autorità  Pontificia  nel  i8i4- 
Questa  fabbrica  offre  ancora  i  segnali  del- 


68 d  Collegio   Pio 

la  sua  prima  architetura  del  sec.  XV.  (  i^* 
le  annot.  ali  ^it.  s.  Mar*  de  Serui  )  Ha 
sufGcieatenieuie  comode  abitazioni,  le  qua- 
li godouo  il  prospetto  del  piii  ridente  e 
dilettevole  orizzonte  .  Verso  la  sua  parte 
occidentale  evvi  un  cortile  cui  corrispon- 
de r  O/ atoj'ìo  .  H'i  questo  un  volto  so- 
stenuto da  2  grosse  colonne  di  mattoni 
con  basi  e  capitelli  dorati  di  travertino  • 
E'  tutto  dipinto  ad  arabescbi  festoni  ed 
Angeli  a  chiaroscuro  in  fondo  giallo  .  Le 
pareti  sono  ornate  di  riquadrature  a  stuc- 
chi ,  entro  alle  quali  sono  dipinte  in  te- 
la 8  prospettive  di  campagna  e  di  edifi— 
€J  .  Sotto  di  essi  è  un  doppio  giro  di  seg- 
gi, e  sopra,  dei  coretti  .  L'  alt.  sotto  un* 
arco  ha  un  quadro  colla  V.  e  il  B.  s.  Mi- 
chele Arcangelo  e  s.  Girolamo  .  Nella 
grossezza  dell'  arco  framezzati  da  arabe- 
schi di  stucco  sono  dipinti  a  fresco  il  P. 
Eterno  i  ss.  Pietro  e  Paolo  e  lateralmen- 
te s.  Stefano  e  s.  Bernardino  da  siena  . 
Ci  sono  ignoti  gli  autori  di  queste  peral- 
tro mediocri  pitture  .  Sulla  mensa  dell* 
altare  è  una  beli'  urna  di  legno  intaglia- 
to e  dorato  che  racchiude  V  intero  sche- 
letro di  s.  Felice  mart.  ritrovato  coi  pro- 
prio nome  nelle  cataconjbe,  e  qui  traspor-v 
tato  nel  i68o  ,  siccome  ne  avverte  la  lar 
pide  a  sinistra  dell'aliare  con  questa  Iscri- 
zione ,,  Felici  Faustacjne  Sorte  D.  Fé-» 
licìs  AI  Cutpiis  Ad  Hieronimiaiii  Col-* 
legii  Feliciiatem  In  line  Urna  Et  Ara 
Fuit  C ollocatum  Prid.  KaL  QiiintìL  i68o„ 


Collegio  Cartolino  68 1' 

A  destra  del  detto  alt.  si  legge  ,,  Hic  Pcv 
petite  Venia  Duplex  Rectori  Alnmnis 
Familiac  C onvenìentihus  Sabhato  I^ì  ae^ 
cihus  J^riiim  Et  Annor.  Et  (^uadragen. 
Primo  Mensis  Dominico  Die  Sumenti^ 
bus  Eucharistiani  Plenaria  Utraijue  Ex 
Literis  Innocent,  XI  P.  A/.  In  Lapìdis 
Tergo  Locatis  An  Sai.  i477'  "  (^y  La 
Ci'oce  inaibevata  poco  sotto  a  qu.  Colle- 
gio indica  il  Jiiogo  ove  f^orgea  la  demoli- 
ta eli.  di  s.  Mafia  de  Servi  e  precisamen- 
te r  ara  maggioje  di  essa  ,  siccome  ab- 
biamo per  tradizione.  (6)-Poro  appreso  è  il 
COLLEGIO  BAKT0L1^^0  o-gi  Ca- 
serma  dei  C avabinicri  Pcntijicj  .  Per  te- 
slamcuto  di  Marcantonio  Bartolini  del  27 
scticmbìe  1071  fu  eretto  qu.  Collegio  a 
vantaggio  di  12  giovani  cioè  8  cittadini 
poveri  di  Peiugia  ,  2  di  Lucca  e  2  di 
Geiibva ,  i  Cjuaii  dimorar  vi  potessero  per 
5  anni  e  com[)irvf  i  lo  o  studj  .  Il  dott. 
Gio.  Pietro  Paolo  Baitolini  erede  univer- 
sale del  fratello  Marcantonio  esegui  la  sua 
volontà,  e  con^[  erata  questa  casa  die  era 
di  Guido  B?ìgi'oni  ,  qui  eresse  il  Collegio 
aperto  nel  i5;5.  (0  —  Fu  anch  eì  sop- 
piesso  nel  1798.  Riaperto  nel  novembre 
del  1800,  toinò  a  chiudersi  nuovamente 
nel  giugno  del  181  i  ,  nel  quale  anno  s' 
incorporarono  dal  GovernoFrancese  le  sue 
rendite  alla  Università  ,  come  vi  riman- 
gono tuttavia  .  Si  locò  quella  casa  a  va-r 
rie  famiglie  privale  ,  finché  nel  gennajo 
del  i8i;7  ,  introdotta  ,  in  vigore  della  uuo- 


68i  Ch^  dt  s.  Savino 

va  Pontificia  Legislazione  ,  anclie  negli 
stati  romani,  quel  corpo  di  milizia  addet- 
ta alla  interna  Polizia  che  fu  denomina- 
ta dei  Carabinieri  :  venne  in  que-to  Uio- 
go  aquartiejata  .  Evvi  una  picco  a  Gap. 
dal  fondatore  del  Collegio  di^dicata  s  s. 
Antonio  da  Padova  .  (2)  —  La  PIAZ- 
ZETTA die  vedesi  in  sejjnìto  in  cosii  ri-  i 
dotta  nel  i8o4  sgombrandune  il  terreno  1 
ammonticato  clie  vi  si  adunò  nella  co-  I 
struzione  della  fortezza,  e  ado[  e  andolo  per  ^ 
r  appianameMto  della  nuova  P-az/a  Riva- 
rola  .  In  un*  angolo  di  qu  Piazzetta  è  la,  ; 
CH  Parroc.  di  S.  SAVINO  .  Una  • 
eli  dedicata  a  quel  s.  Vesc.  di  Piacenza 
era  in  qu.  vicinanze  demolita  già  con  V 
altra  prossima  Parroc.  di  s.  Cataldo  per 
la  edificazione  della  Fortezza  nel  r54o  . 
(i)  Il  titolo  dell'  una  e  delT  altra  fu  tras- 
ferito alla  presente  piccola  eli.  la  quale 
esistea  fin  d  allora  ,  come  Oratorio  di  li- 
na Gonfrat.  sotto  la  invocazione  del  SS. 
Sagramento  ,  che  nel  novemb^e  del  1626 
fu  riunita  a  quella  di  s.  Carlo  Borromeo 
poclii  anni  innanzi  istituita  in  qu.  medes. 
eli.  (2)  AUorclie  peraltro  \  Orat.  del  Sa- 
gramento passò  ad  esser  eh.  parroc.  ,  ci 
fa  sapere  il  Riccardi  che  fu  rifabbrica- 
to ,  e  gli  fu  pertanto  circa  V  anno  i542 
data  la  inelegante  e  ordinaria  forma  pre- 
sente .  Non  ha  volta  ne  sofìitto  .  Vi  so- 
no 3  Alt.  con  ornati  di  stucco  .  Il  mag, 
isolato  ha  in  dietro  una  tela  ove  sono  e- 
spi'essi  il  Redent.  in  gloria  in  atto  di  be- 


Circo  683 

nedhe  ,  e  a  basso  i  ss.  vesc.  Savino  e  Cri- 
taldo  e  i  ss.  Loieii/.o  e  Chiara  .  Kegli  Alt. 
laterali  sono  uu  Ciocitisso  in  legno  ,  e 
un  quadiO  con  1*  Assunzione  di  M.  V. 
Sul  parapetto  della  Orchestra  a  pie  della 
eh.  è  un  quadro  con  s.  Cailo  Borromeo. 
•—  Progredendo  nella  \ia  principale  ,  si 
entra   nel 

ClPiCO  .  L'  ottimo  Concittadino    sig. 
Orazio  Boccanera  che  pc;   varj  anni  oosten- 
ri<^    le  pub.    magistrature,    è    il   benemerito 
promotore  di  qucst    opera   che  onora  i  pe- 
rugini  fasti   del   sec.  XIX.   La  paite    occi- 
dentale de  Ila  Fortezza  limanea  ancora  fian- 
cheggiata  dalle   inutili   sue   fosse  e   dal  de- 
forme   ingombro     del   terreno    accumvilato 
che  le   riparava   ali    esterno  .  Surse  ad   essa 
in  pensiero   che   qu    locale  avrebbe  potuto 
rendersi   assai   adatto   a  que'    giuochi  gin- 
nastici a  quelle  giostre  di  animali  ed  a  qua' 
profani    spettacoli    ,  che   per    V  addietro    si 
davano  nella  Via  e  Piazza  del  Corso  con  in** 
comodo  de*passag^ieri   e    con   danno  tal- 
volta dei    negozianti  e  degli  abitaiori   adja- 
ceuti  .    Quindi   applicatosi  a  rinvenire  altri 
4   socj  che  secolui  cooperassero  alla    intra- 
presa  ,   avanzarono   concordemente   questi 
5Uj)plica   al  regnante  Pontefice     Pio  VII, 
onde   ottenere  il  dominio  di  d.   locale  che 
Tenne  loro    accordato  mediante  una  enfi- 
teutica    concessione   per   anni  99    ,    come 
risulta  da  pontificio    Chirografo   del  dì  9 
ottobre  i8o4-   Determinarono  allora   1  So- 
cj  con    privato  foglio    da  loro  firmato  il 


^ 


6S4  Circo 

27  dicemb»  i8o4  la  esecuzione  dell*  idea- 
lo progetto  .  Vinceuzio  Gioii  Architetto 
perug.  uc  fece  il  disegno  che  fu  poi  in 
molte  parti  variato  e  perfezionato  dallo 
stesso  Boccanera.  Nel  decemb.  del  j8o4 
s*  iijconiincio  ad  uguagliare  il  terreno  per 
se  medesimo  irregoiarissimo  ,  ed  abbas- 
sarlo onde  acquistare  alte/cza  del  muio  dì" 
appoggio  che  addivenisse  capace  di  bea 
scivitC  al  Giuoco  de!  Prìllone  ;  a  formar 
la  grand  a^ea  ,  e  a  costruije  i:i  tre  lati 
un  ordine  di  sed'ti  di  4  g^'^dini  sovra 
un  piano  superiore  alla  platea  per  pai.  cj. 
Questo  lavoro  fu  compiuto  con  somma  ce- 
lerità sui  primi  di  giugno  del  i8o5  tal- 
ché il  di  6  bigi  io  seg.  fu  aperto  per  la 
prima  volta  con  universale  gradimento  ed 
acclamazione  il  nuovo  Girco,  sebbene  an- 
cora mancante  del  suo  migliore  ornamen- 
to .  Eccellenti  GJuocatori  dì  pallone  vi 
dierono  il  primo  spettacolo  in  tutta  la 
estiva  stagione  di  quell'  anno  .  Ma  il  ge- 
nio e  lo  zelo  del  Boccanera  anelavano  al 
momento  di  vedere  perfezionata  V  opera 
colla  costruzione  de'  palchi  o  logge  ,  in 
conforjrntà  del  disegno  anche  pubblicato 
in  un  rame  annesso  al  primo  programma 
dell*  apertura  del  nuovo  stabilimento  il 
di  I  luglio  i8o5  .  Fu  tutto  ciò  effettua- 
to co'la  contribuzione  di  altri  5o  Socj  , 
che  furono  aggiunti  ai  primi  ,  dall*  ottob.  * 
del  1806  fino  a  tutto  luglio  del  1808  in 
cui  r  opera  vide  il  suo  compimento  •  (1} 
JElIa  è  dunque  un  edificio  quadriJungo  ri- 


Porta  del  Rastello  685 

curvato  agli  angoli,  di  lunghezza  pai.  334 
di  larghezza  pai.  iio  ,  e  di  altezza  pai- 
54-^1  muro  del  corridojo  che  unisce  il 
anaschio  alla  tanaglia  della  fortezza  ,  gli 
serve  di  appoggio  al  lato  orientale  .  Ne- 
gli altri  lati  sorgono  n.  69  archi  tre  de* 
quali  corrispondono  ai  due  separati  in- 
gressi dei  gradini  ,  e  al  medio  dell'  are- 
na deir  Anfiteatro  ,  e  gli  altri  ad  altret- 
tante logge  vagamente  tutte  in  diversa 
maniera  dipinte  a  seconda  del  gusto  dei 
respettivl  proprietarj  .  Ciascuno  di  det^i 
archi  è  diviso  da  pilastri  dorici  che  gli 
sostengono,  e  sopra  di  essi  gira  un  cor- 
nicione che  forma  la  hase  della  Lalausti^a 
ad  esagoni  traforati  di  mattone  che  si  e- 
stende  sul  piano  della  ringhiera  la  quale 
gira  parimenti  sopra  le  volle  delle  logge, 
onde  dar  luog©  a  un  maggior  numero  di 
spettatori  .  Tutto  Tedificio,  compresi  al- 
cuni spazj  a  guisa  di  cortili  ,  ove  si  trat- 
tengono gli  animali  in  occasione  di  gio- 
stre ;  è  chiuso  da  un  muro  esterno  che 
ha  2  separati  ingressi  .  La  Porta  princi- 
pale che  serve  di  adito  agli  spettatori  è 
ornata  di  un  frontespizio  a  centina  in  mez- 
zo a  cui  è  scrìtta  la  epigrafe  tratta  dall* 
Andria  di  Terenzio  „  Faveto  Celeste 
Aequo  Animo  Et  Rem  Cognoscite  ,,  — 
Poco   sotto  al   Circo  trovasi   la 

PORTA  DEL  RASTELLO  .  Fa  des- 
sa  aperta  dopo  la  fabbrica  della  Fortez- 
za, e  fu  chiamata  del  Rastello  o  dei  Ra-- 
stelli  0  dal  nome  dell'  antica  strada  con- 


I 

686  Piazza  del  Mercato 

tigna,  cosi  detta  da  quegli  stj  omenti  clic 
vi  si  teneano  quando  i  Baglioni  in  qie- 
sta  palle  aveano  le  stalle  e  le  abitazioni 
per  la  famiglia  bassa  ;  o  dal  nome  degli 
stromenti  medesimi  delle  pale  ed  altro  che 
serviano  ai  lavoranti  ,  alloichè  fabbrican- 
dosi la  fortezza,  in  questo  luogo  si  ripo- 
neano  .  (  Lancell.  Se  i6  Feb,  )  (i)  Que- 
sta Porta  che  ora  nulla  presenta  di  ri- 
guardevole, sarà  per  alcuni  palmi  trasfe-^ 
rita  piii  addentro  ,  ampliata  e  nobilitata 
di  bella  prospettiva  a  pietre,  in  confoimi- 
tà   del  Progetto  clie  se  ne  è    eia  fo*  mato  . 

PIAZZA  DEL  MERCATO   Non  avc^ 
vasi   in  Pe  ngia  un  luogo  abbastanza     Co- 
modo e    spazioso  pei  mercati   e  fiere  di  be- 
stiami ,  che  in    tal   circostanza  si   laguna-* 
Tano  anlecedentem.  o  in  qu.  medesimo  luo- 
go   allora   montuoso    e   ineguale  ,    o    nella 
Piazza     d.   del    Campo   di     Battaglia  .    Il 
Consiglio    Municipale   T  an.     i  8  l '^    deter-* 
minò   pertanto   di    formar,   qu     Piazza  ,   1^ 
di  cui   area   si   estende   dal  nord  al  sud  pai. 
1098    e  dair  est   alT  ovest  ,  nella    m^oggioi? 
sua    latitudine   (   essendo  di   figura    conica 
ristretta    verso  il    suo  termine   al  principiò 
della    Strada  Nuova   )    pai.   690  •   S'  in- 
cominciò  adunque  T  an.   stesso   col   riem- 
piere  il   fosso   the   era    da   qu.   parte    con* 
tigna   alla   fortezza  e   che  denominavasi   h 
Scozzone   (0    (  P^'^^hò   servìa   alloia    pefl 
ammaestrare   1   cavalli  ,  essendo  stato   ren-^ 
duto    accessibile    dalla    parte    della    strada 
di  Porta  s.  Carlo  )  »  coll'appianare  il  ter- 


1 


Monist.  di  s.  Gin! rana  687 

reno  in  parte  anche  coltivato  ,  e  col  de- 
molire nel  1814  il  piccolo  Boì'go  d-  di  s* 
Giuliana  che  contenea  ,  al  lato  destro  « 
alcune  casupole  di  proprietà  di  quel  Mo- 
nist. (2)  Si  proseguì  a  riempierne  i  va- 
cui interpolatamente  fino  al  1817  ,  ma  ri- 
mase imperfetta  fino  al  presente  anno  1822 
in  cui  nei  mesi  di  aprile  e  seg.  fa  ab- 
bassata livellata  fiancheggiata  a  destra  da 
cur^uli  di  terra  e  compiuta  ,  mancando  solo 
le  2  fila  di  alberi  colle  quali  si  è  ideato 
di  riclngerla. -Nell'angolo  al  sud  ovest  è  la 
CH.  e  MONIST.  DI  S.  GIULIANA  Di 
Monache  Cisterciensi  .  La  cpocc*  della 
fondazione  di  qu.  Monist.  con  tutta  sicu- 
rezza può  stabilirsi  all'  anno  i253.  (i)  Ser- 
bai ancora  notabile  porzione  dell*  antica 
Ch.  nel  parlatorio  interno  ed  esterno  del 
monastero  .  Essa  è  a  volta  di  sesto  acu- 
to e  a  cordoni  gotici  .  Il  suo  coro  tutto 
Ornato  di  pitture  corrisponde  al  pruno  in- 
terno chiostro  anch*  esso  di  gotica  archi- 
tettura La  moderna  ch.  è  opera  del  se- 
colo XV.  Fu  consecrata  dal  vesc  Gomi- 
toli il  dì  I  1  febb.  i5g3  :  ma  essendosi  no- 
tabilmente ristaurata  ,  consecrata  venne 
nuovamente  dal  vesc.  Ferniani  il  di  \y 
settem.  r^So  ,  essendo  abbadessa  d  Ma- 
ria Eleonora  della  Penna  .  Finalmente  ri- 
dotta ad  uso  di  granajo  dopo  3  mesi  dal- 
la generale  soppressione  degli  ordini  re- 
golari avvenuta  nel  giugno  del  18  io,  de- 
molite le  mense  degli  altari  e  distrutto 
affatto  r  ah.  mag,  :  nel   18 16   ebbe  con- 


G88  JUonist.  di  s.  Giuliana 

siderabile  risarcimento,   e   fattane   solenne 
benedizione   e    lustraziane  dal  vesc.   Cam- 
panelli fu  riaperta   al  pubblico   culto   il  dì 
:24  ag«  dello   stesso  anno  .   —  La  esterna 
facciata    di   questa     eh.   è   tutta    incrostata 
di   pietre  rosse  e  bianche  riquadrate   e  fra- 
mezzate  .   La    porta   principale   circolare   ò 
adorna   di    duplici   cordoni   di    marmo   ta- 
gliati da  capitelli   alla  maniera  gotica  .  So- 
pra di   essa   e   una     gran   finestra   rotonda 
divisa  da  2  cerchj    sostenuti  da  raggi   o  co- 
lonnette gotiche   tra  quali    sono  3o  archct-  i 
ti,   20  esterni   e     io   verso   il  centro    che    i 
è   formato    da   altro    piccolo     cerchio   (    il   ) 
tutto   de'  medesimi   marmi   della   facciata  ) 
entro  dì   cui   è   dipinto  in  vetro  lo  stem-   j 
ma  del  monistero  .  La  porta  a  destra  del- 
la facciata  mette  ad  un*  ampio  cortile  ,  cui 
corrisponde  la  porta  minore  della  Chiesa  * 
r  ingresso     del   Monistero     e   del  Parlato-  | 
rio,   e   altre    fabbriche    per    uso   degl*  ii^- J 
servienti  del    confessore  ee.   Neil*    angolo^ 
dicontro  alla   porta   del  cortile  tra   la    ch.j 
e  il  monist    sorge  il   maestoso  Campani-'ì 
le   tutto  di  travertini  .  E'  un   quadrato   che' 
sostiene  una  piramide  .Nei   lati   del  qua-' 
drato   sono  quattro  finestroni   i  di   cui   ar- 
chi vengono  retti  da  3  colonnette  .  La  ba- 
se della  piramide   è   accessibile   all'  intor- 
no per  una   ringhiera  con  parapetto  di  pie- 
Ira  .  La  Ch.  e  coperta  immediatamente  dal 
tetto  sostenuto  da  cavalloni  .  E'   lunga  palJ 
148   e  larga   5o.   Sopra   1*  Alt.   mag.    pas- 
ta ua*  arco  a  sesto  acuto   basato   su  dei 


M'onist.  di  s.  Giuliana  689 

laterali  piloni  che  dividono  la  uibuna  dal- 
la chiesa  .  Sono  ia  questa  4  ^1^-  con  cor- 
nici cornicione  4  colonne  e  contropilastri 
di  stucco  intarsialo  da  dorature  :  sopra 
ciascuno  di  essi  s'  inalza  un*  attico  termi- 
nante a  fronte«;p.  arcuato  ed  à  lateralmen- 
te 2  statue  .  Sono  opere  mediocri  della 
fine  del  sec.  XVI.  Sono  sparsi  pure  nel- 
le pareti  alcuni  quadri  .  Il  primo  piccio- 
lo quadro  a  destra  della  principal  porta 
rappresenta  la  s.  Fairjiglia  con  s.  Gio.  Batt. 
L*  altro  che  segue  ha  s.  Matteo  .  E'  ope- 
ra di  d.  Maria  Chiara  Baldelli  già  mo- 
naca in  qu.  monistero  defunta  V  an.  i8o5. 
—  Il  primo  altare  avea  una  tavola  colla  * 
M  sedente  su  di  nobile  seggio  col  B.  in 
braccio  tra  s.  Gio.  Batt.  e  s.  Margherita 
V.  m.  sedrinti  nella  base  del  trono  ,  e  in 
alto  2  putti  alati  .  Avea  notato  nel  pie- 
distallo „  u4.  D.  MDXXXII  Dominicus 
Paridis  Filiits  Pìctor  Perusinus  Facie-- 
hat  ,,  Questo  bel  quadro  ^qww^  compre- 
so neir  asportazione  del  1797-  Restituito 
nel  i8i4'  si  trova  presentemente  in  Ro- 
ma .  E*  quk^ora  sostituita  una  tela  eoa 
5.  Michele  Arcangelo  ,  di  Benedetto  Ca- 
vallucci .  Sopra  il  cornicioue  sono  le  sta- 
tue in  piedi  di  2  delle  molte  Sante  di  re- 
gia stirpe  che  abbracciarono  \  ordine  Ci*" 
«terciense  .  — •  Se^^uono  3  quadri  con  s. 
Bartolomeo  e  s.  Pietro  della  sud.  Baldel- 
li ,  il  medio  con  s.  Gallicano  cui  parla  un'- 
Angelo ,  d*  incerto  .  —  L'  altare  dedicato 

1 


6go  Monist,  di  s»  Giuliana 

a   s.  Giulana  ha  un   quadro  in  cui  Giacin- 
to Boccanera  espresse  un  Carnefice  in   at- 
to  di  decapitare  la  Santa   con    una   gloria 
di  Angeli  in  alto  .  Al  di   sopra  del   Cor- 
nicione  sono  le   statue  di  s.   Barbara   e   di 
s.   Prassede  .  —  L*  altare  mag.   isolato   fu 
nuovamente  costruito  nel  luglio  del  18  i  6 
di  stucco  colorito  e  lustrato  a  marmi  con 
ciborio  parimenti  di  stucco  e  cupola  di  le- 
gno .    Ha  2   mense  .    Sotto  V   anteriore    sì 
conservano     tutte    le  ossa    di   s.   Clemente 
Jn.  estratte  dalle  catacombe   di  Roma   e  do- 
nate alle  religiose   nel  1612.  Il  baldacchi- 
no di  legno   dorato   ha   nel   suo   fondo  un 
Padre  Eterno   fra  le   nubi   e   tra   molti    se- 
raii  ni  sproporzionatamente  dipinto  da  Car- 
lo  L  abruzzi  romano   nel    18 16.  Posati  so- 
vra  le  loro  basi    presso   la  grossezza  delT 
arco   sono   2  Angeli    maggiori  del   natura- 
le con  cornucopio  di     stucco  ,   i   quali  ser- 
TÌano  di   finimento  al   gran    tabernacolo  a 
3   arcate  distrutto   nel    181  i    ,   che   torreg- 
giviva    sopra  V    alt.   in    mezzo    al    quale    si 
conservava  il  reliquiario  di  legno  intaglia- 
lo ,   con  molte  sacre  Reliquie,  che   ora   ve- 
dasi air  altare  di   s.  Carlo  .  —  Nella  Tri- 
buna ,  a   destra  dell'  ingresso  ,  è   un   gran 
quadro  di  Giuseppe  Laudati   rappresentan- 
te  s.  Umbellina   sorella  di  s.  Bernardo  che 
a   lui  presentandosi    nelle  pompe    del    se- 
colo  ne  è  da  lui  medesimo  rimproverata  , 
e  persuasa    ad  intraprendere   vita    morti- 
ficala  e  religiosa  .  In   faccia   a   qu.    è  altro 
quadro  del  medesimo  autore  che   oUre  6. 


Monìst.  di  s.  Giuliana  Gfji 

TBernardo  e  i  suoi  compagni  accolti  nel 
monastico  ritiro  di  Cistello  da  s.  Stefano 
abbate  nel  iri3.  Altri  2  simili  quadri  col- 
le gesta  di  s.  Bernardo  espresse  da  Mat- 
tia Batini  erano  presso  agli  angoli  della 
facciata  principale  della  chiesa  :  ma  ven- 
duti dal  così  detto  Demanio  nel  1  8  1 1  ,  ed 
ignorandosi  il  loro  destino  ,  non  i\  pote- 
rono mai  ricuperare  dalle  Keligiose  che 
pur  ne  bramavano  il  racquìstamento  .  lu 
loro  luogo  sono  2  quadri  con  Daviddc  e 
Giuditta  copie  della  sud.  Baldelli  .  —  In 
mezzo  era  un  grande  ornamento  colT  or- 
gano e  sotto  di  esso  una  nicchia  anch' 
essa  assai  h^vi^  ornata  ove  in  un  Tahci- 
nacolo  di  metallo  dorato  e  dì  antichiss. 
e  nobile  architettura  piramidale  ,  che  an- 
cora esiste  ,  si  conservavano  le  ossa  del 
capo  della  Santa  titolare  qui  -trasportate 
solennem.  il  dì  26  agosto  i3y6  dalla  Ch. 
dei  Domenicani  ,  che  forse  I*  ottennero 
dopoché  il  Corpo  di  d.  Santa  fu  da  Cu- 
ma  trasferito  a  Napoli  nel  ii/Oj  ,  secon- 
do che  scrive  \  Ughelli  (  Op>  T.  6  coL 
io3  ).  Questa  traslazione  fu  fatta  dal  caid. 
Bontempi  allora  semplice  vesc.  di  Peru- 
gia ,  per  impegno  di  d.  Gabriella  sua  ger- 
mana ,  ifi  quel  tempo  abba<lessa  .  Al  pre- 
sente la  detta  insigne  reliquia  si  conser- 
va entro  la  Clausura  .  In  mezzo  alla  pa- 
rete dietro  r  Altare  mag.  nel  giug.  182» 
fu  fatta  in  alto  una  nuova  apertura  cui 
corrispoadc  ali*  interno  una   orchestra  Jiel 

1  a 


69^  Monist.  di  s  Giuliana 

medesimo     tempo  eretta  ,     dove  sarà    ben 
presto    allogato  uà*  organo    che  si  va  at- 
lualmente    costruendo  dall'  abile    giovane 
Angelo   Morcttini  .   Sopra  alla   d.   apertu- 
ra  avrà   luogo  un  nuovo   quadro   non  an- 
cor    destinato  .  —  L'  Alt.   che    segue  ha 
una  Leila  immag.  di     s.   Carlo  Borromeo 
che   vestito    degli  abiti  pontificali  »    è   in 
atto  di  compartire  la    benedi/àone  .  E'  di 
Gio.  Ant.   Scaramuccia  .   Sopra  al  comic. 
3ono  le    2    statue   simboliche    della  Carità 
e  Purità  .  —  Ai  lati  della   finestra  sopra 
la  Porta  minore    sono  2   quadretti    con  s. 
Paolo  e   s.   Girolamo  ,     della   d.  Baldelli   . 
-—  L'  ultimo  Alt.   ha  un  quadro  colla  De- 
posizione del  Cadavere  di  G.  G.  in  grem- 
bo   alla  Madre  ,  del  Boccanera  .  Vi   fu  al- 
logato in  vece  della  Tavola  stimata  di  Pie- 
tro perug.   con   s.  Gio.  evang.  ♦   ora  rima- 
sta in  Roma  .  Sul   comic,   sono    le   statue 
di  Gabriello   e  dell'   Annunziata  .    Seguo- 
no  gli  ultimi    2    quadri  appesi  con  s.  Ca- 
terina e   s.   M.  Maddalena  ,  d'  ignoto  au- 
tore .    —    Neir  angolo    tra    qu.   alt.   e    la 
Porta  principale   è   sul  pavimento  una  la- 
pide formata   da   3   pezzi  di    marmo    rosso 
in  cui  è  scolpita  la  figura   giacente  in  abi- 
to pontificale   di  Francesco   vesc.  di  Lesi- 
na la   Puglia   (   Gh.    oggi   unita  alT  Arci- 
vescovado di  Benevento    )   morto     in   Pe- 
Tugia  e  qui    sepolto  circa  T  anno   i3g4    Fa 
egli   di  Todi     e  per   quinto  si   rileva   dal- 
lo  stemma  inciso  sulla  pianeta  del   suo  ri- 
tratto I  fa  della    famlg.  MontemartQ    dei 


Monist.  di  s-  Giuliana  GgS 

sig.  di  Titigliano  e  Torano  nel  territorio 
di  Amelia  .  L  Ughelli  nella  vita  di  que- 
sto vesc.  ,  lo  fa  vivere  tino  al  i4»6  Ve*^ 
ro  è  però  che  nella  lapide  alquanto  cor- 
rosa si  distingue  il  secolo  XIV  e  non  vi 
è  traccia  del  XV.  Ha  a  pie  una  iscrizio- 
ne in  carattere  gotico  che  il  Crispolti  di- 
ce cosi  corroso  e  lacero,  da  non  potersi  di— 
scernere  chi  egli  fosse  e  come  e  in  qual 
tempo  qui  morisse  .  Stava  a  suoi  tempi  la 
lapide  in  faccia  ali*  altare  maggiore  .  Do- 
po quest©  tempo  furono  i  3  pezzi  sovra- 
posti  r  un  r  altro  perchè  fossero  intiera- 
mente coperti  da  alcuni  gradini  di  mat- 
toni aggiunti  air  altare  verso  la  porta  prin- 
cipale .  Essendo  poi  stati  rimossi  questi 
gradini  il  di  12  ott.  IJ782  per  rinvenire 
il  sepolcro  delle  abbadesse  a  fine  di  col* 
locarvi  r  allora  defunta  d.  Maria  Cateri- 
na B.ittlsti  :  fu  a  caso  trovato  questo  mo- 
numento ,  e  la  scrittura  dell*  epitafEo  noa 
fu  ti  ovata  tanto  difficile  che  non  se  ne  in- 
tendesse abbastanza  il  più  sostanziale  .  Per- 
chè meglio  si  conservasse  in  avvenire  fa 
dessa  collocala  vicino  all'  altare  mag.  sul 
muro  in  Cornu  Epist.  Verso  il  coro  del- 
le monache,  ma  poi  un'anno  dopo  fu  di  qui 
rimossa  e  situata  ove  si  vede  .  Questo  ve- 
scovo fu  qui  sepolto  per  esser  monaco  ci- 
stcrciense del  mon.  di  s.  Galgano  presso 
Arezzo  cui  questo  del  quale  parliamo  era 
unito  .  —  I  seggi  del  Coro  a  2  ordini 
furono  ricostruiti  nel   (818. 


694  Monist.  di  s.  Giuliana 

Sagrestia  .    Si  a  min  ira   una   rara   ta- 
vola di  Domenico  di  Bartolo  da  Siena  ce- 
leb.   pittoie   dei   scc.  XV.    ricordata  anche 
dal   eh.   LIarlotti   (  Let,  pit.p.    65  )  .   Essa 
b   compartita   in  5   quadri  terminati  io  al- 
trettante punte  ,    lutti   con   fondo   dorato. 
JVel  quadro  di  mezzo   e  la  V.   col  B.   a  de- 
stra  s.  Gio.   Batt.  e  s.  Benedette  ,  a  sini- 
stra s.   Giuliana  e  s.  Bernardo  .   Nei  cin- 
que frontespizj    ed   angoli     acuti     sono  iu 
mezza  figura   il  Redentore  ,  1'   Angelo  ,  e 
r  Annunziata  ,   s.  Pietro   e   s.  Paolo  .   Nei 
5    compartimenti    della   predella     sono  e- 
spressi  la  Partenza  del  Battista    dalla   ca- 
sa paterna  ,  la  sua  Predicazione    nel  De- 
serto ,  la  Gena  famosa  di  Erode  ,   e  il  Ca- 
po del  Precursore  presentato   ad   Erodia- 
te  (  nel  mezzo)  la  sua  Traslazione  in  car- 
cere e  il  Battesimo  di  G.  G.  Sotto  alla  Ma- 
donna  si   vede  una  fascia   ,     in  cui   a   ca- 
ratteri  gotici  ,   è  scritto  ,,  Dominicus  Bar^ 
foli  De  Sciris  (  non   ci   sembra  de  Senis 
come   sembrò  al  Marietti  )     me  pinxit    :, 
e   nella   sottoposta    cornice    ,,     Hoc    Opus 
fé cit  fieri   D   Antonia  filia  Francisci  de 
Domo  Bucholis  Abba.tissa  Ipsins  Monast. 
In  Anno   D.  M.CCCC.  XXXFIIL  De 
Mense   Maj  .  Vi   si   ammirano  pure   s  ta- 
vole   che    servlano  di  timpano  e  di  predel- 
la  al   notato    quadro   creduto  di    Pietro   o 
rej'to   di  uno  de'  suoi  migliori   allievi  .  La 
prima   è   un    semicircolo    ,    ov'   è    espresso 
il   Dio   Padre   tra   i   Serafini   .     Neil'   altra 
sono  rappresentati  il   Martirio    di   s.   Gio^^ 


sionista  di  s^  Giuliana  69 5 

Ey.  :  la  Risuriezioue  di  Maria  SS.  ,  gli 
Apostoli  intorno  al  suo  sepolcro  ,  e  2  al- 
tre piccole  inimag.  di  s.  Giov.  Queste 
pitture  ebber  qui  luogo    nel    1818  • 

Parlatorio    *  E    notabile  per  essere 
una  parte   dell*  antica   Chiesa     come  si  è 
detto  ,  probabilmente  fabbricata  prima  del- 
la metà  del  sec.   XIII.   (  Mar.  loc  cit*  p. 
33)  .   Esso  è  a  volta  di  sesto  acuto  a  gros- 
si  cordoni   gotici   basati   sui  piloni,  2   de* 
quali  sono  nel  mez/.o    .   Una   delle  pareti 
rimane  ancora  dipinta  dalla   scuola  di  Ci- 
jnabue  .   ^  ^.   Mar.    let.  pit.  p.  33  )  Evvi 
rappresentato    all'  interno  del  Monastero 
(  giacché   il  locale  è  diviso  dalla  muraglia 
ove  sono  le  grate  )   in  alto  il  Redent.  col* 
la  Mad.  e  a  basso  i  ss,  Giovanni  precur^ 
sore  e  discepolo  :  al  di  fuori  s.  Giuliana 
appesa  pei  capelli  ,  battuta  e  straziata  dai 
carnefici  .  Nella  stanza  del  Capitolo  (  che 
era  probabilmente  il   coro  antico  )     tutt' 
anch'essa  dipinta  nel  sec.    XIII ,    si  vede 
un  vesc.  con  mitra  in  capo  e  ai   lati  del 
medes.   2   sante  che  sotto  al  manto  hanno 
più  monache  raccolte    insieme  in  atto    di 
supplicanti  .   Sotto  alla  pittura  di  una  lu- 
netta  sono   alcune   lettere  gotiche  ,    tanto 
però    sbiancate    che  il  Marietti    seppe  ri- 
levarne la  parola  Johe  .   .  ,  indicante  for- 
se   quel   Giovanni    inglese    cistcrciense  e 
vesc.  di  Porto  che  fu  il  fondatore  del  Mo- 
nastero  ,   e  a  cui   son  pure  allusive  altre 
antiche     pitture   in  essa  stanza   esistenti  , 
delle  quali  parla  V  Ughelli  .   (  Ital.  s.  in. 


696  Strada,  Nuova 

Epis,  Port.n,  43  Op.  T.  i.  col,  187,  Edit. 
Colet.  —  jVarìot,  lett.pitt  p.  34-  — •  Le 
noót.  uénìiot.  Art,  s,  (?ìuliana  )  —  On- 
de osservare  alcuni  luouhi  e  monunicnti 
degni  di  considerazione  che  qui  i: olere- 
mo ;  si  prosiegue  a  battere  fuori  di  por- 
ta la  bella  strada  consolare  detta  comu- 
nemente  la 

STRADA  NUOVA  .  Fu  questa  aper- 
ta dalle  Fonti  di  Veggio    sino  a  s    Giu- 
liana con  somma   rapidità  il    dì    1 4     e    i5 
di  giugno  del    1803    per   impegno   singo- 
lare del  card.  Agostino  Rivarola   genove- 
se ,  allora  prelato  e  Deleg.  pontif.    in  Pe- 
rugia, e  fu  aperta  per  rendere  piìi  ampio 
ed  agiato  da  qu.  parte   1'  accesso  alla  no- 
stra Città  dalla  via  di  Toscana  ,   in  vece 
deir  altra  strada  che   scoscesa  e  avvallata 
in  mezzo  a  terreno  facile  a  diruparsi  ,  ve- 
nia dalie  nominate  fonti  a  terminare  nel- 
la  strada  della  Porta  di  s*  Carlo  ,  al  set- 
tentrione  del  Monist.  di   s.  Giuliana  ,  sul 
principio    del   suo   borgo    da   noi    soprac- 
cennato parlando    della   Piazza  del  Merca- 
to .  Fatti  pochi   passi  nella   Strada   Nuova 
s'   incontra  a  sinistra  altra  Via  ,   alla  qua- 
le anticamente   si  entrava  ,   uscendo  da  u- 
na  porta  det.  della  Cerasa   fabbricata  co- 
me  si    crede  da     Braccio     Fortebracci    sul 
principio  del   sec.   XV.     0  per  ingrandire 
la   Città    o  per  rinchiudere   entro   a  un  re- 
cinto  di  mura   che  fece   costruire  ,  i  Mo— 
nKsterj  più  prossimi  alla  medes.  Città.  Di 
qu.  porta  a  nostri  tempi  semidiruta  furo- 


\ 

X 

i 


Strada  Nuova  697 

no  tolti  afTalto  gli  avanzi  allorché  si  apri 
la  nuova  strada  .  (^v.  V Annoi,  2.  alt'  art, 
s.  Giuliana  )  .  La  via  di  cui  parliamo 
conduce   all'  amei^issimo 

Colle  di  Pj'-epo  .  Stimano  alcuni  che 
il  vocabolo  di  Prepo  che  nel  greco  lin- 
guaggio significa  leggiadro  ,  alluda  alla 
somma  piacevolezza  di  qu.  luogo  .  Ama- 
no altri  di  credere  che  venga  egli  chia- 
mato corrottamente  da  Priapo  ,  opinan- 
do che  qui  sorgesse  un  tempio  sacro  a 
quel  Dio  degli  orti  e  della  generazione  , 
e  vi  si  celebrassero  le  lascive  Feste  Pa-^ 
melle  .  Comunque  derivi  il  suo  nome  ^ 
degno  è  qu .  Colle  the  vi  porti  il  piede 
per  godere  della  pjii  vaga  prospettiva  che 
presenta  la  Città  e  la  vasta  da  ogni  lato 
e  ridente  soggetta  Pianiira  .  La  Via  sot- 
toposta a  qu.  colle  verso  V  occid.  è  det- 
ta di  Porsemia  perchè  aperta  da  quell* 
antico  re  della  Etruria  .  —  Al  termine 
della  Strada  NuovaL  ,  partendo  dalla  Cit- 
tà ,  trovansi  2  lapidi  ove  si  leggono  le 
seguenti  memorie  .  A  destra  ,  ,  Pio 
VII  Pont.  Max.  Quod  Ejiis  JSuiu  Et 
Auctoritate  A'oya  Militaris  Via  Ad  Me-^ 
liorem  Vchiculationcm  Munita  Sit  S»  P, 
Q.  P.  Anno  ciò  lo  ccc  il  „  A  sinistra  „ 
Veliiculariam  Viam  Pii  VII  P.  Al.  lus" 
su  Adnitente  Jgnatio  Card.  Busca  Aer. 
Prov.  Pracfecto  Magno  Studio  Muniri 
C ocptain  Augustinus  Mi^arola  ApostoL 
Sedis   Delegatus  Majori   Celeritatc  Sua 

1   i 


698  Fonte  di  Treggia 

Cura  AtqxtcVi^ilanliaPcìJiciendain  Cu^ 
ra^it  Anno   ClDljCCCir  ,,    Vedesi  qui  una 
Piazza  elle  ili  prospetto  ad  uu  Trivio  ha  la 
FONTE   detta  DI  VEGGIO  .   Prese 
qu.   denominazione   da  un'   antico  posses- 
sore dei   campi     clic   son   qui   d*  intorno  , 
come   si  ha  dai   nostri   scrittori  ,   e   si  dis- 
se corrottamente  Fontìvegge  .     Esiste  da 
tempo    di   cui    non   si   ha  memoria    .     Col 
raccogliere  e  incanalare  le  acque  dalle  sor- 
genti de'   colli   vicini  ,   si    ricostruì   questa 
Fonte   nella   forma  in  cui  si  vede  dall'  an. 
Ii6i5   al  24  •   Una  bene  intesa  prospetti- 
va  Tadorna  ,   disegno   di    Matteuccio    Sal- 
.Vucci  .   Ha  4  pilastrini   che  tramezzano  dei 
riquadri  di   travertino  in  fondo  di  matto- 
ni ,    in  mezzo  ad  essi   è  una  nicchia  a  pie 
della   quale  è   una  piccola   conca  destina- 
ta ad  accogliere   le  acque   che   sgorgar  do- 
"veano    da   una   figura   ora     mancante  ,   si- 
tuata  nella   nicchia  .   Lateralm.    alla   con- 
ca sono  a  cannelle  che  tramanda)io  peren- 
ne   linfa    nella   sottoposta   vasca  aneli'  es- 
S2i  di   travertino  .   I   pilastrini    sostengono 
un  comic,  sul  di  cui  fregio  di  marmo  ros- 
so  ò  sculto  Avgvsta  Pervsia  .  Nelle  par- 
ti  laterali  del   comic,    sorgono   2   pirami- 
di   che     chiudeano   2    stemmi   tra   essi   e   Y 
attico  che   si  erge  nel  mezzo  ,  i  quali  stem- 
mi   furono  tolti  nel    1798.     L'  attico  eoa 
frontespizio  a  centina  terminante  con  uno 
jjtcmma  tolto  anch*  esso  »  lia   nelfa     som- 
mità altre    2   pfraioidette  e  -alte  bande    2 
cartocci  ,  il  tutto  di  travertino  ,  e  nel  suo 


Fonte  F'cggio  699 

mez.^o  una  lapide  di  marmo  nero  colle  iscrix, 
,,  Sedente  Paulo  f^,  P*  M.  Sub  Auspiciis 
ScìpÌGìiis  Barghesii  /5.  Ii>  E^   Card,   Et 
Aìitonii  Diaz  Episc.  Casertani  Et  Prce^ 
sid.  Matlieutio  Salvutio  Aedile  opus  In^ 
cipifur  An.  D.  MDCXV  ,,  Sedente  Urbano 
Vili  P.M.  Sub  Auspiciis  Francisci  Bav* 
berini  S.  fi.  E.  Card.  Et  Fabritii   Vero^ 
spi  S^  Rot.  Rom.  Audit,  Ac   Prcesid.  jF— 
odeni  Matlieutio  Iter  uni  jEdiL  Perjicitur 
An»  D.  MDCXXIF  „  Acqua  Rerum  Oìnni^ 
um  Praetiosissima  Ut  Ait  Pindarus  Iina^ 
go    Coelestium   Vitce  Mortalium   Visibili-^ 
um    Speculum  Et    Munditice  In  Hoc  Te 
Inspice   Ablue  Et  Refice  Qiiicumque  Hic 
Ades   Collapsi  Olim    C ariosa   Vetustate 
Cuniculi  Nuper  Reperti  Et  Rcstituti  An^ 
gustietatem    Hujus    loci   In    Ampliorent 
Situm  Extens.  Soler  ti  a  Et  Industria  Ma^ 
theutii  Salvutii  Perus.  Semel  Atque  Ite-^ 
rum  jEdilis  Necnon  Adnitente  Augustce 
Hujus  Cii^itatis   Decemi^irum  Magistrata 
Annuentìbus  Etiam  Illustriss*  *S.  Consul" 
tee  Cardin-  C um  Ampliss .  Facultate  C om^» 
ìiiissarii  Ad  Hoc  Munus  Specialiter  Dc" 
legati  —  Fruimini    Quibus  Donamini  Li^ 
ber  ali  ter      Liberali      A  e     Gratificatione 
Gratis    Sed     Grate     Sitque   Ex   Usu   £/- 
sus    ,,  Nella    parte  posteriore  di  d.  prospet- 
tì\?  è   la    conserva  delle    acque  ,  e    inca- 
strata   nella    parete   una     lapide  rossa   che 
porta   inciso   il   seguente  decreto   ,,  Pute-- 
US  Hic  Suis  In  Penetralibus  Ostendìt  Du^ 
OS  Cuniculos  Impositis  CanalibusHuc  A-' 


;?00  Fonte  di  Veggio 

equa  Ducatur  Nefas  Sit  liane  Non  Con^^ 
santiente  JVon  Jubente  Et  Non  Prcesen-* 
te  Perillustri  Decemviri  Magistrata  ^— 
perire  Et  Ejiis  Interiora   Rimari  Oper^ 
la  Perose  Extructo  Tantum  JEdì  Imper^ 
tiri Dignetur  Deus  (Quantum  Debetur  Pub-* 
blicce   Uiilitati  Decori  Aug.    Hìijus   Ci^ 
$^ie.  Et  Glorice  Illini.  Et  Re^n\i,  Antonii 
Diaz  Epis>  Casertani  Nano  Prces.  In  E  a 
A^nplisS'  C onsentientibus  C anonicis  A gri 
Hujas  Possessoribus   Ornamento   Et  Bo- 
no   C ommuni    Intentis  In  Significatione 
Grati  Animi  Elga  Suum  Principem  Si-^ 
hi  3IuniJicentissim>am    C urabat Industria 
Labore  Sumptu   jEdil,  An-  i6iò  Deinde 
An*  1624  Commissariti s  Mattheutius  Sal-^ 

Ofutius  Perus ,,   Manca  1'  ulima   liuea 

affatto  corrosa  che  forse  non  conleuea   die 
alcun'   altro  aggiunto  proprio   del  Salvuc- 
ci  autore  principale  di   quest'   opera    .  — « 
Progredendo  per    la  via   sinistra  del   Tri- 
vio accennato   che   conduce  al   Lago   Tra- 
simeno  e   quindi   in   Toscana  ,   trovansi  le 
piccole   chiese  di   S.   QUlPJCO   una    vol- 
ta  annesse   ad   un  Monastero     di    Caman- 
dolensi  ,  e  dei  SS.   COSMA  E   DAMlA- 
JNTO   una   volta  unito  ad  un'   Ospedale     di 
pellegrini   che   appartenea  al  Collegio  de- 
gli  Speziali   di   Perugia  ,    ed    oggi   eh.   de- 
dicata  a   s.   Barnaha  ,   Nulla  vi   ha   di    os- 
sei'vabile  in  qu.    eh.  ridotto  a  picciola  for- 
ma  nel   sec.    XYII.   e   ultimamente  ambe- 
due restaurate   nel   1780  .   Hanno  soltanto 
qualche    celebrità    nella  Storia  ,    siccome 


Torre  di  s.  Manno  y  o  i 

BOI  pure  osserviamo  nelle  Annot.  all'Art. 
jTia  Coloniata  .  Poco  oltre  è  il  PIANO 
detto  di  MASSIANO  così  nominato  qua- 
si Messis  Jani  ,  o  da  Massimiano  poeta 
etrusco  forse  proprietario  di  qu.  luogo  ♦ 
come  scrive  il  Ciatti  ,  o  corrottamente  da 
Siamnensiian  Tribù  rustica  etrusca,  come 
sospetta  il  Coltellini  .  Sui  fine  di  qu.  pia- 
no ,  su  piccola  eminenza  poco  lungi  dal- 
la strada  consolare  ,  e  circa  2  miglia  fuo- 
ri  di    Città   è   la   celebre 

TORRE  di  S.MA.NNOe^z^o  Etru-- 
SCO    Edifizio  .   Questa   fabbrica   è   annessa 
alle   case  coloniche  e  ad  una  chiesina  spet- 
tante  alla   Religione  di  Malta   e    partico- 
larmente   alla    Commenda   di   s.    Luca    di 
Perugia  .   E*  controversa  la  origine  del  suo 
nome  .   Pensa  il   Ciatti  che  debba  dirsi  s. 
Emauo   il   quale   fu   martire   tra  i  Carnu-* 
ti  della  Francia   nel  distretto  di  Lione  de* 
quali   ora   è   capo   Chartres  20  miglia  lun- 
gi da   Parigi  .   Die*  egli  che  qu.  luogo  sia- 
si intitolato  da  quel  Santo  di  cui  nel  Mar- 
tirologio di  Adone   si  celebra  la  passione 
il  dì    16  mag.  ,  perchè  un  certo  Arnaldo 
Carnutense  gran  Maestro  della  Religione 
del  S.  Sepolcro  di  Gerusalemme    ,  mentre 
rìsicdea  in  Perugia,  qui  dedicò   una  chie- 
sa a  quel  Santo  suo   concittadino  .   Se  pe- 
rò  Arnaldo   fu  il   fondatore   della   chiesa  , 
non  fu  certamente  gran  maestro  dell'  Or- 
dine militare  del  s.  Sepolcro  che  mai  noa 
esistè  in  Perugia  :  e  al  più  ,   potè   essere 
Arciprioi-e    de*     Canonici    Gerosolimitani 


702  Torre  dì  s.  Manno 

die    abitarono  in  s.   Luca     e  in   s-   Croce 
di   P.   S.   P.   'rome   noi    stessi    dimostriamo 
nelle  annotaz.   alla  Via  di   s.   Luca  .    Può 
darsi  che  il  luogo  di  cui  parliamo   pren- 
desse  il   nome  da   un  b.  Manno  perug.  di 
cui    più    memorie    conserva     la     Religione 
Camaldolense   e    che  il   Lancelloiti    scrivo 
avere  abitato    nel    Monist.  di   s.   Severo    . 
Anche   in   una    vecchia    cronaca   di    Fuli- 
gno   citata  dal   sig.  Vermig.,  ^  Iscriz.  voi. 
I   p.  64  )    si  parla   di   un    s.  Manno  .     Co- 
munqnc   sia  però  derivato   un   tal  nome  , 
conclude  il  sig.    Kermiglioli  crediamo  di 
dovere   escludere   la     opinione     del    sig, 
JFabroni  che    fa   derivare  un  tal    nome 
dal  Dio   Manno   nume    dei   Germani  ri-* 
cordato     da    Tacito     ,     che  il    Fabbroni 
senza    prove     sufhcienti     asserisce    adorato 
anche   in  Italia  ,   e  precisamente  nella  edi- 
cola etrusca    esistente   noi    luogo   che   de- 
scriviamo   .     -r—   E'   qu.   Edicola   che   oggi 
serve  di   Cantina    alla    Casa     rurale     della 
Torre  detta  di   s.  Manno,  uu'edifizio  lun- 
go pai.   34  i*om>  ,    largo  pai.  18   e  un  ter- 
zo ,  e    di  una  profondità  che  non   si  può 
precisare  ,   essendo  ingombrata  da   terra  , 
ma   che  si  calcola  a  circa  pai.  24  •   E*  for- 
mato da  pietroni  di  travertino  diligente- 
mente  commessi  a   secco  e   grossi  palmi  r 
e   2  terzi  .   Il   suo  volto   è   a  botte   o  semi- 
circolare ,  e   sotto  la  imposta  combaciano 
gli  archivolti  di  2  gran   vuoti  o  porte  lar- 
ghe pai.   8     che  s*   internano  con  la  loro 
grossezza  nel  muro  pai.  7  e  un  terzo  l'una 


Torre  dì  s.  Manno  7o't 

dirimpetto  all'  altra  qurssi  nel  mezzo  del- 
le pareti  di  lunghezza  .  Ha  V  ingresso  nel- 
la parte  inedia  di  sua  larghezza  in  quel- 
la facciata  che  guarda  1'  oriente,  largo 
palmi  6  e  un  sesto;  in  altez.  sorpassa  di  2 
paln[ii  il  sesto  della  vOita.  Il  muro  dicoa- 
tro  air  ingresso  e  ad  ovest  ò  stato  raf- 
fazzo)iato  nei  sec.  bassi  .  Immediatamente 
sopra  r  arco  della  parete  settentrionale  è 
una  cel.  Iscriz,  a  caratteri  etruschi  di- 
stinta in  3  linee  che  si  distendono  pai, 
24  e  co::  lettere  bene  incise  alte  un  ter- 
zo di  pai.  e  proporzionate  .  Il  nostro  Gial- 
li che  fu  il  primo  a  descrivere  qu.  Edi- 
fizio  ,  pubblicando  nel  i638  la  sua  Sto-- 
ria  dì  Perugia  nel  Voi,  I.  lo  denominò 
un  Ergastolo  Toscano ^  confessando  però 
che  per  la  forma  pei  caratteri  e  per  al— 
tre  congetture,  alcuni  pia  pregiati  inde- 
gni della  Patria  aveano  stimato  questo 
essere  stato  un  Tempio  antichissimo  . 
Affidato  alla  esposizione,  eh'  ei  fece  con- 
getturando, della  Iscriz.  che  qui  si  trova» 
il  eh.  avv.  Lodovico  Coltellini  Cortonese 
in  una  sua  Dissertazione  Epistolare  che 
su  qu.  Edificio  venne  pubblicata  in  Pe- 
rugia nel  1796  ,  sostenne  la  opinione  che 
fosse  un  T'empio  sacro  alla  Luna  .  Tem- 
pio lo  reputò  r  Orsini  che  descrirendolo 
pensò  che  gì'  ingressi  laterali  fossero  2. 
porte  del  medes.  ,  e  lo  spazio  da  dove 
presentemente  si  entra  ,  un  luogo  ap-- 
partato  per  le  funzioni  de  sacrifizj  ,  è 
formato  pia  elevato    a  bella  posta    per 


7o4  Torres  di  s.  Manno 

comodo  d'  introdurvi  le  cose  adatte  alV 
uopo  del  tempio  ;  e  lo  spazio  tra  la  pa-* 
rete  orientale  e  i  '±  scuoti  il  luogo  dell* 
altare  e  del  simulacro  del  Nume  ,  in- 
do seguendo  V  autorità  di  Vitruuio  .  Ma 
ia  ciò  soltanto  si  oppose  il  Coltelliui  , 
Rimostrando  coi  riti  egiziani  adottati  da- 
gli Etruschi  ,  elle  il  simulacro  dovea  ri- 
guardar r  oriente  ,  e  perciò  essere  collo'» 
cato  presso  la  parete  occidentale  .  Ad  al- 
tri cel.  Antiquari  che  esaminorono  e  scris- 
sero «1  qu.  edifizio  e  che  si  citano  tanto 
dal  Coltellini  quanto  dal  Vermiglioli  , 
parve  di  scorgere  in  esso  un  sepolcro  d' 
illustre  famiglia  priv:Ua  .  ,,  Senza  esclu-* 
dere  (  dice  il  sig.  Vermig.  Iscr.  T.  i  p. 
70)  dalla  voce  Fanum  che  e  nella  lòCriz. 
il  vero  significato  di  edicola  o  tsinpiet-» 
to  ,  poti',  benissimo  quella  fabbrica  ser^ 
Dire  ad  uso  di  sepolcro  senza  che  la 
voce  gli  appartenga  .  La  fabbrica  tutta 
insieme  pare  fieramente  una  cameretta 
sepolcrale  .  Ci  sono  i  loculi  laterali  (o 
vuoti  ove  deporre  si  poteano  le  spoglie 
de*  servi  ,  servendo  il  resto  della  ca-^ 
mera  per  le  urne  sarcofagi  e  delle  perso'* 
ne  più  distinte  )  come  in  altre  consimi^ 
li  .  La  stessa  è  priva  di  ogni  fascia  di 
cornici  e  di  altri  ornamenti  architetto-^ 
ni  ci  ;  semplicità  che  ben  si  uniforma  al 
carattere  di  un  antico  sepolcro  .  La  e- 
dicola  nominata  nella  iscriz-  potè  esse-* 
re  o  prossima  o  riunita  al  sepolcro  me- 
des»  In  altro    epigrafi  presso   lo   Sponio 


Torre  di  s.  Manno  ^o5 

e  il  Grutero  v'cdianio  are  inalzate  ai 
dp fonti  .  In  altri  tempi  e  per  altri  sog-- 
getti  pia  insigni  poterono  inalzare  an- 
che ima  edicola  .  Questa  potè  a  essere 
destinata  ad  onorare  i  Dii  Manli  ai  ijua^ 
li  5-  inalzarono  ed  are  e  tempj  .  „  Qu. 
liflessione  giustiss.  che  concilia  Je  2  opi- 
nioni e  del  sepolcro  e  del  tempio  ,  è  as- 
sai da  calcolarsi  ,  quantunque  non  possa 
combinarRÌ  gran  fatto  colla  spiegazione 
della  isciiz.  che  fa  il  Coltellini  applau- 
dita eziandio  dal  sig.  Vermiglioli  ,  sebbe- 
ne ambedne  confermino  che  questa  regi'" 
na  delle  iscrizioni  etrusche  ,  come  T  ap- 
pellò il  MafTei  ,  per  la  sua  antichità  e 
stabilità  ;  non  dà  luogo  che  a  dubbiosis- 
sime congetture,  per  la  sua  oscurità  .  So- 
no 82  le  parole  che  la  compongono  ,  e 
che  noi  qui  riportiamo  come  già  la  spie- 
garono i  eh.  Coltellini  e  Vermiglioli  » 
,,  Caesennius  .  0  Caesonius  .  Sutrius  .  0 
^olQv'wxs.  Intius  .  o  Quintius  *  Tutor  .Sam^ 
ncfitiuìn  .  Ei^eus  .  o  Epeus  .Taurus  .  Lau^ 
tnae  .  Cliens  .  scilicet  Gliens  Lunae  .  C<t- 
risius  .  Aulieniis  .  o  Allienus  .  Lartis  . 
Filiits  .  Precius  .  Turranius  .  Lartes  . 
Halaesinus  .  Caestii  .  Filius  .  Cliens  . 
Aram  .  Et  .  Fanum  .  Lautnae  .  Uracae  . 
Ivalitiae  .  0  Valentiae  .  Murciae  .  Dedi- 
caverunt  .  In  .  Prace  .  Sacrificio  .  o  Ho- 
nore  .  Purgatione  ....  L'  ultima  paro- 
la essendo  mancante  di  3  0  4  lettere  non 
fu  spiegata  da  gli  Eruditi  .  Finche  non 
sorga  qualche  altro  Archeologo    a  mani- 


7o6  Torre  di  s,  Manno 

festarci  i   suoi   pensamenti    le   sue    illazio- 
ni  e  lo   sue   scoperte  ,   noi  saremo   conten- 
ti di   c[u.   interpretazione   che   sebbene  va- 
ga  ia  gran  parte   e   gratuita  ,   è   assai   in- 
gegnosa ragionata   e   dotta,  come   può    os- 
servarsi nella   citata    Dissejtaz.  e   presso   il 
sig.   Vermiglioli  (  /^o/-.  Z'.  i.  /?•  65  )  .   La 
piccola  cliiesa  contigna  al   sotterraneo   de- 
scritto  ha    la    sua   principale   facciata    tut- 
ta dipinta    a   fresco  ,     ov'   è   rappresentato 
il  P.   Eterno  tra   s.  Pietro  e   s.  Paolo  ,   la 
.V.   col  B.   tra   2    Angeli  ,   s.   G!o.   Battista 
€   s.   Manno    in   abito    canialdolensc    .     Ai 
Iati  deir  alt.   si  legge  ,,  Has  ^wens  ole-* 
as  ,  hos    v^obis   consevit    hortos  ,,  Bra-^ 
v^us  eques  ,   Divi  templaque  restituit  .    ,♦ 
T^os  j^des  hortos  oleas  defendite  ,  et  illi 
„  In  codesti  aliquid  parte  parate  loci  • 
A  piò   della    pittura     è   delineato    il  busto 
del  restauratore   commendat.    Giulio  Bra- 
vi ,   e   a   destra   è   notato  il   nome  del  pit- 
tore   Siila   Piccinini  e  l'  anno  i585  .   SuU* 
architrave   della  porta   dfll'   annessa   torre 
è    scolpito  r   anno    r5i2   ,     che   ne   indica 
forse  la   restaurazione  ,    trovandosi    di   lei 
memoria  anteriore   all'   epoca   sud.   In    vi- 
cinanza  dì   qu.   fabbrica   nei   secoli  XIII  , 
XIV  ,   XV,     si  eseguì   V   ultimo   supplizio 
de'   lei  ,   e   qui   si   dava   loro   la   sepoltura  , 
ciò   che   forse  è  il  motivo  che  nel   suo  ter- 
reno    frequentemente   si   discoprano     ossa 
umane  .  —  Tornando  indietro  e  prenden- 
do la   via   che   trovasi  immediatamente    al 
Uto  destro  delle  Fontiveggie  che  è  quel- 


Porta  Eburnea  707 

la  die  pria  deili  costi  azione  della  blinda 
nuova  conducea  per  questa  pai  te  in  Pe- 
rugia ,  poco  sopra  alla  colliuetta  denomi- 
nata Casa  erta-,  si  diverge  a  sinibtia  ,  e 
si  entra   in   Città  ptr   Ja 

POKTA  EBURJNEA  .  Questa  porta 
fatta  probabilmente  editicare  dai  Forte- 
bracci  sul  principio  del  secolo  XV,  fu  ri^ 
fabbricata  e  ridotta  nella  forri.a  presente 
r  anno  i5;^6  dal  nostro  governat.  Anto- 
nio Santacroce  colla  sopraintendenza  dei 
2  edili  o  maestri  di  strada  Emilio  A.lfa- 
ni  e  Cesare  Scotti  in  occasione  che  ven- 
nero a  stabil.rsi  nel  vicino  convento  i  re- 
ligiosi Minimi  .  Volle  il  governatore  che 
la  Porta  s'  intitolasse  Crucia  dal  suo  no- 
me, ma  ritenne  sempre  quello  di  Ebur- 
nea o  Bornia  che  ebbe  già  la  vecchia  por- 
ta situata  più  addentro  nel  giro  delle  mu- 
ra etrusche  .  Ha  dessa  un'  arco  maestoso 
murato  quasi  per  la  metà  per  male  inte- 
so risparmio  d'  imposte  .  AlPintorno  è  fre- 
giato r  arco  di  fasce  e  riquadri  a  mat- 
toni .  Evvi  sopra  un*  frontespizio  anch'  es- 
so riquadrato  ove  in  una  pietra  quadri- 
lunga a  gran  caratteri  è  scolpito  ,,  Cru^ 
ciani  Portarti  Vetustate  C ollapsam  Octa-* 
pi  US  De  Sanata  Cruce  Praeses  In  liane 
Formam  Ornavit  Et  Restituii  A*  D. 
MDLXXri.  „  —  Poco  lungi  dalla  me- 
desima Porta  al  lato  destro  è  un'altra  Por- 
ticella  antichissimamente  aperta  onde  ave- 
re comodo  accesso  alla  parmienti  anti- 
chissima CIk  parroch.    detta  di  S.    PRO- 


708  eh.  di  s.  Giacomo 

Spero  die  Uovasl  circa  00  passi  fuovi 
di  detta  Porticella  la  quale  era  Ibrse  al- 
quanto l'iu  iDdietro  e  prosslirìa  alla  Gh. 
di  s.  Giacomo  nel  1826,  in  cui  trovasi  nei 
nostri  annali  nominata  ,,  Porta  s-  lacO'^ 
hi  Portae  Eburneae  ,,  come  porta  della 
Città  .  L  accennata  eli.  di  s.  Pjospero  og- 
gi è  quasi  diruta  e  ridotta  ad  uso  profa- 
no ,  certo  con  non  molta  lode  di  quegli 
ecclesiastici  che  ne  furono  in  questi  ulti- 
mi tempi  e  ne  sono  ancor  proprietarj  .  Di 
essa  parliamo  ali*  Annot.  (i)  Art.  s.  Pro- 
spero .  —  Nel  secondo  Borgo  che  s  in- 
contra dopo  di  essere  entrati  o  per  V  u- 
n^  o  per  V  altra  delle  nominate  porte  ,  è 
r  anzidetta 

CH.  Parrocchiale  DI  S.  GIACOMO 
detta  delle  Cinque  Piaghe  .  Fin  dal  1246 
si  ha  qualche  traccia  della  sua  esistenza 
col  titolo  di  Cappella  di  P.  Borgna  .  (i) 
La  eh.  è  angusta  e  convien  dire  che  fosse 
anche  più  piccola,  so  d.  Sante  Bartoli  che 
n'era  rettore  nel  i638,la  ingrandì  com' 
V.  al  presente  .  A  buona  ragione  perciò  ri- 
tenea  anche  in  detto  anno  il  titolo  di  cop- 
pella .  Il  parroco  d.  Francesco  Lolli  , 
morto  il  dì  4  gen.  1818  ,  V  abbellì  con 
varj  ornamenti  dì  stucchi  e  riquadri  a  co- 
lori .  E*  dessa  a  volta,  la  meta  sostenuta 
da  6  pilastrini  e  compartita  a  4  lunette  , 
e  r  altra  metà  retta  da  8  pilastrini  e  di- 
visa in  diverso  sesto  a  6  piccole  lunette  . 
In  queste  veggonsi  effigiati  gì*  istromen- 
ti  della  Passione  e  in  piccolo  quadro  nel 


Cli^  di  s.  Giacomo  ^09 

mezzo  il  s.  Spirito  fra  le  nubi  .  Tostochè 
si  entra  vcdesi  a  manca  appeso  al  muro 
un  quadro  ornato  di  cornice  di  stucco  rap- 
presentante la  Madonna  collo  Sp.  Santo 
nel  petto.  Questa  immagine  era  colloca- 
ta in  una  nicchia  nell'  angolo  della  stra- 
da che  guida  alT  Arco  detto  della  Man- 
dola o  sia  ali  antica  Porta  Eburnea  .  Fu 
qui  trasportata  nel  i  ^pG  riputata  anch'es- 
sa prodigiosa  pel  movimento  degli  occhi  . 
I  a  altari  laterali  situati  nella  grossezza 
di  2  archi  hanno  2  quadri  V  uno  colla 
Concezione  di  M.  V.  e  molti  Angeli  ,  V 
altro  con  s,  Giacomo  il  maggiore  ambe- 
due di  Francesco  Busti  .  L'  Altare  princi- 
pale ha  un*  ornamento  di  legno  vagamen- 
te intagliato  e  dorato  .  Nella  sua  nicchia 
accoglie  un*  antico  Crocifisso  scolpito  in 
legno  tra  le  immagini  della  V-  e  di  s,  Gio- 
vanni dipinte  a  fresco  .  Da  questo  Cro- 
cifisso con  particolar  divozione  venerato 
da  una  Compagnia  di  secolari  (  riunita  poi 
a  quella  del  Sacramento  )  che  forse  fu 
una  di  quelle  che  seguitò  V  istituto  del- 
la cel.  Compagnia  de'  Flagellanti  bianchi 
la  quale  nel  1899  ^^^  Delfinato  passò  in 
Italia  e  ohe  fin  da  principio  ebbe  appun- 
to per  ispecial  divozione  le  5  piaghe  del 
Hedentore  ,  tantoché  girando  attorno  per 
varie  contrade  e  portando  innanzi  un  suo 
miracoloso  Crocifisso  dovea  far  cantare  in 
lina  Chiesa  la  messa  solenne  delle  5  pia- 
ghe :  C^i;.  Lami  Lez,  dì  antich.  Tose.  Lez. 
18  pag.   620  )   da  questo  Crocifisso  io  di- 


rio  f^ia  P  arri  ori  e 

cea,  prese  il  titolo  la  chiesa  .  Questo  Cro- 
cifisso solea  portarsi  in  processione  con 
molta  solennità  nel  Venerdì  Santo  ogni 
^5  anni  ,  ma  qii.  costumanza  cessò  nel 
sec.  XVII.  —  Sul  termine  del  II  Borgo 
di  P.  E.  piegando  a  diiitta  ,  si  entra  nella 
VIA  PARPJONE  .  Siccome  in  Ro- 
ma uno  de'  suoi  Rioni  anche  oggi  si  no- 
mina Parrione  e  si  crede  che  pienda  la 
denominazione  dalla  voce  latina  ^ppari^ 
tores  mal  pronunziata  dal  volgo,  la  qua- 
le significa  i  bassi  ufficiali  della  curia  chia- 
mati anche  cursori  che  vi  aveano  la  lo- 
ro residenza  (  Venuti.  Hom.  Mori.  t.  \ 
p.  199.  Gro7ioi^.  t.  V  col.  i3ò3  )  :  cosi 
potrebbe  dirsi  che  qu.  rione  di  Perugia 
fosse  così  chiamato  per  la  ragione  mede- 
sima ,  come  pure  altro  della  stessa  appel- 
lazione per  lo  stesso  motivo  se  ne  trova 
in  Firenze  (  Larai  Lez.  di  Anticli.  Tose. 
p,  ì/^y  e  192  )  .  E'  notnbile  che  il  Rio- 
ne VI  di  Roma  che  ha  il  \ocah.  di  Par- 
rione ha  per  insegna  un  grifo  rosso  in 
campo  bianco  (  Venuti  L  e  )  come  la  no- 
stra Città  ha  un  grifo  bianco  in  campo 
rosso  .   —   In    questa    Via    è   la 

CH  e  CONV,  DI  S.  SPIRITO  D^i 
PP  Mnimi  di  s.  Francesco  di  Paola. 
Era  in  questo  luogo  un  Monast.  di  Mo- 
nache di  cui  :-i  ha  la  prima  memoria  fin 
dal  i93g  Furono  esse  nel  1428  da  Mar- 
tino V  riunite  al  Monist.  di  s.  Marghe- 
TÌta  ,  e  da  queste  per  mezzo  del  vescovo 
Sossio  ouenncro  i  pp.  Minimi  e  l'  abban- 


Cli^  di  s.  Spirito  ^11 

donato    piccolo   monist.    e    la   piccola    an- 
nessa  eh.  per  loro  abitazione   nel  1076.  Il 
2    aprile    1679  si  pose  la  I  pietra   alla   faL- 
trica    del    nuovo    magnifico  Tempio,    ma 
per  mancanza     di  rendite   e  di  limosine  , 
rimase  affatto    sospesa  per  più  di    70  an- 
ni  sin   circa   il    1670.   Finalmente   il  vesG. 
Patrizj   contribuendovi   del  proprio  ,    rac- 
cogliendo limosine  ,  e  applicandovi  le  mul- 
te della    sua  curia  ,    incominciò   a    prose- 
guirla  sotto  la   direzione  del  p.  Girolamo 
Lemni  da   Villico     di   Modena  ,   e  col   di- 
segno e  coir  opera  del   laico   f.  Gio.  Fran- 
cesco Vezzosi    da   Pistoja  ,   il    quale  ,    ter- 
minata  appena  la    fabbrica    nel  1689  ,  mo- 
rì in  qu.  conv.   e  fu  il  primo  ad  esser  se- 
polto    in   q\\,    eh.    (i)    Ha   dcssa    un    volto 
a   botte   diviso  da   fascie  ,    come   le  pareti 
da  pilastri   dorici  ,  nel   corpo  delT  edifizio, 
in  3  comparti  ,  ciascuno  dei  quali  ,  in  am- 
bedue i  lati   ha  un'  arco  sotto  di   cui   è  an- 
nicchiato    un*   altare  .    La   Tribuna    si   ri- 
stringe  sotto   un    grand'    arco  ,    e    rimane 
sproporzionata   in  lunghezza,  poiché   dessa 
pure   contiene    5  archi   tra  pilastri  ,  e  for- 
ma  un   semicircolo  nel  suo   fondo  .  Un'ar- 
chitrave fregio     e   comic,   dorico   cinge  T 
edificio  ,  e   sopra  il   cornicione  sono  aper- 
te Ideile  lunette   altrettante   finestre  ,     per 
CUI    il    tempio    abbonda    di  luce  .  I   primi 
4  alt.   hanno  un    ornamento  architettoni- 
co con    Angeli   a   chiarosc.  dipinto   a   tem- 
pera .  Questi  ornati   negli   alt.  prossimi  al- 
la   porla  sono  di  Pietro  Carattoli  e    mo- 


7'i  2  Ch,  di  s.  Spirito 

sli'ano  assai  buongusto  .  Gli  altri  pìii  mo-. 
dei Mìi  noa   sono  ej^ualmente  .stimali   .  —  Il 

I  Alt.  a  destra  dell*  ingresso  lia  un  qua- 
dro superiormeute  oiLicolare  ,  come  gli 
altri  di  qu.  eh.  ,  colla  M.  e  il  B.  in  glo- 
ria e  s.  Michele  che  abbatte  Lucifero  .  E* 
una  beli'  opera  di  Francesco  Busti  .  —  Nel 

II  è  in  gloria  la  Trinità  contemplata  dai 
bb.  Gaspare  da  Valenza  e  Leonardo  de 
Longobardis  che  si  veggono  inginocchia- 
ti ,  avendo  in  mezzo  a  loro  s.  Fiancesco 
di  Sales  in  atto  di  benedire  .  Fu  4U^^*^"" 
lo  qu.  quadro  da  Cristoforo  Gì  speri  nel 
ij88    nella    circostanza  della  cononizzazio- 

ne  di  d.  Beati  .  —  E'  il  III  Alt.  forma- 
lo da  maestoso  ornamento  di  legno  intagl. 
con  4  colonne  spirali  isolate  scoraiciatu- 
re  nuvole  ed  Angeli  a  bassorilievo  ,  co- 
struito sugli  ultimi  anni  del  sec.  XVII  me- 
diante una  lascila  di  se  5oo  fatta  nel  i6g4 
dal  dott.  Pietro  Giacomo  Ridolfi  ,  e  do- 
ralo nel  i^o5  con  altri  se.  5oo  donati 
dal  can.  Ridolfo  Remedj  in  vigore  di  te- 
slam,  del  y  gennajo  1704-  Vi  si  venera 
aunicchiata  uni  prodigiosa  immag.  di  s. 
Francesco  da  Paola  dipinta  in  intera  fi- 
gura in  quadrilungo  .  (2)  —  Sotto  il  pri- 
mo arco  della  tribuna  e  una  delle  orche- 
stre con  Oi  gano  costruito  nuovamente  nel 
18 18  da  Angelo  Morettini  col  p.  Barto- 
lommeo  Tombollni  da  Moravalle  nella 
Marca  ex-vie  grner.  dell'  Ordine  ,  e  in- 
dustre  cultore  di  qu.  ìten  arte  .  Sotto  la 
orchestra  è    un  piccolo   alt.   con  un  Cro- 


Ch,  di  s.  Spirito  ;f  i  3 

cJflsso  di  rilievo  .  Dietro  al  medes.  cor- 
risponde il  piccolo  coro  d'  inverno  .  Al- 
la sua  parete  destra  è  la  porla  clie  con- 
duce al  conv.  e  alla  sagrestia  ,  e  alla  si- 
nistra il  busto  del  p.  Lemni  colla  iscriz, 
in  marmo  ,,  D.  O-  M .  P,  Hieronimo  Le-- 
mnio  Minimor*  Fami  li  ac  T^cre  Charita" 
tis  Alurniio  Templi  Huius  Exciedijicatio- 
ne  Undequaque  Curanti  yiliiid  Voluit 
Deus  In  Coelcsti  llierusalein  Constru- 
ctuni  Ultima  Que  Vixit  Die  XXX  la-- 
nuar^  MDCXCIV  „  —  L*  Altare  mng. 
isolato  è  di  stucco  che  si  erge  fj-a  i  pi- 
lastri che  chiudono  le  3  arcale  del  coro. 
Solta  di  queste  arcale  sono  3  grandi  qua- 
dri .  Il  medio  rappresenta  la  Discesa  del- 
lo Spirito  S.  nel  Cenacolo  .  In  alto  ve- 
desi  la  simbolica  Colomba  raggiante  fi  a 
un  gruppo  di  serafini  .  In  una  gradina- 
ta sulla  sommità  della  quale  è  la  V.,  so- 
no disposti  gli  Apostoli  e  la  Maddalena  . 
Questa  beli'  opera  di  Lazzaro  Baldi  è  pio-- 
posta  come  modello  agli  studiosi  di  ]  it~ 
tura  dal  eh.  Orsini  che  ne  rileva  le  prin- 
<^ipali  bellezze  nella  sua  Guida  pag.  33()- 
Un  fijlmine  qui  caduto  nel  settembre  d»:^! 
1784  J^  danneggiò  alquanto  nelle  sue  e- 
stiemità  ma  fu  diligentemente  restaurata 
da  Francesco  Appiani  .  —  I  2  quadroni 
laterali  con  s.  Pietro  che  amministra  i  sa- 
cramenti del  Battesimo  e  della  Confo  ma~ 
zione  ad  una  moltitudine  di  novelli  fede- 
li sodo  delia  scuola  del  sullod.  Baldi  .  in- 
ni 


714  C^^'  ^^^  s.  Spi/ito 

torno   al  coro   gii  ano  r>  ordini  di   s^ggi  in- 
tagliati   in    noce   con   colonnette    scanalate 
che   dividono   gli   specchj  .  —  Sotto   1    oi  — 
elicstra   dell'    ultimo   arco   della    tribuna    è 
la   porta   minore   di  questa   chiesa    sopra  la 
quale     si   legge   ,,   l^emplmn    Dl^.  Spirititi 
Dicatuni   NobiU   Lucac   Alberti     De    Pa^ 
tritiis   Perusini    Patriae   Antistitis  Nec 
yion  Aliena  Stipe  Collata   PP-  Ord.  Mi-- 
nini.  S'   Francisci   De  Paula   XVII  Sae- 
culo  Erectuni  A.  H-  S.  ero.  U-  ecc.  vn 
Restauratum  .  ,,  Venne   difatto   qu.    eh.  in 
queir   epoca   risarcita    nelle    frequenti    sue 
scrostature  e  coperta   in   vece   di    bianco  di 
wvL    leggerissimo    turchi QO    nei    fondi    e   di 
ini   sfiallo   casualmente   lievissimo   nelle   fa- 
6ce  pilastri  e  cornicione  .   — Nella  pare- 
te  al   fianco  destro   delT  anzidetta   porta  ò 
il  busto  e   la   iscrizione  in   marmo   bianco 
del  sunominato  Vezzosi  ,,   D.  O.  M.     Fr. 
Joh.   Franciscus   T'^ezzosins  IIiijus   Ordì- 
nis  Filius   Dani    Pro   3Iortalitatis    Exa- 
wis  Hoc   Ipsuin   Opera    Matius  Suae    Ih 
Xerris    F'is^ens  Alì-ud  Pletate  Ad  Lmnor- 
talitatem  In  Coelis  Aedificavit  Templum 
Moriens  Die  XXV I  Nok>  .  MDC  LXXXIX.. 
L'  Alt.   primo   a   destra   della  tribuna  è   di 
legno    architettato   ad    intaglio    corrispon- 
rleate   a   quello  dicontro   di   s.  Francesco  : 
Ha   nel  timpano   un  P.  Eterno  a  bassorilie- 
vo  e   nelli    nicchia    uja   immagine    in    ri- 
lievo  di   M.    V.  Era   coperto   di  color  gial- 
lo ,    ma   con   improvvida    economia    fu    nel 
181  z    imbiancato  quasi  che  fosse  di  stuc- 


Ch^  di  s.  Spìrito  715 

co  .  —  Nel  pilastro  seguente  ,  incisa  \\\ 
marmo  rosso  è  la  memoria  della  Colise- 
e  azione  del  Tempio  fatta  dal  vesc.  Fer-- 
niani  il  28  sett.  1788.  —  L' Alt.  d^l  Col- 
legio degli  Orefici  eretto  sul  principio  del 
sec.  XVIII  ha  uu  quadjo  ove  Mattia  Ba- 
tini  efUgio  i  ss.  co':jugi  Andi'onico  ed  A- 
tanasia  clie  espiimono  la  loro  rassegna-a- 
zione agli  eterni  decreti  per  la  perdita  di 
2  amatissimi  figli  che  estinti  si  giacciono 
appresso  di  loro  .  E'  nobilitato  questo  qua- 
dro con  un  hel  campo  di  architettura  . 
' —  L*  ultimo  altare  ha  s.  Spirìdione  che 
holtez'/a  1'  imperad.  Costan/vO,  dipinto  l'a li- 
no 1 78 1  da  Giacinto  Boccanera.  —  Il 
quadro  sapra  la  porta  maggiore  rapprt- 
senta  s.  Paolo  che  si  umilia  ad  Auaaia 
€  da  esso  riceve  la  imposizione  delle  ma- 
ni .  E*  opera   mediocre  d'  incerto  . 

Sagrestia  .  Sopra  la  porla  di  essa  è 
il  busto  del  vesc.  Patrizj  colla  iscrizloìie 
„  Lucae  u^lberto  De  Patritiis  Perusinae 
Uibis  u4niistiti  Emeritissimo  Eccles.  Un- 
jiis  Bestauratori  Munificentissiìno  Pa- 
tres  Minimi  Grati  Oò^eqiieìitis  udiiimi, 
Monumentum  Posucre  AD.  MDC  CLX., 
la  mezzo  alla  volta  ò  in  un*  ovato  espres- 
so il  Santo  di  Paola  cui  gli  Angeli  of- 
frono il  vessillo  colla  parola  Charitas  .  E* 
d'  ignoto  pennelllo  come  lo  è  il  quadi  0 
so{)ra  r  ajniadio  d«?' parati  con  s.  Fran- 
cesco di  Asisi  che  riceve  le -stimmate  .  Nrl- 
le  pareti  laterali  sono  appesi  4  grandi  ova- 

m  z 


^i6  Ch.  di  s.  Spirito 

ti  in   cui  Mattia  Batini   espresse  la  Nasci- 
la  di   s.   Francesco  da  Paola  ;    la   edifica- 
zione  di   una    sua   eh.  per   la   quale  dicesi 
che   impegnasse    Io   stesso  demonio  a   pre- 
stargli  soccorso  ;   il   ritratto   di  se   che  fe- 
ce di   se  stesso  :  e  la  predizione  di   mor- 
te al  re  Luigi   XI  di  Francia  .   Questi  o- 
vati  con  altri  4  esprimenti  altre     gesta  de! 
Santo  effigiate  dallo   stesso  Batini  ornava- 
no i  pilastri  del  Tempio  :  mal   ridotti  pe- 
rò  questi    ultimi  allorché     si   fece   servire 
ad  altr*  uso  la  ch.  nel  1799»  si  trovano  in 
nna  'camera   del  convento  ,   mentre   i   4  ^^ 
cui     parliamo   dopo     essere    rimasti   appesi 
nella  estrema    parete    della    chiesa  ,    furo- 
710  di   là  rimossi  e   qui   allogati   nel   1807. 
Gli  ultimi  2    quadri  copia  V  uno   di    quel- 
lo   del  Salimbeni   che  vedesi   in   s.    Pietro 
colla   Processione    istituita    in  Roma   da   s. 
Gregorio  Magno  iu  occasione  di  contagio  ; 
e    rappresentante   1*  altro    s.   Francesco   di 
Paola  cortesemente  ricevuto     dal  re  Lodo- 
vico XI  ,  si  crede   che   sieno   opera  del  no- 
minato   Batini.    Tolte    le    campane    a    qn . 
chiesa  nel    1799  ,    furono   nuovamente   ri- 
fuse tra  gli  anni     i8o5   e    1806.  Il  p-   Ni- 
cola   Mezzanotte    perug.    assai    benemerito 
vicario  di    questo   convento   pensò    ancora 
di    costruire    una   nuova   torre   per    uso   di 
Campanile   che   ora    si    erge    sopra  il   tetlo 
della    tril)'ina  .   Nel    18 16   ne    fece   giitare 
le  fondamenta  ed  inalzare  a  piccola   altez- 
za le  mura   presso  la  porta   del    convento  : 
ma  per   mancauza   di  meiii  fu    sospeso  il 


e  II,  di  s>  Giorgio  71  j 

lavoro   che    foi^se   nella   sua   lunga   sospen- 
sione  imiterà   quello   della   eh,  —   Uscen- 
do dalla  porta  del  conv.  si  vede  incontro  la 
CH     DI   S    GIORGIO   della    Com^ 
pagnia     dei  Tessitori  .   E'   questa  Chiesa 
nel   sito  di   un'  antica  Parrocchia  intitola- 
ta  a   s.    Nicolò  ,    e  di   cui  si  ha    memoria 
sin   dall   anno    1288  .Ivi   sussistè  la  Par- 
rocchia sino   air  anno  1628   in  cui   fu  sop- 
pressa dal   v^^sc.    Cosimo    de  Torres  dopa 
la   rinunzia   che   ne   fece   T    ultimo  parro- 
co  d    Mario   Cacciarami  perug.  e   se  ne  di- 
stribuirono le  famiglie  alle  limitrofe  di  s. 
Savino  e  di   s.  Giacomo  .  Rimase  allora  la 
eh.   in    assoluto  dominio    di    una  Compa- 
gnia    di  Genovesi  che  lav.oravano  in  Pe- 
3t5gia     velluti  e  drappi  di  seta,  e  che  qui 
la  eressero  sotto  la  invocazione  di   s.  Gior- 
gio  come  protettore  della  Rep.   di   Geno- 
va ,  nel    i5;-5,  per  concessione  del  Retto- 
re d.  Silvestro  Salvetti    e  coli'  assenso  del 
vesc.  Bossio  .  Neir  architrave  di  una  Por- 
ta  a   fianco  della   eh.   sulla   strada   vedeasi 
scolpita  r  arme  della  Rep.   di  Genova   con- 
si.stente  in  uno   scudo  di  argento   con  cro- 
ce  rossa  quadrata  ,    e   la   Iscrizione   „  La 
Fraternità  di  s.   Giorgio  della  Nazione 
Genovese  MDXC FI ^^  Fu  tolto  lo  stem- 
m.a  e  la  Iscrizione  dall'  entusiasmo  Repub- 
hlicano    del    1798    che    soppresse    tutte    1© 
confrat.  laicali  .  Questa  eh.  fu  notabilmen- 
te restaurata  e  rimodernata  circa  \  anno 
1780  dalla   Comp.  de*  Vellutari  non  meu 
genovesi  che  perugini  •  Conserva  però  T 


7^8  Cli,  di  s.  Giorgio 

antica    sua   forma    .  Essa   è   a    volta     ed  è 
divisa   ili   4   comparti    per  mezzo  di  pilo- 
ni   .    Neil*   ultimo    a   destra    deli'  iiìgiesso 
è  dipinto   a   fresco  il    Presepio     e   in   alto 
nel  timpano  di  un'  ornato  il  P.  E.   Slima-^ 
si   qu.   pittura   della   scuola  del   Bonfigli  e 
porta     la     data  del      i490  •   —  Vi   sono  3 
alt.  ÌS^Ì  mag.   è  un   quadro   con  s,  Gior- 
gio c;lie  uccide  il  drago  :   opera  eccellen- 
fe  di   Francesco  Appiani  .    Quello  a   sini- 
stra del   mag.   entro  ad  un'  ornato  di  stuc- 
co  ha   la   V-   col   B.    in   alto  di   sposare   s. 
Caterina  v.  m.  ,  e  a  destra   s.  Nicolò  .   E' 
aneli*  essa  antica  pittura  a  fresco  .   Infac- 
cia   è   r  Alt.   col   Crocifisso  .   —  Al   fian- 
co destro  della  .eh.   è   un  fondo   che  serve 
di    cimitero  ,  ed  erano   delle  case   che  fu- 
rono  nel   sec.   XIV     soirs^iorno  di  Mona- 
che  ,  e  nel  XV  stanza  di  Eremiti    •     (i) 
Circa  le   ore  aS   del  dì    ii    luglio    1812    , 
essendosi  rovinata   la  parte  del  muro  dell' 
orto  del  Conv.  delle   Convertite     opposto 
alle  d.  case    »    non   solo   sfracellò   un  mi- 
serabile  vecchio   che  per   la   via  passava  , 
ma  danneggiò   le   case  medes.  ,    onde   fu- 
rono poi     quasi   del  lutto    demolite  .     — 
Nella   contigua    Piazza    Parrione     è   una 
Casa  di  delizia   e     un    Giardino   Bota-- 
riico   dei  sigg*  mare  Bourbon  di  Sorèel-* 
lo  ,   ove   tra   le  altre  piìi   scelte,  sono  rac»- 
eolte   moltissime  piante   esotiche    le  meno 
comuni  ,   tra  le  quali  abbondano  le  cras-^ 
se  ,  per  opera  specialmente  del  cultis.  sig. 


O^p  e  da  le  degli  In^a  lidi  ^  i  c) 

march.    Carlo  Soròelli  .  —   Contiguo  al- 
le distrutte   case   di   s,   Giorgio   è   1' 

OSPED.  degr  IjNVALIDI  .  Fu  spe- 
cial  cura   de*   nostri  Magistrati  dì  erigere 
qu.    Ospizio  nel    1817   pei   vecclij    misera- 
Lili  storpj   e  ciechi  i   quali    nella  penuria 
singolarmente     di   quelT  anno     trovavansi 
nella  fatale   situazione  di  soccombere  sot- 
to il  peso  della  indigenza    .    Si  prescelse 
qu.  luogo  annesso  al  Monast.    delle  Bar— 
tolelle  già   sopj^resso   nel    181  0,   come  più 
comodo  e  a  portata    di    aver    V   assistenza 
dei  vicini  Padri  di  s.  Giovanni  di  Dio  cui 
venne  raccomandato  -  Pel  vitto  e  letto  ia 
numero  di    18   in  2    corsie  V  una  superio*- 
re   air   altra   da    apprestarsi    ai    miseri     di 
ambi  i  sessi,  applicaronsi  alcune  delle  ren- 
dite dei  non  più   ripristinati  monist.  del- 
le Baitolelle  anzidette     e  di   s.  Francesca 
<-    ile   Donne   .  —  La  fabbrica   che   siegue 
r   accennato   Ospedale  è  V  ORTO   E  MO- 
NIST.  sud.  delie  BARTOLELLE  ridotto 
ad  abitazione  ed  uso  di  secolari  (    v.  j^o- 
pra  p,  240  e  V  Annot.  (i)  alV  Art,  Bar-^ 
tolelle  )  .  —  Volgendo   il   cammino   a   si- 
nistra ,  trovasi   immediatamente   la 

CH.  E  MONIST.  di  S.  MARIA  MAD- 
DAL.  delle  CONVERTITE  .  Fino  dal 
ij6o  per  provvido  consiglio  specialm.  del 
p.  Nicola  Alessi  perug.  domenicano  fu 
istituito  0  a  dir  meglio  ripristinato  in  Pe- 
rugia un  ritiro  per  le  donne  di  mala  con- 
dotta richiamate  a  penitenza  •  Già  anche 


jT'^.o      Ch.  e  Sioni st.  delle  Convertite 
nel   secolo   XIV   era   in   Perugia   un'   asilo 
delle   Conveitite   chiamale   allora     Hcpeu" 
tute    (  i^,  i  ylrt.  e  le  ^nnot.  del  Man-    di 
s.  cMaria  Aladd.  )  sulla  imitazione  di  que' 
rilni    a   tale    oggetto     stabiliti   in   Frantia 
aiiiecedentem.    aneoia    alla    meta    del    sec. 
XIII.  (  Ducang.  ylrt-  Repentì  te  .    Garam-* 
pi  Meni,  della  b.  Chiara  di  Rini.  p,  120  ) 
-Ala  obblJato  presso  di   noi   qu.  utile   isti- 
tuto  sin   forse   dal    i382  ,   fu   V  anno   sud. 
i56o   richiamato   alla   esistenza,  mercè   le 
cure'  singolarm.   dei  fratelli  dell'  Oratorio 
della  ss.    Annunziata  che  raccoalieudo  del- 
le  limosine   fecero   edificare   qu.    Chiesa    e 
Monist.  Il  dì    i3    settemb.   del  j56i    vi  fe- 
lero  il   solenne   ingresso   queste  donne  ia 
num.   di   So   in   abito   di   monache,   già   da 
circa  3  anni  indietro  provvisoriamente  col- 
locate  nella   ca?a    della    soppressa   parroc- 
chia  di   s.   Nicolò   di   P.   S.    S.    che   allora 
prese   il   nome   di  pia  Casa    del     Rifugio   • 
Abbracciarono   quelle  prime   donne   la  re- 
gola   di   s.   Domenico,   avendo     per    prime 
direttrici    2    monache     della     B.    Colomba 
cioè  suor  Sabina  Biagioli  e  suor   Massimil- 
la  di  Vincenzio  (i)    .  —  La  ch.   è   quale 
fu  da  principio   fabbricata    ,     se   non   che 
circa   il    1765    fu   tutta    dipinta  da   Nicola 
Giulj  .   Il  volto  rappresentante  un   sotto  ia 
sii   architettonico   a   chiaroscuro  assai   be- 
ne inteso  ed  elegante,  nel   compartimento 
di   mezzo   in   mi   si  finge   un   eielo  scoper- 
to ,   a  il   Dio   Padre  In   gloria   fra   gli  An- 
geli e  s.  Maria  Maddalena  a  lui   traspor- 


Ch.  e  Monista  delle  C onvertite  ^ix 
tata  dagli  Angeli  medes.  E*  pittura  di  Vin- 
cenzio Monetti  come  la  Carità  e  la  Pe- 
nitenza personificate  a  cliiarosc.  nei  me- 
daglioni a  capo  e  a  pie  dello  stesso  vol- 
to .  —  11  quadro  al  sìnist.  alt.  colle  im- 
nìag.  di  s.  Domenico  recato  da  BI.  V.  in 
Soriano  in  mezzo  ia  s.  M.  Maddalena  e 
s.  Caterina  v.  m.  e  sul  dinanzi  s.  Giacin- 
to inginocchiato  ,  è  di  Gio.  Francesco  Ba- 
sotti  latto  dipingere  nel  i647  ^^  suoi*  M. 
Giacoma  da  perug.  Nel  quadro  ali*  alta- 
re dicontro  è  in  alto  G.  C-  che  incoro- 
na la  Madre  ,  e  a  basso  i  ss.  Gio.  Batt. 
Nicolò  Cecilia  Maddalena  Cater.  da  Sie- 
na f"  rane,  di  Asisi  e  Giov.  Evang.  ,  d* 
incei'to  .  L*  Alt.  mag.  ha  un  quadro  col 
Salvadore  in  fig.  di  Ortolano  ,  la  Mad- 
dalena in  atto  di  toccarlo  ,  e  in  fondo  ia 
lontananza  2  Angeli  e  boschereccia  .  E* 
opera  assai  bella  di  Stefane  Amadei  fat- 
ta eseguire  verso  la  metà  del  sec  XVII. 
da  suor  Diomira  Valeri  romana  .  Gli  or- 
nati aglaltari  e  1  riquadri  alle  pareti  fu- 
rano rifatti  allorché  nel  i8i8  si  restaurò 
la  Ch.  per  impegno  del  sig.  can.  d.  Giu- 
seppe Tori,  eletto  poi  sopraintendente  al- 
la pia  Casa  dal  nuovo  vesc.  monsig.  CiT-? 
TADiNi  al  di  cui  zelo  è  molto  a  cuore  qu. 
sacro  Istituto  .  —  Proseguendo  la  strada 
detta  delle  Convertite  ,  vedesi  a  sinistra 
un  vicolo  che  conduce  alla  Piazzetta  ov'è  la 
CH.  OSPED,  e  CONV.  DI  S.  GIO. 
DI  DIO  .    Dair     ottimo    vesc.    Ercolani 

m  2 


7^2      Ch.  e  Osp.  di  s.  Gìo-  di  Dio 
f'oniperate     con   se.    joo   alcune    case    che 
cM-ano   di   un   certo   Nicolò   del  cavaliere  di 
iJiastro   allVicano  ,  le   lece    rapidamente   a- 
dattaie  entro  V  anno    i584  P^i*  abitazione 
dei   Religiosi  di  j*.  Gio.   d'  Iddio    venati 
in    Perugia   sul  principio  delT  anno    stes- 
so  .  La   piccola  Ch.    fu   costruita   in  quelT 
anno  .  V  Ospedale  e   il   Convento   amplia- 
ti    iu  progresso  .     E*   qn.   il  primo     dopo 
<Ji2ello  di   Roma   acquistato  in    Italia   dall' 
Ordine  Regolare  istituito  da  s.  Giovanni  di 
Dio   che  mori   il  di   8  marzo    i55o.  In    qu. 
eh.   fu   nel     i6i>8   trasferito   il   titolo  di   s. 
Nicolò  che  avea  quella  di   s.  Giorgio  .  So- 
pra  la   porta   di   essa    è    un   mediocre   afre- 
sco  colla  V.   s.  Nicolò  e   s.  Gio.  d'  Iddio  . 
Vi   si   ascende  per  varj    gradini  ,   termina- 
ti  i   quali  ,  sì  trova    sul  pavimento  la  tom- 
ba  del   I   Gener.   dell*  Ord.   uomo  di   san- 
tiss.   vita  ,   con    sopra   il   suo   stemma   e  la 
sempliciss.  iscriz.  ,,  ffic  lacet  Petrus  ^So- 
rianus    Piimìis   Generali s   Ord,    B,   Ioli. 
Dei  Obiit    Die   XFIII  Mcns.  Mg.  MD 
LX^XF^III.  ,,  La  volta   del  piccolo  tem- 
pio  è   sostenuta   da   6  pilastri  .   Nelle    pa- 
reti  prossime    all'  ingresso    sono   appesi    2 
quadrilunghi    con   s.    Caterina    da    siena   e 
5.    Orsola  .   —   Sotto   archi   si  annicchiano 
2,    alt.   Nel   destro,  cntr'orncto  di    stucco,  è 
un  quadretto   r^'ppreseniante   la  V.  sotto  il 
titolo  del  Carmine  ;  sul  gradino  è  un  tondo 
con  s.  Raffaele  e  Tobia  in  mezza  figura  de- 
lineati da   Francesco  Appiani  .  Neil'  altare 
a  sinistra  e  un   quadro  che  occupa  tutt^  la 


Arco  della  Mandorla  r^-^Z 

nlcciiia   rappresentante   il    Crocifisso   fra  i 
ss.  vescovi  Agostino  e  Nicolò  .  —  AH'  alt. 
magg.  entro  ad  ornamento  di  legno  dorato 
è   un   quadro   in   cui   è    espressa  la  V.  che 
impone  una  corona  di  spine  sul  capo  del  s. 
Toudatore  e  s.  Gio.  Ev.  protettore  dell'Or- 
dine .  E'  di   Giuseppe   Laudati  .  —  A  de- 
stra della   eh.  è   la   corsia  dell'  ospedale  o- 
ve  sono  posti  i8  letti  .   A  capo  alla  mede- 
ma   ù   uà   aliare   con    un    quadjo  che  ha  il 
Crocifisso  tra   i   ss.  mm.  Cosma  ,  e  Damia- 
no ;  nel  gradino   un  quadretto  con   s.  Gio, 
di   Dio  .  Appeso  alla  parete  destra  di  que- 
sto altare   è  altro  quadro  con  s.  Carlo  Bor- 
romeo situato  prima  del  1790  alT  alt.  mag. 
Ha    intorno   annessi   altri   piccoli   quadret- 
ti colle   gesta   del  Santo  ,   e   superiormen- 
te  un    semicircolo   col  P.  Eterno  .  —  Pie- 
gando a  destr.i   per  la  Via  detta  del  Giar- 
dino   ,    indi   a   manca    si   torna     a   capo    al 
secondo    Borgo    di   P.    E.  ,    da    dove    nuo- 
vamente volgendo  adiritta  si  vededirimpe(ta 
L^  ARCO  detto  DELLA  MANDOR- 
LA .   Non    sappiamo  donde  prendesse   nei 
Lassi   tempi   qu.   denominaz.   se    non   forse 
da    qualche  arbore    di   mandoilo    nato   ivi 
presso  r  antica  Porta  Etrusca  Eburnea  an- 
nessa   air  antiche    sue   mura  .   E*   formato 
di   gran  portone    come  le  altre  del  prisco 
circondario  ed    ha    la   medesima    struttura 
alquanto    obliqua    .     Fuori    di   esso   è   in- 
castrata  nel   muro    una   grossa   pietra   ove 
sono  incise   a   caratteri     romani   le   lettere 
l  ib  .    Si   sa   che  questa  pietra  vedcasi  uei 


72.4  Ch.  e  Monist.  delle  Poi^cr^ 
passati  secoli  sulla  sommità  dell'  arco  ed 
è  a  riputarsi  anche  questo  come  quello 
della  Porta  Marzia  un  monumento  di  quel- 
la Colonia  Vibia  che  si  crede  lasciata  ia 
Perugia  da  Augusto  .  (  ^.  /?•  629  e  /  /7«- 
notaz,  air  ^rt  Porta  Marzia  )  —  Con- 
tinuando diritto  il  cammino  trovasi  la  Piaz- 
za dell'   Annunziata   e   qui   la 

CH.  e  MONIST   delle  Monache  deU 
te   LE    POVERE    Dell    Ordine    de  Servi 
di  Maria  .  Il   titolo   di   qu    Monistejo   de- 
nota  la   origine  della    sua     eiezione  .   Una 
certa   donna    Vanna   di    Ceccolo   vedova  di 
Guelfi  no   Baglioni    terziaria    di    s.    France- 
sco  lasciò    nel    1887    a    titolo   di   donazio- 
ne  una   casa    qui    situata    ad  alcune   donne 
povere    di   coudizione  perchè    servisse   lo- 
ro   di   religioso     jìcrpeiuo   ritiro  ,    cosichè 
una   di   esse  ,  che  erano  3    o  4  i"    q"^^'  pi'i- 
iriordj  ,   morendo  ,     o   volendo   pai  li)  e  ;  le 
altie  che  rimaneano  farne  dovessero  la  so- 
stituzione  in   altra  povera   e    onesta   fem- 
mina  a   lor  piacimento  .    Questa    lascila  si 
fece   in   persona   di  un  Ci  no   di  Luzio   sin- 
dico e  procuratore  dell  Ospedale  della  Con- 
fraternita   dei     Disciplinanti    dei   Servi   di 
Maria    situata    in   Porta  Eburnea  ,   la   qua- 
le  era   ceitamente   V  odierna    nobile   Con- 
fraternita deir  Annunziata  .  Tutto  ciò  ap- 
parisce dair  atto  autentico  che  si   conser- 
va  neir  archìvio  di  d.    Confraternita,   (i) 
Colla   casa   dovette  donna  Vanna    lasciare 
alle   sue  povere   convittrici   ancor  qualche 
annuo  reddito  ,  ma  convien  credere  assai 


Ch,  e  Monist.  delle  Povere       y^S 
scarso  ,    mentre  poco  dopo  essendo  venu-* 
ta   a   soggiornare   in  questa   casa   una   cer- 
ta Simona,   seco     uni  alcune   vergini   che 
menassero  vita  celibe  e  povera, e  fondò   re— 
almeiite   un  nuovo   monastero    corredando- 
lo  di   rendile  sufficienti   pel   loio  manteni- 
mento ;    ond»*,   fu  questo  per  molto  tempo 
appellato  il  monastero  di  monna  Simona  . 
Fu   allora   che   le   dette    sacre   Vergini    ab- 
bracciarono  la    regola  dei    servi   di   Maiia 
o  sia  delle  Suore  Mantellate  .  (2)  Nel  i5io 
incominciarono   a  dilatare    T  angusto   loro 
convento,  e    nel   i6f5   soppressa   la   chiesa 
parrocch.  di  s.  Bartolommeo,  che  era   quel- 
la   che   oggi    è    l    Oiatoiio   delT  Annunzia- 
ta, otte/inei'O   le   monache  dal   vesc.  Gomi- 
toli   la   detta    ch.   colle    annesse   case  .   Ma 
perchè    tia    il    convento   e  la    ch.  di    s.  Bar- 
tolommco   si    frapponea    la    ch     e   Y    osped. 
della    confraternita    sud  ,  richiesei'o   ad   es-» 
sa   le  monache  di  pei  mutarla   onde  più  fa- 
cilmente  e   con    minore  dispendio   amplia- 
re  il  lor   momslero  ,    ciò    che  dopo  lunghi 
contrasti    venne     finalmente   effcntuato    nel 
i64i-   (3)    Dopo   quest'  epoca   ridussero   il 
monastero  alla    comoda  e  bella    forma  pre- 
sente, e   nel    1645    e   ^Qt  vA\?xcsLVono  la   ch. 
e  il  cojo,  reggendo  il  mon    suor  Maria  Bai- 
deschi  ,   ed   Cvsendo   confessore   il    dott    d. 
Francesco    E;  asmi    parroco   di    s.    Martino 
del  Verzaro   che   molto   operò   perchè   sol- 
lecitamente si  compisse  la  fabbrica   la  qua- 
le  fu  benedetta   il   di  i5  agosto   dello  stes- 
so a.nuo  i646  da  d.  Simone  Nicolucci  parr. 


^2  6  Ch.  e  Monista  delle  Povere 
di  s.  Stefano  P.  S.  S.  vice-sopraiutenden- 
te  dei  moiiasterj  di  moiiaclie  ,  il  quale  nel 
detto  giorno  vi  celebrò  la  prima  messa  . 
(  LajiceL  scor*  8  die.  )  Fu  poi  consecra- 
ta  dal  vesc.  Ferniani  nel  i^5  2.  (4)  Essa 
è  uà  mediocre  quadrilungo  a  volta  ret- 
ta da  4  pilastri  dorici  cìie  dividono  le  pa- 
reti in  3  compartimenti  .  In  quei  di  mez- 
zo sono  gli  altari  laterali  che  aveano  i  lo- 
ro ornati  di  legno  dorato  dispersi  nella 
«oppressione  del  i8io.  Non  vi  sono  ora 
restituiti  che  i  quadri  ,  rappresentante  il 
sinistro  la  V.  col  B.  in  gloria  e  a  pie  s. 
Filippo  Benizj  e  s.  Giuliana  Falconieri  : 
il  destro  ,  il  Redentore  che  distacca  dal- 
la Croce  un  braccio  per  benedire  e  sa- 
nare una  ferita  che  mostra  in  vina  gam- 
ba s.  Pellegrino  Lazio-i  ,  e  s.  Agostino 
in  atto  di  scrivere  .  L'  Alt.  mag.  è  iso- 
lato ,  e  nella  parete  opposta  ha  un  qua- 
dro ove  si  offre  il  martirio  di  s.  Barto- 
lommeo;  il  cui  titolo  fu  trasferito  a  que- 
sta ch.  dopo  la  soppressione  della  parrocch. 
che  abbiamo  accen.  Nella  parete  a  pie  al- 
la ch.  (  giacché  la  porta  ò  nell*  ultimo 
comparto  a  manca  )  è  un  quadretto  coi 
^  ss.  Fondatori  ,  e  sott*  esso  ,  un  quadi  o 
col  prodigio  operato  da  G.  C.  presso  la 
Probatlca  Piscina  .  Assai  bene  intesa  è  qu. 
pittura  del  see.  XVII  e  da  preferirsi  al- 
le altre  più  moderne  che  abbiamo  qui  de- 
scritto .  Qu.  ch  fu  tutta  dipinta  nel  i  j5o 
dalle  suore  germane  Pellegrina  ed  Eime- 
negilda  Paoli  fiorcnt.  le  quali   e  nel  gu- 


Ck.  dellct ss*  Annunziata         ^^^.n 
sto  del   colorito   e   nella   maniera  di  dise- 
gnare ,    oltre   gli    ornati,    il  Dio    Padre  sai 
volto  ,  e   le  Virtù   Card,  sulle   pareti  ;  mo- 
strarono di  essere   assai  mal  pratiche   nel- 
la    difficile     arte  di   Apelle  .   Si     diede  di 
bianco    a    qacst»'    pittili  e     nel    i8i5    dopo 
che   ripristinato  il   monast.  ,  si   restauio  la 
eli.   divenuta   in   tempo   della    soppressione 
\\n     magazzeno    di    legnami  .    (5)     Rimane 
delle  d.  Suore   una    Mad.  a  fresco   nel  par- 
latorio   .   —   Il    vago   moderno    piramidale 
Campanile   a    mattoni   venne  distrutto   nel 
noveb,   i8f3    —  Contiguo  al  parlator.    è  la 
CH    DELLA  CÓNFR.  DELLA  SS. 
ANNUNZIATA  .  Anteriore   a  tutte   le   al- 
tre  è    qu.    Confr.  ,    dapoichè    il  b.   Ranie- 
ro  Fasani   che  nel    1260  fu  istitutore  del- 
le   C orrìpagnie    dei  Disciplinanti   (   v.   /e 
annoi,   all'  art.   ss.   Sim.  e   Fior.  )    appa- 
risce nell'  archi V.  della   medes.  che  ne  pro- 
curasse la   riforma  .   Anche    una   iscrizio- 
ne  sottoposta   alla   immag.   di   detto  Beato 
che   i   fi^telli   conservano  .nella   camera  di 
loro  adunanza  ,  e   V  antichiss.  uso  che  nel- 
le processioni  a    lulte  le   altre  preceda   qu. 
con  fi  nt.  ,    andaJido    secondo   T  ordine    '?c- 
clcsasiico  per   ultima  ,  e  che  in   quelle  par- 
ticolari alla  Cattedrale  vi  abbia  luogo  ,  co- 
me precipuamente  addetta  alla  medes.  :  di- 
mostrano la   preesistejrza    della    sua    origi- 
ne  che  peraltro  non  può  determinarsi  .  L' 
antic'  Orat.    della    Confrat.  era   ancora   nel 
18 19.    entro   la   Clausura  del   Monist.   del- 
le Povere  sopra   le  mura   della  Città  cor- 


728  Ch.  della  ss.  [/annunziata 

rispondenti  alla  valle  d.  la  Cupa  e  con- 
sistea  in  un  quadrilungo  forse  più  breve 
ina  più  alto  e  alquanto  più  largo  dell'  O- 
rat.  presente  .  La  sua  facciata  principale 
era  tutta  dipinta  a  fresco  ,  e  vi  era  rap- 
presentata a  grandi  figure  la  V.  salutala 
dair  Angelo  e  tra  essi  un  vaso  di  fiori  , 
come  si  vede  pure  nelle  antiche  costitu- 
zioni della  confrat.  ,  a  somiglianza  della 
pittuia  della  Porzìuncola  .  A  pi^  di  d. 
pittura  ,  che  noi  stessi  avemmo  V  ^gìo  di 
osservai  e  nelT  ag.  del  1810  ,  leggeasi  nel 
me^zo  del  basamento  ,,  u4 .  D.  MDLXHI 
Die  XXIV  Decemb.  Re. stani  aia  Fuit  ,,  Ma 
il  d.  anno  18  f  2  qu.  rispettabile  monu- 
mento con  veramente  vandalica  deprava- 
zione venne  atterrato  per  venderne  le  gros- 
se pietre  .  (i)  L*  odierno  Oiatorio  che  fu, 
come  si  è  detto  ,  1'  antica  pan  occh.  di  s. 
Baitolommeo  passata  in  dominio  dei  Fra- 
telli r  anno  i64i  (2)  ^  venne  allora  re- 
staurato ,  e  alloia  ne  fu  ornata  la  porta 
della  cornice  arco  e  fregio  di  tiaveitino 
che  vi  si  veggono  .  Nuovi  ristami  e  ri- 
quadri a  chiarosc.  vi  si  fecero  nel  1789. 
Vi  si  ricostiuirono  io  pilastrini  dorici  al- 
le mura  che  meglio  rafTo'zasser  la  volta 
la  quale  abbisognò  gii  di  chiavi  di  ferro 
cnde  resistere  agli  urti  del  tempo  .  Vi  si 
edificò  un*  altare  dì  stucco  marmoreggia- 
to e  dorato  sopra  del  quale  si  eolloco  una 
bellissima  arca  di  legno  intagliato  ed  e— 
gualmenie  marmoreggialo  e  dorato  termi- 
nante nel  mezzo  superiore  con    una  spe- 


Ch.  della  ss*  Annunziata  ^og 

eie    di    vngci    piramide   tra    2    angeli     genu- 
flessi .    In    cjuesUi    cassa    è    lincluAiso  il    sa- 
cro siuiulacto    dtìir    estijito  lledenfoie    in 
rilievo  di   grandezza   al    naturale  ,  lles-ibi- 
le   nelle  principali   giuntuie   con   capelli  e 
baiba    naturali   e   composto  ,  coDie   si    cie- 
de  ,     di   umano   tegumento  riempiuto     ali* 
interno  di    coide   artificiosamente   connes- 
se .  E'    volgar   tradizione   die   un   pellegri- 
no  giunto   neir  Ospedale    della    Fi  atei  ai- 
ta  depositasse   avvolto   in  un  sacco   questa 
sacra  Immagine   e  improvvisamente  sparis- 
se .  Reca  stupore  che   ne  nell*  aichivio  del- 
la  fraternità  ne  altrove    si  conservi  memo- 
ria alcuna  della  origine   di    questa  Imma- 
gine  e   del     tempo    in   cui    fu    esposta    alla 
pubblica   venerazione.    Egli    è   ceito    però 
clic   da  più   di   3    secoli    si   porla    essa   eoa 
solenne  processione   da   questa  chiesa   alla 
Cattedrale   nella    sera   del  Giovedì   Santo  e 
dalla  Cattedrale   qui   si  restituisce  con    al- 
tra  solenne     processione   la    sera  del  Ve- 
nerdì seguente  ,  rimanendo  qui  esposta  nel 
suo   feretro   sino   alla   mattina   del    Merco- 
ledì di  Pasqua  .  (3)  Nella  parete  della  par- 
te posteriore   all'  altare    che   serve    di   sa- 
grestia, è   in  cornice  di   stucco  marmoreg- 
giata  e    lumeggiata   a   oro    un   bel  quadro 
dell'  Annunziazione  di   M.   V.   copia     ese- 
guita da   Nicola  Monti   pittore   ascolano  l' 
anno  i  ^^88  del  bellissimo  originale  di  Gui- 
do Reni   che   si  conservava  in  Ascoli   nel- 
la  chiesa   di    s.   Maria   della   Carità  .  Que- 
sta copia  fu  fatta  fare  dal  beaeficentissi- 


y3o         Ch.  della  ss.  j4nnunziata 
mo     vose.   Odonrdi    die   la   dono   a    questa 
Confiaternila    nella  circostajiza  della    indi- 
cala   restaurazione     raninieiitala    dalla    se£j . 
epigrafe  che  si  legge  .*^olto  11  descritto  qua- 
dro ,,  Ie.su  Xto  Reparatori  Generis  liuina'^ 
ìli  Et  Dei  Matri  Opifcrce  Sospitatrici  Sa- 
cras  jéedes  Pene  Vetustaie  C ollapsas  A-- 
Icxander  MOdoardus  Patritìus  yJscula-* 
?ìus  Episcopus  PerusinorumNov^a   Tabula 
Et  Sodales  Nnmini  Ejusdem  Virgini}>  Z>e- 
njotissiini  Has  Ara  Et  Picturis  JReficien^ 
dus  Eocornandasque    Curarunt  An-  Ab. 
O.    R,    ero    IO  ce  LXXXIX  „  (4)  I  due  al- 
tarini che  si   veggono   fra   i  terzi   e  quaiti 
pilastri  sono  movibli  e  furono   aggiunti  il 
sinistro  con  picciol  quadro  di  s. Luigi  Gon- 
zaga,   di  Andrea  Appiani,  Tanno    1800,  in 
Occasione  che  qnest'  oratorio   venne  prov- 
visorianìcnte  ofìiziato  invece  della   eh.  par* 
elle   si   rifabbricava,   e   il  destro   con   altro 
piccol   quadro   rappresentante   il  Pjesepio  ♦ 
nel    1810,   per  simmelrizzare    coli'  altro   il 
c[urile    non  era    stato  rimosso  .  —  Nel  18  17 
e    18  per  cura  ed  impegno  del  priore   sig, 
march.   Giuseppe  di   Sorbello    fu   risarcito 
dipinto   ed     ornato    con  qualche    eleganza 
r  appartamento  superiore  della   casa   con- 
tigua  all'oratorio,   che   serve  alle  adunali- 
ze  dei    fratelli  .  Vi   fu   costituita   una   nuo- 
va  scala   di   pietra    e  al   lato   sinistro    dell* 
Oratorio   si    formò- di  una   camera    un  co- 
retto  ove   fu   posto   uu'  organo  dai   fratel- 
li  comperato  Tanno  i8i3  dalla  erede  del 
cappellano  d.  Vincenzio  Battaglini   che  lo 


CA.  della  ss»  Annunziata  j3r 

avea  lungo  tempo  situalo  dietro  all'  alt. 
mag.  —  Nella  sala  (leiì  adunanza  si  con- 
servano 2  tavole  in  cui  sono  efjigiaie  le 
guardie  astanti  al  Sepoicio  del  liedent. 
con  alcuni  versi  esametri  ora  quasi  dei- 
tutto  cancellati  .  Sono  le  d.  tav.  il  cor- 
po di  un'  arca  sopra  di  cui  si  collocava  la 
Iramag.  del  Cristo  morto  per  la  proces- 
sione del  A  enerdi  s.  ,  e  furono  dipinte  da 
Giovanni  di  Giorgio  probabil.  discep.  di 
Pietro  ,  nel  i5i7  come  ivi  è  notato.  E' 
da  dolersi  che  qu.  belle  pitture  sieno  mol- 
to danneggiate  .  (5)  —  Vi  si  serba  pure 
un'  antica  statua  in  legno  di  s.  Gio.  Batt. 
fanciullo  che  da  più  secoli  si  reca  nella 
processione  ad  onore  di  d.  S.  la  mattina 
dei  s>4  gì^igiio  •  —  ^^1  campaniletto  fab- 
bricato nel  gennajo  dei  1822  si  allogaro- 
no le  2  piccole  campane  di  qu.  eh.  che 
prima  erano  appese  ad  una  specie  di  an- 
tica finestra  sotto  direttamente  ai  nuovo 
campanile  costrutto  per  impegno  del  prelo- 
dato  sig.   march.  Giuseppe  di   Sorbelio  . 

Prossima  a  qu.  Casa  ed  Oratorio  è 
/*  Abitazione  dell'  Autore  di  questa  De- 
scrizione ,  dagli  eredi  di  d.  Sante  Persia- 
ni passata  in  proprietà  di  Costanzo  Sie- 
pi padre  deli'  Autore  il  dì  8  niag.  ]^88. 
Questa  casa  ov'  era  una  Torre  demolita 
dal  Pei*sianl  ,  è  fabbrica  (  in  parte  )  al- 
meno del  sec.  XI  ,  come  il  dimostrano  i 
materiali  e  la  costruzione  delle  principali 
sue  mura  di  profondità  pai.  5  e  ^J-  .  Può 
congetturarsi    che    da    prijicipio    apparlc- 


732  CJi.  dtdla  s^.  ^/Injìunziata 

iu*S!^c  ad  alcuna  ])olente  famiglia  ,  e  clic 
poi  nel  secolo  XIV  o  XV  qui  fosse  sta- 
Lilito  quel  ritiro  di  Mo.joche  ì\qì\  si  sa  iì\ 
quaT  orci.,  itititol.  ò\  Maria  Madre  di  Dio 
che  si  trova  ancora  esistente  nel  !5'->3  # 
ciò  rilevandosi  dagli  Statuti  ppritg.  voi. 
3  Uni.  12  JoL  8  ,  ove  apparisce  che  il 
suo  sito  fosse  sulla  strada  che  dal  JRlouc 
di  P.  S.  S.  conduce  direttamente  a  P.  Bor- 
crne  fra  la  eh.  dì  s.  Maria  della  Valle  e 
quella  di  s.  Bartolommeo  .  Sembra  che  vi 
si  possa  rilevare  un'  indizio  del  tetto  di  u- 
na  eh.  in  2  fila  di  mattoni  spoigenti  ia 
fuori  della  muraglia  che  guarda  il  nord 
formanti  angolo  ottuso  nel  mezzo  *  e  da 
una  stretta  finestra  con  arco  di  sestacuto 
che  ancor  si  scorge  al  di  dentro  della  par- 
te che  tuttora  rimane  .  Questa  fabbrica 
dovea  estendersi  da  mezzodì  a  settentrio- 
ne £opra  il  terreno  ove  oggi  è  i'  Orto  deli' 
Autore  ,  e  dovett'  esservi  ancora  altra  fab- 
brica sopra  di  essa  ,  ciò  indicando  le  fine- 
stre simili  alla  d.in  alto  verso  oriente  .  Del 
resto  nulla  oggi  vi  si  può  scorgere  di  mo- 
nastico e  di  sacro  (  j^.  /'  ^nnotaz.  4*  ^^^ 
^^rt.  s.  Angelo  di  P.  B,  )  Circa  la  meta 
del  sec.  XYIII  il  parroco  di  s.  Angelo 
di  P.  B.  d.  Lorenzo  Amoni  comperò  qu. 
casa  per  istabilirvi  un  Conservatorio  di 
fanciulle  povere  della  parrocchia  .  Il  suo 
acIo  riuscì  nella  impresa  ,  ma  ebbe  con- 
sistenza di  pochi  anni  poiché  quest'  uti- 
le stabilimento  non  avea  che  le  limosina 
-jìer  fondamento  della  sua  conservazione  . 


Ch.  di  s^  Angelo  di  P.  B.         ^33 
—  Salendo  per  la  Strada  de    Semplici  si 
^iugne   alla 

CH.   Parrocchiale  di  S.  ANGELO  di 
PORTA   EBURNEA  .   Antichissima  ò  pur 
qu.  eh.    ed  è    certo    eh'  esistea  anche    uel 
1037.    (i)  Più  Yolte   fu  restaurala  ,  ma  se 
ne  rialzò  la  volta  e  se  uè  ornarono  di  stuc- 
chi e  di  esterior  prospettiva  le  pareli  dai 
20  aprile    1800    sino  ai   ^3   maggio    1807 
con   dise2:no     di   Antonio   Stefanucci  .    Ha 
la    facciata    di   mattoni   arruolati  4  pilastri 
corinlj    che    reggono    un   comic,    un*  arco 
e  un   fronlesp.   conico  .   La   porla   ingran- 
dita ha  la  stessa  cornice   di  travertino   che 
prima  vi  era  ma  con  piccola   aggiunta  in- 
feriormente .  L*  area  della   eh.    è   divisa  ia 
5    comparti   da  6  pilas.   e  contropilas.   co- 
rinlj  in   ambi  i   lati  .  Il  prospetto  princip. 
è   occupato    dall'   Alt.    mag.   il   di   cui   or- 
nato di   scagliola    presenta  un'  arco    sulla 
sommità  del  quale   ò  una  raggiera   di  stuc- 
co  con   in   mezzo  il   simbolo  dei   Nome  di 
Maria  .  Quando  fu  ricostiuita  la  eh.    si  al- 
logò   in   qu.   altare   un    nuovo   quadro  di- 
pinto  nel    1800   d?»  Domenico   Gaibi  ,  coti 
s.   Michele   che    compiime   Satana  ,   e    so- 
pi-a,    una    gloria   di   Angeli    in   atto   di    so- 
stenere una  cornice  ovale  nel  quadro  sfon- 
dato  ent)o  di    cui    eja     ripo  la   la   immag. 
di   M,  V   intitolata   dcdla  Umiltà  ,  ma  non 
bene   osservandosi    per   la   distanza   la  det- 
ta   immag.   fu    tolto    nel   d'c.    del     181 3    il 
quadro  ,    e    vi    fu    j-iprisfinalo  1*  anffco    coi 
^%.  Michele  ,  Frane.    Salesio  ,   ed   Orsola  , 


734         Ch    di  s.  Jnqnlo  di  P,   lì. 
opera  stimata  di  Cristo!    Gis^ni    fatta  cir- 
ca   il   ij5o     Sul   gradino  fu  aUoio    colloca- 
ta  cntio  a   macchinetta  di  (jno  iut^iglio  do- 
rato   eseguita    da    Ferdinando    Moaleìatici 
toscano    nel    d     anno  ,    1    acceii.    beilis     ♦  f- 
£gie   di    M.    V.  Dipinta    questa    circa    I  an. 
1766   da    Fi  ano.  Appiani   .  trovavasi    situa- 
ta  sotto   1    yfì'co   della   riandarla  ,  quan- 
do il  dì    I  I  luglio  179(5  si  crede  die   sì  ma- 
nifestasse  prodigiosa    col    movimento    del- 
le   pu^ville   pili   volte  leiterAto    nel    corso  di 
detto     «nno   specìalm.    al    replicarsi     dt^lle 
parole   del    Cnntico    Quìa   vespe xit   Humi- 
litatem  Ancillae    suae  ,   dopoché   dai   Ca- 
nonici   fu    piocessìonalm.   ,    per    mano    di 
monsig.    arcipv.  Ranieri  ,  trasferita    in    qu . 
eh.   la  mattina   del  i3   lug,  (^2)  Nei   a  com- 
parti   fuori    della    tribuna    è    a    destra   un 
quadro   colla   V-   e   il    B.  e   le  sante   Lucia 
e   Appojlonia  ,    del    Ga'^peri  .    Siccome    fu 
dipinto   nel    1745   per   uno    dei    5   alt.   che 
pì'ima   vi  erano, -e  perciò   di  minor  dimen- 
zione ;  così   uel   situarlo  dove   si  vede  ,  per 
simmetrizzarlo  colTaltro  di  s.  Michele,  del- 
lo  stesso  Gasperi  ,  che  gli  fu   posto  dicou- 
tro  ,  convenne  ingrandirlo  con  quelle   nu- 
hi   insignificanti   che  gli  si    veggono  d'in- 
torno .    '1    quadro   in    faccia    è    quello    de- 
scritto del   Garhi    che   si    ivce    servire  per 
r  alt.   mag.   —  Seguono  gli   altari    latera- 
li  con  bene   intesi   ornamentigli  stucco  .  Il 
destro   «à  le  immag.   del   Cocifisso  e  dei  ss. 
Lorenzo     e    Luigi    Go?i'^aga    ,     lavoro   pi'i- 
maticcio  del   giovane  Telesloro  Pvìcci  fat- 


Cli   di  s.  Angelo  di  P.  B.         ^35 
to   nel    1818.    Sul    i^radiuo   si    venera    una 
bella    imrnag.   di    G.  C.   (  lie  mostra    i!    sa- 
cro suo  Cuore  espressa  d**  Aatoumarìa  Gar- 
b,  e   qui   esposta    nel    maìzo  del    1822    dal 
nuovo   panoco  sig     d.  (}lacomo  Vagnini  , 
(3)    L    Alt     dirimpetto   a    s   Gio.  N$  pomu- 
ceni;   dip     nel    174^   ^^^  Francesco    Busti   . 
(  7».   i  j4unot     I.    )   —   Nei  comparti   clie 
succedono   sono   o.    Cenotafi   con  ornamen- 
to  di    stucco   eretti    ai    cel     L<^trerati    le   di 
cui   spoglie  fur.  qui  deposte  .    Nel  destro  si 
legge  ^^Hannìbali  31  ari  otti  Summo  Archia- 
tvo Perus.  Cujus  Medica'  SemperAd  Aior- 
hos  Vincendos  Potuere  Maniis  Musarnin 
Delicio    Oratori  Poetce  Multoriini  Libro-- 
rum   Scriplori   Inter  Aus;nsii  Ljcei  Pro- 
fessores   Cooptato    Civinin  Magna    C um 
Spe  Assidue   Patriam    Illustranti  Com^^ 
vientariis   Doctis  Et  Laboriosis  XII  Vi-* 
rov'  Stlit.  Judicandis  Perusinor    In   Au-- 
la   Romana    Encomi astce  Sodali  In    O— 
nmibus    Patriis  Multisque   Exteris  Aca- 
demiis  Adlecto  Literator-  3Iultor.    C on-- 
suetudine    C ommerrioque  C l arissimo  In  — 
genio   Indole  Usu  Rerum  Spectato  Atqu^ 
Comitato   Omnibus   C aro  IV  Idus  Iviiii 
De f aneto    An.    Ciò   lo  CCCl  Aetat.   Su(V 
LXVIII  Elatoque  Pub,  Luctu  Amicorum 
Pietas   Doluit  ,,   Nel   cenotafio   sinistro   è 
scrìtto   „   Vincenti  o   Marcarellio    Perù  si- 
no  Admirandae  Christianitatis  Viro  Et 
Uni  Ad    Imltanduìn     Virtutis     Exemplo 
Qui  Sacerdozio    Iiiafignratus   Et  liuma- 
fàioribus  Studiis    C u:>i  Laude    DiUgctitis- 


736  Ch  di  s^  Angelo  di  P.  B, 
siine  Instructus  Eiun  Periisinojum  Pon- 
tifcx  Suis  Alumnis  Patria  In  Pubbl.  Ar^ 
theuaeo  luventuti  Praeceptorem  Chri- 
^Uanorum  Jmprìmis  Morum  Dehin  Crac-' 
canini  Latinarum  Etriiscarnm  Literai  um 
Oniìiigenaeque  Erudìtionis  Voluere  Et 
Assidue  Officiorum  Suorum  Perfunctus 
Tanta  Constantia  Quantam  Nulla  óV- 
leat  Posteritas  Cuius  Voce  Eocemplisque 
Ad  Sapicntiae  Laudem  Plurimi  Forma^ 
ti  Snnt  Lab o ri h US  SuisMagis  Quam  Mor- 
bo Consumptus  Et  Moerore  Omnium 
XVH.  Kal.  lan.  Ann,  do  io  ccc  ix  ,, 
A  pie  della  eli.  è  la  orchestra  con  orga- 
no ricostruito  da  Adamo  Rossi  .  Sul  pa- 
rapetto è  notata  V  epoca  della  lor  costru-  _ 
zione  „  Organum  Hoc  Pneumaticuni  Me^  fk 
lius  C ontàbulationem  No^am  Aere  Par-- 
timSuo  Partini  C  ollectitio  Fé  ci  t  Domi  ni  cu  s 
Hocchi  Rector  An.  Dom.  ciò locce xiv  ,, 
Sotto  r  orchestra  è  ia  Inpidc  la  memoria 
della  solenne  Consecrazioue  di  qu.  ch.  ese- 
guita laDomenica  i5  lag.  18-21  ;  prima  fun- 
zione di  tale  specie  che  celebrasse  \  at- 
tuale nostro  vesc.  monsig.  Carlo  Filesio 
.Cittadini  . 

Sagrestia  .  I  piccioli  quadrilunghi 
coi  ss.  Mauro  Liboi'io  Luigi  Gonz.  An- 
drea Avellino  con  altri  l\  che  sono  nel- 
le camere  parrocch.  furono  fatte  dipinge- 
re al  Gasperi  dal  parr.  d.  Lorenzo  Arao- 
ni  e  collocati  negli  allora  plccioliss.  pi- 
lastri della  eh.  La  M.  delL-i  MI  >eì  icordia  , 
che   si  crede  di  Antonmaiia  Garbi  ,   entro 


1 


Collegio   Gregoriano  ^87 

a  maccliiuetta  dorata  ,  posta  nella  conti- 
gua camera  ;  fu  qui  trasferita  nel  1817 
per  legato  del  parrocclilaiioFrancesco  Ran- 
cini  che  la  possedea  .  (4)  —  Neil*  uscire 
da  questa  chiesa  ,  prendendo  a  manca  la 
ì^ia    detta   della   Sapienza  ,   si   va   al 

COLLEGIO  GREGORIANO  detto  la 
SAPIENZA  VECCHIA  .  Il  card.  Nicolo 
Capocci  romano  vesc.  di  Frascati  affezio- 
natissimo  alla  nostra  Città  e  al  nostro  pub- 
blico Studio,  per  esservi  stato  istruito  nel- 
le ottime  discipline  e  specialmente  nella 
Giurisprudenza  sotto  i  celebri  maestri  Bar- 
tolo e  Baldo  tra  gli  anni  i335  e  i34o 
(  Bel  forti  Meni'  mss.  di  qu,  Colleg-  in 
udrch  del  med.  )  :  volle  dare  a  Perugia  il 
più.  solenne  attestato  della  sua  predilezio- 
ne collo  istituire  qu.  Collegio  per  ^0  Gio- 
vani da  nominarsi  dai  Vescovi  di  alcune 
Città  sì  italiane  che  transalpine  (i)»  i  qua- 
li giovani  vi  fossero  gratuitamente  man- 
tenuti sino  al  compimento  dei  loro  studj 
nelle  scienze  legali  e  teologiche,  prenden- 
dovi la  laurea  ,  pel  quale  oggetto  doves- 
sero air  ingresso  depositare  se.  5o.  Gil- 
lo egli  adunque  le  fondamenta  e  dell'  Isti- 
tuto e  di  questa  suntuosa  fabbrica  nel  ISSI- 
LA anno  appresso  ne  formò  e  sottoscrisse 
i  saggi  regolamenti,  la  di  cui  esecuzione 
affidò  al  Vescovo  di  Perugia  e  all'  ab.  de- 
gli Olivetani  di  Monte  Moioino  che  di- 
chiarò superiori  di  qu.  stabilimento  .  (a) 
L*  anno  i363  si  riunirono  ,  come  è  a  cie- 
n 


^38       Detto  la  Sapienza  Vecchia 
dere  ,  i  primi  alunni   del   nuovo  Collegio 
nella  ca.'fa  dicoatro  al  pubblico  Palazzo  (  i/. 
pag.   4^2   )  •  Nel    £365  certamente  forma-» 
vajio  una  corporazione   già  da  qualche  tem- 
po unita,  perchè   sappiamo  che  Nicolò   ar- 
cidiacono   di   Bertinoro     in   qualità   di   de- 
legato dal  Card,  fondatore  che  in  quel  tem- 
po era   in  Francia  ,  leggea  pure  tra   loro 
le  Decretali  (  Bini  Ist.  della  Univers.  T. 
I  pag.   i8i    )  .  Ma   non  entrarono  in  que- 
sta nuova  casa   renduta   comodo  e    piace- 
vole soggiorno,  prima  del    iSGg  in  cui  fu 
compiuta  ,     un    anno  cioè   dopo   la     mor- 
te del  benefico  Istitutore  avvenuta  il  dì  2 5 
luglio  del    i3G8.  Fu  anche   questo  Colle- 
gio  soppresso  dal    Governo  Repubblicano 
nel    1798.  Ripristinato   nel  novembre    del 
1801  *  f u  nuovamente  soppresso  nel   181  i  » 
e   sì  la    fabbrica    come  le    rendite    furono 
ammensate  alla   Università  .  Ebbe    questo 
Collegio   fino  dal    suo  primo  secolo    illu- 
stri   e  celebratiss.    soggetti     non  solo    tra 
suoi  studenti  ma  ancora   tra  quelli  che  fu- 
rono   chiamati    a   presiedervi  col  titolo  di 
Hettori  y  tra    quali   è  degno  di  ricordan- 
za   C osmato  di  Gentile  da  Sulmona  che 
fu  poi  pontef.  col  nome  d'  Innocenzìo  VII 
il  qiale    diresse  il   Golleg.     nel    i373.  — 
Trovasi    allo  ia^jresso   di    qu.   edificio  un* 
ampio  cortile  quasi   quadrato  in  mezzo  al 
quale  è  un  gran  pozzo  con  parapetto  do- 
decagono di   marmo  rosso  intaglialo  .  Ad 
ogni   angolo   corrisponde   all'  esterno  una 
«oloaaetta  basala  sovra  aUreiUixti  costo- 


e  olleg*  Gregoriano  j;3c) 

Ioni   ìnteiui  e  Le  vanno   a  terminare   in  ar- 
co  di   se/jtoacuto  .   Il   pozz(»  mosiia   V  epo- 
ca  della    eiezione   della    laLbrica  .   Poste— 
rioJ  e  è  1*  ornato  delle  6  colonne  dello  stes- 
so   mairro    losso   nostrale    che   fio.stengono 
un'  ajdiitrave  e  coj  nic.  dorico   esagono  di 
traveitino  con   fjegio  di   marmo  rosso,  il 
quale  a   scolpito  di   dentJO  „  JVeapolecne 
Comilulo    Epo-    Pei  usino  Et    Lamentio 
Montis  Morcini  Abb.   Svperioribiis  An^ 
no  Doni,  cioioxcvi   ,,  cai  di  {\x^\\,,Accjua 
I       Sapientiae  Salutari PotabisEos  ISec  Am-' 
plius  Sitient  Sed  Fiet  In  Eis  Fons  Acquea 
iSalientis  In    Viiam  AEternam  ,,  —  Nel- 
la palle  australe  del  cortile  è   la  bellissima 
Cappella  .    Ha  la  volta   di   sestoacu- 
to   con    cordoni   basati   sopra   di   6  piloni  • 
E*    dipinta    ad    arabeschi     alla    tedesca    da 
Pietro   Carattoli  .   Nelle  lunette  delle  pa- 
reti  lateralmente  alle   finestre   e  a   capo  e 
a     pie   della   Gap.  ,     e  nei  riquadri    delle 
stesse  pareti  ,   sono   dipinte  a    fresco    del- 
le boschcrecce  e  delle  campagne,  opere  pre-' 
giate  dì   Alessio  De-marchis  fatte  T  anne> 
ijSg.   L'  Alt.    ha   un'  ampio  ed  eleg*antis* 
simo   ornato  di  legno  intagliato  a  corni- 
ci   ed    arabeschi  di    bassorilievo  dorati   su 
fondo  azzurro  ,  costruito  1*  anno  sud.  Con- 
tiene una  eccellentiss.   e  rara  tavola  in  cui 
è   mirabilmente  dipinta    la  V.   col  B.   se- 
dente in  magnifico   seggo  di   oro  con  due 
Angeli  che  la  incoronano  ,  e  ai  lati  in  pie- 
di s.  Gregorio  magno  e  s.  Nicolò  di  Ba- 
li 2 


7  fo       Detto  la  Sapienza  Vecchia 
li  .    L'  Orsini    attiibui    qu.   tavola   al   fam. 
j4udrca   Luigi  detto  \  lììgcgno  ,  e   non  si 
avvide   che   nel   lenibo  del   manto  della  M. 
e  noisiio, , Dominicus  pinxit  an  MDXflll^ 
E   clii  può    essere   qu.  pittore   se   non   quel 
nostro   Domcìiico   di   Paride   jdlfani    che 
l'u  uno  d»:i   più  egregi   discepoli   di  Pietro  , 
e   che   appunto  fu   nel   suo  più  bel   fiore  al 
tempo   segnato    nel   quadio  ?    (   AJar,   Utt, 
yit.  p.    i>c)7   )  .    Ci   fa   meravigiia    che   qu. 
osvvervnz.    sfuggisse   anche   al   Maiiotti   che 
pur  riferisce   altie    opere   amniii abili    dell* 
insigne  Aiti^ta  .    La    gradinata   e   la    men- 
sa  con  arca   sottoposta  sono   anch'  esse^  in- 
tagliate  in   legno   e   colorite  a   marmi   con 
cornici  ed   altri  ornamenti   coperti   di   fino 
oro  come  quelli   di   tutta   la    macchina   che 
noi    crediamo   lavoro    del    nostro   Agretti  . 
— •  Le     pareti   a    basso   hanno    un*   ordine 
di    seggi   di   noce  ,   e  la   estrema  ,   in   alto, 
una    orchestra   che   servia   ancora  di  coret- 
to  ai   convittori  .  —  Alla    parte   orienta- 
le del   cortile   si   estende   un*  ampia  SALA 
anch*  essa    a   volta  e    a   cordoni  basati    su 
di   8  pilastroni  pentajSjoni   con  capitelli   ir- 
regolari .  Era  luogo  di  ricreazione  agli  A- 
]unni,e  qui  sì  adunavano  le  2  celeh  .//cr<?- 
dcniie    fondate   dai   giovani  del  collegio   il 
i    g^^-     1067    i^Atitolate   la    Insipida    e   la 
Eccentrica  .   Avea   la  prima     per  impresa 
molti  fiumi  che  entrano  nel  Mire   col  mot- 
to Hinc  sapiiint  ,  e  1*  altra  ,   la  Luna   nel- 
la   sommità  dell*  Epiciclo  col  motto  „  /?e- 
lardat  non  rethrait  .  Si  sa  che  i  giova- 


Teatro  de  ir  accademia  ^4^ 

ni  slessi  in  varj  tempi  vi  rappresentaro- 
no ancora  delle  produzioni  drammaiiclie  . 
(3)   Pi  esentemente   evvi  il 

TEATRO    deir    ACCADEMIA    di 
BELLE  LETTERE  ED  ARTI  .  Fu  isti- 
tuita   quest'   Accademia  nel     1799  1     e  la 
sera  dei   24   di   apr.   di   quell*   anno   fu   a- 
flirta   in   qu.    sala   con  una   prosa   inaugu- 
rale  del   dot.  Annibale   Marietti   pubblica- 
ta  quindi  pei  tipi   del  Baduel,  e  colla  Rap- 
presentazione  del    Giunio   Biuto  Tragedia 
di   Voltaire   .    Col   terminare   del  Governo 
Republicano   ebber  termine  per    allora  le 
azioni   di   qu,   Accademia    ,     e  al  riaprirsi 
del   Collegio     si   dovè   chiudere  il    Teatro 
elle  avea   in   figura   circolare   3    ordini     di 
palchettoni    diyisi     semplicemente    sul  di- 
nanzi  da  pilastri  di  legno  ,  e  il  palco  sce- 
nico, dove  e  come  è  al  piesente  .  Il  Delenj. 
Ap.   oggi  sig.   card.  Agostino  Pavarola   or- 
dinò  che   il   tutto   si  demolisse    ♦   come   fu 
eseguito  .  Venne  allora  quel  materiale  tras- 
ferito ,  e  ricostrutto  nella  sala   terrena  del 
Palazzo  della    Cornia   poi    Ranieri   ultima- 
mente  Baldoni  ,   ove   1*   abbiamo   osserva- 
to ;   qui   rimanendo   unicamente   la   pittu- 
ra  della    volta    consistente   in   varj   festoni 
ed   emblemi   delle   muse    negli    spazj    fra  i 
coi  doni  .   Ma   jovinata   una   parte  di   quel 
Teatrino   mentre   vi   si   rappresentava    una 
comica   azione  la   sera   dei   ->,%   mag.  i8is>, 
pensarono    gli    Accademici   e   i    Dilettanti 
di  tenere   allo/a  i  loro    teatrali    tratteni- 
n  3 


74'ì  ^^  /?e//^  Lett.  ed  Arti 

menti,   enei   carnorale  del    i8i3  prescel- 
sero il    Teatrino   Balìoddi  .   Non  piacque 
ai    Comici   la   ristrettezza  di  quel  Teatro  • 
e  dopo   4   s^^^   recite   ,     lasciarono  di   piii 
agirvi  .  Nel   carnovale  del    i8i4    bramosi 
essi   di     ricalcare    le    scene  ,     rivolsero    le 
loro   mire   a   qu.    Sala    ,    e   riuniti   insieme 
5o   nuovi  Socj   contribuenti  ,    la  richiese- 
ro  al   Rettore   dell'    Università    ,     il   quale 
annuendo   alla   inchiesta  ,    fu  qui    riedifi- 
cato il    Palco     scenico    ,     fu    corredato   di 
nuovi    scenarj  ,   e  a  pie   della    sala    fu  inal- 
zato un  grandioso   palclieitone  .    La   prima 
recita   vi  fu  prodotta  la    sera   dei    4    febb. 
e   da   queir   epoca  ,    interpolatamente  ,    vi 
si   è    sempre   agito  .   Il  locale   e   capace   di 
più  di   36o   spettatori  .     Il   refettorio  e  le 
sue  retrocamere    apprestano  sufficiente  co- 
modo agli  Attori  per  prepararsi  alle  azioni. 
Nelle    C amere  del  Rettore   al  primo 
piano    si    scorgono    appesi    i    Ritratti    di  al- 
cuni  prestanliss.  Soggetti    che  furono  con- 
vittori  in   qu.   Collegio    ,   con    sotto   i  re— 
spettivi    nomi  .   —  Neil'  uscire   dal   Colle- 
gio s   battendo   a   diritta    la  Via   della    Cu- 
pa ,   s'  incontra   una   Maestà   ove  è   dipin- 
ta  la   M.   col   B.   s.   Gieg.   magno   s.  Ago- 
stino  e    s.  Nicolò  ♦  per  opera  di  Antonma- 
ria    Garbi   .    Fu   fatta    qu.    pitt.    circa    l' au. 
1760  per    Oì'dine   dei  Superiori   del  Colleg. 
e   fu  posta  presso   all«    Cantine   dello  stes. 
Colleg.  ,    forse   per    raffrenare   in   qualche 
^odo     le   intemperanze     di  chi     le  avesse 
frec|uei,ute  •  —  Nella 


Ch.  di  S.  Sì.  della  ralle  ^43 

VIA  della  CUPA  ,  di  cui  trovasi  fat- 
ta menzione  nei  nostri  Aanali  fino  dai 
^iù  remoli  tempi  colle  barbare  parole 
Contro  La  Cupe  ;  sono  da  ammirarsi  le 
solidissime  mura  ,  continuazione  delle  an- 
tiche etruscbe  ,  sempre  qui  rimaste  nel 
loro  primiero  stato  senza  aggiunta  di  al- 
tre fabbriche  ,  come  altrove  .  —  Presso 
al  ripiegamento  di  qu.  mura  verso  Por- 
ta  S.    S.   è   la 

CH.  di  S.  MARIA  della  VALLE  deU 
la    Compag.     de    Muratori  .     Anch'   essa 
ò    una   deli    antichissime   di   qu.  Città  .   E' 
noto   che  nel   sec,  XI   la   possedeano   alcu- 
ni  Eremiti  ,    che   quindi   vi  ebbero  il  lo- 
ro  Convento   i   Carmelitani   venuti  in  Pe- 
rugia    poco    dopo     quel    secolo    ,  da     cui 
ne   partirono  prima   della   metà   del  secolo 
XIV  .    (i)  Da  poi  fu   eretta   iu  Parrocchia 
nel    quale   stato   continuò   fino   al    ij733    ia 
cai   il    vesc.   Ferniani   con    decieto  del    io 
ottobre   la  riunì  alla  parr.   di   s.   Angelo  . 
Qu.   eh.    colle   annesse    case   fu    acquistata 
dal    ceto   del  Muratori   i  quali  avendo   fon- 
data   la     loro   Compagnia   nella     eh.    di    s. 
Angelo   della  Pace   in   P.   S.   fin   dal    1678 
coir  approvaz.  del  vesc.  Bossio  ,  e  nel  1626 
avendo    fissato    la   loro    sede    nella    eh.   di 
s.    Maria  del   Popolo  :   qui   finalm.    si    sta- 
bilirono nel  inGo.  Riedificarono  essi  la  eh. 
circa   Tanno    1771  ,   minacciando  estrema 
rovina  ,   e   la   dedicarono   al   loro   protetto- 
re   s.   Marino  .    Si    serbano    tuttavia    nella 
parte  posteriore  verso  levante  le   reliquie 


-44  ^''-  di  S.  M-  della  Falle 

(Iella  sua  anlichità  .  Siccome  avea  il  sue 
anabatro  o  suggesto  sopra  molti  gradini 
per  cui  si  ascendea  ali*  alt.  mag.  ;  così  die- 
tro al  medcs.  avea  una  nicchia  o  muro  se- 
mlcirc.  che  ancor  rimane,  sebbene  la  eh, 
alquanto  limpicciolita  siasi  oia  posta  'n\ 
piano  .  Vi  si  scorge  ancora  una  porzione 
di  antica  muraglia  esteriore  tutta  ,  come 
il  sud  muro  circolare  ,  incrostata  di  pie- 
tre quadre  bianche  e  rosse  .  Vi  si  veg- 
gono alcune  finestre  lunghe  e  strette  al- 
la manierj  gotica  .  Ghiudci  forse  qu.  por- 
zione di  muraglia  o  una  cappella  o  la  sa- 
grestia .  La  moderna  eh.  a  un  volto  a  bot- 
te a  6  fasce  che  basano  sopra  un  corni- 
cione e  12  pilas.  dorici  .  La  primaria  pa- 
rete è  a)icora  mancante  di  un'  ornato  ne- 
cessario ali  ara  principale  .  Evvi  appeso 
entro  ad  un  piano  intaglio  di  tavola  di- 
pinta una  tela  ove  da  Simone  Ciburri  fur. 
efGgiati  in  alto  la  V.  Assunta  fra  gli  An- 
geli in  atto  di  suonare  musicali  strumen- 
ti ,  a  basso  i  12  Apost.  intorno  alla  sua 
tomba  ,  e  nelle  estremità  angolari  del  qa-  <\ 
dro,  s.  Lorenzo  e  s.  Carlo  Borromeo  .  Fu 
questo  quadro  forse  fatto  dipingere  cir- 
ca il  i6i2  in  cui  lo  zelo  del  vesc.  Go- 
mitoli promosse  in  Pe^ì^ugia  un  culto  par- 
ticolare verso  il  santo  Caid.  arcivescovo  . 
Il  s.  Lorenzo  indica  il  dominio  che  avea 
di  qu.  eh.  la  Cattedrale  ,  e  T  Assunzione 
di  M.  ,  i'  antichiss.  titolare  della  eh.  ,  per 
cui  fu  arricchita  di  molte  indulgenze  nel 
giorno  di  quella  solennità  .  jNel  li  com- 


I 


Ch.  di  S.  M.  della  Valle  ^45 

paitimento  a  destra  è  un'Alt,  fregiatoci* 
intagli  di  stucco  ,  fra  quali  è  un  quadro 
con  s.  Maiino  estatico  alla  visione  di  uà' 
Angelo  .  Era  in  s.  Maria  dei  Popolo  ,  e 
da  quel  parroco  fu  lestituito  alla  Com- 
pagnia con  ordine  del  prel.  Macedonio  vi- 
sitatore apost.  dell  Osped.  maggiore  ,  il 
dì  27  gen.  1773.  —  Alla  sinistra  della 
eli.  è  r  antico  Chi  osti  o  con  miseri  avan- 
zi allo  intorno  della  religiosa  casa  che  un 
tempo  vi  esistea  .  Vi  si  seiba  ar  cora  1' 
antico  Campanile,  ov*  erano  2  campane, 
fusa  r  una  nel  1490  col  nome  dell'auto- 
re MarioUus  C rescimheni  Periis.  e  que- 
sta fu  trasportata  dal  parr.  Amoni  nel  cam- 
panile di  s.  Angelo  nella  circostanza  del- 
la riunione  delle  2  parroccliie  ;  fusa  Tal- 
Ira  nel  1492  colla  stessa  iscrizione  •  Di 
essa  se  ne  ignora  l'  esito  • 


746 

INDICE 

DEGLI    ARTICOLI     CONTENUTI     IN    QUESTO 
SECONDO      V0LU3IK 


L'  asterisco  indica  i  luoghi  oue  con^ 
scrinasi  alcun  oggetto  pia  degno  della 
Ossen^azione   specialmente  de  Forestieri 

DESCRIZIONE     DEL     RIONE      DI 

PORTA  S.  PIETRO 

Vìa  della  Pesceria  pag.  45  ^'  Monte  di  Pietà 
ivi,  eh.  di  s.  Giuseppe  ,  452.  Ch.  ed  Osped  • 
di  s.  Maria  della  Misericordia  454*  Arco  ài  Sé 
Ercolano   4^4» 

*  Ch.  di  s.  Ercolano  4^4»  Via  Papale  i']^* 
Palazzo  Rossi  Scotti    474' 

*  Palazzo  della  Penna  475.  Ch,  di  s.  Cro- 
ce 479-  Fonte  rossa  482  Palazzo  Meniconi  4^3 
piazza   di   s,   Domenico    4B4« 

*  eh.  di  s.  Pietro  inart.  484.  Chiostro  di 
S.    Domenico    e   antica  ch.  di  s.    Stefano    4^6. 

*  Ch.  della  Confrat.  di   s.    Domenico  4B8. 

*  Ch.  e  Conv.  di  s.  Domenico  49^»  Palaz- 
zo della  Inquisizione  53i.  Ch.  e  monist.  di  s. 
Maria  delle  Orfane  Cappuccine  532.  Osped.  del- 
la Confr.  di  s. Domenico  533.  Ch.  e  monistero 
delle  Colombe  534.  <  h,  e  monist.  di  s.  Maria 
Bladdalena   556,  Ch.    di   s.  Maria  di  Colle  539  . 

*  eh.  della  Confrat.  di  s.  Pietro  apost.  544- 

*  Porta  detla  di  s.  Pietro  546.  Ch.  di  s. 
Giacomo  548.  Osp.  del  Coli,  del  Cambio  549. 
Ch.  e  Conv.  di  s.  (Girolamo,  ivi  .  Porta  detta  dt 
S.    Girolamo   555.    Ch.  della  ss,  Trinità  55;. 

*    Ch.  di  s.  Costanzo  558.  Porta  d.  di  s.  Co- 
stanzo  564»  Giardino  pub.  d.  il  Frontone.  566. 


*  eh,  e  monìst.  di  s.  Pietro  5^0  Gli.  della 
Madonna  di  Braccio  6io.  Ch.  e  Conservat.  del- 
le Derelitte  612.  Ch.  e  Ori'anotrofio  di  s.  An- 
na 6ì4'  Via  di  s.  Anna  617.  Porta  det(a  di  s  * 
Carlo  619,  Via  LomcUìua  •  «V/ .  Cappella  dell' 
Annunziata  621.  Officio  della  Comp.  di  s,  Mar- 
tin© 622,  Palazzo  Antinori  &i%  Piazza  Rivaro- 
la  627. 

*  Porta    Marzia   629. 

*  Cittadella  Paolina  63i.  Via  Riaria  6^)8. 
eh.  di  s.  Lucia  d.  di  Colle  Landone  .  ivi  .  Pa- 
lazzo  Monaldi   640. 

*  Palazzo  Baglionì  642.  Palazzo  Florenz 
644»  Cappelletta  di^U' Annunziata  in  Sopramuro 
646.  Via  de'Cappellari  .  ivi  .  Via  Nuova  647  * 
eh.  di  s.  Maria  del  Popolo  Avi  .  Palazzo  Bilde- 
schi  65 1.  piazza  del  Corso  652.  Ch.  di  s.  Isi- 
doro 65").   eh.  di  s.  Maria  del  Riscatto  654. 

*  Palaazo  Douiai  655.  Palaazo  Patrizj  6$o^ 


:48 


DBSCRIZtONE    DEt    RIO«E    Bt 

PORTA    EBURNEA 


*  I.  Palazzo  Graziani  66 1.  IL  Palazzo  Gra- 
zianl  664.  Accademia  de'  Filedoni  o  Camere  di 
conversazione    .   ivi  . 

*  Teatro  del  Pavone  6(5'^,  Palazzo  dell'Ac- 
cademia  del  Casino  672.  Ch.  dei  ss,  Stefano  e 
Biagio  683.  Gli.  del  SufFragio  674,  Ch.  di  s.  Cri- 
spino 675. 

*  Palazzo  Ansidei  676.  Via  del  Circo  678. 
Collegio  Pio.  ivi  .  Collegio  Bartolino  og^i  Ca- 
serma de'  Caral)inieri  681.  Cli.  di  s.  Savino  682. 

*  Circo  683.  Porta  dei  Rastello  683.  Piazza 
del   Mercato   686.  Ch.    e   Monist.  di  s.  Giuliana 
687.  Strada  Nuova  696.  Colle   di     Prepo    697, 
Fonte  di  Veggio  698. 

*  Torre  di  s.  Manno  701.  Porta  Eburnea 
707.  eh.  d.  s.  Giacomo  708.  Via  Pai  rione  710. 
Chiesa  e  Convento  di  s.  Spirito  ivi  .  (chie- 
sa di  s.  C'crgio  717.  Giardino  B'^tanico  Sor- 
belh»  718.  Osped.  degli  Invalidi  719.  C'ì,  c  Mo- 
jiist.  delle  Convertite  ivi  .  Ch.  Os\y.  e  C^^nw 
Al  s.  Gio.  di  Dio  721.  Arco  delja  Mmdorla 
723.  Ch.  e  Monist.  di  s.  Maria  delie  Povere  723 
Ch.  della  Confrat.  della  ss.  x4.nnunzlata  727  . 
Abitazione  dell'  Autore  731.  Ch.  Par.  di  s.  An- 
gelo di  P.  E.  733. 

*  Collegio  Gregoriano  o  Sapienza  Vecchia 
737,  Teatro  dell'  Accad.  di  B  Ile  Lettere  ed 
Arti  741.  Via  della  Cupa  743.  Ch.  di  5,  Maria 
dt;Ila    Valle  •  ivi   • 


DESCRIZIONE 

TOPOLOGIC  O-ISTORI  e  A 
DELLA    CITTA- 

DI   PERUGIA 

ESPOSTA 

NELL*    JNNO    CIO.   IO.    CCC.  XXIX 

DA  SERAFINO    SIEPI 

Professore  Emerito  di  Eloquenza  e  Poesict 
Nel  Patrio   Ginnasio  di  essa  Città 


PARTE    TOPOLOGICA 

FOLUME   II. 

PAP.TE       II. 


PERUGIA 

DALLA     TIPOGRAFIA 


DESCRIZIONE  ^^' 

DEL   mOìiE    Dì  PORTA   S.    SUS^J^I^é 


JL    ochi   passi   lungi     dalla   Gh.   di   s. 
Maria   della  Valle  ,    all'   angola    occideut. 
che  forma   ripiegando  la  Via   della  Capa  , 
s*   incontrana    2    strade     che  mettono    uel 
Rione  di  cui  incominciamo  a  parlare  ,  ul- 
timo    neli'   ordinata  giro    degli  altri    che 
abbiamo   intrapreso    ,     ma   forse  non  tale 
rapporto   alla   sua   antichità    <      se  vogliaci 
prestar   fede   al   datti    (  Perug.  Etrusc.  /. 
3»;?.  87  ).ein  rela/.ione  alla  nobiltà  e  ma- 
gnificenza   d^li   edifiz}    che   in   essa   con- 
tengonsi  ,   Fra  le   d.   2  strade  è  una  linea 
di  case  .    Neil*  angolo    della  prima  che  e 
termine  delia  via  della   cupa»  in  prospet- 
to  alla   medes.   via.  scorgesi   una    Maestà  , 
0   inimag.   d.   la   Madonna     di    S-   Bene- 
detto .  E*  una  rozza  pittura   a  fresco    ri- 
spettabile  pev   la   sua   antichità  ,     manife- 
stando  a  chiaris.  indizj   essere   opera.  dcUa 
fine   del  sec.  XIII  o  del  princip.  del  XIV. 
Rappresenta  la  V.   col  B*  in  braccio    ,    e 
in  atto  di  calcare  il  v^erpente    infernale  , 
avendo  ad  ambi  i  lati  le  fig.   intiere  di  s. 
Frane,  di  Asisi  e  s.  Ant.   da  Padova    ve- 
stiti  nella   medes.  guisa  di  color  giallastra 
cupo   tendente  al  nero  .  Prende  la  dt^nomi-- 
naz.   dì  s*  Benedetto  perchi   spellante   il& 

a  ^ 


762      Cìi.  dei  ss.  Croce  e  intonino 
tempo  alla  prossima   eh.   abhazlale  di   qn- 
titolo  .  Si  chiamò  ancora  la  Madonna  dei 
Torcitori  ,  perche  restaurata  prima    della 
mcih  del   sec.   XVIII  da  Gio.  Batt.   Ceni- 
.sichini   che   avea   ad  essa  prossime   e   V  a— 
hJtazione  e  le   officine  e  macchine  da  tor- 
cere la  seta  .  (i)  — -  Proseguendo  il  cam- 
mino  nella  strada  a  diritta  ,  si   giugno  al- 
la volta  sopra  di  cui  è  il  Palazzo  BOR- 
GIA-MANDOLINI ,  e  contiguo  il  Palaz- 
zo BATTISTI  .  —  Divergendo   quindi  a 
sinistra  lungo  la   strada  detta   dei  Priori 
verso  quella  di  j.  Francesco  y  s'incontra  il 
Palaz.  BONGAMBI  ,  la  di  cui  por- 
ta e  finestre  ia  2    ordini  simmetricamen- 
te  di-^poste  ,   sono   fregiate  di  buoni  inta- 
gli di   travertino  .    —  A  lato  di  esso   è  uu 
vicolo   che   conduce   alla 

CH.  Parrocch.  DEI  SS.  GROCE  e 
ANTONINO  .  Furono  queste  due  parroc- 
chie riunite  1'  anno  1802.  Si  à  memoria 
della  esistenza  della  eh.  di  s.  Grocc  fin 
dal  1199.  (i)  Dipendea  dal  monastero  di 
s.  Pietro  di  Gubbio  ,  ma  nelT  anno  sud. 
passò  per  concordato  sotto  la  immediata 
giurisdizione  del  Vescovo  .  La  sua  fab- 
brica è  nello  stato  in  cui  fu  forse  nella 
sua  prima  erezione  ,  o  certo  non  ebbe  mai 
restaurazione  che  la  cambiasse  di  aspetto  . 
E'  un  quadrato  cui  sovrasta  il  tetto  so- 
stenuto da  cavalloni  .  Ha  tre  altari  .  Nel 
maggiore  fra  un*  ornato  di  legno  dipin- 
to che  divide  la  eh.  dalla  sagrestia  ,  è  un 
pregevole  Grocc&sso    intagliato    in  legno 


Conscì^^atorio  Benìncasa  ^753 

da   Eusebio   Bastoni  .   L'Altare   a  destra  à 
un   quadro  rappresent.   la  Invenzione  del- 
la Croce  coi  ss.   Elena    Macario    Caterina 
m.  Francesco   di  Asisi  e    altre   figure  dei 
seguito  della  Imperadrice  .  E'  opera  me- 
diocre  d*  incerto  .   Sul    gradino  si  venera 
una  immag.  prodigiosa  di  M.  della  Mise- 
ricordia ,  in  carta    miniata  .   L*  Alt.    a    si- 
nistra ha  un   quadro   con  un'    antica  im- 
nia»-.  di   s.    Donnino   vestito  di  abito  che- 
licale   o  religioso   oscuro  e  avente  in  ma- 
no un  calice,  la  quale  irnmag,  ,  come  in- 
dichiamo altrove  ,  si   conservava  nella  sa- 
grestia di   s.    Antonino  .   (2)   Sul  gradino 
di   qu.  altare   ò   la  immag.   di  s.  Disma  d. 
il  Buon  Ladrone  crocifisso  con  G.  C.  di- 
pinta da  Vincenzio   Monotti  .   Si    conser- 
vano pure  in   qu.   eh.   i  quadri  dei  3   alt. 
eh'  esi^tcafio  in  quella  di  s*  Antonino  so- 
ppesa nel  I  82  I  {y.  V Annoi,  2  )  ,  cioè  il  qua- 
dìo  col  Crocifisso  s.M.Maddal.  e  s.  Antoni- 
no  ni.  ,  che   era  alT  alt.   laag.  fra  2    trian- 
goli dov*  è  espressa  T  Annunziazione  ;   il 
quadr©  colla  V.  immacolata   tra  i   ss.   Gio. 
Bat.  Elisabetta   Caterina  ?.  m.  e  Nicolò,  e 
inferiormente   s.    Francesco  che  riceve  le 
stimmate,-  e  finalmente  il  quadro  con  s.  Pa-- 
squaleBaylon  in  atto  di  contemplare  la  Eu- 
caristia .  —  Dal  vicolo  di    s.  Croce  si  pie- 
ga air  altro  del 

CONSERVATORIO  BENÌNCASA 
e  Ch.  di  s.  Benedetto^  della  Cupa  .  Fa 
qu.  per  alcune  fanciulle  povere  istituito 
nella  propria   casa   per  testamentaria    di- 


ySi         Consertante  rio  Benincasa 
Sj'osizionc   dei   g   agosto    IJ702    da  Miche- 
langelo Beuiucaoa  uliimo  di  sua  nob.   fa— 
iiìiglia  riiDio   poi    il  18  giugno   1716  •   La 
sua   formale   eif.zione  avvenne   nel    ijrSa    « 
e   .si   mantiene   colle  readite   al  niedes.  la- 
sciate di:!  Beuincasa  .  Il  Vescovo  ne   è  su- 
pc^.'Iorc   e  ne  modiaca  le  leggi  alla    oppor- 
tunità   .     Le    fanciulle     che    vi  rimangono 
dalla   tt?.   di   anni   12    sino   a    clie    trovano 
Tiilogamenìo  ,     sono  dirette   da    una    Mae- 
siia   cbe   indegna  loro  le   aiti    convenevoli 
a   fenìmina  ,  e  le  istruisce  in  tuttcciò   che 
appai  tiene  ad  onesta  e  cristiani   educazio- 
ne .  Il  vesc.   Odoardi  nel  1777  ^^^^^  com- 
pera di  alcune  case  ed    orti    che  spettava- 
no al  priorato    dì    Roma  dei  Cavalieri  Ge- 
rosolimitani,   eia    eh.  di  s.  Benedetto  ap- 
partanente  al   d.    ordine  ;    e  con   un  ìiuo- 
vo  circondario    di    n:ura   fatto    nel  1784  % 
gli    die   forma  di    casa  religiosa»  e  gli  pre- 
fisse la    clausura  dipendente  però    dal  Ret- 
tore 0  Amministratore  pro-tempore.  Dell* 
anzid.    acquisto    apparisce    V  atto    in    una 
lapide  di  marmo  rosso  posta  sopra  la  por- 
ta della  eh.  e  che  a  la  seguente    memoria  . 
,  Ex  Avctoritate  Pii  VL  Pont.  Max  Jo- 
an.  Bapt^  S-  B.  E.  Card^  Rezzonico  Ma- 
gn\>s    Ord.  Hier*    Prior  In  Vrbe   Hcrtos 
Cvm  uSdìhiys  Et  Coherent.Eccles^  S »  5e- 
nedicti  De  d'pa  Ad  Jvra  Prioraty  sPer-- 
tì'nent.  T'^irginibvs  Provì^i^'^  De  Bónincasa 
Vcndidit  Solo  Abbattali  Tiudo  Sibi  Sv 
isq^Q  Svccessorìb\'s   Recewato    Et    C on-- 
venta  Ab  Aiojdo  Travdgio  Pvblicis  Lit-- 


Conseì^'atorio  JSenincasa        ^65 
Zerìs  Consignari  Jvssìt  XV^  JLaL  Octoòr- 
MDCCLXXVII^  .  „  Quest'  Bnticlns.  Ch. 
trovasi  nominata  fin  dal  1027.   come  sog-* 
getta  al  monist.  di  S.  Pietro  dal  quale  pas- 
sò   poi    alla  Religione  Gerosolimitana  pel 
priorato  di    Roma,  non  si  sa  precisamente 
in  qual*  anno  ,  (i)  E*  dessa  edificata  sulle 
mura  etruscte  della  Città  e  conserva  anco- 
ra la    prisca    sua  forma  ,    bencliè  si  abbia 
qualche  indizio  clie  la  più  antica  fosse  in*- 
feriormente  alla  presente  con  volta  a  ma- 
niera  gotica  .  Comunque  sia  anohe  la  più. 
moderna   fu  più  volte  restaurata  ,  e  ulti— 
mamente  nel    1817  »  per  opera  del  retto- 
re  ed  economo   deli*  istituto    sig^  d    GiOo 
Francescbini  parroco  di  s,  Giacomo  del- 
le  Cinque  Piaghe  ,  Ha  una  travatura  ba- 
sata    5opra    2  ardii   di    sestoacuto    soste— 
filiti  da   4  piloni  con     capitelli    dorici  di 
stucco  .    L   unico    suo    altare   (  dietro   del 
«^jndle    ninrala    è    nn'  antica    nicchia    spor- 
gente   al  di  fuori   e   vestita    delle  medesi- 
me pietre  riquadrate   che  incrostano   tut- 
ta  la  vecchia  rHuiaglia  )  ha  un  quadro  con 
G.   C.  morto  deposto  in   grembo   alla  Ma- 
dre  s,   M.   Maddalena   e   s.   Gio.  ev.  E'  co* 
pia  di  Benedetto  Cavallucci  ,  Ai  lati  dell* 
altare   sono   ^    quadretti  con  s.   Anna   ^.  il 
sacro    Cuore   di   Gesù  ,    e    nella  parete  in 
faccia   alla  porta   che    è   laterale,   uu*anti-^ 
ca  immagine  prodigiosa  dell'  Ecce  Homo 
L*  abitazione  quantunque   non  troppo  fe- 
licemente   ordinata,    ha   comodi    sufficienti 
oou  men  pei  lavori  che  per  gli  usi  di  una 


756  Conseri'dforio  Beìiiìicasa 
vita  regolare  .  Evvi  pure  un*  orlo  clie  ser- 
ie alle  nlunue  di  utile  e  di  delizia  .  —  Pro- 
gredendo per  la  medes.  via,  se  ne  vede  un' 
aitici  a  sinistra  ,  ov*  ò  la  soppressa  Ch,  di 
s.  u4ntoniiio  o  Donnino  ,  di  cui  veggasi 
r  u4nnot>  2  air  Ait.  ss»  Croce  e  Anto- 
nino .  —  Pvimpetto  a  qii.  eli,  ù  la  casa 
di  cui  si  ha  costante  tradizione  ,  che  vi 
abitasse  il  cel.  nostro  pittore  Pietro  Van^ 
Tìucci  ,  siccome  più  diffusamente  diciamo 
nella  stessa  Annotai,  la  uno  delle  sue 
mura  interne  esiste  ancora  una  intera  e 
Lelia  immagine  di  s.  Cristoforo  che  si  cre- 
de da  lui  dipinta  a  fresco  in  memoria  for- 
se di  suo  padre  che  portava  un  tal  nome  . 
—  Poco  sopra  alla  d.  eh.  è  l'Abitazione 
della  famig.  C amilletti  che  possiede  ere- 
ditate alcune  belle  pitture  notate  dall'Or- 
ftini  neir  abitaz.  della  fu  nob.  Teresa  Pe- 
rotti  Crispolti  :  cioè  un  quadro  che  rap- 
presr^nta  in  pittura  una  tavola  di  abete, 
come  commessa  in  2  pezzi  ,  e  nel  mezzo 
si  finge  appuntata  con  4  bullettlnc  una 
carta  dipinta  con  un  teschio  che  ha  una 
rosa  accanto  ,  e  il  motto  V^aniias  vani-* 
tatuni  et  omnia  ojajiitas  ,  è  opera  eccel- 
lente del  Barocci  :  una  testa  di  un  gio- 
vinetto, di  Pietro  da  Cortona  :  un  s.  Gio. 
Batt.  che  si  reputa  del  Caravaggio  :  un 
Cristo  alla  colonia  ,  e  una  bambocciata 
con  una  vecchia  ed  un  vecchio  ,  del  Tre- 
T^ìsani  i  ^  abbozzctti  esprimenti  figure  al- 
legoriche ,   di  Simone  Vo\>et  :  2    bei  qua- 


Cappella  degli  Oddi  y^j 

diettl  di   frutta  :  e  finalm.   g  Lelliss.   prò* 
spettive  ,  del  Bihiena  .  —  A  destra   del- 
la  Via   Beniiicasa   si   scende    alla  Piaggici 
delle    Cappuccine  ,  tra  le  antiche  e  mo- 
derne mura  della  Cupa  ,  e  vi  s'  incontra  la 
Cappella  Degli  Oddi  .  Sul   muro  de-, 
gli     orti   della     casa   Degli   Oddi     era   una 
Maestà   forse  dipinta   sul   princip.  del  sec. 
XVIII.   Ma  r  umido   del   sovrastante  ter- 
reno  Tavea   così  difformata,    che   non   era- 
ri rimasta  che  la  testa  della  M.  del  B.  di 
s.  Francesco  e  di   s.   Antonio  ivi   espres- 
«i  in   mezza  figura   entro   un  vacuo  semi- 
circolare .11  di    i3   luglio    1796   si  video 
si  pretese  di     vedere   che   gli    occhj     della 
Mad.   si   movessero  ,     e  accorsero  in  folla 
i  devoti   a  venerare  qu.   avanzo  d'  Imma- 
gine .     La    famiglia    Degli     Oddi     V  anno 
seguente  fece  instaurare  le  figure  ad  An- 
tonmaria   Gi/rhi ,   e  vi   er:esse  allo    intorno 
altre   3   pareti   con    sopra    la   volta  ,     e  vi 
formò    una   Cappellina  ;   come   altra   simi- 
le  ne  fé    costruire   la   famiglia   Donini   ad 
altra  immagine  di  Maria  in   tavola   situata 
nel  muro  del  suo   orto  nella  Via  di  Mon- 
teluci  ,  riputata   anch'  essa  prodigiosa   nel- 
la  d.    circostanza  .    jNIa    quella    Iramng.   fu 
poi   trasferita   nella   eh.  parr.   di   s.  !Marti- 
no  Delfico  nel     nostro   contado  ,  allorché 
i   sigg.   Donini   vendettero   il  d.    orto  .  — • 
Poco  avanti   è   la 

CH.  e  iNIONIST.  DI  S.  CHIARA  del- 
le Cappuccine  dette  di  P,  S.  -5.  Erano 
in   qu.   luogo  2  case   f:d   un'  orto   uniti   ad 


7 58         C//.  e  Mon>  di  s.  Chiara 
una  piccola  eh.  dedic.  a   s.  Mostiola   speu 
tanti  ad  un*  Monist.  di  Canonici  regola- 
ri di   s.  Agostino     dipendenti   dai  Gancxic 
di   s.   Mosti  ola  di   Chiusi  .   La  ConfVater* 
»ita  di    s.  Andrea   detta  poi  della  Giusti- 
zia, 62    anni   dopo  la  propria  ereziontv  ot- 
tenne in  enfiteusi   dai  d.  Canon,  di  Chiu- 
si le  case  nel   lé^ZQ  s    e  nel   i454    1^  ^^^^ 
dal  pontef.   Nicolò  V.  Kestauiata  questa  e 
ridotta  decentem.  ad  u.-o  sacro  ,  dachè  ab- 
bandonala dai   Canon.   Agostiniani  ,     ad-^ 
divenuta  eia  immondo  asilo    di  topi  e  di 
TSgni  ;   si   ofHciò   daUa   Confratertiita   sino 
al   liSyin  cui  passò  a  stabilirsi  nell*  Ora- 
torio  ove  tuttora  à  la   sua    ragguardevole 
residenza    Die  frattanto  in  pegno  nel  i53g 
per  una  certa  somma  qu.  locale  di  s.  Mo- 
stiola  a  Francesco  di  Mariotto  Boncambic 
indi  ricuperatalo  ,    il  die   nuovamente    ini 
pegno  a  Fabio  Mansueti  e  Girolama   Ai- 
mellini  sua  consorte  nel  i547  P^^  ^*  som- 
ma  dì    140  fiorini,  ma  nel  mose  di  giugno 
del    i552    lo  donò   ad  alcune    pie  giovani 
che   destinato  aveano  di  consecrarsi  a  DiOf 
riacquistando  il  locale  dalT    Armellini  la 
quale  fu  forzata  ad  uscirne  mediante   Tim- 
pegno  di  alcuni  cospicui  personaggi  di  Ro- 
ma, la   di   cui   mediazione   fu   implorata  da 
GiìoUmo  Gomitoli,  (  v^  Vermig.  Mempr^ 
della    Comp.    della   Giustizia  pag.  4?  ) 
dopoché     fu  rimborsata  del    suo  denaro  . 
S*  interessò  la   stessa  Confraternita  per  la 
erezione    di    questo  Monistero    assumendo 
la  protezione  e  V  assistenza  di  quelle  de- 


eh.  e  Mon*  di  s^  Chiara  mJq 

vote  doane  che  ne  fui'ono  le  fondatrici  , 
e  a  ciò  deputato  avendo  quattro  suoi  con.- 
iratelli  ,  cioè  Carlo  Moniemellini  ,  Stefa- 
no Salviv  Giovanni  Maffano,  e  Panta  Poa-^ 
tani  .  Questi  unitamemente  al  Vicario  del 
card,  della  Corgnia  vescovo  ,  al  sud.  Co** 
niitoìi,  alia  2  pie  dame  Fileue  Cantucci  e 
Vanna  Gomìtoli  Perigli,  e  allo  stesso  Ve- 
scovo Cardinale,  trassero  a  buon  termine 
r  opera  ;  cosichè  ragunate  molte  limosi- 
ne  ,  ottenuti  dal  Pontefice  Giulio  III  al- 
cuni sussidj  ;  potè  sulla  fine  del  i5$2  0 
sul  principio  del  i553  porsi  dal  card.  del«> 
13  Corgnia  la  pietra  fondamentale  di  qu. 
eli.  e  monist  ove  il  detto  Cardinale  la-* 
sciò  il  suo  anello  vescovile  ;  e  sulla  me«- 
là  del  i556  vedersi  se  non  totalmente  per** 
fezioaato  qu.  edificio,  lo  che  avvenne  nel 
:564  *  almeno  renduto  capace  di  essere 
abitato  .  Avendo  intanto  nel  dicembre  del 
i553  Giulio  III  segnato  il  breve  della  suat 
Istituzione  per  religiose  che  professasse*» 
ro  la  più  stretta  osservania  delT  ordine 
di  s.  Chiara  le  di  cui  regole  furono  fis« 
sate  nel  1246  ;  il  dì  8  giugno  dello  stes-» 
so  anno  i556  fecero  nel  nionistero  il  so-= 
lenne  ingresso  le  prime  Religiose  in  num* 
di  20  .  (2)  Colle  molte  limosine  e  eoa 
qualche  pio  lascito  si  aggiun^^ero  poi  mol-< 
le  comodità  al  monastero  .  I  pp.  Scalzi  a 
benefizio  dell*  orto  gli  donarono  un  poz- 
zo con  una  sorgente  perenne  situata  ap- 
presso alla  loro  nuova  eh.,  condiicendo  T 
acqua   ia  canali  di  piombo  per  gli  orti  dei 


760  Cli'  e  Moti,  di  s.  Chiara: 

conti   Degli  Oddi   coli'  ajnto  e  soprainten- 
deuza  del   co.   Pietro  Bagiioni   ed  Alessan- 
dro  Eugenj  .   Nel    16Ò9   il    vesc.   Marcan- 
tonio  Oddi  avendo    ottenuto  dalla   Came- 
ra Apostolica     il   monast.   di  s.  Benedetto 
fuori     di   P.    S.   detto   poi   s.   Ermiuo  ,     ne 
applicò   il  prezzo  per  costruire  le  celle  del 
dormitorio  in   qu.   convento  ,  come   ne  as- 
sicura la  iscrizione   in   marmo  1  osso   situa- 
ta  nel  piccolo  parlatorio  .  JN'el  i^i3  fu  am- 
pliata la  infermeria  ,  essendo  stato  accorda- 
to dai   magistrati   il   locale  prossimo  e  so- 
pra   una    casa    adjacénte    alla    porta    della 
Città  ,  con   loro  decreto  del    i3  die.   1712. 
Considerabili   somme   furono  pure   impie- 
gate  pel    risarcimento   di   qu.    monist.   nel 
1814   ^    IO,  allorché   fu   desso  ripristinato 
•^   riaperta   la   eh.   il   sabbato   s.   del   d.  an- 
lio    18 15   (3)  ,   molte     delle  quali    furono 
contribuite   dal  cav.  conte  E.inaldo   Kanie- 
ri   beneiner.   protettore  ed  agente  di   que- 
sto  sacro   stabilimento  »  morto   nelT  otto- 
ire  del  1819.  Il  piccolo  tempio  spira  quel- 
la povertà   unita   alla   decenza   che   è   pro- 
pria  di   qu.   religioso   isiituto  .  E'   a   volta, 
e   la    sua   facciata  principale    è    coperta   da 
3   cjuadri  di  Giacinto  Boccanera  .  In   quel- 
li) di  mezzo  ,  che  è  pur  dell*  alt.  ,  è  espres- 
sa  s.   Chiara    che   atterrisce  i  Saraceni   col 
mostrar  loro  V  Eucaristico  Pane  ;  nel  qua- 
dro a  destra  in  forma   di  quadrante  per  se- 
guire r  andamento  della  volta  ,  è   rappre- 
sentato s.   Giuseppe  da  Leonessa  ,  e  a   si- 
nistra s.  Fedele  da  Sigmaringa   recati  in 


Ch,  e  Man»  di  s»  Chara  ^6i 

gloria  dagli  Angeli  .  In  fondo  ali*  uno  e 
air  altro  si  veggono  in  lontananza  i  sup- 
plizj  ch'essi  sostennero  per  la  Fede  .Nel- 
la parete  estrema  sono  altri  2  quadri  di 
simile  dimensione  ,  colla  V.  che  presen- 
ta il  B.  a  s.  Felice  da  Cantalicio  ,  in  uno  , 
e  neir  altro  ,  s.  Ant.  da  Padova  .  L'Alt. 
laterale  ha  un  quadro  col  P.  Eterno  la 
V.  Immacolata  s.  Francesco  e  s.  Bernar- 
dino da  Siena  .11  p.  Carlo  Baglioni  che 
tesse  la  storia  di  qu.  monist.  ,  dice  che  il 
d.  quadro  fn  donato  dal  ven.  servo  di  Dio 
fr.  Bonaventura  terziario  francescano  che 
morì  neir  eremitorio  del  Sasso  a  Casti- 
glioncello  diocesi  di  Chiusi  ,  ma  tace  P 
anno  e  P  autore  .  Sotto  la  mensa  delTalt. 
masf.  si  conservano  le  ossa  di  s.  Giulia- 
no  m.  donate' dal  vesc.  Oddi.  Molte  in- 
signi reliquie  si  custodiscono  pure  entro 
un  grande  armadio  in  un*  ampia  sala  del- 
la clausura  detta  perciò  Stanza  delle  He-- 
liquie  .  (4)  Nella  cappella  della  Inferme- 
ria venerano  con  particolare  culto  le  re- 
licriose  una  immagine  della  V.  in  tutta  fi- 
gura  assai  prodigiosa  .  Credesi  pittuja  del 
Bandiera  .  Piimase  qu.  immag.  esposta  nel- 
la eh.  di  s.  Teresa  dal  181  i  sino  al  ri- 
pristinamento  del  monistero  ,  per  impe- 
gno del  pùrr.  di  s.  Stefano  d.  Vincenzio 
Batlaglini  che  la  richiese  al  ministro  del 
così  detto  Demanio  .  (5)  A  manca  della 
porta  che  corrisponde  alP  atrio  del  con- 
'vcnto  ,  entro  al  recinto  destinato  per  le 
converse  ,  è  il  monumento  di  Giacinta  An- 


^64  Ch,  di  s.  Andrea  Ap* 

subborglii  il  di  di  s.  Bara.  ,  avendolo  elet- 
to  per  protettore  speciale  contro  le  gran- 
dini   ,     onde  anche    oggi  iu  d.   giorno   si 
fanno   le   benedizioni  per  la  campagna  dal 
Parr.   di   s.  Andrea    sino   a  s.  Manno  .    (2) 
—  La   Tribuna    è    tutta   vagam.    dipinta,  a 
riquadrature   arabeschi  festoni  e  putti  ;    la 
parete  principale  ha  uno  sfondo     bugna- 
to, e  il   volto  un  sottoinsù  a  colonne,  uno 
dei  primi   lavori  di  Giovanni  Monotti, fat- 
to  nel   1795  .   L'  Alt.  isolato   è  di  traver- 
tino coi  finimenti  di  legno  dorato  e  mar- 
moreggiato   ;     una  delle    ultime    opere  di 
Giacomo  Agretti  .   Sopra  il  gradino   entro 
una  raggiera  è  una  bella  immag.   della  M. 
col  B.,  di  Frane.  Appiani  .  Sotto  la  men- 
sa si  conservano  le  Ossa  tutte  del  b.  En- 
rico re  di  Dacia  morto    nell*   Osped.    dei 
ss.   Cosma   e  Damiano    nei  limiti     di  qu. 
par.  il  dì  i3  marzo    i4i5  .   (3)   Sul  dinan- 
zi  è   un'   antica  immag.  di  d.  Re   in   abito 
di  terziario  francescano  e  giacente    »   che 
esisteva  nell*   antica  cassa  di  legno  situa- 
ta sopra   r  alt.    mag.     e   precedentemente 
sulla  parete  a  destra  di  esso    .    In  mezzo 
alla   parete  principale   è  un'  afresco  entro 
ad   ornamento   di   stucco  dorato  e  marmo- 
reggialo   con    G.    C.   s.   Gio.   Batt.   s,  An- 
drea  e   s.   Pietro  .   Credesi    opera   di  Gior- 
gio Vasari  .   Ai   fianchi  di   esso    sono   due 
ovati  con   s.   Barnaba   e   s.   Susanna   .   Nei 
comparti  della  Tribuna  sono  2  Orchestre 
i   di  cui   parapetti  egualmente  adorni,  han- 
no  un  tondo  con  G.   C.  e  la  V.  in  mea- 


.    Grat.  del  SS*  Sacrarti.  ^65 
za   figura  .  —   Sul  primo   Ah.   seg.   è  una 
tela  con  5.  Galgano   eremila    danese   a  ca- 
vallo cai  apparisce  un*  Angelo  indicante- 
gli   una    gloria  dove  sono    espressi  G.   G. 
la  V.   s.  Gio:  Evang.   s.   Pietro    e  s.  Pao- 
lo ,    e  in  fondo  al  quadro,  un*  eremitag- 
gio per  cui  viene  indicata  la  conversione 
del   Santo    .    Il   dipinse    Benedetto   Caval- 
lucci  nel    17^4'   *   spese  di  Francescoma- 
rla   Ro^a   enfiteuta    de'   beni    spettanti  alla 
eli.   di    s.   Galgano  di   cui   fece   qui   trasfe- 
rire il  titolo  ,   essendo  essa  eh.   nei  limi- 
ti  di   qu.  parr.   come  qui   sotto    vedremo  . 
Neir   ultimo  Alt.    scorgesi    rappresen- 
tato  s.   Pietro  in   atto   di   apprestare  TEu- 
I  caristia   alla  Vergine  ,   varj    Angeli  »   e   in. 
ì  fondo  s.   Gio.   Evang.     —  Il   quadro   dell' 
I  ult.   comparto   offre   s.   Pietro   liberato   dal 
i  carcere  .   Tanto   qu.   clie  il  quadro  dicon- 
!  tro    sono   opere  di  qualclie  pregio,    d'in- 
certo .   Nella   casa  parroc.   si  conserva  un 
bel  quadro   che  per  alcuni   anni   fu  posijo 
air   alt.   mag.   sopra  T   afresco  descritto,  e 
i^appresenta  una   gloria   colla  Verg.   inco- 
ronata dalla  SS.   Triade  ,    s.  Frane.   Save- 
rio 0  s.   Antonio  da  Padova  ,   e   inferior- 
mente le  Anime  purganti  .   Contiguo  a  qu. 
cbiesa   è   V 

ORATORIO  della  Compagnia  del 
SS.  SACRAMENTO  .  Questa  pia  Socie- 
la  cbe  avea  anclie  il  titolo  di  s.  Mo- 
stiola  forse  perchè  ebbe  la  sua  prima  e- 
rczione  nella  eh.  di  d.  Santa  che  era  qui 
prossima  come  abbiamo  osservato  (^^.Mon. 


766  Porta  di  S.  S. 

delle  Cappuccine)  si  trova  nominata  ne- 
gli Annali  Decemvirali  sotto  r  anno  i53o 
in  occasione   di  un  sussidio   alla  medesi- 
;na   accordato   dalla  Città  (  Scheda  Ma-^ 
riot^  jir%  J.  Andrea  )  .  Unissi  a  qu«  nel 
Ì721   la  Gompag.  del  Sacramento  istituita 
ÌVL   s.  Antonino   (  a>.  le  Jtnnot*  ali  Art.  j» 
Croce  e  s.  Aiit.  )     Fahbricò  essa  a  pro- 
prie spese  il  predente  Oratorio  nel  site  a 
iei  caduto  dal  parr.  d.  Scipione  della  Pen- 
na dott.  di  Filos.  €  Teolog.  ,  coli'  annuo 
tanone   di  una   libra  di  cera»  come  costa 
da   istrom.  rogato  da  Marco  Torelli  sotto 
il  dì    18  Giugno   i6i3  .    Quando  nei   i6i5 
foifiiò    le  sue    Costituzioni,    a?ea  già  qu. 
Compagnia  edificato  ed  ofiiziava  il  suo  O- 
ratorio  .    (2)     La   sua  volta  è  dipinta    ed 
La   in   se  espressi   i  4  Evangelisti  e  le  Vir- 
tù    teologali   .     Nelle    nove   lunette     delie 
pareti   502:0  alutltanti  quadri  semicircoJa- 
ii   ìli  loia  ove  si  nirpreseotauo   alcu:ii  pro- 
digi operati  per  mezzo  del  Sacrcmentc  del- 
la Eucaristìa    .  Sono  tutte  assai  mediociì 
pitture  eseguite  nel   1667  ^   Sopra  V    Ah. 
è   un   quadro   con  la  M.   e  il  B,    in  inte- 
ra  figura  ,  avente  in  mano  una  rosa  ,  da 
cui   prende  il  titolo  la  effigie  di  Madonna 
della   Rosa   che  fino   alla  metà  dello  scor- 
50    secolo   ebbe  dai  devoti  culto  particola- 
re .  —  Limitrofa   alla   descritta   cn.  è   la 

PORTA  di  S.  SUSANNA  .  Una  del- 
le  più  antiche  porte  è  qu.  della  Città  » 
cui  diede  il  nome  ì  ancor  più  antica  ci. 
dedicata  a  s.  Susanna    ,    la  ^uale  esistca 


Via    Calumata  7C7 

io%*^  ora  è  la  eh.  di  s.  Frane,  e,  che  fu 
dati  nostri  Magistrati  ceduta  ai  Figli  del 
Serafico  Patriarca  fin  dal  1227»  come  scxi-* 
ve  il  Pelìini  (P.  i.p.^^i)-  Non  ha  qu> 
Porla  alcun' ornamento  ,  e  serba  soltanto, 
come  le  altre  ,  1'  antica  saracinesca  ali' 
«sterno  ,  e  sotto  V  arco  interiore  1&  im-» 
inag.  di  M,  V.  e  di  alcuni  Santi  .  Da  es« 
sa  principia  la  vx;tustissima  strada  diretta 
Terso  il  Lago  e  la  Toscana  ,  e  chian^ata 
VIA  COLOMATA.  Secondo  il  Ciat- 
ti  è  cosi  appellata  quasi  Colleaniato  pa« 
loia  degeneiata  poi  in  Colomata  0  C O" 
lombata  come  0i;gi  volgarm.  si  dice  .  Piti 
probalmin.  dalla  voce  calmata  aggiunto 
di  Plagia  che  significa  luogo  n^outuosO 
e  scosceso  derivo  il  nome  che  le  diede- 
ro i  nostri  Avi  e  che  fu  poi  diversamente 
pronunziato  dal  volgo  .  Ella  è  difatto  as- 
sai declive  ed  erta  .  Hicordano  i  nostri 
Annali  che  fu  lastricata  nel  1276,  con- 
correndovi alla  spesa  tulli  i  castelli  di  P» 
S.  S.  Fu  sin  d'  allora  forse  com*  è  al 
presente  quella  selciata  fatta  di  piccole  pie-» 
tre  vive  ,  e  si  continuò  a  conservarla  sem-- 
pre  CO.SÌ  .  —  Suir  incominciamento  di  es- 
sa a  destra  fu  eretto  un'  Ospedale  con  u* 
na  piccola  Ch.  ,  che  esistea  fino  dal  x36i 
e  che  nel  i5i8  da  Sveva  figlia  di  Simo- 
ne degli  Oddi  ,  come  scrive  ne'  suoi  Ri- 
cordi mss.  Teseo  Alfani  ,  ed  abbiamo  dai 
nostri  pubb.  annali  ,  fu  accresciuto  di  nuo-- 
ve  rendite  .  Quest'  Ospedale  era  da  prin- 
!  clpio  istituito  per  gli  animorbati  da  ccu- 


768  Via  Colomata 

tagio  ,  ma  vi  si  riccvetter  dapoi  1  peregri- 
ni  miserabili  in  genere  .  Si  chiamò  del- 
la Pietà,  nome   cangiato  poi  in  quello  di 
s.  Rccco  .  (i)  Fino  all'  anno  1798  si  con- 
servarono con   tutte  le  lor  snpellettili   sì  !"'• 
Osp.   che  la   Ch.  ,     ma  poi  furono  ridotti^ 
ad  abitazione   privata    ed   ora  non    serbasi 
traccia   né   deli*   uno    ne   delT  altra    .     — "' 
Verso   la   metà  di   qu.  nicdes.  Via   si  scor- 
gono i  miseri  avanzi  di  una   ch.   anticam. 
detta  j.  Maria  Colomata  .   S'  incominciò 
a  edificare   col   suo  Monistero,  oggi   diru- 
to ,  prima   del    1297   in   cui   fu   proseguito 
e  forse   ancor  terminato  .   Nel   mese  di   a-    ' 
prile  del  14^7  f^  demolita  nna  parte  del-    , 
la  ch.  ,     e  que'   cementi  servirono  per  la 
nuova  fabbrica  della  Cattedrale  -  Vi  si  con- 
serva tuttora  la   facciata    esteriore     degna 
di   osservazione    perchè   rammenta    la   sua 
origine   del   sec.   XIII.   Essa  è  tutta   vesti- 
ta  di   pietre    bianche   e   rosse    diligcntem. 
riquadrate  e   conuesse  ,   La   sua  Porta  con 
arco  di   sestoacuto  ,   e  a   centina  nei  fian- 
chi dell*  arco,   è   della  istessa  pietra  scor- 
niciata ,  Neir   arco  6   scolpito  un'  Agnel- 
lo con   bandiera  ,  e   sopra   il  Diedes.  ,  una 
Colomba    .   Il  primo   è   uno   stemma   delle 
monache   benedettine     che    ne   furono  di- 
scacciate nel    1437    ,     e  r   altro    ,     quello 
delle   monache   Domenicane  della  b.   Co- 
lomba  le    quali  ,     non   si    sa   1'   anno    ,    vi 
passarono  ad  abitare  in  luogo  di  certe  Cla- 
lisse   che   vi    si   stabilirono   nel    i499    •*    ^^ 
q'iali  domenicane  eziandio  furono  riman- 


Fonti  di  s.  Gaìgané  jGc) 

late  alle  case  de'  loro  parenti  nel  i5/}0, 
-I*  Area  ridotta  quadrilatera  a  volta  ha 
in  Alt.  con  la  M.  e  il  B.  dipinti  a  fre- 
sco in  una  nicchia  allora  forse  eh*  ebbe 
lOvella  più  piecola  forma  la  Chiesa  .  (li) 
4.  pie  della  Via  Colo/nata  sono,  tre  stra- 
le .  Quella  di  me/zo  è  antichissima,  e  con- 
luce  alla  eh.  di  s.  Barnaba  ,  chiesa  una 
^olta  ed  ospedale  dei  ss.  Cosma  e  Dan:iia- 
10  (^3)  .  Poco  lungi  da  questa  eh.  ò  V 
iltra  di  s.  Quirico  (4)  che  ambedue  in- 
licammo  alla  pag.  ^oo  .  Quella  a  sini- 
tra  guida  alle  Fonti  di  Veggio  ,  e  V  nl- 
ra  a  destra  alle 

FONTI  di  S.  GALGANO  .  Eia  prcs- 
o   a   queste   acque   una   eh.    dedicata    a   s. 
ialgano    con   un*   antichissimo    Monistero 
tiolto  pria  del    1298   abitato   da   Monache 
leW   ordine   di   s.   Benedetto   trasferite  poi 
irca  r  anno    i4i2   ^1  Monist.  di  s.  Fran- 
eseo  delle  donne  .   Ridotte  le  rendite  del 
►lonistero   a  benefìzio   semplice     ecclesia- 
tico  ,   rimase   qui  una   piccola  th.  la  qua- 
e  minacciando  rovina,  fu  del  tutto   demo- 
ita  nel    1792,   e   ne   fu  traslatato  il  titolo 
Ila   parrocchia   di   s.   Andrea    .    Il   Colle- 
;io  deir  Arte  della  lana  dopo  la  parten- 
a  delle  monache  ebbe  il  possesso  di  quel 
Qonistero  che  fu  ridotto  ad  uso  di  spur- 
io e  di  tinte  delle  lane  .   Ma  qu.  case  an- 
ate pressoché   ia    rovina  ,  furono  nel  d. 
nno    1792   restaurate  per    uso  di    concie 
i   pelli  ;    nuovamente   risarcite    nel    i<Sotì 
Ìi»roseguono  tuttora    a  servire  pel    m.edes. 


77 


l'unti  di  s.  Galgano 


o 


i 


uso.  *—  Vicino  a  qu.   luogo   scaturisce  uria 
fonte   di   acque  minerali   salubri,   le  quali 
dagr   intelligenti  sono  riputale  molto   sì-! 
znili  a   quelle   celebratissime  di    Nocera    » 
e  capaci  di  prodarre  i  medes.   vantaggio 
51  effetti  ia  varie  infermità  ,    come  rea!-*i 
mente   si   sperimentarono  .    Analizzate  ne 
'799   ^^^^   egregio  Profes.   di  Chimica  sig 
dot.   L>iigi   Canali  ,   si   rinvenne  che  i  lo* 
ro   principi  più  predominanti   sono   T  aer 
ossigeno    e    qualche   sale    niuriatico        (i) 
Fino   da   più   rimoti   tempi    servirono     quw 
acque   per  uso  di   bagni  ,   ma   quasi   affat-^ 
lo  dimenticate  ,     riacquistarono   nel    i6ral 
r   antica   fama  .    Nel    i635  ,    essendo   capq 
de'  priori   Filippo  Ghiberti,  fu  incomincia-* 
la  ad  erigere  la   fabbrica  che  ancora  esi- 
ste ,   ma  assai   trasandata   ,   presso   a   que 
sta   sorgente  .  Fu  la  fabbrica   destinata  al* 
le  terme,  e  vi  si   costrUsscro   i  canali  ,   uni 
conserva»   un   bel  portico   sostenuto   da  i| 
pilastri   dorici   con   3   arcale   e     4     conchj 
entro  di   cui  sgorgavano   le   acque    ,    e  H 
mezzo   al  prospetto  del   porlico  ,   una   bej 
ne  architettata  porta  con   cornice  di  m^t 
toni  ed  attico  di  travertino  scorniciato 
la  quale  dà  ingresso    a   capace     sala    co) 
volto  a  botte  e  cornicione  dorico    .     AV 
intorno  deMa    sala  di   forma     quadrilunga 
erano  i  recipienti  per  nso  de'   bagni  » 
sopra  la  stessa     camera  altra     stanza     c( 
comodi   necessari  alla  opportunità  .    Ber» 
nardino  Perinellx   e   Cesare  Scotti   nvenà 
oueauta  da  Urbano  Vili.  se.  35odaer< 


I 


31.  Marcino  Fé  echio  7^1 

[  gare  per  lo  iacominciato  edificio,  lo  pro*- 
$eguiroao  nel  i636  »  e  nel  87  il  cap.  Mar- 
co PerinelH,  dando  poi  compimento  Lo- 
renzo Barigiani  nel  iSSg  alla  parte  infe- 
I  ri  ore,  e  alla  superior  camera  nel  i64o  ^ 
magistrati  del  IV  trimestre  .  Vi  farono 
apposti  in  travertino  gli  stemmi  di  Ur- 
hano  e  de*  governatori  di  queil'  epoche, 
ma  furono  tolti  nel  1798  .  Il  Laucellot- 
ti  che  riferisce  nella  sua  scorta  sacra  (3 
I  /?/c.  )  la  origine  e  progressi  di  qu.  fab- 
brica ha  qualche  errore  nelle  date  ,  che 
noi  abbiamo  corretto  con  q'aeile  che  si 
I  leggono  nelle  lapidi  ,  le  quali  sebbene  hx 
^ parte  corrose  vi  esistono  tuttora  .  Sareb-^ 
be  desiderabile  che  venissero  tarpate  le 
ali  al  tempo  e  alla  noncuranza  ,  oude  im- 
pedir loro  la  total  distruzione  di  un  cosi 
utile  e  lodevole  stabilimento  .  —Da  qu. 
luogo  s*  incom.incia  ad  ascendere  1'  ame- 
olissimo  colle  detto 

MONTE  MORGINO  VECCHIO  .  Fa 
cosi  appellato  0  perchè  su  questo  colle  si 
ergesse  un  tempio  dedicato  a  Marcia  dea 
dell'  ozio  e  del  piacere  ,  0  perchi  nei  tem- 
pi della  primitiva  Ch.  vi  si  facessero  mo- 
rire i  cristiani  e  si  dicesse  perciò  Morì-- 
Qinio  0  Morticinio  .  La  situazione  dei  luo- 
go come  la  piii  amena  e  brillante  ,  e  co- 
me solitaria  elevazione  prossima  alla  Git- 
tl^  è  certamente  analoga  all'  uno  e  all'al- 
tro uso  .  Analoga  fu  pure  ed  opportuna  a 
stabilirvi  una  Con;X^''gazionc  di  Oliveta- 
.ai  ,  come  r<  fer.c   dal  card-  Nicolò  Gapou- 


^j^'i  M,  Marcino    Vecchio 

ci  romano  clic  nel  1 356  per  mezzo  di  Ni- 
colo di  Andrea  e  di  Francesco  di  Gere- 
mìa da  Pisa  da  lui  deputati,  vi  fece  edi- 
ficare un  sontuoso  monistero  e  una  nobi- 
lissima eh.  ,  dove  nel  iSjg  incominciaro- 
no a  soggiornarvi  i  monaci  della  d.  Con- 
gregazione fondata  dal  b.  Bernardo  Tolo- 
jnci  sanese  in  Monte  Oliveto  di  Chiusure 
i5  miglia  lontano  da  Siena,  ed  approva- 
ta da  G^'ovanni  XXII  nel  l'òyj^.  Effettuò 
il  pio  Cardinale  il  disegno  di  Cliiara  di 
Francesco  Baglioni  moglie  di  Pollino  pu- 
re Bac^lioni  che  desiderosa  di  chiamare  in 
patria  i  Monaci  Olivetani  ,  lasciò  loro  il 
dì  8  marzo  i?)63  (  Crisp.p,  08  )  ,  mol- 
ti suoi  beni  con  obbligo  di  erigere  chiesa 
e  monist.  0  nel  Palazzo  di  CoUelungo  nel 
distretto  di  Corciano  terra  cospicua  del 
nostro  territorio  ,  0  nell'  interno  della  Cit- 
ix  .  Incontrarono  i  monaci  degli  ostaco- 
li per  la  erezione  del  loro  Istituto  in  Pe- 
rugia ,  ma  vennero  finalmenle  superati  per 
impegno  del  Capocci  che  questo  luogo  pre- 
scelse, e  per  Tannuenza  d'  Innocenzo  VI 
cbe  la  istituzione  approvò  .  Non  pili  esiste 
r  antica  eh.  decorata  di  nobile  architet- 
tura e  di  belle  pitture  rammentate  dal  eh. 
Marietti  nelle  sue  lettere  pittoriche  alla 
pag.  208  e  236.  Anche  una  gran  parte 
del  monist.  fu  distrutto  allorché  i  mona-' 
ci  nel  174^^  ^'  nuovo  edificarono  nella  Via 
de'Pasteni,  come  abbiamo  a  suo  luogo  os- 
servato .  La  chiesa  che  tuttora  vi  si  con- 
serva era  P  antica  sala   del  Capitolo  eoa 


Ch.  e    Convento  ^73 

tina  cappella  ornata  di  aiclii  cornicione 
pilaslii  e  bassiiilievi  di  pietra  serena  ,  la 
qual  cap.  porta  nel  suo  fregio  notato  il 
nome  del  priore  d.  Bariolommeo  Beccuti 
con  questi  \ersi  ,,  Aere  Prior  Clara  Bic^ 
tuta  Ex  Gente  Paterna  ,,  Bartliolomaeits 
Opus  Sic  Declit  Exiniium  ,,  e  1'  epoca  dell' 
anno  1487-  E'  ornata  ptire  di  pitture  a 
fresco  opeie  del  sec.  XVII  che  non  me- 
ritano considerazione  .  La  eh.  è  dedicala 
a  M.  V.  Annunziala  ,  e  vi  furono  trasfe- 
rite le  ossa  di  quegF  illa,stri  òoggetti  che 
qui  vissero  e  morirono  dal  1879  al  ijSq. 
(i)  —  E'  degno  pure  di  essere  visitato  cni> 
colle  non  solo  per  1  aruenità  del  sito  v:^<^ 
per  la  maravigliosa  prospettiva  che  vi  si 
scorge  della  Città  dalla  parte  occidenta- 
le .  Presenta  essa  in  un  punto  il  più  va- 
go e  teatrale  i  2  Rioni  estremi  di  Porta 
S.  A.  e  di  Porta  S.  P.  e  in  gruppo  cen- 
trale i  2  di  P.  E.  e  di  P.  S.  S.  —  Tor- 
nando in  Città  e  rientrando  in  essa  per 
la  Porta  della  Colica  ,  si  prende  la  sco- 
scesa via  a  destra  e  si  giu^ne  al  Cimite-- 
ro  de'  C onventitali  ,  ove  una  volta  e;  a 
tin  piccolo  monast.  di  terziarie  francescn- 
ne  e  una  eh.  col  tit.  ài s, Maria  di  Valfab-' 
èrica  ,  di  cui  alcuna  cosa  nelF  Annot.  ali* 
Art.  Monast.  di  s.  Agnese  ,  e  alcun 'al- 
tra ne  diremo  in  fine  deU*  Annot.  8  ali* 
Art.   sPf;.  —   Quindi   si   entro    nella 

CH-   e  CONV.  DI  S.  FRANCESCO 
dei  PP.  Minori  Convcutnali  .  Questa  eli. 
Fol.  IL  Par.  //.  h 


774  ^^  ^'   Francesco 

elle  riconosce  i  principj  della  sua  edifica- 
zione fin  dal  i23o  (i),  che  fatante  vol- 
le restaurata  ,  minacciando  sempre  rovina 
siccome  avverte  anc|ie  il  Maltempi  (  St. 
^.  IO  )  ,  che  essendo  di  architettura  go- 
tica grave  e  pesante  ,  per  la  maggior  pai- 
te  precipitò  nel  1737  ,*  fu  tutta  ridotta  dai 
fondamenti  sul  gusto  moderno  dopo  qu. 
epoca  ,  con  disegno  di  Pietro  Carattoli  , 
e  il  dì  5  maggio  1748  fu  solennemente 
e  con  magnifico  apparato  riaperta  .  Poco 
sopra  alla  presente  avea  una  porta  verso 
il  mezzodì  ,  della  quale  si  veggono  al  di- 
fuori le  tracce  prossime  alla  Gap.  Degli 
Oddi  che  tuttora  rimane  .  Sporge  questa 
verso  r  ingresso  del  Convento  ,  ed  è  al- 
lo esterno  incrostata  di  marmi  bianchi  e 
rossi  riquadrati  ,  con  due  stemmi  in  alto 
incisi  in  pietra  ,  ognuno  dei  quali  ha  uno 
scudo  Inquartato  di  rosso  e  scaccato  bian- 
co e  rosso  ,  simile  ad  altro  che  scorgesi 
in  terra  nel  destro  lato  inferiore  entro  la 
d.  Gap.  ,  sopra  una  lapide  sepolcrale  ia  j 
pietra  rossa  ,  ov*  è  pure  Iscriz.  a  cai-atte- 
ri  gotici  ,  ma  così  logora  che  ne  è  inin- 
telligibile il  contenuto  .  Questo  Stemma 
di  cui  parla  anche  il  Giatti  (  Periig  pon- 
tìf.p.  ^72  )  ,  appartenne  alle  2  fi^miglie 
perug.  Carbonchi  e  Podlani  ,  ciò  che  può 
farci  credere  che  antichissimamente  spet- 
tasse qu.  cap.  alle  d.  famig.  ,  e  che  ft^^^Q 
contribuissero  alla  sua  erezione  e  al  j^qo 
esteriore  ornamento  .  —  La  odieì'na  Por- 
ta principale  che  corrisponde  ad  uu'  atrio 


jd 


eh,   e    Concento  yy5 

del  tempio  :  fa  aperta  neiìa  ricostruzione 
della  eh.  e  decorata  del  suo  ornamento  di 
travertini  nel  1^86,  con  disegno  di  Bai- 
dassare  Orsini  ed  csecuziene  di  Luigi  Ca- 
selli perugini  .  Consiste  questo  in  4  co- 
lonne doriche  posate  sulla  lor  base  a  pian 
terreno  ,  2  di  esse  isolale  e  sporgenti  in- 
contro agli  antipilaslri  ,  e  2  pili  indentro 
che  seguono  immediatamente  la  luce  del 
portone  ;  in  un'architrave  che  serve  d  im- 
posta air  arco  nel  quale  si  converte  il  fre- 
gio ;  e  in  un'  attico  dirotto  nella  sua  cur- 
va dair  acroterio  che  sostiene  lo  stemma 
deir  Ordine  Francescano  ,  formato  a  la- 
mine di  ferro  colorato  in  bronzo  .  —  A 
destra  delT  ingiesso  e  in  mezzo  alla  pa- 
rete dell*  atrio  che  si  estende  dicontro  aiT 
arco  per  cui  si  entra  in  Cli.  ,  apresi  V 
adito  alla  Capp,  od  Orai,  della  Confidai, 
del  Gonfalone  ,  a  cui  si  ascende  per  5 
gradini  .  (2)  L'  adito  e  formato  pur*  esso 
da  un'  arco  ornato  al  di  fuoii  di  4  ^'^"' 
lonne  di  marmo  rosso  ,  fregio  di  marmo 
nero  ,.basi  capitelli  e  cornicione  di  tra- 
vertino ,  e  di  ordine  composito  .  Tutta  la 
principale  facciata  dell'  Oratorio  si  occu- 
pa dair  alt.  e  dai  laterali  ornati  di  legno 
intagliato  colorito  ad  azzurro  e  lumeggia- 
to ad  oro  da  Alessandro  Biccardi  .  Q^nQ-^ 
sto  lavoro  fu  fatto  nel  i646  colle  limo- 
sine  dei  devoti  ,  e  vi  si  spesero  se.  5 00. 
Neir  Alt.  si  conserva  una  delle  5  prodi- 
giose Immagini  dette  Gonfaloni  che  eoa 

b  3 


77S  Di  s.  Francesce 

ì>articolar  culto  sono  vejierate  in  Perugia  - 
Questa   fu  dipinta   T  anno    i464   ^^^   occa- 
sione  di  morbo  epidemico   the  afflisse   non 
solo  questa  Città  ma  quasi  tutta   la  Italia  . 
Si  rappresenta  in   essa   la  figura  di  G.  Cri- 
sto in  atto  di   scagliar  fulmini  fra  la  Giu- 
stizia e   la  Misericordia   alata,  e  la  Vergi- 
ne tra  i   ss.   protettori   Lorenzo  e    Lodo- 
vico Ercolano   Costanzo  Francesco  Pietro 
Xuartire  Bernardino  da   Siena    e    Sebastia- 
no ,    la   quale    dilata   un   gran   manto   sot- 
to di  cui  si  difende  il  popolo  inginocchia- 
lo e    supplichevole  .   Nel    fine   del   quadro 
e*   una  prospettiva  della  Citta,  sopra  la  qua- 
le, la  Morte   colle   ali   vedesi  armata   di  ar- 
v.o   e   di   frecce  respinta  dall*  Arcangelo   s. 
KafiaeJe  col   mezzo   di  un*  asta  .  E'   vulgar 
tradizione  ricordata  dal  Crìspolti  e  dal  Ma- 
xiotti (  Pe/7/^.  Aug.pag.  iSg.  Lett.  Pittar . 
pag,  J79.  )  che  il  volto  della  Madonna,  tan- 
to in    questo   stendardo   che    in   quello    di 
s.  Maria  Nuova,  fosse   trovato  compito  da 
mano  celeste  .   Di   tutte  queste   sacre  Im- 
znaginl  ,   come   altrove  pure  notammo  ,   s* 
ignora  V  autore  .   x\i  lati   dell*  alt.   sono  2 
porte   che  introducono   nelT   altro    Orato- 
xio    ove    convengono    i   Fratelli    pei    loro 
esercizj  e   che  ha  intorno  un   seggio  di  no- 
ce  e   nella  facciata  superiore  V  alt.  con  un 
Crocifisso   assai  pregevole  intagliato  in  le- 
gno  egregiamente,  come   si   crede,   da   Eu- 
sebio Bastoni  circa   V  anno  i55o  .    (3)  So- 
pra  ledette   porte  d'  ingresso  sono   2    nic- 
chie cve  si  reggono  allogate  le   statue  di 


Cli.  e   C onventò  yj;^ 

lesfno  eli  Mosè   e  di  Giuditta  assai   slima*' 
te  opere  di  LeonardoScaglia  francese (Za^i- 
celi.  8.  die,  )  .  Il   soffitto   è  a  travatura  di- 
pinta   ad  arabeschi  .    Nelle  pareti    laterali 
evvi  lo  sfondo  di  2    Gap.   sugli  altari  del- 
le quali  in  2   quadri    di   niun  pregio   so- 
no rappresentati   la  V.  e  molti   Santi  e  la 
discesa  del  Div.  Spirito  sugli  Apost. — Tor- 
nando   ora  air  atrio   descritto  ,    in    fondo 
al  medesimo  dirimpetto  alla  porta   si   \^Z'^ 
gè  la  seguente  Iscrizione  ,,  Z>.  O.  M>  TeiU" 
pliim  An.  Sai.  do.  CC.  XXX.  Eximìa  Pe- 
rusinorum  Mìinificentia  Ac  Pictate   Con^ 
structiim  Ab  Pontìficibiis  Summis  Innoc». 
IV  Pio  II  A  e  lidio  II  Sacra    Dwna^ 
que  In  Eo  Peragentibus  Decoratum  At^ 
que  Spina   Ex  Sacratiss.  Corona  D.  JW 
/.   C ,  Salv^atoris  N.  Ditatiim  Quani   La-- 
dìslaus  Piex  NeapoLis  Iliiic  Civitati  Do-* 
no  Dedlt  Et  Hoc  In  Tempio  Sen^ari  /^o- 
Init    Quamque  S.    P.   Q.  P.    Tanto    Mu-^ 
neri  Gratas  Annua  Sacra  Pompa    Ce— 
lebvari  Decre^it  In  Quo  BB.  ^gidii  Et 
Nicolai  Asisiatum  Corradi  De  OJJida  Et 
f^entiirini   Corpora    Requiescunt  Aliiqua 
Obdormiunt   Viri  Plurimi   Viriute   San-^ 
guine    Armis    literisque    Clariss.     Quos 
Urbs.   Augusta  Ma  ter    Foecunda  Pepe^^ 
rit  Vetustate  Fatiscens  Atque  C ollabens 
C oenobitae  A  Fundamentis  Restituì  Et 
In  Formam  Elegantiorem  Redigi  Cura*- 
runt  Nova  Excitata  Turri  Ad  Celebre 
Dulcisonumq.    C ampanum   yles    Suspen-^ 
dendnm  Absolutum  Fero  Franciscus  Ric^ 


778  Di  s.  Francesco 

carclus  Ferniani  Religiosiss.  j4c  Pientiss* 
Perusinor.  Antistes   jiperuit   C onsccru'^ 
vitqiie  III  Non.  Maii  An.  R.  iS.  Ciò.  io. 
ce,  XLFIII  ,, —  L'  architettura  dell'  tem- 
pio  è   a    croce   latina   di  una   soia    navata  . 
Il   suo   yolto  a   botte   è   compartito  da   fa- 
sce che    colla   loro  cimasa    passano    sxx  di 
un*  attico   e  basano  con  esso  su  di   corni- 
cione e  pilastri   di  ordine  jonico  .   In  mez- 
zo  alia  crociata   è  la   cupola   cui  fan  soste- 
gno  8    colonne   che  fiancheggiano  4  pilo- 
ni .  Dividono  i  pilastri   e  conti  opilastri  io 
^ei    i3   altari   che    si   ammirano   in  questa 
eh.  i  quali  adorni  di  bene  architettati  stuc- 
chi sorgono  nel  vacuo  soggetto  ad  altret- 
tanti archi  .  Il  cornicione  e  il  frejjio   so- 
no dipinti  a  fogliami  e  scanalature  a  chia- 
roscuro   lumeggiato    ad   oro  e    dorate    soa 
le  cornici  .    I   capitelli    tanto  de*    pilastri 
quanto  degli  altari  come  le  cornici  e  i  den- 
telli nel    frontespizio  dei  medesimi     sono 
messi  a  oro  .  I  pilastri  sono  dipinti   e  lu- 
strati a  vernice  imitanti  la  breccia  paonaz- 
za, come    i   contropilastri    imitanti   il  bar- 
dìglio  di  vena  ondata  .  Gli   archi   e   i  fian- 
ch;   de*  medesimi   hanno  parimenti   ornati 
d*  intagli    a    chiaroscuro  .   —  Gli    stucchi 
che    adornano   i    quadri    della    tribuna  ,  e 
quelli   che  formano   gli  altari  della  crocia- 
ta   sono  lavoro  di  Giuseppe  Notari   da  Lu- 
gano,  come   quelli   dei    primi   ed  ultimi  2 
della   navata   sono    di  Gio.   Batt.    Caronici 
e   Francesco  Monti   parimenti  da  Lugano  : 
costruiti  a  norma  del  disegno  trattone  dal- 


Ch.  e   Convento  ^f-g 

ia  eh.  di  s.  Crisogono  di  Roma  .  Gli   ori- 
nali in  pìllura   sono  di  Girolamo  Pejugi- 
ni  .  Tutti  questi  lavori  fuìono  eseguiti  a 
piti  riprese  dalF  anno  1^80  al  1798.  —  Il 
I  Alt.  che  s'  incontra  a  destra  ha  un  qua- 
dro in  tavola  con  s.  Gio  Batt.  ,   s.  Giro- 
lamo s.  Sebastiano  s.  Francesco  e  s.  Ber- 
nardino .  E'  opera     di  Pietro  perug.    si- 
tuata un  tempo  nel  primo  alt.  di    questa 
parte  della  navata  ,    e  qui  traslocato    nel 
18 18  dopo  le  varie  vicende  e  viaggi  del- 
ie preziose  pitture  così  di  questa  come  di 
altre   chiese  da  noi   altrove  piii  volte  no- 
tati .  Per  compimento  del  quadro  sotto  il 
medesimo  è  un  pezzo  di  tavola  col  noma 
di  Gesù  tra  una  corona  di  fiori  e  nastro 
variamente  annodato  che  anticamente  foi> 
mava   una  parte     del  frontesp.  della  nic— 
cliia   ov'  era   in  fondo  il  quadro  esistente 
ora  all'  altare  della  contigua  eh.  di  s.  Ber- 
nardino .  Quest*  aggiunta  è  di  Vittore  Pi- 
sano detto  il  Pisanello  .  —  Neil*  Alt.  se- 
guente che  ha  un*  ornamento  di  bella  cor- 
nice  intagliata  e   suo  piedistallo,   il    tutto 
di  marmi  bianco-nero,  bianco-rosso,  gial- 
lo di    siena  ,   verde   antico  ,  e  bianco  va- 
riamente  disposti    con  elegante  armonia  : 
è  un  quadro  circolare  al  disopra    rappre- 
sentante s.  Giuseppe  da  Copertino  estati- 
co air  apparizione  della  V.  col  B.  in  brac- 
cio ,  e  con  varj   astanti  che  mirano  atto- 
niti il  prodigioso  ratto  del  Santo  .  E*  ope- 
5^a  di  Gaetano   Lapis   da  Cagli   allievo  del 
Conca  ,  e  da  esso  dipiato  in  Roma  l'an» 


^8o  Di  s.  Francesco 

17G3. — Il   III  Alt.   Ili  im   quadro  inta- 
vola coi  ss.  Antonio  aLb.  Franct'sco  e  Ber- 
nardino ,  e  in  alto  fra  le   nubi,  la  M.  col 
B.  .e   4   Serafini  ,   della   scuola  di   Pietro  . 
Sotto   la   mensa   in  urna   di   legno   sono  le 
Ossa  del    b.    Corrado     da  Oflkla  .    (4)   Al 
lato    destro    sotto    V   arco    si    legge    „    Ex 
J^oto   Nob,    Viri   Pìùlippi  Massini   /.   U. 
D.  ^In,    1616.  —  Sicgue  una  parete  clie 
cliiude   gli   avanzi   dell'  antica  Capp.  -^r— 
rigucci    ove    conservavansi   le   sacre   Reli- 
quie y   alla    quale   si  ha   accesso   per  mez- 
zo di  una  porta  sopra  di  cui   tra  vaglii  or- 
nati di  stucco  e  di   legno   è   allogata  una 
delle  Orchestre  con  Organo  assai  bene  in- 
teso ed  armonioso  nuovamente  ricostrui- 
to nel  1807  da  Adamo  Rossi  perug. —  Nel 
I  Alt.   della     crociata  sinistra   è   una    tela 
colla   M.   avente  in  braccio  il  B.   che  po- 
ne l'anello   in  dito   a   s.  Caterina  inginoc- 
chiata ,  avendo  lateralm.  s.  Frane,  e  s.  Ant. 
Sopra  il  gradino  dell*  alt.   posa   il   ritrat- 
to    del  b.   Bonaventura   da  Potenza     laico 
minorità  ,  le  di  cui  ceneri  riposano   in  qu. 
eh..   (^  Crispp.i /\i   )    Sono   opere   mediocri 
d'    incerti  .  —  In   fondo   alla     crociata    si 
ammira    il  beli'  Alt,   con   4   colonne    sca- 
nalate  e    froiitespizio  di    ord.    corintio  ,   il 
tutto  vngam.   intagliato   in  legno   e  coper- 
to  di  finissim'  oro  .  Ha  in  mezzo    una  nic- 
chia  colla  immag.   in  rilievo   di   s.   Anto- 
nio da  Padova    vestito  di  tonaca    di  lama 
di   oro   in   fondo    nero  .   Nei   piedistalli   si 
vede    lo  stemma  della    famig.  Montespe-* 


Ch»  e  Conpento  ^8t 

Telli   CHI  r  alt.   appartiene  .    Ai  lati  ,   so- 
pra  2   porle  ,   r    una  delle   quali   conduce 
aiJa  Sagrestia  .  A  destra  e  uà  quadro  coli* 
Aununziazione  ,     che   occupa  non  degna- 
mente il  luogo  del  quadro  del  Gav.  di  Ar- 
pino   trasportato  all'  ultimo   alt.   della   na- 
vat.i  a  destra  .  Sopra   la  d.  porta   della  Sa- 
grestia  e  un  quadro  con  s.  Michele  in  at- 
to di   abbattere  i   7   vizj   capitali  personi^ 
ficati   in  una  idra  di   y   capi  .   E*  di   Ora- 
zio Alfan:  .  —  Siegue   T  Alt.    privilegia- 
to gregoriano  ,   ove   si   conserva  V  Augu- 
stissimo Sagramento  .  Evvi  una  immagi- 
ne  in   quadro  bislungo   della  V.   col  B.   e 
Vtirj  Angeli  d'  intorno  dipinta  in  occasio- 
ne di  contagio  .  Il  popolo  Perugino  la  fe- 
ce delineare  ,  e  vi  si  legge  perciò  ,,  Emo 
me  C  C LXXXIII  Mense  lunii  „  Fu  qui 
trasferita  dopo   di   essere   stata  segata  dall' 
antica  muraglia  della  eh.  vecchia  .  Nel  la- 
to  sinistro   dell'  arco    è    scritto   „     Sacel^ 
luin  D,  Lodovico  Ep.  Tolos,   Dicat.  Pw 
triciae   Ubaldorum  Perus.  Gentis  E  Ah-* 
dito  Loco   Ln  Dextero  Hujiis  Templi  La^ 
leve  Recens  Magnificeniius  Restituti  IIuc 
Translaium  I{.aioliis  Equ.  LlyerosoL  Fri-' 
dericus   Caes.   Cubie»   Pracpos.    Ludoi^i^ 
cii  Fila    Et  Franciscus  Lacobi  F.    Sub- 
praefectus  Nov»   Militum  Unibr-   Lapideo 
Hoc  Marm,  Lnstruxerunt  Ann.  MDCC 
LXXXII  Ne  Rei  Memoria  Oblitereluv  ,,  . 
Si   ammira  quindi  la  nobilissima  Tribu- 
na arcuata  e  tutta  adorna  di  pitture  .   Nei 
b  3 


ySn  Di  s.  Francesco 

4   compartimenti     della   sua  volta  formati 
da   fasce,   sono   in   grandioso   gi'^^ppo   effi- 
giate le  immagini  emblematiche  della  Fe- 
de Speranza  e  Carità  ,  e  quella   dello  Spi- 
rito  Santo   fia   gli    splendori  nel     vertice 
della  medesimi  volta  .   Queste  figure  co- 
me  quelle  delle  4  Virtìi  Cardinali  nel  tri- 
angoli della  cupola,  sono  di  Francesco  Ap- 
piani che  ottuagenario  le  dipinse  nel  ij^So 
e    1781  .  I  festoni  le  cornici  messe  a  oro 
e  gli  altri   ornati  di  stucco   imitanti  il  mar- 
mo  bianco  che   circondano  i  tre   quadri  di 
qu.  Tribuna, sono  invenzione  di  Carlo  Mu- 
rena architetto  romano  .  Il  quadro  di  mez- 
zo    semicircolare    rappresenta  il   Giudizio 
Finale  .  Evvi  il  P.  E.   tra  Serafini   in  al- 
to .  Sotto  all'indietro,  una  moltitudine  di 
Beati   che  per  una   scala  ascoidono  al  Cic- 
lo ,   e   sul  dinanzi   1'   Arcangelo   s.  Miche- 
le  che  caccia  il  Demonio  agli  abissi,  e  u- 
2ia   turba  di  proscritti    che   sono    ingojati 
dalle  fauci  del  dragone   infernale  .    Negli 
angoli   inferiori   si   veggono    delle    figure 
atteggiate  a  stupore    ed  a  costernazione  • 
E*   opera   ingegnosa    di     Adone  Doni     di 
Asisi   che  filoriva   circa  la   metà  del  secolo 
XVI  .   Il   quadro   a  destra   colla  Madonna 
che    adora    il   Bambino     il   quale   è   a   lato 
di   s.   Gio.  Batt.   sopra  un  coro  di   Angeli 
o  sotto  s.   Nicolò  e  s.  Frane.  ,    è  di  Be- 
nedetto   Bandiera   allievo  e  imitatore    del 
Barocci,  e   fu  da  lui   dipinto  1*  anno   i6o5 
48   della  età   sua  .   Il    quadro  a  sinistra  in 
tavola  colla  V.  Immacolata  in  mezzo  agli 


C/^.  e   Convento  j?83 

Angeli   clae  hanno  in  mano  delle   caitelle 
con  molli  allusivi  alla   sua   conce/Jone  ,  e 
sotto  alcuni  Profeti  ,   e  Dottori  della   Ch» 
e  Sibille   con    vaij   libji    ove   sono     scritti 
dei   motti  aneli'   essi  relativi  al  principale 
soggetto  ;    è   opera  di   Filippo  Bellini     da 
Urbino  .    —  Gli   Stali)   del   Coro  a  2    or- 
dini con  ispecchj  intarsiati  di  radice  di  no- 
ce di   Verona,   e   colonne   corintie     striate 
die   gli  dividono  ;   furono   intagliati   dai  2 
fratelli   Giuliani  di  Rimini    .    - —  L*    Ali, 
rì\^^.   a  norma  del  disegno  di  Antonio  Ste- 
fanucci  romano   stabilito  in  Perugia  ,  for- 
mato per  la  più  parte   di   specchj    di   ver- 
de antico   oscuro  e  di  broccatello    di  sie- 
na  coir  urna  in  mezzo  di  rosso  di    mon- 
lemalbe   cornici  e    Serafini  (    s\il  dinanzi 
delle  basi  della  mensa   e  delle   grossezze  ai 
fianclii   deir    Altare    )   scolpiti  in  marmo 
bianco    di  Carrara  e  con  alcuni  bei  pez- 
zi  di  lapislazzolo  presso  il  ciborio  ,   e  pure 
adorno  di  festoni  e   stemma   dell*  ordine  , 
sportello  del  ciborio  stesso  cisellati  in  ra- 
me dorato    :  si  lavorò  da  Francesco  Ca- 
selli perug.  a    riserva  de*  serafini   che  fu- 
rono   sculti  dal    sud.  Stefanucci  .     Com- 
piuto qu.   magnifico  alt.   nel    1J781  »   fu  il 
IO   giugno    di  queir  anno     solennemente 
consecrato    dal   vesc.     Odoardl    ,     siccome 
rammenta  la  ^^^.   iscriz.  posta  nel  medes. 
alt.  in  mezzo   alla  parte    che  riguarda    il 
coro   „   7).   O.  M.  In  Honorem    Patriar. 
*S.  Francisci   Con/.   Dicatae  Hiijus   Ec-- 
cles^  traili  Pj^incipem  Denuo  Elegantius 


;r84  ^^  ^'  Francesco 

Constructam  Alexander  Maria  Ex  Mar-^ 
chion,    Odoardis   Episcopi   Perusin*   Rite 
Consecrav^ìt  IIIL  Non.    luiili  An,    Clj, 
JO.CC.LXXXl.  Recondìtis   In  Ea  Rcluiuiis 
SS.  Marijr.    Et  Eccles.   Perus.   Antisti" 
tiLìu    C onstanlii  Et  Jlcrculani  ,,  I  3  gra- 
dini per  cui   si  ascende  a  d.   alt.   sono  di 
carnagione  .  —    Il  primo  Alt,   nel  brac- 
cio destro   della   crociata   della   estinta  fa— 
inig.Crispolti  passata  in  proprietà  dell'altra 
iiob.   famiglia   della   Penna    ,   ha   vm   qua- 
dro in  tavola   che  rappresenta  il  Crocifis- 
so  in   mezzo   a   s.   Girolamo   e   a    s.  Apol- 
lonia dipinti  da   Domenico  di  Paris  Alfa— 
ni   e  da  Orazio   suo   figlio  V  anno     i553. 
come   consta  da  autentico    documento  ri- 
ferito dal   eh.   Marietti   (   Leti.  Pit,  247  ) 
contro  ciò   che  falsamente  si  asserisce  nel- 
la Descriz.   di   s.   Frane,   del    1787  e  nella 
Guida  di  Perugia  del  1784  •   Questo  qua- 
dro  fu   qui   sostituito   a   quello   del  Pintu- 
ricchio  da  lui  dipinto  nel    i5i3  ,   che  a- 
vea   il   Crocifisso   con  a  piò   la  immag.  del 
L.   Egidio    ,     e   che  compreso  fra  i   trofei 
delle   francesi   conquiste   nel    1797   1     non 
fu  restituito  ne  si  sa  ora  dove  esista.   Sot- 
to  il   quadro     si    conserva     dentro    di  un* 
urna  il   Corpo  di  d.  Beato,  terzo   compa- 
gno di   s.   Francesco  ,     morto  in  Perugia 
nel  Convento  del  Monte  Y  an.    1262  ,  e 
trasportato  in   qu.  eh.   2   mesi  dopo  .  Au- 
licamente  il  d.   Corpo  ,  ripostovi  dal  ves. 
Andrea  Baglioni  nel  i439,  esisteva  entro 
xl  nobile  Avello  di  marmo  bianco  che  ve- 


eli.  e   Convent(^ 


j 


3D 


desi  sotto  la  mensa  di  qu.  alt,  ,  e  che  tut- 
to di  un  masso  sul  davanti  scolpito  da  ma- 
no maestra  ,  credasi  un  sepolcro  dei  pri- 
mi tempi  della  era  cristiana  .  La  sua  scul- 
tura è  divisa  in  i  parti  mercè  di  un  pìc- 
colo cornicione  .  La  parte  superiore  a  gui- 
sa di  fregio  ha  in  bassorilievo  lo  ingoja- 
mento  di  Giona  fatto  dal  mostro  marina 
e  lo  sprigionamento  di  lui  dal  suo  ven- 
tre .  Nella  parte  inferiore  sotto  archi  di 
sestoacLito  fra  colonnette,  sono  a  tatto  ri- 
lievo ,  in  mezzo  ,  la  figura  di  G.  C.  se- 
dente ,  iramedialamente  ai  Iati  ,  la  Ver- 
gine e  s.  Giuseppe  ,  in  seguito  altre  i  o» 
statuette  che  sembrano  figurare  gli  Apo- 
stoli .  Nel  fianco  destro  dell'  arco  di  qu. 
alt.  si  ammira  un  quadretto  in  carta  ove 
ad  acquarello  sono  copiate  la  immag.  e 
le  gesta  del  b.  Egidio  dipinte  in  quelle 
medes.  tavole  che  servirono  di  feretro  al 
Corpo  del  B.  quando  fu  qui  trasferito  da 
s.  Frane,  del  Monte  .  Si  eseguì  essa  pit- 
tura da  un'  allievo  delt^  scuola  di  Giot- 
to e  Cimabue  ,  e  sebbene  assai  guasta  , 
si  conserva  tuttora  in  una  camera  annes- 
sa alla  Sagrestia  .  Dietro  qu.  alt.  rimane 
ancora  V  antica  Capp,  Baldeschi  ,  alla 
quale  si  accede  per  una  porta  d'  incastro 
nel  Coro  .  In  esso  conservasi  ancora  un 
busto  di  creta  cotta  del  celcb.  Giurecon- 
sulto Baldo  con  sotto  la  epigrafe  ,,  Zc- 
giim  Inzaffo  .  ,,  Più.  sotto  è  un  Deposito 
con  ornamento  di  pietra  serena  e  in  mez- 
zo la  iscria.  „  D,  O.  M*  Frari.  UòaL   G. 


y^G  Di  s.  Francesca 

F.  Baldi  L  C.  Abncpoii  Baldus  Fr.  Et 
Fitstochia     Uxor.    B.  3L  P.  .    „     —  In 

foado  alla  crociata  sorge  un'Alt,  di  egua- 
le materia  arcliitctlura  e  mi  g  ai  fi  ce  nz  a  di 
quello  dicontro  dedicato  a  s.  Antonio.  Si 
venera  in  qu.  il  Patriarca  s.  Frane,  la  di 
cui  immagine  genuflessa  con  s.  Antonio 
in  atto  di  adorare  il  Bimbino  in  braccio 
alla  Madre  tra  s.  Gio.  Batt.  e  s.  Giusep- 
pe, scorgesi  nel  quadro  dipinto  da  Orazio 
di  Domenico  di  Paris  nel  i544  »  essen- 
do nella  età  di  anni  5o  ,  ciò  che  T  Au- 
tore della  Descrizione  di  qu.  cb.  pubbli- 
cata nel  1787  ,  nota  appunto  alla  pag.  9, 
per  farci  intendere  cbe  qu.  pittura  è  del- 
la seconda  maniera  di  Orazio  cbe  egli  ap- 
prese in  P\.oma  dalle  opere  ultime  di  Ra- 
faello  .  Questo  quadro  fu  qui  collocato  il 
2  giugno  del  1819  dopo  di  essere  stato 
nel  1797  tolto  dall'  ultimo  alt.  della  na- 
vata a  sinistra  della  cliiesa  .  Fu  sostitui- 
to ad  altro  quadro  del  medes.  Orazio  da 
lui  dipinto  nel  i549  ^^^^  contenea  la  V. 
col  B.  in  atto  di  sposare  s.  Caterina  ,  s. 
Francesco  e  s.  Antonio  ,  e  cbe  fu  aspor- 
tato dai  Francesi  nel  18  io  dopo  la  sop- 
pressione generale  degli  Ordini  regolari, 
senza  cbe  ora  si  sappia  il  luogo  della  sua 
esistenza  ,  malgrado  le  cure  adoperate  dai 
Picligiosi  nel  farne  ricerca  e  riacquistarlo  . 
Per  9  anni  rimase  V  alt.  di  cui  parliamo 
senz*  alcuna  pittura.  Vi  fu  nel  181  r  per 
compenso  formata  una  niccbit  ed  alloga- 
ta una  statua  di  s.  Frane.  Al  lato  destro 


Cli.  e   Convento  ^8- 

di    esso  altare   sopra  la  porta   clie  condu- 
ce air   andito    del    Convento   è    una  tavo- 
la in   cui   Pietro    perug.   T   an.    i5i8   del- 
la  età   sua   j2   dipinse    .s.   Sebastiano   saet- 
tato da   2    carnefici  .   L*   essere   qu.   tavola 
assai     danneggiata   la   salvò     dal  pellegri- 
uaergio   comune   a   }3uoui   quadii  .   Non  ri- 
mase  però    esente  da  perpetuo   esilio  dal- 
\  La   Patria   la  Tavola   clie  a  qu.    simmetriz- 
zava  nel   lato  sinistro  dell'alt.,  ove  rappre- 
sentavasi   la  Risurrez.   di   G.   C    in   cui   si 
vuole  che  avesser  mano    non   solo   Pietro 
perug.  ,   ma   ancora  \  immortale   Rafaello 
suo   scolare,  e   che  \  un  1'   altro  ivi   si  ri- 
trattassero  in  figura  di   soldati    dormienti 
presso   il  divino  sepolcro  ;  e  che  insieme 
formassero  codesta   opera   celebralissima  , 
la   quale   trasferita   a  Parigi    nel    1797»  ìn- 
di a  Roma   nel    i8i5»ha  la   gloria  di  for- 
mare   uno  dei  migliori     ornamenti     della 
Gallerìa   Vaticana  ,   mentre  i  Religiosi  eb- 
bero  quella     di  ritrarne  un  compenso   in 
denaro  .   Fin  dal   d.   anno    1797   fu  posto 
in    suo   luogo    il  presente     quadro   in   tela 
con   G.   C.   morto  deposto  in  grembo  alla 
Mridre   e   intorno  i   discepoli   e  le  donne  , 
clic   fu   creduto   un*  abbozzo  del  celeb.  Ra- 
faello ,  ma   con   grosso  abbaglio   ,   notan- 
do  1'  Orsini  che   oltre  il  non  apparirvi  al- 
cun  pregio  di   Rafaello   ,     si    ha    memoria 
che  fosse  dipinto  nel  loSg^nove  anni  cioè 
I     dopo  la  morte  di  quel  divino  Artefice  (G^/^- 
dapag.  3i4  )  •  —    L*   Alt.   che   segue  ha 
una   tavola     rappresentante    la    Disputa   di 


ySS  DI  s»  Francesco 

Gesù  coi  Dottori   opera  del  più  volte  no- 
minato  Orazio  Alfani  ,  da   esso  abbozzata 
.soltanto  perchè  prevennto  dalla  morte  nel- 
la età  di  anni   ^3    sulla  line  di  decembre 
del    i583   in  Roma  .    Qu.  quadro  dopo  di 
essere  stato   situato    in  diversi  altari  del- 
la  Gli.  neir  epoche  dei  replicati  rapimen- 
ti di  altri  quadri,  fu  qui  finalmente  allo- 
gato dopo  il  ritorno  di   alcuni  di  essi  nel 
1818  .  —  Rientrando  nella  navata  vede- 
si   a   destra   della     medes.   da  prima     altra 
Orchestra   corrispondente  nell'  ampiezza  e 
negli   ornati  a  quella  dicontro    delF   Or- 
gano .   Sottessa   è  una   porta   che  introdu- 
ce neir   antica  capp.   Garbonchi   e  Podia- 
ni  come  fu  sopra    accennato,   e  poi    della 
nobiliss.  famlg.  degli  Oddi  .   (5)  Serba  le 
prische  tracce  della  gotica   maniera  e  pri- 
ma del  febr.  del  1797  custodiva  il  più  pre- 
gevole tesoro   in    materia  di    Belle   Arti  . 
Consistea  qu.  in  una  tavola  rappresentan- 
te r  Assunzione  di  M.V.   coronata  dal  suo 
divin  Figlio    tra  una    schiera   di    Serafini 
e  di  Angeli   che  suonano  istromenti    ,     e 
nella  parte  inferiore  gli  Apostoli  e  V  ar- 
ca sepolcrale  .     Era   opera  divina  e  cele- 
Lratis.  del   sommo  Url3Ìnate   che  effigiò  se 
stesso     nella  figura    prima    dell*  Apostolo 
sulla    sinistra    .     A  rimaner     convinti     dei 
pregi    singolaris.    di  qu.   immortale   subli- 
me lavoro  ,  può  riscontrarsi  chcche  ne  di- 
ce r   intelligentis.  Orsini  nella  sua  Gui- 
da pag.   809  ,    e  meglio  poi  ammirandola 
sott'   occhio  nella  Galleria  Vaticana  ^  ove 


Ch'  e  Convento  j8q 

malgrado  i  pubblici  e  privati  voti  di  Pe- 
rugia ,  si  volle  che  rimanesse  dopo  il  suo 
ritorno  da  Parigi  nel  r8i5  colla  sua  pre- 
della ove  il  divino  Autore  avea  espresso 
r  Aauuuziazione  ,  la  Visita  dei  Magi  ,  e 
la  Prese;itfiizione  di  G.  G.  al  tempio  .  la 
luogo  del  descritto  quadro  ,  nel  1817  vi 
fu  collocata  la  bella  tavola  esprimente  1* 
Adorazione  dei  Magi  col  ritratto  di  Rusti- 
co Montemelini  che  la  fece  dipingere  ad 
Arrigo  Fiammingo  nel  1022  .  Qu.  tavola 
fu  prima  situata  nel  corridojo  che  s*  in- 
contra fra  la  Sagrestia  e  il  Gonv.  ,  e  per 
5   anni  dal    18 13    occupò   il  luogo  del  cel. 

I  quadro  del  Barocci  in  Duomo  .  Si  veggo- 
no tuttavia  in  qu.  cap.  2  lapidi  incise  col— 

1  le  seg.  Iscriz.  :  in  una  ,,  Jlic  Jacet  Iw* 
lius  Ab,   De  Oddis   V^  S,   H.  Apud  Me- 

f  litens.  Quaesitor  Nursicie  Et  Montisalti 
In  Piceno  Gubernator  Obiit  Ann.  MD^ 
LXr,  KaU  lui.  ALtat.  Suae  LF.  „  INell' 
altra  collo  stemma  della  famiglia  ,,  Lean-- 
dia  Suinmae  Pudicitlae  Et  Probitatis 
Simonis  Oddi  Civis  Primarii  Uxori  Fi- 
line Pientiss.   Posuere   MDXFI  ,,  —  L* 

i  Alt.    che   segue   ha   una  tavola   in  mezzo  a 

I  a  altre  ,  la  quale  contiene  il  B.  nel  pre- 
sepio con  la  Madre  s.  Giuseppe  e  s.  Anna 
(  che  con  qual  fondamento  sia  ivi  stata 
collocata  neii'  azione  che  rappresenta  ,  lo 
espone  il  dotto  Antonio  Sandini  nella 
sua  Storia  della  Sagra  Famiglia  al  C ap, 

r  I-  )  i  2  giumenti  ,  varj  Angeli  ,  e  in  die- 
tro ,   i  Pastori  .    Sebbene  qu.  quadro  sia 


79^  I^i  ^*  Francesco 

giudicato  di  Orazio  Alfani   ,    e  dicesì  da 
ìui   dipinto  nel    i536   (  Descdi  s.Franp. 
22  )  ;  molti  degli   intelligenti    vi   ricono- 
scono il  pennello  di  Domenico  suo  padre, 
e   tantopiù   se   si   riflciia   che  la  squisitez- 
za del  lavoro     indica   una    mano    maestra 
già  provetta  nelT   arte  ,  e  Orazio  ,  allor- 
cliè   nel   i54G  fu  dal  card.  Frane.  Armel- 
lini  fatto  dipingere  il   quadro  ,   non  con- 
tava  che  26  anni  (^Mardet.pitp.o.^0^  (6) 
La  parte  che   si  vede  annicchiata  al  diso- 
pra di  qu.   quadro  contiene  la  immag.  del 
P.  Eterno  circondato  da  Serafini  ,  che  V 
Autore  della  Descrizione   asserisce    essere 
opera   di  Rafaello   ,     ma  che  1*   Orsini    la 
giudica  diligontis.   copia    fatta  da   Slefane 
Amadei  del  P,  Eterno  di  Rafaello  che  ser- 
via  di   finimento  al  quadro  che  rammen- 
teremo parlando     dell'   ultima  alt.   di   qu. 
navata    .     La  porzione  inferiore   presenta 
va]  j    grotteschi  a  chiaroscuro  che  stiman-   \ 
si  del    medes.   Rafaelle  .  Nel  fianco   sini- 
stro dell'   arco  dell'  alt.    è  una  lapide  in 
marmo    rosso  colla    semplice    epigrafe  ,, 
Ossa  Bartoli   ,,   qui  allogata   colle  ceneri 
dell*   Eroe  ,    dopoché   T  Alt.   fu  destinato 
alla   famig.  jilfani  di  cui  era  avo  il  ce- 
leber.  Giureconsulto  [y.  VAnnot,  i) —  L' 
alt.  con  ornato  di  stucco  simmetrico  a  quel- 
lo dicoutro.ha  un  quadro  di  singolarissimo 
pregio    opera   di  Benedetto  Bandiera  ,  nel 
quale  sul  dinanzi  di  egregia  prospettiva  ar- 
chitettonica è  rappresentato  s.  Bonaventura 
comunicato  da    uu*   Angelo  •  Appartiene 


Ch.  e  Convento  j^gr 

qu.alt.  alla  uob  Famiglia  Cesarei  il  di  cui 
stemma  scorgesi  nei   piedestalli  .    —  Neil' 
ultimo  ak.  spettante  alla  famig.   Saccalos- 
s\  ,   poi  Mariotti  ,   oggi   Cherubini  di  Pa— 
nicaie,  è  una  copia    pregevolissima  del  fa- 
moso quc»dro  di  Rafaello  esprimente  il  Re- 
dentore portato  al  sepolcro  .   Avca   questo 
quadro  il   suo    finimento    superiore  in  i\a 
Padre   Eterno    di    cui  la  copia     è   quella 
da   noi   sopranotata     all'   alt.   della    famig. 
Alfauj,e  la  preuella,in  una  tavoluccìa  com-» 
partita   a  3  tondi   a   chiaroscuro   colla  Fe- 
de Speranza   e   Carità  Tramezzati  da  alcu- 
ni  puttini,  della  quale  predella   si  vede  iu 
qu.   alt.   la   copia  .    (  OrsXìuida  pag,  3o4) 
Esistea  in  Sagrestìa  F  originale   che   rapi-» 
to  anch'  esso   nel    1797  »   ora   si  serba  nel- 
la   Galleria  del  Vaticano  dall'  anno   i8i6- 
L'   Originale  del  quadro  di  qu.   alt.   fatto 
dipingere  da  Atalanta  Baglioni   circa  Tan. 
ki5i8   in    cui    essa    morì    ,     fu    donato   dal 
provinciale  fra    Felice  da  Cascia  nel   1607 
I  al    card.  Scipione  Borghesi  ,    il  quale  fat- 
i  tolo  trasferire  in  Roma  nella  Galleria  Bor- 
!  ghesi  ,   ne    rimandò    qui  ,   con    3    lampa— 
,  de  di  argento  ,    la  copia  molto  esattamen- 
te eseguita  dal    cav.  Giuseppe  di  Arplno  % 
la  quale  in    qu.  alt.    si  ammira  .  (7) 

Sagrestia  .  Fu  questa  ridotta  nella 
forma  elegante  in  cui  si  vede  nel  1761  . 
I  In  mezzo  alla  volta  è  un  medaglione  ove 
Francesco  Appiani  dipinse  a  fresco  il  sf- 
rafico  Patriarca  rapito  in  dolce  estasi  al 
suono   di   angelico   armonioso    concente  . 


^9^  ^^  ^*  Francesco 

III     mez:zO  »  dicoutro  all'  ingresso  ,    sorge 
lui*  arco   fregiato  di   slucclii   e  dipìnto   ad 
arabeschi  ,   il   quale   introduce   nella   Gap. 
dei   Parati  ,   ove   ad  un*  altare  orbato  pu- 
re di   stucchi   è   apposto  un     quadro   della 
scuola  del  Barocci  ,  che  rappresenta  il  ri- 
poso  di  Gesù  colla   Madre  e    s.   Giuseppe 
mentre  portavansi   in  Egitto  .     Ài  lati  di 
qu.  alt.  sono   2  tavole  Lislunglie  colle  im- 
magini di  s.  Pietro  e  di  s.  Paolo    simili 
a  quelle  die  in  altre  2   tavole  della  me- 
desima dimensione  si  veggono  appesì  la- 
teralmente all'arco  della   cappella,   e  nel- 
le  quali  nel  lembo  delle  vesti  dei  d.  San- 
ti è  notato  •,  Florentius  Laurenti  P.  Pin-^ 
ocit  MCCCCLXXXFIL  „  Nello  sfonda 
a   sinistra    di  questa  cap.  evvi   un'  arca   e 
sottoposto  catino  tutto  di  marmo  rosso  per 
la   lavanda  delle  mani,  costruiti  nel  1094  7 
e   fovra   di   essi   è  annicchiata   uu'  urna  di 
legno   ove   si   conserva  il  teschio   e  alcune 
ossa  del    famoso  Braccio  Fortebracci  .  II 
teschio    presenta   la  frattura    prodotta    dal 
colpo  per  cui   morì  in  battaglia  presso  la 
Città   di  Aquila  ,  gli   stinchi   sono  lunghi 
**.   palmi  romani   ed   uvì  oncia  .  Nella  par- 
te anteriore  di  detta  urna   e   nella  poste- 
riore  leggonsi   le  Iscriz^ioni    trascritte  poi 
in   una   parete  del    l    Chiostro  ,  come  ve- 
dremo .    Le  pareti   di    questa   sagrestia   so- 
no  adorne  dei    riti'atti   di    G  Pontefici   e  di 
4(>   Cardinali  dell'  Ordine  Minoritico   in  ^ 
linee  di   quadri  con   loro  cornice  di  egual 
dimensione  .  Le  bussole  \  armadio  e  ere- 


Cli.  e  Convento  p'^.^S 

denzoni  di  noce  intarsiati   sono    opera   di 
fia   Lorenzo  Mazzotti   esperto  artciice  bo- 
iognese   converso  dell'Oidine,   che   gii  la- 
vorò  nel    1772.  — Fra   gli   anzidetti   cre- 
denzoni veggonsi  allogale   8   lavolucce  e- 
giegiamente  dipinte  a  tempera  T  an.    i47^ 
del   Vittore   Pisano   dello   il   Pisanello  Ve- 
ronese stimato  eccellentissimo  nell'arte  sua 
air  epoca   in  cui  visse  ,  Queste   tavole  rap- 
presentanti  le   geslia  di     s.   Bernardino  da 
Siena,  foimavano  le  cliiudende  di  una  nic- 
chia  che   accogliea  la   statua  di   d.  Santo  , 
e   nel  di   cui   fondo   era  il   quadro   di   Be- 
nedetto Bonfigii     che   ora   ammirasi     nelT 
altare  maggiore  di  s.  Bernardino,  come  ve- 
i  dremo  .  Avea    questa   nicchia   per  fronte- 
spizio    quel   nome  di   Gesù     dipinto  dallo 
\  stesso  Pisanello  ,  e   situato   ora  nel    I   Alt. 
&  destra   delTingresso  della   eh.,   come  ab- 
tiamo   osservato  .  I   soggetti   di   queste  ta- 
I  volucee  meritavano  di   essere   conosciuti,  e 
noi   con  particolare   studio  abbiam   procu- 
ralo  di    rilevarli    consultando   gli   Aiti  del 
S.    l'iferiti    dai   Bollnndisli  .     Comirniiaudo 
adunque  da    quella  die   è   allogata   alla  de- 
stra  deir  arco  della    cappel letta  ,    scora  e  si 
in   essa  la  nascita  di   s.  Bernardino  .  —  In 
quella,  a  sinistra  del  detto  arco,  volle   Tar- 
tefice  esprimere  la   special   grazia    ottenu- 
ta da    Dio  per   mezzo  delle    orazioni   di   s. 
Bernardino  da  Polissena    moglie    di   Ono- 
fiio    cittadino    illustre    di  Spoleto  .  Qjiesta 
giovine   di    anni   o4   congiunta    da   o,   anni 
in   malrimonio   solita  eia   ogni   3   mesi   ad 


^g4  lyi  s.  Francesco 

abortire   senza   mai  produrre  maturo  frut- 
to della  sua  unione  .  Mentre   il  Santo  pre- 
dicava nella    città  di   Spoleto  ,  trovossi  el- 
la nuovamente   nella  medesina   funesta   si- 
tuazione .  Prostrossi  a  suoi  piedi,  e  nel  ge- 
mito e   nella  pia  «cerba  amarezza  de'proprj 
dolori  ,   implorò  la   mediazione    dell'  Uom 
di   Dio   per  essere  liberata  da  tanto  infor- 
tunio .  Nel   tempo  medes.   si   pose  egli   ge- 
nuflesso   co'  suoi    compagni   ad    orare   per 
]a   infelice  ;   levossi  poco  dopo  ,  e   la   con-' 
fortò   a  sperare   che   vita  religiosa   menan- 
do  e   casta  ,  sarebbero   slati  dalla   div.  Mi- 
sericordia   appagati    i    suoi   desiderj,  sicco-' 
me  avvenne  .  Tuttociò   è   al   vivo  espresso, 
in   qu,  pittura  ,    ove   nel   campo   si   ammi-' 
ra  la  prospettiva  architettonica   di   un'ar- 
co trionfale    nella   sommità    del   cornicio 
ne  del  quale   si   legge   ,,  S.  P.    Q.  lì.  Dì" 
«;o   Tito   Dìià  f^e  spasi  ani  Filio  Di^o  P^e- 
ópasiano  angusto  A.  MC C C C LXXIII.^ 
Scrive    r  Orsini  ,    sopra   un*   annedoto   ri- 
ferito dal  Vasari  ,  che  essendo  stato   il  Pi- 
«anello    encomiato    in  belliss.    epigramma 
da   Tito  Vespasiano  Strozzi  fi orent.   il  vec- 
chio ,    padre    di    altro   Strozzi    egualmente 
poeta  ;  il  pittore  riconoscente   fece  di  qu. 
opera  una  dedica  al  suo  lodatore  .   Noi  pe- 
raltro  crediamo    che   il  pittore    non   aves- 
se    in   mira  una  dedica     così  ambigua   ed 
oscura,  ma  piuttosto  uno  scherzo  qui  inserì-  j 

lo  imitando  T  oz^fìXXo  dei  veri  archi   inai- 
ci o 

zati   dal   popolo    romano    al   merito  di  al- 
cuni imperadori  .  —  Il  I  che  vedesi  nel- 


Ch.  e  Convento  jrgS 

la  parete  dicontio  a  quella  ov*  e  la  cnp, 
descritta  e  che  rimane  presso  ali*  angolo 
vicino  alla  porta  d'  ingresso  della  sagre- 
stia dalla  eh.  ;  rappresenta  o  Piicoardo  Mi- 
cuzio  da  Aquila  o  Biagio  di  Pietro  da  Roc- 
cacoceto  ,  o  fr.  Ambrogio  di  Ungheria, in 
atto  d'  implorare  dal  S.  già  morto  la  gua- 
rigione dal  morbo  epilettico  ,  cui  anda- 
vano orribilmente  soggetti  ,  facendo  voto 
di  visitar  la  sua  tomba  .  Vi  si  scorge  il 
S.  in  gloria  che  ne  esaudisce  le  preghie- 
re (  Bolland.  20.  maj.  t  4-  /^-^Bi  788.  ) 
— *  Il  II.  che  segue  nella  medesima  linea 
presenta  Gio.  Antonio  Tornaro  il  quale 
assalito  da  feroci  slcarj  e  mortalmente  fe- 
rito ,  quindi  recato  in  letto  senza  speran- 
za di  vita  ,  per  consiglio  d'  ignota  voce 
che  si  fece  sentire  a  lui  così  giacente  se- 
mivivo la  stessa  notte  ,  ricorre  al  S.  ed 
ottiene  istantanea  guarigione  .  (  /c./j.^yS) 
• —  Nel  III  è  Antonio  di  Meo  da  Subia- 
co  giovanetto  di  anni  i3  che  trasportato 
dalla  corrente  impetuosa  del  fiume  che 
sboccava  presso  un  tempio  della  medesi- 
ma terra,  per  luoghi  dirupati  e  sassosi  ,  e 
sottratto  da  alcuni  nomini  alle  fuiie  del- 
le onde  ,  senza  che  in  lui  apparisse  vesti- 
gio di  vita  ;  ravvivato  venne  prodigiosam. 
dal  S.  col  mezzo  del  contatto  di  un  pan- 
nolino tinto  del  sangue  sgorgatogli  dalle 
narici  poco  dopo  il  .'^uo  transito  .  (  l.c.p, 
735  )  —  Nel  IV  scorgesi  s.  Bernardino 
in  atto  di  benedire  un*  infelice  che  esce 
I  come  da  un  carcere  tra  varj  soldati  ,  uno 


•7q6  Di  s.  Francesco 

uno  dei  quali  ripone  la  spada  nel  fodero 
ed  im'  altro  si  scaglia  furibondo  colia  spa- 
da nuda  verso  il  detenuto  .  Noi  non  sap- 
piamo indicare  a  qual  fatto  abbia  relazio- 
ne questa  pittura,  non  avendone  rinvenu- 
ta alcuna  traccia  nelle  biografiche  memo- 
rie del  Santo  .  Possiamo  peraltro  argo- 
mentare che  r  azione  qui  rappresentata 
abbia  rapporto  ad  alcuna  di  quelle  tante 
persecuzioni  e  carnificine  private  cLe  pro- 
dotte dalla  civile  discordia  inondavano  di 
sangue  le  contrade  italiane  ,  e  clie  furo- 
no mirabilmente  dal  S.  o  impedite  o  ri- 
parate non  meno  vivendo  clie  dopo  mor- 
to .  — ^  OìTre  il  V  la  Immagine  di  altro 
prodigioso  fatto  avvenuto  plesso  una  delle 
porte  di  Prato  città  in  Toscana  .  Uscen- 
do da  essa  il  Santo  accompagnato  da  affol- 
lata moltitudine  che  ad  alta  voce  implora- 
va la  sua  benedizione  ;  un  toro  indomito 
che  traversò  a  caso  in  quelle  vicinanze  spa-* 
ventato  dalle  grida  e  dalla  frequenza  del" 
popolo,  sì  pose  tumultuosamentt:  in  fuga  ro- 
vesciando a  terra  colle  corna  e  calpestando' 
quanti  gli  si  paravan  dinanzi  .  Fa  tra  que- 
sti un  fcinciullo  per  nome  Nicola  di  Lorenzo, 
che  già  semianime  rimasto  era  sdrajato  sul 
suolo  .  Prosteso  sulle  ginocchia  il  San- 
to, fervide  preci  indirizzò  al  Cielo  per  lui  , 
indi  applicando  sopra  di  esso  il  segno  del- 
la Redenzione  ,  lo  restituì  sano  e  salvo  ai 
parenti  .  (  Loc,  cit.  pag,  jSo.  cap-  III  /z. 
;I<^.)  —  Un*Uomo  assalito  da  un  fuo  rivale 
che  lo  ferisce  eoa  uuÌ6li  omento  campestre. 


Ch.  e  Convento  ^-97 

e  il  quale  cosi  offeso,  e  mirabilmente  sanatsi 
dal  Santo  ,   è  il    soggetto    dciT    ultimo   di 
questi  quadri  posto  vicino  alT  angolo  della 
Porta   the  introduce  in  Convento  ,  — —  lu 
mexzo  alla  parete   sinistra  di  questa    sagre-* 
stia    sopra    un    armadio  vedesi    locata    una 
tavola     arcuata   superiormente  :   ai   lati   di 
questa  in  fondo  di   oro  sono  dipinti  2  An- 
geli a  tutta  figura  cogli  emblemi  della  Pas- 
cione di   G.    C    simili   a   quelli   in    altre  2 
tavolucce  esistenti  nella  Galleria  dell*  Ac- 
cademia del   Disegno  ,  gli  uni  e  gli  altri 
creduti  di   Benedetto  Bonfigli   maestro    di 
Pi«?tro  .   Nel   frontespizio  di   essa   tavola   è 
la  V.   e  il    B.   circondali   da    Serafini    con 
2   Angeli   die  V  adorano  ;  pregevole   ope- 
ra  della  scuola    di  Pietro.  In   mezzo   alla 
stessa    tavola   sono  dipinti   degli  arabeschi 
a   chiaroscuro  .  Allo  innanzi  di   essa  vede- 
si   un   busto  di   s.  Giuseppe  da  Copertino  • 
—   Oltre   alle  pittaie  di  Rafaello  ricorda- 
te  parlando  dell'ultimo  alt.  nella  eh.,  esi- 
steano  in   questa   sagrestia   un*  altra   tavo- 
la  con  s.  Francesco  e   s.  Antonio  di  Gian- 
nicola    scolare  di  Pietro  ;  e  un*  Ecce  Ho-* 
mo  di    Rafaello  dipinti   1'  anno    i5i3  ,  ed 
altre  pitture  della  scuola  di  Pietro  disper- 
se nella    fatai*  epoca    del    1797^   —  Nelle 
stanze  contìgue  a   qu.  sagrestia    sì  conser- 
vano oltre  il  sunominafo  feretro  del  b.  E- 
gidio  ,   una  Spina   della   Corona  di    G.   C. 
di  cui  parleremo  neUe ^ nnot azioni,  un'an- 
tica leggenda    mss   in  pergamena  della  Yt- 
rol  JI.  Far.  IL  e 


ygS  Di  s.  Francesco 

ta   del   b.   Egidio  ,   un   breviario   parinien- 
•     ti   mss.   in  pergamena   del  I   sec   dell    Oi- 
dine  Francescano   colle  note  del  canto  che 
allora    si    usavA  .    Eravi    pure    un    paliotto 
ricamato  d*  oro   con  figure   ove  leggeasi  a 
caratteri     gotici   ,,   Nicolaiis  Simonis     da 
Urbe  me  fecit  ,,   pregevole  per  la   sua  an- 
tichità   e   per  la   memoria    che    si   ha    che 
fosse  donato  dalla   Madre    di    s.   Lodovico 
vesc.    di  Tolosa  .  Fu  improvvidamente  di- 
strutto nel    1789. 

Commento  .  Per  le  copiose  acque  che 
scorrono   sotto  la    fabbrica  di     qu.   Conv. 
e  per   la   mal  ferma   qualità  del   terreno  su 
cui   una   parte  di   essa   è   basata,   die    fino 
da   remotissimi    tempi   indizj   di    poca   sta- 
bilità .   Furono   perciò   frequenti   le  l'ipa- 
razioni  a  cui   si  dovette  appigliarsi  per  im- 
pedirne  la   totale  rovina  .  Dal   18  ro   al  i5 
abbandonata  a  se  stessa  ,  crebbe  le  minac- 
ce di    devastamento  ;  quindi  appena   i  PP. 
Conventuali    ripristinati   furono    nel    pos- 
sesso del   loro  soggiorno  nel  181  5  «    si   vi- 
dero costretti   a   porre    mano   alla  costru- 
zione di  nuovo  profondiss   pilone  che  reg- 
gesse  il    Coro  ,  e  a  demolire   un  dormito- 
rio  gi^  prossimi   a  cadere  .  Il  muro  orien- 
tale del  I  chiostro  che  sostiene  il  coro  sud. 
fu   quindi    roborato  dell*  indie,    pilone  ,  e 
tolti   perciò  i    monumenti   e  le  iscrizioni  » 
che   trasferiti   dalla   eh.    vecchia  ,  vi    si    al- 
logarono  dopo  la    restaurazione  del  Conv. 
circa   r  an.    1780.  Molti   di  qu.  monumen- 
ti craao  già  siali  deformali  e  guaiti. dal-* 


la  militare  Jiceuza  allorchò  nel  i]"C)8  e  ()o 
qui  alloggìai\pno  Ire  truppe  francesi  .  Al- 
cuui  di  essi  si  conservano  ancora  in  una 
stanza  di  qu.  medesimo  chiostro  .  Le  iscri- 
zioni fuiono  tutte  pubblicate  dal  p  Mo- 
destini  ,  e  noi  faiemo  di  e.%s^  qualche  pa- 
rola nelle  Annotazioni  al  -presente  Art. 
DegT  indicati  monumenti  rimane  ancora  , 
benché  mal  ridotto  ,  quello  di  stucco  eret- 
to nel  1790  a  sinistra  deli  ingresso  ,  col 
busto  del  famoso  Braccio  Foitebracci  e 
colla  Iscriz.  apposta  un  tempo  sulla  sua 
tomba  in  una  pajete  del  coro  e  poi  tra- 
scritta suir  urna  dove  si  conservano  le 
sue  ossa  .  E*  la  si'gy  ,,  /.  C •  R.  Bracino 
Fortebrackio  Pera  sino  Italicae  Militi ae 
Parenti  Z.  DD  Eugen.  IF  Pont.  JMaoc. 
—  Hospes  T.ege  Et  Luge  —  Perusiae 
Natum  Montoniim  Me  Exulem  Excepii 
fl'Iars  Patriam  Umbriam  Et  C apiiam  Mi- 
hi  Subegit  Roma  Pariiit  Italia  Theatrun% 
Spectator  Orbis  Fuit  At  Aquila  Cadcn^ 
tem  Bisit  Quein  Patria  Lugens  Brevi  HaQ 
Urna  Tegit  Heu  !  Mars  Extulit  Mors 
Abstulit  — -  Abi  „  —  Entrando  nel  li 
Chiostro  ,  veggonsi  5  lunette  con  pittu- 
re di  qualche  pregio  .  Nella  I  imm'^dia— 
tam  alla  sinistra  dell'  ingresso  ,  è  la  V. 
'col  B.  e  s.  Frali  ce  SCO  in  gloria  fra  le  nu- 
bi ,  e  sottessi  in  gruppo  vai  j  Profeti  e  Si- 
bille coi  lóro  libri  ove  annuiiziaiono  le 
eircost>fize  della  n«  scila  del  Redentoie  si- 
mili in  parie   a   quelle  della   nascita  di   s* 

e  2 


8 00  Di  s.  Francesco 

Francesco  .  E*    opeta    del    Fabrìzi    fatta  V 
anno    1627.  Nella  II  »  divisa  in   due  parli  , 
furono  espresse  le   sunolate   2    Nascite  da 
Girolamo  Marinelli  nel  i63o.  Nel  fine  del 
peduccio  che   siegue   è   in  un  tondo  dipin- 
ta la  immag.   di   Rinaldo  con.    di    Cocco- 
xano  colla  seg.  memoria  „  Raynaldiis  Co-* 
mcs     Coccorani    Biscinae  etc.   Paternae 
In  *S.  Franciscum  Pietatis  jEmulator  Pri-* 
mas  Huius  Coenobii  Sub   Titulo  S-  Ni'-- 
colai  jTldiculae  Et  Fundi  Donator  Ari'^ 
no  CIO.  ce  >  X.  «,  (^v.lAnnot*  i.  a  qu^  Art.^ 
Nella   III   è  dipinto    s.   Francesco    infruiie 
in   grembo    alla    nndrice   visitato  da    varie 
persone  di  qualità  .  La  IV   rappresenta  la 
caduta  degl*  idoli   nell'  Egitto  alla   presen- 
za del    div.   Infante    colà    trasportato  .    Vi 
si   vede  esso  posato    dalla   Madre    sopra  V 
ara  di  un   simulacro  che  rovina  .  Nel  pie- 
distallo dell'  ara  è  scritto  il  motto  d*  Isaia 
e.    191»  Ecce  Dominiis  ascendit  super  nu-^ 
beni  lev^em  et  ingredietur  jEgiptum  et  com^- 
moi^ebuntur  simulacraJEgipti  afacie  etus,^ 
Vi  si  dipinse  forse  qu.   fatto    per  allude- 
re   al  cangiamento    dei    perversi    costumi 
procurato  dalla  Provviden/.a  col  far  sorger 
re  a  benefizia  della  Chiesa  il  Patriarca  di 
Asisi  .   Queste  2   pitture  sono   di   Girola- 
mo   Giorgetti    di    A.sisi  allievo   del  Lan- 
franco %   eseguita  nel    i636.   La    V  che  è 
in   prospetto   della  porta    d*  ingresso    alla 
fine  del  portico  ,  h?*    s.  Francesco  che  pre- 
dica al  popolo  di  Perugia  .  Fu  dipinta  dal 
icav.  Beraaidiao  Gagliardi  V   aaao  iQZ'j* 


Ch.  e  Convento  801 

Sono  air  intorno  di  questo  chiostro  co- 
modi e  spaziosi  appartamenti  per  uso  de* 
Religiosi  .  (8)  —  Prima  di  uscire  da  iju* 
convento  può  volgersi  uno  sguardo  al  Cam- 
panile che  presenta  una  bene  intesa  log» 
già  quadrata  eretta  dai  fondamenti  nel  i  ^ifi% 
in  vece  del  vecchio  rovinoso  %  situato 
già  e  collegato  coli*  angolo  della  chiesa 
presso  il  coro  dalla  parte  del  vangelo  .  So- 
no in  questo  3  armonìosissime  campane 
delle  quali  così  ci  die  contezza  il  p.  Mo-^ 
destini  nella  più  volte  citata  sua  Descri- 
zione ,,  La  maggiore  di  q$sq  è  singolare 
e  celebre  non  solamente  pel  grato  e  dol- 
ce suono  >  onde  Viola  comunemente  si  ap- 
pella .  ma  ancora  perchè  chiamasi  ViolcL 
di  s.  Bernardino,  attesa  la  volgare  costan- 
te  tradizione  che  corre  nel  popolo  ♦  cioè 
che  predicando  il  d.  Santo  nella  Piazza^del 
Duomo  di  Perugia  ,  d*  improvviso  inter- 
roHìpesse  la  sua  concione,  e  dicesse  al  po- 
polo stesso  che  la  sua  Viola  era  cadii^ 
ta  ma  non  si  era  fatta  alcun  male  ,  co- 
me r  evento  lo  dimostrò  .  Tale  campana 
adunque  cbe  per  la  sua  grandezza  è  la 
prima  nel  predetto  campanile,  ha  d'intor- 
no nella  sua  cima  la  seg.  Iscriz.  colle  ab- 
breviature e  caratteri  detti  gotici  ,,  ^  Prì^ 
mo  Die  Decembri  .  j^n.  Dom.  MCCC X 
LUI  Tempore  B,  Dni,  Benedicti  PP,  XII 
—  Verbiim  Caro  Factum  Est  Et  Habi'^ 
tavit  In  JVobis  —  ^ve  Maria  Gratia 
Piena  Dominus  Tecum  .  jj<  .  Surreocit 
Dominus  Fere  .  —  Magister  Angelus  Et 


-^ìUì  \Ejns  Nicholaus  Et    lohanncs    De 
Ur^evetei'i  Me    Fecerunt     tempere     fY^ 
Georgii   Guai'diani    C otìuenlus  .  ,,   Ni.  Ila 
parte  orient.  ed  occidcnt  della  nudcs.  cam- 
pana  è    impressa  la   iniiiiag.   di    s    Fraiice-r 
^co  iu  atto   di  ricever*^  le  stimmate  ,  e  nel- 
la  parte   settentrlojjale     e   meridionale  ,   s. 
IVJìchelo  .  —  Nella  II    o  sia  mezzana  leg— 
gesi   in   caratteri   tondi   e   senza   abbrevia- 
ture „  .4.  D.MCCLXXXFI .    *  Mcn- 
tcm  Sanctam   Spontaneam  Honorem  E% 
Patriae  Liberationem — ^ve  Maria  (ha-^ 
tìa  Piena  Dominus  Tecian  BenedìctaTu  Iiv 
Mulieribus  Et  Benedictus  Fruclus  Ven-* 
tris    Tui    — —    Magi  s  ter    Ioannes     Pisar 
nus    Me    Fecit    •    —     Nella    minore     si 
legge    „    A.    D.    MCCCF  Ad  Hono^ 
rem   Dei   Et   B*   M.    Virginis    Et    Bear- 
ci Francisci  Confessoris  Tempore   Guar^ 
diani  Ugolini   Sinibaldi  Magistri  loan^ 
nes  Et  Andreas  Pisani  Me  Fecerunt  ,, 
Per  rendere  anche  più  armonioso  il  dop- 
pio di  d.  campane  .  ricostruendosi   nuova- 
mente nel    1807  ,  Tarmatura  di  esse  .  per 
impegno  dell'  economo  p.   Andrea  Ciuci- 
li .   se    ne  aggiunse  una    quarta   fatta   ap- 
positamente fondere  ;  ma  riputandosi   inu- 
tile nel    18 16,  il  guardiano  p.   m.  Giusep- 
pe Maria  Calvieri     pensò   di  venderla  ,   e 
la   die   di   fatto   per   se.    100   alle   monache 
di   s.  Giuliana  che  in  tempo  della  soppres- 
sione  videro   come  tutte  le  altre  la  disper- 
sione delle  3   loro  campane  .  —  Tornan- 
do indietro     per    rientrare   nella     spaziosa 
Piazza  che     è   innanzi  alle  2   chiese  di  s. 


eh,  di  s*  Beni  aretino  8o3 

Francesco  e  di  s.  Bernardino  (g)  ,  ed 
iisceiido  per  la  porta  del  Convento  ,  a  ma^ 
no  destra  del  corridojo  che  si  passa  fra 
Je  2  porte  interna  ed  esterna  di  esso  ,  veg* 
gonsi   gli   avanzi  dell* 

Oratorio  di  s.  Girolamo  .  Quest*  O- 
ratorio  di  una  Compagnia  sotto  la  invoca- 
zione di  d. Santo  (io)  ,  fu  colle  camere  an- 
nesse guasto  e  rovinato,  essendovisi  allogate 
le  truppe  nel  1797  e  negli  anni  seg.  ,  onde 
non  rimangono  di  esso  die  le  mura  prin- 
cipali .  —  Alla  destra  della  porta  d'  in- 
gresso di  qii.  Gonv.  soi'ge  la 

CH.  di  S.  BERNARDINO  .  Fin  dal 
1459  fu  la  edificazione  di  qu.  Chiesa  prò-* 
mossa  dal  ministro  gener.  p.  Angelo    del 
Toscano  ,  e  fu  la  d.  edificazione  compìu* 
la  nel    i46i    col   sussidio  del  pub.  erario» 
(i)     La   sua   facciata   di   marmi   egregiam. 
intagliali   è    opera  del  cel.  Agostino  della 
Robbia  .  E'  desso  un   quadrilungo  termi-» 
nante  in  frontesp.  ad  angolo   ottuso    coul 
arco   sotto  di  cui   sono  le  2   porte   d*  in- 
gresso ,  alle  quali   si  accede  per  5  gradi- 
ni ed   un   ripiano  di  liscia  pietra   vìva  no- 
strale .   Nel   frontesp.   è   la  figura  di  G.  G. 
adorato  dagl'  Angeli  .  Posa  esso  sopra  uà 
cornicione  nel  di  cui  fregio  si  legge  ,,  ^w* 
gusta  Pcrusia  MCCCCLXT.  ,,   Sotto  di 
esso  s'  inalza  un  maestoso  arqo  .   La  gros- 
sezza  obbliqua  dei  suo  sesto  è   compartita 
nella   curva   da   piccoli   quadrati   con   teste 
di  serafini  ,  e  sotto  lateralmente  le  imma- 
gini emblematiche  a  tutta  figura  ,  a  de- 


8o4  Ch.  di  S'  Bernardino 

5tra  della   Misericordia    della     Divozione 
e  della   Furila  ,   a  sinistra   della   licligìo'» 
ne  della  AJo/  ti/icazione   e  della  Pazien^ 
za  .  La   grossezza   esterna  è  tutta  al  diso- 
pra  scorniciata   e   inferiormente    divisa   in 
6   compartimenti   ove    sono   scolpiti    degli 
Angeli    ia  atto  di   suonare    varj     musicali 
istromenti    .     Nei    iriangoM    sopra    1*   arco 
sono   in  rilievo   2   gi^ifi   stemmi    della  Cit- 
tà .   I  piloni  laterali  di  qu.  facciata   si  veg— . 
gono   occupati  da  4  nicchie  con  colonnet- 
te spirali  di  ordine  composito  che  reggo- 
no  un   frontesp.   acuto  .  Entro  alle   2  nic- 
chie  superiori  sono   le  statue  dell*  Ange- 
lo Gabriele  e  della  V.  Annunziata  .  En- 
tro alle  inferiori  le  statue   di  s.   Costan- 
zo e  di  s.  Ercolano  .  Sotto  le  nicchie  su- 
periori sono  2   quadrati   ove  a  bassorilie- 
vo si  vede  a  destra   scolpito  il  Santo    che 
il  dì  3  di  niag.  del   i444  predicando  nell* 
Isola  Maggiore  del  nostro  Lago  Trasime- 
no riceve  tra   i  Religiosi    del  suo  Ordine 
il  b.   Giacomo  della  marca   (  Bolland.  T* 
JF^.pag*  724)   A  sinistra  scorgesi  il  San- 
to  che  in  atto  di  predicare  è  illustrato  dal- 
lo   splendore  di  una   stella   ,  la    quale    in 
chiaro   giorno  brilla     sopra   il   suo   capo  , 
prodigio  avvenuto   nella  città    di  Aquila  5 
anni   prima   della    sua   morte  ,   mentre   ce- 
lebrava  in   un  discorso   le   Glorie   di   Ma- 
ria .  ( /.c/7.73  1 .74'^-  )   Sotto   le  nicchie  in- 
feriori   sono  2  tondi  ov'  è  ripetuto  lo  stem- 
ma  della   Città   .   Nello   spazio  tra   la  cur- 
va deir  arco  e  il  cornicione  superiore  al-* 


eh.    di   s.  Bernardino  8o5 

Je   porte,  in  foiido  azzurro,  è  la  intiera  fi- 
gura di  s.   Bernardino  iix  atto  di  benedi- 
re  circondato  da  doppia   corona  di  splen- 
dori e  di  Angeli  .   Nel  fregio   di  qu.  cor- 
nic.  iu   3   comparti   sono  rappresentali    3. 
fatti  del   Santo    .   In  quello   di   mezzo    ,   è 
il   Santo  die  predica  ai  perugini,  e  il  ro- 
go eh'  egli   fé   accendere   sulla  Piazza  del 
nostro  Duomo  ,   ove   s*  incendiarono   libri 
superstiziosi   di     necronian/ia   e  astrologia 
giudiziaria,  stoltezza   allora   di  moda  ,   car- 
te da  giueco  ,  pitture  oscene  ,  armi  vie- 
tate ,  e  arredi  di  lusso  femminile  ,  stro- 
menti   d*   iniquità  e  di  delitti  .  E*  perciò 
che  dalle  fiamme  si  veggono  uscir  dei  de- 
luonj  .     In   quella   a  destra   si   veggono   2. 
fanciulli  salvati  per  intercessione   del  San- 
to  dair   impeto  delle   acque  di  un   molino 
nelle   quali    sdrucciolati   essendo    ,   furono 
prodigiosam.   sottratti  alla  morte  .  Qu.  mi- 
racolo 2  volle  ripetuto  nelle  vicinanze  del- 
la  città   di   Aquila   dopo  la   moite   del     S. 
è   pur  riferito  dai   Bollandisti    nel  cit.  voi. 
alla  pag.  ^66  e  jj?4  •    Nel    comparto   a    si- 
nistra  si    voile   forse   alludere   al   fatto   av* 
venuto  in   Aquila   mentre   rimase     per   26 
giorni   inuniato  il   Corpo  del    S.    Insorse- 
ro  alcuni   de'   principali    cittadini     contro 
i   Consoli   della   città   medes.  ,     e  tolta    ad 
essi   r  autorità  ,    formalmente   li   coiidrrn- 
narono  alla  decapitazione  :   mentre   avvin- 
ti  erano  i    miseri   e   sta  vasi   per   eseguir  Ia 
sentenza;   si  udì  una  voce  che  grido  ,,  Non 

e  3 


8o6  Ch.  di  j.  Bernardino 

vogJiate   spargtiro  sangue  iiinocenle,ma  re- 
catevi  piuttosto  alla   eh.   de'    frati     minori 
ed  ivi   potrete   laceogliere   in   copia  ,   e  sa- 
ziar d'    innocente   sangue  il  vostro   furore 
quanto   vi   aggrada  .   ,,  Vi   si  accorse,    e   si 
videro    sgorgare   dalle    narici   del  S.    come 
iì   perenni   fonti  di   sangue  ,    del   Anale    s* 
inzupparono   molti  panni  e   se  ne  empi  mi 
vaso   che  poi   s.   Giov.   da    Gapist/auo    per 
molti   anni  recò    sempre   seco    ,     operando 
con   esso  molti  prodigi    .    Qu.   portento   fò 
deporre   la    ferocia   agli   aquilani     e  resti- 
tuì l'ordine  alla  Città  .  Lo  Scultore  per  in- 
dicarlo   ,     pose   il    vaso   predetto   in   mano 
del  S.   che   qui   si  vede   in  alto   scolpito  [l. 
cy^.774  )    I    fondi  ove   sono  le  2    porte  fu- 
rono  ingegnosamente    intagliati    a   foglia- 
mi  frutti  ed  arabeschi  .    Ha  qu.  eh.  v»  por- 
te r    una   prossima   all'  altra   come   antica- 
mente   le   aveano     tutte   quelle     che   erano 
visitate  da     processioni    e   che   mancavano 
d*    ingresso   in  altra  parte  ,   e  ciò  pel  buon 
regolamento  delle  medesime  ,  —  L'  inter- 
no  della  Chiesa   ha  il  suo   volto   a   cordoni 
giusta   la   così   detta    gotica   maniera,   ed   è 
sostenuto  da   8   pilastri    semicircolari    che 
80no   la   continuazione  dei  medes.   coidoni 
intersecati   da    capitelli    di   capricciosa   ar- 
chitettura .   A  piò    fra  le  2  porte    è   collo- 
cato   un    gran     Crocifisso    dipinto  in   una 
Cioce   di   legno   intagliata   ne*  suoi   ango— 
li    .     Il   tondo    con   cui  termina    la    C«oce 
nella  parte    superiore  ha    un   P    Eterno  in 
allo,  e  sotto  di  esso  la  Mt*donna  fra  2  An- 


Ch'  di  s*  'Bernardino  ^07 

geli  .   Le  estremità  laterali   hanno  la  Mad- 
dalena  e  s.  Gio.  Nella  inferiore   è  s.  Fran. 
inginocchiato  .    Qn.  pittura    merita    specia- 
le  riguardo   sì  perchè   è   opera   del     celeb. 
Margarilone     che   fu  uno  dei    precursori 
del   Risorgimento  della   Pittura  e  della  fa- 
mosa Scuola  Fiorentina  ,  e  che  qu.  Cro- 
ce dipinse  nel    i^j.'^i  ,   siccome  attesta  1'  i— 
scriz.   apposta   alla   medes.    Croce  ;   5  ì  per- 
chè  il   Ritratto   di    s.   Frane,    ci  dà   una  si- 
cura idea  del  suo  Originale,  per  averlo  an- 
che  altrove   Io     stesso  pittore    espresso  al 
naturale  ,   siccome   afferma   il  A^asari    ,     a 
per  averlo  qui  dipinto  per  la  eh.  de*  Fran^ 
cescaiii   in   tempi   nei   quali   e   fra   questi  e 
fra   gli  altri   perugini     molti   poteano  an- 
cor  vivere   di   quelli   che  personalmente  il 
conobbero  .   Per   ornamento  di   qu.  Croce 
crodesi    che   dipingesse   il   Bonfìgli    quegli 
Angeli     cogli     stromenti   della    Passione   , 
2    tavole   de'  quali    abbiamo    osservato  nel- 
la  Galleria   dell*   Accademia     del   Disegno 
e   2    nella    sagrestia   dei   Min.    Conv.  —  L' 
unico   Alt.   che   presentemente   si   vede    ia 
qu.   eh.    rimbiancata  e  rabbellita  nel    18 1 5 
ha   un*   antico   quadro    in    tela   dipinto  dal 
d.   BonOgli   rappresentante   in   alto     G.    C. 
con   una   bandiera  circondato  da  una  mol- 
titudine di   Angeli    tutti   vestiti    e   s.   Ber- 
nardi/jo   da    siena    in   piedi    .     Nella   parte 
infe- iore,  con  non  ripiovabile  anacronismo, 
espjesNe   il   Pittore   2    fatti   distinti    ,     cioè 
la   disi  ibuzione   delle     candele     benedette 
faua  da  Pio  IL  nel    1409  ,   e  V  incendio 


8o8  Ch»  della    Giustizici 

sopra  notato  di  libri  ec.   eseguita  per  or- 
dine di   s.   Bernardino    nel    i^i^.  Si   veg- 
gono   nella  pittura   il  Papa  vestilo  di  abi- 
to pontificale  ,   i  Magistrati  ,   varj  religio- 
si  e  donne  con    candele  accese   in   mano, 
alcuni  panieri    con  libri   armi   e  vesti    di 
lusso  ,   ed   un   putto   che  appicca    il   fuoco 
a  varie  ^arte   con  un  demonio  sngT  OD.e- 
rl  .Dietro  queste  figure  in  prospetto   è  ri- 
tratta  la  facciata    di   qu.   eh.    Il   quadro    è 
cinto  da    cornice    ed   ornati    di   legno   co- 
lorito  e   filettato   di   oro  .   La   Mensa    è   di 
jnarmo   rosso  di  montemalbe   eostenuta  da 
8   archi   a    cordoni   di   forma   gotica  .    Ri- 
jnangono   ancora  in  qualche  parte  del  pa- 
vimento le  vestigia    dell'  antico     artificio 
col  quale  era   formato  a  piccioli  quadret- 
ti  di    mattoni    smaltiti   a    fiori    .    Lateral- 
mente air  Alt.    sono  2.  porte  che  intro- 
ducono  nella 

CH    della    Confraternita     DEI   SS. 
ANDREA  E  BERNARDINO  detta  anco- 
ra  DFLLA   GIUSTIZIA  .   La  piìi  squisi- 
ta moderna  eleganza  fregia  qu.  nobilissima 
chiesa   che  fu  eretta  ove  era  T  antico  novi- 
ziato del  conv.  di    s.  Frane.  ,    dopo  la  unio- 
ne delle   due  Compagnie  dei    ss.  Andrea   e 
Bernard?no  nel  iSSy  .  (i)  Vi  si  entra  per 
jnezzo  di  un  piccoloAtrio   che   mette   sotta 
tin*a!Co  sostenuto  da  due  colonne  di  stucca 
e  sostituito  a  doppia  arcata  con  pi'astsi   ia 
mezzo   ,   nel    1789   ,   In   mezzo  alla   parete 
principale  dell  atrio  è  situato  in  cornice  di 
5IUCC0  a  marmo  bianco  un  quadro  colla  V- 


Ch*  della    Giustìzia  809 

il  B.  ed  1  ss.  Gio.Balt.  Andiea  e  Bernardi- 
no inginocchiato  :  ò  opera  assai  stimata   di 
Gaetano  Lapis  eseguita  nel   1^62  per  1*  alt. 
mag.  ove  rimase  situato  sino  al  1789  •  Sot- 
to il  detto  quadro  in  lapide  a  stucco  si  leg-. 
gè  ,,  SodalìtiumSub  AuspiciisDD.jdndve^ 
ce  Et  Biinardini  Prope  Pomeriwn  Uibìs 
j4d   Portaui   D-  Susannce  Anno   cij  CCC 
LXXiy   Circiter    Erectiim  Deinde  Anno 
CIO  IO  XXX  FU  Ad  C oenobium  D,  Fran^ 
cisci  TranslatuniSodales  Universi  C oele^ 
stiuin  Patronorion  Numini  Majestatique 
Denoti  Scechlis  XVII  XFJir.  Diuturna  Cii" 
ra     Novis  C onstructionibus  Ampliarunt 
T^ahulis  Pictis  Abside  Altare  Opere  Al-» 
^ario  Auro  Nitentibus  Omnibus  Et  JVo^o 
Cultu  Exornandum   Curarunt  Assidue  „ 
—  Il  soffitto  è   di   legno  vagamente  inta- 
gliato ù  lacunari  fregj  riquadrature  e  roso- 
ni .  Di  legno  parimenti  intagliato  è  T  ar- 
chitrave che  gira  intorno  alla  chiesa,  Tuno 
e  r  altro  lavorato  a  spese  de'  fratelli  V  an- 
no   1088  ,  e  il  tutto  messo  a  oro  da  Giaco- 
mo Agretti  perugino  V  anno    ij63  .  Sotto 
r   architrave   sono   dei  festoni  di   stucco   » 
di  stucco  parimenti  sono  gli  ornati  a  festo- 
ni a  fiori  ed  arabeschi  sopra  sotto  e  fra  le 
cornici  de'  quadri  e  delle  finestre  ai  quadri 
stessi   frammezzate  .  Furono    questi   orna- 
menti  eseguiti   l'anno    1784   da  Gio     Bat. 
Caronici  milanese  sul  disegno  del  capitano 
Giuse[)pe  Adriani  di  Velletri  .  Fmono  tut- 
ti messi  a  oro  .  parte  fino  ai  primi  due  qua- 
dri  nel  1796  e  nel  rimanent»^  nel  1817  — 


8ro  Ch^  della  Giustizia 

Sopra   r  arco   del    menzionato   atrio   è  una 
cartella  colla  memoria  ,,  Ut  Augustius  Pa^^ 
tcret  Sodalitatis   Universce   (Jpe   Et  In-^ 
stantia    Perfactum   Est   yhi.  À-  5.  CIO  lo 
CCCxyiii  .  —  Il  primo  quadro  uelT  estre- 
ma facciata  a   destra  dell'  Ingresso  rappre- 
senta s.    Bernardino   che   ricusa    la    dignità 
cardinalizia  e  il  Vescovado    di  Siena  ofrer— 
logli  da  Martino  V.  1'  anno  i43o  ,  siccome 
alcuni   anni  innanzi  avea  ricusate  le  > esco- 
vili sedi  di  Ferrara  ed  Uibino  .  E    opera  di 
Vinc.    Ferreri    perugino    dipinto    1'   anno 
1790   .  —  Il  II  che  segue   ultimo  della  si- 
nistra   parete    dell  Oratorio  ha  la   predica  — 
zion»^  di  s  Gio.Bat.  opera  di  MmiccHg  Leo- 
pardi  eseguita  nel    1787  .    —  Nel  quadro 
di  mezzo,  Carlo  Labi  uzzi  romano  nel  1790 
espresse  il  prodigio  operato  da  s,  Bernardi- 
Do  in  Perugia  poco  dopo   la   sua   morte   in 
persona    di  Nicola    Teutonico  abitante   la 
qu. Città  che  caduto  dalle  muia  di  essa  e  fra- 
cassate le  membia   e   il   capo  ravvolto   nel 
proprio   sangue  rimase,   per   8    ore   conti- 
nue  privo   de*    sensi   in   guisa     che   fu  ri- 
putato estinto  .  Implorò   ferventemente  la 
devota   sua  moglie  la  intercessione  del  S. 
e  r   infelice   rimase   istantaneamente  sana- 
to .    (  Bolland  Act.  IF.  Tom.  IF^pag.^ZQ 
edit.     uen-   1740-    )   —  ^   seguente,  pri- 
mo di   qu.   parete,  presenta   1'  Apostolo   s. 
Andrea   in   atto  di  essere   battuto  per  aver 
resistito  al    comando  di   Egea    PiOconsole 
dell*   Acaja   che  il    volle    inutilmente     co- 
stringere air  adorazione  degT  Idoli  .   Con 


Ch'  della  Giustizia  8 il' 

molta   espressione   fu   qui   clolinento   il  fat- 
to  dal    Leopardi    nel    1787  .   —  Il   quadrò 
a    manca   deli'    alt.    col   Battes.    di   G.   G     è 
del   medes.    Leopardi,  dipinto   nel    1781    . 
—  Segue   il  ricco   e   maestoso   A!t.     tutto 
di    legno  intagliato   nel   1629  e  dorato  dall' 
Agretti   nel    1762  .   Ila   4   pilastri   e   2    co- 
lonne  scanalate  di   ord.    compo-jito  .     Nel 
frontesp.  diviso   si   veggono    sedenti   le  fi- 
c^uve   della   Giustizia    e   della   Pace  ,   e    so— 
pra    r    attico    ov'    ò   lo   Spir.    S.     in    figura 
di   Colomba   tra  gli  splendori,    sono  o.  An- 
geli  che  portano  in  trionfo  la  Croce  .   Nel 
i  fondo    dell'    clegantis.     baldacchino   e  di- 
pinto dal    Leopardi   il   P     Eterno     fra    gli 
Angeli  .  Il   quadro   è  di    Pietro   perug.  di- 
ligentem.   restaurato    nel    Ì789  da    Frane. 
Eomero   romano  .     Evvi    la    V.    e   il   B.   ia 
gloria   tra  gli   Angeli,   e  sotto,  s.   France— 
«co  e  s.  Bernardino  inginocchiati  ;   in  lon- 
tananza, una   prospettiva  di   Perugia  e  del 
liceale  d.   Campo  di  orto   ove   s'   inalzò  la 
fabbrica   del   Conv.   e   Ch.   dedicati   al  Se- 
rafico Patriarca,  e  dapoi   nel  sec.  XIV.   la 
Gh.   di    s.  Bernardino  e  nel    XVI-     quest* 
Oratorio   .     Veggonu  pure   in   lontananza 
genuflessi  i   nostri   Magistrati  ,   alcuni   re- 
ligiosi   tra   una    moltitudine  di   altre  per- 
sone ,   e  alcuni    fratelli   di   qu.   Cong^^ega- 
zìone   col  cappuccio   sul   volto  .  —  La   De- 
collazione di    s.    Gio    Batt.   nel    quadro     a 
^  destra  dell'  alt.  è  del  d.  Leopardi  nel  1781. 
'  »—  Del    medes.   ,   dipinto  V    an.    1780  ,    è 
il  Martirio  di  s  Andrea  affisso  e  non  av- 


8 12  c/i.  della  Giustizia 

vlulo  ,  come  preleverò  alcuni,  alla  Crocet 
la  forma  della  quale  noa  è  certo  che  fos- 
se decussata  couie  è  uso  rappresentarla  « 
ma  simile  a  quella  del  Redentore  .  (  i>. 
Sandi'ni .  y^tapos.  )  —  Il  II.  quadro  di 
qu.  parete  sinistra  esprime  la  zelante  pre- 
dicazione di  s.  Bernardino  ai  perugini  .  E* 
opera  del  Matteini  nel  1790  .  —  Erodia- 
de  eh'  esulta  col  Cipo  di  s.  Gio.  Bat.  nel 
disco  ò  il  soggetto  dell'  ultimo  quadro  di 
qu.  parete,  opera  del  Leopardi  eseguita» 
come  quello  del  quadro  dicontro  nello  stes- 
so anno  i  787  .  — *  S.  Andrea  che  nel  pre- 
sentarglisi  la  Croce,  volonteroso  l'abbrac- 
cia in  atto  di  pronunziare  quelle  genero- 
se parole  ,,  O  bona  Crux  \  Quae  deco^ 
rem  ex  membris  Donimi  suscepisti  diu 
desiderata  ,  solicite  amata  ,  sine  intera* 
missione  quaesita  ,  et  aliquando  cupien^ 
ti  animo  praeparata  ;  accipe  me  ab  ho^ 
minibus  et  redde  me  Magistro  meo  ^  ut 
per  te  me  rccipiat  qui  per  te  me  rede*» 
mit ,,  :  è  vivamente  espresso  nell'  ultimo 
quadro  dell'  ultima  parete  ,  opera  del  sud, 
Ferreri  nel  1790  .  —  Le  2  pareli  late-» 
ralì  sono  pure  adorne  di  elegantiss.  seg- 
gi di  noce  tinti  e  lustrati  ad  ebano  eoa 
cornici  negli  specchi  e  nel  cornicione»  fi- 
lettate di  oro  ,  e  colonnette  con  capitelli 
e  basi  dorati  .  Furono  lavorati  nel  1818 
da  Serafino  Franceschini  pei  ug.  sul  di- 
segno del  cultis.  sig.  con.  Vincenzio  Aa-. 
sidei  .  —  la  armadj  in  fondo  alla  chie- 
sa furono  formati  nei    1762     ia  luogo  di 


Ch*  della  Giustizia  8i3 

2    Cappelline  ♦   uell   una   delie  quali  si  ve-« 
neiava   s.   Mostiola,  e   nell  'altra   un*  anti- 
ca  immagine  della   V.  in  rilievo,   die  pri- 
ma  ancora  del    i458   ebbe  paiiicolar  cul- 
to e  spesso  recavasi  in  processione.  [Ver^^ 
fìiìg.  Meni  di  cju.  Confr.p*  16)  •   Il  pavi- 
mento  nuovamente   costrutto   nel     1817    è 
tutto  a   riquadrature   a   mosaico  di  mistura 
imitante  pietre   bianche   rosse  nere  e  gìsil— 
le.   In   mezzo  a  gran   circolo   vi  si  vede  lo 
Stemma   della   Confraternita  ,     cioè    Croce 
funi   e   flagelli  .  E*   lavoro   di  Davide   Bar— 
toccini  perug.   sul   disegno  del  d.  Ansidei. 
Sagrestia  •   Evvi  una   Tav.  di  Scuola 
Fiorentina   con  tre  comparti   terminanti  a 
cono  .  In  mezzo  è  la  V.  col  B.  tra  due  An- 
geli in  atto  di  adorazione  :   a  piedi  un    re- 
ligioso e  un  fratello  inginocchiati    :    a  de- 
stra S.  Mostiola  e  S,  Andrea  ;   a  sinistra  S. 
Pietro  e  S.    Francesco    .   Avea  qu.  quadro 
una  predella  formata   di    5-    quadretti     che 
veggonsi    in    altra  parte    di   qu.    Sagrstia  • 
Evvi  G.  C.  in  mezza  figur?  detta    la    Pietà 
fra  la  Mad,  e  S.  Gio.  Apost  ;    a  destra   ,    S. 
Gio.  Battista  e  S.  Bernardino  ,  a  sinistra  S. 
Girolamo  e    S  Michele  ;    nelT  estremità,  il 
ritratto  di   9.  fj  atelli  .  In  altra  Tav.  si  rap- 
presenta il  Battesimo  di  G.  C.  con  sopra  il 
P    Eterno  e  lo  Spirito  S.  e  al  lf<to  destroS. 
Andrea  e  S.    Bernardino  ,   al  sinistro  ,    S  , 
Francesco  e    S.  Antonio  •    Sotto    le    figure 
di  mezzo  vedesi  il  prospetto    della  Cappella 
della   C onf arteria  con  alcuni  fratelli  ,  che 
prestano  gli  estremi  officj  ad  un  misero  da 


8if  Cli.  della    Giustizia 

giustiziarsi  .  Due  tavole  bi^lunglie  della 
Scuola  di  Pietro  molto  patite  con  due  An- 
geli vestiti  a  tutta  figura  in  ciaocuua  .  Un 
quadro  con  ujio  scheletro  sdrajato  che  in-* 
dica    la    seg.    isctiz.    in   una   cartella 

„  Quando  aJcun.)  di  voi  si  vhoI  vestire  , 
,,  Dica  tra  se  ;  questa  mia  veste  bianca 
„  Convien  eh  io  porti  il  giorno  del  morire  • 
Si    conservano   pure   in    questa    sagrestia  6 
tavolette    che   si   portano   innanzi   ai    giù- 
iJtiziandi  .   In   4   ^vvi   dipinta   in  una   par- 
te la   immagine  di  G.  Cristo  detta   la  Pie- 
tà,  e  nella   parte   opposta,  G.   C.  medesi- 
mo in    atto    di  essere    flagellato  :  in  2  »  il 
Crocifisso   e  G.   G.  condotto  al  Calvario  . 
Due  di    queste    tavole  ,  le  più  antiche,   a   < 
parere     del   sig.  Vermiglioli»    furono     di- 
pinte  nel    i55i   da  un  certo  Pompeo  for- 
se scolaro   di  Pietro  .  A  noi    sembra  pe- 
rò  che  queste  possono  essere  le   seconde  , 
mentre  le  prime  hanno   la  maniera   della    ( 
vecchia  scuola   fiorentina,    ne    par  verisi- 
mile che   i   fratelli  incominciassero  a  far- 
ne  uso   quasi   un   secolo   dopo   che   assun- 
sero il   carico  di   confortare   i    condannati 
air  estremo   supplizio  .   Le  ultime  2    sono 
di   moderno    pennello  .  —  Si   ammira    qui 
eziandio   il    Crocifisso  di  rilievo   che  inal- 
bera   la    Confrat.    nelle   processioni  ,   ope- 
ra  assai    stimata   di  Filippo  Bafll  perugino 
incisa   in   legno   nel    1625  .   Attraversando 
era   nuovamente    la    Piazza    di    s.   France- 
sco,  entrasi  nella   Via   di   qii.    nome    dove 
fatti  pochi  passi  ^  trovasi  la 


CH.   Parrocchiale  della  C ommeiidrS: 
DI   S:   LUCA  .   Q^w.   aniichiss     Ch    "^qì   lo 
spazio  di  circa    4  staceli   Collegiata     di   ca- 
nonici ,   e   fin   da    circa   il    i56o    spettante 
ai     Cavalieri   Gerosolimitani    o   di    Malta  ♦ 
che   so*jliono   conferirla   in    comnienda    ad 
uno  dei   grandi  maestri  della   loro  religio- 
ne ,  il  quale  vi   elegge  e  mantiene  un  par- 
roco amovibile  ;  (i)  fu  ridotta  alla  presen- 
te  nobiliss.  foima   nel  i  586  dal  commend. 
Giulio  Biavi   da   Verona  ,   nel   tempo   che 
era    gran  maestro  di  malta  fr.  Ugo  de  Lo-* 
ube)ix  Verdalla  .   (2)   Di   qu.  ristaurazio— 
ne   si  ha  monumento    nei   seg,  versi   scol- 
piti immediatam.   sopra   T  architrave    del- 
la porta  della   medesima    chiesa  „  A  Si^ 
xto   Regi  tur   Romana   Ecclesìa  Quinto  „ 
Jl/ilitiae   Et  Rhodiae  Praesidet  Ugo  Lu-* 
hi^nx  „  f^erona  Satus  Uanc  Sumplu  Curri 
Iiilius  jEdein  „   Exornat  Bravius    Resti" 
tuitque  Suo  M^  D.  LXXXFI  „  La  faccia- 
ta e  il  campanile   sono  di   travertino   mol- 
to ben  lavorato  ,    e  sono  di  un  fare    no- 
bile  sodo  e  semplice  .  Ha  questa   2    ordi- 
ni ed  il  primo  è   ornato  con   4  pilastri  do- 
rici  corrispondenti   agT    interni   che  con- 
tornano   la   ch.   Nell'intervallo   più    largo 
del   mezzo,  è   la   porta    fregiata   con    fron- 
tespizio   rotto  per  dar    convenevole  luogo 
allo   stemma   dal  Bravi  consistente  in    un 
leone   rampante  e  una   fascia  sopra   al  me- 
desimo .  Facea  esso  un'  aggradevole  lega- 
Juento  colle  parti   soggette  ,  rimanendo  il 
leimiuG  di  q\i.  porta  assai  maestoso  e  leg- 


Si6  Ch.  di  s.  luca 

glei  o  t  ma  fu  tolto  nel  1798.  I  fondi  la- 
terali hanno  2  nìcchie  del  tutto  liscie  e  di 
proporzionata  grandezza  con  alcuni  sem- 
plici riquadri  che  empiono  e  ristringono 
gli  spazj  soggetti  .  L'  ordine  II  è  bastar- 
do ,  e  termina  maestosam.  col  frontespi-* 
zio  che  ha  un  piccolo  acroterio  nella  sua 
cima  .  Nel  mezzo  evvi  una  finestra  qua« 
drata  e  fregiata  anch'  essa  di  particolar 
fi*ontesp,  sopra  di  cui  in  gran  lapide  si 
legge  ,,  D.  O.  M.  Et  Divo  Lucae  Evan^ 
gelistae  Sacrum  ,,  Occupando  qu.  ordine 
tutto  lo  spazio  del  volto  e  del  tetto  ,  fa 
che  la  facciata  non  sia  mentitrice  della 
parte  interna  .  E*  da  osseryare  com'  esso 
«ia  alleggerito  e  slargato  ,  avendo  le  sue 
parti  assai  piazzate  «  e  come  i  3  frontesp. 
necessariamente  introdotti  nella  facciala, 
abbiano  leggiadra  forma  e  bella  varietà  . 
L'  Orsini  ne  crede  autore  Giulio  Danti  , 
ma  esseiido  egli  morto  fin  dal  1676,  è 
piuttosto  da  attribuire  questa  nobìlis.  ar-i 
cliiteltura  alla  mano  maestra  del  cel.  Bi- 
no Sqzj  .  —  Le  pareti  interne  hanno  3 
principali  comparti  divisi  da  16  pilastri  e 
cornicione  dorici  .  Sopra  i  pilastri  posa-» 
no  le  fascie  che  dividono  il  volto  a  bot- 
te tra  le  quali  sono  le  lunette  pur*  esse 
ornate  di  cornicione  •  Due  pilastri  che  reg* 
gono  un  frontespizio  acuto  fregiano  l'Alt, 
mag.  ev*  è  un  quadro  emisferico  colla  V. 
e  il  B  in  gloria  s.  Gio.  Batt.  e  s  Luca  ^ 
fatto  dipingere  a  Gio.  Antonio  Scaramuc- 
cia dal    commend.   Ruggiero  Ranieri  pe- 


-i  I 


Ch.   di  s.  Luta  817 

tag.  circa   1'  anno    1616     Nei   fondi    late- 
rali air  alt.  SODO  2  nicchie  ,  e  sopra   di  es- 
se,  2    piccoli    stenimi  ,    1  uno    del    Ranieri 
ov'  è    notato  V  anno   sud.  ,   e  V    altro    del 
Bravi  ov    è  un    numero  semicancellalo  .  — 
Circa   il    iy8o   il    commend    Gio.   Batt.de* 
principi    Altieri   fece   erigere   i    2    altari  di 
stuci'O   con    pilastri   e   frontesp.  parnbolico 
corintio  che  si    veggono  allogati   nel   com- 
paiti    medj   laterali  ,  e   che   forse   còlla   lor 
necessaria  piccolezza    guastano  la    grandio- 
sa  arch'teltura    della    eh.   Nel    destro   evvi 
un   Crocifisso  di   rilievo  ,  e   nel   sinistro  s. 
Luigi    Gonzaga    in    gloria  .   Nei   piedistnlii 
è   Io   ste  nma  dell'  Altieri  .   Tutti   qu.    alt. 
hanno   i   gradini   inferiori   di    marmo   ros- 
so  costruiti   nel    1796    a   spese  del   medes. 
Altieri     che    dotò     pure  la    eh.   di     buone 
supellettili  .   Negli    ultimi    comparti    sono 
2   porte  ;  la  destra   allo  ingresso,  introdu- 
ce in   una  piccola  Cappella   che   riconosce 
i   suoi  primordj   dal  i5i8  ,  nel    quale  anno 
i    Canonici    regolari    del    s.    Sepolcro    che 
qui  abitavano  ,  ottennero  dalla  Città  in  li- 
mosina   IO   fiorini    per   costruirla  ,    e   far- 
vi dipingere  a   fresco  la   immag.  di   M.  ss. 
ad  im'taaione  di  quella  col  tit.   delie  Gra-- 
zie  che    si  venera    in  Duomo  .  Fu  a   qu» 
cap.  data  nuova  forma  all'  epoca  della  rie- 
dificazione della  eh    ;  fu  più   volte  restau- 
rata  »  e  ultimamente    nel    1788  in    cui  1* 
Altieri   la  fece  colorire  nella  maniera  che 
ancor  si   vede  ,  e  fece   ornare  V  antica  pit- 
tura  dell*  alu  eoa  cornice  di  stucca  mar-» 


8i8  Cli.   di   s.  Tjira 

inoreggìata  .  L^  poita  dlcout.o  apre  l'A- 
dito nd  altra  Cappella  die  ancor  limane 
neir  aulica  sua  sirutrura  auttjrioe  alla  ri- 
ferita ricdi fi ca/j Olle,  e  che  fu  poi  ridotta  a 
Sacrestia  .  lu  essa  sono  due  aniiclie 
lìnmng.  di  s.  Auua  e  della  Vergine  barn- 
hni  ,  iii  una  delle  quali  è  notato  V  au. 
i5i5.  —  Al  lato  sinistro  di  qu.  eh.  sor- 
gono ancora  nell?i  prisca  lor  forma  le  mu- 
ra  della 

Casa  della    Commenda  .  Nella    fac- 
ciata  principale   di    essa    si    vede   nel    mez- 
zo  lo   stemma   di    Sisto   IV  ,    in     memoria 
dell'  es>eie    stato   questo   Pontefice  (^  Fran- 
cesco  della  Rov^^MC   da  Savona  )  anche  pri- 
ma   che     fosse    Cardinale    ,   cioè    dal    ^4^^  | 
al    147^   '   archiprioie   di   qu.    eh.   Ai      lati? 
SODO  2  stemmi  di   simile  grandez7.a  ,  ognu- 
no  dei   quali   atre   sbarre   da    destra   a    si- 
n'stia  ♦     e   ciascuno   à    in   cima    una    croce  « 
a  ci  vescovile   in  mezzo   a    un  pastorale   e  a, 
una    mitra  .    Forse   appartengono    a    Gata— 
neo  Tiaversagni  Savonese  successore   nell*' 
arcipriorato     al    sud.   Papa     e    restnuratorci 
di    qu.   casa  ,   siccome   indica   la   iscrizione^ 
che   leggesi   nel    fregio  delT  aichitrave  di 
travertino  che   colla    sottoposta   coinice  la^ 
porta    circonda    ,,  Catanins   De  Traversa-^' 
gnis    De  Saona    y4rchiprior  Et  Generali s"^ 
Ma:^ister   Ord.   S-   Sepulcri  Hicrosolimit. 
MCCCCLXXXir  „   e   più   sotto     nello' 
stesso   architi  a  ve  ,    1*  a  ime   sud.    con    mitra 
pastoia  le   e   ooce   e   le  parole   J  aiis   Deo 
Furono    però  qu.  stemmi  malmenati  e  co-.^^ 


I 


eh,  della  Madonna  della  Luce  8fij 
perii  di  toaaco,  per  ischi  vare  la  pena  di 
lOc;lieili  affatto  ,  esseudp  a  bassorilievo  m 
i^  rossi  macigni  ,  la  terupo  del  repuljbii- 
cauo  entusiasmo  di  1  ij^y8  ,  onde  oggi  ap-- 
pena  si  distingue  ciò  che  rappresenrassc- 
ro  .  Verso  il  declinale  del  scc.  XVI il  fu 
qui  stabilita  da  una  socit^tà  particolare  una 
fabbiica  di  lanificio  <  he  ancona  sussiste 
ma  molto  deteriorata  .  —  Alla  destia  del- 
la   eh.    desciitla    è    la   piccoi.i 

CH.  della  MADOxXNA  della  LUCE  . 
S  incomincio  ad  erigere  qu.  eh.  nel  i5f3 
colle  limosino  e  del  pubblico  erario  e  de* 
privati  ,  per  chiudervi  e  porvi  in  particola- 
re  veneia/iione  la    immaoine  di   M.  ss.  che 

o 

vi  si    conserva   dipinta  in     mu:o   .  Era    qu. 
una  di  quelle  chediconsi  volgarnienteJ/ae** 
sta  .11    di    12  setr.  i5i2   avvenne   che   al-^ 
cunl  giovani   artieri   giuocando  a     ca.te  in 
un  muricciolo  del  macello  posto   avanti  l* 
Ospedale  della  Confraternita  di  s.  France- 
sco in  P.  s.  S.   che  era  lantico  macello  as- 
segnato dagli   Statuti  a  questo  Rione  ;  uno 
di   essi  il  quale  era  barbiere  di  profe^^sione 
chiamato  Falera  di  P.  s.  S.  ,  pei  derido  al 
giuoco  pi  oferì  una   orrenda  bestemmiale  iti 
questo  istante  la  Immag.  sopradetta  che  e- 
ra  di  lì  poco  lungi  ,  chiuse  prodigiosamen* 
te  gli   occhi   e   cosi   li   tenne  per  4   gioini 
contìnui  II  di   i6  seguente  si  vide  nuovam. 
cogli    occhi   aperti   come    prima  .    Immen- 
sa   fu  la    moltitudine   che  la    visitò  eccitata 
alla    d'vo'/ione    verso   la   sacra    Immag    non 
8g1o  dai!'  esempio  de'  viciu;  pp.  Couveiua^ 


8s>o      Ch   della  Madonna  della  Tuce 
\\   che   [)iu    vo^e    Mndaioijvi    |i :0<.es*.ìorial^ 
mente  ,  ma  anclie  dille  peci  ch;^  o  missio- 
ni fa  ire  ìli  ta!  cO'Jgiuutua  dal  p  F.  «ncesco 
di      Moiitepulcauo     conveiitnaìe     scnlzo    • 
{Carlty  BagUoni  ninni,  seraf  mss    lib    i  e. 
i3)  li  di  ;^  at,i-.  dello  stesso  anno  i5i3  dal 
me/./.o  della  vìa   ove  stava   la    detta    immag. 
fu    qui    trasferita   ,  e  rau^iatoue  il  mime  di 
Madonna   di  s     Luca   in    qneJlo  di  Ma  - 
djnna   della   Luce  ,  in   memoria   del  rife- 
rito prodigio  .  —  Tre  lati    di    questa  chie- 
sa   iuciostati    titti    di    travertino    ,    hanno; 
ai   loro  angoli   dei    pilastri    con     un     cor-; 
nicione  dorico  che  gira   intorno  di   cui  nell 
fregio    sono   incise   qu.    paiole   ,,   Intactce 
JMatri  Mire  C onniv>enti  Inde  Lncis  Dii^i»^ 
ncp  yEre   Tum  Pub    Tum  Privato  Erectc^, 
j^dìcula    Franciscus    Schiact.  Et  Felix, 
Cresc.  Curatores  MDXVIìl  ,,  .  —  La  fac-; 
ciata  principale  termina  in  frontesp    coni- 
co  .   Ha  due  porte  con   lor   cornici  corni-^ 
cioue  e  frontespizio  dorico,  e  sopra  la  magi 
una    finestra    rotonda   circondata  da  festo4 
ni   e  altri   intagli  .  Nei    piedistalli   dei  dui 
pilastri  di  facciata  è  inciso  il  grifo  indican-^ 
te  il  dominio  che  ha  la  Citta  sulla  Immag. 
che  era  cosa  puhb   e  il  puh.  denaio  impie- 
gato da    lei   per  1*  esterno  abbellimento   d 
qu.  chiesa  ,  la  egregia  architettura  del  qna^ 
le  può  credersi  di  Giulio  Danti  o  di  Gale*^ 
azzo  Alessi,  quantunque  il  tacciano   i   no 
stri    Scrittori   .  — •  L    interno  presenta  uni 
piccola   area    quadrata   sul   cui   volto   con* 
caro  h  dipiata  da  pennello  della  Scuola  d 


j4rco  di  s    Luca  821 

Pietro  una   gloria  di  Angeli  svolazzaiiti  fra 
una   corona   di   nubi,   in   mezzo   alla   qua- 
le  cinta     di   splendori   apparisce    in   figura 
intera  la  immagine  doli'  eterno  Padre  por- 
tando  nella   sinistra    una  tavola  dell'  anti- 
ca Legge   e    colla  dectra,   in   atto  di   bene- 
dire .  In   mezzo  ai  lati,  sovra  di   nubi  spar- 
se  in   cielo   azzurro,     sono   gli    Evangelisti 
in    atto  di  scrivere  i  libri  della  nuova  Leg- 
ge   di    Grazia  .  —  L'  Alt.    è   di  legno   in- 
tagliato  e  dorato  T  anno   i6G4-  I**^^lla  nic- 
chia è  la  prodigiosa  Immagine  ,  che  si  rav- 
visa anch'   essa  della  scuola  di  Pietro  ,  rap- 
presentante   Maria   col   B.    in   braccio    se- 
dente  in   un   trono   a   piò   di   cui   è   scritto 
Mefuginm  Peccatoi um  ,  tra  s.  Fiancesco  e 
s.    Lodovico  vescovo,  e  sopra,  2  Angeli  in 
atto   d    incoronaria  .  Due  archi  a ono  ante- 
rio  lì    alla    nicchia   i   di   cui   fondi     si   vc^r- 
gono    dipinti    ad  arabeschi   tra   i    quali   so- 
no le  figure  del  P  Eterno  della  Fed^e  e  del- 
la Calila  .    L    arco  sul   dinanzi    ù   in  parte 
coperto  da  una  fascia   di  lei; no  dorato  .  La 
grossezza  di   questo   è    ornata   di  aiabeschi 
messi  ad  oro  e   vi   si   legge   ,,   JSuòes  Dici 
\Seniper  In  Luce   ,,  Le  pareti  della  Ch.  so- 
1^0   dipinte   ad   ornati  da    Antonio   e  Carlo 
Mancini  l'anno  i8j6  .Ai   lato  sinistro   in 
terra   si  vede  un  marmo  sepolcrale  col  gri- 
fo ed  altro  stemma  denotante  forse  la  Com- 
j^^pagnia  de'Fornari  custodi  di  qu.  ch.  (i)  — 
^  Usciti  da   essa   vedesi  a  destra  1' 
|j  ARGO  DJ   S.  LUCA  .  Era   questa  u- 

ua  delie  antiche  porte  della  Città  la  di  cui 
FvL  IL   Par.  IL.  d 


82  2  Ch.  della  Confrat.  di  s.  Frane* 
strada  diritta  guidava  una  volta  a  quella 
che  diiigeasi  verso  la  Toscana,  ed  era  per- 
ciò qu.  porla  chiamata  Sanese  {Statut^Pt'^ 
rus^Vol.  3.  Ruh.  1-  fol.  8.  )  —  Da  questo 
arco  volgendosi  il  cammino  verso  la  Stra- 
da detta  de' Priori  che  direttamente  condu- 
ce al  Corso,  fatti  pochi  passi,  s'  incontra 
a  destra  Y 

OSPEDALE  DELLA  CONFRAT. 
di  S.  FRANCESCO  .  E'  questo  uno  di 
quegli  asili  che  la  pietà  delle  principali 
Confraternite  di  laici  dedicò  in  Perugia 
fin  quasi  dall'  origine  delle  loro  istitu- 
zioni air  accoglimento  de*  poveri  Pelle- 
grini .  Vi  si  dà  in  un  camerone  con  let- 
ti ricovero  ad  essi  per  tre  notti  .  Nelle 
case  annesse  vi  risiede  un  Custode,  e  vi 
sopraintendono  i  Priori  e  T Economo  del- 
la prossima 

CH.  della  CONFRAT.  Dei  Discipli'- 
nanti  di  S.  FRANCESCO .  Riconosce  que- 
sta come  tutte  le  altre  Confraternite  dei 
Disciplinanti  la  sua  erezione  presso  alTan. 
I2Ò0  (i)  .  Dopo  la  metà  del  sec.  XVI. 
fu  ridotto  qu.  Oratorio  alla  forma  pre-» 
sente  .  Un  portO)ie  ornato  di  semicolon- 
ne  e  frontesp.  acuto  di  travertini  ,  e  in 
esso  la  immagine  dipinta  di  s.  Francesco, 
dà  r  accesso  ad  elegantis.  Atrio  tutto  in- 
crostato di  stucchi  ,  lavoro  di  Giovanni 
A\  Sciampagna  .  Il  volto  ha  9  principali 
compartimenti  posti  a  bossorilievo  .  Nel 
maggiore  ovato  in  mezzo  è  rappresentata 
y  Ascensione  di  Cristo  al  Cielo  :  nfi  4* 


Confrat,  dei  Disciplinanti         828 
ai  lati,  sono  le   varie   apparizioni   di  G.  C» 
dopo   la   sua   Kisurrezione  :  e   in    ciascuno 
dei  4  angoli»    2  Angeli    che  r^^ano  in  ma- 
no gT   istromenii   della   passione   del   Re- 
dentore .     Le  mura    hanno  un   cornicione 
joiiico  a  dentelli   e  fregio   scanalato  .  So- 
pra  il   cornicione    ,     in   mezzo  a   ciascuna 
parete  ,  posano  degli   Angeli    che  sosten- 
gono dei  festoni  .   Sottesso  le  pareti  sono 
divise  da    12   pilastri   jonici   scorniciali     e 
ornati  di   meandri   e   foglie    .      Nel  mezzo 
delle  pareli    sono    4    porte    .     La  prima   è 
quella   d*  ingresso  ,   la  seconda  di  prospet- 
to mette  alle   camere  annesse  ,   la  terza  a 
destra   introduce  nelT   Oratorio  ,   la  quar- 
ta  a   sinistra  dà   \  adito  ad  ameno   6mr-» 
dino  .   (2)   Queste  porte   sono   situate  sot- 
to   4   a^chi,  e   tutte,   fuorché   la   principa- 
le d'  ingresso,  hanno   T   ornamento  di  se- 
mi-colonne e  contropllastri   dorici   che  so- 
stengono l'architrave   sopra   del   quale,  al- 
la porta  deir  Oratorio,  è   s.   Francesco  ia 
mezza  figura   fra   putti  ed     Angeli    ,     alla 
porta  di  pro^rpetto,  s. Lodovico  vesc.  di  To- 
losa parimenti  in  mezza   figura  e  in  mez» 
20  agli  Angeli    ,  alla  porta   del   giardino, 
una   finestra   che  dà   luce   ali*   atrio  .   Nel- 
le riquadrature  frapposte  ai  pilastri   latera- 
li  si  veggono     al  disopra  di   un     secondo 
cornicione  degli  Angeli  cogli  emblemi  del- 
la passione,  e  al   disotto  degli  Angeli  che 
sostengono   una   colonna   cui     sono  appesi 
dei  flagelli    e  funi    ,   stemma  della   Con- 

d    2 


S24  ^^   ^'    Francesco 

frat.   Qu.   stemma  ha  al  disopra  una  coro- 
ne ed   è   circondato    per   ogn*    intorno    da 
gigli  rose  e  palme  .  —  L'  Oratorio  e  qua- 
drilungo .   Il  soflltto   è   di  legno  vagamen- 
te  intagliato   a   21    lacunari   e  riquadratu- 
re  rilevate   a   fregj    cornici  meandri   e   ro- 
soni dorati   su   fondo   colorito   in   azzurro. 
Le  pareti,  sotto   un  fregio  ad  arabeschi  do- 
lati, hanno  grandi  quadri  egregiam.  dipin- 
ti  da   Gio.  Antonio  Scaramuccia   ornati  di 
gran   cornici   festoni   Angeli    e  patti  di  le- 
gno  dorato  .   La   parete    inferiore   ha     un' 
ampio   finestrone   a   cristalli    ,     ai   lati   del 
quale    sono  in   tela   dipinti     da   Francesco 
Appiani   s.   Agostino   e   s.    Domenico    .   — - 
JN'eila  facciata  sinistra  dell"  Orat.  il  1.   qua- 
dro  sopra   la   porta   d'  ingresso   rappresen- 
ta  r   Adorazione   de'   Magi  ,   il  IL   la   Na- 
scita  di   G.    C.   r   Adorazione   de'  pastori  , 
e   1   annunzio  delle  Ano:eliche  Schiere  che 
si   reggono  in  alto  ;   il  HI.   la  Visitaz.  del- 
la V.    a   s.   Elisabetta  ;    il   IV.    I*   Annun- 
ziazione   della    medes.   con   una    schiera  di 
Angeli   esultanti     e   intrecciantisi   a   coro- 
na ,   e   in   alto   T  Eterno  Padie   in   atto  di 
spedire   il  Verbo   increato  .   Segue   V    Alt. 
ornato  di    semi-colonne   frastagliate  a  fo- 
gliarai   cornicione   e   frontesp.   con   festoni 
di   ordine   composite  ;   il  tutto  di  legno  do- 
rato .   Il  quadro  appostovi   di  Rafaello  dal 
Borgo   ha   TAscensione  di    Cristo  al    Cie- 
lo, presenti   la  V.   e  gli   Apostoli  .  Ai  lati 
jdi   qu.   alt.   fra  altri  vaghi   ornati   d'  inta- 
glio sono  dipinti  s.  Frane,  e  s.  Lodovico 


Confrat.  dei  Disciplinati  826 
da  Mattia  Batini  perug.  —  Nel  I.  quadro 
prossimo  all'  Alt,  nella  destra  parete  e  V 
nella  serie  di  quei  dello  Scara tcuccia  ,  e  T, 
C'  risorto  che  si  presenta  ai  Discepoli  e 
alle  Donne  seguaci  che  si  veggono  a  man- 
ca in  atto  di  ammirazione  ;  nel  VI.  e  la 
Disputa  di  G.  G.  coi  Dottori  ;  nel  VII.  il 
Riposo  della  V  e  di  s.  Giuseppe  in  un 
bosco  ,  fuggendo  in  Egitto  col  pargolet- 
to Gesù  .  Vi  si  scorge  lo  scherzo  di  2  An- 
geli che  offrono  in  un  paniere  dei  fiori 
e  delle  frutta  ^J  B.  che  siede  in  grembo 
alla  Madre  .  Neil*  Vili,  ed  ultimo  si  e- 
sprime  la  Presentazione  di  G.  G-  al  Tem- 
pio .  I  primi  4  verso  T  alt.  sono  sgrazia- 
tamente oscurati  dal  tempo  .  Il  I.  IL  VI, 
VIL  e  r  Vili.  ,  pei  non  comuni  pregj 
che  li  distinguono  ,  meritano  particolare 
attenzione  .  Sotto  i  descritti  quadri  ,  tut- 
to r  Orat.  è  cinto  da  un'  ordine  di  stal- 
V]  di  noce  assai  leggiadram.  intagliati  spe- 
cialmente nel  fiegio  del  cornicione  e  nei 
pilastrini  che  dividono  gli  arcuali  spec- 
chj  ,  3  de*  quali  sono  di  egi-egio  lavoro 
a  foglia  ni  ed  arabeschi  .  Furono  costrui- 
ti nel  i584  da  Gio.  Pietro  Zuccheri  da 
s.  Angelo  in   Vado  . 

Sagrestia.  Fu  inalzata  questa  da*  fon- 
damenti l'anno  ijSò.  Ella  e  ampia  e  mae- 
stosa .  Evvi  a  capo  tra  due  finestre  un'  al- 
tare con  ornamenti  di  stucchi  ed  una  favo- 
la colla  Flagellazione  di  Gristo  .  —  Nelle 
altre  pareti  sono  appeso  due  tavole  del  sec. 
XIV.  terminanti  al  disopra  a  triplice  pira- 


8?. 6  Di  s.  Francesco 

mide  :  queste  ia  origine  non  eran  cLe  una. 
Presenta  la  prima  al  disopra  V  Angelo  Ga- 
briello S.Domenico  e  S.  Francesco n.  sot- 
to ,  r  Adorazione  de*  Magi  ;  V  altra,  al  di- 
sopra, S.  Tommaso  d'  Aquino  S.  Agostino 
e  la  Vergine  annunziata,  sotto  ♦  la  Presen- 
tazione   al  tempio  e  Gesù  nelle  braccia  di 
Simeone  .  —  Nella  camera  prossima  e  cor- 
rispondente all'Atrio,  si  vede  in  fondo    tra 
Un'  ornato  di  stucco  il  ritratto    di  Braccio 
Fortebraccì  in  mezza  figura  colla  seg.  Iscr. 
««  Brachio  Fortebrachio  Stirpe  Inter  Pe-^ 
rusinos  Patricia  Oppidorum    Et  Urbium 
Ditione  Incielo  Bellatori  Eximio  Milita-^ 
ris  Disciplinae  Instaitratori  Magno   Ita^ 
liam  Victoriis  Emenso  Rerum  Gestaritni 
Oloria  Numqiiam   Jntermorituro    Sodali 
Optìme  Merito   Grati  Animi  Ergo   CoU 
legae   PP.   „  Sotto  qu.    Iscrizione  è  una 
testa  di  montone  stemma  di  Braccio  .  Son 
pure  appesi  alle  mura  di  questa  camera  i 
ritratti     di4  card.   Giacomo   Oddi   vesc.  di 
Viterbo  e  di  monsig.  Francesco  Canali  ve- 
scovo di  Spoleto  fin  dal  dicembre  del  i8i4 
poi   di  Tivoli  nel  1820  ,  già  colleghi  di  qu, 
nobiliss.  Confraternita  .  Evvi  pure  un  qua- 
dretto colla   Madonna  sedente  sulle  nuvo- 
le e  il  B   in  braccio  ,   opera    assai  stimata 
dello  Scaramuccia  .  Sul  volto  di  questa  ca- 
mera  è   dipinto  lo  stemma   della   Confrat. 
presentato  da   alcuni   genj  alla  figura   em- 
blematica    della    Carità  ,    opera    di   Mattia 
Batini  .  —  Uscendo   da  qu.   Confraterai- 


Torre  degli  Sciri  827 

ta  e  proseguendo  il  cammino  per   la  Via 
de*Priori  ,   si   scorge   subito  a  diritta  il 

CONSERVATORIO  DI  SUOR  LU^ 
CIA  e  la  Torre  degli  Sciri  .A]>\>àvlennQ  già 
uà   tempo    la    Casa   di    qu.    Conservat.    alT 
antica   famiglia   degli  Sciri  annoverata   fra 
le   patrizie  di  Perugia  fin  dal    i^Q^  (  P^H' 
p.  3.   /.    I.   )   ed  estinta    verso   la   fine    del 
sec.    XVII.  Era  questa  casa  passata  in  prò* 
prietà   della    contessa    Caterina    della   Pen- 
na  Oddi  ,  quando   essa   la   donò   alla   cele- 
bre  Terziaria   di   s.  Francesco   suor  Lucia 
Tartaglini     da    Cortona    stabilitasi    in   Pe- 
rugia da  10  anni  innanzi,  ne!   1G80,  la  qup.-» 
le   avendo    pur  comperato  altra    contigua 
casa   spettante    in  parte  alla  Compag.  del 
s.   Anello  e   in  parte  al  Monast.  delle  Bar- 
tolelle    per  la   somma  di   se   35o  :   vi   fis- 
sò  il   suo  conservatorio  di    fanciulle   spe- 
cialmente  orfane   e  contadine  che   non   ol*- 
trepassano  mai  il  numero  di  19   e  die  pro- 
fessano  la     regola    del   terz*    Oidine    di    s. 
Francesco  (ìRzVo/'^/  di  contratti  della  con»^ 
greg,   dell'    Orat    nell    u^rch-    d.   medes. 
„   P^ita  di   suor  Lucia   del  p.   Galli  pe-^ 
rug.  IJ786  )  .  Vivono  esse  ritirate   non  eoa 
altre   rendite  cbe  con   quelle  che  sommi- 
nistrano loro  gli  assidui  lavori   delle  pro- 
prie  mani  e  qualche     spontanea   limosina 
de'  fedeli  .    Si   serba    devotamente    in   una 
piccola  Cappella  di  qu.  Couseivatorio  una 
bella  Immagine  del  Salvatore  detta   1'  jFr- 
ce  Homo    in  cera   tutta  ripiena   della  sles- 
sa materia,  in  mezza  figura,  alta  poco  più 


828  Torre  degli  Sciri 

eli  3  palmi  ben  proporzionata   e  colorita, 
opera  della  stessa  suor  Lucia  dotata  di  par- 
ticolare abilità  per  questo  genere  di  lavo- 
ri .   Molte   grazie    comparti   Iddio   ai   fede- 
li per  mezzo  di   questa   Immag.  ,    siccome 
attesteno  i  votivi    monumenti  di    argento 
che  pendono  in  buon  numero  intorno  al- 
la medesima  .  —  Annessa   a    questa  casa 
è  una  Torre  assai  ragguardevole  conserva- 
ta in   ogni  tempo  a  spese  del  Comune  ,    e 
di  sua  proprietà,  siccome  indicano  le  bran- 
elle  del   Grifo  poste   a  trofeo    nelT  archi-     I 
trave   che    ancor  rimane   delT  antica    porta 
di  questa  torre  .  Essa  è  quasi  runica  che  re- 
sti  tra  quelle   ^00   e  più  che  sorgeano   in 
Perugia  per  testimonianza  de*  nostri  Sto- 
rici   (   i>.   GìUan,    J^oc.   Titrris  iti   acino t^ 
9,   Peli,  p,   2.   lib.   3.  ,,  Crispol    lib,    i.  e. 
4   ^^  LancelL   26.   die.   )' onde  fu   soprano- 
meta  Turrena  .   S'    ignora   1'    epoca   della 
sua  erezione  ;     ma    sapendosi   che   la   fab- 
Irica   delle  torri   in    Italia  ,   e  perciò    an- 
che in  Perugia  ebbero  il  lor  principio  sul- 
la  fine  del   sec.   X  quando  dopo  la   morte 
di   Ottone    I   imp.   Cominciarono    in   tutte 
\^  città  d   Italia  varie  dissensioni  e  discor- 
die :  è   a   credere   che   la   epoca    stessa   ri- 
conosca anche   qu.  ,  sebbene  più  volte  re- 
staurata ,   ora     non     presenti   \  aspetto  di 
notabile   antichità  .   E     quadrata    ,     ed   ha 
palmi    3/f   di   circonferenza  e   i84  di   altez- 
za .   Da  qu.  Conservatorio  sì  passa  imme- 
diatamente   alla 


e.9 

CH.  (11  S.  TERESA  .  Qii.  Ch.  coir 
annesso   Convento    pei    pp.     Carmelitani 
Scalzi  stabilitisi   in   Perugia    lin  dal  iGp.?. 
(i)   sì  termino  di   edificale   da  fondamen- 
ti   nel    ij?i8   col  disegno  del    conte   Ales- 
sandro  Baglioni    .    Aver  dovea   al    difuori 
Un  bene  architettato  prosncilo   di  pilastri 
e   finimenti    dì   mattoni   arrnutati  ,   che   fa 
incominciato   ma   non   proseguito  .   Occu- 
pa  la  pianta     di   qu.    ch.     un'   area     quasi 
quadrata   compartita   con   buona  economia 
in  forma   di   croce  greca   che  ha  la   cupo- 
la nel  mezzo,   e   4   ciipoluccie  agli   angoir 
che    formano  il   voito   di   altrettante    ca]»- 
pelle  .   Vicu   contornata   da  pilastri   dorici 
coi   frontoni   circolari   nei  fondi  della  oo- 
ciata    .     Nelle  lunette  delle  piccole   capp. 
dicontro  ai   2  archi  che  ne  formano  \    in- 
gresso  sono  ,   sopra   gli   altari,   una   fine- 
stra ,   e   ai   fianchi  ,   una  ringhiera   corri- 
spondente a   coretti  .   Le  mense  e  gli    or- 
nati de*  quadri   de'   menzionati   piccoli  alt. 
sono  di   stucco  .  —  11  quadro  del   primo 
a  destra  della  porta,  presenta  s.  M.  Mad- 
dalena  de'  Pazzi     estatica     alla   vista  della 
gloria  di  s.  Luigi  Gonzaga   che  colla  Tria- 
de  sacrosanta   si   mira   in  alto  .   E*  di  An- 
ton   Maria    Garbi    .     —  L*  Alt.   in    fondo 
della   crociata  in     qu.  parte    è    adoz^no    di 
marmi   neri   rossi  e  mischj  di  montemalbe 
e     lai!ugnano  ,  di  broccatello  dì  siena  ,    e 
di  \in*   urna    sotto   la  mensa  di   breccia  di 
«aravezzo  .     Fu  fatto   costruire   dal  aobik 

d  3 


83 0  Ch.  di  s.  Teresa 

Filippo  Massiiii    nel    1784    •    I  pilastri  il 
fregio   il  froutesp.   i  triangoli   dclT  arco    e 
i   lati   fra   i  pilastri  so.io  incrostati   di  sca- 
gliola   .    Sui    fondi   ai   lati   dell'   alt.   sono 
pure   ornati   di   stucco   e  di    scagliola   e   in 
mezzo  ad  essi   2    ovati   ,  dove  in   quello   a 
destra   sono  dipinti   s.  Michele   Arcangelo 
e   r  Angelo   Custode  ,    in  quello  a  sini- 
stra, s.  Filippo  e  Giacomo  min.   Apostoli. 
Sono  di  Giacinto  Boccanera  .  Anche  i  pi- 
lastri  laterali     ali*  Alt.    hanno  2   ovati  in 
cui   a  bassorilievo  di  stucco   sono  rappre- 
sentati  s.   Frane,   e   s.   Agnese  .   Nel    qua- 
dro deir    Altare   sono  dipinti    s.    Anna    s. 
Gioacchino  e  la  Vergine   fanciulla  con  de- 
gli  Augeli  in  alto   che  suonano   istromen- 
ti  .   E    opera  eccellente  di  Francesco  Man- 
cini che  vi   notò   il  proprio   nome  e  T  an. 
1782    .     Nel   gradino  è   una   immagine   di 
G.   C.  che   presenta   il    Cuore    aperto  .   Vi 
fu  apposta   allorché   qui  pure   nel   1816  fu 
introdotta   la    Congregazione  del  Cuore  di 
Gesù  .  — •  Il    quadro  della   Gap.   seguente 
Ila  la  M.   col  B.     s.   Giuseppe  s.   Teresa  ; 
è  di  Gio.   Antonio  Scaramuccia  .   L*  Alt. 
xnag.  dinanzi  ali*   arco  che  corrisponde  al 
coro  è   tutto  di  legno  vagam.  intagliato  e 
colorito  a  marmi  diversi  nel  18  16  •  H  qua- 
dro di   qu.   Alt.     rimane  appeso  in   fondo 
al  coro  e  presenta  s.  Teresa   coronata  da- 
gli Angeli  .   E*  non  considerabile  opera  d* 
incerto  pennello  .   Le  2  pitture  laterali  all' 
anteced.    con   centine  in    legno  a   chiaro-* 
«curo  sono  ovati  esprimenti  la  guarigio- 


Ch,  di  s.  Teresa  83  r 

ne  dalla  sordità  e  dalla    mutolezza  di   uà 
fanciullo,  e  da   moibo   canceroso  di  un'in* 
felice  operata  dalla  B.  Maria  della  Incar- 
nazione ,   e  dipinti  da  Anton  Maria  Gar- 
bi Tanno   1789  in  occasione  della   solen- 
nissima  festa  qui   celebrata  per  la  Beati- 
ficazione della  medesiina  .   La  parete  de- 
stra del  coro  ha  un   quadro  grande    cir- 
colare al  disopra  colla  stessa  Beata  che  si 
reca  alla  gloria  .     Fu   anch'  esso  dipinto 
dal   Garbi  ,    e   servì  per  esser  posto   sotto 
un  gran  padiglione  ali*  alt.   mag.  Il  qua- 
dretto con   s.   Giuseppe  che  si  vede  appe- 
so  a  qu.    stessa   parete   è   del   Garbi  ,  e  il 
B.   adorato  dalla  Madre  da   s.   Giuseppe   e 
da   s.  Teresa  al  lato   opposto  ,  è  d*  incer- 
to .   Nella  parete  sinistra  vedesi    in  alt-o 
ovato  simile  ai  descritti  la  B.   Maria  che 
risana  una  donna  affetta  da  artitridide;  è 
del  Garbi  .   Ai   lati  ha  2  quadretti  cen   s. 
Gio.   della   Croce  e  s.  Teresa  .  La  tribu- 
na ha  una   balaustra   intagliata     in  pietra 
serena  .  —  Nella  cap.   a  destra  della  tri- 
buna  è  un  quadro  nel  quale  tra  varj  An- 
geli è   s.  Giovanni  della   Croce  cui  appa- 
risce il  Salv£|dore  col  tronco  sugli   ome- 
ri .  Il  S.   è  di  Frane.  Busti    ,    il  resto  è 
del   Garbi  che  terminò  il  quadro  (  essen- 
do il  primo  pittore  prevenuto  dalla  mor- 
te   il  dì    6  settemb.    1767  )  e  che  dipin- 
se il  piccolo  ovato  sul  gradino  col  ritrat- 
to della   sud.  Beata  ,   Dinanzi   a   qu.  alt.  è 
il  Sepolcro  di  Francesca   Solari   GioflVedi 
«on  piccola  lapide  su  cui  si  legge  „  Me^ 


833t  Cìi.  di  s*  Teresa 

nioriac   Et   Quieti  Nobilìs  Ac  FivLucsae 
Foeminae   Franciscae   Solari    Geniiensis 
Coniugis  Amaniiss.    Qiiae  Oòiit  V^  Idu^ 
Aitg,  A.  D^  CID  ijCCC.Xiy,   jEtat.  Snac 
Ann,   XLI.   lacobus   Gioffredus     De   lìo- 
(jueville   Moerenti  Anime   P.  ,,  — -   Segue 
r   Alt.   della   crociata   ov'  ù   un   quadro  del 
can.   Lamparelli  in  cui   si  rappresenta     la 
trasfissione  di  s.  Teresa  per   opera  di  un' 
Angelo  ,   la  M.  e  il  B.  tra   gli  Angeli  ,  e 
più  sotto   s.   Gio.  Batt.  s.  Antonio  da  Pa- 
dova   s.   Pietro   s.  Frane,  da   Paola  ,   e  un 
putto  clie  scolpisce  lo    Stemma   della     fa- 
mig.    Cesarei    cui  appartiene   1'   Alt.     Sui 
gradino  e  una  macchinetta  con   una    bella 
5mmag.    della  Madonna  della   Pietà    co- 
piata da   quella   clie    si   venera   in    s.   Bar— 
tolommeo   de'  Bergamaschi  in  Roma  ,  per 
opera  del  p.   E^afaello  da   Roma   cappuc.   e 
qui  posta    in  venerazione   V  an.    1792   (s>). 
Li   Tomba   anteriore  all'  alt.   con  lo  stem- 
ma della     nob.    famig.   Cesarei     che    se   la 
elesse  ,  chiude  le  ceneri  delle  1  egr.  Con- 
sorti   del  sig.  con.    Giulio  Cesarei  beneme- 
rito patrizio  perug.,  delle  quali  la  memo- 
xia  e    r   elogio  si   scorge  nelle  due  lapidi 
apposte    ai   fianchi     dell*   Altare  .   A   sini^ 
atra   ,,    PX.   Maria     Bulgarellia   Ex   Co" 
mit.  De  MaròCiano  Patricia  Perusina  Ur- 
hiventana    Mutinensis     Romana     Forma 
Prccstans  Virtute  Prasstantior  Piotate  In, 
Parentes   Insignis  Pudore  Fide  Sui  Ipsi-^ 
US    Despicientia     Gomitate     In     Cunctos 
Prceclara  Pin^cndi  ArteDocta  Cujus  JÈ"- 


Ch.  di  s.  Te  rem  fi  5  3 

vcimice  Animi  Dotes  Cuiqr  non  Siòi  Inno^ 
tnerant  Quani  Focminam  Rarissimi  Exem-- 
pliUxorcm  Tncomparabilem  Malrcm  Pri-^ 
viiparam  In  Puerperio  Acuta  Febri  Im^ 
mature  Prcereptam  Julius  Cesareus  Co'- 
Ines  Maritus  C ariisimce  Coìjjugis  Orbi- 
tate IMoestissimus  AI  a  ri  a  Angelina  In-' 
fans  Innocenti s sima  PeneOmnis  Populus 
Univcrsus Merito  LugcntObiit  iv  LlNo^. 
CIO  13  ce  luXXXXi  Vixit  Ann.  P.  31,  xxt 
Te  In  Pace  IKTIS  „  A  destra  „  PX,  Fi- 
ctoricp  Karoli  Guai  ferii  Alar  eh  Fi  li  ce  Do- 
nio  Urbivento  C omitate  Ac  Ingenio  Prce-- 
stanti  Que  'Religione  Integra  Bene  De  O- 
mnibus  Alerita  Ejfusa  In  Egenos  Largi- 
tate  Mater  Filiorum  y  hi  Exemplo  Vi^ 
xit  Ann  XXXI V  Placido  Sanctoque  Con-- 
sumavit  Eocitu  XI y  Kal  Aprii  Ann.  cij 
lo  ccc  \x  Julius  C esareus  C omes Feci  U- 
ocsori  Incomparabili  C ontra  Votum  Su-- 
perstes  Ai^e  Dulcis  Anima  Esto  Memor 
AJei  Ad  Luctum  Et  Lacrjmas  Iris o labi- 
liter  Relieti  IKTIS  ,,  —  L'  uUitna  cap- 
pella ha  il  quadro  colia  deposizione  di  Ge- 
sù dalla  croce  in  giembo  alla  Madre,  le 
Marie  e  s.Gio  Evang.,  copia  di  Anton-Ma- 
ria Gaibi  dair  of  igioale  di  Annibale  Ca- 
racci  ,  Turti  i  pilastri  e  i  piloni  di  questa 
chiesa  hanno  la  base  di  travertino  intaglia- 
to .  (2Ì  II  C onvento  è  piccolo  ma  como- 
do ed  elegante  .  —  In  faccia  alla  eh.  è  il 
Palaz.  TITI  già  abitaz.  del  celeb.  ab. 
C'icinto  Vincioli  .  Era  in  C[u.  palazzo  un 
picciolo  Teatro  costrutto  di  legno  e  deno- 


834  Ch.  dei  ss.  Stefano  e  Valentino 
minato  ^^ Aquila  ♦  di  proprietà  della  fa- 
miglia Vincioli  ♦  che  fu  demolito  circa  1  ' 
anno  1776  •  e  la  «uà  area  divenne  il  pre- 
aeuie  giardino  .  Congiunta  al  palazzo  me- 
desimo è  la  casa  parrocchiale   e  la 

CH  Parr.  DEI  SS.  STEFANO  e  VA- 
LENTINO .  Non  si  à  memoria  della   ori- 
gine  di  questa   Ch.  né  della  sua   esistenza 
prima  del    ii63  t  ma  può   certamente  de- 
dursi  che  eretta   fosse  3  0  4   secoli  innanzi 
a  spese  della  Citta  devotissima  del  Santo  di 
cui  porta  il  titolo  •  (i)  Venne  più  volte  re- 
staurata ,  e  ultimamente  dal  ch.  perug.  let- 
terato, che  fu  parroco  di   essa  dal  1^68  al 
1787,  d.  Vincenzio  Cavallucci  .  E  quadra- 
ta, e  il  suo  volto  parte  di  antica  maniera    a 
cordoni  e  parte  moderna  a  lunette; è  soste- 
nuto da  9  piloni  ,  il  maggiore  de  quali   e 
posto  nel  mezzo  .  Ha  tre  altari  le  mense  de* 
quali  e  gli  ornati   sono  di  stucco   .  L*    in- 
gresso  è  a  pie*  della  parete   sinistra   della 
ch.  Fra  il  pilone  e  l'altare  di  questa  pare- 
te» si   venera  in  una  nicchia   quadrata,  una 
immagine  di  M.  col  B.  di   cui   le  teste  dri 
molto  antico  pennello  sono  dipinte  in  tela, 
ci  husti  bizzarramente  vestiti  di  serici  pan- 
ni   ricamati  .  Il  quadro  dell*  altare  che  se- 
gue offre  s.  Francesco  Saverio  inginocchia- 
to in   contemplazione  .    Il   fé*  dipingere   d. 
Carlo   Tondi   che   fu  parroco   dal   1731    al 
1749  •    A    destra  di   questo     altare    è   al- 
tra nicchia   formata  da  un  muro   riportato 
sopra  il   vecchio  ,  ov*  è  una  immagine  del- 
la M.  sedente  in  mezza  figura  che  sostiene 


Ch.  di  ss,  Stefano  e  P^alentino      835 
colla   sìjiistra   il  B.  e  colla  destra  è  ia  alto 
di  toccargli   i  piedi  .  E  pittura  a   fiesco  del 
secolo  XJ^  .   L  Alt.   mag.   è  dinanzi   ad   un 
muro  anch'  esso  riportato  avanti  ad  un  an-. 
tica  nicckia  di  cui  si  vedono  al  di  fuoii  an- 
cor le  vestigia  .  Fu  in  questo  muro  trasfe- 
rito  r  afiesco  d'  ignoto  Antoie  {orse  deUa 
Scuola  di  Pietro,  rappresentante  la   Triade 
sacrosanta, e  sotto,  s  Antonio  ab.  s.Oio.Biit, 
fi.  Stefaiioe  s.Lo  euzo,  in  mezzo  delle  quali 
figure  è  in   lontananza  espresso  il  martirio 
di  s.  Stefano  .  —  L'Alt,  laterale  destro  ha 
la  V   col  B.  s.  Anna  ,  s.  Nicolò  ,  e  s.  Vin- 
cenzio de'  Paoli  con  molti  Angeli  .  Al   lato 
destro   di    qu.   alt.   è   appeso   un   quadretto 
della    nascita  della    B.  V.  —  Neil'    ultimo 
compartimento  di  qu.  parete  fu  nelT  ottob. 
del    i8ig  appesa  la  bella  tavola   dipìnta   a 
tempera  da  Orazio  diDomen.  Alfani  che  era 
neir  altare  a   sinistra   dell*   ingresso  della 
Ch.  di  s.  Valentino  ,   soppressa  con  pontif. 
Decreto  il    di  27  Luglio  delT  anno   sudet- 
to  e  riunita   a  qu.  parrocchia  .   (2)  In  essa 
tela  è  rappresentata  la  M.  sedente  su  di  un 
piedistallo,  s.  Andrea  apostolo  ,  s.  Antonio 
da  Pad.,  e  inginocchiati  Felice  Alessandri 
colla  Moglie  che  prodigiosamenle  ricupe- 
rano da  s.  Antonio  una  scrittura  peiduta  . 
Fu  fatta  dipingere   dal   sud.  Felice  1*  anno 
i55r  M  Tempore  Fr.  Thomas  Remedii  Re-- 
ctoris  ,,   come  è   scritto  nel   quadro.   Di- 
rimpetto a  questo  nella  parete  superiore  aU 
la  porta     d    ingresso   è   1*  altra     tela  pari- 
menti a  tempera  dello  stesso  Autore  coli* 


83G      Ch.  di  s.  Stefano  e  Talentine 
Auauuziazioiie  dell  i  V.  coKocnla  un  tempd 
in  s.  Valentino    neil*  aifaic  dicoutro  al    &u- 
nomiuato  .  Vi   sono   nolatl    \    islesso   anno 
e  la  stessa  iscrizione  d^'lT  anieeodenie   .  Uà 
muro  a  centina   sopra  di   cui  vi  è  una  rin- 
ghiera  con  coretto,  divide  ora  dalla   ch.  la 
Sagrestia   la  quale  era  la  continuazione 
della   stessa  eli.  .    Nel   pilone  di   prospetto 
air   ingresso   è   a   fresco     una  V.   col  B    e 
a   basso  un  paesaggio  .  A   sinistra  di   que- 
sta  è   un  s.  Stefa?io  vestito  da  diacono  eoa 
un   libro  in   mino   cui   per   segno  del   suo 
martirio   sono  slate  efllgiate  due  pietre  alle 
tempie  e  due   agli  omeri  .  Sono  pitture  del 
secolo  xy  e  forse  di  scuola  perugina  .  So- 
pra la   porla    che   corrisponde  in  ch.  è  una 
tav.   colla  Maddalena  .  —  Nella   Casa   par. 
si  conserva    il  bel  quadro  della   scuola   di 
Pietro  perug.   che   era   situato  nelT   altare 
magg.  di  s.   Valentino  .   Evvi   la  Mad.  col 
B    sedente    in   un   trono,  s.   ValontiriO   ,    s. 
IS'Colò  di   Baii  ,  s.  Domenico   e   s    Aut.  da 
Pad.  —  Uscendo  di  qu.  eh.  e  facendo  po- 
chi passi    a  sinistra,  s*  incontra    a  destra   il 
PALAZZO   Degli   ODDI  .   Semplice 
ma   imponente   è   la    sua  facciata  .  Hc^    dal- 
la  parte  di   mezzogiorno  un   leggiadro  ed 
ameno  ParU^rre  .   Passato  1   Atrio    d'  in- 
gresso ,   entrasi   in    una    sala    nel   cui   fre- 
gio  in    pittu'a    sono  espres'-e  le    gesta   dei 
primi    Avi    di    qn.    illnslre   Famiglia  .    Ne- 
gli   appai  t?^ menti    superiori     si    conservano 
varie   pitture   degne   di    osservazione,  fa  le 
quali  iadicò  1'  Orsini  una  Lucrezia  e  una 


Palazzo  degli  Oddi  8^7 

t)iana  ,    del  Guercino  :  s.  Paolo    a   inczi^a 
figuì^a  ,   di   Andrea  Sacchi  :  una   Madda- 
lena  in   mezza   figura  ,  di    Gio.   Ant.  Sca- 
ramuccia :   una   Venere  clic   esce  dal    uìa- 
re  ,   di  Luigi  Scaramuccia  :  un  Giovinet- 
to ,   del  Mola  :  due  Paesi    con  figurine  eh* 
Ì    esprimono     il   martirio  dei   Principi    degli 
Apo<;t.  ,  di  Filippo  de  Angeli  dello  il  IVa^ 
poletano  :  la  lesta  di  un  Vecchio,  del  Sor-- 
do  :   la    testa   di    s.  Gio.   Evang.  ,   del  cai^, 
Corradi  :    un    quadro   rappresentante   più 
donne   che  si   tengono- per  le   mani  :     una 
s.  Agata  :  il  ritratto  di  una  dama  degli  Od- 
di :   la    Cavità   Romana  ,   ed  altri    parecchi 
tutti  dì   vai  io  stile  e  gusto  ,  del  ca-v.   Ga^ 
gliardi  :  un   quadretto   colla  favola   inven- 
tata  dal   Tasso  .  di   Rinaldo   che  lascia  Ar- 
mida   sul   Udo  ,  la    qual   pittura  credesi  del 
cai^.    Fabio     della    Corgnia  perug.  :  una 
Madonna   hellissima   del  giovinetto   Baf an- 
ello di  Urbino  ,  molto   simile   a  qnella  no^ 
tata  alla  p.  890  :  altra   rarissima  Madonna 
a  mezza  figura  colle  mani  giunte  ,  del  Pin^ 
tifricchio  .  Nella    Cappella  domestica    è  un 
paesag^rio   a  tempera  ,   di  Alessio  de  Mar"- 
chis  .   h}\   alt.   e  un   quadro  colla  M.   e  il 
B.   e     s.   Giuseppe    ,  dì   Frane-   Appiani  . 
Serhasi    tuttora    in  qu     Palazzo   una    scelta 
dov'z'osissirpa  Collezione  di  multiplici  orf- 
ginali    Disegni   dei   più  accreditati   Autori 
sì   antichi  che  moderni  .  —  Tornando    in- 
dietro da    (\\\.  palazzo   per  la  medesima  via, 
s*  incontra  a    destro  un*  arco  ove   ha   prin- 
cipio la  Strada  d.  di  s.  Paolo  ♦  al  ter- 


838  C/e.  e  Monast.  di  s.  Paolo 
mine  della  quale  si  entra  nella  sua  Piaz'^ 
za  piuttosto  ampia  .  A  destra  si  veggo- 
no gli  avanzi  della  Ch.  di  s.  J^alentino 
(  V.  V Annot,  alVart.  ss.  Stef.  e  Valent^ 
cangiata  in  uso  profano  .  A  manca  sor- 
ge r  edifizio  da  cui  ora  prende  la  deno- 
niinazione  la  d.   Piazza  di 

S.  PAOLO  CH.  e  MONAST.  di  Mo^ 
nache   Clarisse  .    Circa  la  metà     del   sec. 
XVIII  fu  notabilmente  ristaurato   e   ridot- 
to alla  forma  presente  questo  edificio   inal- 
zato dal   card.  Parisani   nel  154^    ^^^^  luo- 
go  istesso  ov*  era   altra  eh.  e  monistero  col 
titolo  di   s.  Elisabetta  .  (i)  La   chiesa  pre- 
senta  un  piccolo  quadralo  con  \olto  a   4 
grandi   lunette  diviso  .  I   suoi  peducci  ba- 
sano sopra  un  cornicione  dorico  che  vi  gi- 
ra    intorno  .    Vi   sono    3   Alt.  che    hanno 
mense  ed   ornati  di   stucco  .  Il  maggiore  , 
i  di  cui  stucchi   sono  marmoreggiati  e  do- 
rali, ha   nel  frontespizio  un  tondo  col  Pa- 
dre Eterno  .  Il  quadro  ,  della   Scuola    del 
Vanni,  è  pregevole  pittura  che  presenta  la 
caduta  di   s.  Paolo  e  G.   C   in  alto  che  il 
chiama   a   conversione  .    Ai   lati  ha   2    or- 
namenti di  stucco  con  festoni  dorati  e  2 
tondi   ove  sono  espressi   i  busti  di  s.  Giu- 
seppe e     della   Vergine  .   L*  Ah.   a   destra 
del  maggiore  ha  il  quadro  con  Maria  e  G. 
poggiati   su   di  una   nube  e  riguardati    da 
s.   Giuseppe  e  da   s.   Gio.   Evangelista  .  E' 
di   Anton  Maria  Garbi  .  Neil*  altare   a   si- 
nistra  si   venera   G.    C.   che  mostra   aper- 
to il  Cuore  dipinto  in  picciolo  ovato  e  col* 


I 


Ch^  di  S.  M.  de  Francolini  SBg 
locato  su  di  una  macchinetta  di  legno  in- 
tagliato e  dorato  in  mezzo  ad  una  nube  e 
raggiera  di  stucco  .  Gli  stalli  del  Coro  a 
a  ordini  si  ricostruirono  nel  iSig»  essen- 
dosi dispersi  gli  antichi  nelln  soppressio- 
ne universale  più  volte  rammentata. —  Ri- 
prendendo la  Via  di  s.  Paolo  si  diverge  a 
j  manca   e   si   trova  la 

(  CH.  DI  S.  MARIA  DE'  FRANCO-^ 

LINI    o  Compagnia   di  s.  y^nna  .  S^  Ma-* 
ria  de  Francolini s  si   vede  appellata    nel- 
le  più  antiche   carte  ,    o  perchè    fosse   e- 
retta  da    una  famiglia    così  denominata,  o 
perchè     prossima  alT  abitazione   di    essa  . 
Se  ne  ignora  la  origine»  ma  si  sa  che    esi- 
stea  molto  prima  del   iij7o.(i)Nel  1286 
«ra   già  parrocchia,  riunita  poi  a  quella  di 
s.  Valentino  nel    1771.   (2)   Ricostruita  la 
chiesa  nel  i58o   (3)  ,  e  consunta   nuova- 
mente dal  tempo  e    dalla  umidità  cui  va 
soggetta  ;  con  diseg.  di  Alessio  Lorenzini 
e  le  limosino  raccolte  dalla  Compag^deSer-* 
mdori  cui  si  die  nel  1779»  fu  riedificata  nel 
1792.    Essa   è    a   volta   e  divisa  da   pilastri 
dorici  in  3  compartimenti  laterali.  In  quel- 
lo a  destra  dell'  ingresso   è  un  quadro  con 
cornice  di   stucco  e  coU'Assunzione  della 
Vergine    e  abasso     il   sepolcro  di  lei  con 
intorno  gli  Apostoli  .  È  di  autore  incer- 
to •   Nel  compartimento  dicontro  è  un  si- 
mile quadro  coli*  Annunziazione  ,  varj  An- 
geli recanti   gigli  e   serti   di  fiori  ,  e  il  P. 
Eterno  in  atto  di  spedire  lo  Spirito  San- 
to che  si  dirige  alla  Vergine  .  Sembra  di 


84o      Casa  e  Ch.  della  Missione 
Giacinto  Boccanera  .  Negli  altari  entro  a 
sfondi  arcuati    nei   secondi   compartimenti 
e   ornati  di  pilastrini   e  frontespizio  acuto  ♦ 
in   quello   delLt   parete   sinistra    è   la  Visi- 
tazione  della  Vergine  a    s.   Elisabetta   che 
è   in   atto   d*  introdurla   in   casa  ,  e  in   un 
angolo    il  s.    profeta  Zaccaria  ;     opeia  d* 
incerto  assai  bene   intesa  nia   oscurata  dal 
tempo  ,*   in   quello   a    sinistra,   è    il    Croci- 
fisso con  s.  M.  Maddalena  .  Gli  ultimi  com- 
partimenti  colla    volta  hanno    riquadriUu- 
re   ed   ornati   a   chiaroscuro  .   E  qui    1  Al- 
tare   mag.    con   mensa  colonne    contropila-  "< 
stri  e    frontespizio    cuìvo  di  stocco   dipinti  , 
a  marmi    e   lustrati    a    vernice  ,    e   con   un  \ 
quadro   ov'  è    s    Anna  ,  la    V»    fanciulla  ia 
atto  di   leggere,  e   s.   Gioacchino  .   Fu   di- 
pinto    da   Anton     Maria   Garbi  .    — •  Non 
lungi    da    questa    è    la 

CASA  e  CH.  della  C ongregazìone 
De'  PP.  DELLA  MISSIONE  .  Stabilita  ; 
in  Perug-a  nel  1680  la  Conf;regaz.  di  s. 
Vincenzio  de  Paoli  dotta  della  Missione, 
ebbe  in  alcune  case  per  lei  comperata  da 
Gio-  Tommaso  Cerrini  perug.  stabile  se- 
de .  (i)  Nel  1^35  vi  si  fabb'icò  propria- 
mente una  eh.,  ma  venne  questa  distrut- 
ta mediante  la  erezione  di  una  nuova  piii 
decente  abitazione  che  in  questo  mede- 
simo luogo  fu  costrutta  nel  i^5v5  con 
disegno  diPiet' oCarattoli,  consisienie  prin- 
cipalmente in  due  simili  corridoj  vaga- 
jnente  ornati  di  stucchi  colle  lespettive 
£la   di  caioere    in  2  piani  .    Nel   ij86  si 


Casa  e  Ch.  dalla  Missione     ^^i 
aggiunse   un   terzo   piano  e   una  loggia   a- 
gli   antecedenti  ,  e  posteriormente   uno  di 
essi   si   volle   continuare    in  tutti   3   i  pia- 
ni ,     colla   idea   di    formar  pure   un*    altra 
braccio   in   conformità   del  primo  maesto- 
éo   disegno  .   Piimase   però   sospeso  V   edi- 
ficio  nel    1793    e   da   quelT  epoca   è   anco- 
ra imperfetto  .  In   un*  angolo  della  conti- 
gua  Piazza   di   s.  Gregorio   è  la   porta  cor- 
rispondente  ali'  angolo    in   cui   si   unisco- 
no i  2  nominati   corridoj  .  In   quello   a  di- 
ritta  è   la  Ch.  Ha  dessa  V  architettura  del- 
le altre   camere,  se   non   clie   occupa    col- 
la   sagrestia   la  lunghezza  di   3  di   esse  .  Il 
suo   volto   è    dipinte^  di     un   sottoinsii    ar- 
chitettonico eseguito   da   Valentino  Girat- 
toli  .  Nello    sfondo   quadrilungo   in   mezzo 
è   la    Vergine   Assunta     dagli   Angeli    alla 
gloria  •   di  Anton   Maria  Gaibi  .  Ha    le  pa- 
reti  dipinte  a  ri  qua  dia  ture  e  a  piccoli  pi- 
lastri  scanalati   in  mezzo  ai  quali  sono  de' 
tondi    ov*  erano   affisse  le   immagini  di   al- 
cuni   santi   vendute  nella  sop[)ressione   che 
fecero   di   qu.  Congreg.  i  repubblicani    nel 
marzo   del    1 79Q    L*  ornameìito  del    picco- 
lo  quadro   del   suo   unico   altare    dove   so- 
no  rappresent.  a   mezza   figura    la    M.    e   il 
B.   e   s.   Gio.   Batt.  ;     è   un  padiglione  di- 
pinto  e   sostenuto   da    Angeli   .    Ha    )a   ch. 
una  piccola  porta   anche  esterna  ,  ma    che 
non    si   apre   che    il   giorno   di    s.   Vincen- 
zio de  Paoli  e  in  occasione  della  Oraz    del- 
le  Quarantore  ,  in    cui   solo   possono  aver- 
vi accesso    le  donne ,  escluse    negli  altri 


Ck.  e  lUojtist.  dì  s.  Gio.  Bat. 
tempi  per  maggiore  raccoglimento  dei  Pai* 
dri  e  degli  Ecclesiastici  che  del  continuo 
gli  frequentano  .  Dicoutvo  alla  sagrestia 
a  pie  della  eh.  è  la  Gap.  dove  si  venera 
la  effigie  del  S.  Istitutore  dipinta  in  Ro- 
ma nel  1795-  Superiormente  a  qu.  è  al- 
tra Gap.  dove  i  PP.  sogliono  dar  gli  ^e- 
serclzj  agli  Ordinandi  .  — -  Unita  alle  mu- 
ra  orientali  di    qu.    Gasa   è   la 

GH.  eMONIST.   DI  S.  GIO.  BAT- 
TISTA De*  Padri  Cisterciensi  .  Il  p.  ahb* 
Boara  monaco  dei   Riformati  di   s.  Bernar- 
do ,  introdotti   in  Perugia   nel  i6i5  «  e  che 
qui  abitarono   sino  al    1798  ;  fece  riedifi- 
care  nel   modo  in   cui    si   vede  qu.   Gh.    e 
Monist.   nel    1734-   (0  Gacciati   nel    18  io 
i  Menaci  Cisterciensi  di  Monte  t  Abu'^ 
tCs  che   nel    1801    Ritennero  il  Monist.    in 
luogo    dei   Riformati  ,   il  Monist.  medes. 
e   la   Gli.   furono  dal    181  i    al   maggio   del  i 
181 4   ^^de  del   Tribunale  civile  di   Prima  ! 
Istanza.  (2)Rìtornati  i  d.  Monaci  nel  i8i5f  ; 
ridussero  nuovamente  per  servigio  del  di—  '; 
vin   culto    il  Tempio    e  ripristinarono    la 
cenobitica  loro  abitazione  .  La    eh.  nella 
«u?ì    semplicità   offre  una   forma  assai  gra- 
devole ideata   dal  con.  Pietro  Baglioni  pe— 
rug.   E   senza   cornicione  perchè   i   capitel-» 
li   dei  pilastri   e   contropilastri  dorici   ser- 
vono d'    imposta  al   volto  .  Le  pareti  la- 
terali sono  divise  da  6  arcate  sotto  le  qua- 
li  erano  6  altari   di   stucco  di  eguale  ar- 
chitettura ,  demoliti   nel    18 io.   Ora    sotto 
le  arcate    di  mezzo  unicamente    sono  gli 


Ch.  e  Monist.  di  s.  Ciò.  Sat.     843 
altari  eoa   mense  di    «tacco  ed  ornamt^uti 
a  pittura  .   Sotto  le    prime  arcate    prossi- 
me alla  porta   vedesi  ad  un  lato  un    Ai  — 
inadio   ove  si  custodisce  un   buon  nume- 
ro di   sacre  Reliquie,  e  al  lato  opposto,  il 
bel  quadro     che  per  molti  anni     fu   dell' 
Alt.   mag.   e  stava  appeso  di  prospetto  ia 
fondo  al  Coro  .  Il  cav.  Giov,  Odasi  egre- 
giamente ìri  rappresentò  in  gloria  la  Tria- 
de Augustissima  colla  V.   e  s.  Gio,  Batt. 
a   destra  ,   e   a   sinistra  i  ss.  Ap.   Pietro  C 
Paolo  con  molti  Angeli  .  E*  contemplata 
qu.   Gloria  dalla  maggior  parte  de*  Santi 
Fondatori  degli  Ordini  regolari   gradata- 
mente dipinti  e  formanti  leggiadris.  grup* 
pò  ,  Neir  Alt.  a  destra  è  un  quadro  col- 
la  M.   e  il  B.     che  porge  la  Regola    a  i* 
Benedetto,   e   s.  Bernardo   in  atto   di  ab- 
bracciare In  Croce  :  e  del  sullod.   cav.  O- 
dasi  .  Il  quadro  dell*  alt.  dicontro  con  s. 
Gio.  Batt.     in  atto  di  additar  G.   C.    che 
tì  si  scorge  in  lontananza,  è  una  beli*  o- 
pera  del  can.  Lamparelli  allievo  di  Pietro 
da   Cortona  .    Sul  gradino  si  venera  una 
piccola  immag.  di  s.  Liborio  la  quale  era 
prima  in  un  quadro  grande  del   primo  alt. 
a  destra  dell*  ingresso  ,  quadro  dipinto  da 
Giacinto  Boccanera    ,    che  andò  dispersa 
quando  la  ch.  si  cangiò  in  tribunale  come 
si  è  detto  .   L*  Alt.  mag.  di  stucco  sorge 
isolato  sotto  il  grande  arco  da  cui  si  pas- 
sa al  coro  .  In  fondo  a  qu.  piccolo  coro 
semicircolare  tra   2  pilastri  e  sotto  un  fi- 
nestrone  ♦  nel  mar/.o  del   1821   venne  al- 


844      Ch.  e  Monist.  di  s.  Gìo>  Bai. 
logv-ìta  uua  piccola   ina  bellissima   rmmag* 
di   M.   V.    in    mezza  figura    col    B.    stretta 
al  petto,  dipinta   nel   sec.   XVIII   e  distin- 
ta col  titolo  di  Ajuto  de    Cristiani  .  Que- 
sta   imniag.  fu   qui   trasferita    da  una   cap- 
pella del  Monist.  di  Chiaravalle  nella  Mar- 
ca ,  ed  esposta  in   qu.   eh.   entro  ad   orna- 
mento  colorito   e  dorato,  per  impegno   del 
p,   abb.  d.  Gherardo   Mazzarini  di  Jesi  nel 
d.  an.  venuto  a  presiedere  a   qu.  cenobio  - 
Sagrestia  .  E   in   essa   notabile  il  Ri- 
tratto in  tela  di  Giambattista  Fontani  isti- 
tutore di   qu.  monist.  (  oj.  l  Annot.  i)  Sot-  ' 
to   il   niedes.    si   legge    scritto  parimenti  in 
tela   il  seg.  Elogio  fatto  in  parte  sulla  nor- 
ma  di   altro  piii  antico  che   si  trovava  nel- 
la stessa  sagrestia  e  che  fu  cancellato  ,,  lohw 
Baptistae   Pontano   Patritio  Periis.  Stir-* 
pis  Hjeroninii  Patris  Sui  Extremo  C oe^ 
nobioriun  S,  Ioli.  Baptistae  Monacorvm 
Reformatorwn  aS.    Bernardi    Et  S,  Ma-^  j 
riae  Virginum  Orphanoriim  Ord.  S.  C Iw  \ 
rae  Fundatori   Qui  Din   Inter  Romanae  < 
Curine  Aulicos  Versatus    loh.  Bernar--*  ì 
dmo     Cardinali    Scoto  Maxime     Carus 
Fuit  Vita  Eo  Mox  Functo  Patriam  Re^ 
'versus  Hic  Se  Totum   Pietalis  Operibus 
Dedit  Lapideum    Ornatum  SS.   Euchari-* 
stiae  In  Eccles.  Societ.  lesa  Erexit  To^ 
tum  Parietem   Destri   Lateris   Templi    D, 
Dominici  Extruxit  Mille  Aureos  Fratres 
Carmelitas  Discalceatos  Donauit  PI  uri'* 
morunique  Inopiam  Ita  Eleemosinis  Snb^ 
ievandam  Curagli  Ut  Ammani  lani  ^- 


Cìi.  di  s.  Gregorio  845 

ctnriis  jdd  Pauperes  Civìlatis  Alendos 
Faculates  Suas  Ad  Summani  XXX  AI  ili, 
AursorwnEx  Testamento  F'enerab.  Con^ 
fraternitati  S»  Martini  Administrandas 
p^olncrit  C  o  et  e  rum  Qnantus  In  Reliquis 
T^irtutibiis  Fiierit  Hoc  Una  Testetur  Pa-- 
ti  enti  a  Qua  Per  Annos  Pene  XXX  U- 
culorum  Orbitai  erti  A  uri  uni  Surditatcìn 
Toleranter  Sustinuit  Plenus  Meritis  Ac 
Die  bus  Moritur  KaL  lulii  An.  A  Chìi'- 
sto  Nato  CIO,  /a-  e  xxx,  Aetat.  Suae  c)^ 
Supra  Hebdomadam  Prior  Fa  Monachi 
Benemer.  PP-  ,,  —  Fuori  della  porta  del- 
la sagrestia  clic  conduce  al  monistero  nel- 
la prossima  parete  è  appeso  un  bel  qu.i- 
dro  con  s,  Nicolò  clie  à  ravvivato  3  laii- 
ciulli  uccisi  dal  padre  .  E  assai  danneg- 
giato ,  ed  è  una  copia  tratta  dall'Origin. 
di  Bonaventura  Lamberti  cbe  è  in  Eonìa 
nella  eli.  della  Maddalena  ,  Slava  nel  il 
alt.  a  sinistia  dell'  ingresso  .  A  capo  e  a 
piò  del  I  corridoio  del  nionist.  ,  ascese  ìe 
scale  ,  sono  i  2  quadri  dell'  Annunziata 
del  Lamparelli  ,  e  della  V.  col  B.  e  s. 
Nonnoso  ab.  dipinto  dal  Boccanera  nel 
IJ18.  Il  primo  di  questi  2  buoni  quadri 
(  stava  in  cb.  nelT  alt.  sopra  quello  di  s. 
Nicolò  ,  e  il  secondo  ncll'  alt.  sotto  al  me- 
desimo .  —  Uscendo  dalla  porta  del  Mo- 
nist.  prossima  a  quella  della  eli.  ,  si  ve- 
-de   quasi   di   prospetto   la   piccola 

CH.  di   S.  GREGORIO  .   L'  anticLis- 
•siina    Panoccliia  di    S,   Gregorio  ,  da    cui 
FoLlL    Par.  IL  € 


S4(i  Ch-dis.  Gregorio 

prende  la  denominazione  la  conligua  Piaz^ 
za  ,  unita  poi  alla  parroc.  di  àS.    Giovanni 
Jìotondo  oggi  dedicala  allaAS^S.  C  once  zio- 
jie  e  a  aS.  Filippo  Neri  (i),  era  situata    ove 
è  al  presente  questa  cappella,  ma  esteadea- 
si  colla  casa   parroc.  sin    quasi   al    Vicolo 
detto   del  Naspo  ^  ed^avea  il  suo  ingresso 
principale  e  la  facciata  verso  la  strada  oggi 
detta  di  S.Bernardo  .  Minacciando  laChie- 
sa    r   estrema  rovina  ,  la  cederono  i  Padri 
deir  Oratorio  il  dì   r  giugno   1774  ^  Pietro 
Antonio  Cittadini  Perug.    che    possedea  V 
annessa  casa .  Ingiunsero  al  medes.  l'obbligo 
di  ridurla  ad  una  Cappella  pubblica  d'un  so- 
lo altare  ,  a  volta  e  decente  ,    con  dare  alla 
Couf^fresrazione  una  chiave    della  stessa  Ch. 
per  potervi  far  celebrare  le  Messe  18.  ordi- 
nate nel  Breve  di  unione  di  d.  Parrocchia, 
e  con  riservarsi  la   Congregaz.  la    campana 
maggiore  che  poi    trasportar  fece    nel     suo 
campanile  .  Dette  la  facoltà  al   Cittadini    «li 
far  sopra  la  Chiesa  alcuni  comodi  di   casa  ,^ 
e  ridurre  parte  del  sito  della   medesima   e 
della  sagrestia  ad  uso  profano  .  Eseguì  il  , 
Cittadini  T  anno  stesso  la  ingiunta   obbli- 
gazione ,  e  costruir  fece  questa  piccola  ch. 
nella  forma  presente  .  E   un  picciolo  qua- 
drato a  volta  .  Ha   un*  altare  ornato  di  co- 
lonne e  finimento  di  stucco  che  chiude  un 
quadro   in  tela    col  Crocifisso  la  Vergine 
e  S.  Giovanni  Evang.  e  sul  piano  genufles- 
si r  Arcangelo  Rafaello    con  Tobia  e  al  si- 
nistro lato,  S.Gregorio  .  — •  Da  questa  chie- 


Orai,  di  s»  Cecilia  b/^y 

S9.  progredendo  a  sinistrif  per  la    p^ia  detta 
di  S'  Bernardo  si  giunge  ali* 

ORATORIO  DI  S.  CECILIA  Dei 
PP.  di  S.  Filippo  Neri  ,  Merita  eenside- 
ra/ione  la  sua  Porla  architettata  sul  gusto 
del  Borromiui  a  mattoni  tagliati  con  molta 
diligenza  .  Essa  è  circolare  e  le  sue  corniti 
allintorno  e  il  suo  frontespizio  formano  un' 
aggradevole  impressione  allo  sguardo  .  Si 
presenta  a  prima  vista  un'Atrio  quadrato, 
e  di  prospetto  un'  arco  sotto  di  cui  ai  pas- 
sa per  entrare  in  qu-  grazioso  ed  ampio 
Edifizio  ,  che  offre  V  aspetto  di  un  sacro 
anfiteatro  .  Colla  spesa  di  se.  11690  uni- 
tamente alla  magnifica  scala  della  Con- 
gregazione contemporaneamente  fabbrica- 
ta, fu  cretto  in  3.  anrii  da  fondamenti  a 
norma  del  disegno  che  ne  fece  ii  conte 
Pietro  Baglioni  .  Il  di  18  Luglio  1687  ne 
fu  gittata  la  prima  pietra  dal  p.  Pietro 
Bontempi  prevosto  della  Congregaz.  e  il 
dì  21  novemb.  1690  fu  benedetto  dal  ves. 
Lucalberto  Patrizj  ,  per<:hè  \ Accademia 
degli  Unisoni  fondata  in  Perugia  il  di  5 
genn.  i56i  ,  a  cui  era  stato  dai  Padri  ac- 
cordato qu.  Oratorio  per  V  esercizio  del- 
le sacre  loro  funzioni  ;  come  aveano  nd 
essi  prestato  il  vecchio  oratorio  nella  Cli. 
di  s.  Ciò.  Rotondo  fin  dal  1668  :  perchè, 
dissi,  gli  Unisoni  vi  celebrassero  il  di  seg. 
la  solennità  di  s.  Cecilia  loro  protettri- 
ce .  (  Ricor.  etc,  nell  Arch.  del,  Con^-  ) 
(i)  —  La  sua  Aiea  è  un  /juadro  in  foi- 

e  2 


848  Orat.  di  s.  Cecilia 

ma  curvilijiea  con  4  tribune  che  colle  lo- 
ro  estremità   distanti   V  una  dall'  altra  pai.. 
6j,  si  uniscono   ad  ancfoli   similmente  cui- 
vilinei   i  quali   sostengono   la   cupola    .   E' 
decorata   intorno  da  pilastri  dorici  col  cor- 
nicione fregiato  di   triglifi   e  metope  .Ai 
sono   leggiadramente    adattati    2    ordini   di 
coretti  adorni   di   balaustre     ed   alcuni     di 
opportune  cornici  a  stucco .  Dodici  ne  com- 
prende il  prfea*  ordine   nelle   parti   conca- 
ve,  e  4  ntdie  convesse  ,     e   8   il   secondo 
i   quali   basano    sul    cornicione   e   seguono 
la  direzione   delle   curve   clie   si   ristringo- 
no  verso  la  cupola  .  Sotto  la  tribuna  prin- 
cipale  e   sotto  i  suol   tre  coretti  del  prlm' 
ordine  è   collocato   ingegnosamente   1'  Alt. 
fra   2  porte   della  sagrestia  .   A  rendere  pivi 
maestosa   la    nicchia   ov'   è   1'   alt.  medesi- 
mo ,   è   aggiunto   un   Padiglione  di   stucco 
che    sporgendo  al  di  fuori  ne  dilata  in  cer- 
ta  guisa   i  contini  .    Qu.  padiglione  in  fon- 
do  celeste   sparso   di   fiori   messi  a  oro  con 
frangia  parimenti   ad   oro,    e    sostenuto   da 
varj   Angeli   dorati  ;   2   de'  quali   sollevan- 
do la  estremità  superiore  del  simulato  drap- 
po   sostengono    pure    una   corona   di   fiori 
posta  egualmente   ad   oro  .    Sotto   qu.   pa- 
diglione   sono   2    quadri   che  alla  opportu- 
nità  si  rimuovono  calandoli  al  basso  .  Die- 
tro a  qu.   quadri   è  la   immag.  di  un  Cio- 
cifisso  di  rilievo  di  terra  cotta  lavorato  d^l 
pittore    Frane.    Mancini   pel  p.    Giai>:batt. 
Ughi  di   qu.    Congregaz.    che   qui  lo   lece 
apporre  nel  mese  di  dcccoibrc   del    2743 


Orcit.  di    s.    Cecilia  8  [•.} 

La  nlccliia   è    ornata   in   fondo   di   un    ne- 
gro drappo  di   seta   su   cui  il  pittore  Pao- 
lo Brizi   fece  varj  meandri  a  fiori   alla  chi- 
nese   di  oro  che  imitano  uu  licamo  .    Qu. 
Crocifisso  rimane  scoperto  nei  venerdì  di 
quaresima  ,  e  il  di   1 4  settemb.   per  la  fe- 
sta della   Croce  ,    (12)   Si  cuopre  esso   eoa 
tin   quadro   ov*  è  rappresentato  il  Nome  di 
Maria  tra  gli  splendori   adorato   dagli  An- 
geli che   si   espone   alla  pubb.    venerazio- 
ne  la   Dom.  fra  la  ottava   della   Natività  di 
M.    (3)   Il  quadro  innanzi  all'  anteced.  che 
quotidianamente   vi  resta  ,   ha   la  M.  col  B. 
s.   Cecilia   e   s.   Filippo  N«ri  .   Fu  dipinta 
r   an.    1688   dal  canon.   Lamparelli  ,   ed   è 
lina  delle  di  lui   opere  rifìigliori  .  Sul  gra-- 
dÌHo  si  venera  ìh  un  tondo  effigiata  la  Ma- 
die  ss.   dei   Dolori  .   —  Nella  parte  con-' 
vessa   alla  destra  dell*  alt.  è  una  bene  in- 
tesa  Cattedra   a  cui   si  ascende  per  2  gra-» 
di  nate  .  E'   lavoro  di  GiroL   Poggi  corto- 
nese  ,     nel    1^62  .     La  Tribuna  parim.    a 
destra  era  una  volta  tutta  occupata  da  una. 
grande   Orchestra  per   servigio  degli  Unì-- 
soni  che   specialmente  nella  occasione  del- 
la festa  di  s.  Cecilia  vi  cantavano  dei  Dram- 
mi  Sacri  .   Giunta  alla  sua  decadenza  ,   co- 
me  tante  altre  in  Perugia  ,   aneli 0  qu.  no- 
bilis.   Accademia  :  (  i^.  /'  Annotaz^    i.  )  il 
p.  Mattia  Batini  prevosto  della    Congreg. 
nel    1802  la  fece  togliere  ,   e  vi  sostituì  un* 
alt.   amovibile  .    Il  quadro    appostovi    con 
s.   Gio.   Batt.  è   d'  incerto  .   Nella   tribuna 
dicontro   »    e   il  seggio  per  uso  de*   supc- 


85 o  Ck.  di  s.  Filippo  IVeri 

riori   del  Fratelli  Secolari  di  qu.  Congre- 
gazione  allorché   qui   si    adunano   in    ogni 
Domenica   a    niatliaa  »   e   di   quel  Sacerdo-» 
te   Filippino     che     presiede     agli     esercizj 
spirituali    che    qui    si    tengono    ogni    se]  a  . 
Sopra    di   esso   ò    un'    antica     immagine   di 
Maria   in   atto   di   dilatare   il  suo   manto  ed 
accogliei'vi    i   devoti    •    Fu   qui   trasportala 
'dal   Vicolo   d,  Jìitorto    ov'  era   situata,   nel 
MJ96,    essendosi   anch'   essa   riputala  pro- 
digiosa .    —   Nel   giro   interno   dei   coretti 
del   piiuìo   ordine   sono  a  luogo   a  luogo  le 
immagini  delle    stazioni   della    yia  Crucis 
con  lor  cornici  di   stucco  .    Ve  J^  fé  col- 
locare il  celeb.  B.  Leonardo  da  torto  Mau- 
rizio  in    occasione   che   nel   settembre   del 
1786  die   in  qu.  ^ttà  le  missioni  ,  ed  ac- 
cordò ,   giusta  le  facoltà  che  avea  ,    tutte 
le  indulgenze  annesse  a  qu.  esercizio  a  chi 
le  avesse   visitate  .     (4)  —    Si   esce  dalla 
porta   di   qu.   Or.tO'io  ,     e  dopo  di  avere 
incontrato  il   Palazzo   fin  dal    1797   pos- 
seduto dalla    faraig.   Baccl  ,   si   ammira  la' 
grandiosa   facciata   della   vicina 

CH.  della  ss.  CONCEZIONE  dei  PP. 
dì  s.  FILIPPO  NERI  .  Il  di  25  maggio 
1027  fu  gittata  solennemente  la  prima  pie- 
tra fondamentale  di  qu.  elegantiss.  tempio 
che  è  senza  duhhio  uno  dei  più  cospicui  ed 
r.mmiiabili  di  Perugia  .  Senza  il  pavimen- 
to e  senza  gli  altari,  fu  terminata  il  19  giù. 
r634  ^  ^d  oiTiciata  per  la  prima  volta  dai  y 
ìi  i5  die.  dello  stesso  anno  .  Si  costrusse 
cxuindi  il  suolo  e  il  di   i  novembre   i635  si 


! 


Ch.  di  s.  Filippo  Neri  85  i 

tornò  ad  offiziare  per   sempre  ;  ma  non  es— 
éerido  eretti  tutti  gli  altari  almeno   princi- 
pali, rimaneane  chiusa   or  luna   or  T  altra 
parte  del  tempio  ,  finche  interamente   si  a- 
pii  il   giorno  2  5  ii^ag-  '649  •  (0  ^^  ^^^  ^* 
architetto   Paolo   Maroscelli   Romano   che 
mandò  pure  il  disegno  della  principal  sua 
facciata  .  S'  incominciò  questa  da  Tomma- 
so Stati  cortonese  il  dì  2  i  niag.  i647  '  ^^^ 
se.  1200  donati  dal  medico  Perilli  ;  ma  non 
essendosi  proseguita  ,  il  vesc.  Marcantonio 
Oddi   ,  con  nuovo  disegno   fatto  in  Roma  » 
a  tutte  sue   spese  ammontanti  a  se.  j^m., co- 
struir   fece   r  anno  i6ò3   tutta   di   traver- 
tino questa  che  vi  si  vede,  la  quale  se  offre 
de*   difetti   allo    sguardo  degl'    intelligenti 
(^Ors  guid p.'2'jS)  ;è  certo  una  delle  più  leg- 
giadie  e  maestose  che  adornino  il  prospet- 
to   de'    nostri   tempj  .    Due   ordini  la  com- 
pongono a  tre    compartimenti  per   oidine  . 
Due  semicolonne   e  4  pilastri  corintj  chiù* 
dono  fra   loro   la  paita   maggiore  ,  e  late- 
ralmente due  nicchie   colle  loro  cornici  .  Il 
gran    cornicione    corintio    forma     la  base 
deir  ordine  II  ,  ove  tra  4  pilastri  e  due  se- 
micolonne   minori   delle  antecedenti   sona 
altre  due  nicchie  laterali  ,  ed  in  mezzo  u— 
na   loggia  con   sua  ringhiera  la   quale  me- 
diante un  finestrone  dà  luce   alla   eh.  Due 
cartocci  alT  estremità   laterali  che  sosten- 
gono pure  due  vasi  da  cui   sorgono  fiam- 
me ,   ristringono   quest'  oidine   che  termi- 
na  in   frontespìzio    ottuso,    il    quale   ha    lo 
stemma    del  benefico  porporato  che  Tedi- 


I 


852         Cli.  di  s^  Filippo  Neri 
fido  promosse,     e    suoli  ano  oli  del   qual 
liontespi/io  s   inalzano  m  mezzo  una    ero—     ■ 
ce  e  ai   lati   2    candelabri  .   Perchè   T  area 
ove   torreggfa   qu.  tempio    è   in  pendio  ,  fu 
corretta   in  parte   Ij    necessaria  mostruosi- 
tà  clie   avrebbe   presentata  la   scala  per  a-     ■ 
scendervi,  con  una   balaustra  pure  di   tra-     | 
vertino   con   4  g'obi   sul  suo  piano,  la  qual 
balaustra   asconde  le.   due  diverse   brancbe 
di   gradinala   che  guidano   al  piano  dinan- 
zi  alla   porta  .  Questa   scala   e  balaustra  fu 
costrutta   nel    i665    con    altri    se.   3 12    che 
sborsarono   i   Padri,    degli    se.    400   donati 
per  quest'  oggetto  dallo    stesso  Vescovo  . 
(2)   E   notabile   cbe   tutta    la   fabbrica   all' 
esterno  sia  fregiata  di   cornicione  pilastri 
e  riquadrature  di  mattoni  intagliati  .  —  L* 
interno    di    qu.   eh.   nel     suo   tutto    è   soJ- 
prendente  .  Non   ci   ha  angolo  che   non  sia 
ornato   di   stucchi     pittare   e  dorature  .   E 
a   croce  latina   lunga  pai.  i5o  ,  larga  nella 
crociata  pai.   84*   ^   nella   navata    pai.   45* 
Tra  la  navata  la  crociata    e  la  tribuna  sor- 
ge una  magnifica  cupola  con  4  finestre  od 
altrettante   nicchie   circolari    alT  intorno  . 
Il   volto   a  botte  è  compartito  da  fasce  che 
terminano  in   uu'  attico  basato  su  di   cor- 
nicione    corintio   a  dentelli    il   quale   cin- 
ge  tutta   la    eh.    e    si   rialza  pure   a   fronte- 
spizio  triangolare    sopra   la   porta  maggio- 
re  e    sopra   i   i>.    altari  della     crociata  .   La 
navata   ha   6  cappelle  con  archi  al  di  fuo- 
ri divisi  da  pilastri   corinti!  .  Le  fiisce  del- 
la  volta  r  attico  e  il  fregio  del  cornicio- 


e h .  dì  s .  Filìpp  0  Neri  853 

ne   sono  dipinti  a  bassorilievo    con  lesto- 
ni    arabeschi    ed  Angeli   in    fondo    giallo. 
Il   cornicione   le  cornici   dell*  attico  i  ca- 
pitelli  i   chiaroscuri     scanalati    de*  pilastri 
e  le  croci  della  Consecrazione   sono  messi 
a    oro  .  Sotto  V  arco  ov'  è   fra  2   pilastri  la 
porta   maggiore  si  legge  la  seguente  Iscri- 
zione ,,   D.    O.   31.  Horatio   De  Mancinìs 
Et  Sotto   De    Sotiis    Quod    Gloriarli  Dei 
Propagai  uri    Divi  Pliilippi    Nerii  San-^ 
ctissimis  Institutis  Patriae    Pietatem  Re-* 
ligio nemque     Auxerunt   C ongregaiionein 
Oratorii  yib  Se  Rite   Hic  Format  ani  Plii^ 
rimo    Plrtntum  Exemplo    Firmatam   Sibi 
Haeredem  Scripserint  llocce  J^emplutn  ^ 
Fundainentis  Aere   Suo  Excitas^erint  A^ 
òsuli'crint   GrnaK'trint  Summo    Loco  Ab 
Sunimis  Mortalibus     H abiti    Poti  ori  Ab 
Inimortalibus  Habendi  Parentibus  Opti-* 
mis  Fila  Amantissimi  PP,  Anno  Ciò.  io, 
CLXXri.   ,,   —   La    pittura   del    volto   del- 
la Navata   e  le  pitture   e  dorature  delle  pa- 
reti  furono  eseguite  dal  gennaro  del    ì'jQ'ì, 
al  marzo  del  1767,  a  spese  di  Giustina  Lu- 
ci .   ^3)  Dipinse   a  tenipeia  le  figure  Fran- 
cesco  Appiani,  gli   ornati   Nicola  Giulj  pe- 
rug.   Il   primo     dei   grandi    quadri    che    si 
veggono    in  mezzo    ai     compartimenti    del 
volto  rappresenta  Y  Angelo  dell*  Apocalis^ 
se  che   caccia   alle     regioni    del  tartaro   il 
druìonio  ,  avendo   in   mano  la   chiave  sim- 
J^olica  della  Eternità  .  Nel   secondo  quadro 
('   espressa  V  evangel.   s.  Giovanni    posato 

e   3 


854  ^^^'  ^^  ^-  Filippo  Neri 

6U   di   una  rupe  di    Patmos  ia   atto  di   es- 
sere  ispirato   dall'Eterno   nelle   grandi   vi- 
sioni onde   poi   scrisse   il  suo   profetico   li- 
bro .  Nel  terzo  viene  rappresentata  la  Don- 
na  simbolica  dell'  Apocalisse    coronata  di 
stelle  con   a  pie   la   luna   e  inferiormente  i 
draghi   infernali  fulminati  da    un'  Angelo  . 
]N"el   quadro  dell'  ?iltirao  più   stretto   com- 
partimento   sono   degli   Angeli   con   palme 
e   corone  .  —  I    4  Evangelisti    nei   trian- 
goli della  CHpola  sono  di  Gio.  Andrea  Car- 
loni,  r  anno    1668.   Importarono   se.    100 
che    furono  donati    dal  governatore  Ridol- 
fo  AcqUciviva    napoletano.   Il    di    ly    nov. 
del    i^3o    fu    scoperta    alla   pubblica    vista 
affatto  terminata  nei  suoi  ornamenti  la  ma- 
gnifica  Cupola  .  Francesco   Mancini   da    s. 
Angelo  in   Vado     vi   rappresentò    il    Para- 
diso .   Vi    si   ammira   fra    gli     splendori   lo 
Spirito   S.   nel   cupolino  ,   e   il   Padre   E-  e 
il  Redentore    in   atto    d'  incoronare    la  V. 
Una     moltitudine  di    Angeli   e   Santi    Pa- 
triarchi  Profeti    ed   Apostoli   fra     le   nubi 
termina   lutto    il  composto  di     qu.    lavora 
abbastanza  pregevole  ed  imponente  ,  mal- 
grado qualche  piccolo  difetto  ( t'.Or^.  G«/W. 
p.  284  )  •   Neir  attico  della    cupola   sono  , 
come   si   notò  ,  4  finestre   e   4  nicchie   ar- 
cuate  adorne  di  stucchi    dorati  e  divise  da 
quadrati   con  arabeschi  di  stucco  pari  men- 
ati dorati  .  In   ciascuno  delle  4  nicchie  so- 
no 2   Angeli    cogli  emblemi    denotanti  la 
Concezione  immacolata  di  Maria  .  La  sim- 
boleggiano   gli   Ang.  ,  dalla    banda  della 


Cli.  di  s.  Filippo  Neri  855 

tribuna  ,  portando    uno  scettro  e  calcando 
un  leone  :  quelli   dicontro  ,   col   sacrifizio 
di  un  candido    agnello  :  quelli  a  destra,  re- 
cando  palme   e   corone  e   schiacciando  uix 
drago:    quelli  a  jsiuistra  ,  avendo  una  co- 
lomba  e  un  ramo  di    olivo  e  sovrastando 
al  rostro  misterioso  dell'Arca  noetica  .  An- 
che il    cornicione  della    cupola  è    coperto 
di    oro  .    I  pp.   Canauli  filippini  di   questa 
Congreg.   contribuirono   per  questi   orna- 
ti se.  i6oo.  —  Nel  1^35  fu  dipinta  e  mes- 
sa ad  oro    la   crociata    sinistra  .   Nel   pri- 
mo dei   comparti  dell'  arco  .  in  mezzo  ,  so- 
no   alcuni    Angeli   cogli    emblemi    relativi 
a  s,  Filippo  .  A_destra  deli'  anteced.  è  rap- 
presentato Eliseo  che  uscendo  da  una  ten- 
da restituisce  ravvivato   il  figlio  alla  Ve- 
dova   di   Sarepta  :    a    sinistra  ,    Ezechiello 
estatico  alla   visione  della  fiammante  Olla 
misteriosa  .  Nella  lunetta  ,    al  lato  destro 
della   finestra  ,   è   Mosè    estatico  alla   vista 
del  roveto   ardente  ;   a    sinistra  ,  Abaruc— 
co  portato  pei  capelli  da  un'Angelo  a  Da- 
niele nel   lago  dei  lioni  :  avvenimenti  tut— 
,  ti   simbolici  della  Carità  e  delle  prodigio- 
se  azioni    di   s.  Filippo  .    Le  figure    sono 
di  Giacinto  Boccanera  ,  gli   ornati  di  Pao- 
lo Brizj  ,  a   spese  di  Vincenzio    Sansoni  ♦ 
-~  Nel    1787     fu  dipinta  e  messa    ad  oro 
la   crociata  destra  .  Nel  primo  dei  compar- 
ti deir  arco  in  mezzo  ,  sono  alcuni  Ange- 
li cogli  emblemi  della  Passione  .  A  destra» 
Sansone   che   sbrana   il   leone  :   a   sinistra» 
Caino  ch«   uccide  Abele  .   Nella    lunetta  , 


856         Clu  di  s.  Filippo  Ncìi 
^  descrft  ,   il  Sacrifizio  di   Àbramo  i   a   si- 
nistra ,  Mo.sè  clic  QY^Q  il  serpente  di  bron- 
zo :     vaticini    tutti   del     compimento    della 
lledenzione  .   Le  figure   sono   di  Sebastia- 
no  Ceccarini   discepolo    del  Mancini  ,   gli 
ornati  ,   di   Paolo  Brìzj  ,  a    spese   delle  so- 
relle  Sperelli  di  A^isi   come  eredi   benefi- 
ciarie del   d.   Sansoni   cbe   prevenuto  dal- 
la  morte  ,  lasciò   loro   il  peso  di  compie- 
re r  iuconiinciato   ornamento   di    qu.  cro- 
ciala ,  Le   pitture  della  Tribuna  sono   ope- 
ra di   Gio.   Andrea    Carloni  ,  gli   ornati  di 
jN"icola    Giulj    esegniti   1'  aniio     1667    colla 
.«jpesa    di    se.    3 00   fatta   dal   card.   Capponi 
che  essendo     già    morto  ,   furono    sborsati 
da   Costantino  Ranieri  esecutore  della  vo- 
lontà del  Porporato  .   Anche   la   Tribuna  , 
divisa    in    7  comparti  ,   presenta    dei    Sog- 
getti dell'  antico  Testamento   che   figura- 
rono quello  che  si  offre  uel  sottoposto  alt. 
Il    principale   è    la  regina   Ester    prostrata 
dinan>d    ad  Assuero    e   disposta    a    chieder 
grazia   pel  suo   popolo  .  In   mezzo  alla   su- 
peri or  fascia   è   dipinta   una  cartella   ove  si 
legge  ,,  Non  moi'ieris  :  non  prò   Te  ,  scd 
pio   oìnnibits  haec  lex  couòituta  est  (^Est. 
e  2.  )    ,,   parole   dirette   ad  Ester  e  appli- 
cate a   Maria   che    ne   fu   il  prototipo  ,  per 
indicare   il  privilegio  della    sua   immunità 
dalla   colpa  di   origine  .  A  destra  dell*  an- 
leced.   è   liachele  con  in  braccio  il  pargo- 
letto Giuseppe  ,  ed  è   in  atto  di  asconde- 
76   gV  idoli   tolti   a  Labano  che  sta   per  ri- 
cci cargli  ;  quindi  è  la  invitta  Debora  eia- 


Ch.  di  s.  Filippo  yeri  867 

ta  deir  elmo  e  arrriéita  (lelT  asta  guerrie- 
ra .  Nei  2  quadi'i  a  sinistra  sono  ranpre- 
£entate  le  Donne  esultanti  nel  passaggio 
deir  Eritreo  e  Giaele  che  ispirata  da  Dio 
punisce  Sisara  trafiggendone  il  capo  con 
un  chiodo  . 

Osservate   le  pitture   della   volta   ,    si 
fissi     Io    sguardo  alle   Cappelle  .     La  1.   a 
destra  della   porta   maggiore,   fu  tutta   di- 
pinta   ,    (juanto   alle  figure  da     Vincenzio 
Moiioiti  ,   e   quanto   agli   ornati  ,   da     Gi- 
rolamo Perugini   nelT  an.  1766,   colla  di- 
i^ezione    dell     Appiani     e  del     Giulj    loro 
maestri  che   si  erano   obligatì  di   dipinge- 
re  il  volto  e  le   2  ultime  cappelle  ,   il  pri- 
mo pei   prezzo  di   se.   220  ,     e  T   altro  di 
se.   320  .   I   3  comparti   della  volta   hanno» 
quello   di   mezzo  ,   varj  Serafini  ,   quello  a 
destra  ,   la   sibilla   Samia  ,    e  quello  a   si— 
Kìslra    ,   la     sibilla   Delfica  .     Nelle  pareti 
laterali   sono  Giacobbe  che  lotta  con  1  An- 
gelo ,  e  Davidde  che  abbatte  il  Gigante. 
Nelle  grossezze    dell'  arco  ,    al  disopra    , 
sono  alcuni  Angeli  ,   e  nelle  pareti  ,   a  de- 
stra ,   le  figure   simboliche    della  Povertà 
e  della   Giustizia  ,   a  sinistra  ,   della  Man-* 
SLietudine  e  della   Compunzione  ,  o  sia   di 
4   delle    Beatitudini  ;     essendo  le   altre   4 
dipinte  neir  arco  dicontro.  Il  quadro  deli* 
alt.   colla  Visitazione  di   Maria   a  s.  Elisa- 
betta  è   di   Giuseppe    Passeri   romano    ,   T 
anno    i^o()pcr  se.    loo  .   La  Mensa  \  Ur- 
3ia   e  i  gradi ui   di   qu.   alt.  ,   e  degli     altri 
[    delle  cappelle  della   navata  ,   tutti  di  mar-* 


858  Ch,  di  s.  Filippo  Neri 

mo  carnagione  ,  con  non  lodato  disegno» 
furono  terminati  da  Francesco  Caselli  il 
dì  3o  apr.  1775  a  spese  del  p.  Pietro  An- 
tonio Crivelli  milanese  sacerd.  di  qu.  Con- 
greg.  —  Nella  II.  cap.  è  V  alt.  ornato 
di  colonne  coi  loro  contropilastrì  e  fron- 
tesp.  di  elegante  architettura  simile  a  quella 
dei  3  altri  primi  della  navata  ,  tutti 
di  marmo  bianco  rosso  e  nero  delle  no- 
stre cave  di  montemalbe  e  laeugnano  .  Fu 
qu.  cap.  ridotta  alla  vaga  forma  in  cui  è, 
r  an.  1649  ^  ^^S"  "*  ^  spese  di  Dionigi 
Crispolti  ed  Isabella  Beccuti  sua  moglie, 
il  ritratto  de*  quali  in  marmo  bianco  ve- 
deri nel  piedistallo  delle  colonne  .  Il  Cri- 
spolti  dotò  pure  qu.  cap.  di  se.  600  .  E' 
qu.  come  le  prime  4  della  navata  ,  oltre 
le  pitture,  adorna  di  stucchi  dorati  .  Il  cav. 
Gagliardi  dipinse  nel  tondo  in  mezzo  del 
volto  lo  Spirito  Santo  »  a  destra  di  esso, 
Mosè  colle  tavole  della  legge  ,  a  sinistra  , 
Davidde  in  atto  dì  proferire  i  suoi  vaticì- 
ni al  suono  dell*  Arpa  ;  nel  quadro  del- 
la destra  parete  ,  V  interno  del  tempio  col 
sacerdote  che  accoglie  le  donne  le  quali 
vanno  a  purificarsi  ,  e  da  lungi  la  sacra 
Famiglia  che  si  appressa  al  tempio  me- 
desimo :  dicontro  ,  il  tempio  e  la  parten- 
za della  sacra  Famiglia  da  esso  dopo  la 
presentazione  del  Verbo  incarnato  ;  nella 
grossezza  dell*  arco  ,  alcuni  Angeli  che 
sostengono  emblemi  relativi  alla  detta  pre- 
sentazione ;  nelle  pareti  della  stessa  gros- 
sezza ,  le  sibille  Libica  Persica  Cimmeria 


Cli,  di  s,  Filippo  Neri  85g 

Frigia   .   II   quadro   delT  alt.   colla  indicata 
Prescjitaz.  di  G.  C  e  Purificazione  della  V. 
è  opera  pregevoliss.di  Andrea  Sacelli  scoi,  di 
Guido. -Lr>  cappella  che  segue  fa  piimadel- 
le  altre  cosi  leg oiadramente  fatta  ornare  dal 
p.  Sozio  Sozj,  ano  dei  fondatori  di  qu. Con- 
gregazione .   Fu  terminala   1'  anno   iGSy  . 
Egli  vi   spese  se.   looo  dotandola  poi  di  se. 
600  -  L*   egregio   quadro   che  qui   si  vedea 
colla  V.  Assunta  al    cielo  dagli   Angeli, fu 
p^r  mezzo  del  card.  Capponi  fatto  dipinge- 
re in  Roma  al  cel.  Guido  Keni  ,  e  costò  se. 
4oo.  .   lidi  21.  feb.  1797-  venne  sgraziata- 
mente rapito   dal  commiss,  francese  Tinet» 
e  per   quanto  si  sappia  non  tornò  mai  in  I- 
taiia  ,   e  financo   fatalmente  «ignora  il  suo 
destino  .   Vi  fu  sostituito  per    alcuni    anni 
il  quadro  che  vedremo  nelP  altare  della  sa- 
grestia ;  ma  per  essere  di  forma  non  adat- 
tata air  altare  ,  nel  18 13.  fu  collocato  que- 
sto con  S.  Franesco  di  Sales  opera  di  Gia- 
cinto Boccanera  ;  colla  idea  di  riporvi  una 
copia  dell'  antico  quadro  del  Reni  desunta 
da  altra  bella  copia  fatta  già  da  Antonma- 
ria  Garbi  ,  la  quale  trovasi  in   Montefalco. 
Le  pitluie  a  fresco  sono  diAntonmaria  Fa- 
brizi  .  Nel  volto  ,  in  mezzo  ,  è  una  simbo- 
lica nubf?  ,  ai  lati  ,  degli  Angeli  in  atto  di 
trattare    musicali  sttomenti  ,  ed  accompa- 
gnare la    Vergine   .   Nella  parete  destra  è 
\-  rappresentato     il  Transito  della   Medcs.   ; 
nella   sinistra  ,  la   sua   tomba   con   intorna 
gli  Apostoli   .  Nella  grossezza  dell'arco  so- 
no le   figure  della  Carità  della  Fede  e  del- 


86 0  Cli,  di  s-  Filippo  Neri 

la   Speranza  e  nelle  pareti   di   esso   quelle 
delle   4  Virtù  Cai^nali  .  IjC  prime,  essen- 
do  rovinate   ,     si   ridipinsero  da     Lorenzo 
Faina   nel  settemb.   del    1821    .    —  Segue 
un*   adito  in  mezzo   a   1   pilastri   eh  e   cor- 
risponde  alla  porla  minore   di  qu.   eli.  Nel 
mcdes.   scolpita  in  marmo   e  la  ^^^,   memo- 
ria ,,   Sane  te  s  Soldatiis  Dux    Satellitinn 
Sontihus  In   jigro  PerUsino    Coercendis 
Pro   jdnima   Prudentiae   De  Vita  Pisau" 
rensìsUxoris  C arissimae  Deinortuae  XIV 
Kal,   laiu  JMDCCLXXXII.  .^tat.  Siiaa 
Art,   XLJT,  Et   Depositae   In   EecL  Par. 
SS.   y^gatae   Et  Severi  P.   S,    S.   JEdcm 
Jianc   S>  Philip  pi   JYerii  Red  di  tu  Annuo 
Ditavit  Et  In  Ea   Singulis    Diebns    Fé- 
stis     Ora   Dimidia  Ante   Meridiem     Sa-^ 
crum  Fiat   ,,   Sopra   qu.  adito  e  quello  di- 
contro   sono   2    Coretti     co'   loro  parnpetti 
2nessi   a   scagliola  ,   costruiti   nel  i663  .• — 
L'   Alt.  della   crociata  sinistra  in  gran  nic- 
chia  circolare    è   con   grandiosa     architet- 
tura disegnato  da  Tommaso  Stati,   formato 
de*   nostri  marmi  rossi  bianclii  e  neri  .   Ha 
2  colonne  e   cornicione  di  ordine  compo- 
sito ,   e  frontesp.  diviso  da  un  timpano  ove 
e    scritto  ,,  Sieut  Odor  Agri  Pieni  ,,  (  Gè- 
nes  27  )    Si   chiude  da   qu.   ornato  un'  al- 
tro più   piccolo  con   colonnette  e  frontesp. 
arcuato  del   medes.    ordine  ,    entro   di   cui 
è  la   bella   copia   del  quadro  di  Guido   Re- 
ni  che   si   ammira   in  S.  Maria  della   Val-* 
licella  di  Roma    ,   con    s,   Filippo   estatico 
alla    vista  di  Maria  col  Bambino    clie  gli 


e  II,  di  s.  Filippo  IVeri  86  r 

SI  presenta  assisa  sniìa  nubi.   Sotto  il  qna-^ 
dro  si  conserva    una   parte  dei  Precorclj  del 
S.    entro   una  nicchielta  cliiusa  da  sportel- 
lo di  argento   cist  llato  .   Sotto  la  mensa  ò 
un*   arca    quadrata   di   marmo     carnagione 
fregiala   di    liste   di   marmo   nero  entjo   di 
cui   si   venerano   le  Ossa   di   s.  Mauro  vesc. 
e   mart.   donate   dal  p.  Girolamo  Bei  nabei 
il    IO   luglio    i652  .   (4)   —  La  edificazio- 
ne  di   qu.   alt.  ,     fatta   circa   V   an.    i63o  • 
costò   al   p.  Senso   Sensi  ,   uno   dei   fonda- 
tori ,   se.   om.   Questa   come  tutte   la   altre 
cap.  ,   a   riserva   deMe   ulime  due  ,  v   chiu- 
sa  da  balaustra   di  marmo   rosso-bianco  dì 
lacugnano  .     —  Gli     Organi    ai    lati   della 
Tribuna  ,    cliiusi    ent:'o   a    vaghis.   intaglia 
di    legno   dorato   colla    lor   cantorìa  ,   il   di 
cui   parapetto   ò   a    scagliola  ,    furono   ope- 
ra di  un  tal    Cappelletti   di  Città  di  Castel- 
lo .   Il   P.   Gio    Vincenzio  Caselli   da  Cit-^ 
tà  della   Pieve   sateid.   di   qu.    congr.  ,   ne 
arricchì   il  tempio  a  sue  spese  circa  il  1682. 
Il   magnifico  Alt,  mag.  che  rammen- 
ta  la   munificenza   del  più  volte   nominato 
card.   Luigi   Capponi   fiorent,   che  per  es- 
so donò  se.  1800,  (5)  è  quasi  tutto  composto 
de*   nostri  marmi  architettato  ed  eseguito 
da   Tommaso   Stati    coitonese    negli     anni 
1645    e   /^G  ,   a   riserva   de*   capitelli   e  basi 
di  marmo  bianco  che  lo  stesso  card,  fece 
lavorare     contemporaneamente  in   E  orna   • 
Vi   sono   4-   colonne    di  ordine   corintio,  2 
delle   quali,  cioè   le  anteriori,  sono  notabi- 
li por  essere  di  lumachclla  di  un  sol  pc/.- 


863  Ch.  di  s.   Filippo   Neri 

xo  .   Nel  froutesp.   diviso  posano   4  slalue 
di   stucco  rappresentanti,  a  destra,  le  figH- 
re   simboliche  della    Carità   verso   Dio  ,     e 
della   Innocenza  ,   a    sinistra  ,    quelle  della 
Carità   verso   il  prossimo   e  della   Umiltà  . 
Il   quadro  è  inagistiale   copia   di  Ciro  Fer- 
ri  da   un'  altro  di  Pietro  da   Cortona   ese- 
guita  in   Pxoma   Tanno    1668   equi  locata 
Del    1662   .    Vi   si   scorge  la   intera    figura 
della  Vergine   in  atto   umile  premente  col 
pie   la   Luna   e  il  Drago   infernale,  protet- 
ta dalla  destra  dell'  Eterno   che   vedesi  in 
alto   fra  le   nubi   e   i    Serafini    :   onde    nel 
tìmpano   che   termina   con    Angeli  di  sluc- 
co   portanti    la    Croce  ,    sono   scritte   le  pj\- 
role   d*   Isaia   ,,     In    Unìbra   Manus    Suae 
Proteocìt  Me  ,,  Il   gradino  e   il  ciborio  di 
fini   marmi   strmieri,    fu   lavorato  da   Ca- 
millo  Caselli    perug.   nel    1802    .    Sotto   la 
mensa   è    una    beli'  aica   di  legno   intaglia- 
to e  dorato  ,    opera  dì  Pietro  Antonio  Laz- 
zari  da    Lucca  ,   e  dono   del  sud.   p.  Casel- 
li   r   an.    1692    ,    nella   quale   si   conserva 
il  Corpo  di   s.  Fortunato   mart.  —  Al  lato 
destro  dell'altare   è  un   quadro  con   s.  Gio. 
Bat.   nel   deserto   in    atto   di    osservare  una 
gloria  di  Angeli   .     Ha  il  motto     ,.     Vox 
Clamantis    ,,   Al   sinistro    lato   è   il    Pont, 
s.   Grecrorio     in   atto   di    scrivere    .     Ha   il 
motto   ,,   Manus  Scribentis  ,,     Sono  am- 
bedue   qu.   quadri   di   Pietro   Montanini    , 
ed    hanno    ornamento   di    cornici     cartelle 
ed  Angeli  di  stucco   coloi  iti  e  dorati  .   Fu- 
Eono   qui  posti  circa  il    1674  P^^    indica- 


C/^.  di  s,  Filippo  Neri  863 

re  la  riuuione  delle  -^  parrodiie  di  s.  Gio. 
Rotondo   e  di   s.  Giegoiio  .  —  Tra   gli  ul- 
timi  pilastri  di    qu.   tribuna    sono  altri  2- 
coietti   eoa   parapetti   di   scagliola   lavora- 
ti  nel     i65i    da  fr.  Quido  d^   Montalbano 
min.   conv.  bolognese  e  Giovanni   Cianca,» 
secondo   il   disegno  che  loro   ne  diede  E— 
vangelista   Olivieri   perug     il  qual   dise£;no 
fu   poi   la  norma   delle   altie   oicbestre  co- 
struite in   progiesso  ,   come     abbiamo    os- 
servato .     Sotto  qu.   coretti   sono  a   lapidi 
di   marmo   nero  ,   ove  a  lettere     di   oro   si 
legge   „   D.  O   AL  Vitalis   loseph  De  Bo-^ 
bus    Bonon.   Periis.  Epis.   2'emplitm  Hoc 
Et  iS.  Philippi  jdltare  Solemni  Rita   Sa-^ 
cravit  XI  KaL  Nov-  A,  S  MDCCXIII ,, 
A  slaiòtia  ,,   D.  O.  M.  Virgillus  De  Flo-^ 
rentiis  Nuceriae  Epis.  Pro  Cosma  Card. 
De-Torres    Epis.   Perus.    Templi   JJuiiis 
Lapidem     Primariam  Posiiit   Vili  Kal. 
lunii  Anno  Sai  itti  s  MDC  XXVII  ,,     — — 
Sono   situati  lateralmente   a  qU.    tribuna  2 
seggi   di  noce  con  molta  eleganza  intaglia- 
ti  a   speccbj   e  pilastri   compositi  ,   \  anno 
1675    pel  prezzo  di   se.    i35  .   —  Sul  pa- 
vimenio   in   mezzo   della   stessa   tribuna     è 
un   sepolcro  ccn    centina   di   marmi     rossi 
bianchi   neri  e  gialli  di   montemalbe    ,     e 
colla   seg.    iscrÌ7..     „   /).    O.    M.    Rogerius 
Raynerius  Montis   Gtialandri  Comes  H . 
S'  E.  Qui    Cam   Equestri  E  le  ganti  a  Pie- 
tatem    Ac     Modestiam     Senecta     Morbis 
Conjlictata  Mira  Palientiam   jEque  Co^ 
niunxit   Obiit  VII.  Id.    Mart.    C/C.lj.cC. 


864  ^^^-  ^^  '5-.  Fdlppo  IV cri 
/r.  .//njìiiìn  yigcns  LXXV .  Taiicreduf 
.Ecclcs.  Cathcdr.  ylichiprCfbQlevEtTy^ 
bciìns  Comes  Parenti  Ottime  Merito 
JìJiiItis  Cani  ZacrjtìLis  PP.  ,,  —  Lri  Ba- 
laustra fu  terminata  il  24  f^'b.  i65o  col- 
la s^^esa  di  se.  ^^o  fatta  dal  sud.  Cappo- 
ni ,  per  cui  ne*  S4^  j)ilastrini  ,  e  ne'  pie- 
distalli- delle  prime  colonne  dell'  alt.  veg- 
gonsi  gli  stemmi  del  generoso  Porporato 
intagliati   in   marmo  bianco  . 

L'  Altare  della  destra  crociata  è  ar- 
cliltettato  come  quello  in  faccia  i\à  esso  . 
Evvi  su  fondo  di  marmo  nero  un  Croce- 
fisso in  bronzo  gettato  in  Eoma  da  Pa- 
squale Pasqualina  da  Vicenza  col  model- 
lo di  ProsperoBiscioni  da  Brescia, nel  iG45. 
Ai  fianclii  a  la  V.  e  s.  Gio.  in  bassori- 
lievo di  rame  .  Sotto  la  mensa  si  venera- 
no le  Ossa  di  s.  Gaudenzia  v.  m.  donate 
Mei  1637  al  p.  Leonzi  filippino  dall'abb. 
di  s.  Pietro  p.  d.  Leone  Pavoni,  estratte 
dai  cemeteri  di  Roma  ,  e  qui  situate  nel 
iG46.  Fondarono  qu.  cap.  nel  i643  i  ne- 
gozianti dì  Perugia  Gio.  Balt.  Muscoli  » 
Francesco  Bcjnabei,  Silvestro  Carlo  e  Gio. 
Pietro  fratelli  Fripseri  ,  e  la  dotarono  di 
se.  600  ;  se  ne  veggono  perciò  gli  stem- 
mi in  marmo  bianco  nei  pilastrini  della 
balaustra  .  —  Proseguendo  nella  navata  , 
r  adito  Jicontro  a  quello  della  porta  mi- 
iiore  conduce  ad  una  scala  a  cliiocciola  die 
fluida  non  meno  ai  sovrapposti  coretti  clie 
alla  volta  .  — -  La  I  Cap.  clie  quindi  s'in- 
contra  à    un   singolariss.  quadro  di  Pietro 


C/^.  di  s.  Filippo  Neri  865 

da   Cortona   colla  jN ascila  di    M.  V.    s.  An- 
na  ed   alcune  donzelle   addette  al   sei  vis  io 
della   celeste   Bambina  .   Il   volto    di   €|iie- 
sta  Gap.   ne'  suoi    3    comparti  inenti  lia   nel 
mezzo   la   figura  dell'  Eterno  Podje   in   at- 
to di  benedire,    a  destra^  Giacobbe    dor- 
miente  che  vede   in   sogno  la  mistica  sca- 
la ,   a   sinistra   Giacobbe   che   sostiene   lot- 
ta   coli  Angelo  .  Nella  parele  destra  è  rap- 
presentata la  Vocazione  di   s.  Pietro  ,  nel- 
la  sinistra  ,    la    Conversione   di   s.   Paolo  . 
JYella   circonferoiza   dell'  arco  ,    in   mezzo 
ò   lo  Spirito  Santo  fra  i  Serafini  ;  nei  com- 
partimenti, ai  lati  2  Angeli,  con  varj  istro- 
menti   musicali  ,   nelle   pareti   di   detto   ai- 
co  ,   s.   Giegorio   s.  Ambrogio'  s.  Girolamo 
e   s.   Agostino  .   Sono  pitture    a  fresco   di 
Anton  Maria  Fabbrizj   compiuta   nel   164^ 
:  a   spese  della  devota  donna  Sofonisba   Pe- 
jtrini   vedova  di  Marcantonio  Perìnelli  che 
'dotò   pure  qu.  cap.  di    se.  6oo.  —  Nel  pi- 
1  lastro   che  e    tra  questa   e  la    seguente  cap. 
tè   una   Cattedra   da   dove   sogliono  i  Padii 
tenere  i  loro  catechistici  ragionamenti.  So- 
pra  di   essa   in    quadro   bislungo   e   la    im- 
magine in  tutta  figura  di   s.  Filippo   in  at- 
i  to   di   predicare  .   Sotto  la    Cattedra    e   un 

Ì  Confessionale  notabile  per  avervi  fimmi- 
mìstiato  il  vSrioamento  della  Penitenza  il 
h.  Leonardo  di  Porto  Maurizio  (  ^'.  lyln^ 
notaz.  4  cill' -^rt.  Ch-  deli  Orai.  )  —  Gli 
stucchi  de'!a  seguente  cappella  sono  assai 
daniìeggiati  da  una  mncchina  che  vi  s'  i- 
nalzava  pel  divino  Sepolcro  nella  seitima- 


8G6  Ch.  di  s.  Filippo  Neri 

Jia   santa  .   Il    quadro   colla   Presentar.ìonc 
di   Maria  ancor  fanciulla   al  tempio   è   una 
delle  più  belle   opere  di   Luigi  Scafamuc-- 
eia  .   Nei    3   compartimenti   del    volto  ,    ih 
mezzo,  e'  TArca   simbolica   denotante  la  V. 
ascosa   nel  tempio  :  a   destra  ,  Abramo  che 
si  parte  dalla  Cananea»  col   molto  ,,  JFgre- 
dere  de  domo  tua  et  de  cognatione  tua  , 
et  de   domo  Patris  tui  ,,  :  a  sinistra,  Da- 
vidde  che    versa  il   vas»  di   acqua  della  ci- 
sterna di  Betlemme  recatagli  da  3  forti  del 
suo   esercito  ,    e   ch*  egli     con   magnanimo 
sacrificio, nelle  angustie  di  ardenti ssima  se-^ 
te,  offre  al  Signore  (  Reg.  II cnp,\'ò  i^.i6)^ 
simbolo   della  offerta   che   fé   la  Verginella, 
ebrea  di   se   stessa  a   Dio  :   nella    superioii 
cartella   si   legge   perciò    il   motto   desunto 
dalla  Cantica    (^  Cap.  II  v.  io  )    ,,  Surge 
propera  amica  mea  ,  columha  mca  ,  for 
mosa  m.ea  ,   et   veni  .   ,,   Nella   parete   de-^ 
stra    è   Samuele    recato   ancor  bambino   al 
tempio  ,  col  sagrificio  che  accompagnò  qu; 
presentazione   espressa   nel   lib.    i.   cap.    i 
dei   Re  .   Nella   parete   sinistra    è   Daviddé 
che  ripone  l'Arca   nel    tempio  .   Neil*  ar 
co  esteriore  ,  in  mezzo  ,  V  Iride  simboli 
ca   apparsa  dopo  il   diluvio  :   ai  lati  ,  An- 
geli  cogli  emblemi  relativi  alla  consecra- 
zione  che   di  stessa  fece  la  celeste  Fanciul 
la  .   Nelle  pareti   dell'    arco   sono   s.   Gre- 
gorio Nazianzeno  ,   s.    Gio.  Ciisostomo  ,  s 
Atanasio  ,   s.  Basilio  .  Tutte  queste  pitture 
sono  di   Gio.  Andiea  Garloni   eseguite  ne 
1667.  Fondò  e  adornò  con  se.   779  que- 


Ch.  di  s.  Filippo  Neri  f^Qy 

Sta  cap.  e  la  dotò  di  se.  5oo  Gio.  Anto- 
nio Bigazzihi,  per  compiere  In  testai^enta- 
ria  disposizione  di  Artemisia  Mainardì  Bi- 
gazzini  sua  madre  già  morta  .  —  Neil* 
ultima  Cappella  è  il  quadro  colT  Annun- 
ziazioue  di  Maria  dipinto  in  Roma  nel 
ij^io  da  Francesco  Trevisani.  Le  pittu- 
re a  tempera  sono,  come  si  disse,  di  Vin- 
cenzio Monetti  e  di  Girolamo  Perugini  fat- 
te nel  15766.  Ili  mezzo  del  volto  è  ho  le 
nubi  rappresentata  la  Casa  di  Nazaret  ove 
si  compiè  r  angelico  annunzio  .  Ài  lati  le 
2  sibille  che  si  vuole  aver  preconizzato  il 
mistero  della  Incarnazione  ,  cioè  la  Eii- 
trea  ,  e  la  Gumana  .  Nella  parete  destra 
è  espresso  Manne  colla  moglie  ai  quali  è 
prenunziato  dall'  Angelo  il  concepimento 
di  Sansone  :  nella  sinistra»  V  incontro  d' 
Isacco  con  Rebecca  .  Nella  grossezza  dell' 
arco  sono  varj  Angeli  ,  e  nelle  pareti  di 
esso,  le  figure  simboliche  delle  4  Beatitu- 
dini ,  la  Parità  la  Pace  la  Misericordia  e 
la   Compassione  .   ^6) 

Sagrestia.  Questo  edificio,  pressoché 
sotterraneo,  fu  inalzato  da  fondamenti  nel 
1655  ,  ristaurato  e  rafforzato  con  4  ^novi 
piloni  nel  1^748»^  di  nuovo  ricostruito  nel- 
le sua  mura  superiore  e  inferiore  dal  181  i 
al  18 16  in  cui  venne  ridotto  alla  forma 
presente  .  Vi  si  entra  per  mezzo  di  un  a- 
trio  che  ha  la  sua  porta  cinta  di  una  cor- 
nice di  marmo  mischio  bianco-nero  e  gial- 
lo-bianco di  montemalbe  la  quale  ornava 
primA  l.i  porta  immediata  della    sagrestia 


S68  Ch.  di  s.  Filippo  N'eri 

situata  ove  è  preseatenieiite  Y  arco  clic  ìa-** 
troduce   alla   medesima   .   Neil'   atrio  è   da 
osservarsi   il    soflitto    coperto   da    uaa   tela 
dove  circa   al   ij5o  Fraacesco  Appiani  di- 
pinse s.  Filippo  estatico  alla  vista  di  M.  V. 
In   qiiest'  atrio   medesimo    è    un  lavamano 
intagliato   in  marmo  rosso   nostrale   e  al- 
cuni quadretti,   cioè   i)i    mezzo  alla  parete 
dlcontro  all'arco  della  sagrestia,  il  Transi- 
to  di   s.   Giuseppe  d'   incerto,   ai  lati,   due 
paesaggi  di   Pietro  Montanini  ,  e  in   mez- 
za  figura,  in  uno,  s.   Pietro   ,   e   nel!  altro* 
Gesù  Gristo  cui  si  mostra  una  moneta  dell*  ; 
imperad.  sulla  quale  pronua/.iò   la  sente n-  ' 
za    ,,    Reddiie  cjiioc  siint   Ccesaris  Ccesa-^  , 
ri  ,  et  quce  siint    Dei  Deo   .   ,,   II    soffitto  ' 
della  sagrestia  ha  una  tela  dipinta  a  riqua- 
drature ed  araLesclii   da  Valentino   Carat- 
toli   perug.  con  tre  medaglioni  a  figure  dal 
sudetto    Appiani   circa   V   epoca   stessa   del 
1760   .  Nel   gran    medn^^lioìie   di    mezzo   ò 
5.   Michele   Arcangelo     colla     croce    ;     nel 
piccolo   superiore   a   chiaroscuro  è  espressa  \ 
Costanti>io   cui   si   presenta   in  aere   il  ves- 1 
siilo    della     Redenzione  ;     nell    inferiore  , 
s.   Elena  in  atto  di   adorarlo.  Scpra  il  cor- 
nicione dorico  di  stucco  sono  dipinte  in  pro- 
spettiva tra  le  finestre  alcune  balaustre.  Nel- 
la facciata  principale  è  un  alt. di  stucco  con 
frontespizio   curvo   e  pilastri   d*  ordine   jo- 
liico  recentemente  costruito  all'  epoca  dell* 
ult'ma  restaurazione  .  Evvi  un  quadro  col- 
la Vergine   in    atto    di   schiacciare   il  ci:  ar- 
go   infernale  s.  Michele  aicangclo  e  5.  JM. 


Ch    di  s,  Filippo  Neri  o(>9 

Madd.  opera  slimata  di  Vincenzio  Pelle- 
grini .  Sul  gradino  della  mensa  e  un  bu- 
sto di  s^Tilippo  in  cera  pregevole  per  es- 
ser t^to  dal  vero  modello  del  volto  del 
Sant(/)  .  Occnpano  le  2  pareti  laterali  due 
granai  armadj  e  banconi  di  noce  intaglia- 
ti a  s^eccbj  e  pilastri  con  borcliie  e  maniglia 
di  ottone  dorato.  Nel  1816  furono  alla 
presente  elegantissima  forma  ridotti  in  am- 
bi i  lati  (  giacché  pria  erano  gli  arma- 
dj alla  sola  parete  destra,  costruiti  ran- 
no 1667  )  ^^^*^cè  r  impegno  del  p.  Do- 
menico Brizj  perug.  benemerito  prefetto 
di  qu.  sagrestia  ,  e  parroco  e  custode  di 
cfuesta  eh.,  durante  i  5  anni  deWa  soppres- 
sione della  Congregazione, in  cui  incomin- 
ciò il  ristàurò  della  medes.  sagre:^tià  .  Nei 
4  angoli  di  essa  sono  4  Crocifissi  assai 
pregevoli  intagliati  in  busso  da  Eusebio 
Bastonr  .  Sotto  i  medesimi  sono  4  qi^a- 
dretti  .  In  uno  è  dipinta  la  Verg.  sotto 
il  titolo  della  Pietà  .  Dicontro  a  qu.  è 
tm  buon  disegno  in  carta  del  busto  di  s. 
Luigi  Gonzaga  .  I  2  ultimi  sono  dipinti- 
in  Rame  da  Pietro  Montanini  .  In  uno  e 
la  sacra  Famiglia  con  s.  Gio.  Bat.  .  nelT 
altro  la  Deposizione  di  G.  G.  dalla  Cro- 
€6  .  Gli  armadi  contengono  molte  sacre 
Reliquie  ,  (7)  e  i  banconi  e  le  statize  ad- 
dette a  qu.  sagr^estia,  molte  e  ricchissime 
supellettilì  di  cui  "essa  abbonda,  procurale 
in  ogni  tempo  e  dalla,* devozione  de'  Fe-- 
FoL  JI.  Par.  IL    '  f 


8^0      Congreg.  di  s.  Filippo  JVej'i 
deli  e  dalle  assidue     instancabili    cure    di 
qu.  Padri  pei  decoro  del  divin  culto  . 

Congregazione  .  I  piccoli  apparta- 
menti qua  e  là  sparsi  di  qu.  pia  casa  non 
corrispondono  alla  magnificenza  delle  sue 
scale  e  de*  suoi  corridoi  tutti  adorni  di 
pilastri  e  cornicioni  dorici  a  stucco  .  Fu- 
rono e  gli  uni  e  gli  altri  architettati  dal 
con.  Pietro  Baglioni,  ed  eseguiti  contem- 
poraneamente air  Oratorio  ,  come  si  ac- 
cennò ,  tra  il  1687  e  1690  .  Se  è  da  ap- 
plicarsi a  qu.  casa  il  rimprovero  che  vi  è 
piii  da  spazzare  che  da  abitare  :  (  Orsini 
Guida  p^g'  286  )  ciò  non  dee  ripetersi 
dal  capriccio  dell*  architetto  ,  ma  piutto- 
sto dalla  necessità  di  combinare  insieme 
le  diverse  case  circonvicine  parte  compe- 
rate e  parte  donate  che  compongono  qu. 
Congregazione  .  Sono  in  essa  qua  e  la 
situati  molti  quadri  .  — -  Quello  che  si  ve- 
de appeso  a  pie  della  prima  gradinata  . 
uscendo  dalla  sagrestia, ha  un  buon  ritrat- 
to di  s.  Carlo  Borromeo,  d'  incerto  pen- 
n^Jlo  .  Sopra  V  arco  corrispondente  alla 
medes.  scala  è  altro  quadro  terminante  in 
«emicircolo  con  s.  Gio.  Batt.  che  battezza 
il  Redentore  .  E*  opera  del  Bandiera,  e  fu 
tolto  air  alt.  mag.  della  demolita  eh.  di 
$.  Giov.  Rotondo  ,  A  capo  alla  d.  scala 
ammirasi  in  tela  bislunga  la  V.  che  ac- 
coglie in  gremba  il  Cadavere  del  Figlio 
Divino  .  Sembra  opera  di  Francesco  Ba- 
sotti  ,  e  fu  donata  alla  Congr.  dal  p.  O- 
yazio  Gaaauli  .  D&Ua  sagrestia   dell*  Orat 


Congrcg.  di  s.  Fiiippò  Nen      871 
fa  qui   traslocato  nel    1816  ,  dopo  di   es- 
sere  stati  rimbiancati  e  ripaliti   i  corridoj. 
Quello  che  scorgesi  di  prospetto  alT    ac- 
cen.   scala    conduce   alla     Porta    maggiore 
della    Congregazione  e  al  suo  Atrio,    ove 
in   una   niccliia    sorge   la   statua  di   stacco 
maggiore  del    nataiale,  del  S    Fondatore 
lavorata  verso  la  metà  del  sec   XVIII.  ,  ma 
s'ignora  da   quale  artefice  .  lu    mezzo  alla 
volta    sono  dipinti  da    Francesco  Appiani 
alcuni  Angeli  che  sostengono  una   cartella 
colla  epigrafe  ,,  Custodii  Atrium  suum  y, 
L*   altro  corridoio  a  destra    dell*   anzidet- 
ta prima  branca,  mette  alle  altre  che  gui- 
dano  alla    sagrestia   dell*   Oratorio  ,   e  agli 
appartamenti    superiori    .    Nel  fine  di   qu. 
corridoio   è   un   gran   quadro  colla   M.  e  il 
B.  e  s.  Filippo  in  gloria  con  molti  Angeli 
intorno   che   suonano  diversi    stromenti    . 
E'    opera   mediocre    di    Paolo    Gismondi    , 
la   quale   essendo  molto  patita   fuueli8o'>, 
con   assai  diligenza  ed  accuratezza  restau*- 
rata  da   Benedetto  Cavallucci  .    — ^  Negli 
altri  corridoj  ,  ed  altrove,  sono  sparsi  qua- 
dretti  ovati  con  mólte    teste  che    rappre-- 
sentano  Santi  inglesi  e  che  hanno  buona 
forma  e   buona    maniera    .    Nella   camera 
della  Ricreazione  si  veggono  ^4  iJtratli 
di   Uomini    illustri    della     Congregazione 
deir     Oratorio    :    furono    dipinti  V  anno 
1790  da   Cristoforo  Gasp'eri  .   La  paiate  di 
qu.  Casa  che  corrisponde    al   settentrione 
dei    suo    cortile    e    alla    porta    minore  » 

fa 


872  Via  de'  Priori 

minacciando  rovina  ,  fu  quasi  del  tutto 
demolita  ,  e  in  porzione  rifabbricata  nel 
18  19  e  20  •  Vi  fu  perciò  riedificata  la  cu- 
cina con  altre  camere  annesse,  e  restau- 
rata la  sala  di  ricreazione  .  La  nuova  por- 
ta minore  che  fu  riaperta  neirottob.  1^20 
si  ornò  di  cornice  di  travertino  e  d*  im- 
poste bagnate  con  quella  eleganza  di  cui 
per  lo  innanzi  mancava  .  —  Uscendo  dal- 
la porta  minore  del  descritto  Tempio  di 
qu.    Congreg.  ,   si  entra  nella 

VIA  DE'  PRIORI  .  Qu.  antlcbissi- 
ma  Strada  di  P.  S.  S.  prese  il  nome  di 
J^ia  de*  Priori  nel  sec.  XIV.  ,  allorcliò 
fabbricandosi  il  nuovo  Palaz.  Pubblico,  fu 
costruita  la  volta  od  arco  che  sostiene  por- 
zione di  d.  palazzo,  e  le  2  parti  settentrio- 
nale e  meridionale  ne  unisce;  sotto  la  qual 
volta  ha  la  Via  di  cui  parliamo  lo  inco- 
minciamcato  .  — •  Quasi  dicontro  alla  in- 
dicata porticella  e  la  Casa  della  fami- 
glia Pascucciy  capo  della  quale  è  al  pre- 
sente il  doti.  Luigi  Pacifico  medico  e  let- 
terato di  somma  riputazione  .  Vi  si  am- 
mira una  scelta  Biblioteca  diSSdX  conside- 
rabile per  un  privato  ed  elegantemente  di. 
sposta  ,  Fu  incominciata  già  dal  beneme- 
rito sacer.  d.  Federigo  zio,  del  lod.  pro- 
fes.  »  estinto  in  età  settuagen.  il  dì  8  lu- 
glio 1818  ,  e  notabilmente  accresciuta  dal 
dottjo  Nipote  .  —  Poco  sopra  è  il  Palaz. 
VERMIGLIGLI  (  primo  di  questa  fami- 
glia ,  altro  essendosene  acquistato  in  Via 
di  5.  Martino  del  Verzaro    dal  sig.   udit» 


Ch.  di  s-  jdgatei  8j3 

Pietro  VermigHoli)  ove  pure  è  una  splen- 
didissima collezione  di  rari  libri  di  ogni 
genere  e  specialmente  di  Archeologia,  for- 
mata dal  eh.  sig.  Giambattista  letterato 
egregiamente  fornito  di  ogni  erudizione, 
e  noto  abbastanza  alla  Repubblica  Lette- 
raria per  tante  applauditissime  Opere  Ar- 
cheologiche singolarmente  spettatiti  a  Sto- 
ria patria  ,  di  cui  V  ha  doviziosa?oente  ar- 
ricchita .  Veggonsi  in  qu.  contrada  il  P«*» 
lazzo  dei  sigg.  conti  BALDELLI  ,  e  le 
case  già  di  varie  distinte  famiglie  ora  pos- 
sedute dal  sig.  Costanzo  Meniconi  .  — • 
Verso  il  principio  di  qu.  Via  s*  incontra  la 
CH.  Parrocchiale  DEI  SS.  SEVE- 
PiO  ed  AGATA,  Ravvolta  in  molta  oscu- 
rità è  la  origine  di  qu.  Chiesa  .  Osserva 
il  Pellini  ,  P.  \,p.  320.  ^  che  esisteva  ili 
qu.  luogo  una  cappella  ed  una  parrocchia 
col  titolo  di  s.  Agata  fino  da  remoti  tem- 
pi, e  molto  prima  del  i3oo  »  quando  in- 
sorse discordia  tra  il  Capitolo  e  i  Magi- 
strali intorno  alla  soppressione  della  Ch. 
di  s.  Severo  di  Piazza  prossima  a  que- 
sta, situata  a  capo  alla  Via  della  Gab^ 
bia  ,  e  ridotta  ad  altro  uso  nel  fabbricar- 
vi sopra  e  lateralmente  il  Palazzo  Pub- 
blico ,  la  qual  eh.  trovasi  nominata  come 
spettante  metà  al  Vescovo  e  metà  alla  Ca-» 
nonica  di  s.  Lorenzo  ,  nel  più  volte  da  noi 
citato  Diploma  dell' imp.  Federigo  I  dato 
r  anno  ii63  ,  e  rinviensi  ,  come  par- 
jrocchiale,  descritta  nel  Libro  censuario  lu- 
j  titolato  Librarum  Adjustationes,  compila- 


8y4  Ch.  di  s.  Agata 

lo  «el    is85    e    conservalo    nell'   Archivio 
Comnnitalivo  .   Da   ciò   che   narra   il   Pel- 
liai   si   cjedticc  che   i  nostri  Magistrali  in- 
cominciassero ad   occupare  pel   nuovo  lo- 
ro  palazzo  un   casalino  annesso  alla  eh.  di 
s.   Severo  ,     senz*   averne   riportalo  dapri- 
ma   assenso   alcuno  dalla  ecclesiastica  Au- 
torità ,    mentre  i   Canonici    avendo  recla- 
mato al   Pontefice,   ed  essendosi   per   que- 
sta  causa    qui   portato    il   Vescovo  di    Or- 
vieto ,   fuiono  i  Consoli   e  procuratori   lo- 
ro  giuridicamente   citati     e   condannali    ia 
contumacia  a   restituire  il  possesso  del   ca- 
salino, dapoichè   non   erano   mai   compar- 
ai dinanzi   al  Vescovo,  a   norma  della  inti- 
mazione .  Ottennero  tuttavia   formalmente 
quanto  desideravano  nel    1597  P^^  mezzo 
di   un   breve  di   Bonifacio  Vili   diretto   al 
guardiano  de'  frati  Minori  di  Perugia,  nel 
quale  dà  al   medesimo  la   facoltà   di   con- 
cedere in   suo   nome  a   questo  Comune  la 
eh.    e  le   caso  di    s.  Severo    della   Piazza   e 
porzione  di  alcune  ca^e  del  vescovado,  del- 
le quali  essa  Città  abbisognava  per  la  nuo- 
va  fabbrica  del   Palazzo  dei   Priori  ;   colla 
condizione  però  che  si  riedificasse  la   detta 
eh.  in  altro  sito  ,  e  almeno  di  uguale  gran- 
dezza (  Arcliet.  in  Cariceli.  Comunìt.  ind. 
Belforti  num,   66  )  .    Sembra    che   i   Ma- 
gistrati  veramente   rifacesser  la   eh.   a   lo- 
\o  spese,  mentre  nel  1817  sotto  il  di  9  ago- 
sto sì  trova  che  il  General  Consiglio  eles- 
se  un    Sindaco   ,,    u4cl  locandam  pensio'* 
ìiem  domns.  locitm  et  óitiim  Ecclesiae    «. 


Ch,  di   s.  rigata  876 

Severi  novi  de  Porta  S»  Susanna^  prò 
ilio  pretio  et  pensione  quo  cona^enerit 
cum  conductoribus  et  adrecipiendam  pro'^ 
missionem  a  dictis  conductoribus  de  sol'* 
i^enda  pensione  annuatim  mas.iiirio  Co^ 
munis  Perusiae  prò  ipso  Communi  reci^ 
pienti  ;  et  ad  facendum  finrm  ,  et  repu^ 
tationem  de  omnibus  rebus  quas  òibi  as^ 
signa^erit  in  dieta  Ecclesia  ,  et  domibus 
etc.  (  AnnaL  \Z\^  foL  172  )  .  Nello  sles- 
so Annale  del  j3i8  ,  e  19  a  car.  ^o  si 
fa  menzione  di  due  arbitri  da  eleggersi 
pel  compenso  da  darsi  alla  nuova  chiesa 
di  s.  Severo  che  dicesi  chiaramente  erel* 
la  a  spese  dei  Comune  ,  uno  dei  quali  ar- 
bitri per  parte  della  Città  fu  Paoluccio 
Barzi  .  Non  bastò  dunque  per  compensa 
la  fabbrica  della  nuova  chiesa  ,  ma  la  Cit- 
tà slessa  nel  1819  sborsò  3ooo  libre  di 
denari  al  vesc.  Poggi  per  detta  eh.  vec- 
chia di  s.  Severo,  e  sue  case,  tanto  sti- 
male dai  periti  (  Pellini  P.  i.  /?.  43i  )  • 
somma  che  equivarreb|?e  a  se.  i5oo  ,  com- 
putando baj.  5o  la  libra  dei  denari  peru- 
gini ,  giusta  la  opinione  e  il  calcolo  de- 
gli eruditi  .  Non  prima  però  del  i333  fu 
demolita  in  parte  la  d.  eh.  per  la  fabbri- 
ca del  nuovo  Palazzo  ,  e  realtnente  in  det- 
to anno  ne  fu  riunito  il  titolo  con  una 
porzione  delle  rendite  a  s,  Agata  (  Peli. 
P'  I.  /?.  517  )  .  E  quantunque  nel  Ca- 
talogo delle  parrocchie  della  Città  fatta 
nel  1378  ,  si  nomini  la  eh.  di  s.  Severo  , 
senza  far  nrenzione  di  s.  Agata  ;  tuttavia 


876  Cli.  di  s.  \4gata 

1^02  crediamo    che  circa  \    epoca  divisala 
d^l    i3i7   s*  incominciasse    alAiciio  a   fìib- 
Lricare  presso   alla   d.   cap.  di   s.   Agata  la 
nuova   eli.   di   s.  Severo  ,  e   die   questa  sia 
appunto   guqlJa   di   cui   parliamo  ,  intitola- 
ta   prima  s.   Severo   Nuo^'o  ,    poi   ss.   Se- 
vero  ed  ydgata  ,    come   al     presente  ,   fin 
dal    f5<^6  ,  allorché   il   vesc.  Gomitoli  am- 
mensò   le   rendite  della   cap.   di^  s.   Agata  . 
già   incorporata   a   qu.   eh.  ,    a   quella   del- 
la  parrocchia    di    s.   Severo  ,    e  il  parroco 
d.   Filippo   de'  Filippi   ne  prese  il  posses- 
so .    ^  Lib.  C ollat.  ab  an-   jSqsì  ad    i6o4« 
yb/.    II 5.    in  TabuL  Episc.  )    (i)   Sembra 
che  anche   1'  architettura  di   essa  annunzj 
1*    epoca  della  prima  metà  del  sec.   XIV. 
Il   suo   volto    e  a  grossi   cordoni    che  ba- 
sano sopra  6  mezze  colonne  annesse  a  pi- 
Ioni   di  goffo   ordine   che   la  dividono   in  2 
compartimenti  .  È  stata  rimbiancata  e  ren- 
duta   alquanto  più  vaga   nel    1819  dal  no- 
vello  parr.    sig.   d.   Giuseppe  Andreoni   da 
Penpadibilli  .  Nelle  pareti  laterali   c\llo  in- 
gresso ,   si   leggono    le   seguenti    iscrizioni 
in   marmo    bianco  .   A   sinistra   ,,  Neapo- 
leoni    C omìtulo   Episc  Opt.    Qui  Palatio 
Decemv'irali  Exstruendo  Destriictain  Di- 
w    Sederi  Parrochialem   Et     ylnno   MC 
ce XXXIII  E  Platea  JIuc  Translatam 
Anno   MDXCFI  Unione    Cappellae  Di- 
vae  Agatae   Ubeyiori  Auxit  Proventu  Tif 
lYibus  Episcopis  Ac  Patronìs  Monaldo 
Oddo   Patriiio    A  Secretis  A  Beneficii$ 
Abstvictus  Inscripsit  Karolus  Sabatinus^^ 


Ch.    di  s»  Agata  877 

A   destra   ,,   Karolus    Sabadniis    Pennàìn 
ilabuit    C olumhae  Volavù    Et   lìcrjuiev^ìt 
Laudem   In    Fila    Pro    llumiUtate  Seri-- 
psit  In  Pulvere   In  Funere  Pro    Viìtu^ 
te  Meridt H abere Sculptam InSilìce  Fran-' 
ciscus  ylntimus  Ne   Tanti  In  Ilac  Ecclc-* 
sia   uéntecessoris  Memoria    SHejitis  y£V^ 
Obliterctiir  Injuria   Mormor   Amico    Ci"* 
neri  Patritio   Perusiae   Episcopo   Pluri-^ 
ìnum  Approbante    Excitavit  A*    />.  MD 
C IXXXV.    ,,   Sopra  Ja   porla  è    slato  ni— 
tiniameiile    apposto  un  Crocifisso  intaglia- 
to in  legno  sotto  un   padiglione  a  colori  . 
1/  Alt.   a     destra   dell*  ingresso   tra    orna- 
merao   a   colo^^i   simili   a  quei   che  cuopro- 
.110   lo  stucco  dell'Alt,  dicontro  ;  à  un  qua- 
dro  rappresentante   il  Martirio   di    s.  Aga- 
ta  attribuito  al    cav.   Bernardino  Gagliar- 
di  e  dipinto     con    maestria   sul    gusto  del 
Caravaggio    (   Ors^  gui.  p*  277  )  corrpera- 
lo  e  2^osto   già   in   questo  altare  dal    parr; 
Sabatini   nel    1607-  —  Nel   detto  alt.  rim- 
petto  ,   è   un   mediocre  quadro   colla  V.  in. 
trono  avente   il   B.   sulle   ginocchia  ,   fra  i 
•s.  Severo  Agata  Nicolò   e  Francesco  .  (2) 
—   L*  Alt.   mag.  di   stucco   con  2    colonne 
corintie  ,   architettato  da   Gio.   Cianca   nel 
2629  ,  che  fece  pure  nel   d.  anno  lo  stuc- 
co dell'    alt.   descritto  di   s.   Nicolò  ;   ofire 
un     quadro   semicircolare     in   tela   con     la 
Circoncisione  di  Gesù  espressa  in  un  pia- 
no a   cui   si  ascende  per  varj   gradini,  al- 
le bande  dei  quali  sono  effigiati  i    4  P^o- 

f  3 


8; 8  Ch,  di  s.   Agiata 

feti     maggiori  ,  E    opera   di   Durante    dal 
Borgo   che  nel  mezr.o  eli  un  piedistallo  sul- 
la  linea   del  quadro   noto   ,,  Anno  Jubilei 
MDLXXV.   „    (3)  D'  ignoto  pennello   so- 
no   i    quadretti    bislunghi   entro    ornati  di 
stucco   tra   T  alt.   e  i    piloni,  con   s.   Agata 
e   s.   Severo  .   —    Nella    casa    parrocchiale 
ai  conservano   2  antiche  tavole  appese  pri- 
ma alle  mura   della   eh.  In  uno   è   il  divin 
Cadavere  deposto  in  seno  alla  Madie.  Q;/e- 
òta   opera  ,   dice   l'Orsini  ,  potrà   soddis" 
fare     i  curiosi  che   sono   piaghi  d    inda-» 
gare  le  maniere    della  pittura   dei  tem-^ 
pi  anicini  al  risorgimento   delle  ielle  Jor^' 
me  .   Era    situata  all'    alt.    mag.    prima   del 
1626.  L'  altro   quadro    è   una   tavola   piut- 
tosto  grande  terminante  in  punta   e  dipin- 
ta  da   ambe    le  parti    sopra    tele    ingessate 
rapportate  sulla    medes.  tavola   a   quel  mo- 
do che  costumò  Margaritone^eà  anche  al- 
tri  prima   di   lui,  e   che   fu  poi   seguite    da 
migliori   maestri  antichi  per  assicurare   le 
loro  pitture  dall'  aprirsi   col  tempo  e   fen- 
dersi  delle   tavole  .   In  questa  pittura   che 
in   ambi    gli   aspetti   ha   il   fondo  di  oro,    e 
rappresentata  ,   in   uno  ,    la   Madonna  e  il 
Salvatore  ,    e   nell'  altro  ,    la   Madonna    in 
piedi    che   tiene  colle   mani   il    manto  aper*- 
to    sotto   del    quale  tra   il  popolo  genufles- 
so  scorgesi   la   figura  di   una   )egina  .  Nel 
nimbo  di   qu.  Mad.  si  legge  sulT  oro  sgraf- 
fito a   cifre   gotiche  Mater   Misericor  .  .  . 
Tanto    da    una  parte   che    dall'  altra    sono 
^  luogo  a  luogo  dipinti  alenai  Angeli  eoa 


Ch,  di  S'    Agaia  8;^9 

nimbi    di    oro   ed    altri   ornati   sgrafliti   pa- 
rim.   di    oro  .    Il  lavoro  dovrebb*  essere  dei 
primi   anni   dei   sec.    XIV  ,   e   si  ba   qual- 
che probabilità    di   credere   che    nella  in- 
dicata Regina   sia   ritrattata  Sancia  moglie 
di   Roberto    di   Angiò   re  di   Napoli  e    co- 
gnata di  s.   Lodovico  vesc.  di  Tolosa  ,   la 
quale   venne  appunto   col   marito  in  Peru- 
gia  neir  ottob.  del    i3io  ed  alloggiò   nell' 
antico  palazzo  dei  Priori  .  (^Pell.  P.  \.  p. 
ìi&Q,  Marioli,  Leu  pili.  p'^Q.  sched.  ìnss*\ 
— -  La  Porta   di   qu.    eh.    è  ad   arco  acuto  e 
ornata   di   cornici   e   cordoni   di    travertino 
alla    così  detta    maniera    gotica   .   Avea   la- 
teralmente altra   porta   da    gran   tempo   ri- 
murata,  all'architrave   della   quale   appar- 
tener dovea    forse  quella    lunga   pietra  in 
cui    si    vede   scolpita   a  caratteri   romani  la 
epigrafe  ,,  Ecclesia  Parrocch.  S.  Severi  ,» 
che    oggi   si    vede  posta  dinanzi  al  ripiano 
per  cui    si   entra   in    chiesa  ,   fiancheggiato 
da   una   ringhiera   di    ferro   fattavi    oppor- 
tunamente   apporre    nel    1796    dalT  allora 
nuovo   parr.   sig.   d.   Stefano  Petronj   doti, 
teol.  colleg.  (4)  —  Attraversando   V  antica 
VIA  della   GABBIA    così  detta    per- 
chè  alla  estremità   superiore  del  contiguo 
Palazzo   era  appesa   in   alto  una   gran  gab-» 
bia  di    ferro   ove    teneansi   esposti    i    mal- 
fattori ,   e  vi    si   facevano   talvolta  di   puro 
stento  morire  ,   sull'  esempio  di  molte   al- 
tre Citta  Italiane  (  v.  Du^cange.  Arr.  Ga-- 
bia  .  Murai,  Antiq.  hai,  T,  ìa.  col.  243). 
9  dove   un   sì   orribile   genere  di   supplìzio 


88o  Palazzo  C omunitativo 

si   vide  riniiovato   in  Pcjiioia  siiiizolavmen- 
te  negli  anni    i44'^  '   43  ,  44  '  4^  •*  7^  i  co- 
nici  è   notato  in   \\n   Diaiio  mss.   di  Anto- 
nio  di   Andrea   dei   \  eglii    di   P.   S.  A.  :  si 
osserva  il  magnifico  e  sontuoso  edificio  del 
IVi^LAZZO   COMUNITATIVO  A- 
PÓSTÒLICO.   Bencliò   i  nostri  Magistra- 
ti  avessero,    fino   da   anticliissimi     tempi   a 
loro   sede  un  palazzo  unito  a  quello     del 
Podestà   eli'  esiòtea   ov'  ò   presentemente  il 
Seminario  ;    Lenclic   qn,   palazzo   cLe   arse 
in  gran   parte  in  una   notte  del   luglio  del 
539.9    (  PelL  parJp'  609.  )  fosse  di   qual- 
che  conslderaziofie    ,    se   fra   le  altre   cose 
eravi    una    sala  pel    generale    eonsiglio 
capace  di  circa  6oO'persone  (^^nnaLsigìi. 
^  foL  233.  sub.  an.  1269  )  ^   verso,  il   de- 
clinare del  sec.   XIII.    si   ebbe  in   pensie- 
3  0  di   edificarne  \ni    altro      più   grandioso 
e   che   meglio  corrispondesse    alla  Perugi- 
na  Magnificenza  .   Si  stava   già   lavorando 
nel  1281  ,   il  primo  anno  in  cui  se  ne  fac- 
cia  menzione  nei   nostri  annali  ,   e  se   ne 
continuò    per  molto   tempo     la   fabbrica    . 
IN^el    i3oo   si   trova   fatta    la   compera   dalla 
Città  de  tota  insula  Platee  communls  Pe- 
rusii  ;   per  la    quale  isola^^s    intende    tut-- 
io  lo  spazio    compreso  tra    la  Piazza   dì 
s»  Lorenzo  la  Via  della  Gabbia  e  la  T  ia 
de    Priori ^  e  per  qu.  compera  avendo  pre- 
se  diverse   case   da   varj   particolari  ,   spese 
la   Città   oltre  ^orc\.  libre   di  denari   corto- 
jiesi  minuti  {^Annal.  signD^  foL  84^  9^)^ 
;5omma   clic   noi»   seguendo  la   opinione  di 


Palazzo  Communi  latino  88 1 

alciiul  eruditi  ,   crediamo   corrispondere   a 
circa   se.    i  om.   Nel  iSig  si  dette  la  sopra- 
intendenza  della   fabbrica   a    Paolnccio  di 
Martino  de*  Barzi    .    Nel    i35.2    vi   furono 
impiegate   le  pietre  tolte  dai  principali  e- 
difizj   di   Bettona   e   specialm.    dal     palazzo 
di   un  certo  Priore   Da-foiize   di     d.    Città 
demolita  dai   Perugini     nella    guerra     ebe 
noi  pure  indichiamo   nell'  Annot,  ali  art. 
C attedrale  .  Queste  pietre  furono  forse  que* 
marmi   bianchi   crossi   con  cui    si   oruaro- 
no   le  porte  e  le    finestre   di   qu.   Palazzo, 
già   in  d.   anno   presso  al  suo  termine   si- 
po   alla   Via   de*  Priori  .   Per  la   mancanza 
degli  Annali  ,   non  si  sa  precisamente  eoa 
quale   ordine  avanzasse  qu.  nobile   edifizio, 
e   sul   disegno   di   quale  architetto   si  fab- 
bricasse .      L*   Alessi   ne  attribuì  X   onore 
al   nostro  Filippo  Gelomia    (^  Elog.    Civ. 
Perus.  m,^s.  p.2Bo  )  ;   ma  essendosi  prose- 
guito    con   tanta   lentezza    qu.   lavoro  ,    si 
Tende   probabile   che  ,   come   a  più  riprese 
fu   fatto  ,    così   venisse  diretto  da   più  ar- 
chitetti  che  dicevansi   soprastanti  .   Scrive 
il  Bottonio    che  qu.   soprastanti   nel    i346 
er^no  Pietro  di  Dudo  e  Lipparello  da  Fer-» 
rara  .    In   un*   antico   muro  di  qu.  Palazzo 
corrispondente  al  cortile  delle  carceri  ,  fu 
trovata    nel    lySò    una   lapide  in   cui  a  ca- 
ratteri  gotici   era  inciso   V   anno    i34y  »  ^ 
il   nome   de*   soprastanti    (    forse  creati   in 
queir   anno   )   Francesco  di   Spinuccio  ,   e 
I    P:e!lino  di   M.^rino  (MarXet  pit.  p,  6i  )  - 
ij    ^^lima  degli  uni  e  degli   altri   e   prima  di 


882  Palazzo  C omrnunit attuo 

Pietro  di  Guglielmo  de'  Buonguglielmi 
nominati  dal  Pellini  ,  e  sembra  ancora 
contemporaneamente  a  lutti  questi  ,  lo 
atesso  Pellini  ,  pag.  669  ,  dice  che  furo- 
no soprastanti  o  architetti  lo  stesso  Gè- 
lomìa  e  un  certo  Cola  di  Pietro  di  Buon- 
dì .  Ne  assicurano  il  Bottonio  e  il  Maci- 
nara  che  qu.  Palazzo  s*  incominciò  ad  a— 
hitare  nel  1353  ,  sebbene  la  sua  piii  an- 
tica porzione  non  fosse  compiuta  prima 
del  i4^9  '  come  sembra  indicare  la  pie- 
tra apposta  nella  facciata  a  destra  dellAr- 
co  de'  Priori  ,  ove  è  notato  il  detto  an- 
no .  Può  dunque  argomentarsi  che  il  la- 
voro deir  edificio  occupasse  il  periodo  di 
anni  i48  ,  computando  dal  1281  i»  eui 
probabilm,  ne  fur»ino  gittate  le  prime  fon- 
damenta .  Vi  si  aggiunse  dapoi  la  parte 
pili  meridionale  ,  in  varie  epoche,  e  spe- 
cialmente nel  1575  ,  e  nel  i588  in  cui 
vi  fu  incorporala  la  casa  dei  Beccuti  che 
si  comperò  con  pensiero  di  effettuarvi  la 
libreria  donata  al  Comune  da  Prospero 
Podiaoi,  la  quale  però  pei'  la  ristrettezza 
del  sito  ,  non  ebbe  qui  luogo  .  L'  ulti- 
mo aumento  dato  a  qu»  fabbrica  fu  nel 
1790  in  cui  sopra  V  arco  del  vicolo  d. 
dei  Pentolini  fra  la  casa  j4lessandri  og- 
gi Lippi  ,  e  il  Palazzo  Pubblico  fu  ono 
elevate  tre  camere  ,  la  I.  di  proprietà 
della  stessa  casa  essendo  ad  essa  comune 
il  vicolo  ,  la  II.  annessa  all'  appartamen- 
to del  Magistrato  ,  e  la  superiore  a  quel- 
lo del  Governatore  •    Quest*  aggiunta^  fii^ 


Palazzo  C ommunitativ o  883 

eseguita    per     ordine    del  prelato     Angelo 
Altieri   che  la   ideò   per  suo  comodo  .  Qu, 
grande   edilizio   ha   di  circonferenza   palmi 
1280  .   La  sua  maggiore  altezza  ,   compre- 
so il    campanile   è   di  pai.    190  .     La     sua 
forma   dalia   Piazza   del  Duomo     sino   alla 
volta   detta   de'  Priori   ò  quadrilunga  ,    al- 
tro quadrilungo  ma  piii  ristretto  compren- 
de  la   porzione    fabbricata    posteriormente 
e   non    ornata    colla   eleganza     e    ricchezza 
della   prima  ,   quantunque   anch'  essa   fre- 
giata  di   riquadri     cornicioni    e  cornici   di 
mattoni   e   tiavertini    intagliati  .    La   parte 
pili   antica  mostia   singolare   magnificenza, 
essendo   tutta   incrostata     di   pietre   riqua- 
drate, cinta  di  2  ordini  di  cornicioni  a  den- 
telli, e   fogliami  sopra  di  cui  si  elevano  pa- 
rimenti  2    ordini   di    finestroni     arcuati     e 
fregiati   di   cornici  e  colonnette   quadruple 
nel   primo   e  duple     nel   secondò     ordine  , 
e   le   une  e  le  altre  di   marmo   rosso  .  An- 
che  nel    sec.    XVII.   come  ci   fa   sapere  il 
Grispplti  {pag    26  )    terminavano   le   mu- 
ra  eoa    una    corona   di    merli    .     Ora   non 
rimangono  allo  intorno   ebc  piccioli   archi 
parimenti   di  martno  rosso   sopra    de*  qua- 
li  si  eleva  un  fregio   sottoposto  ad  un  cor- 
nicione   retto  da    modij^lioni     su  cui   posa 
il    tetto    .     E*   pur  da   dolersi    che   i    tempi 
posteriori   abbiano   deturpato    sì     decorosa 
magnifieenza   col    sostituire   ai    merli   altra 
porzione  di   moderna    fabbrica  ,   e   col  dar 
cambiamento   e  guasto  a  molte  delle   gran- 
diose  finestre    .    Si  entra    nel   Palazzo  per 


884  Palazzo  Communitativo 

:x    principali  porte  innanzi  alle   (piali    per 
ordine   del   legato  Riario   fuiono   nel   giu- 
gno del    1082    poste   2  colonne   di   traver- 
tino    destinate   a    sostenere     glosse   catene 
di   ferro  che  furono  poi  tolte.   Dinanzi  alla 
Porta  detta   Della   Sala   de    Notavi 
clie   corrisponde   alla   Piazza   del   Duomo    , 
ii   una   piccola   coidonata   con   parapetto  di 
travertino  scorniciato  ,   costruita   nel  1682 
e  restaurata   nel    1090  .   Presso   alla   sini- 
Jiistia   cordonata   è   un   portico   con   2    ar- 
chi  in  prospetto   e  5   goffe  colonne   esago- 
ne ,    su  i   capitelli   di  alcuna   delle'  quali  6Ì 
vede   intagliato   il  Grifo,   dal  che    si   rileva 
eh'   esso    fosse   fatto     edificare   dal     nostro 
Comune  .   Appartenea   qu.  portico  all'  an- 
tica   Ch.  di  j.   Severo    da    noi    sovramen- 
zionata,  la    quale   si  estendea    lungo  la  Via 
della   Gabbia  per  quello   spazio   che   è    in- 
dicato dil   pili  basso    cornicione    che  an- 
cor  rimane  ,    sopra    cui    s*    inalza    il    palaz- 
zo ,   sino   air  annessa  torre  .   Qu.  luogo  fu 
destinato  da    un*    epoca   assai   rimota     alle 
carceri   che   vi   esisterono   sino   al   1801   in 
cui   si  rimossero  dal  deleg.   monsig.   Riya- 
rola  .   Vi    si  vendè    in  seguito  il  pane  .  Nel 
1809   divenne  Officio  di  Posta  sino  al  gen- 
Hajo    iSi5  .   Fu    nuovamente   bottega   sino 
al    1817    ,    nel  quale   tornò   ad  esser   car- 
cere  ma  pc'  soli   delinquenti   in  cause  cor- 
rezionali .   Al  presente   non  ha  alcun*  uso. 
Specchj   di  marmo   rosso  e  cornici   di   tra- 
vertino formano  il  fronte sp.  del  portico  che 
era  chiuso  da  ferrata  cgme  indicano    i  fo- 


Palazzo  Communhativo  885 

ri   lidie   colonne    .   Sopra   aJl'  arco   medio 
sJ    vede  al   difuori   una   mensola    clie   servì 
di  base  a  un  pulpito   o  ambone  colla  por- 
ticella   ora  rimurat^jer  cui  iti  esso  si  en- 
trava .  Fu  costume  dei  secoli  ì^assi  di  af- 
figgere ai  lati  e  fuori  delle  mura  dei  Tem- 
pj   principali   creila    Citta   uno  o    piii  di  qu. 
pulpiti   donde    predicare    al  popolo  nel  na- 
scente volgare  idioma  (i;.  Dit-cang*  e  Mu-^ 
rat.)  ..Sopra  al  descritto  portico   è  un  ter- 
razzo  cui    sono  annesse   2   porle  .   La  pri- 
ma  conduce  alla   sala   contigua  alla  Corte 
criminale  e   alle  carceri  ,    di   cui  parlere- 
ipo  .   Qu.   porta  non  si  apriva   che   per  fa- 
re  uscire  i  rei  onde  condurli  al  luogo  del- 
la  lor  pena  ,    0   consegnarli    per  la    libe- 
r.Az.ioae  alla   Compag.   del   Ciocifisso  :   ma 
nel    18 17    si   rendè   accessibile   ad   ognuno 
che   con  più   comodo  e  sollecitamente   vo- 
glia  recarsi   ^1   luogbi   cui  dà   V  adito   im- 
mediato, e   si    stabilì   clie  i  prigionieri   do- 
vessero  unicamente   entrare  per  essa  .    L' 
altra  porta    foderata   di   ferro    chiudeva  la 
Sala  dei  Catasti  J^ecchj  .  Questa  sa- 
la  i   di   cl\Ì   peducci   del   volto   sono   ador- 
ni di  antiche  pitture  rappresentanti  s.  Cri- 
stoforo  e   S.Pietro,  fu  preparata  nel  i3tìi 
per  ripoivi   i   65    libri    in   carta   bombici- 
na  dell'  Estimo  dei   terreni   e  case  del  cir- 
condario   perugino  ,    incominciata   a    for- 
mare  sin  dal    i3?>9   col  mezzo    di   assegne 
che   con   rigorose   pene,   in   caso  di   man- 
canza o  di  falsità,  si   richiesero  ai  proprie- 
tarj  da   una    deputazione  di    io   officiali  4 


886  Palazzo  ComunUatwo 
ciò  destinati  .  Vi  si  riposero  ey.iandio  i  li- 
bri ia  carta  pecoriiiH  del  nuovo  catasto 
terminato  nel  14^9  dopo  una  generale 
misura  e  stima  delle  terre  (  Lancell.  se. 
21  mar.  e  ig  dicem,^  .  Vi  ebbero  pur  luo- 
go i  libri  degli  eslimi  reiterati  nel  i6o5 
e  i734«  Oltre  a  ciò  vi  si  conservò  una 
immensa  farragine  dì  codici  e  protocolli 
contenenti  gli  atti  e  giudizj  civili  e  cri- 
minali trattati  dinanzi  agli  antichi  Pode- 
stà e  Capitani  del  popolo  .  Fu  sgombra- 
ta qu.  sala  nei  mesi  di  ag.  setteml).  e  ot- 
tob.  del  1820  colla  idea  di  qui  stabilire 
una  carcere  correzionale  ,  ma  ora  altro  uso 
non  à  che  di  magazzeno  .  Tutti  gli  og-» 
getti  ranrmentati  si  trasferirono  nella  Sa- 
la dei  Catasti  nuovi  ,  come  vedremo  .— 
Presso  la  destra  cordonata  descritta  è  un 
pianotto, alquanto  piii  basso  del  sinistro  da 
dove  negli  andati  tempi  ofTrivasi  il  mise- 
randa spettacolo,  la  Dio  mercè  dalla  mo- 
derna legislazione  abolito  ,  del  supplizio 
della   corda  . 

Sojge  in  mezzo  la  grandiosa  Porta 
enunciata  .  Essa  è  ad  arco  acuto  adorna 
di  tre  concavi  fregj  frammezzati  da  altret- 
tanti cordoni,  il  medio  dei  quali  a  spira, 
e  intersecati  verso  la  base  dell'  arco  da  una 
specie  di  cornicione  a  fogliami  ,  il  tutto 
di  marmi  rossi  .  Veggonsi  in  alto  ai  Iati 
dell'  arco  su  2  mensoloni  di  pietra  posati, 
da  una  banda, uno  smisur^ito Grifo, dall'altra, 
un  Lione  di  pari  grandezza  ambedue  di 
bronzo,  assai  ben  lavorati,  insegna,  il  pri- 


Palazzo  Comunicativo  887 

mo,   di   Perugia,   il   secondo,  della  Fazione 
GueJTa   che    difese   la   Chiesa    e    alla   quale 
aderì   eoa     trasporto   il  popolo  perugino  • 
Hanno    a   pie   2   figure    di    lupa    indicante 
Ilo   stemma  di   Siena  allora   nemica   di  Pe- 
rugia .  Sui   2   mensoloni  posa   una   spran- 
ga  di   ferro  da  dove    pendeano  i   catenac- 
ci  e   i  chiavistelli  delle  porte  di  Siena   tol- 
ti  dai   perugini   a     quella    Città    nel    i358 
dopo  un   fatto    d'  arme   seguito    a  Torrita 
nel   quale  i   sanesi   furono   rotti   e   sospin- 
ti  fin  dentro  le   mura  di  Siena  la   cui  ifor— 
te   e   vantaggiosa  situazione   impedì  ai   pe- 
rugini  di  conquistar  la  Città,  ma  non  po- 
te>'   loro  sotti-arre  la  gloria  d'  impossessar- 
si, con   48    insegne  ,   di   questo   nobil   tro- 
feo    di    guerriero     valore   e     intrepidezza  . 
(  Crisp.  Perifg.  j4vg.  pag,  27  )  Il   monu- 
mejito    rimanebbe   ancora   nel   luogo  dove 
fu  posto  a   perenne   memoria  de'posteri  ,  se 
alcuni    più   audaci    tra    quei    che   formava- 
no le   indisciplinate  milizie   entrate   in  Pe- 
rugia  il  di   3   ago'ito    1799  »    per  distrug- 
gere    il   gallico   repubblicano     sistema    da 
noi    più  volte  rammentato  ;  non  lo  avesse- 
ro di    soppiatto   rapito   la  notte   seguente  , 
—  Da   questa   Porta   si   entra   nella 

Sala  de'  Notavi  .  Fu  questa  da  pri- 
ma chiamata  Sala  papale  per  essere  ivi 
dipinti  nella  volta  alcuni  Pontefici  al  na- 
turale (  Crisp.  Ice.  cit.  )  Fu  poi  detta  de' 
Notari  dacché  questi  vi  si  stabilirono  per 
formarvi  gli  atti  giuiidici  nelle  cause  ci- 
vili .  Il  card,  legato  Alessandro  Riario  prò- 


S88  Palazzo  Comiuiitatii^o 

mosse  la  rJstaura/.ione  di  questo  luogo  il 
di  23  aprile  1682  ,  e  i  nostri  magistrati 
lo  fecer  ridurre  alla  forma  presente  per- 
chè vi  si  tenessero  le  giurldiclie  udienze  . 
A  tal*  uopo  nel  i583  si  costruì  1'  elevato 
nobile  seggio  di  noce  con  suo  parapetto 
a  balaustra,  che  si  vede  ancora  a  capo  al- 
la sala  ,  e  dinanzi  ad  esso  piii  basso  un 
recinto  con  seggi  e  leggìi  pei  causidici  . 
Opportuno  è  il  distico  che  vi  si  legge  scol- 
pito a  gran  caratteri  ad  intarsio  sul  fregia 
,v  lus  Reddens  Index  Semper  Sis  Omni- 
bus Idem  ,,  ludicium  udlterius  Iiidicis  Ut 
Fifgias  „  .  Il  Collegio  de*  notari  comperò 
in  seguito  dalla  Citta  per  la  somma  di  4 
mila  scudi  e  la  Cancelleria  civile  e  qu.  lo- 
cale ,  onde  meglio  esercitarvi  le  sue  fun- 
zioni .  Nel  1099  colla  spesa  di  se.  600  vi 
si  fecero  apporre  all'intorno  gli  armadj  i 
sedili  e  i  banconi  di  noce  che  ancor  vi 
rimangono  .  Il  Codice  Napoleone  dal  lu- 
glio dell'  anno  i8og  al  maggio  del  i8i4i 
e  posteriormente,  dal  genn.  181 5  ,  il  nuo- 
vo Codice  pontificio  di  Procedura  civile 
tenner  lontani  da  questa  lor  sede  i  noia- 
ri  .  (  v,  gli  Art.  Monist.  di  s,  Bernardo  e 
Università  Kecclt.  )  Durante  il  periodo 
del  governo  imperiale  francese  si  ebbero 
qui  i  pubblici  esami  de'  rei,  e  si  emana- 
rono da  qu.  luogo  le  crimiaali  sentenze  - 
Trasportato  poi  il  Tribunale  di  prima  I- 
stanza  al  Palazzo  d^^lT  antica  Università  \ 
restarono  qui  gli  atti  di  ragion  civile  ese- 
guiti  sino  alla  d.  epoca  ,  sotto  la  custodia 


Palazzo  Comiinitatwo  889 

di  un  notaro  che  gli  estrae  e  ne  sommi- 
nistra le  copie  alla  opportiinilà  .  In  questo 
luogo  dal  1820  ,  dopo  la  metà  di  settem- 
bre si  suol  tenere  accademico  esercizio  e 
fare  solenne  distribuzione  di  piemj  ai  più 
meritevoli  studenti  nelle  Pubbliche  Scuo- 
le .  Ampia  è  la  Sala  e  a  3  navate  diyi.'^a 
da  6  pilastroni  dorici  con  3  archi  e  4  "^pa- 
zj  riquadrati  sopra  di  cui  si  estende  il  cor- 
nicione che  è  base  delle  sovrastanti  lu- 
nette aperte  in  mezzo  con  una  specie  di 
finestre  ovali  .  Il  volto  è  a  botte  con  fa- 
sce che  dalla  navata  di  mezzo  ,  passando 
sopra  i  pilastri  ,  vanno  curvandosi  a  con- 
tinuare sino  alle  pareti  delle  laterali  na- 
vate .  La  parete  superiore  ha  nella  lunet- 
ta sopra  il  seggio  descritto  ornamenti  ri- 
dipinti nel  181 4  '  i*i  mezzo  ai  quali  è  un' 
ovato  in  tela  su  cui  da  Carlo  Labruzzi  1* 
anno  medesimo  si  effigiò  s.  Luca  in  atto 
di  scrivere  .  Ai  fianchi  di  esso  veggonsi 
sedenti  le  immag.  emblematiche  della  Giu- 
stizia e  della  Prudenza  ,  dipinte  già  a  fre- 
sco sin  dal  t583.  Sotto  \  ovaio  si  legge 
,,  Hanc  ^ulam  Scribarinn  Ineunte  Saec. 
XIV  (  ma  dee  dire  Lahente  Sec.  XFI) 
Collata  Stipe  Ah  His  Qui  Rationes  Pub^ 
hlicas  In  Tabulis  Referunt  Ad  ludi  eia 
Exercenda  Accjuisitam  Et  ACaid.  Ria" 
rio  Asservatain  Caesar  Nembrinus  Pi^ 
ronus  Patrit.  Anconitanus  Periis.  Deleg. 
Apost.  Pio  VII  P,  O,  M.  E  Gallia  Ro^ 
mam  Ab  Eocilio  Reduce  Scribìs  Quibns 
Erat  lìestituit  Eorumque    Collegium  De 


S'jo  Palazzo  C omunitatl'vo 

Sua  Pecunia  Rcnovavìt  E^  Hcfecit  An-^ 
no    ciò.   io     CCC     Xiy.    „  —  A   manca  di 
d.   seggio   è   la   poita   che   corrisponde   al- 
la interna   scala   del   Palazzo  .   Dicontro  a 
qu.   porta   è    1    altra   che  conduce   agli  Ap- 
partamenti dei  Magistrati  .  Essa  porta  met- 
te  immediatamente  ad  un   corridojo  ,  a  si- 
nistra  del   quale   è   lo  ingresso  della  j 
Sala  dei  C atasti  Nuovi  .  Si   tenne-    j 
ro  da  principio  in  qu.  Sala  i  pubblici  Con- 
sigli  dei   Priori,  ma   allorché   nel  1 366  vi 
si   deliberò  di   lasciare  in  libertà   i   prigio- 
nieri  inglesi  coi  lor  capitani  Giovanni  Au- 
gudo  e  Andrea   di  Belmonte  che  erano  sta- 
ti condotti  in  Perugia  dopo  la  famosa  scon- 
fitta loro  data   in   s.   Mariano  ,   e   che   ap- 
pena ottenuta  la  liberazione  ,   non   atten- 
dendo ai  patti   concordati  ,   tornarono  più 
feroci  ai   danni  della   nostra  Città   (  Peli, 
P.  i.p.  1017  )  ;   fu   appellata  la   Sala  del 
mal  Consiglio  ,   nome   che  tuttor   si   con- 
serva per  tradizione  .   Abbandonato   allo- 
ra qu.  luogo  ,   non   si  sa    poi  a  quaV  uso 
servisse  sino  al    i6o5   in  cui   fu  destinata 
a   conservarvi    i  libri    del   Catasto    rinno- 
vato nei  3   anni  anteced.   sotto     la  presi- 
denza del  commissario  Fabio  Perugini  ve- 
scovo di  Terracìna  .Nel    1784   si   colloca- 
rono quei  libri  nella  descritta  sala   dei  Ca- 
tasti  vecchj  ,  e  qui   si  posero  i  nuovi  dell* 
estimo  allor  replicato  ;  nel    1780  vi  furo- 
no aggiunti   quelli  del  censo    che   si  tornò 
a  riformare  ,    come  in  appresso   vi   avran 
luogo  gli  ultimi  del  medes.  censo  che  dal 


Palazzo   Comunltatipo  80 1 

iSrg   si  sia  attualmente   compilando.   Qu. 
sala  di   mediocre     ampiezza   lia   il   volto    a 
coi'doni   tra  gli  spazj   de'  quali   sono  ,   cir- 
condati di  arabeschi  ,  dei   tondi  che  por- 
tano effigiate  le  figure  simboliche    di   al- 
cune Virtii  ,  di  sconosciuto  pennello  .  E' 
notabile  tra  questi    il  tondo  di   mezzo  ov* 
è   espressa  la  Chiesa  o  Pieligione   alata  che 
posa   sul  Globo   terraqueo  .   Degnissima  di 
osservazione  è   la  immag.   della  V.   col  B. 
in  mezzo   a    2   Angeli   e   Serafini   intorno, 
dipinti  da  Benedetto  BonfigH   sulla   lunet- 
te  sopra   la  porla    d*   ingresso  .    Anche   le 
lunette  delle  pareti  aveano  altre  figure  em- 
blematiche  le  quali  essendo  assai   malcon- 
cie   furono  coperte  di  bianco    nell*    ottob. 
del    1820  -    A  quest'   epoca    si   aggiunsero 
intorno  degli  armadj   e    dei  banconi  .   la 
quelli     si  collocarono     le  carte  e  i   codici 
che  abbiamo   notato  nella   sala  de'  Catasti 
\ecchj  :  in  questi  gli  antichi  libri   dei  va- 
rj    estimi  dal    i36i    fino  al    i^SS   con   al-? 
cuni   frammenti  del    i335   e    !338  .   Negli 
armadj  pili  bassi  intorno   alle  pareti   me- 
desime rimangono  coli*   ordine   slesso  con 
cui   vi  f»irono  disposti  prima,  i  libri    Cen- 
suarj  dal  1734  fi^^o  al  presente  .   Nel  gran 
bancone  di  mezzo  entro  a   capaci   forzieri 
sì  conservano  le  piante  geometriche  del- 
la  Citta  e  del  vasto  suo  Territorio    .  Fu- 
rono nel  iSiQiper   mezzodì  una    scalet- 
ta, annesse  a  questa  sala  alcune  camere  per 
uso  del  Custode  dei   Catasti  ,  le   quali  ap- 
parteneano  al  Collegio  del  Cambio  di  cui 


?Q2  Palazzo  C omunitativo 

si  vede  da  Pietro  Caraitoli  dipinto  lo  stem- 
ma sul  volto  della  prima  camera  .  —  Di- 
contro alla  porta  principale  della  sala  dei 
Catasti   è   simile   porta   clie   guida   alle 

C allieve  della  Tesoreria  della  di'* 
tà  .  Queste  camere  che  in  addietro  servi-^ 
rono  a  diversi  usi  ,  furono  restaurate  ed 
abbellite  nel  i82Q,e  il  dì  i  luglio  1821 
vi  si  trasferì  \  Offizio  e  la  cassa  del  pub- 
blico Tesoro  ,  clie  prima  erano  nelle  stan- 
ze terrene  del  Palazzo  di  Sopramuro,  per 
riunire  in  un  solo  edificio  tutti  gli  Offi- 
cj  spettanti  a  questo  Comune  .  —  Prose- 
guendo pel  primo  corridoio  ,  incontrasi  di 
prospetto  una    nicchia   colla 

Statua  Emblematica  di  Perugia  .  E 
questa  di  stucco  ben  lavorato  nel  ijoG 
come  è  notato  nel  suo  piedistallo  di  pie- 
tra serena  ove  son  pur  notati  i  priori  del 
III  Trimestre  che  la  fecero  inalzare  in  qu. 
parte  di  loggia,  fatta  edificare  da  Pandol- 
fo  Ansidei  e  dai  colleghi  nel  iSyS  ,  con 
un  parapetto  a  balaustra  di  pietra  inta- 
gliata da  un  certo  Silvio  di  s.  x\ndrea  del- 
le Fratte  nostro  territorio  .  Questa  paito 
di  loggia  fu  aggiunta  alT  antica  che  ri- 
sponde alla  Volta  detta  dei  Priori  ,  for- 
se per  rendere  più  simmetrico  e  più  ret- 
to il  passaggio  air  altra  porzione  di  pa- 
lazzo che  esiste  al  di  là  della  medes.  e  per 
edificare  le  camere  conti p uè  ad  essa  lo«[- 
già  che  poi  furono  concesse  ai  CoUegj  del-^ 
la  Mercanzia  e  del  Cambio.  (^Annal.iS'^XS) 
Fu  questa   loggia  riparata    da  mura   e  d.i 


i 


Palazzo  C oinunUalivo  8()3 

finestroni  nella  restaurazioue  che  se  uè  le- 
ce nel  I  trimestre  del  174^  *^^^  priori  e 
da  Giacomo  Baldesclii  loro  capo  .  La  Sta- 
tua rappresenta  una  Donna  colossale  ve- 
stita di  clamide  e  usbergo  militare  con  in 
fj'onte  una  corona  di  torri  .  Sostiene  colla 
destra,  dei  libri,  colla  sinistra,  una  spada  , 
ed  à  ai  lati  i  fasci  consola]*i,  il  Grifo  eoa 
una  patera  augurale  ,  il  cornucopio  deli' 
Abbondanza,  e  uno  scudo  ove  si  legge  la 
Leila  epigrafe  ,,  V^erenda  Pai  iter  A  e  Ti- 
menda.  Augustalis  Nitncupata  Tunena 
Penisi  a  Excel  sa,  Nunc  Mente  Potens 
^tque  Ubere  Legiuii  ,,  .  La  moltiplicità 
delle  toiri  ,  il  prisco  suo  mar/Jale  vaiare, 
]ri  Scienza  delle  Leggi  che  in  essa  fiori, 
il  suo  politico  sistema  popolare  ,  il  suo 
stemma  ,  le  sue  antichissime  scuol^  degli 
Auguri  ,  6  la  fertilità  delle  sue  terre  so- 
no indicati  in  tutti  questi  Simboli»  *-^'  Pro- 
gredendo  innanzi    si   entra   neli* 

A ppar lamento  Nobile  dei  Priori  . 
L*  ampia  sua  porla  è  adorna  di  pilastri- 
ni scanalati  e  coraicione  con  fregio  scoi* 
I^ito  ad  arabeschi  di  pietra  serena  innr- 
moieggiata  ;  lavoro  eseguilo  T  anno  i^3o. 
—  Si  veggono  neir  anticamera  ove  trat- 
tengo 11  si  i  servidori  appose  le  ala*barde  , 
che  servono  alle  guardie  nelle  solenni 
comparse  de'  Magistrati  .  —  La  /.  C a^ 
mera  ha  il  volto  e  le  lanette  delle  parc^ 
ti  dipintt»  ad  ai'abeschi  ed  ornati  a  1)^1  s- 
«orillevo  in  chlaroscufo  da  Piolo  Bii/>j.. 
JqLIL    Par^JL  g 


894  Palazzo  Comniitnitatìvo 

La  Fama  in  mezzo  al  volto  e  le  9.  figu- 
rine emblematiche  di  Peiui^ia  e  del  Tra- 
simeno sono  di  Francesco  Appiani  .  Le 
J)areti  sono  coperte  di  sctino  cremisi  so- 
pra di  cui  sono  appesi  i  ritraiti  di  i5  fa-^ 
mosi  capitani  perugini  ,  dipinti  per  la 
maggior  parte  nel  i^3[  da  Francesco  Bu- 
sti .  Nella  parete  a  destra  delT  ingresso 
della  camera  scorgesi  I  Tarconte  colla 
data  del  tempo  in  cui  fiorì  ivi  inscritta 
3533  dopo  la  fondazione  di  Perugia  ,  i  187 
avanti  G.  C.  II  Cajo  Vlbio  An.  di  Pe- 
rug<  366o  s  av.  G.  C.  io54  •  HI  Maro 
an.  di  Perug.  44^7  •  ^^^  ^-  G-  '^57.  Nel- 
la parete  ov'  è  T  istessa  porta  d'  ingres- 
so :.  IV  Cesilo  die  fiorì  negli  an.  di  Pe- 
Tug.  47^9  '  d^  Roma  770  ,  di  G.G.16,  co- 
me ivi  è  notato  :  V  Guelfo  dei  Signori 
di  Coccorano  Bigazzini  capit.  della  cel. 
co/itessa  Matilde  nel  1088  :  VI  Vinciolo 
ds  Vincioli  ,  che  morì  nel  iSaG  :  VII 
Boldrino  P aneri  da  Panicale  clie  morì 
nel  iSgi  :  Vili  Girolamo  Meniconi  mor- 
to nel  i53o:  IX  Leandro  de  Rossi ^  loc)'^. 
Nella  parete  dicontro  alla  pi  ima:  X  Fran-- 
Cesco  Eiigenj  che  fiorì  nel  i474  -  ^^ 
Marcantonio  Oddi  famoso  capitano  di  Go- 
simo  I  di  Toscana  circa  il  i56o  .  Nella 
parete  dirinjpetto  all'  ingresso:  XII  Bior-- 
do  Michelotti  ucciso  nel  1398:  XIII  Brac-* 
ciò  Fortebracci  morto  nel  14^4  •  XIV 
Nicolò  Piccinini  morto  nel  i446  •  Sopra 
la  d.  porta  d'  ingresso  :  XV  Bulgaro  j4 n- 
sidoi  illustre  comandante  delle  armi  f^  aa- 


Palazzo  Comunitaiivo  8o5 

cesi  estinto  in  Perugia  nel  1789.  I  ri- 
tratti di  Forlebracci  e  Boldiino  sono  d' 
ignoto  pennello  del  sec.  XVII,  quello  deìT 
Ansidei,  di  Antonraaria  Gaibi.  A  manca  di 
chi  entra  in  questa  camera  è  il  Gabinetto 
privato  del  Primo  fra  i  Magistrati  ,  e  di- 
contro al  medes.  la  Porta  della  II  C a- 
mera  .  —  U  suo  volto  è  dipinto  a  grot- 
teschi da  Pietro  Carattolì  che  delineò  pu- 
re a  chiaroscuro  negli  sparsi  medaglioni 
le  figure  simboliche  delle  Virtù  Teologa- 
li e  Cardinali  ,  della  Superbia  e  della  I3i- 
sper?,zione  .  Nei  medaglioni  delle  lunette 
delle  pareti  sono  efligiati  alcuni  paesi  da 
Alessio  Demarchis  .  In  mezzo  alla  volta 
è  il  Grifo  con  una  cartella  ove  è  notalo 
r  anno  in  cui  si  terminò  di  ridurre  allo 
stato  presente  qu.  camere,  cioè  il  ij^48. 
essendo  capo  de'  Priori  Antonio  Eugenj, 
Le  pareti  sono  adobbate  anch'  esse  di  se- 
tino  cremisi  .  Nella  principale  è  allogalo 
un  quadrilungo  con  Dalila  che  taglia  i 
spelli  a  Sansone  ,  opera  eccellente  di  O- 
razio  Alfani  .  Vi  sono  intorno  i  ritratti 
di  12.  Cardinali  Perugini,  cloò,  incomin- 
ciando da  quello  che  è  al  fianco  sinistro 
della  porta  della  sala  ,  I  di  Andrea  Bon- 
tempi  eletto  nel  1878  vcsc.  di  Perugia  , 
Juorto  in  Recariati  nel  i^go  :  II  di  Fe- 
derico Balde  s  chi  q\.  nel  1674^^^^^^  '691  : 
III  di  Francesco  Armellini  el.  nel  i5r>4 
ni  in  Roma  nei  15:27  :  IV  di  Stefano  Pi^ 
gnatelli  el.  il  12  feb,  1621,  m.  il  i3  agT 
S   2 


8g6  Palazzo  C omiinitatlvo 

i^i'ò-N  ò!v  Alessandro  Oliva  daSassofer- 
rato  ciitad.  Peru£!:.  \qi%^.  di  Camerino  ci. 
card,  nel  i46o,  ni.inRoma  il  21  ag.  iz{63: 
Vi  di  Cesare  Gherardi  da  Fossato  citi. 
Perug.  vesc.  aneli'  egli  di  Camerino  elet. 
card,  nel  i6?i,m.  in  Roma  il  07  sctteni. 
•1623  :  VII  di  Benedetto  Monaldi  Bai-- 
deschi  vesc.  di  Perugia  creato  card,  nel 
ji633,  m.  in  Roma  nel  i644  •  Vili  di  Fui-- 
l'io  della  Cornia  vesc.  di  Perugia  creato 
card,  nel  i55i  ,  m.  in  Roma  il  dì  2  mar, 
fi  583  ;  IX  di  Gregorio  Selleri  di  Pani- 
cale  cittad.  Perug.  cr.  il  3o  apr.  lyaS  m. 
in  Roma  il  3o  mag.  1729  :  X  di  Marcan- 
tonio Ansidei  vesc.  di  Perug.  cr.  il  3o 
sipr.  i7'-i8,  m.  il  i5  feb.  i^So  :  XI  di  A7- 
co/ò  Oddi  legato  in  Ravenna  cr.  card,  nel 
«ettem.  del  1762»  morto  in  Arez/o  il  oG 
Jnaggio  1^63:  Xll  di  Giacomo  Oddi  vesc. 
di  Viterbo  cr.  il  9  ag.  1743  .  ni.  in  Pe- 
TUgia  il  di  3o  giug.  1770.  Sopra  la  pò  iti  di 
ingresso  pendono  i  Ritratti  del  prelato  A-- 
lessaadro  Baldescki  cr.  uditore  di  Re*a 
nel  1757  e  mancato  nel  1760  ,  e  quello 
di  monsig.  Francesco  Cesarei  parimoa- 
ti  udit.  di  Rota  nel  1784^  poi  card,  e  tcsc. 
di  Jesi  nel  lug.  del  1817  .  Nella  parete 
a  destra  della  porta  della  sala  vedesi  la 
immag.  di  Ehio  Pertinace  XIX  imp, 
de'  Romani  che  si  reputa  perugino  per 
«sser  nato  il  i  ag.  124  nella  villa  di  Pian- 
dimane  situata  nel  distretto  di  Perugia 
f5  dà  essa  loutati?.  i4  niiglH.  Fu  inahn^ 
to  alla    imperisi   dignità    ii    d;   ?     geim: 


Palazzo  Cornimi  lai  ii^o  897 

rgBi  e  dopo  soli  87  giorni  di  regno  fu  uc- 
ciso da  soldati  pretoriani  il  di  28  marzo- 
Sopra  la  porta  è  in  ovato  ed  in  mezza  fi- 
gura fedelmente  delineato  il  eh.  Anniba»- 
le  Mariotti  da  Domenico  Garbi  .  Si  en- 
tra quindi   nella  magnifica 

Sala  del   C onsiglio   C omunitativo  . 
Il  suo  volto  a  lunette  anch'  esso  è   lutto 
dipinto  ad  arabescbi  e  grotteschi    di   ma-» 
niera  antica  e  d'  ignoto  autore  .   Nel  mez- 
zo evvi  un   tondo  colla   figura  della  Giu- 
stizia    sedente    in     fra      varj    gcnj    .    La 
parete  principale  contiene   un   bel    grup- 
po dipinto  da  belone  Doni  di  Asisi    nel 
1572  .  In  fondo  evvi  il  prospetto   archi- 
tettonico   di    beninteso    atrio  ,     A  destra 
vcdesx  la  immag.  di  Giulio  III  sedente  ia 
t^'ono  fra   varj   personaggi  della  sua  corte 
in  atto  di   benedire  i  nostri   Magistrati  da 
lui  novellamente  restituiti   ali*  antica  di- 
luita il  dì  I.  magg.    i553  ,    anni    ra   mesi 
IO  giorni   28   dopo  Tabolizioue  fattane  das 
Paolo  III.  nel  i54o  .  Vi  si  veggono  i  De-* 
o/^mviri  inginoqehiati   la    doppia  fila  ,     il 
capo  de'   quali   vestito  di  robone   nero  ,   e 
gii  altri,  di  mantello  rosso  giusta  V  anti-» 
chlssima  costumanza  •  (  'vl  Art.  idea  ge^ 
Iter,  della  Città  )  .  A  sinistra  del  g;ruppd 
è   il  seguito  de'  Magisti^ati  con   dei  maz- 
i'j'eri  e  6  trombetti  in  atto  di  suonare  le 
loro  trombe    cui  vanno  appesi   doi  drap- 
pelloni colla   insegna  del  Grifo  .  Tutto  il 
composto  di  quesla  pittura   è  assai  degna 
Ji.  ammirazione  .    Le  pareti  latcr.ali  han-. 


898  Palazzo  C omnnitativo 

no   4   glandi   paesaggi     dipinti    aneli*   essi 
a   fresco    da   Gio.    Fiammingo  .   Alla   pare- 
te estrema     fra   le     due   finèstre   è     appesa 
un    quadro   colla    M.   s.   Giuseppi*   e   il  B., 
copia   stimata,   tolta   dall'    orig.   di  Rafael- 
Io    .     Il   resto  delle  paieti   sotto   le   anzid. 
pittui'e   è   fornito  come   nelle  descritte  ca- 
mere di  tapezzeria  di  damasco    cremisi  di- 
stese entro   a  cornici   dorate  .   Il  camino  è 
adorno  di  pietra  serena  marmoreggiata  con 
vaglii   intagli   messi   a   oro    ;   nel   suo  fre- 
gio ò  la  epigrafe   giudiziosa  ,,  Ad  Nego-* 
cium    Non     ad   Ocium    „   Come     nel   so- 
praporto  interno    della  sala,  Taltra   egual- 
mente   sensata  „     jid    PubhUciim    Non 
ad  Priuatum  „  Entro  air  ornato  dol  seg- 
gio priorale  è   appeso  un  quadro  col    Ri- 
tratto del  regnante  Pontefice  Pio  VII.   co- 
pia eseguita   in  Roma  ,   e  dicontro  al   ca- 
mino,  quello  dtd  vivente   sig.   card.   Cesa- 
rei e  deir   altro    sig.   card,    Giuseppe  Al- 
bani  protettore  della   Città,  eseguiti   sugli 
originali  dalT   abilissimo  giovane   perugi- 
no Giuseppe   Carattoli    .    Le   a   porte   con 
belle   cornici  di  pietra    serena    marmoreg- 
giata  simili    alle  altre  di  qu.  appartamen- 
ti, e  cbe  si  veggono  alla  parete  destra  del- 
la   sala  ,   conducono  alla 

Cappella  ,  Sopra  le  dette  porte  si 
leggono  in  marmo  rosso  a  caratteri  di  oro 
le  seg  Iscri/..  ,,  Augusta  Perusia  CUn^ 
tas  Virgìnis  SS-  Jìosarii  Nuncupata  Ex 
Decreto  Generalis  Consilii  Emanato  Diti 
XII  Decemb.  cio^  ro,  cc.  XVI.  Illmi.  DD^ 


Palazzo  C omiinitatìvo  899' 

Gentile s  De  Ubaldis  Et  Coli.  Pmi.  Tii^ 
mestr.  Jn.  cio>  10^  ce.  xyit.  Ad  jEter* 
nitatem  PP.  ,,  —  ,,  Sacellum  Hoc  Pro^ 
nubo  Olim  Deip.  Virg.  Annulo  Nunc  SS. 
MM.  Felini  Et  Gratiniani  Reliquiis  Di'- 
catum  S.  P.  Q.  P-  Ut  Locus  Coelesti  tìo^ 
nore  Auctus  CuUu  Amplijicetur^.  D.A» 
M.   P.   „  —   La   edicola     è  quadrilunga  • 
Il  suo  volto  è  anclr  esso  dipinto  come  gli 
altri  ma  forse  con  meno  elegante  manie* 
ra  ,  a  giudizio  delT  Orsini  .  Nel  tondo  la 
mezzo   è  la  immag.  di   s.  Lodovico  .   Nel- 
la lunetta    superiore    ali*  Alt.   evvi  quella 
di  s.  Ercolano  .  Nelle  2  della   parete  de- 
stra veggonsi  paesaggi  campestri  in  cui  so- 
no  rappresentati    s.  Francesco   che  riceve 
le  stimmate  ,  e  il  medes.  Santo  clie  s'in-« 
centra   con    s.  Domenico  :  nelle  2  della  si- 
nistra   si    scorgono    simili    paesaggi     collo 
stesso  Santo  che  medita  la  Passione  di  G. 
C.  ,  e  elle   è  gittalo  dal  demonio  fra  le  spi^» 
ne  .  Nella  lunetta  inferiore  si  legge  in  una 
cartella   „  Restauratuni   Tempore   Magi-m 
stratus   Primi  Trimes.  A*  D.  ero.  IQ.  €€• 
tt.   ,,   L*  Alt.  posto  sotto   nobilissinio  bal- 
dacchino e  padiglione  di  damasco  cremi- 
si con   trina  di  oro  ,    à  un   ornamento  di 
minuto  leggìadriss.  intaglio  di   legno  do- 
rato ,    opera  probabilmente  della  fine  del 
sec.   XV  ,  ad  eccezione  della  gradinata  de* 
piedistalli  e  della  fascia  che  forma  il  da-» 
do  air  ornato  del  quadro  >  che  furono  la- 
▼oiati   da   Carlo   Calandri    nel    1720  ,  An-* 
nal.f.  53. Xa  pregevolissima  tavola  di  qu. 


goo  Palcizzo  C oimmitatìs^ò 

alt.   colla  ?vIadoiHia  sedente  iu   trono  aven- 
te  il   Bambino    in   braccio   e   ai    fianchi   le 
ligure  in  pie  dei  ss.  Loienzo  Lodovico  Co^ 
slanzo   ed   Eicolano  ,  incominciata   sin   dal 
1479  ^^   ^"    certo  Pietro  di  maestro   Ga- 
leotto perugino  ,  e   terminata   nel   i'?f95  dal 
fltm.   Pietro  Vannucci  ,  come  con   forti  ra- 
gioni  dimostra   il  eh.  Mariotti  (^  Lett.  pitt. 
p^  ì  /^/^  e  .wg,  )  .   Fu  compresa    nella    fatale, 
asportazione    in    francia    del    1797.   senza 
che   ora   si   sappia   il  luogo   della   sua    esi- 
stenza ,   Il    quadro  in   tela    che   \i   si   vede 
al  psesente  è  copia   fedele  di   quella  ,  ese- 
guita 1  anno  stesso  1797  da  Domenico  Gar- 
bi .   Su   quella   medes.  tavoluccia   ove  l'al- 
tro pittore  Santi  di  Appollonio  del  Celan* 
d  0  ,   cui  fu  commessa   dopo    la  morte  di 
Pietro  di  Galeotto  e  prima   del  Vannucci  , 
avea  delineato  la  Mad   avente  sotto  il  man- 
to  i   ritratti  dei  Decemviri  dell'  ultimo  tri- 
mestre del    i483  (  /.  e»  p.  4^0  )  :  lo  stes- 
so  Vannucci   delineò    la   immag.  dell*  J?c- 
ce  Homo  detta   ancora  la  Pietà  che   si  ve-» 
de  tuttora  sul  timpano  di   qu.  alt.  Un  cor- 
nicione corintio   di   stucco   dorato    circon- 
da  sotto  le    lunette    le  pareti   inteiaincnte 
coperte  da   damaschi  cremisi   entro  a   cor- 
nici dorate  .   Cornici   pure   dorate  e  padi- 
gH  onci  ni    sono   alle   4  pi>ite  angolrtri  del-^ 
la  Gap*  ;  cornici   a  centina  e   fregj  con  tri- 
na, ai  postergali   dei    seggi   e   inginocchia- 
to]  che   si   elevano   fra   le  porte  .   Nel   va- 
cuo tra   il   cornicione  e  i   seggi   e  le  por- 
te sono  appesi    12  quadri  e^sprimcnti  i  ss. 


, ..        Palazzo  C omunitativo  ^oc 

Proteggitori  della  Città  ,  tutti  dipinti  tra 
gli  anni  lySo  e  5o  ,  e  tutti  decorati  di 
cornici  e  altri  ornamenti  di  elegantissimo 
iptaglio  eseguito  da  Fortunato  Gittarelli , 
coloriti  e  dorati .  Il  I  ,  a  destra  dell'  alt. 
rappresenta  s.  Fiorenzo  ni, ,  stimabile  ope- 
ra d'  incerto  .  Fino  da  remotissimi  tempi, 
ma  probabil»;ente  sul  principio  del  sec. 
XV  ,  fu  qu.  Santo  prescelto  ad  avvocato 
della  nostra  Città  ;  il  II  ,  s.  Francesco  di 
assisi  ,  cui  un  Angelo  addita  la  sacer- 
dotale integrità  col  simbolo  di  cristalli- 
no nappo  ripieno  di  limpidissima  acqua  . 
E  di  Francesco  Basti  ,  Fu  devota  Peru- 
gia dei  ^s  Frane,  e  Domenico  fin  da  quando 
eran  essi  viventi  :  il  III  ,  s.  Francesco  Sa^ 
a)erio  in  atto  di  battezzare  la  regina  del 
Messico  ;  è  di  Giuseppe  Laudati  .  Fu  elet- 
to in  protettore  dai  Magistrati  nel  i63o. 
Il  IV  ,  s.  Antonio  da  Padova  (  cui  si 
dedicò  la  Città  nel  i64o)  in  atto  di  an- 
nunziare la  diy,  parola  a  una  moltitudine 
immensa  di  pesci  clie  prodigiosamente  i- 
nalzano  il  capo  dalle  onde  sulle  rive  del 
mare  quasi  per  ascoltarlo  ;  ò  pregevole  o- 
pcra  d'  incerto  .  Il  V  ,  s.  Francesco  da 
Paola  (  prescelto  in  protett.  nel  1696  ) 
in  atto  di  spezzare  una  moneta  da  cui  esce 
sangue  innanzi  a  Luigi  XI  re  di  Francia  . 
E  del  Busti  .  Il  VI  ,  s,  Domenico  che  rav- 
viva una  Donna  estinta  .  Il  VII  ,  s.  Tom^ 
Tfiaso  da  J^illanoi^a  vesc.  di  Valenza  ,  al 
quale    apparisce  la  Verg.  Fu    questi    di^ 

g  3 


go%  Palazzo  Comunitaiwo 

clìiarato  protettore  nel  1659.  AnibcJue  ^^"^ 
no    di  Giacinto  Boccanera  .   NelT  Vili   si- 
è    voluto  esprimere  s.  Pietro  Vinciolì  abb. 
del   nostro   monisiero  di   s    Pietro  ,  in  at- 
to  di   camminale   illeso  sugli   ardenti   car- 
boni .  Si   dedicò   a   questo    suo    santo   con- 
cittadino la   Patria   in   un  consiglio   gene- 
rale tenuto   nel    i63i.La   pittura  assai  di- 
ligente  sembra  dello   stesso  Boccanera  .  5. 
Filippo   Neri   sotto   il   di  cui   patrocinio  si 
mise   la  Città   nel    1672  è   cipresso   nel  IX 
con  un'  Angelo  avente   in   mano    un    cuo- 
re simbolo  deir accesissima    carila  del  San- 
to   verso   Dio  ;    è    del    Laudati  .  Il    X    spie- 
ga r  intrepido  zelo  di     s.    Gianfroncesco 
/iegis  ,   eletto  aneli*  egli   in  protettore  nel 
i63o  ,   in   atto  di   difendere   la   bersaglia- 
ta onestà   di  una  DonUa   a  fronte  delire  mi- 
liacce  e   della  violenza  di  un  licenzioso  po- 
tente ;  è   del  Boccanera  .  Il   XI  ba   s.  G/o- 
^anni  della  Croce    in   atto   di  contempla- 
re  il  Vessillo  della   Redenzione  presenta- 
togli  da   un'  Angelo  .  Si  prescelse  ad  av- 
vocato  nel    1680  ;   la   pittura   è   del  Busti  . 
Il  XII  ,  offre  la  intera  figura  dei  ss.  guer- 
rieri  martiri     e   cittadini   perugini    Filino 
e   Gratiniano  ,  cbe  non  si   sa  precisamen- 
te in   quale   anno  ,   riportarono    in   Peru- 
gia la   corona  del   martirio  .  Le  loro   ossa 
/urono   trasportate   in   Arona   nel   milane- 
se da  Obiz/one  conte  di  Ottone  III  imp.  ♦ 
nel  984   per  arricchirne  il     monastero  di 
-6.  Benedetto  colà   da  esso  fondato  ,    aven- 
do e  ottenute  da  papa  Giov.  XIV  e  da  0- 


Palazzo  Communìtati^o  c}o3 

ncslo  Vescovo  di  Perugia.   (^  Lanccll.   i . 
Cjiiig-  )    Alcuni   frammenti   di    queste   ria- 
cquislati  dai  Perugini  nel  i^i5  lurono  ri- 
poste in   qu.   cap.  ;  e  in   tale   occasione  fu 
essa    ai  medesimi    dedicata  ,  si    decreto  la 
loro   annua  festiva  commemorazione  il  di 
i^   giug,     e  furono  anch*    essi     dichiarati 
speciali  protettori  della   Città  .   — •  11  pa- 
vimento  della  cap.  e  tutto  lavoralo  di  pic- 
cioli   quadretti   di   mattoni   smaltati   a   va- 
rie  figurine  e  arabeschi  .  • —  Uscendo  dal 
nobile  appartamento  e   seguitajìdo  il  cam- 
mirio  pel  primo  corridojo  ,  s*   incontrano 
2    scale  .   Scendendo  per   quella   a  sinistra 
sopra   di   cui    Icggesi     in   marmo    rosso    la 
se^.   Iscrizione   ,,   lacobus    Ubaldus   Col^ 
L?g aeque  Decenwir.  Scabra  J^et listate  .//•? 
bacia   Frisai  Et  Usui  C onsulentes  Anti'^ 
cani     Et  Posti  cani   Ornatius  ^d .  D,  C/Ot 
10.  CXXFiir.   „  —  Si   entra  nella 

Sala  della  Computisteria  ove  in  be- 
ne ordinati  Armadj  si  conservano  le  car- 
te di  Contabilità  spettanti  al  Comune  dal 
13,72  sino  a  nostri  giorni  .  —  Salendo  per 
la   scala   a  destra  ,   si   giunge  alla 

Segreteria  Comunitativa  .  Nel  Sa- 
lotto pjima  di  entrarvi  si  vede  appesa  una 
gran  tela  ingessata  ,  ov*  è  disegnato  il  pro- 
filo e  la  .pianta  della  Città  eseguita  da 
Francesco  Ciotti  perug.  nel  1602.  Nella 
camera  sinistra  di  d.  salotto  ,  dove  pre- 
sentemente prendono  i  loro  abiti  di  com- 
par5?a  i  sigg.  Gonfaloniere  ed  Anziani  , 
e  che  già  fu  sede  del  pubblico  Muaco  yas- 


c)o.\  Palazzo  ComunitatiiìO 

legato  poi  albi  Uuiversitìi  :  ammirasi  una 
gran  caria  in  cui  assai  diligcntemeiiie  ò 
delineata  una  nuova  pianta  e  profilo  del- 
la Città  ,  opera  del  geometra  pavese  sig. 
Giovanni  Ganibini  ,  il  quale  ,  uno  già  de- 
gli addetti  alle  nuove  misure  topograficbe 
dello  Stato  Pontificio,  la  compiè  nel  1819, 
ed  ©{Tri  qu.  copia  ai  nostri  Magistrati  nel 
dicem.  1820.  Nella  camera  a  destra  del 
inedes.  salotto  ,  destinata  un  tempo  alle 
Meusc  de'  Priori  ,   è   V 

Archivio  Co  munii  ativo  .  Si   conser- 
vano  qni   ordinatamejite  ,  entro   gli   arma- 
dj   clic   tutta  la   cingono  gli  Annali  delle 
Mas^istrature  dalT  anno  1266  sino  al  pre- 
sente ,  cioè   gli  Atti  pubblici   i  Brevi  pon- 
tificj  e   le  altre  carte  clie  riguardano  il  Co- 
mune ,  eccettuati  gli  Annali   e   le   carte  di 
alcnni    anni  dei   sec.   XIII    XIV   e   XVI  , 
qnelli  del  1798   e   99,  che   furono  disper- 
asi ,   e  quelli   dal  giugno  del   1809  al  mag. 
del    i8:4  ^  ^^^  ^^  custodiscono   in  altra  ca- 
mera .   Sulla  facciata   superiore    alla   porta 
principale    d*  ingresso    è   dipinto    a   fresca 
da  Giambattista  della  Marca  il  convito  del- 
le  nozze  di  Cana  .  Nella   camera   contigua 
cve  suol  trattenersi   il  Maestro  di  casa  del 
Magistrato  ,   custode  ancor  dell*  Archivio  , 
è   altro  afresco  ,  ove  sono  effigiate  le  Mu- 
se  con  Apollo  ,  del  d,  Giambattista  .  Sie- 
gue  un*  adito  il   cui  volto  ad  arabeschi  fu 
dipinto  da  Antonio  Franchi  ,  come    quel- 
lo della   contigua    Camera    della    Segre-^ 
teria  ^  nel  quale   si  vede  pure  un  quadri- 


Palazzo  Comunitativo  905 

lungo  colla  figura  emblematica   di  Peru- 
gia .  —  Annessa   a  questa   è   la 

Camera  del  privato    Consiglio   dei 
^igp[*  Gonfaloniere   ed  uinziani  .  E   anch' 
essa    decentemente   ornata  e     dipinta  .  VI 
sono   a  notare   un  quadretto   con   G.  Bam- 
bino  dormiente   la  V.  e   s.  Giuseppe  ,  bel- 
la  copia   di  un*  Originale  di  Rafaello  ese- 
guita  nel    18 14  dal  giovine    s\^.   Giusep-^ 
pc    C arattoli  :    un  ritratto    di   Pietro    pe- 
rugino preso   dair  Originale  nella  Sala  del 
Cambio  :   un   picciolo    ritratto  in   tutta   fi- 
gura  di  S.   S.  Pio  VII  :  un  quadretto  Qon 
moltissime    figure  ,   e  prospettiva    di   citta 
allo   indietro  ,  in   cui  si  rappresenta  la  Ri- 
surrezione del  Figlio  della  vedova  dilNfaira: 
altro   quadro  con  la  Visione  della  miste- 
riosa Scala   per  cui  ascendevano  e  discen- 
devano gli  Angeli  ,  avuta    da  Giacobbe    in 
sogno  nel  viaggio  ad  Aran  :  tutte  opere  dl- 
ligentissime    dello    stesso    Carattoli    fatte 
nel    181  5  ,  i(3  e  22  :  un   quadro  in  cui  so- 
no  espressi     gli  avanzi   di    antico    portico 
di   un   tempio  ,   e  boschereccia  allo   intor*- 
\\o  ,     pregevole  opera    del     sig.   Giovanni 
Monotii  .  Sopra  il  camino  entro  ad  orna- 
to di   stucco  è  una  boschereccia  di'  Luigi 
Chiatti  perng.  —  NelT  ultima  camera   che 
corrisponde     al    primo    salotto   e    dove   si 
trattengono  i   servidori  ,  sulla  lunetta  del- 
la pj|rete  a   destra  Giambattista  della  Mar- 
ca dipinse  la  disputa  di   G.  G.   fra  i  Dot- 
tori .*  In   qn.    camera   furono  allogati   i   li- 
bri di  Prospero  Podiaai,  allorché  nel  i588 


9o6  Palazzo  C omunitati^o 

furono  qui  trasferiti  pel  dono  già  da  lui 
fnttoue  alla  Citta  fin  dal  1082.  E  perchè 
qu.  camera  era  allora  una  soltanto  coli' 
altra  clic  abbiam  detto  appartenere  oggi 
al  Custode  dell*  Archivio  ,  essendo  divida 
di  un  muro  ,  quindi  è  che  in  una  lapi- 
de alfissa  alla  parete  iufcr.  di  qu.  si  leg- 
ge ^^  Prosper  Podianiis  ^pollini  JEt  Mu^ 
SIS  Dicauit  ,,  i —  Tornando  alla  scala  o 
cordonata  coniuue  del  palar.zo  ,  e  prose- 
guendo a  salire  ,  dopo  2  branche  di  es-» 
sa  ,    s*  incontra 

Z*  Officio  della  Direzione  di  Poli** 
zia  .  Quest'  Officio  che  introdotto  in  Pe- 
rugia dal  Governo  francese  nel  1809  fu 
poi  anche  adottato  dal  Pontificio  nel  i8i6»  - 
ebbe  altra  sede  da  prima  nelle  camere  di-^ 
contro  air  appartamento  nobile  dei  Magi- 
strati ,  indi  in  quelle  degli  Auditori  di  Ro- 
ta nel  Palazzo  di  Sopramuro  ,  finalmente 
nel  18  19  fu  qui  stabilito  dal  nuovo  Deleg. 
monsio:.  Ugo  Pietro  Spinola  .  —  Ascen- 
dendo  altre  s>.  branche  di  scala  trovasi  a 
destra  un  Camerone  che  corrisponde  alla 
C ancelleria  Criminale  ♦  E  questa  e 
le  annesse  stanze  dell'  Assessore  Crimina- 
le e  dei  Giudici  Processanti  furono  ridot- 
te alla  presente  forma  dal  card.  Riario  le- 
gato nel!'  ottobre  del  i58i  {^  Allegrini  ri-^ 
cor.  mss.  )  .  Furono  ultimamente  restau- 
rate ed  abbellite  nel  18 14^  come  incor- 
da la  seg  Iscriz.  posta  dicontro  all'  in- 
gresso della  Cancelleria  sopra  la  porta  del- 
la camera  di  udienza  dell*   Assessore  ,^  ^- 


Palazzo  ComunitatiuQ  goy 

postolicce  Delegalionis  Hujus  Provinctce 
Pf^a^jidibiis    C cesari  Mavchioni  Nembri-- 
nio    Gonzagae   Patrie,  Anconit^  Qui  O- 
lini   Ornatum  Commodum  Cultumque  In^ 
choavit  Et   Domi/lieo  March.  De  Simonis 
bus   Patrie,     Benevent.    Qui  Opus  Ipsunv 
Perfidi  In    Curia   Ubi  Cixnum    C rimina 
Pra^cauendo     Magis   Quam   p^indicando 
Sustulerint  Cixntatemque  In  Officiis  Con-^ 
tineri  Docuerint  Karolus  Negronius  Ci-* 
vis  Perus.    Exaniinum    Qua^sitor  Marcus 
Anton iu  s  Da  e  ciu  s  C  ivis  p^a  de n  sis  Prim  u  s. 
Scriba  Ab  Adi s  C riminalibus  Monunient. 
Ad  Meinoriam   Bene  fidi     Perennandain 
An.  R,  S.  Ciò,  lo  ecc.  XFi.  Poniijicat. 
Pii     VII  An.    XVII  PP.  „  Iritoino    al 
fregio     dipiato    della     stessa    Cancelleria  , 
veggousi   gli   stemmi    dei  Delegati    ponti- 
ficii ,  incominciando  da  quello    di   monsig. 
Nembrini   primo  di   essi  dopo  il   ristabili- 
mento del   Governo  Geraixhico   negli  sta- 
ti  romani  ,  —   Dirimpetto  alla  Cancelle- 
ria sono  le 

Carceri  ,  Fin  dalla  erezione  del  pa- 
lazzo furono  ^^^Q  stabilite  in  questo  loca-* 
le  ,  ampliate  poi  e  ridotte  al  numero  e  al- 
la forma  presente  in  varj  tempi  .  Annes- 
sa alle  medesime  è  una  Cappella  dedica-* 
ta  a  s.  Onofrio. —  Dal  camerone  comu- 
ne alla  Cancelleria  e  alle  Carceri  ,  la  di 
cui  gran  porta  arcuata  fu  per  maggior  co- 
modo e  sicurezza  rimpicciolita  nel  1816  • 
si  passa   air 


goS  PxilazzQ   C omunìiaiivd 

ylppartarneiito  dei  Go^'crnatori  .H^Q 
o.  grandi  porte  parimenti  arcuate  e  bugna- 
to di  travertino  clie  ad  esso  introducono 
furono  Tuna  incontro  all' altra  simmelriz-  ^ 

za  te  ed   ornate    nel    i6ig  dal    gover.  An-  j 

tonio  Diaz  .    (  Rossi  mern,  mss,  )   —  Fra 
(jneste   porte  è   la 

Sala  del  Consiglio  Gene?  ale  .Que- 
sta gran  sala  è  lunga  pai.  124  -f  e  lar- 
ga 58  --j*  .  Il  suo  volto  è  sostenuto  da  6 
arcate  die  hanno  le  basi  sopra  12  pila- 
stri dorici  .  A  capo  e  a  piedi  lia  4  fi  «de- 
stre :  quelle  che  corrispondono  alla  Via 
del  Corso  sono  adorne  di  cornici  e  co- 
lounetle  di  marino  rosso  .  —  L'Appar- 
tamento di  cui  parliamo  fu  già  da  prima 
abitazione  de  Prióri  fino  ai  3  giug.  i54o, 
epoca  fatale  delT  abolizione  de'  nostri  Ma- 
gistrati fatta  da  Paolo  ITI.  Nel  i545  il 
card.  Tiberio  Crispo  legato  lo  elesse  a  sog- 
giorno di  se  e  suoi  successori  che  abitar 
non  volessero  nella  Cittadella  ,  ed  egli  fu 
il  primo  ad  ampliarlo  riordinarlo  ed  ab— 
jDellirlo.  In  seguito  Rodolfo  Acquaviva  na- 
poletano nel  16G6  ,  Giuseppe  Estense  Mo- 
sti ferrarese  nel  1672  ,  Carlo  Montecati- 
ni ferrarese  nel  16^3  ,  Carlo  Firmano  Bi- 
chi  sanese  nel  1698  (  come  è  pure  no- 
tato negli  architravi  delle  porte  fregiate 
di  cornici  di  pietra  serena  marmoreggia- 
ta )  ,  Angelo  de  Principi  Altieri  roraa- 
yio  nel  1785  e  1790  ,  e  monsig.  Ugo  Pie- 
tro Spinola  nel  1820,  vi  fecero  nota- 
bili variazioni  e  risarcimenti .  —  Il  pri- 


Palazzo  Comiinitaiis/ò  oog^ 

TTio  ^dito  <r  ingresso  fu  iimpicclolito  nrl 
I  8  1  i)  per  fissarvi  a  destra  una  Cameja  che 
servisse  per  la  C ontabilità  dell  ^ìninini— 
strazione  governatii^a  ,  la  di  cui  porla 
corrisponde  alla   parete   sinistra   della 

Prima  anticamera  già  Cappella  de 
Priori  dedicata  ai   ss^  Il  reo  l  ano  e    Lo^ 
donneo  .   Questa   cappella  ha  un  fregio  ch«i 
incojnincia   dal   solajo  e  termina  a  quel  si- 
to   ove  doveano  aver  luogo   i  postergali  de' 
seggi   de'  Priori,  tutto  dipinto  per  la  mag- 
gior parte  dal  celeb.     Benedetto  Bonfigli 
maestro  di    Pietro  perug.     moilo    circa  il 
1496  •    Queste  pitture  di  una   parte  delle 
quali  dobbiamo  compiangere  la  perdila  to- 
tale, e  delle  rimanenti   il   troppo  biasime- 
vole  trasnndamento  ;   furono   incominciate 
dal  Bonligli   verso   il    14^4    ^  ^^  1"'   I^y-^ 
minate  per  la   metà   nel  i46i  ,  proseguite 
da   lui   stessa  per  V   altra    metà   assai   len- 
tamente   ,    e   compiute  da   altro    pennella 
verso  il  i4y  ^  •   (  ^'-  Marioiti  Lct.  pit,  pag. 
i3r  e  jeg-.  )   Il  pregio  di   qu.   pitture  esi- 
gea  il    particolare   studio  che   noi   abbiam 
fatto  per  intendere  e   spiegare   il   sogget- 
to di  quelle  clic  non  sono  ancora  dal  tem^ 
pò  e   dalla   polvere   consunte   .     La  parete 
principale   contiene  il  quadro  a  fresco  dell* 
Alt.   fra   le   11   finestre   ,     ov*   è   espresso  il 
Crocifisso    tra   i  santi    Ercolano    vesc.  di 
Perugia  e  Francesco  di  Asisi  ;     opera  di 
Arrigo  Fiammingo  .   Dieci   compartimen- 
ti  dipìnti   da    ornati  di   pittura  dividono    i 
quadri  che   compongono  racccnnato    fro- 


giò  Palazzo  Contiinìtotìvo 

gio  .  Incomincia udo  dalla  slnistsa  del  pre- 
detto quadro  dell'  alt.  ,  il  1  rappresenta 
la  elezione  di  s,  Lodovico  in  vesc.  di  To- 
losa fatta  da  Bonifazio  Vili  il  dì  ^4  di-  • 
cemb.  1296.  essendo  il  Santo  nella  età  di 
soli  anni  u.i  .  Il  II  espone  il  prodigio  0- 
perato  dal  Santo  in  favore  di  alcuni  nier- 
cadanti  che  naufragando  nel  Mare  dì  Mar- 
siglia e  costretti  per  salvare  la  vita  a  git- 
tare  nelle  onde  tutte  le  loro  merci  ;  do- 
po di  aver  fatto  voto  di  offerirne  al  San- 
to la  metà  nel  caso  che  rinvenute  le  a- 
vesserò  ;  approdando  sulle  coste  di  Mar- 
siglia ,  trovarono  difatto  sul  lido  respinte 
dai  flutti  le  slesse  merci  .  Nel  III  osser- 
vasi la  continuazione  dell*  antecedente  pro^ 
digio.  Ad  uno  di  e?si  mercanti  nello  scom- 
piglio del  naufragio  era  caduta  di  tasca 
certa  quantità  di  danaro  .  Recandosi  al 
convento  de*  Francescani  di  Marsiglia  » 
onde  sciogliere  il  voto  accennato  ,  e  pas- 
sando per  la  piazza  si  avvenne  i^n  certi 
marinaj  che  fra  gli  altri  teneano  in  mo- 
stra vendibile  un  gran  pesce  .  Il  merca- 
dante  lo  comperò  col  disegna  di  farne  uu 
pjcsente  a  que*  Religiosi  .  Mentre  il  cu- 
ciniere sventrava  il  pesce  ,  trovò  nelle 
sue  viscere  accolta  intera  la  somma  dei 
denari  perdati  dal  mercadante  .  Ambedue 
questi  fatti  vivamente  qui  espressi  dalBon- 
figli,  leggonsi  presso  i  BollanHisti  al  pa- 
rag.  X.  n.  97  e  98  della  Vita  di  s.  Lodor. 
(  ytct.  SS.  jT.  ///.  augus.  ^^g.795.  )  .  Il 
l A'  compartimento  nulla  più  lascia  distin- 


Palazzo  Comuni tati^yo  jjir 

guere  .   Nel   V    si    scoi-ge   ia    morte  del    S. 
avvenuta,  corne  più  probabilmente  sì  cre- 
de, il  ig   ag.    1229    .   (  Bollar.d.  l.  ci't,  p. 
^87  )  .   Nei    VI   è   r   annunzio  e  la  esul- 
tanza  di   Perugia     per  la     invenzione    del 
Corpo    di   s.  Ereolano    ritrovato  /\o   gior- 
ni  dopo   il  martirio,  non  solo  intero  ed  in- 
tatto   ,   ma     eziandio    col    capo   riunito   al 
busto  .    Nel   VII  è  diligentemente  delinea- 
to  il   fatto  della   stessa   Invenzione  .   Neil* 
Vili    nulla  si  discerne  .  Il  IX  offre   1  por- 
tenti    che    decorarono    la   tiaslazione     del 
Cadavere  di  s.  Lodovico  dalla  città  di  Bri— 
gnole  ov'egli    morì  ,  alla  prossima  di  Mar- 
5?Tglia  ,   ove   fu    deposto  .   Narrasi   pur    dal 
Bollando   nella   stessa    vita   al  §.  VII    num. 
65  ,   che   non   solo  il  volto   delTestinto  ap- 
paiisse  lieto  e   sereno   e  del   colore     come 
vivente  ,     ma  che  dei    vivi     ^^aggi   di  luce 
discendessero  dal   Cielo   snidi   lui   Corpo, 
dai   quali  gli  spenti   cerei  del   funebre  con- 
voglio che  Io  accompagnava  ,   si  riaccen- 
dessero .     Il  soggetto  del   X    ed  ultimo   è 
uno  di  que*  tanti  ravvivamenti   di  fanciul- 
li  estinti  ,   operati   da   s.  Lodovico  dopo  la 
sua   morte  ,   e  riferiti  dal  sovracitato  Bol- 
lando  al   §.  IX  della   stessa  Vita  .   Sotto  il 
descritto   fregio  vedeansi  dipinti   gli  stem- 
mi dei   Governatori   di   Perugia   dal   i4'^4» 
epoca  della  morte  di  Fortebracci  ,   sino  al 
1797  ;   ma  nel   febbr-delTan.  se^.  dalT  en- 
tusiasmo repubblicano  fnrono    tutti   can- 
cellati    questi   utili  monumenti     di   patria 
storia  .  —  In  mezzo  itila  parete  dicontro 


C)i'>.'        Palazzo    domiinitniiuó 
al   quadro  del    Crocifisso   descritto  ,    nclV 
ottoh.    j8viO  ,    si  aprì  la  nuova  porta  della 

Segreteria  di  Provincia  o  Delega- 
zione ,  die  pila  corrispondea  nelT  adito 
anteriore  alla  cappella  .  JNuova  forma  si 
diede  a  qu.  locale  .  Trovasi  da  prima  la 
Camera  de'  Portieri  cui  è  annessa,  a  de- 
stra, quella  del^^^c/^^V^o ,  a  sinistra,  quel- 
la del  Segretario  .  Prossima  a  questa  è 
la  porta  che  introduce  nella 

Segreteria  »  sala  una  volta  anterio- 
re air  appartamento  del  governatore  . 
Sono  in  essa  disposti  io  banchi  o  scrit- 
loj  dove  ciascuno  dei  commessi  dislmpc- 
gna  le  proprie  incombense  .  —  L'  odier- 
no ingresso  al  d.  Appartamento  e  dì  prò-- 
spetto  air  adito  secondo  che  trovasi,  at- 
traversata la  cappella  .  La  prima  camera 
che  fu  già  la  Cappella  privata  del  gover- 
nalore  ,  per  la  prima  volta  stabilitavi  dal 
prelato  Pietro  Bargellini  bolognese  ,  e  be- 
nedetta dal  vesc.  Oddi  il  3i  ottob.  i663; 
e  ora  il  luogo  dove  trattengonsi  i  servi*  ^ 
dori  .  —  Si  entra   quindi   nelV 

Aniicaniera.   tutta   dipinta   nel    i  Gj  i 
da   GIo.  Andrea   Carloni    .    Nel  volto     e- 
spresse  in  grande  ovato  lo  Virtù  Teolog;:?- 
li   che  reggono  Io     stemma  della    tUhicsct^ 
c^ancellafo   noi    1798   e  ridipinto   nel  iS'^o.»   . 
Sopra   lo  porre   sono    ov^ti   con   ritratti   di  r 
2    gueri'ieri  .    Le  pareti   olìVono   in  G  gran^ 
di   quadri   a    fresco   con   cornici  di    stucco    ; 
i   seguenti   fatti  .     Il  L   nella  parete   sìni- 
^ua  ali*  odierne   ingrosso  ,  Qbe  è  la  cstre»- 


Pa la  zzo   Co m unitativ o  q  1 5 

ma   clcir   anticamera   ,   rappresenta     Maro 
generoso     guerriero    Perugino    compagno 
indiviso  dal   cel.  ytttilio  Regolo  nella  pri- 
ma  guerra   punica  .    Maro   è    a   cavallo  in 
atto  di  uccidere  il   famoso   drago   di   lun- 
gliez^.a  piedi    120   che   infestava   le  campa- 
gne  fra   Utica  e  Carteggine  ,   e  die   già  fe- 
ri to  dit  Regolo  ,    Ma.'O   eoa  sommo  peli- 
celo della  propria   vita  ,     salvando    quella 
deir   amato   collega  ,  coraggiosamente  at- 
terrò  sulle     sponde  del   fiume     Bagrada    . 
(  if.  gli  Aat,  e.  dal  datti  Pcntg.  Rom.  p, 
*!2t20  )    Il  II  ,    proseguendo   a   destra   delT 
anteced.  ,   ha  J^areonte  Lai  te   lucamonc  0 
re  di  Etruria  perugino  ,  cui   si   presentano 
alcuni   vassalli  con     vasi   monete     ed  altri 
Oggetti  preziosi   tributatigli   dai    Toscani  . 
Il   III.  ,  lo  stesso  Tarconte   che  fa  il  pri- 
TOO   edificare  le  mura  di  Perugia  {y. dat- 
ti Periig.  EtriiS'  fjag  C)'j  )  :   II  IV    i  Fune- 
rali  di    Euliste   principe   Trojano   il   quale 
venuto   con   Enea   in   Italia    ,     unitosi    con 
Tarconte  ,  ^ui   in   Perugia   cesse   ali    ulti- 
rno  fato  H   ed  ebbe   onorato   sepolcio  sotto 
magnifica   torre   a    taT   uopo    rostrutia    nel 
sito   ove   orif   quella   sì    erge  del   campani- 
le della   Cattedrale   e   elie   fu  demolita   nel 
1375  (v.  toc  cit pag.io'2  e  Plncioli  Ri/rat*^ 
ti pag  y.  )  :  Il  V  presenta   il   quadro  del- 
la  battaglia     avvenuta     nelle   vicinanze  di 
Perugia   fra    Ottaviano   e   Lucio   Antonio  . 
Fra  i  comandarrti  delT   esercito  di   Anto- 
ilio,   y\    si  'scorge   il    famoso    Ceslio  peing. 
I  il   quale    dopo   l   assedio   della  GIUu    sosle- 


9»  4  Palazzo  Comunìtativo 

liuto  contro  i  romani  e  dopo  la  presa  di 
essa  fatta  dai  medesimi  ,  per  non  vedere 
la  Patria  «  se  slesso  al  vincitore  sogget- 
ti ,  appiccò  le  fiamme  alla  propiia  casa  , 
in  guisa  che  dilatatosi  T  incendio  ,.  quasi 
tutta  la  Città  rimase  incenerita  (  Ciatti 
JPeriig.  Ifom.par.  IF"  pag'ò'òZ  ) .  Il  VI  fi- 
nalmente descrive  la  battaglia  data  dai  ro- 
mani sotto  il  console  Fabio  Massimo  ai 
Perugini  per  la  quale  V  anno  di  Roma  444 
restò  Perugia  per  la  prima  volta  soggio- 
gata ed  unita  al  romano  Impero  (^Pe/ug. 
jEtrusc.pag.i'jg.)  —  A  capo  di  quest*  an- 
ticamera e  la  porta  clie  introduce  nella 
sala  nobile  di  Udienza  dei  Delegati  .  E* 
addobbata  di  damaschi  cremisi  ed  ha  va 
soffitto  di  legno  intagliato  nei  di  cui  ri- 
guardi erano  varie  pregevoli  pitture  tol- 
te nel  1798  .  Presentemente  non  vi  «i  veg- 
gono che  6  quadrilunghi  in  cui  sono  de- 
lineati 4  Guerrieri  ;  Giove  cangiato  in  to- 
ro per  rapire  Europa,  e  Io  stesso  Giove  can- 
giato in  aquila  per  involar  Ganimede  . 
Si  credono  di  Tommaso  da  Cortona  .  An-» 
nesse  a  qu.  sala  sono  le  camere  di  abi^ 
tazione  ,  e  contigua  alla  sovradescritta 
anticamera   è   la 

Sala  della  C ongregazione  Go\'er-' 
nativa  per  la  state  .  In  questa  è  uno 
spazioso  fregio  presso  al  solajo  ,  dipinto 
come  credesi  da  Vincenzio  e  Lattanzio 
della  Marca  .  Negli  angoli  sono  le  figu- 
re d,i  12  perugini  guerrieri  con  dei  ge- 
xij     air  intorno     che  sostengono     militari 


Palazzo  ComnTìitatiuQ  c)i5 

emLlemi  .   Nei   riquadri  sono   rappresenta- 
ti  le  gesta  di  Braccio  Fortebiacci  .   Sopra 
]a  finestra     si    scorge     T   Eroe  incoronalo 
principe  di  Capua  da  Corrado  Trinci  Sig. 
di   Fuligno  alla  presenza   degli  Ambascia- 
dori   di  Alfonso  e  Giovanna     re  e  regina 
di  Napoli   ehe   decorar  lo  vollero  di  que- 
sta   dignità  H   e  alla  presenza  degli   amba- 
sciadori   di  Firenze   e  de'  nostri  Magistra- 
li ,     funzione   solenne   che    fu   celebrata   il 
dì    i3    febbr,      i4'^3     iu   questo   slesso  pa- 
lazzo *    Nella  parete  a  destra    delL^   fine- 
stra è  Braccio  che  riceve  il  bastone     del 
comando  delle  armate  della  Chie^sa  da  Gio- 
vanni   XXIII  ,     ed   egli   slesso   che   ricusa 
le  generose   offerte   fattegli  da  Ladislao  re 
di   Napoli  da  lui   vinto   e  fugato  da  Roma, 
purché    volgesse  le  armi   sue  a  favore  del-» 
lo  sconfitto  monarca  .   Nella  parete  dicon-- 
tro  a  qa.  è  espressa   la  dedizione  della  Pa- 
tria  a   Braccio  ;   e   finalmente   neirultima, 
la   celebre   battaglia   presso  di   Aquila  ove 
Braccio  rimase    ucciso  ,    e   il    suo   esercito 
debellato   da   Jacopo   Caldora  .  —  Pi  ossi- 
ma   a  qu.   sala    è  la  Cappella   formata  nella 
camera   che  servia   già  di  sagrestia  all'  an- 
tica,  ridotta  come   notammo  ad  altr'  uso  . 
Sopra   1   Alt,   è  un  bel  quadretto   colla  sa- 
cra  Famiglia     che  si  giudica  del     cav.  di 
Arpinò  .  —  Dal  descritto  appartamento, 
tornando  alla  scala  comune  ,  e  continuan- 
do a    salire  ,   si   ascende   al 

C ampanile  .   Nella   sommità   dì   que- 
sta Torre   che  termina  con  4  gios.^i   pilo^ 


c)i6  Palazzo  Comu7iìtativo 

ni  i  quali  sostciigoiio  1*  aniicHlma  delle 
campane  e  il  tetto  ,  essendo  centrale  al- 
la Città  ,  è  degna  di  osservazione  la  sor- 
prendente prospettiva  che  d*  ogn'  intorno 
presenta  la  Città  medesima  e  il  circostan- 
te orizzonte  allo  sguardo  dello  spettatore 
che  gli  rimira  da  qu.  eminenza  .  \ì  ri- 
mangono appese  3  campane  .  La  maggio- 
re di  peso  lib.  i8m.  ,  374  ^  ^^  ^^^^^  nell' 
aprile  del  i388  ,  e  s'  incomincio  a  suo- 
nare il  dì  12  novemb.  delT  anno  scg.  Die 
motivo  alla  costruzione  di  questa  la  ve- 
nuta in  Perugia  di  Uibano  VI  cui  offen- 
dea  le  orecchie  il  suono  della  vecchia  cam- 
pana rotta  e  sironstitì  (^u^nnal.  \?)P,n  J^.  ii\c))  . 
La  II  si  fuse  il  dì  i  ottobre  dell'  anno 
stesso  i388  ,  ma  essendosi  rotta  anch'es- 
sa ,  si  rifuse  da  Angelo  e  fratelli  Crcscim- 
beni  nel  1478.  Il  suo  peso  ò  di  lib.  i3m. 
^00.  Suole  qu.  campana  indicare  le  ore  , 
e  si  suona  per  denotare  il  tempo  degli  e- 
sercizj  scolastici  ,  le  3  ore  innanzi  notte, 
le  2  prime  della  medesima  ,  r^  la  mezza- 
notte .  Spezzatasi  quindi  anche  la  map^gio- 
re  in  una  parte  del  suo  01  lo  colpito  da 
un  fulmine,  non  sappiamo  in  quale  anno  4 
a^ìmase  per  lungissimo  tempo  colla  sua 
fenditura,  per  cui  malgradito  ed  aspro  tra- 
mandava il  suono  .  11  fabbro  ferrajo  mec- 
canico Teodoro  Zucchetti  da  Panicale  pro- 
pose ai  Ma:fistrati  del  II  e  III  Trimestre 
del  18  161  di  segare  la  parte  lesa  della  cani-  f  (^^^j 
pana  ,  assicurando  che  con  qu.  mezzo  sa?- 
rebbesi    tolta  la    crudezza  del    suo   stona- 


Palazzo  Comnnitati\>o  c)i^ 

mento  .  I  Decemviri  con  loro  dccieto  dei 
^4  S^"g^^  ^  lolug.  accudirono  alla  pro- 
posta, e  locarono  alio  Ziicclietti  V  opera  , 
che  intrapresa  pochi  giorni  dopo,  ebbe  il 
più  felice  riusciniento  ,  poiché  recisa  la 
guasta  porzione  delT  orlo  di  peso  lib.  3co 
(  incastrata  poi  in  uno  dei  piloni  del  me- 
desimo campanile)  ;  riacquistò  la  campa- 
na r  antico  suo  pregio  ,  tramandando  un 
snono  più  robusto  insiemo  e  più  chiaro 
ed  accetto  .  S*  incominciò  allora  a  dare 
con  essa  il  segno  dell'  ^ve  Maria  del 
Mezzogiorno  e  della  Sera  ,  che  prima  sì 
dava  colla  II  campana.  La  III  assai  più 
piccola  ,  colla  quale  s*  indicano  i  quarli 
di  ora  ,  si  rifuse  nel  giugno  del  1^702  da 
Cosimo  Figliastrelli  da  Panicale  .  Armo- 
nici sono  ohremodo  questi  bronzi  ,  e  seb- 
bene la  loro  enorme  grandezza  non  per- 
metta di  elevarli  ,  e  si  colpiscano  col  mo- 
vimento del  solo  battaglio  ,  producono  di- 
lettevolissimo accordo  allorché  sono  le  2 
prime  campane  insieme  ordinatamente  per- 
cosse .  Evvi  pure  una  campanella  che  suo- 
nata 3  ore  inanzi  notte,  appella  ai  loro 
officj     le  peisone    addette    al  servigio   dei 


Magistrati 


La  Facci  élla  del  Palazzo  che  ri-* 
guarda  il  Corso  ha  degli  oggetti  che  me- 
ritano osservazione  .  Sopra  il  II  cornicio- 
ne in  luogo  perpendicolare  alla  porta  del 
Colleg;*o  della  Mcnxanzia,  su  di  un  men- 
solone di  travertino  posa  una  Statua  di  s^ 
FoL  IL   Par.JL  h 


giS  Palazzo  Comrinitatif>o 

Pietro  ,  (il  mediocre  grandezza  ,  prova  an- 
ch' essa  della  costaate  divozione  de  Pe- 
rugini air  Apostolica  Sede  .  La  statua  e 
parira.  di  travertino  ed  lia  ai  lati  2  scu- 
di della  stessa  materia  ov'  è  scolpito  il 
Grifo  .  —  Quasi  nel  mezzo  sopra  la  por- 
ta dì  cui  parleremo  .  vedesi  una  lapide  ove 
i;i  legge  a  caratteri  gotici  in  versi  leoni^ 
aii  il  distico  seg.  ,,  Karolus  Imperator 
Perusini  Status  Amator  „  Has  Gratias 
JEgit  Quas  Lapis  Iste  Tegit  „  .  Vi  cor- 
risponde una  nicchia  ov*  entro  ad  urna 
di  ferro  ammagliato  conservavansi  alcu^ 
ne  Bolle  di  Carlo  IV  imp.  date  in  Pavia 
il  18  ap»'ile  i355  ,  con  due  sigilli  di  oro 
fino  In  cui  erano  impresse  le  lettere  ,,  Koi-i 
rollici  Imperator  ,,  In  queste  Bolle  otte- 
jmte  per"4mpegno  dtd  nostro  celebie  giu- 
reconsulto Baldo  accettissimo  a  quel  mo- 
narca ,  dichiarava  eg^li  imperiale  la  Uni-» 
versità  di  Perugia,  e  posta  sotto  la  imme- 
diata imperiai  protezione  ;  concedea  alla 
Città  il  dominio  di  Monterchio  Castiglio- 
ne Aretino  Lucignano  Fojano  Monte  s.  Sa- 
vino ,  ed  ogni  altra  terra  o  luogo  spettane 
te  airimpero,  che  allora  il  nostro  Comu- 
jne  possedea,e  particolarmente  il  LngoTra- 
simeno  ed  il  Chiugi  .  Al  Vescovo  arcor 
di  Perugia  concedea  i  privilegj  dei  conti  pa- 
latini e  1»  facoltà  di  creare  dottori  e  no- 
tari  .  Di  altre  a  queste  simili  distinte  pre- 
rogative la  decorava,  die  sommamente  il- 
lustrarono questa  Città  .  (  Crisp.  Perf/g, 
^ug*  p*  9.  29.  )  Ma  queeta  pregfevolissi- 


È 


Palazzo   Comiinitaiivo  e;  19 

mo  monumenlo  della  munificenza  di  quel- 
lo Imperadore  più  non  esiste  dove  da  prin- 
cìpio fu  gelosamente  riposto  ,  ne  si  sa  co- 
rrie  e  quando  andasse  disperso  (^^)  .  —-  Po- 
to  appresso   è 

L*  Orologio  .  S'  incominciò  la  sua 
macchina  a  rinnovale  del  tutto  nel  1796 
da  un  tal  Praga  alemanno  clic  lavorò  nel 
locale  di  5.  Anna  i  principali  suoi  ordi- 
gni ,  ma  prevenuto  esso  dalla  morte  ,  fu 
terminata  e  posta  in  opera  nel  i8o4  da 
Federigo  Matteucci  da  Città  di  Castello  . 
Nel  18 16  l'I  3'istaurò  il  sunominato  Teo- 
doro Zucchetti  ,  e  rifece  molti  de'  pezzi 
lavorati  dal  Matteucci.  Fu  a  qnest*  epoca 
elle  il  nostro  pubblico    orologio  segnò  coi 

li  2 

(*)  In  un  Diario  di  Giuseppe  e  Filippo 
Ansidei,  ora  presso  il  sig.  Vermiglioli,  si  leg- 
ge che  nel  settembre  del  i^'iS  ,  il  Capo  dei 
Decemviri  fece  rimuovere  la  descritta  lapide 
arIjitrarTamente  ,  ed  aprire  con  ogni  segre- 
tezza r  urna  di  ferro  che  chiudeva  le  Bullo 
dell'  Imp.  CarloIV.  -,  facendo  poi  promulgare 
che  nulla  vi  era  stato  trovato  .  Aggiugue  il 
Diario  che  ciò  non  fu  creduto  ,  e  che  anzi  iL 
monumento  fosse  spedito  in  Modena  al  chiar. 
Muratori  il  q^uale  ne  avea  fatta  rieliiesta  •  C'\b 
'peraltro  sembra  in  verisimile  ,  mentre  una  co- 
pia autentica  avrebbe  bastato  ali*  uopo  di  quel 
diligente  Scrittore  5  e  se  gli  fosse  stato  spedito. 
r  Originale  ,  era  poi  facile  il  ricuperarlo  .  Co- 
muncjue  ciò  fosse,  Tratto  arbitrario  di  r[ii«  I 
primo  Mn^-^slrato  fu  punito  dalla  s,  roiisnltiz 
còlla  perpetua  inabilitazione  agli  offiej  pubbK"' 
ici  ,   come'riferisCe   lo   sicssy  . Diario  • 


C)20  Palazzo  Comi  mi  taf  ivo 

suono  distesamente  le  ore  fino  alle  12  e 
i  quarti,  ma  senza  replica;  ladove  dal  1804 
uon  oltrepassava  il  numero  di  6  colpi  al- 
la campana  ,  l'eplicai^doli ,  colT  antccedea- 
le  indizio  dei  quarti  ,  cosa  che  si  repu- 
tava generalmente  meno  esatta  ma  piìi  co- 
moda .  L*  uso  di  annunziare  le  ore  alla 
maniera  astronomica  (  volgarm<ìnte  detta 
alla  francese  )  s*  introdusse  in  Perugia 
nel  1798  ,  cessò  nel  settembre  del  gc)  ,  si 
ripristinò  nel  i8o5-  L'antico  oriolo  non 
indicava  il  tempo  che  alla  manica  Italia^ 
7ia  in  ogni  mezz  ora  .  La  sua  mostra  dipin- 
ga già  nel  sec.  XVI  da  Adone  Doni  ,  nel 
iG^i  da  Anton  Maria  Fabbrizj  ,  nel  lyof 
da  Mattia  Batini,  nel  178 5  da  Francesco 
Appiani  ,  e  nel  i8o4  dal  sig.  Lorenzo  Fai- 
na ,  quanto  alle  figure  ,  e  dal  sig.  Luigi 
Carattoli,  quanto  agli  ornati  :  segna  in  o 
grandi  circoli  le  ore  computale  alla  ma- 
niera astronomica  ed  italiana  ;  superior- 
mente in  altro  circolo  vi  sono  indicati  gli  8 
venti  principali  .  e  inferiormente  in  un 
globo  ,  le  fasi  lunari  ,  appunto  come  i  no- 
stri annali  ci  rammentano  essere  stato  fat- 
to nella  restaurazione  del  iBfi-Agli  an- 
goli inferiori  sono  delineate  2  grandi  fi- 
guro sedenti  che  rappresentano  il  Giorno 
e  la  Notte,  e  ai  superiori,  i  Genj  del  Tem- 
po .  — •  Ma  ciò  che  più  è  da  ammirarsi 
in  questa  facciata   è  la 

Porta  Principale  del  Palaz'zo  .  Ha 
dessa  moltlplici  ornati  di  minuto  diligen-»^ 
tissimo  intaglio  in  marmi  biauclii  0  ros^ 


Palazzo  Coinxinitatw9         g^ij 
sì  .   Quantunque  la   sua  luce   sia  quadrata 
gli    ornamenti     sono     circolari     poiché  'lo 
spazio   tra   1   arco  da  essi   formato  e  il  cor-r 
nicione  superiore  alla  porta  ,  occupato  vie- 
ne dalle  3  statue  di  s.  Lodovico  di  s.  Lo- 
renzo e  di   s.  Ercolano  .   Due  fasce  in  cui 
sono   scolpiti  de'  tralci  intrecciati  con  fo- 
glie  e   putti  ,  cingono  imniediatamenle  la 
detta  luce  ,     un   carnicione  anch'   esso  di 
minutissimo  intaglio  interseca   pure   late-* 
Talmente  gli  altri   ordini  di  ornati  ,   Con- 
sistono  questi  primieramente  in  un  fregio 
ove     entro  a    19  piccioli    quadrati   di  lati 
semisferici,  sono  espressi  gli  stemmi  Pon— i 
tificio  ,  delle  città    di  Roma,  Bologna,  Na- 
poli, Firenze,  Pisa,  Venezia,  alleate  di  Pe- 
rugia ,   e   replicatamente    quelli  della  real 
casa   di   Francia    e  della    nostra   Città,  cioè 
il  Giglio  ed  il  Grifo,  per  la  intima  unio- 
ne che   Perugia   ebbe   con   quella   Casa  ,  e 
per  la   particolar    divozione    dei    perugini 
verso  s.   Lodovico  a  cui  fu  consccrato    il 
Palazzo  e  la   Cappella  dì  esso   .    Seguono 
degli   spazj   concavi  entro  a   cui   sono  due 
giri  di   foglioni  e  2    cordoni   spirali  ,   mi- 
sti  a    cornicette    e  a   piccoli    tralci  di   fo- 
glie .   Chiude  tutto  r  ornamento  altro  fre- 
gio  ove   neir   arco   sono  scolpiti  89  roso- 
ni ,  e  nei  lati  6  nicchiette  scorniciate,  nelle 
quali   a  bassorilievo   si   veggono   le   figure 
emblematiche  ,   a  destra  ,  dell'   Avarizia  , 
deir   Abbondanza  ,   e  della   Umiltà  ,•   a   si- 
nistra, della  Magnanimità,  della  Fertilità,  e 
della  Superbia  .    Questo  fregio  è  intòrsc- 


gaa  Palazzo  Comuniiativo 

rato  da    2    mensoioai    ove    posuao    2   Grifi 
che  tengono  fra  gli   artigli  la  Lupa  ,   sim-- 
toli  ,  conjc  aitiove   si   disse    ,  di   Perugia 
e   di   Siena  ;   ed   è   teirninato    da  due   pie- 
distalli .   ove  seggono  2  Lioni,  indizio  del- 
la  pai  te  Gaell'a  .  Ai  iiaachi  della  porta,  ol- 
tre  le   2   colonne  accennate  parlando  dell' 
aljtra   porta  di   qii.   palazzo  ;   si   veggono  2 
Cippi  colla     iscriz.   „  udlvgusto  .  Sacrvm  - 
Per^sia  .  lìestiwta  .  ,,  i  quali  ,   con  altri 
lijiyenuti  presso  le  mura   della  Cupa  adia- 
cente alla    eh-   di   5.  Bartolommeo   (    oggi 
Confrat.   dell'Annunziata)   neli'  an.  loSc)» 
furono   qui   posti   per   ordine  del   capitano 
Cammillo  della  Penna  allora  capo  de' Prio- 
ri .  E    incerto   se   questi  cippi  fossero  are 
o  basi   di    colonne     o  piedistalli  di   statue 
inalzate  ad    onore  di  Ottaviano  Augusto  • 
Certo  è  unicamente  clie  furono  Monumen- 
ti della  perugina  riconoscenza  a  quelT  Im- 
peradore  per  la  riedificazione  della  nostra 
Città,  eseguita   con    suo  peimesso  ran.j724 
dì  Roma  ,   ìin'  anno  cioè  dopo  la  quasi  fo- 
tal  distjuzione  di  Peiugia   avve>iuta   per  lo 
incendio  suscitato  da  Cestio  dopo  la  scon- 
fitta   data  da   Ottavino   a    Lucio    Aatonio 
qui   assediato  e  vinto  .    Questi   cippi  furo- 
no  eretti   all'    Eroe  alnieno    \/\   anni   dopo 
la   detta   rìcdilicazione  ,    giaochè    Ottavia- 
no  non  prese   il    nome   di   Augusto  prima 
del  J737  di  Roma   (  Vcrmig.  Iscriz-  p  347* 
^49  ì    (  f'^eggansi  le  interessanti  MemO'^ 
rie   istoriche  delle  varie  parti  di  qu-  Pa-* 
lazzo  al  suo  proprio  jirticolo  )  .  —  lu 


5^/^  del  Colleg   del  Cambio      9^3 
Vicinanza   del  descritto  potionc  ,   a   manca 
è  la 

SALA  DEL  COLLEGIO  DELLA 
MEBCANZIA  .  Nel  i36o  lu  qu.  sala  ce- 
duta dai  Piloti  ai  Mercanti  che  si  erano 
foimati  già  uno  de'  più  distinti  collegi  , 
perchè  vi  tenessero  le  loro  pubbliche  a— 
dunan/e,  e  vi  rendesser  ragione  sopra  qua-» 
lunque  disputa  che  insorgesse  in  materia 
di  Commercio  .  Questa  cessione  si  fece  iu 
compenso  dì  i5oo  fiorini  pari  a  circa  ^c. 
94o  •  (  se  pure  que'fiorint  non  furono  <3i 
oro  ,  come  sembra  più  probabile  ,  il  cui 
valore  ammonterebbe  a  circa  se.  3 eoo  ) 
che  Io  stesso  Collegio  area  contribuito  per 
la  fabbrica  del  Palazze  .  Nulla  offre  di 
cons'dei abile  la  sala  .  Le  sue  mura  sona 
coperte  di  tavole  di  noce  intagliate  a  qua- 
dratini sferici  nei  loro  lati  e  coloriti  .  Ev- 
vi  un*  ambone  o  pulpito  il  cui  parapetto 
è  di  pietra  serena  intagliata  ad  arabeschi  • 
Da  esso  pronunciava  sentenza  il  Giudic© 
di  qu.  Triiunale  »  e  si  perorava  innanzi 
agi'  individui  di  qu.  Collegio  .  Vi  sono 
degli  arm^adj  seggi  e  banconi  di  noce  do- 
ve si  custodiscono  le  carte  spettanti  allo 
stabilimento  .  —  Sotto  il  descritto  Pub- 
blico  Palazzo   è   pure  la 

SALA  DEL  COLLEGIO  DEL  CAM- 
BIO .  Per  magnifica  porta  arcuata  e  fre- 
giata di  ornamenti  di  marmo  bianco  no- 
strale intagliato  a  concave  fasce  pilastri- 
-Ili  e  cornicione,  alla  maniera  gotica,  con 
,.«n  cordone  di  marmo  rosso,  po^ta  fra  due 


9^4     Sala  del  Collcg.  del  Camhio 
altre     porle   quadrate   e    ornale   aacli    ^S^Q. 
di   comici   di    travertino  :   si   entra    in    qa. 
Sala  maestosa  ,  che  s  incorni  mio  a   Tabb  ri- 
Care  coir  annuenza   dj   Martino   V    ottenu- 
ta  col   me/.io  del  dott.  Francesco  Coppo- 
li   Tanno    i45o  ,   e     si  teimino   nei    1402. 
Venne   nobilitata     dal   pennello  dell'    im- 
mortale nostro  Apelle  che  tutta  fini  di  di- 
pingerla tra   r  anno    i5oo  e    1007.   Meri- 
tano  qualche  considerazione  le  beile  im- 
poste  di  qu.   porta  ,   le   quali  oltre   gì'  in-» 
fagli  di  cornici  «  di  rosoni  che  le  adorna- 
no al  difuori  ,  sono  anche  nella  parte   in- 
terna benissimo     lavorate  a  tarsio  di  va- 
glie  grottesche    ,   le  quali     probabilmente 
saranno  jstate  condotte  sul  disegno  di  Pie- 
to  da   queir  Antonio    da  Mercatello    nel 
ducato  di   Urbino  che   ne  fu  \  artefice  ,  e 
che   ebbe   molta  milione  d   inserirvi   ver- 
so  la  metà  delle   2   imposte  e  nel     destro 
sportello  sujieriore,  replicatamente  il  pro- 
prio  nome  e  Tanno    i5oi.  —  Di   età  po- 
steriore ,  ma  di  cui  non  possiamo  preci- 
sare il  tempo  ,    è   il   gran  seggio  di   noce 
lutto   esso  pure  intagliato  e  lumeggiato  a 
oro  ,   fatto   lavorare   dal  Collegio   dei   Le- 
gisti a  Gio.   Pietro  Zuccheri   vadense  .  In 
esso  il  doppio  ordine  di  specchj  ,  con  bas- 
sirilievi   rabescati  ,   al   disopra  ,   e   grotte- 
sche a  tarsio  ,  al  disotto  ,  fu  costruito  sul- 
la norma  di  un  di.<segno  di  Rafaello  .  Sop'a 
il  cornicione  è  allogata  in  una  nicchia  una 
statua   di   legno  dorato    rappresentante    la 
Giustizia  sedente  .  Nel  fregio  di  detto  cor- 


Sala  del  Colleg.  del  Cambio  Q'^S 
nicìone  è  una  epigrafe  colla  quale  la  pciso- 
nificata  Virtù  cosisi  esprime:  ,,  Coelos 
rego  ,  inferis  impero  ,  jiidico  inter  morta^ 
les  .  Ergo  me  colite  .  ,,  Da  questo  seggio 
gli  antichi  Consoli  del  Colleg.  rendevan  ra- 
gione intorno  alle  controversie  che  si  su- 
scitavano rapporto  alla  loro  professione  . 
Innanzi  ad  esso  evvi  un  bancoiie  ,  che  nei 
passati  tempi  servi  pei  notari  di  questo  tri- 
bunale ,  e  che  fregiato  di  belliss.  iniaglj  dì 
ba  ssorilievo,  riscuote  forse  anche  più  del 
seggio  r  ammirazione  e  la  stima  degT  in— 
teliigeuti  .  —  Il  Volto  è  dipinto  ad  arabe- 
schi con  rr.  tondi  ,  ove  sono  eapresse  le  di- 
vinità dei  y.  principali  pianeti  .  In  quello 
di  mezzo  è  Apollo  o  il  Sole  che  guida 
pi*r  gli  aerei  spazj  il  suo  carro  .  Nel  com- 
partimento prossimo  alla  parete  dicontia 
allo  ingresso,  si  vede  in  mezzo  Giove  ,  a 
de.<>t''n  Marte,  a  sinistra  Saturno  .  Nel  com- 
partimento della  banda  delT  ingsesso  è  in 
mezzo  Diana  ,  o  la  Luna  ,  a  destra  Mer- 
curio, a  sinistra  Venere,  tutti  rappresen- 
tati sedenti  sul  loro  cocchio  .  —  I  pe- 
ducci del  volto  ,  e  i  pilastri  dipinti  a  grot- 
teschi dividono  ciascuna  delle  3  principali 
facciate  di  qu.  sala  in  2  compai  tingenti  • 
—  Il  primo  a  destra  che  s'  incontra  nel- 
la facciata  di  prospetto  alla  poJta,  ha  la 
Trasfigurazione  del  Redentore  .  Vi  si  scor- 
ge in  alto  sollevato  dalla  possanza  della 
pvopria  D  vinità  ,  e  eirconc'ato  da  raggi 
il  Nazzareno  adorato  da    Mosè    e  da  Elia 


9'i6     Sala  del  Colleg^  del    Cambio 
che  attoniti   sta n si   sospesi    sulle    nubi  •  Si 
vuole   che   la    Testa   dei     Redentore     fosse 
dipinta   da   Kafaelio    ,    siccome   gii   arabe— 
scili  del  volto    i^LaiìcelL  ^4  S^^^g^^^)  -  Se- 
denti  sulle  pendici   del  Tabor  ,   ed  estati- 
ci al  portento  si  scorgono  i  Discepoli  Pie- 
tro    Giovanni   e   Giacomo   Macr^iore    .  — 
Nel   compartimento   a   sinistra   ,    sotto   un* 
atrio   con   pilastri  dorici  ,   2    de    quali   snl 
dinanzi  ,  rabescati  .   e  nei   di  cui   sfondi  ia 
lontananza    il  prospetto  della  campagna  di 
Betlem  ,  e   nel!'  angolo  destro  ,  armenti  e 
pastori  :   si   ammira   il  divino   Infante   po- 
sato  sul    suolo   sopra   un*    origli«^.re  ;   ai  la- 
ti  gli   avventurosi    Padri  ,   e  in  dietro  .    4- 
pastori   (  uno  de'   quali   in   atto  di   suona- 
re  una  piva  )    inginoccliiati    tutti  per  ado- 
j-arlo  .   Vi    si    osservano  pure   nelT  anj^olo 
sinistro   i    2   giumenti  ,  ed  in   alto   3  *An- 
geli   in  tutta  figura   sostenenti  una   caitel- 
Ja   indicante  1   annunzio  di  Gloiia   e  di  Pa- 
ce  dalle   celesti     Schiere   in    quella   circo- 
stanza  proclamata  .  —  Nel  compartimen- 
to  a    destia   dt'l    seggio    ,   vedesi   in   gloria 
il   P.   Etermo   cinto  di   splendori   e  di   Se- 
rafini ,   con   2.   Angeli   in  tutta   figura  che 
lo  adoiano  ;    11^    figure   di  Pjofsti    e  Sibil- 
le  che   prenunziarono  il   mistero   dell'  In- 
carnazione   ,    fojmano   un   gruppo  dinanzi 
alla   prospettiva  di   una   campagna  .    Salo- 
mone  Geremia    Davidde   Daniele  Mose   I— 
saia   sono  a   destra  .   Ciascuno  ,   fuorché  il 
.secondo  ,   icgge   un    nastro   o   cartella    ove 
sono  accennati  i  testi  delle  loro  Profezie 


tS ala  del  Collegio  del  Cambio    Q'i^- 
relative  al  Verbo  umanato  ,  e  sono  .   ,,  In^ 
Jij'jnatus  es  .   „  Vevitas  de  Terra  orla  est, 
,,    V^idebani  .    (  principio  del  vaticinio  che 
si  legge  al  Gap.  4-  vers.  io    di  Daniele  ) 
,,   Orietur  Stella  ex  Jacob  .  ,,  JEcce  Fir-* 
go   eoncipiet   ,   „   Le  sibille  Eritrea  Persi- 
ca  Cumana   Libica   Tiburtina  Delfica   so- 
no a  siui:>tra  colle  epigrafi  ,,  ^gens  omnia, 
^erbo    .   „  Fluctus  .  ,,  Surrexit    a    nior" 
tuis  .  ,,  Fioreseet  .  ,,  Quinque  panibus  si"^ 
viul  .     ,,  Vivijicavit  ììiortuos  .  „  —    Nel 
compartimento  della  parete  destra  verso  la 
parete  principale  ,   sopra  le  figure  che  rap- 
presentano Lucio  Licinio,  Leonida  Spa?-* 
tano  e   Orazio    Coclite  ,   è  in   alto  dipin- 
ta  la  Fortezza  ,   e  presso  a  lei  questo  Te- 
tra s  tic  o   ,,    Cedere  cuncta   ineis  pulsa     et 
disiecta   lacertìs   „     Magna   saiis  fuerint 
tres  documenta  Viri  .   ,,  Nil  ego  prò  Pa-» 
tria  tirneo  carisque  propinquìs  :  ,,  Quae^ 
que  alios  terrei  JMors  niihi  grata  iienit  .  ,, 
Sopra   le   3    altre   figure   di    Pubblio    Sci-^ 
pione  ,   Pericle    ,  e    Cincinnato    ,   pvesso 
alla   l^ewpercinza  ,   sono  questi  altri  versi 
„   Die    Dea  quae   tibi  pis   :    mores  rego    ^ 
pectoris  aestus  ,,  Tempero  ,  et  his,  Sumiuis 
cnm  volo,  reddo  paies  .  ,,  Me  sequere.  et 
qua  ni^   òUperes  ratione   doccbo  :  ,,  Quid 
tu    quod  ^aleas    vincere    majus   erit    :    ,, 
Nel    secondo   compartimento  di   questa  pa- 
rete ,    sopra   le   figure   di  Furio    Camini l-- 
lo  ,    Pittaco  e  Trajano    sì   vede   in   apice 
rappresentata  la  Giustizia  ,   e  a  Iato  di  qu. 
in  una    cartella,   si  legge.   ,,   òi  iìibus  his 


9^8    Sala  del  Collegio  del  Cambio 
cunctos  si  fili  Ics  pia  Acumina  gignunt  :  ,, 
iV//  tato   scelejHs  nil  sit  in   Orbe  mali    . 
.,  /)/e  ciincta  augentav  Popnli    òelloquc 
togacjue  :  „  Et  sino  me  fuerant  cjuae  ino'» 
do   magna  ruunt  .'  ,,  Sopra  le    3  figure  di 
Fabio   Massimo  ,  Socrate  e  Numa  Pom-^ 
pMio  ,   si  legge  in  altra   cartella   vicino  al- 
la    Prudenza    .    ,,    Quid   generi  humano 
praestas  l   Dea  die  ,  age  :  praesto   ,,  Ne 
facias   quae   mox  facta  dolere  queas  ,^^ 
Se/ut  ari  i^erum  doceo  ,   caussasque  laten-- 
tes  :  „  E(;  me   et  per  me  poterit  nil  nisi 
rite  gerì  4  „   NelT  angolo  laterale   sinistro 
della  porta   sopra   il   pulpito     destinato  ad 
arringare  ,  ò   dipinta   la   immag.  di   CatO'^ 
7ie  ^  e  2l  pie  di  essa  sono  qu.  versi  .  ,,  Quis-- 
quis  vel  celebri  facturus  verba   corona  v, 
Surgis  ,   vel  Populo  reddere  jura  paras , 
,,  Privatos  pone  ajfectus    :  cui    pecLora 
versant  ,,  ^ut  amor  aut    odium^  recta  te 
nere   nequit  .   ,,  Il  eli.  Mari  otti  ,    non  sen- 
za molta  ragione  ,    crede  autore   di  questi 
bei   versi  e  tanto   opportunamente   colloca- 
ti ,    il   cel.   Maluranzio    .   — •  Nel  pilastro 
che  divide   i     2    comparti   della  destra  pa- 
rete  volle   il  Pittore   in   un    quadretto   ri- 
trarre  se    stesso  ;  e  i  grati  Cittadini   vi  so- 
scrissero  dappoi  ,,  Petrus  Perusinus  egre- 
gius  piotar  ,,   Perdita   si    fuerit  pingendi 
hic  rettulit  artem  :  ,,   Si  riusquam  ini^en^ 
ta   est  hactenus  ,   Ipse   dedit  .   „  Nel  pi- 
lastro della    paiete   dicontio  evvi   notato,» 
Anno  Salutis  MD.  1,   (i)  —  Delle    due 


Sai  a  del  Collegio  de'  Legisti      90  n 
porte   laterali    a   questa    Udienza  ,     quella 
a   destra   apre  V   adito   alla 

SALA  DEL  COLLEGIO  DE*  LE^ 
GISTI  .  E  quadrilunga  ,  a  veita  ,  s(^i\LdL 
altro  ornamento  che  di  seggi  di  noce  per 
uso  degli  stessi  Legisti  che  vi  tcncano  io 
loro  adunanze  ,  dopo  che  dai  Signori  del 
Cambio  fu  loro  concesso  il  locale  in  com- 
penso delle  spese  fatte  da  esso  Collegio 
de'  Legisti  nella  costruzione  de'  bei  seg- 
gi descritti  nella  sala  anteced.  Qu.  Col- 
legio (i)  si  adunava  prima  nella  eh.  di 
S.  M.   del   Popolo,   quindi    nella 

CH.  DI  S.  GIOVAiVNI  DI  PIAZ- 
ZA .   Era   questa  eh.   anticamente  parroc- 
chia  sin  da    prima    del   11  io.     dipendente 
dal  Monastero  di  s    Paolo  di  Valdiponte 
(  ^g'S^    chiamato  Abbadia    Celestina,   pri.i 
de*   Canonici  di   s    Giorgio  in   Alga  ,  poi 
come   ora  dei  Monaci    Cistcrciensi  )   e  nei 
ii63   era   già  sotto  il  dominio  della  Cat- 
tedrale ,   alla   quale   fu  confermata  da  Fe- 
derigo  I.  con  suo  imperiale  diploma  ,   sot- 
to il  nome  di  Cappella  s.  Johannis  (  Ric^ 
cardT.ip.o.o.'j  )  .    Contigue  a   qu.   eh.   a- 
vea   alcune   case   e   botteghe   il   d.   Monist. 
di  Valdiponte  .  Per  la   fabbrica  del  nuo- 
vo palazzo  ,  furono   queste  occupate  dalla 
Città  ,    e   dati    ai   Monaci   altrettanti   fondi 
di   maggior  frutto  .  Non  furono  essi  però 
di  ciò   paghi  ,    e   quasi   per  un   secolo  in- 
quietarono i  Magistrati   nel  loro  possesso  , 
finche   Eugenio  IV   con   suo  Breve  del  di 
8   ottobre    i^^{i   lo  confermo   e  impose  a> 


qSo  C/z.  di  s.  Gìauanni  di  piazza 
Monaci  perpetuo  silenzio  .  (  Ardi,  Puh. 
Ind,  Belfortì pag,  i6i.  nuni,  \òn,  e  pag, 
26d.nnhi,i/^i.  )  Dopo  la  morte  avvenuta 
nel  1606  di  quel  fra  Winterio  minorità 
alemanno  che  recò  in  Penigia  l*  Anello 
della  SS.  Vergine  e  die  fu  rettore  di  qu. 
eh.  per  lo  spazio  di  circa  3o  anni  ,  pas- 
sò essa  in  dominio  del  Collegio  del  Cam- 
hio  col  titolo  di  semplice  cappella  .  Fis- 
sarono in  qu.  luogo  la  loro  residenza  per 
le  adunanze  i  Filosofi  e  Teologi  con  be- 
neplacito dello  stesso  Collegio  del  Cam- 
bio cui  presentavano  ogni  anno  un  cano- 
ne in  cera,  Tanno  iG^iy  '^  essendo  prio- 
re il  dott.  Bernardino  Zibellini  e  in  oc- 
casione del  dottorato  di  Ottavio  Lancel- 
lotti,  com'egli  stesso  ci  assic»ira,(*Sco.  sac» 
29  giugno  )  quando  lasciarono  la  eh.  di 
s.  Maria  del  Popola  ove  si  ragunavaao 
dopo  la  demolizione  dell'  antica  eh.  di  s. 
Maria  de'Scrvi  in  P.B.(i)  -  Si  entra  in  qu. 
vaghissima  cappella  per  la  porta  a  sini- 
stra della  Sala  del  Cambio  che  simmetriz- 
za  coir  altra  porta  della  Sala  de*  Legisti. 
Essa  fu  tutta  dipinta  fra  gli  anni  i5i5  r 
e  i5i8  da  Giannieola  Perugino  discepo- 
lo di  Pietro  ed  emulo  del  grande  Urbi- 
nate nella  eccellenza  delT  arte  .  (v.  Ma^ 
riotti  Lei.  Pit.  p.  i6f  )  Il  volto  è  diviso 
in  3  comparti  menti  il  di  cui  fondo  ò  co- 
lorito ad  azzurro  soprafino  .  Nel  compar- 
to di  mezzo  è  in  un  tondo  \  eterno  Pa- 
dre sulle  nubi  fra  i  Serafini  :  nell*  are® 
superiore,  s.  Pietro  e  s.  Paolo  ^   nell*  in- 


<7/^.  di  s,  Giovanni  di  Piazza  98  i 
feri  ore,  s.  Giacomo   Maggiore   e  s.  Andrea: 
a   destia,  s.  Luca  e  s.  Giovanui  ;   a  sinistra 
s.  Marco  e   s.  Matteo  .   Nel   compartimen- 
to  verso   1*   Ait.  ,  al   disopra,   s.   Filippo  e 
s.   Simone  ;   al   di  sotto,  s.  Mattia  e  s.  Bar-i 
naba  ;   a  destra,  s.  Bartolommeo   e  s.  Tad- 
deo ;   a   sinistra,  s.   Tommaso   e   s.   Giaeo- 
mo   Minore  .   Nel   comparto  verso  la  por- 
ta  vedcsì  in  mezzo   la   effis^ie  dei   S5.    Lo- 
reazo   Costanzo  ed  Ercolano  ;   a  destra,  s. 
Girolamo  e   s.    Ambrogio  ;    a    sinistra,     s. 
Gregorio   e   s.  Agostino  .   L'    ornato  dell' 
alt.    occupa  tutta  la  superiore  parete  .  Es- 
so  è   formato   di   legno     con   fino   intaglio 
dorato  .    Il   quadro   arcuato  rappresenta  il 
Battesimo  di  G.  C.  ed  è  dello  stesso  Giati- 
iiicola  .   Ai  lati   in  2  nicchie  sopra  le  por- 
trcelle   della    sagrestia   veggonsi   T   Angelo 
Gabriello   e   V   Annunziata    .  Nel  paleotto 
è   un   tondo   ov'  e  dipinto   s.  Gio:  Battista 
da   Pietro  perugino  .  Nella  lunetta   a  destra 
deir   ah    è   raffigurata   la  Visitazione  di  M. 
a   s.    Elisab5.tta  :  a    sinistra,  la   Nascita  del 
Battista  .   Nelle   seguenti  lunette  sotto  gli 
ardii   sono  ,   a   sinistra  dell'   alt.  ,  la   De- 
collazione del  Battista  ,   e  sui  2  tondi  nel- 
la  grossezza  dell'arco,  s.  Giovanni  nel  De- 
serto  e   la   Predicazione  del  Santo  :   sopra 
il   d.   arco  ,   la    sibilla  Eritrea  .   dicontro  a 
qu.   a   destra   dell*  alt.  ,    nella  lunetta   ve- 
desi   il    Capo   del   Santo  presentato  ad    E^- 
rodiade  :   nei   2  tondi  ,   la   partenza  di  es- 
so dalla    casa    paterna  ,   e   G.    C   e  s.  G!o. 
fanciulli  colla  V.  e  s.  Giuseppe  ;   sopra  Y 


932  /7a  del  Corso 

aixo  la  sibilla  Libica  .  A  tulle  queste  pit- 
ture servono  di  oinameuto  varj  fiabeschi 
e  leggiadre  iiumaginette  in  intera  (Igura 
rappresentanti  varj  personaggi  dell  anti- 
co Testamento  ,  e  le  principali  Virtù  cri- 
stiane .  —  Nella  facciata  del  Palazzo  che 
e  di  prospetto  alla  Via  Nuova  si  'veggo- 
no afiisse  tre  pietre  scorniciate  V  una  so- 
pra dcir  altra  qui  poste  circa  il  i588 
quando  fu  ampliato  lo  stesso  palazzo  co— 
ma  fu  detto  alla  pag.  882  ,  con  disegno 
di  stabilirvi  la  Libreria  Podiani  .  Vi  si 
legge  perciò  „  Siati  V.  P,  O  AL  Mu" 
nijir.entia  Àu^ustae  Pei  usine  Musaeuin 
Prospero  P odiano  Pubblicai  C ominodi^ 
tati  C onstitutuììi  III.  Dee.  .  ,,  —  Osser- 
vasi in   ultimo  la 

VIA  DEL  CORSO  .  Questa  sino  al- 
la cb,  di  s.  Isidoro  antichissima  strada  noa 
serba  nella  nostra  storia  alcuna  traccia  del- 
la sua  origine  .  Il  Ciatti  senza  indicarne  1* 
epoca  ,  asserisce  con  tutta  verità  che  que- 
sta via  con  quella  di  Sopramuro  fu  forma- 
ta con  sollevare  per  mezzo  di  pietre  di  ter- 
ra e  di  mura  ,  il  vacuo  natio  che  si  frappo- 
nea  dal  Colle  Landone  al  Monte  del  Rio-- 
ne  di  P.  Sole  .  Sulle  volte  si  erge  la  mi- 
nor Piazza  ,  e  sui  ripieni  profondissimi 
della  Cupa  si  sostenta  la  maggior  parte  del 
Corso,  e  il  vastissimo  ambito  clelle  pi  ossi— 
me  abitazioni  (  Ciat.  Perug.  ^ng  p.  3^6  ) 
Si  ha  memoria  che  questa  principale  con- 
trada fosse  per  la  prima  volta  coperta  di 
mattonato    nel   i253.  ^   rinnovato  poi   nel 


Via  del  Corso  933 

1412  .  Dalla  eh,  di  s.  Isidoro  sino  alla  for- 
tezza, essendo  sempre  rimasta  disuguale,  fu 
appianata  per  ordine  del  legato  card  Pinel- 
li    nel    1091  (    Mossi  mem.   mss.  )  ,    come 
nel  1^24^  terminato  il   nuovo  palazzo   Do- 
nini  ,  si  trasse    più    indietro    per  circa     io 
piedi  la  porzione  del  Palazzo  Ansidei  ,  che 
ancora  corrisponde  al  termine    del    Corso  » 
con  renderne  più  retta   la  visuale  .    Questa 
via  ha  di  lunghezza,  dall'ultimo  gradino  del 
Duomo  sino  al   sinistro  baloardo  della  Cit- 
tadella ,  un  quarto  di  miglio  romano  ,   ed  è 
larga  nella  sua  piazza    211  palmi  ,  nei  suoi 
lati  ,    68.   E    per   ogni    parte    decorata    di 
fabbriche  maestose  ,  come    abbiamo  a  loro 
lucij^hi  notato  .  E'    celebre  nei  nostri  fasti 
per  gli  spettacoli  or  dilettevoli  ed  or  fune- 
sti che  presentò  negli  scorsi  tempi  ,  e  tra  i 
quali  i  più  famosi   ed  interessanti  accenne- 
remo nelle  nostre  storiche  annotazioni  all' 
arti  e.   p^/a  del  Corso  . 

Partiti  dal  reatro  della  Città  ,  e  al  cen- 
tro medesimo  ricondotti  ,  dopo  un'  esatto 
regolar  giro  della  sua  estensione  :  ha  qui 
tei  mine  la  Parte  descrìtiiua  che  ci  erava- 
mo proposti  •  L  Autore  scevero  di  ogni 
presunzione  ,  invita  e  prega  tutti  quei  che 
leggeranno  o  che  vorranno  in  qualunque 
modo  giovarsi  del  suo  lavoro  ,  a  renderlo 
avvertito,  se  mai  per  avventura  in  un  opera 
così  malagevole  ,  incorso  fosse  in  qualche 
abbaglio  o  in  qualche  notabile  ommissione. 
Professando  e^li  riconoscenza  a  chi  si  de- 
gna  rettificare  le  sue  idee  ;  assicura  di  es- 


9^  .  . 

ser  pronto  a  ricredersi  e  a  correggersi  nei 

p^olumi  Storici  clic  seguiranno  ia  Presene 

te    Descrizione  ;  molto    stnndogii  a  cuore 

che  i  Opeia  sua  liesca  di    sicuia    ed    utile 

scorta  specialmente  alla  Posterità  . 


INDICE 

ITEGLI    ARTICOLI     CONTENUTI     IN     QUESTA 

SECONDA   PARTE 

DEL     SECONDO     VOLUME 


L*  asterisco  indica  i  luoghi  ove  con** 
serva:;i  alcun  oggetto  più  degno  della 
osserv^azione  specialmente  de^  Forestieri^ 


DESCRIZIONE     DEI     RIONE      DI 

PORTA  SANTA  SUSANNA 


Madonna  di  s.  Benedetto  della  cupa  75i: 
Palazzo  Boncain)3Ì  ^j^>..  Cli.  dei  ss.  Croce  e 
Antonino  ivi.  Conservatorio  Benincasa  yS^, 
Abltaz.  di  Pietro  Perugino  756.  Abltaz.  Caniil- 
letti  e  sue  pitture  ivi.  Cappella  degli  Oddi 
757.  eh.  e  monistero  delle  Cappuccine  ivi, 
C\\.  parroch.  di  s.  Andrea  76.)..  CJi.  della 
comp.  del  ss.  Sacramento  in  s.  Audrea765.  \ia 
f.olomata  767.  Fonti  di  s,  Gal^jano  759.  Mon- 
te Morcino   vecchio   771 


93S 

*  eh*   e  conv.   ai  s.  Francesco   ^^3 

*  eh.   di   s.   Bernardino    8o3. 

*  eh,  delia  ConlV.  dti  ss.  Andrea  e  Ber- 
nardino detta  della  Giustizia  808.  Ch.  parroc- 
chiale di  s.  Luca  8i5.  eh.  della  Madonna  del- 
la luce  819.  Arco  di  s.  Luca  821.  Osped.  del- 
la confrat.   di  s.    Francesco   822. 

*  eh.  della  Confrat.  di  s.  Francesco  822* 
Conservatorio  di  suor  Lucia  e  Torre  degli  Sci- 
ri  827.  Ch.  di  s.  Teresa  829.  Ch.  dei  ss. Stefa- 
no e  Aalent'no  8  >4^  Palazzo  degli  Oddi  g56. 
Ch.  e  Mf>nist.  di  s.  Paolo  838.  Ch.  di  s.  Ma- 
ria de'  Francolini  839.  Casa  e  ch.  della  Mis- 
sione 840.  eh.  e  Monist.  dei  ss.  Gìq.  Balt.  e 
Bernardo   842.    Ch.    di  s.    Gregorio   845. 

*  Oratorio   di  s.    Cecilia   847» 

*  Ch.  nuova  o  della  ss.  i.oncezioBC  85o  i 
yia  de'  Priori  872.  Ch.  parr.  dei  ss.  Severo 
ed  Agata   873.    Tia   delia   Gabbia   879. 

*  Palazzo  CoiTJunitativo  Apostolico  88o» 
Sala   del   Collegio    della    Mercanzia   923. 

f   Sala   del   Collegio   del    Cambio   92J« 
Sala   del   Collegio   dei   Legisti   9V9, 

*  Ch.   di  3.   Giovanni   di  piazza  9'^g. 
\'ia  del  Corso   902. 


FINE 

Velia  Parto  II.  del  Volume  IIk 

E  DI  TVTTA  LA  PARTE  TOPOLOGICA 


t)3G 

J  N  D  ICE 

DEI  PROFESSORI  E  COLTIVATORI 
DI    BELLE    ARTI 

E    DEGLI    SCRITTORI     CITATI 
TN      QUESTA       PARTE       DESCRITTIVA 

^E:LL4    CITTA'     DI     PEP.UGIA 


//  numero  romano    indica  il  secolo  in   cui 

fiorirono  ,  V  arabico  ,  la  pagina 

ove  sono  notati 


A 


-gostìnì  Nicolò,  fusoie.  XVIII  92. 129. 
Agietti   Giacomo  ,  imit.  di  marmi  ,  XVIIL. 

6i.2o3.  3  i5.  348676  64o-  740764-809. 
Alamando  Lattanzio  pit.  XVI  433. 
Albano   ...  pit.    XVI   369. 

Alberto    di    Giovanni    scolare  di    Rafaello 

XVI  3  18. 
Alessi     Galeazzo    arcb.    XVI.  45.  73.  i64- 

171.  200  3-26.  633.  634.  636.  648.  820. 
Alessi    Orazio   aich.  XVII    676. 
Aifaui    Paris   o   Paride   pit.    XVI    161. 
Alfani    Domenico    di  Paris    pit.  XVI  igo. 

^.43.  583.  5^4  689.  74o.  784-  790. 
Alfani  Orazio   di  Domcaico  di  Paris   pitU 

.XVI  99.  i83.  259.  38i.  397.  398.  408. 

/^[^\Q^  '475.  485.  577.^81.  599,  659.  781. 

:7;84.  786.  788.  835.  890. 
Ai^ardi  Alessandro  fasore  XVI  6o3. 


Aliensis  Antonio  Vassillacclii,  dello  l\pit. 

XVI  576.  578. 
Allori  Cristoforo  pit.   XVI   BgG- 
Aloise   Francesco   miaiat.   XVI   689 
Amadei   Francesco  pit.   XVII  419- 
Amadei  Stefano  pit.  XVII   if8i.  879   412^- 

44o.  721.  790. 
Ambrogio  Francese   intagl.   XVI  588. 
Amorosi   ...  pit    XVIII  G78. 

Amsler  Samuele  incls.   XIX  396. 
An  Irea  Vannucchì,  Del  Sarto  ,  pitt.  XVI 

3o6.  368.  478. 
Angeli  Giulio  Cesare  ,  pili.  XVII   60.  181 - 

210.  36i.  45à-  64o- 
Angeli   Vincenzio  ,  pilt.    XVIII   674- 
Angelini  Scipione  ,  pitt.    XVlI   644- 
Angelini  Federigo, imit.  di  marmi.  X^X  274 
Angelo  da   Orvieto  ,   fasore  .  XIV    801. 
Ansidei  con.Vincenzio,delin  XIX  677  812 
Antonio  da  Mercatello  ,  intag.    XVI  9'>4* 
Appiani  Francesco  ,    pitt.   XVIII    54-   55. 

85.  86.  95.    124.    i85.  246.    273.  s>85. 

289.  297.  345.  35o,  35  I.  378.  4i4-  455. 

458-463.  535.  539.  545.  58  I.  092.  600. 

64o.  644-  (^54-  657.  e  scg.  671.    713. 

718.  722.  734   764-  782.  791.  837.  853 

868.  894.  920. 
Appiani  Andrea  ,  pitt,  XIX  293.  457*  4^^- 

543.   545.   552.   730. 
Arnolfo  di  Lapo  ,   scult.  XIII    i35. 
A'pino  cav.   Giuseppe  di  ,  pitt.  XVI   1^7. 

3o6.  44^'  791.  9t5. 
Arrigo    Fiammingo  ,  pitt.    XVI    65-    i88 

3 08.  789. 


-Bciccio  di  Agnolo,  inraf^l.   XIV    igi. 
Bacicelo  ....  pitt.   XVI  6(«. 
Baili  Filippo,  imagi,  XVII  814. 
Baglioiii  co    Pietro  aicli.    XVII  64~>'  760. 

84:^.  847    ^7^- 
Buglioni  co.  Alessandro  ardi.  XVIII   668. 

Bngiioni   cav.  Giovanni  pitt,   XVII  81.  99. 
Baglioni   Carlo   scritt.  di  mem.  761-  80^0- 
Baitlelìi   donna  Maria   Cliiara  piur.  XVIII 

689.  e  seg. 
Baldf  Lazzaro   pitt.  XVII  ;i3. 
Bamboccio  ,  Pietro  de  Laer  pit.  XVII  47^. 
Bandiera   Benedetto  pitt.  X\  II    194     ^^o'i* 

383.   446    459.     475      543.   5:4.     58o- 

584-     587.   590.    605.   643.    66Ì.  761. 

782.  790.  870. 
Barocci    Federigo   pitt.  XVI   6ii.   169-  882. 

383.  384  4^ì'  446-  4:5.  659.  677.  756» 
Barocci  Fraiicesco   pitt.    XVII   649» 
Bartoccini    Daviddc   scagliol.    Si  3. 
Bartoli    Taddeo   pitt.    XIV     189- 
Bartolo   Domenico  ,   di  ,  pitt.   XV   694* 
fr.   Bartolommeo     da     s.  Marco  ,    d.   della 

Porta   pitt.    XVI  4/7* 
Basotti   Gio.     Francesco  pitt.    XVII      i49« 

308.  ^09.  376.  278-  294   595.  296-  388- 

4^3.  649    675.    721.   870. 
Bassano  Vecchio  ,  Jacopo   da   Ponte  ,   d.  il 

pitt.  XVI    i63.  369.   477-604. 
Bassano    Giovane  ,  Francesco  da    Pont<*  » 

pitt.   XVII    ì6>,. 
Ba.^toni   Eusebio  ,     intagl.   XVI     4^'   ^-9' 

599.    753.    776     Siuj. 


9^9 
Batìni  Mattia  ,  pltt>   XVIIT    i8f.  igS-  l>o2. 

2o3.  459  497   525-  663.  691.  715.  716- 
825.  8i>.6.  92( . 
Batocchi    Girolamo  ,    Angela,  Asclepiodo- 

ro  ,  inlagL   in   ferro  XIX   74. 
Battaglini  Andrea  ,   intagl.   XVII    i49- 
Brittista  da  Bologna  ,  imagi.   XVI   ^88- 
Beccafmni   .    .   .  pitt.   XVI    i63. 
Belforti   Giuseppe  ,  scritc.   4oi-   y^y.  e  al- 
trove . 
Sellano  da  Padova   fondit.   XV  49^ 
Bellini   Filippo,  pitt.   XVII   783. 
Benedetto   di  Bindo   zoppo  ,  pitt.   di   vetri 

XV  5 II. 
Benedetto  di   Vaìdorcia  ,  come   sopra  5ix  » 
Beiiefiale   Marcantonio  pitt.    XV!I    475- 
Benvenuti  cav.   Pietro  pitt    XTX  370. 
Berchmans  Arrigo  pitt.   XVIII    691. 
Berettini  Giuseppe  pitt.   XVII    5i4- 
Bernardo  da  Perugia  pitt.   XVI   574- 
Bernardo  da  Montepulciano  intagl.     XVI 

575.   587. 
Bettoli   Guido  arclt.   XVII    126. 
fi-.   Bevlgnate   ardi.   XHI    i3^. 
Bevilacqua  Gio.  pitt.  prosp.  XlX   2i7!^47- 
Biagio  di  Angelo  pitt.   XVII    109. 
Bibiena  Francesco  pitt.  prosp.  XVII    i4f 

657.    767. 
Bini  p. ab. d.  Vincenzio  scritt  4^  1-607.  73^  ► 
Bisconti   Gio.  Maria  pitt. XVII 70. 371. 680. 
Boarini  p.   Reginaldo   scrilt.   5?.  i-  e   seg. 
Boccanera  Giacinto   pitt-  XVIII    117.    ir>3. 

j3i.  354  357.  386.  433-  459-  649-  659. 


dìo 

690.    692.  715.    760.  83o.  84o.    855. 
859.  901. 
Boccanera   Orazio   683.   684- 
Boccardiuo  Gio.   miniai.   XVI   SSq. 
Bocchelli   Giovanni  piti    XV   490. 
Bollandisii  495-  497-  793.  e  seg.  800.  810 
Boinrrota   Michelangelo  pit.    >CLilt.    arch. 

XVr    180.  259.  3o8    383.  385. 
Bonfigli    Benedetto  pitt.     XIV   25G.  346- 

476.  521.   797.  807    891.  909. 
Boninsegna   Veneziano,    aich     XllI    iSa. 
Bontempi   mem.   mss.   73- 
Bordoni    Giambattista,    159. 
Borghesi  Gio.  Bonaventura  pit.   XVII  5o?^ 
Bo^'ghesio  Ippolito  ,  pitt    XVII  95.  96. 
Borgognone   Giacomo   pitt     XVII   162. 
Bothò    Giovanni   pitt.  XVII    475- 
Bottonio   mem.   mss.  ,  in  pia  luoghi 
Bracchi  Tommaso  pitt    XVIII    544- 
Brandi   Giacomo  piit.   XV HI  4/^^' 
Brizj    Paolo   pitt.    pros^)     XVIII    534-  61 3. 

6o2.  849'  ^^5.  856    893, 
Bri/ij   avy.   Antonio   srritt.    566- 
Bronzino  ,   Alessandro  Allori  ,   d.   il  ,  pur. 

XVII  397.  678. 
Brughi  ,   Pietro  Fiammingo  pit-  XVI  386- 
Busti    Francesco  ,    pit.   XVIII    i6i-     374' 

375     6i3-   712.   894-  90T. 
Buti   Michele  intagliai.   XVII   3or. 
Calabrese      .      .      .   piti.   XVI    3o6. 
C:>landri    Carlo  ,   intagliai.    XVIII    899. 
Callot  Jacopo   pit.    XVII    484- 
Camoncini  ,  cav*  Viacen:^io  pit.  XIX  S^y^ 

643. 


94^ 
Canali  prof.  Luigi  ,    lag.   'j'jo, 

Canepi  ,  Bernardino  ,  pit.   XVII  896. 

Canova  cav.  Antonio  scult.  XIX  269.  642- 

Cansacchi  cav.   Stefano  arch.    XVIII  187 

Caporali  Bartolommeo  pìt.  XV  69» 

Caporali  Benedetto  pit.   XVI  4^0 

Caporali   Gio.  Balt.  pit.    XVI   3ii 

Caracci  Agostino  ,  pit.  XVI   476. 

Caracci  Annibale  pit.  XVI.  180.  198.368 

446.  476- 

Caracci   Lodovico  pit.  XVI  3 06.  ^^0» 
Carattoli  Pietro  pit.  prosp.  e  a; eh.  XVIII 

44.  179.  i85.  274.  844.  354-  376.455. 

507.  545.  55o.  595,  607.    e  se^^  668- 

711.  784.  84o  895. 
Carattoli   Valentino  pit.  prospet.  XVIII  , 
55.  85.  95.  98.  3i5.  545.  64o.  84i.  868. 
Carattoli  Luigi   ornat.  XIX  58.  920. 
Carattoli     Giuseppe    pit.  XIX    282»    457' 

898.    905. 
Caravaggio  Angelo  Amerighì  ,  detto  da, 

pit.  XVI.  3oò.  3o6.  385.  475.  604.  756. 
Carloni  Gio:  Andrea  pit.   XVII   206-  222 

299.  4io.   4^8.  467-  476-  527.  553.  85^ 

864.  856.  866.  913. 
Caselli  Francesco  marmorar.     XVIII  91. 

io3.  788-  858. 
Caselli  Luigi   marm.   XVIII   776. 
Caselli  Cammillo  marmor.  XIX  228.  244- 

862. 
Cavallucci  Benedetto,  pit.  XVIII  817.  4'[; 

484-  675.  676.  689.  755.  765. 

Ceccarlut   Sebastiano  r   pit.   XVIII  1    S^jO- 

I 


d4^ 

Cecchini    ,  .  .  .    Fioient.    intagl.    XVITT 

2a3. 
Cecchini  Sebastiano  pit.  XVIII  657. 
Concioni   Carlo  pit.   XIX  625     666-   667. 
Cerrini  Pierdomenico  pit.  XYII   47658^. 

652.  678, 
Cerrini   Giovanni  arch   XIX  64   sSg.  3c)5. 
Chiari  Giuseppe  pitt.  XVII  i64-  659.  6^3. 
Chiatti  Luigi  pit.  pi  ©sp.  XVIII  666.  905. 
Ciatti  stor.  perug.  ,  in  piti  luoghi  . 
Giburri  Simone  pit.  XVII   aSi.  828.  357. 

673.   744. 
Cignani  Carlo  pit.  XVII.    385. 
Cigoli   ,   Lodovico   Cardi  ,  det.   il  ,  XVIII 

piit.    167.  476.  I 

CioG  Vincenzio  arch.  XIX. 628  666^  6&4. 
Cloli   ....   ornat.   XVIII   607.,  j   o!t.r;3 
Clementi  Rutilio  pit.   XVII   4'^*    >^^  G^ 
Coccia  Gaspare  pit.  XIX  i56' J^  seg.  630 

671. 
Cocchi  Pierfrancesco  ,   ornat.    XVIII  58. 
Colombati  Pierfrancesco  pit.  XVIII  4^9 • 
Coltellini  avv.  Lodovico  4o3. 
Compagnini  Raimondo  ,  pit.  XVIII     1^9. 

670. 
Conca  Sebastiano  pit.  XVIII.  538. 
Cornia  Fabio  ,  della  ,  pit.  XVII   887. 
Corradi  cavaliere  pit.  XVII  4^9-  4^24-  887. 
Correggio     .     .     .     pit.  XVI  3o5.  384- 
Costantino  di  Rosalo  pit.  di  vetri  XV  60. 
Crescimbeni  Mariolto  e  fi^atelli  fondit.  XV 

745.  916. 


Cii^allo  Tommsrso  ,    Nicolò  ,  Antonio  iut 

Fiorentini  XVI   588. 
Crispolti  Cesare   storico  perug.  in  più  Ino-- 

gài 
Crispolti  Piergirolamo  plt.  XVII   544- 
Curonicì  Gio.  Batt.    scult,  a  stucco  XVIII 

i53.    i88.   778.   809.' 
Dal  Piombo  Sebastiano  pit.  XVI  291.  583. 
Damiano  da  Bergamo  intagl.,  XVI  589.^ 
Danti  Vincenzio  scult.  XVI     6.2.    77.  89?. 
Danti  Giulio  scult,  e  arcb.  XVI   iòS-  1 1Ì2  . 

Sua  fonderia   34 1*  643.   820.        ^    ■ 
Danti  Ignazio   522. 
Danti    Girolamo  /^^Q.   602. 
Dardani  Pompeo  intngl.  XVII  5^7.     * 
De  Angelis  Angelo  pit.  XVII    i56.  61 1' 
Della  Francesca   Pietro  pit.  XV    258. 
Delie-Notti  Gherardo  pit.  XVII  677. 
De-Marcbis  Alessio  pit.  paes.  XVIII  i47- 

177.  344.  446.  644.  660.  662.  678.  73g. 

837.  895. 
De-Marchis  Eugenio    ,  pit.  paes.  XVIIL 

694. 
Dolci    Carlo  pitt.   XVII    i63. 
DomenicLino  ,  Domenico  Zampieri  ,  dct. 

il,  pit.  XVII   162.   j66.  369.  384.   479. 

658. 
Donati  Francesco,  pit  XVIII  245- 
Doni  Adone  ,   pitt.  XVI  259.   Sgg-  635. 

782     897. 
DiT-conge   srrit.    720.   879. 
Durante   dal  Borgo  ,  pitt.  XVI  328.   4*3- 

878-   885. 

la 


944 

Duro  Alberto  ,  pitt.   XVI  /f^6. 

Elisi  Innocenzio  ,  marmor.   XVIII  6|. 

5.  Epifanio   scritt.    182. 

Ercole  di  Tommaso  imagi.  XVI  66. 

Eusebio  da   s.  Giorgio  ,     pitt.   XVI     loa. 

Fabre  Monsieur  pit.  XIX  869.  Vy 

Fabrizj   Antoamaria  pitt.  XVII    i6t.  809 

35i.  354-  356.    857,    36o.  862.    4i8. 

494,  504.  678.  800.  869.  863.  920. 
Fagiuoli   Casimiro  arch    XVIII.    194- 
Faina  Lorenzo  pit.   XIX  §29.   54o-    542- 

547-   860.  920. 
Faucci  Raimondo  incis.  XVIII    588. 
Fedeli  Pietro   organ.   XIX   88.   e   altrove. 
Ferrali  Franzone  pit.  XVII  116.  658. 
Ferreri   s.   Vincenzio   628.  ,i   ;, 

Fprreii  Vincenzio  pit.   XVIII   810.     fe^ 2. 
Ferri  Giro  pit.   XVII   i65.   86r. 
Fiammingo  Gio.  Francesco  Barbieri,  d.  il  , 

pit.  XVII  885.  590.  Ò98    898. 
Flamminghino  Gio.    Mauro  Rovere  »  d.  il, 

pit.  XVII.   582. 
Figliastrelli  Cosimo,  fondit.  XVIII  917* 
s.^  Filippo  Neri    ,   suo  vero    ritratto    869- 
Fiorenzo  di  Lorenzo  ,  pit.   XV   792. 
Fonda  p.   Girolamo  Maria  ,   609. 
Fornierl  Cristoforo  intagl.    XVII   88  2'64- 
Fortun?Tto  Tedesco  intagl.   XVII  4'9* 
Franchi   Antonio   ornai.   XIX    195.   9o4- 
Franeschini   Serafino    intagl.    812. 
s.   Fiancesco  ,   suo  vero   ritratto  ,   807. 
Franciabigio  Marcantonio  pit.   XVII  4?^ 
Francucci   In!ioc,enzio  pit.   XVII    162. 
Gaétani  'Scipione  pit.  XVHI  368« 


94^ 


Gagliardi  cav.  Bernaidiao  pJt.  XVII   i8i 

28^.  386.  409-  800.  837.  858.  877. 
Calassi  pr.  d.  Francesco  Maria    62.   558» 

588.    608. 
Cambini  Giovanni  geom.  XIX  904» 
Carampi  card.  720.  e  altrove  . 
Garbi  Anlontoaria  pit.  XVIII    195.    280. 

^74-  297.  375.    4^4-  468.    65o.     623. 

667.  676.  735.    736.  74^-     757.    829. 

83 1.  833.  838.  84o.  84i.  895.    H\^  _ 
Garbi  Domenico  pit.  XIX  733.  754-  8^7^ 

900. 
Gasperi  Cristoforo  pit.  XVIII  222.  282. 

375.  474-  54i'  542.  543-   712.   734» 

736.  871.  3'^;^  ^''^'; 

Gelomìa  Filippo   ♦  ed  altri  Arcbitetti  del 

Palazzo  Comunitativo  88i. 
Geminiàni  Giacinto  pit.  XVII  285.  58l* 

582.       600.  V:--,^^^ 

Gennari  Benedetto     pit.  XVIII  396. 
Gessi  Francesco  pit.   XVII  600. 
Gliérardi  Cristoforo  pit.   XVI.  637. 
Ghezzx  Giuseppe  pit.  XVIII  476- 
Cliinelli  Giuseppe  intagl.   XIX    189- 
Gianaicola    Perug.  ,   pit.   XVI    117.     l6o*> 

258.   273.  280.   526.  930. 
Giorgetli  Girolamo  pit.  XVII  800. 
Giorgetti  Bartolommeo  pit.  XVII  4^7- 
Giorgione  Giorgio  Barbarelli  ,  d.  il  ,  pit. 

XVI  3o5.  475.  658. 
Ciotti  Francesco  geom.  XVII  poS- 
Giovanni  da  Pisa   scult.  XIII  88,   5f7- 
Ciò.  Antonio  da   Pesaro  pit.   XVI    ii4- 
Gio.  Batt.  Lon^ibardelli  della   Marca  pilt 


k 


94C     

'X\l  1%*  iQt.  48'6.  '55^  5f)o.  904.  915.' 

Giovanni  di   Giorgio  pit  XVi    ^3i. 

Giovanni   da   Fie.sole  pit    XV    5i5-      5'2y. 

Giovanni   di   Sciampagna  ,     scult.  ^  a    stuc. 
XVII  468.   543.   80.0.. 

Gio:   e  Andrea   Pisani   fondit.  Xlll.80^* 

5.'  Girolamo    i83.  Ci   '/ri)i/bj 

Gi.-mondi   Paolo  pit.  XVll  3oo   4^8.871. 

Gittajelli  FortunaU)  ,    intagl.   XV ili  25o» 

^294    901. 

Giuliani  fratelli  intagl.   ^83. 

Giiìlio  Romano  pit.   XVI.   3o6.   368.  64t. 

Giulj   Nicola  pit.  prosp.  XVill    167.    179-' 
206.  297.  467.  720.  853.    856- 

Giuseppe  Ebreo   i83, 

fr.  Giuseppe  camaldolense  fiicli  XVlll  377» 

Guercino,  pit.   XVI    177.    193.   3o6    807; 

384-:  397.   398.   475.  652,  678.  837. 

Guglielmo  da  Marsiglia  pit»  di  vetri  XV  57- 
Guido  Reni  pit.  XVI    i63.    i6g.  3o6.  368 
869   384-  58i.  64i.  660.  662.  678.  859. 
Guido  Perugino  scult.   XVI   59  0, 
Grassi   Gregorio  pit*    XVll  4'4- 
Holbein  Giovanni  pit.   XVlll  4/6- 
Iacopo  Fiorentino  intagl.  XVI  66- 
Ibi   Sinibaldo  pit.   XVI.   ^01, 
Labruzzi   Carlo  pit.   XIX    109.   369'  690. 

810.   889. 
Lami   ab.   scrit.   709. 

Lamparelli   can.   pit.   XVll  882.  843.  849- 
Lancellotti  Ottavio  ScortaSac-  di,  passim^ 
Lancellotti  d.   Secondo   scrit.  248. 
Laudi  cav.  Gaspare  pit.  XIX  642- 


947 
Lanfranco  cav.   Giovanni  pit.  XVU    162. 

169.  369.  396.  446.  5o6. 

Lapis   Gaetano  pit.   XVIU.  779.  8og, 

Lasinio  Paolo  incis.  XIX  63. 

Lattanzio  Pagani  della  Marca  ,  pit.  XVI 
637.  65o.  9i4- 

Laudati  Giuseppe  pit.  XVIU  90.  4^4-  4^9 

495.   519.   545*  690.  691.   723.  901. 
Lauri  Filippo  pit.  XVll  385. 
Laurenti  Fiorenzo  pit.  XV  3 19. 
Lazzi  o  Lazzari   Pierantonio   intagl.  e  do« 

rat.  XVll.  181.   802.  asmofl 

Leonardo  da  Vinci  pit.  XVI   i63. 
Leopardi  Marcello  pit.   XVill    56t    e  segi 

76.    118.   309.   810.   811.  8l2. 
Liag no  Filippo  ,  di  ,  pit  XVII  476. 
Lodovico  di  Angelo.pit.   XV  355. 
Lomazzo  Gio.  Paolo  pit.  XVII  162. 
Lorenzini  Alessio   arch.  XVIII   i5i   54o« 
Luca  cav.  perug.  ingegn.  XVI  377« 
MaOfnara  mem.  mss.    356»  ed  altrove 
MafFei  Scipione  scrilt.  yoS- 
Malinconico  Nicolò   pitt.  XVIII  606. 
Maltempi   stor.  perug.  in  più  luoghi 
Majani  Giuliano   ,  intagl.   XV   90.    iio. 
Mancini  cav.  Francesco  pit.  XVIII   476- 

.  83o.  845.  854. 

Mancini   Carlo  ,  imit.  di  marmi  XIX  209. 
349.  821. 

Mancini  Luigi  ornat.  XVIII  098 
Manfredi  Bartolommeo  pit.   XVIL   162* 
Maglar  pit.  XVIII  446^ 
Maniera  pittorica  del  sec.  XIII.  217.  75  r^ 


Ivlauuozzi  Giovanni,  detto  GIo.  da  s.  Gio- 
vanni ,  pitt,  XVli  476. 
Maratta  Carlo  pitt.   XVII    i65.  869.3^5. 

396.   476 
Margaritone  pitt.   XIII   807 
Mariano  di   ser  Eusterio  pit.   XV.  496* 
Maiini  Onofrio  pit.  XVI  58o. 
Mariotti  Annibale  scrilt.  passim  . 
Marietti  Carlo  Spiridiorie  pitt.  XVIIl  55. 

89.    1 5o.  4^  ^*  ^4^    670. 
Maroscelli   Paolo  arch.   XVII   85 1 
Martelli  Valentino    scul.   e    archit.    XVII 

80.   128.  143.  260.  274*  280.  432   565. 
Martelli  Girolamo  pitt.   XVII   4» fi- 
Massari  Silvestro  pitt.  XIX  65. 
Maiteini      .      .     .     pitt.   XVIII   812.     ^1 
Matteo  da  Terranova  miniat.   XVI   589'. 
Maturiiii      .      .      .     pitt.   XVII   476- 
Mazzanti  cav. Lodovico  pitt. XVIII 170  243- 
Mazzi  Gio.  Batt.  pitt.  XVII  294.  553.  554- 
Mazzetti   Lorenzo  intagl.    XVIII   793. 
Mezzanotte  proSess.   Antonio   scritt.  63» 
Mignani   Giacomo  pitt.    XVIII   375' 
Mino  da  Fiesole  scnlt.   XV    102. 
Modeslini  descrit.   di    s.  Frane.   784  ^  ^^Z* 
Mola  Pierfrancesco  pitt.   XVII   476.   837. 
Monotti  Vincenzio  pitt.  XVIII  54-  57-  58. 

247-  391.  432.  540.  56o.  721.  753.  857. 
Monotti   Giovanni   pitt.  prosp.   XIX     i47' 

625.   764. 
Montanini   Pietro  pitt.   XVIII    166.     354- 

386.  4i8.  659-  663.  862.  868.  869. 
Montfaucon  p.  ab.  di  ,  scritt.  52.  586, 
iMonti  Nicola  pitt.   XVIII  346.   729. 


949 
Mónti  Pietro  scult,  a  stuc.  XVIU    188- 

Morlacchi  Francesco  armonista  XIX  i58. 

JVIoronì  Gio.  Battista  pitt.   XVII   4r(j. 

Mosca  Simone  intagL  XVI  687. 

Muratori  Lodovico  Antonio  scritt.879.885. 

Murena  Carlo  arch.   XVIII  91.  ^44    782. 

Muziano      .      .      .      pitt.   XVI   384-  677. 

Naldini  Gio.  Batt.  pitt.   XVII  4i5. 

Nanni  di  Bigio  ,   scult.   XV  286. 

Napoletano  ,  Filippo  de  Angeli  ,  detto  il  , 
pitt.   XVII   837. 

Nasini    Nicola   pitt.    XVIII    227.   477* 

Nebbia   Cesare  pitt.   XVI   y3. 

Nicola  da  Cagli  intagl.  XVI   588. 

Nettari   Carlo  scult,  a   stuc.   XVIII  345« 

Nottari  Giuseppe  ,  come  sopra  ,   778. 

Nucci  Avanzino  pitt.    XVII   367. 

Odasi   cav.   Giovanni  pitt.  XVIII   843- 

Olbers      .      .      .      pitt.   XVIII    166. 

Olivieri   Girolamo  are.   XVII   284- 

Orsini  Baldassare  pitt.  arch.  XVIII  81. 
89-  220.  167.  217.  218.  219.  220.  387. 
891.  596.  775.  1  e  frequentemente  co- 
me  scrittore  . 

Pacettì   Giambattista   pitt.  XVII   4^9* 

Pacetli  Vincenzio   scult.   XVIII  64* 

Padovanino  ,  Alessandro  Varotari  ,  d.  il  . 
pitt.  XVII   385. 

Paggi  Gio.  Batt.  pitt.  XVII  477- 

Paolo  V^eronese  pitt.   XVI   3o5.   677. 

Paoli  Pellegrina  ed  Ermenegilda  suore 
pittr.   XVIII    727. 

Papacelli  Tommaso  da  Cortona  pitt.  XVII 
161.  637.  9i4- 


r)5o 


ParmifiJsniiio,  Gio.  Mazzuoli  ,  d.  il  ,    pitt, 

XVII    i65.    169.  3o6.  476. 
Passeri   Giuseppe  pilt     XVllI    867. 
P^ìsqualiiii   Pasquale   fondit.   XYII   864- 
Passignano   cav.    pitt.   XVII    162. 
Peceauini    Siila   piu.   XYI    174*  58o.  Sgo. 

602.    706. 
Pecci   Filippo  arch.  XIX    157.   274.    SgS. 
Pellegrini   Felice  pitt.   XVI  V74.   374- 
Pellegrini  Vincenzio  pitt.   XVII   869. 
Pellegrini  Giuseppe  intagl.  XVHI  64* 
Pelliiii   stor.   perug.  ,  frequentemente  . 
Penna  cav.  Ascanio,  della,  pitt.  XVII  477* 
Pennini      .      .      .     pitt.   XVII    167- 
Perino   del  Vaga  pitt.  XVI   162.  807.  384- 
Perrier  Francesco  pitt.   XVII   583v 
Perugini  Girolamo   orn.   XVIII   779  SS^.T 
Petraccini   Francesco  fusore  XVII    128-     -' 
Piazza  Pietro  pitt.   prosp.   XVIII   ìqq. 
Piceller  Bernardino  pitt.  XIX  822.  "^ 

Pietro  Vanuucci  ,  det.  il  ,  Perugino  pitto 

XV    I  09.  188.  190.  191.    193.  21  r.  229. 

232.  258.  282.  288.  291.  294-  295.  359--: 

368.  38o.  385.  396.  397.  445.  456.  459- 

478.  485.  489-  552.  583.  597.  099.  6o3. 

643.    658.  ò6o.    677.  694*    756.    779. 

787.  811.  900.  924»  9^J- 
Pietro  di  Galeotto   pitt.   XV  900. 
Pietro  Berettini  da  Cortona  pitt.  XVI.  1624 

307.  385.  475.  -56.  865. 
Pietro  Ant.  da  Montevarchi  pitt.  XVII  35  1. 
i^ictro  Martino  Fiammingo  pitt.  XVII  61  5.^ 
Pietro  Paolo. di  Andrea  da  Como  marmare 

XV  67. 


1 


c)5i 
Pietrucclo  da  Fratta  intagl.  in  ler.  XVI  67. 
Piombo  fr.  Sebastiano  dal ,  pitt.  XVII  291 . 
Pinturiccliio    pitt.    XVI     i23.    268.    383, 

396.   837* 
Pisanello  ,  Vittore  da  Pisa  ,  d.   il  ,    pitt» 

XV   779.   793.   e   seguenti  . 
Plautilla  da  Piato  pittr.   XVI   5r6. 
Polemburg   Fiammingo  pitt.   XVII    368. 
Polidoro  di   Stefano  scult.   XV    547- 
Polidoro      .      .      .      pitt.   XVI   307. 
Pollini  Pietro  miniat.   XVII    iqS. 
Pollino,  Cesare  Francia  ,  detto  il  ,  miniai.  ' 

XVII   417.  64 1. 
Polimante  di  Nicolò  iatagl.  XV  5i2. 
Pomarancio,  Cristoforo  Roncalli,  detto  il  , 

più.  XVII  234.  3o6. 
Pompeo  perug.  pitt.  XVI   8i4' 
Pordenone  ,  Gio.   Antonio  Licinio  ,   detto 

il  ,  pitt.  XVII  476. 
?ozzi  Stefano  pitt.   XVIII   243.  245*  247» 
Pozzo  Andiea  pitt.  prosp.  XVIII  272.  4^5» 

420.  662. 
Procaccini   Cesare  pitt,   XVII    162.  385. 
Passino   Gaspare  pitt.   XVII   4/7' 
KafaeMo   Sanzio  di  Urbino  XVI  258.  3 06. 
307.    38o.  383.  384-    395.    396.    478- 
563.    587.  604.  643.   65i.   658.    788. 
796.  837.  926. 
Rafaello  dal  Borgo  pitt.   XVII   824. 
Rafaello  dal   Colle  pitt.   XVI   637. 
p.  Rafaello   da  Roma   pitt.   XVIII  832. 
p.  Ramelii  ,  pitt.   XVII  663- 
Rancauelli   Pietro  pitt.   XVII    328.   4 '6. 
Razzi  Gio.  Antonio  pitt.  X\  IH.  477' 


952 
Reali  France^^o.immil.   di  marmi    XYIII 

58.  e  altrove  . 
Ribera  Giuseppe  pltt.  XVII  384-  64 1.  677. 
Riccardi   Alessandro  ìntagl.   776. 
Riccardi  Francesco  scrit.  di  mem,,  passim  ^ 
Ricci  Telesforo  pitt.   XIX  734» 
Ricci  Sebastiano  marmor.   XIX    190. 
Robbia  Agostino  ,  della  ,  scult.  arch.  XV 

547-   8o3. 
Hobbia  Luca  ♦  della  ,  pitt.  XV  307. 
Romanelli  Gio.  Francesco  pitt.  XVII  173 

^3^5.  4«4-  ^^&'  477- 
Romero  Francesco  pitt.   XVIII  574- 81  r. 
R.onzi   Giuseppe  pitt.   XVIII   173. 
Rosa  Salvatore  pitt.  XVII  398.446-477'677^ 
Rosa  Monsiii  pitt.    XVII    169.  386-  427' 

64 1.  GU.  678.  ^   ^  '    ■^ 

Roscinò    Vincenzio  ,    dettò  ilVinatfaiov 

XVII   278. 
Roselli  Matteo  pitt.   XVII  477- 
Rossetti   Cesarino  cisel.   XVI    106. 
R08SÌ  Francesco  .  d.  Cecchino  Salviati  pit. 

XVI  478. 
Rossi  Adamo   orgaii.   780. 
Rosso    .      .      .   scult.  XIII   139.    i4o.  478- 
Rubens  Pietro  Paolo  pitt.   XVI   3o6. 
Rusconi  Pietro  scagliol.   XVIII    58.    188. 

202.   2  1 8. 
Sacchi  Andrea  pil.  XVII  837-  859. 
Salimbr^ni  Ventura  pltt. XVII  307.  58i.  582 
Sallustio  da  Luclgnano  intagl.  XVI  6  17. 
Salvucci    Matliuccio  pit.   arch.   XVH    277. 

294-  35o.  4^9-  5  38.   698. 
S  alvucci  Valerio  pit. XVII.  676. 


953 
Salvucci  Alessandro  pit.  XVII   4i5- 
Saridini  Antonio  scrilt.  i84-  789.  812. 
Sangallo  Antonio  arch.  XVI  887.  63  i  e 
Savonanzi  .   .   .  .  pit.  XVII  i63. 
SavorelH  Pietro  pit.  XVIIl   6o4- 
Sassoferrato  ,  Gio.  Bat.  Salvi,  detto  il  ,  pit. 

XVII  i64-  269.  379.  396.  594-  599,  (k)7 
Scajirlia  Leonardo  scult.  XVI  78.  173.  356 

357.  670.  r 

Scaglia  Giuseppe  scult.  XVII  5oi.  q 

Scalza  Lodovico  scult.  XVI  44-  62.  78,  74» 

174-  632.  633.  , 

Scaramuccia  Gio.  Antonio  pitt.   XVII  60* 

81.    99.  i46.    i83.  189.  209.  825.    385. 

4r4-    ^oi'     5y4'   527.    677.    6^25^   816.: 

824.  826.  830.837-  ''■'ir\Ì--'^ 

Scaramuccia  Luigi  ,  pit.  XVII   5^54-  6i€. 

663.  «37.  866. 
Scarsellino  Sigismondo  Scarsella  ,  detto  Io, 

pit   XVII  478.  64i. 
Scliiavone  Domenico  inlagl.  XVI   588. 
Scbidone  Barlolommeo  pit.  XVI  478* 
Scuola  Bolognese  479* 

—  Fiamminga    i64-    ^65.    166.    167.  869. 
883.  396.  446.  479-  643.  644- 

—  Fiorentina  i56.    i66-    169-     190.    257. 
278.  4^4-  479'  527.  629.  ò6t).  .8i3.  8j4- 

—  Napoletana    166. 

— -  Perugina  del  secolo   XIV     187.     33 0. 

480.  546.  557.  781-  825.  878.  879. 
del  sec.  XV  600.  718.  835.  836. 

—  Sanese  807- 

—  Venet.i    i6G-  479* 
• —  del   Barocci    79^. 


^54 

— -  del  Buonarroti    19^, 

—  dei  Caiacci  368.  SgS.  658t 
-—  di  Cimabue  196.  695. 

—  del  Conca   374*  375.  / 

—  del    Correggio   GSg. 

—  di  Giotto  256.  379.  528.  53o. 

—  del   Guercino  167.  594- 
— .di   Guido    166. 

—  di  Pietro  Perugino  164.  i66-  186,  187. 
193.  199.  200,  210.  211.  228.  258.  307. 
3i6.  344.  352.  363  368.  4i5.49i-  55u 
606.  644.  660.  663.  780.  814.  821. 
835.  -836. 

—  di  Rafaellò  di   Urbino   307.   343/ 

—  di   Subleyras   379. 

—  di  Tiiiano  368.   604.  659- 
r—  del  Vanni   838. 

Scultura   Etrùsca    21 4-   ^   seguenti  . 

—  del  Secolo  XI   559- 

Segners  Gherardo  pitt.   XVII   396. 
Sergardi  Domeaico   orn.    XVIII     5  3.   80. 

124.   58r. 
Sexmei  cav.   Cesare  pitt.  XVII  36o.  4^4' 

4i6.  4i8.  537.  582. 

Sforsi   Giuseppe  pitt.   XIX  loG-    157.  671. 
Signorelli   Luca  pitt    XVI   84-   476- 
Silva  Francesco  pitt.   XVIII   349» 
Silva    Benedetto     scult,   a     stucco    XVIII. 

345.   346     543. 
Smargiasso,   Agostino  Ta&si,  d.  lo  ,    pilt. 

XVI   478. 
Sordo   ' .     .     .     pitt.  XVI  837. 
Sozj  Bino  a''c.  XVI   371.   8i6- 
Sozj  Rafaello  mera.   mss.  ,  in  pia  luoghi. 


955 
Spagna,  Giovanni  spagnuolo.  ci.  lo  ,     pitt. 

XV  596. 

Spagiioletto,  Giuseppe  Crespi  ,  ci.   lo  ,  più. 

XVr  538. 
Speroni   Luigi  scult.    a     stucco  XIX   543 
Stati   Tommaso     marmor.     e  arch.     XYIT 

284.   860.   861. 
Stefano  da   Bergamo  intagl.   XVI   ^St. 
Stefano  eia   Massa   intagl.   XVII   261. 
Stefaaucci  Antonio  aicb.  XVIII  ly^,  628 

733.   783. 
Se.  ambi   Nicola   intagl.   XVIII    io4-   ^ 
Subleyras  Pietro  pitt.   XVIII   242.   243. 
Subteimans  Giusto  pitt.   XVIII   47^. 
Taja    scrlt.    587. 

Tasca  Luigi  pitt.  XIX  i56.  i58,  670.67,1- 
Tassi  Domenico  intagl.   XV   90.    110.    . 
Tempesta,  Pietro  de  Mulieribus»  d.  il  cavi» 

pitt.  XVII   162.  386    477. 
Teniers  David  piti.   XVII   478. 
Testa  PietìO  pitt.   XVII   446. 
Tibaldi   Pellegrino  pitt.  XVII   3o6. 
Tintoretto,  Giacomo  Robusti  ,  d.  il  ,  pitt 

XVI  397.  677. 

^Tiziano  VeccellióXVI  3o5.  478.  484-  677 
Tr»*visaui  Francesco  pitt.  XVIII  164.   ^66. 

170.  385.    397.   65i.  602.    662.     G63. 

756.  867. 
Tronchi  Bartolom.   intagl.  XVI.  4^7'  4^^ 
^Trotti  Giacomo  pitt.  XVI il  65 0. 
Ugbelli   scrii.  6gi  693  e  altrove 
fr.   Umile  min.   oss.  pit.  XVII  362.  55o. 

55i  552. 
Wander-helsl  Bartoloaamco  pit.XVlIJ  4"*^^- 


956 
Wander-svelt  Ermanno  pit.  XVII  478» 
Vanni   Rafaello  pit.  XVII    344-  SgS. 
Vanni  Francesco  pit.  XVII  36 1.  36g,  GyS. 
Wan-platen,  detto  uionsiìi  Montagna  pilt. 

XVIII  479- 
Vasari   Giorgio  pit.  XVI  698.  764» 
Vasi  cav.  Mariano  scrit.  588. 
Wanvermans  0  Wanvermont  Filippo  pltt. 

XVIII.  478. 
Veglii  stor.  perug.  XV  226  e  altrove 
Venusto  Marcello  pit.  XVII   166. 
VermiglioH  prof.Gio.  Bàiùsta,  passim  .Sua 

elogio  878- 

Vernet pit   XVIII    4^8, 

Vezzosi  fr.  Gio.  Francesco  ardi.  XVII  71  i* 
Vignola  Giacomo  arch.  XVI  62.  661. 
Vincenti  Gio.  Antonio  cisell.  XVII  io3. 
.Vincenzio  ,  Pagani  ,  della  Marca  pit.  X\I 

Vovet  Simone  pit.  XVII  766. 
Zampa  Girolamo  pit.  XVII  852* 
Zucchetti    Teoeoro  fabbro  ferrajo   mecca- 
nico XIX  916. 
-buccheri  Federigo  pit.  XVI  455-  458. 
Zuccheri  Taddeo  pit.  XVII  166- 
Zuccheri  Gio. Pietro  intagl.  XVI  8;ì5.  924- 


-•'•- 


ì 

INDICE     GENERALE 

DEI   LUOGHI   DESCRITTI    O   NOMINATI 

E    DElIiE    COSE    PIÙ*  NOTABILI 

IN  QUESTA   PARTE  TOPOLOGICA 
DELLA  CITTA'  DI  PERUGIA 


A 


BITAZIONE 

Adriani  pag.  446.  sue  pitture  ivi 

Antonini   474* 

Autore  di   quest'  Opera  ,  del  ,  ^Sx* 

Babbucci   .  638. 

Barattini   .    474- 

Bartoccini   ,    47Ì« 

Caminetti  .   756.  sue  pitture  ivi  • 

Commenda  di  s.   Luca  ,  della   ,  8x8, 

Fani   .   647. 

Meniconi   870. 

Pascucci  872.  sua  Biblioteca  ,  ivi 

Pietro  perugino   ,  di   ,  756.  sua  pittura  ivi  • 

Torelli  •  47Ì. 

Vitiani  .  474. 
ACCADEMIA 

Anatomica  .  4^^» 

Arcadi  della  Colonia  Augusta  .  567,  625. 

Belle  Lettere   ed  Arti  .  584.  74^« 

Casino   ,   nobile   del   ,  671. 

Civica  del  Verzaro   .    141  . 

Disegno  ,  o  di  Belle  Arti  ,  del  .  Suo  nuovo 
locale  nella  Università,  255.  Galleria  di  p  t- 
ture   256.  Galleria  de*  modelli  per  la    3cul- 

i 


II 

tura  ^Sq.  sua  frlma  sede  .  34i.  suo  secondo 
locale  089  • 
Eccentrica  ed  Insipida   .   j^o. 
Filedoni   ,  dei   ,  o  delle  Stanze   ,    147.  664  , 
Società   dei  Giornali    ,  della   ,   665. 
Unisoni   o  Filarmonica  ,   degli   ,   847. 
ACQUEDOTTO 

Fonte    maggiore  ,  della  ,  236.    suo    corso   ed 
arcate  238. 
ARCO 
Conca  ,  della  ,  262. 

s.  Ercolano    ,  di  ,   464. 

Gigli  o  Montesperelli   ,  dei  ,  364. 

s.  Luca  ,  di  ,  821. 

Mandorla  ,  della  ,  723. 

Tei   ,  àe'  ,  295. 

Via   vecchia   ,  della  ,  775. 
BIBLIOTECA 

Domlnicini   •    125. 

Osservanti   del  monte   ,  dei  PP.  ,  253. 

Pubblica  .  436.  Ritratti  d'  Uomini  Illustri  i\i 
situati  ,  44o* 

Università   ,  della  ,  247» 
CAPPELLA 

ss.  Annunziata  in  via  Lomelllna   ,  della  ,    621. 

3.  Antonio  ab.  in  P.  S.  3o3. 

S,  Antonio  ab.  ai  Cappuccini  329. 

Degll-Oddi   ,  in  via  delle  Cappuccine   .    jSy* 

Bonini  in   via  di    monteluci   .    757. 

s.  Maria   della  Stella   .  211. 
CATTEDRALE 

Sua  moderna  edificazione  .  4^-  suoi  prospetti 
esteriori  44»  e  seg*  sua  ampiezza  ed  architet- 
tura .  5 1.  Pitture  della  volta.  53.  Cappella 
di  s.  Bernardino  da  Siena  60.  Immagine 
della  M.  delle  Grazie  71.  Cappella  del  Sa- 
cramento 72.  di  s.  Stefano  (*)  80.   Tribuna  e 

(*)  Siti  gradino  delVaìt.  di  qii,  cap.  si  vene- 
ra una  bella  e  prodigiosa  immagine  in   mcz" 


I 


IH 

alt.  mag.  87.  Gonfaloue  nel  coro  piccolo 
96.  cap.  del  Crocifisso  98.  del  Gonfalone 
100.  del  s.  Anello  di  M.  V.  io3.  Macchina 
del  medesimo  io4.  Materk  della  reliquia  io6, 
suo  tabernacolo  fVf  •  Fonte  battesimale  ii2. 
Indulgenze  ii3.  Sacrestia  114.  Stanze  ca- 
pitolari 117.  Canonica  120.  Sala  Archìpre- 
sbiterale  o  del  dottorato  121.  Tetto  e  Cam- 
panile 126, 
CHIESA 

S.  Agnese  209. 

s.  Agostino  parroccbia    187. 

s.  Agostino  ,  confr.  180. 

ss.  Andrea  e  Lucia  parr.   4.63  . 

s.  Andrea    ,  parr.  ,  in  P.  s.  S.  762, 

s»  Andrea    comp«  del  Sacram.  ,  di   ,   765. 

9B.  Andrea  e  Bernardino  confr*  .  di  »  detta 
della  Giustizia  808. 

S.  Angelo  par.  in  ?•  s.  A.  211.  sua  antica  for- 
ma 212.  suo  forma  presente  2i3.  capp.  del 
Crocifiss^o  o  di  s.  Bcnero  .  217.  capp.  del 
Sacram ecito  o  di  M.V-  di  Monte  Cardello  (*J^ 
219.  alt.  magc  224.   sacrestia  ivi* 

s.  Angelo  par.  in  P.   E.   733« 

s.  Angelo  della  pace  387. 

-'<^  ,/^gfira  della  V.  con  in  hr  accio  il  divi  tv 
Figlio  .  Ha  il  titolo  della  Misericordia  •  Si  o- 
norava  con  parficolar  divozione  dal  dottor 
Francesco  Uhaldini  perugino  henejlziato  Sai- 
vucci  e  sagrestano  della  Cattedrale  che  verso 
la  metà  del  secolo  XVI II  la  donò  a  qn.  alt» 
Si  espose  su  IT  Ara  maggiore  ,  allorché  la  do^ 
ìuenica  i  settemh,  1822.  vollero  alcuni  devoti 
con  i  straordinari  a  solennità  celebrare  le  glo- 
rie di   Maria  ss. 

(*)  Fu  cosi  detta  dal  nome  del  colle  sulla  di 
cui  sommità  la  eh,  è  situata  ,  il  quale  fu  in 
tal  guisa  appellato  secondo  <l  Ciatii  , /ino 
da  remotissimi  tempi  ^ 


IV 

S.  Anna  delle  Derelitte  612. 

s.  Anna  o  s.  Maria  degli  Angeli  0  dei  fossi  61 4» 

ss:  Annunziata  dei   Gappuccinelli    199. 

ss.  Annunziata  di   Monte  Morcino  nuovo  o  elio 

della  Università   240* 
SS;  Annunziata   in  Monte  Morcino  veccliio  7^1% 
ss.   Annunziata  o   Cristo   morto  confr.  727« 
s.   Antonio  ab-  parroccliia   298. 
s.  Antonio   ab.  confr.  296. 
s,    Antonio  da  Padova  soppressa  2o4« 
s.   Benedetto   confr.    293. 
s.    Benedetto  della  cupa  o  del    Conservatorio» 

Benincasa  773, 
5.   Benedetto  no  ideilo,  soppressa  2o3. 
s.   Bernardino   8o3. 
s.  Bevlg»ate  323. 

Carità  ,  s.   Girolamo  ,  della  206,  ^ 

s.   Caterina    v,   m.   201 
s.  Caterina  vecchia  234- 
s.   Caterina  da  siena  o  b.  Colomba  534- 
ss.  Cecilia  e  Filippo  Neri  eh.  dell' Orat.  ,  dei  847 
s.   Chiara  delle  Cappuccine   757. 
Chiesa  nuova  o  ss.   Concezione    85o. 
5.   Claudio  ,  soppressa  482. 
ss.   Cosma  e  Damiano  oggi  s.  Barnaba  700. 
s-   Costanzo  parr.  558. 
s.  .Cristoforo  pro-parrocchiale   197. 
s.   Croce  e  s.  Paolo  di  Favarone   (*)  3 19. 

(*)  Erano  veramente  e  sono  due  distinte 
eh.  quelle  di  s.  Croce  e  di  s.  Paolo  che  noi  per 
equivoco   abbiamo    confuse  .  Appena  però  sono 
distanti  un  trarre  di     fionda     sulla   medesima 
strada  .     La  eh.   di  s.  Croce  era  dove  e  al  pre- 
sente il  descritto  palazzo  rurale  del  Seminano  . 
La  eh.    di  s.  Paolo   situata     più  presso   al   mo- 
nastero  di     Monteluci     era  quell^^     che   oggi   è 
dedicata  alla  ss.   Annunziata   e   che  è  un  avan- 
zo dell'   antico  tempio   cui   era  annesso  ^1  «^«r 
nist'ero  che  ricordiamo  alla  pag.  320,  e  dei  di 


V 

s.  Croce   parrocchia   4^9. 

ss.   Crocifisso  di  s.   Maria  Nuova,  cotifr.   s^S. 

ss.   Crispino    e   Crispiiiiano   in  P.   S.   53o, 

ss»    Crispino    e    Crispiniano   in   P.   E.  6^5. 

5«  Domenico  igi,  capp.  parrocch.  di  s.  Lorenzo 
497-  Alt,  di  s.  Domenico  5oi.  cap.  del  Ro- 
sario 004.  Alt.  magg.  5on.  Invetriata  magni- 
fica 5o8.  Mausoleo  del  b.  Benedetto  Ji  Biy» 
cnjDp.  del  Gonfalone  5^0.  sagrestia  5-25  cam- 
panile 532, 

S,   Domenico   confr.  488. 

s.   Donato  ,   parr.    iG-^, 

5.   Egidio   296, 

S.   Elisabetta  parr.   162. 

s.   Ercolano   ^6^,  Arca  dell'  alt.  mag.   470. 

s.   Ermino   3o3. 

s.  Fiorenzo  par.  344-  ^^*'  ^^^  Gonfalone  34^» 
antica  Immag.  prodigiosa  nell'alt,  magg,  558; 
sagrestia  35o. 

S.  Fortunato   parr.    (*)    171. 

s.  Francesco  del  Monte  227.  alt.  mag.  229. 
cappella  con  pitture  di  Pietro  232, 

5.   Franc::sco   delle    donne   209. 

cui  circondarlo  rimane  ancora  qualche  vestigi«e 
Il  luogo  appartiene  alle  Monache  di  monteluci 
per  la  riunione  fatta  già  dei  due  monasteri  , 
(come  narriamo  all'  annot,  5  Art»  Monteluci^ 
e  la  eh.  è  talvolta  fatta  officiare  dalle  stesse; 
Religiose  .  Ha  un  solo  altare,  sulla  parete  pò-* 
Steriore  del  quale  si  colori  a  fresco  ,  in  mezzo  , 
la  V.  annunziata  ,  e  lateralmente,  s.  Pietro  e  s. 
Paolo   ,  opera   di   mediocre  pennello. 

(*)  L*  aitar  maggiore  di  qu.  eh.  nella  me- 
desima situazione  dell'  antico  ,  fu  di  nuovo 
CGn  mensa  e  gradino  di  mattoni  coperti  da  va- 
rj  e  begli  ornati  di  stucco  in  forma  più  solida 
e  maestosa  ,  costruito  nelVagoslo  e  seitembre 
del   1822 

*  2 


vjr 

s.  Francesco  775.   cappella  del  Gonfalone  77^. 

sagrestia  791.   campanile   80 1, 
s.  Francesco   confraternita  822. 
s.   Galgano  ,  d(strntta  ^^^* 
Gesù   4o5. 

s.   Giacomo  in  P  s.  P.  548 
5.   Giacomo  in  P.  E.  parrocchia  no8* 
5.  Giorgio  in  Parrione   717. 
5.   Gio.   Batt.   e  Bernardo   482. 
S.    Gio.   Bat.   confraternita   296, 
«.   Giovanni  Battista  di  piazza  900 
s.   Giovanni   del  Fosso  parr.  552. 
s.   Girolamo   549»  sacrestia   553, 
s.   Giuliana  687.  sacrestia  694, 
s.  Giuseppe  compagnia  452, 
s.    Gregorio   845. 
SI   Isidoro  parr.  653. 
s.   Luca  parr.  8i5« 
5.  Lucia   (*)  2o5, 

(')  Il  di  28  agosto  1822  si  celebrò  per  ki 
prima  volta  1'  incruento  Sacrificio  sugi-  altari 
laterali  di  qu.  eh.  stabilmente  costruiti  in 
mezzo  alle  pareti  con  una  nicchia  fra  4  colon- 
nette corintie  di  travertino  contropilastrini 
frontispizio  conico  e  mense  di  stucco,  giusta  il 
disegno  del  sig.  Filippo  Pecci  .  Sulle  nicchie 
si  allogarono  i  simulacri  in  rilievo  della  San- 
ta titolare  vestita  in  roba,  e  di  s.  Antonio  da 
pad.  sculta  iu  legno  ;  e  sotto  le  mense  ,  le 
reliquie  insigni  di  s.  Lucia  fanciulla  m.  e  dei 
ss.  Desiderio  e  Teodoro  mm.  L'Alt,  magg.  fu 
marmoreggiato  e  dorato  e  sopra  vi  si  costrus- 
6e  un  gradino  di  stucco  parimenti  marmoreg- 
giato e  un  nuovo  tabernacolo  in  legno  colo- 
rito e  dorato  in  corrispondenza  al  rimanente 
dell'  altare  .  Chiusa  la  seconda  porta  che  era 
niedia  alla  destra  parete  ,  altra  ne  fu  aperta 
presso  r  angolo  inferiore  della  medesima,  de- 
solandola al  difuori  dei  hegli  intagli  di  tra** 


VII 

s.  Lucia  ài  colle  Landone  638. 

Madonna   di  Braccio   6 io. 

Madonna  della   luce   819. 

Maestà  delle  volte    i4i«  sua  pittura  credutala 
più  antica  della  citta   142. 
s.   Manno   ^06, 

S,  Margherita  355. 

S.  Maria  degli   Aratri  pàrr.    i^S. 

s.  Maria  della  Consolazione  ,  soppressa   198. 

s.   Maria  del  pianto  confr.    160. 

s.   Maria  della  Palombella  ,  distrutta    i(!t(j. 

s.  Maria  nuova  2^5.  alt.  del  Crocifisso  278 
alt.  del  Gonfalone  ivi^  sagrestia  290.  cam- 
panile  292. 

s.   Maria  di   Monteluci   3o8.   Sagrestia  3 17. 

«.  Maria   di   Montcrone  320. 

s.    Maria   della   pace   o   dei   Cappuccini  326. 

S.    Maria  della  Misericordia  par.  454-  sagr.  439, 

s.  Maria  delle  Orfane  Cappuccine  dette  le  cap- 
puccinelle   552. 

S.  Maria   di   colle   539. 

s.   Maria   del   Popolo    647. 

S.   Maria   di   colle   landone   654- 

S.    Maria  delle   povere   724 

S.    Maria   della   Valle    749 

S.    Maria   Colomata   768 

s.   Maria   de   Francolini   o   s.   Anna  839, 

s.   Maria   Maddalena  in  P.  S.  soppressa   365» 

s.    Martino    del  verzaro  parr.    148. 

s.    Matteo   226. 

Morte  ,   dellt>   Compagnia   della   370. 

s.  Nicol()   e   Giovanni   di  Dio   721. 

s,  paolo   88. 

5,  Pietro   570.   peristilio  572.  magnifico   aitar 

e 

Vertino    con  frontespizio   rotto  (  che   dava  luo- 
go  un   tempo   ad    una  finestra  ,   in   vece     della 

quale   si   collocò  lo   stemma   vescovile  )  1  quali 

prima     di     qucst'     epoca     fregiavano    la   portn 

della  eh.  di  s,  Antonio  da  Padova  . 


vili 

maggiore  584  sacrestia  601   campanile  607. 

s.  Pietro  apost   confrat.  544. 

s.  Pietro  m.  484. 

Sk  Prospero  ,  soppressa  707. 

5.  Quirico    700. 

ss.    Sacramento    del    Carmine   061. 

Ss.    Sacramento   di   s.   Andrea  in   P.  s.  S.    765 

s.  Savino   parr.   68 j». 

s,   Sebastiano   ©   Madonna  della  pace  266. 

S.  Severo   parr.  576. 

S,    Severo   ed   Agata   parr.    87! 

s.   Simone   del  Carmine  parr.  555* 

55.   Simone   e   Fiorenzo   confr.   353. 

s.  Spirito   o   s.    Fnancesco   di   Paola   710. 

s,  Stefano  0  5.  Domenico  vecchio, soppres*  487» 

s.   Stefano    e  Biagio    parr.   673, 

ss.    Stefano   e    Valentino    parr.    834 

Suffragio  ,  dalla   compagnia  del  674. 

s.    Teresa  8:^9 

S.  Tommaso   272. 

ss.    Trinità   557. 

s.   Vincenzio   de'  Paoli  o  della  Missione  840. 
CIRCO     683. 

CITTA'  Autori  che  in  parte  la  descrissero 
pag.  I.  sua  situazione  9.  sua  origine  io.  suo 
nome  di  Perugia  ii.  suo  nome  di  Turrena 
ivi  .  suo  aggiunto  di  Augusta  12.  suo  re- 
cinto antico  e  moderno  i3.  sue  porte  an- 
tiche e  moderne  i4»  vie  principali  i5.  po- 
polazione 18.  circondario  ivi,  suo  stato  po- 
litico ,  essendo  città  Etrusca  19.  conquistata 
dai  Romani  V  anno  di  Roma  459.  ivi,  muni- 
cipio ascritto  alla  Trihu  Tromentina  20.  di- 
strutta e  rifabbricata  da  Augusto  dlTiène  Co- 
ionia  Romana  1'  anno  di  Roma  713.  2i« 
occupata  dai  Goti  l'anno  53o  di  G.  C.  ivi  . 
torna  sotto  il  dominio  dell'  impero  romano 
orientale  nelP  anno  5^7.  ivi  .  è  nuova- 
mente espugnata  dai  Goti  nel  548  ivi,  è 
conquistata  dai  Longobardi  nd  568  ,  2X.  nel- 


6oo.è  ducato  soggetto  agli  Imperadori  /v/.  nel 
^^4  vi  ha  dominio  indiretto   il  Pontefice    per 
concessione   di    Carlo     magno  ,  ma    supremo 
(che   talora  fu  anche  assoluto)  gV  imperado- 
ri  ivi,  nel     ii83.    incomincia  a  reggersi   cou 
leggi   democratiche   sotto   la  protezione     dei 
Pontefici   ivi,   nel  1092   con  varie  condizioni 
giura    perpetua     suggezione   aliti  s.  sede   24* 
suoi    varj     dominatori    interpolatamente  dal 
i'^92   al    i54o.  25.    e    scg.   sua  stabile   obbe  - 
dienza  al  pontefice   dal    i54o.  28.   nel   1798  . 
vi  si  stabilisce  il    regime    rcpubblicai)o  iran- 
cese    29.    nel    1800     è  restituita   al  Pontefice 
ivi.   nel    1809   è   conquistata  dalle   armi. im- 
periali  francesi    ivi,  nel    i8i4  torna  alla  di- 
pendenza  della   s.   Sede   3o.    sue    particolari 
magistrature  ivi,   collegj   delle  artiSi.  abito 
dei   Magistrati  33,   loro   corteggio   34.   con- 
siglio  generale     comunitativo     56.   consiglio 
dei   Quaranta  07.   tribunali  suoi   proprj    ivi. 
congregazioni  comunitative  58.  nuova  forma 
data    nel   1816   alle   sue   magistrature   consi- 
glio  congregazioni    e   tribunali   39. 
CITTADELLA  o   FORTEZZA 
s.   Angelo   cassero   di   P.   s.   A.    225. 
s.  Antonio   cassero    ,  di   3o2. 
Paolina   61. 

Prome  ,  della    ,  distrutta  24«  382. (/?///  d{ff^usa^ 
mente  nelle  annotazioni  ) 
COLLEGIO 
Bertolino  681. 

Gregoriano   o    Sapienza  vecchia   ^Sj.  «uà  cap- 
pella  759. 
Gradino    170. 

Pio   o   Sapienza  nuova   678.   sua    cappella    680t 
Seminario    i3o.   sua   biblioteca  ivi» 

COLLE 
Monte   Morcino  vecchio   771. 
Prepo    ,  di   697. 
s,  Sebastiano  o  delle  forche  556.    . 


COxìIPAGNIE 

Agonizzanti  in  s.  Elisabetta  204. 

s.  Anello  o   s.    Giuseppe  in  Duomo    112. 

s.  Angelo  Custode  oggi  ss.  Sacramento  in  S. 
Fortunato    i^S, 

s.   Anna  o   dei  Servitori   839. 

5.   Antonio    Abb.  o    dei  Cocchieri    Sop. 

Annunziata  ,   s.  M.  in  s.  Maria  nuo\a  287 

Barbieri  ,   dei  ,    in  Duomo    100  • 

Battilani    588  . 

s.    Barnaba  in    s.    Andrea  P.  s.  S.     765. 

s.  Carlo  Borromeo  o  ss.  Sacramento  in  s.  Sa- 
vino 6S2. 

Cinque  Piaghe  o  del  ss.  Sagramento  in  s.  Gia- 
como   in   P.    E.    709  . 

Croce  ,  della  ,  387 

s.  Filippo  ,  di  ,  de*  Fratelli  laici  nella  eh.  dell' 
Oratorio   85o 

Fornari   ,   dei  ,   821 

s.   Giorgio   de'   Tessitori  717. 

s.  Girolamo  oggi  in  s.  Girolamo  della  Carità 
8o3. 

s.     Giuliano  in  s.    Maria    Nuova    277  .   279  . 

s.   Giuseppe   dei   Falegnami   4^2  . 

s.  Mnria  addolorata  ,  di  ,  in  s.  Maria  Nuova 
y.So. 

s.    3Iaria  Immacolata  in  s.  Antonio    ab.   3ox. 

s.    Maria    di    Montcrone    32  2  . 

s.  Maria   del  Pviscatto  654  • 

s.    Marino    dei  Muratori    745  • 

s.    Martino  ,  di  ,    464  . 

M^nte  ,  della  ,     370  . 

Oltramoj^tani  Francesi  eAlemanni.  in  s.  Ma- 
ria -HTuova    282  . 

s,    Onofrio    dei    Tintori    in    s,    Elisabetta  264» 

s.    Orsola    in  s.   Domenico    5i5  . 

ss.    Rosario   in    s.   Domenico    3i5. 

ss.  Sagramento  e  Maria  Vergine  di  Monte  Car-*^ 
dello   in  s.   Angelo   P.   s.   A.    765  . 

ss.  Sacramento  in  s.  Simone  del  cs^rmine  362, 


XI 

ss.  Sacramento  in  s.  Andrea  P.s.S.   '■65 

Suffragio   ,   del  ,   6j4> 

s.   Vincenzio   in   s.   Domenico    522. 

5.   Uomobiiono   dei  Sarti    in  S.   M.   degli  Ara- 
tri i49, 
CONFRATERNITA 

s.   Agostino   dei   Nobili  ,   di  ,    i8o. 

S.   Andrea  e  Bernardino  ,   o   della  ginstizla  8o8. 

ss.   Annunziata  dei   Nobili  ,   della  ,   62^. 

s.   Antonio   abbate  ,    296, 

s.   Benedetto  .  290. 

Buon   Consiglio   di   M.  SS.   del  .   95. 

ss.   Crocifisso   di  S.  M.   Nuova  ,   275. 

S.   Francesco   dei   Nobili  ,   di  ,   822 

s.   Gio.   Battista    296. 

Gonfalone   di   s,    Francesco  ,   del  ,    r^5 

s.   Lucia   de'   rr.   Parrochi  ,   di  ,   68'5, 

s.    Onofrio   Ecclesiastica  ,   di  »   83. 

Pianto  ,   di   Maria  ss.   del  ,    260. 

s.   Pietro   apostolo   •   344« 

s,   Pietro   martire  .    484* 

s.   Sebastiano  .   266. 

ss,   Simone   e  Fiorenzo  346.   e  353» 
CONSERVATORIO 

Benincasa   ^53. 

Carità  ,   della  206. 

l>erelitte   612. 

Terziarie  di  suor  Lucia  .  827. 
CONVENTO 

s.  Agostino   dei  pp.  Agostiniani    i94- 

pp.   cappuccini   329. 

s,   Domenico   dei  pp.  Domenicani   4^^*  52S. 

S,   Fiorenzo   dei  pp.   Servi   di   Maria  j5i, 

s.  Francesco   dei  pp.  Minori  Osservanti   23:>« 

s.  Gio.  di   Dio   de'  pp.   Fatebenfratelli   721. 

s.   Girolamo   de'  pp.   Minori  Osservanti  554- 

s.  Maria  Nuova   de'   pp.   Servi  di   Maria  28^^. 

s,  Simone  del  Carmine  dei  pp.  Carmclitaui  56i. 

s.   Spirito  de'  pp.  Minimi  710. 


xn 

s.   Teresa,   dei  pp.  Carmelitani  Scalzi  833. 

FONTE 
Cattedrale  ,  della  Piazza  della  ,  i3i.  suoi   bas- 
sirilievi  ,   e  statue   .    i33.  sue  conche  ,    i38, 
suo  prossimo   pozzo   ,    i3i.   (*) 
S.   Galgano  ,   di    7^9 
Grlmana  ,   di   Piazza  ,    178 
JLomellina  .   620, 
Nuova  ,   33o 
Rossa   482. 

Sopramuro   ,   di  piazza  di  ,   435. 
Veggie    ,  di    ,  detta  Fontiveg£je  698. 

GABINETTO 
Di   Storia   Naturale    ,   Fisico  ,  Anatomico  .  vedi 
Università  -  Di  Storia  Naturale  .  vedi  palaz- 
zo  Canali 

GIARDINO 
Botanico   Sorbello    ^18. 
Botanico  Università  160, 
Pubblico   detto   il  Frontone  566- 
IPPODROMO  269. 
ISCRIZIONI 
Accademia  del  Disegno   ,  nel  secondo  locale  » 

dell'   ,  391. 
Amontfort  Ermanno   284. 
Anastagj  Simonetto   4o8.  ; 

ss.  Andrea   e  Bernardino  ,   eli.  dei  809.  810. 
5.   Anello    Tabernacolo,   del     lon.     Cuore     ad 
e5So   offerto   108.     arca  dove  si  chiude     ic(j. 
cancellata  della  cappella   ijo. 
S.   Angelo   della  Pace   eh.  di  '5Sn. 
Angeletti   Cecilia  elog.  5o8. 
ss.   Annunziata   ,   eh.    della   700. 
Ansidei  Fedcriga  Bianconi    igi* 

(*)  Dopo  varie  e  mature  discussioni  fu  cre- 
duto bene  di  togliere  tutto  il  superiore  appara- 
to di  questo  pozzo  ,  ciò  che  si  esegui  il  di  20 
agosto  1822  ,  e  di  chiuderne  l'orifizio  con  u- 
na  lapide,  ciò  die  rimane  ancora  ad  eseguirsi  . 


XIII 

Ansidei  Marcantonio  56j. 
Ansidei     Giacinta  ,   ^62. 
Archivio   PiibJilico  43o   . 
Baglfoni    Troiìo     70  , 
Baglionl   Gio.    Andrea    t02  • 
Baglioni    Pietro    5o3  .  • 

Baglioni    Orazio     249  • 
Baldesclii    Baldo   e   Francesco     ^85  « 
Barigiani    Lorenzo  Memor.    489  . 
Bartolo   ngo, 
B.  Benedetto  XI   5i8  . 
s.  Benero   218, 

Benincasa  Alessandro   5oo.    5o5, 
Benincasa  G  nservatorlo  754* 
Berardi     Angelo    Maria    286.    4^4  • 
Bevilacqua    Bianca    499  • 
B'agioli  Francesco   memor.     49^- 
B'blioteca    pubblica    4^6  .    438  . 
Bisnetti  Paolo    55 1  . 
Boccanera  Orazio,   Elog.   4^4  • 
Bonciario    Marc'  Antonio    78  . 
Cajo    Beino     2i5  . 

Cambio    alle  pitture   del  colleg.  ,  del  ,  925. 
Cancelleria     criminale  907. 

Canonici,  alt. dei,  nella  sagrest.  delDuomo  ii6. 
Cantucci    Elisabetta    5oi  . 
Caporali    Cammillo    97  . 
Cappella    Communltativa   898 
Carità    conservatorio    della  ,   210G  • 
Carmine    chiesa    559  •   36i  * 
Castaldi  Restauro    232  . 
$*  Caterina  eh.    204  . 
Cattedrale  consccrazionc    della  ,     86  ^ 
Cattedrale   Aitar  magg,    della  ,  92. 
Cefmo  Silvestro   495. 
Cevoli    Francesco  Maria   373  . 
Chiesa  nuova   853.  8G0.    863. 
Chirurghi  Andrea  290  . 
Cibo    Andrea     80  . 


XIV 

cippi   ad  Augusto  G26  9^2.  "^ 

Cittadella   Paolina  654  •    6^5  . 

Codanti   Celare   97  ♦ 

Collegio   Geroniinlano  o  Pio    680  .   681  . 

Colonna  Giacomo  5o5  . 

Colonna  Ji   Sopramuro     4^5  . 

Comitoli   Napoleone  memor.     467.  473. 

Conti    Inaocenzio  Elog.   53o  . 

Coppoli    Ospiti  illustri  del  Palazzo     i59  . 

Coppoli    Giacomo  memor.    228  . 

Cornia  Ippolito    della  ,    81  . 

Gornla  Fulvio  ,   della  ,    114  . 

s.  Costanzo  eli,  56o.  56  r.  562.  56^.  564- 

Crocefisso  della   cattedrale  ,  Alt.  del  ,   98. 

Crocefisso   di  s.   Maria  nuova  292   . 

Danti   ,   Famiglia   5i3, 

Debito   pulrblico    47* 

Derelitte   ,   casa  delle   61 3* 

s.   Domenico   eh.   524«   cortile  532*  '  . 

s.   Egidio   osped.    196.  ;^^ 

Ercolani   Vincenzio'  5i2.  "  ^''^ 

FlorenzI   Virgilio   memor.   119, 

Fonte  ,  maggiore    i58.    iSg. 

Lomeliina   620. 

di   Veggio    699. 

Fortebracci  Braccio    799.   826. 

s.   Francesco   cb.    777   781    783* 

— —  Convento    800. 

Gesù  eh.  del   4o6. 

Ghiberti   Pierant<inio   96. 

s.    Giovanni   Battista  chitjsa   296. 

Grazìani   Aurelia  Degli-Oddi    232. 

Gualtieri   Cesarci   Vittoria   833. 

Guidalotti    Benedetto   5 16. 

Guidotti  Aurelio   378. 

Herbcstein   Cristoforo   594- 

Indulgenza  di  Bonifacio  Vili  in  S.  Angelo;  P.   5. 

Angelo   221, 
Invetriala  del  coro   di  s.  Domenico   5op. 
Lemmi  Giiolamo   ^i3. 


XV 

Leone  X.  memor.  45^- 

s.   Luca  eh.    8i5. 

Luca  di   Simone   290. 

Maestà    delle   volte    ,  eh.   della   1^2»   i43» 

Madonna  della  luce   890. 

s.  Manno  iscriz.  etrusca   ^o5.   medertia  jo6# 

Marcarelli  Vincenzio    ySS, 

s.  Margherita  osped.  ,  di  33 7 

s.   Maria  Nuova  eh.   2  85. 

di   Monteluci  3 12.  3i8. 

— -  di   Monterone  322.  323* 

> della   Misericordia   460. 

della   Misericordia  immag.  iu  s.    Maria  di 

Colle  541. 

di   Colle   eh.   540. 

di   Colle  landone   655. 

s.   Maria  Maddalena  ,  eh.   587* 

Suor  Maria  da  città  di   castello   286» 

Mariotti   Annibale   735. 

Martelli   Antonio    281. 

Martelli    Cammilla  5oo» 

Marsciani   Cesarei   Maria   802.. 

Mcnìconi   Gio.  Paolo  ,  Marcantonio   &c.   Sig^ 

Mlllini   Garzia   87.  \ 

Morte   ,   eh.   della   comp.  della  372.    074. 

Museo  archeologico  nella  Università  252. 

s.   Nicolò  ,   alt.  345. 

Normesini   Giuseppe   78. 

Oddi   Giacomo   3o5. 

Oddi   degli  ,   Giulio   789. 

Oddi  degli,  Leandra  789* 

s.    Onofrio   alt.   84. 

Oradini   cappella  5i. 

Oradini   Giulio    77. 

Palazzo   Comunitativo   QoS^'qsS* 

Pantacuti   Crispolta  5i4« 

Paolo   II,  memor.   49* 

Paolucci  Fulvio   79. 

Patrizj   Lucalberto    elog,    7i5 

Pazzi  Rafaellò   48 1. 


XYX 

Penna  Fellclnno   dt'lla  «288. 

Penna    Claudio   della   2'"9 

Penna   Adriano    della   552. 

Petrucci    Carlo    ^9. 

s,   Pietro    ,  peristilio   Syi.  SjS,   campanile   608. 

campane   610. 
s.  Pietro    ab.    575. 
Pio  Yll.  clog.  '45.  573. 
Podiani   Liicalberto    229. 
Podiarii  Prospero   4oB'  44o« 
Poggi   Francesco   5i5« 
Ponlani   Guglielmo   5i6. 

J^ontahi    Gio.   Batt.    memor.   525.    elog.   ^H* 
Pontefici  innocenzio   iii  Urbano   iv   Martino  iv 


Porta  s.  Pietro   54^. 

Porta  s.    Costanzo    565. 

Porta  Eburnea    707. 

Porta  dello   Sperandio    207» 

Ranieri   Lodovico    102. 

lliminaldi   Gio.    Maria   94. 

Rinieri   Roberto   5i9,* 

Sabatini    Carlo    elog.    ^77* 

Sala   de'  Notari    88B   889. 

Salvucci   cappella   80. 

Salvucci  Salvuccio    82, 

Savorgnano   Felice   93. 

s.   Severo   eh.   5'jj. 

ss.   Severo   ed  Agata  ,  eh.  876. 

Signorelli   Fabrizio   6g, 

Silvestrelli   Felice    ii3. 

Sol?iri   Gioffredi   Francesca  83 1. 

Sorbello     Palazzo   567, 

Soriano   Pietro    722. 

s.  Spirito  eh.    71}, 

Stntua  di   Giulio  III   093. 

Statua   emblematica   di   Perugia   Sp!?. 

Teatro   dell*    Accademia  civica  i52«   i55- 

Vescovi  sepolcro   dei   ,  92. 

Vezzosi  Gio,  Francesco  714. 


xyìi 

Vib)    ,    famiglia  SgZ. 

Wanoiiters  Francesco   Q.6S,   444* 

Winterio   Minorità    no. 
.MAESTÀ'   ,  o  Immagini  sacre  in  muro  sco^ 
perto 

Annunziata  in  piazza  di  sopramuro  6^6. 

Madonna   della  via  di   P,  s,   A.  2o4» 

Ili  via  della  cupa  742. 

detta  di  s.  Benedetto  0  dei  Torcitori   j5«« 

MONASTERO 

s.   Agnese  di  Monache   Clarisse   209  , 

5.  Antonio   da  Pados^a    (  soppresso  )   2©4^  , 

Bartolelle  ,  delle  ,   (  soppresso  )   ^29. 

s*    Benedetto   novello   (  soppresso  )  20 5. 

s.   Caterina   di  mon.   Benedettine   24)5  • 

Cappuccine  ^S^  . 

b.    Colomba   di   mon.    Domenicane   535  . 

Convertite   delle  ,     Domenicane   719  . 

s.   Fortunato  di  »  monaci    SilvestrinI  1^2  , 

5.   Francesco  delle  Donne  {soppresso  )    25(), 

6\    Gio.    Battista    di  ,    monaci   Cistcrciensi    845<, 

S*   Giuliana    di  ,     monache   Cistcrciensi   68^  , 

s.   Lucia   di    monache   Agostiniane  .    208. 

s.   Maria    di   Monteluci   di   Clarisse  3o8. 

s.   Maria    delle   Orfane   Clarisse     di  stretta    os- 
servanza .   532. 

s.    Maria   delle  Povere  de*  Servi   di  Maria  .  720, 

s.   Maria   Maddalena  ^  di   Benedettine  .   53:6 

Monte   More  ino  ,  di  ,  soppresso  .   240. 

s.   Paolo  i  di  Clarisse   .   838. 

s.   Pietro  ,  di    Monaci   Cassinensi  .    6o5. 

s.   Severo  ,  di   Monac.    Gamaldolensi   .   376. 

Sperandio  y  dello  ,  distrutto  ^   207. 

s.   Tommaso  ,   di   monache  Domenicane  .   272* 
MUSEO  ARCHEOLOGICO 

Cenci  .    i63. 

Cotogni  .  397.. 

Graziani  .    661. 
Oddi,   004. 

k    2 


XVIII 

Cmvcrsuk  .  25.2.     ,     .    \'     .j.jj      ooìmmca 

OFFICIO  .'  V„.    f..,^,  .,:h;;,3     : 

Amministr aziono  de'  sali   è   tabacchi  *.if2Qfi    , 
Archivio   pubblico  .    429.  ^'  r      ,     ^^ 

Cancelleria   Vescovile,  i4i.  i 

Cancelleria  criminale   (   V-     Palazzo   Comuni— 

tativo   ) 
Caserma  de'  carabinieri  .   681. 
Catasti  (  V.  Palazzo  comimitativo   ) 
Compuirsterfa  ,    Tesoreria   e   Segreteria   Cpmu-. 

niiativa   (  T.   Palazzo   comunitativo    ) 
Delegazione  %    Oilicj   di   (   V.   Palaz.    cpmunit.  ) 
Ksazioni   Camerali   .    4' 9» 
s.    Martino  ,   della   compagnia   di   •   622. 
Monte   di   Pietà  ,   del  .    45i. 
Monte   Consolino   ,   del   (  soppresso  X  i^^^S.r» 
s.    Ollicio    ,   del.   556.  M.4>fr>iu  . 

Polizia  ,   Direzione   di   (  V,    Palaz.  co,muiij^^*£.)j 
Posta  ,   di  .   3^9.  '       ^   /  ' 

Tribunale    di   Prima  Istanza  .    ^55., 
Tribunale   dell'  Assessore   Civile   •    454* 

ORATORIO 
Collegio   Gregoriano  ,   del  .    'j'5g. 
Colli  gio   Pio  ,   del  .   680, 
Congregazione   dei   Nobili  »  della  .    4i5. 

—  Degli   Artisti  .    4i8. 

—  Dei  Coloni  .419. 
*--  Degli   Studenti  .    4^^' 

Gonfalone   ,   del  ,   in  s.   Francesco   ']j5.  77^» 
^.    Girolamo  ,   di  ,   nel   Conv.    di     s.  Franca-^ 

SCO  (  di  sfrutto  )   8o3. 
s.   Martino  ,  della  Comp,  di  (  distrutto),  2o5 
s.   Onofrio  .   di  ,  nella   Cattedrale  .  82. 

ORFANOTROFIO 
S.    Anna  ,   di  .   687. 
Cappucclnelli  ,   dei  .    199. 

OSPEDALE 
Cambiò  ,   del  Collegio   del  .   549-  o\\,  ^1 

ss,   Cosma  e  Damiano   (  distrutto   )   700.       '.;  y^^    ^ 
s.  CrispiuQ  ,  di  .  33(j.  ..^  o-^.i«\5^^^?i 


S.  Bomcnìco  ,   della  confraternita  di  .   53o. 
s.    Egidio  ,   del  collegio   della   M-rcaazIa  ,   iq^ 
s.   f  r-ancesco  ,   della  confraternita  di  .  822.    ^ 
Incurabili  ,   degli.    ^25.  ,    ^  ;  ;.,  .,0 

Invalidi,   degli.    719^^  ■  5:.    cn-^iU-^^v. 

s.   Margherita   ,   di  .   55g.  Maniaci   e  Mentecat- 
ti .  557.  Tisici  ,  ivi  ,   Casa  de'  Proj.etli  ,  338* 
s.   Maria  della    Misericordia  ,   di^ .    4^4»   Inler- 
nierie  ,   4^^*    OiTicj  ,    ^61.    Conserv.atorj   del- 
le  Alunne  .  ^62  (*)  .  Teatro  Anatomico  ,  ivi 
Casa   attuale   per  le   Nutrici   e  Proj^etti  .  ^65*: 
Piefci  della  ,  det,  lo  SpedaleCto {soppresso)  34o 
Pietà  ,  della  ,  o  di  s.   Roceo  (  soppresso)  ^68 
Ptistoro  ,   del  .    474- 
JP^ergognose  ,   del  (  soppresso   )   2o5. 

OSPIZIO 
Camaldolensì    ,   del  •    2o5. 

Cappuccini   di   Montemalbe  ,   dei   .   262. 
PALAZZO 

Accademia   del  Casinò  .   672«  , 

Accademia  Civica  .    i5i. 

Aggravi   Fiori  .   09 1. 

Alessandri    Lippi  .661^ 

Alfani   I.   565. 

Alfani  II.   638. 

Ansclmi  .    i47«   Sue  pitture,  ivi, 

Ansidei  ,    di   Catrano  .   34^» 

Ansidei  in   Monterone   .   323. 

Ansidei  .676,   Sue  pitture  677. 

Ant inori   I.    79. 

Antlnori   IL   6^5. 

(*)  Per  decreto  di  S.  E.  JR.  il  sig.  Card. 
RTVAROLA  Visitatore  Apostolico  di  questo  Sfa" 
hilimentOy  si  formò  un  sol  corpose  sotto  la  me" 
desima  regola^  delle  vecchie  e  nuove  alunne  . 
per  cui  tutte  insiefie  esercitando  i  comuni  ofo 
ficj  ,  non  ha  più  luogo  la  separazione  indica- 
ta dei  refcitórj  .  Questa  unione  seguì  il  dì  i5 
settembre   1822  . 


A  urei j  .   i5o* 

Biicci  .   85o. 

Baglioni  .   642: 

BaWelli  .   4o3. 

Baldelli  Conti   S;^, 

Baldclli   Marscianl  .  366. 

Baldeschi  .   683. 

Baldeschi   principio   di  palazzo  .  64 r, 

Baldeschi  ^   65i.  ^ue  pitture  .   ivi  . 

Baldoni    una  volta   Cor-nia  .    064, 

BaJioddi  .    i  j-i. 

Battisti  .    732, 

Boccanera  „   già  Eugenj  .   6j4* 

Bonaini  .    166. 

Boncambi  .    ^52. 

Borgia  .   483. 

Borgia   Mandolini  .   ^52« 

Bi'accéschi  .    1^6.   Sue  pitture  .ivi  * 

Canali  .     17^.   Sue  pitture  .   ivi. 

Capitano   del  popolo  ,    del  ,   4'^6* 

Capocci  .    4oa   445' 

Cenci  .    161.   Sue  pitture  .   ivi  , 

Cesarei  .   I.   382. 

Cesarei  li.   382.   Sua  galleria  di    quadri  •  ivi  * 

Cinelli  .    l'ji. 

Comunitativo  Apostolico  .  880.  Porta  della  sa- 
la dei  Notari  .  884.  Salaf  dei  catasti  vecchj; 
885.  Sala  dei  notari  .  887.  Sala  dei  catasti 
nuovi  690.  Camera  della  tesoreria  della  Cit- 
tà .  892.  Statua  emblematica  di  Perugia  .  ivi  , 
Appartamento  nobile  dei  Priori  .  893.  Ri- 
tratti  dei  ceL  Guerrieri  di  Perugia  .  894>  Ri- 

•  tratti  dei  Perugini  Porporati  .  895.  Sala  del 
jConsiglio  Comunitativo  .  897.  Cappella  dei 
Priori  .  898.  Ritratti  de'  Santi  protettori 
della  Citta  .  901.  Sala  della  Computisteria^ 
9o3.  Segreteria  e  Archivio  Comuaiitativi  .  ivi^ 
Camera  del  privato  Consiglio  del  Magistra-^ 
to  •  9o5. Oiliciò  di  Polizia  .  906.  Can- 
celleria Criminale  .   906.   Carceri  .  907.   Ap- 


XXI 

fartamcnto  de'  Governatori  .  908.  Antica  sa*; 
la  del  Consiglio    generale  .  ivi  *  PrirT>,a   antw 
camera   già   Cappella   de'  Priori     dedicala   ai 
ss.  Ercolano  e  Lodovico  ,  e  sue  pitture  .  90^.  - 
/Segreteria  di  Provincia  .   912.   II.  anticame*»  . 
ra   e   sue  pitture   dei   fasti  primigenii   di  Pe*p 
rugia  .   ivi  ,   Sala  della   Congregazione    Go-o 
Ternativa  .  91  4-  Campanile  e  campane  •  9i5»!:'5 
Facciata  del    Palazzo     verso   il   Corso  •   Qijf*' 
Orologio  .    919.    Porta   principale  .   920. 
Concstabili  della  Staila  .  594  ,  sue  pitture  .  095 
Coppoli  .    109. 
Daiizetta  .    64"'. 

Donini   I.   655  ,  sue  pitture  .   ivi   e  seg. 
Donini   11.    654. 
Florenzi  .   644« 

Friggeri  .      98  ,   sue  pitture   e    biblioteca  .  .^95 
Gentili, oggi  del  sig.  con.  Longaro  degli  Oddi. 365 
Giovio  .    169,   sue  pitture   e  biblioteca,    ivi  m 
Goga  .   34^. 

Graziani    I.   661   ,  sua  galleria   di   (juadri  •  662« 
Graziani   li.   664. 
Guerrieri   I.    '^6g. 
Guerrieri   11.   270. 
Inquisizione  •   53  r. 
Massini  ,^già  ,   Crispolti  .   652. 
Meniconi  .    4^^  »   sue  pitture  .  ivi  • 
Monaldi  .   640  ,   sue  pitture  .    ivi  , 
Montemorcino   nuovo  .   Vedi    Università  . 
Montespcrelli  .    7)65. 
Blontespcrclli   Vincioli  •  084. 
Monti  .   660. 
Narboni  .   343. 

Oddi  .    169  ,  sue  pitture  .    170. 
Oddi   in  s.   Ermino  .   3o4  ,  sua   galleria    .   3oì). 
Oddi    degli  ,   del   sig.  con.    Filippo  .    343.     . 
Oddi   degli  ,  in   P.   S.    384  .  sua   galleria  .   ivi  . 
Oddi  degli  ,  in  P.  S.  S.  836  ,  sue  pitture  •  63; 
Patri zj  .  660  ,  sue  pitture  .  ivi  , 


^H 


XXlì 

Vennn  Arcipreti  della  .  4^5  ,  sua  galleria  ./vt^ 
sua  biblioteca   .    4^9« 

Peroiti   Vcnanzi  ,   482. 

Pfazca  .   586. 

Poptani  .    4';4« 

Pucci   Boncanibì  .    6^2. 

Ranieri  •   543. 

Righetti.    164,  sua  galleria   di   quadri  •   iti r; 

Rosa  .    4^0. 

Rossi   .   343. 

Rossi   Leoni  .  64i. 

Rossi   Scotti  .    474  >  sue  pitture  .   ivi  * 

Salvatori  .    4^3. 

Sensi  .   640. 

Sorbello  I.  36^  ,  ^ua  galleria  di  quadri  .  368, 
d'  incisioni  .   3^o  ,  biblioteca,   ivi. 

Sorbello   li.   674. 

Ticchioni  ,  già  ,  Azzi  .  365. 

Ti  ti  ,  ove  sono  alcune  antiche  urne  e  iscri- 
zioni rammentate  dal  sig.  Vermigligli  (^/ilj. 
T.  2.  p.  77.   169.  )    833, 

Unìversiti'i  vecchia.    43o. 

Università  nuova  .    24o. 

Valenti  .   365. 

Veglia  .    647. 

Veracchi  ,   già  ,    Crispolti  .    386. 

Vermiglioli   I.   872  ,  sua  biblioteca  .   Syj. 

Vertniglioli   IL   872.  ,.  , 

Vescovado  .    i4o. 

PIAZZA  .       , 

s.   Agostino  ,   di  .    180. 

Annunziata  ,    dell'  .    724* 

Aratri  ,   degli  .    i47« 

Campo   di   Battaglia  .   del  >.v344,   ,      ,,^ 

Carmine  ,   del  .  563»     ^  f^Mi   rr    Ih 

Corso   ,   del  .   652. 

s.   Domenico  .   di  .   484  j^D^" 

s.   Donato,  di  .    i66,^  :  ^j  _    ^^^^^   ^  ,^«  ^^. 

Duca  ,   del  .   563.  1:^1  ^^^   o-  rf-?-'  ' 


XXIII 

'^   »,   Francesco  ,   di  .   802. 

Giglio  ,   del  ,  o  della  comp.   della  Morte  ,  566 

s.    Giovanni    di   Dio  ,   di  .    nii. 

Grande    o   della   Cattedrale  •    i3i, 

s.   Gregorio  ,   di  .   846. 

Grimana  .    t no. 

Mercato  ,   del  ,   686. 

Monteraorcino  ,   di  .    i^o. 

s>   Paolo  ,   di  .   838. 

Pèma  ,   del  .59). 

Pròme  ,   della  .   382. 

Rivarola  ,   627. 

s.   Savino  ,   di    ,   682. 

Sopramuro  ,   di  .    4^4  ,  sua  colonna   .   425. 

PORTA 
Alessandrina  o   di  s.   Girolamo   555. 
fi.    Angelo   225. 
s.  Antonio   5o2. 
BagUolii  (^dì strutta^  617. 
Bulagajo   o  delle   volte   269 
Cappiiccinelle  delle   (chiusa)   6i8« 
Carmine   ,  del   (*)  33o. 
s.   Carlo   619. 

Cerasa   ,  della   ,   {distrutta)   696. 
Conca    ,  della   ,  265. 
s*  Costanzo    0   di   Braccio  564* 
3*    Cristoforo   ,  distrutta  ,   19 1« 
Eburnea   o   Bornia    707. 
Elee  ,  deir   ,  265. 

Funari  o   della  Penna   ,  dei   (chiusa)    4^4- 
Ghezzi  ,   de*  ,617. 

(*)  Pel  rialza ruiento  della  contigua  Via  rima- 
sero sotifrra  gli  antichi  limitari  di  questa  por- 
ta .  li  di  17  luglio  1822  si  tolse  il  riporto  di 
jnuro  che  era  sotto  V  arco  superiore  di  essa 
€  dove  scorgeasi  effigiata  la  Regina  del  Car- 
melo .  Ad  onta  di  ciò  la  Porta  ,  che  non  fu 
peraltro  gir'imtnai  maestosa  ,  presenta  ora  una 
figura  alc^uanto   j>lg:ii€a  . 


XXIV 

Giglio  ,  del   ,  262.  -      ,  '' 

s.  Margherita  ,   di  ,  334. 

Marzia   629. 

s.   Pietro   546. 

s.   Prospero  ,  di  ,  (chiusa)   ^08. 

fastello  ,  del  685. 

Sole   286. 

Sperandio  ,  dello  ,  (chiusa)  207. 

s,  Susanna.    'j66, 

RIONE 
Porta  s.  Angelo    ,  di  .    43. 

Ehurnea   o   Bornia   ,  di  •    660 

s.    Pietro    ,  di  45 1. 

- —   Sóle  ,  di  27  I. 

~-  s,   Susanna   ,   di    ,  ^Si. 

SALA 
Catasti  nuovi    (  vedi  Palazzo   comunitatlvo  ) 
C'atasti   vecchj   ivi 

Cambio  ,   del  nobile   collegio   del  .   925. 
Consiglio   comunitativo    ,  del   ,   v.  Pai.  com. 
Consiglio   Generale   ,   antica  del  ,   v.   Pai.  coni. 
Lana   ,  del  collegio   della  428. 
Xiegisti  ,   del   Collegio  ,    dei   929. 
Macello   del   collegio  ,  del   4-^- 
Mercanzia   ,  del  collegio   della   923 
Notari   ,  antica  dei  •   599. 
Notari   ,  moderna  de*  (  v. palazzo  comunitativo 

SCUOLE 
Fanciulle  ,   delle   .    270. 
Pubbliche  .    4^0,  ,^ 

STATUA  IN  BRONZO 
Giulio  III  ,  dì  ,  592. 
Paolo   II  ,   di  ,  distrutta  «49- 
Sisto    V  y   di  y  distrutta  .4^0. 

SUSTRUZIONI  ^ 

Bottinelli  ,   dei  .   34o. 
Sopramuro  ,   di  .   339. 

TEATRO 
aquila  ,   dell  ,    distrutto  ,   834'- 
Baldoni  ,  nel  palazzo  ,   oGj. 

I 

I' 

I' 


BalioddI  ,  nel  palazzo  •    lyi. 

Belle    Lettere    ed   Arti  ,   dì  .    'j^Q* 

Leone    cV  oro,    nel    palazzo     Oraziani    ,     tH-^ 
smesso  ,   6ùQ. 

Pavone  ,   del  .   667. 

Yerzaro  ,   del  •    i5i« 
TORRI 

s.   Angelo  ,   di   Porta  .   225. 

Campanile  Pubblico.  V.  Palazzo  comunitativo  • 

Duomo  ,   del  ,   oggi    campanile  •    1*28. 

5.   Manno  ,  di    ,   e  suo     cel.   monumento   etru- 
sco .   701 . 

Sciri   o   Scalzi  ,   degli  •   828. 
TRIBUNALI 

Assessore  civile, del.  V.  palaz.  dellaUniv.vecch, 

Di   Prima   Istanza  .V.  palaz.  della  Univo  \ecch. 

Criminale  •  Y.   palazzo  comunitativo  . 
UNIVERSITÀ' 

Svie  Scuole  •  246  .  Biblioteca  .  247-  Camera 
deli'  Archivio  e  suoi  oggetti  considerabili  . 
248.  Museo  Archeologico  .  252.  Gabinetto 
fisico  .  'j54«  Anatomico  .  255.  Elaboratorio 
chimico  .  259.  Giardino  Botanico  o  260. 
VIA 

Abruzzo  ,   deir  .   553. 

s.   Anna  .617. 

Antica  .   352. 

Archi   dei  condotti  ,   degli  ,   iQi^ 

Bontempì  .   565. 

Cald erari  ,   dei  .   343. 

Calzo   di   5.   Ercolan<>  ,   del  .    464, 

Campo   di  Battaglia  ,   del  33o. 

Cappellari  ,   dei  .    646. 

Chiavica  ,   della  ,    4o3. 

Circo  ,  del  .   (*)   678. 

k  3 

C)  Sul  principio  di  qu  Via  riitipetto  a  quel- 
la che  piega  verso  la  eh.  di  s.  Angelo  di  P. 
E.  era  \\n  antico  pozzo  di  acque  pi  rcnni  ,  che 
per  la  esticrtia  siccità  della  estate  del  18  >2  fu 
provvidamente   latto  aprire   a    pubblica  utiiitiC 


xxyì 

Colomnta  ,   'j6r. 

Conca  ,   della  .   262, 

Corso  ,  del  .  o^a» 

Cupa  ,   della  ^    ^43. 

s,  Ei  colano  ,   j'i  .  465. 

s.   Fiorenzo  ,   di  .   352. 

s.   Francesco  ,   di  .   814. 

Fonti   coperte  .   delle  ,  618. 

Gabbia  ,  della  ,  8j9. 

Larga  .   6^4. 

liomellina  -619. 

Loto  ,  del  ,    i65. 

Lungara  ,   della  ,180* 

s.  Margherita  ,  di  ,  534. 

Bluzia  o  Mozza   ^ni, 

]Suovi>   64.^, 

l>fuoYa  di  Monteluci  e   s.   Ermino  da  eseguirsi 

445. 
J^uova  pel  colle  della  prome  da  escg,   272. 
Nuova  dalla  piazza  del   mercato  a  P>  s.  P.  da 

eseguirsi  485. 
iSuova  Romana  da  eseguirsi  555. 
rjuova  nella  via  Lomellina  da  eseguirsi  620. 
Gradina   o   nuova   168  • 
Papale   473. 
Parrione   ^10. 
Pastenì  ,  de'  ,  240. 
Pescerìa   ,   della   ,  45i« 
Piano  di  Massiaiio   ,  del  ,  701. 
Pinella  599. 
Porsenna  ,   di   6gn^ 
Prepo  ,  di  697. 
Priori   ,  dei  872. 
Riaria  658. 

cssendovisi  costruito  uno  stabile  parapetto  e 
tutt*  altro  necessario  ad  attingervi  comodamen- 
te r  acqua.  S'  incominciò  a  farne  uso  il  19 
giugno  ,  e  credesi  che  rimarra  aperto  a  co- 
modo pubblico  ,  per  supplire  alla  mancanza 
deir  altro  pozzo  della  Piazza  del  Duomo  che 
resterà  chiuso  come  si  è  sopra  notato  al-* 
la  pagina  xii. 


XtVIl 

Rimbcfcco  del  Clierubino   ,  detta  del  094.  4o4* 

Pioinaria   o  Flaaiinia   555. 

Sapienza   ,   della   737. 

Semplici   ,  de'   ySS. 

Strada  nuova  ,  detta  la  ,  6^6* 

Tecchia    168. 

Verzaro    ,  del    146. 

Volte   di  pace   ,   delle,  o   Via   delle  stalle  ^oig 


CATALOGO 
DEI    SIGNORI  ASSOCIATI 

ALL      ACQUISTO 
DELLA    PRESENTE    OPERA 

ccademia  dei  Filedoni 
Aiidreocci   /-.  m.  suor  Maria  Erminia  pel 

suo   moni  stero  di  j.  Agnese 
Andrei  sìg   Giovanni 
Audreoli  sig,    d,  Francesco    Rettore    nel 

Collegio   Pio 
Andreoni  sig.  parroco  d>  Giuseppe 
Angelucci  yig,    canon^  Gio   Battista 
Auselnii    iig   dott,  Giovanni 
Att sidei   sìg     conte  Vincenzio 
^utinori    si'g'    march.  Nicola 
Anlinori   sìg.  march,  profes.  Giuseppe 
Antìnori  sig.   march.  Giacomo 
Antolini  ni.  r.  p    maestro   Tommaso   pel 
Coiiy'  di  s.  Agostino 
.Antonini  sìg-    d    Girolamo 
,  Antonini  sig.  Giuseppe  (per  due  esemplari) 

Avmanni  sig.  Tommaso 
'  Bncci  sig'  d.  Flaminio  parroco 
_Badiou5-Oddi  sig.  conte   Marcontonio 
'l3aldfiar.y/^.' Giambattista 


Bnnclietti   sig^,  c?.Vlncenzio 

Bartoli    sìg.  avi^»   projess.    Luigi 

Bartolini   sig.    cL   Bartolommeo 

Bartolini  j"/^. Giuseppe  diReggio  diModena 

Belli  sig.    Angelo 

Bellucci  sig,  ci.  Cristoforo  ;?ar.  di  s. Maria 

delle    Croci    in  Casa    Marisa 
Batlaglinì    sig    d.  Inaocenziayt;ar.  di  Ca^- 

stiglion   del   Lago 
Beraidi   m.  r*   padre  preposto    Carlo   per 

la  Congregazione  deli  Oratorio 
Biblioteca    Pubblica 
Biblioteca  Domiaicini 
Bini    revmo.  p.    d,    Vinceazio  ab.  de'  rr> 

Monaci  Cassinensi 
Boccanera  sig.   Orazio 
Bordoni    sig.  Giambattista 
Borromei    sig,    Giovanni    di   Ferrara 
Bourbon  di  Corbello  sig.    mar.   cai^.    Carlo 
Braccescbi   Gentili    sig,    marchese   colon-' 

nello    Braccio 
Brizi    sig,    avv,    Antonio 
Brunori  sig^  parroco  d.  Giambattista 
Bruschi   sig.    a^v.    Silvestro 
Busti    sig.  Pietio 

Calderini  ^7^. Nazzareno  (per  n.4  esemplari 
Calderini  sig,    Amerigo 
Camiiìctti    Perotti  sig,    Giuseppe 
Campalaslri    sig   d,    Carlo 
Cancellieri    sig.    Domenico 
Carattoli    sig,    Giuseppe  ^ 

Cavalaglio    sig*,   d   Cristoforo 
Cenci    nob    sig  Bartolommeo 
Cerrini    sig.  d^  Antonio 
Cerjini    ,s^/g.    Giovanni 
Cincin    sig.  parroco  d.  Giuseppe 
Ciuffetti  sig.  Fabrizio 


Coaestabili  della  Staffa  si^.  con  Francesco 
Coppoli    sig.    mai  che  sa    Drusola 
Costcititini    sig.    parroco     d.    Giuseppe 
Dati   m,    r.   p.    Leonardo    da    s.  Giuseppe 

pei    coiiveato  di    s.    Teresa 
Degli-Oddi  monsig.  arcidiacono   Carlo 
Douiai    nob,  sig^    Filippo 
FantaccliioLti  sig,  parroco  d.    Vincenzio 
Ferrer  sig  «5.  Giuseppe  yyre/^|«^/  ColL  Pio 
Foppiaiii  yig.  doti.  J.  Stefano  priore     v^i- 

cario  foraneo  di  Monteleoone  . 
Frigger!   nob.  sig.  Silvestro 
'Gentili  sig.  dot.  Luigi  -^ 

fGiammaroni    sig,  parroco  d.    Viucenzie 
Giannini  sig.  Giuseppe  . 
Gioffredi  sig,  Giacomo  . 
sGiovio  nob.  iig,  canon.  Averardo  . 
iOiovio^ioè.  sig.  Filippo 
Giorgi  sig.    Luigi 
Girolamini  j7g-.  Giuseppe 
Innamorati  sig.  dot.  Giuseppe 
Isidori  jig". Biagio  pel  Monist.  di Monteluci 
Laudati  sig-  dot.  Giambattista 
Lippl-Alessandri  nob.  sig.  canon.  Scipione 
Mancini  sig.  parroco  d.   Giuseppe 
Maj  i  sig.  doti.  d.  Filippo 
Majini  sig.  Giuseppe 
Massi  ni  sig.  Michele 
Matteucci  sig   Giuseppe 
Mazzaiini  revmo.  p.  d.    Gherardo    abbate 
dei  rr.  ^lonaci    Cisterciensi   pel  Mona- 
stero  dei  ss.  Giambattista  e  Bernardo 
Mediconi  sig.  contessa  Teresa 
Menicucci  sig.  Luigi 

Mezzanotte  in  r^^  Nicola  pel  Conv.  di  s.  Sp. 
Mezzanotte  sig.  profes.  Antonio 
Michelangeli    sig.  par.  d.    Frane.    Saverio 


Miclieletti  sig.  Jo/.  Salvadore 

Miclieletti  sig.  Luigi 

Migliorini  m,  r*  p-    leti.    Costanzo  per  la 

Biblioteca  di  s.  Franceieo  del  Monte 
MoUajoli  sig^  Pietro  pel  Mon. di  s^Giuliana 
Moiiistero  di  s.  Pietro 
Monotti  sig^  Giovanni 

Monti   sig*  Ermenegildo  ^^   n^u-n 

Mosci    sig*    d.  Angelo  iaftfrpT 

Natali    sig.    dott,  d.    Francesco 
N eg r oni  siq\  presidente    Cari o 
Orsini     sig^  d.  Filippo 
Ov\\^    sìg\  d<    QsiAo  'ÀJJtfciì 

Ortis    sig.  X^nigi    :  minge \ 

Paci  sig-  parroco  d.  Benedetto  Duage.  / 
Fanti  \y%:«  parroci^  d.  Loi-ens^a  ^^MUtuss^ 
Paolotti    sig-    Giuseppe  -a    vi  c  (^t-^Y 

Patri/.j     sig*    Nicola,   di    AccjnapeDdeut^ 
Pecci    sig^    Filippo  ■ 

Penna    degli  Aa  cipreti  della  t  sig.  barone 

cav-    Fabrizio  mjsur^^ 

Perilli  /'.  p.  m.    Girolamo  pel  Convento  dì 

s.  M.  Nuova 
Pernossi  sig^  dott.  Domenico 
Peruccbini  sig    Zeffiro 
Piaceri  sig~   Ferdinando 
Pompilj    j/g.  d  Nicolò  piev^  di  Petroja 
Previtali  sig^  parroco  d    Francesco 
Pucci  Boncambi  uob.  sig.  Rodolfo 
Ragniotti  sig     Giuseppe 
Ranaldi    sig     Cosimo 
Ranieri  sig.   conte  Ruggiero 
Ranierì\>/^. /?^rroco  r/   Luigi 
Rossi    nob.  sig.    Orazio 
ViOioniiiì  sig    dott,    Flaminio 
Salajoli    slg^    d.    Luigi 
Salili  sig^  par ^  don.  d.  Giuseppe  Goffrefia 


Santi  sig.  dotti    €ostaniino 

Santi    sig.    Desiderio 

Senesi    sig:    av^-   Filippo 

Silvestriui   sig.    dote.    Serafino 

Speroni    sig     Ferdinando 

Starnar!    si'g,    d»    Spiridione 

Stornelli   sig.   d,   Casimiro 

Tamarigi  sig,  Domenico 

Tantini  sig.  dott.  Luigi 

Torelli  sig.  Marco  ì;x>jt.a 

Trinci   suor  Amante    Maria    pel  sntf  11X^^5' 
ni  stero    di  s.    Lucia  '^' 

Trissino  sig.  conte  Leonardo  df  Vicenza 
Vagnini    sig,  parroco  d,  Giacomo 
Vagnucci    sig.    Luigi 

Vassalli  m.r.yy.m  Angelopelconv.  dclCarm^ 
Veglia /?.  priore?  d.  Luigi 
Veracchi  sig.  canon,  d.  Alessandro 
Vermiglioli   noò,    sig    ^ro/!  Gio.  Battista 
Vitalini   sig.  d.  Alessandro 
Vitiani   sig.    Carlo 


ERRORI 


CORREZIONI 


Pag.  Lin. 
i5        4      Turrena 
4x         i4   Gubbio 


65 


s)8   Rubino 
26   Reopardi 

I  Marena 

I I  avveniineto 
20   compagnia 


9^ 
154 

173 

CUI 

263      3o     A  cinque  al* 

tari 
26g      12   dì  ogni   sesso 

3i'i    '  0     pòssGniy 


Turrenia 

Kocera  Gualdo   Frat- 
ta  Maisciano 
Rustico 
Leopardi 
Marena 
avvenimento 
Compagnia  di   cui 

Ila   cinque   altari 

dì   ambi   i  sessi 

possano 


551      I      dis.  Fiorenzo      di  s.  Fiorenzo 
pti   feriti 

558      i5  osrni   5    anni 

501      -12   >ÌDCCLE11 

.^93      7      di    Terni 

096      IO   Amsler  tiro 
lese 

4>i      I      si   esegi 

415      i5  Agosto 

i^5      29   air    ant. 

5Si      5     FrancescoGa-      Cristoforo  Gasp^r 
speri 

6d6     39  E'  nelle  sue 

ivi     5o   s.   Bendetto 

Ivim  35  di     Aversa     , 
dieci 

661      5      da 

712     5o    iSiS   da  An- 
gelo 


ogni   ^   anni 
31DCCLV11 
di   Karni 
Amsler  svizzero 

si    esegui 

Luglio 

^11     articolo 


J18      20  dal  di  1 1  Lu- 
glio ^ 

861       i5  ali  me 

S56     i'9  di  stessa 

83 1      9  Anaot.   all' 
Art. 

IT      29    .     .     ,     . 


,     e  nelle  sue 

s.    B-nedetto 

di     Aversa  ;     quindi 

dieci 
da 
181S  ,  e    ricostruito   e 

ampliato     nel     1832 

da   Angelo 
dal  di    1 1   Giugno 


ultime 

di  se  stessa 

Annot.    i5   all'  Art. 


ss.   Croce    e  Antonino 
parroc.   702 
Il  quadro  con  Giacobbe  notato  alla  pag,  qo5.  è 
saggio   del  giovane   sig.    Gaspare  Sensi  perng. 
jiUrì  non  troppo  ft^quenti  errori  dì  mi^ 
nor    rilìtvo  si  lasciano    alla  correzione    del 
Leggitore  . 


IMPRIMATUR 

Fr.  Joaa.   Audr.    Lavisi  S.   Off.     Perusiae 
Inquisitor  Generalls 

IMPRIMA!  U  R 
Can.  Philippus  Paceui  Vicarias  Generalis 


I 


I 


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